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(AGI) – Washington, 31 mag. – Non accenna a calare l’emergenza alluvioni in molte citta’ del Texas. L’ultimo bilancio delle vittime, riferisce il Wall Street Journal, e’ salito a 25 mentre 11 sono i dispersi. Intanto il presidente Barack Obama ha dichiarato lo Stato di emergenza. (AGI) .

(AGI) – Roma, 30 mag. – La Russia ha bandito l’ingresso nei propri confini a 89 politici e militari dell’Unione europea. La ‘black list’ – compilata dal ministero degli Esteri di Mosca – ha irritato non poco Bruxelles e le cancellerie occidentali ed e’ stata definita “inaccettabile” dal presidente dell’Europarlamento, Martin Schulz, che si e’ dichiarato “sbigottito”. L’elenco comprende diversi nomi eccellenti; nessun italiano – come confermano fonti diplomatiche all’Agi – risulta inserito. Tra i nominativi, figurano l’ex vicepremier britannico, Nick Clegg, e l’ex premier belga, Guy Verhofstadt, che attualmente presiede il gruppo dei liberali ‘Alde’ nel Parlamento Ue. Bandito anche Uwe Corsepius, attuale segretario generale del Consiglio dell’Ue, incarico che dovrebbe lasciare a giugno per diventare consigliere per gli affari esteri della cancelliera tedesca, Angela Merkel. I tedeschi ‘indesiderati’ sono in totale sette, fra cui il vicepresidente del gruppo parlamentare Cdu/Csu, Micheal Fuchs, anch’egli molto vicino alla Merkel. Russia off limits anche per l’ex europarlamentare franco-tedesco Daniel Cohn Bendit. L’ex ministro degli Esteri ceco, Karel Scwarzenberg, fortemente critico nei confronti della politica di Mosca verso l’Ucraina, ha confermato di far parte della black-list. “Lo considero un punto di merito”, ha rivendicato. Anche l’europarlamentare svedese Anna Maria Corazza Bildt si e’ dichiarata “fiera” di esser stata inserita nell’elenco, in cui compare anche l’ex ministro della Cultura, Lena Adelsohn Liljeroth. La lista degli ‘indesiderati’, come riferito dal premier oldandese, Mark Rutte, e’ stata trasmessa da Mosca a diverse ambasciate Ue in Russia con la richiesta che rimanesse confidenziale. Rutte ha gia’ fatto sapere che il suo Paese la considera “illegale”. “In un momento in cui si cerca di disinnescare un duro e pericoloso conflitto nel cuore dell’Europa, questa lista non aiuta affatto”, e’ stato il piccato commento del ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier. Berlino ha chiesto che la lista venga resa pubblica e ne siano giustificati i criteri di composizione. Nell’elenco, ha confermato Schulz, vi sono numerosi membri del Parlamento europeo. “Cio’ diminuisce la fiducia reciproca e ostacola qualsiasi sforzo per un dialogo costruttivo teso a trovare una soluzione pacifica e durevole all’attuale crisi geopolitica”, ha affermato il numero uno di Strasburgo. La lista russa che sancisce il divieto di ingresso per 89 politici e militari dell’Ue e’ “totalmente arbitraria e ingiustificata, specialmente in assensa di ogni ulteriore chiarimento e trasparenza”. Lo afferma una portavoce dell’Alto rappresentante Ue per la Politica estera e di Sicurezza comune, Federica Mogherini. “Negli scorsi mesi, a diversi politici Ue e’ stato negato l’ingresso una volta arrivati al confine russo. Le autorita’ russe hanno giustificato tale diniego con riferimento all’inclusione di queste persone in una ‘stop list’ confidenziale”, si legge in un comunicato della portavoce. “In seguito a ognuno di questi rifiuti, l’Ue e gli Stati membri interessati hanno ripetutamente sollecitato chiarezza sul contenuto di tale lista”. “La lista con 89 nomi e’ stata ora condivisa dalle autorita’ russe”, si legge ancora nella nota. “Non disponiamo di ulteriori informazioni sulla base legale, i criteri e il processo di questa decisione”. “Ci manteniamo in stretto contatto con gli Stati membri coinvolti”. Anche Londra stigmatizza la ‘black-list’ di Mosca che vieta l’ingresso in territorio russo a 89 politici e militari dell’Unione Europea. “Non c’e alcuna giustificazione per questa lista”, ha commentato un portavoce del Foreign Office. “Se l’intenzione della Russia e di fare pressione sull’Ue perche allenti le sanzioni, non e’ questa la strada per ottenere l’obiettivo”. Nell’elenco figurano nove britannici, fra cui il numero uno dell’MI5, Andrew Parker, il capo delle forze armate, Nick Houghton, l’ex vicepremier, Nick Clegg, e l’ex segretario agli Esteri, Malcom Rifkind. .

(AGI) – New York, 30 mag. – Un comandante dell’Isis, apparso in un video in cui invita al jihad in Siria, e’ stato addestrato in tattiche anti-terrorismo negli Stati Uniti. E’ quanto ha rivelato il Dipartimento di Stato americano, secondo quanto riferito dalla Cnn. Si tratta del comandante della polizia tagika, colonnello Gulmurod Khalimov, che appare nel filmato armato di fucile di precisione e di una bandoliera di munizioni. “Ascoltate, porci americani, sono stato in America tre volte, ho visto come addestrate i vostri soldati a uccidere i musulmani”, dice Khalimov nel filmato, parlando in russo, “insegnate ai vostri soldati a circondare e attaccare per sterminare l’Islam e i musulmani. Se Dio vorra’ vi troveremo nelle vostre citta’, verremo nelle vostre case e vi uccideremo”. Secondo il Dipartimento di Stato, Khalimov ha partecipato a cinque corsi di addestramento, tra il 2003 e il 2014, nell’ambito di un programma di sicurezza anti-terrorismo. Secondo un ex ufficiale dell’intelligence americana, Michael Breen, il comandante dell’Isis “ha capacita’ molto pericolose, non e’ mai una buona cosa avere a che fare con un esperto anti-terrorismo che diventa terrorista”. .

(AGI) – Nizza (Francia), 30 mag. – Lo schianto di uno yacht sulle rocce, vicino all’aeroporto di Nizza, ha costretto alla chiusura di una delle due piste dello scalo della Costa Azzurra. Le autorita’ francesi hanno annunciato che non ci sono stati disagi e che il traffico aereo e’ stato interrotto solo per un’ora, per consentire le operazioni di rimozione dello yacht. A bordo dell’imbarcazione di 11 metri viaggiavano cinque persone, una delle quali e’ stata ricoverata in ospedale. “La barca si trovava in un’area in cui la navigazione e’ proibita”, ha spiegato il colonnello Yves-Marie Borde, responsabile della sicurezza dello scalo francese. .

(AGI) – Istanbul, 30 mag. – E’ uscita dal coma la 19enne curda Mutlu Kaya, gravemente ferita alla testa per aver partecipato alle selezioni di un talent show. Secondo i media turchi, la giovane cantante ha aperto gli occhi, ha pianto ed e’ riuscita a scambiare qualche parola con la sorella. A sparare alla ragazza sarebbe stato l’ex fidanzato, arrestato dalla polizia con l’accusa di tentato omicidio. Il ragazzo di 26 anni avrebbe agito per gelosia nei confronti di Mutlu, che aveva scelto di partecipare a un concorso per nuovi talenti della musica, Sesi Gok Guzel, una sorta di ‘X Factor’ turco. Cosi’, secondo la polizia, lo scorso 18 maggio fece irruzione nel giardino della sua abitazione, a Diyarbakir, nel sudest della Turchia, e sparo’ attraverso una finestra, colpendo la giovane alla testa. Mutlu era stata selezionata per il concorso nel marzo scorso e aveva ricevuto il sostegno di una famosa interprete del pop turco, Sibel Can, che aveva promesso di aiutarla nella carriera. Ma una parte della sua famiglia era fortemente contraria dalla sua partecipazione. Nel sud-est turco, popolato in maggioranza dai curdi, vigono ancora tradizioni feudali conservatrici. Partecipare a una trasmissione televisiva e’ generalmente considerato disonorevole, tanto piu’ se si e’ una donna. Nell’area sono frequenti i cosiddetti “crimini di onore”, gli assassini di giovani donne commessi dagli stessi familiari – fratelli, padri, zii, a volte addirittura la madre – per evitare una condotta considerata disdicevole. .

(AGI) – CdV, 30 mag. – “Una societa’ giusta riconosce come primario il diritto alla vita dal concepimento fino al suo termine naturale. Vorrei, pero’, che andassimo oltre, e che pensassimo con attenzione al tempo che unisce l’inizio con la fine”. Sono parole di Papa Francesco all’Associazione Scienza e Vita, che compie 10 anni. Il Pontefice ha chiesto a questo coordinamento – al quale fanno capo diverse sigle cattoliche che si erano impegnate a favore dell’astensione al referendum sulla fecondazione assistita – di allargare il suo campo d’azione ad una difesa della vita nelle diverse situazioni in cui e’ sotto attacco. Secondo il Papa, infatti, “e’ attentato alla vita la piaga dell’aborto. E’ attentato alla vita lasciar morire i nostri fratelli sui barconi nel canale di Sicilia. E’ attentato alla vita la morte sul lavoro perche’ non si rispettano le minime condizioni di sicurezza. E’ attentato alla vita la morte per denutrizione. E’ attentato alla vita il terrorismo, la guerra, la violenza; ma anche l’eutanasia”. “Amare la vita – ha ricordato il Papa – e’ sempre prendersi cura dell’altro, volere il suo bene, coltivare e rispettare la sua dignita’ trascendente. “Riconoscendo il valore inestimabile della vita umana, dobbiamo anche riflettere – ha spiegato – sull’uso che ne facciamo. La vita e’ innanzitutto dono. Ma questa realta’ genera speranza e futuro se viene vivificata da legami fecondi, da relazioni familiari e sociali che aprono nuove prospettive”. Per Francesco, “il grado di progresso di una civilta’ si misura proprio dalla capacita’ di custodire la vita, soprattutto nelle sue fasi piu’ fragili, piu’ che dalla diffusione di strumenti tecnologici”. “Quando parliamo dell’uomo, non dimentichiamo mai – ha scandito – tutti gli attentati alla sacralita’ della vita umana”. Si tratta, ha riconosciuto il Pontefice, di “una sfida impegnativa, nella quale vi guidano gli atteggiamenti dell’apertura, dell’attenzione, della prossimita’ all’uomo nella sua situazione concreta”. .

(AGI) – Washington, 30 mag. – La coalizione anti-Isis a guida americana ha eseguito in 24 ore 22 attacchi aerei contro le postazioni dei jihadisti in Iraq e in Siria. Secondo quanto riferito dal comando militare Usa, 16 raid hanno colpito obiettivi in Iraq, nelle zone di Baghdad, Bayji, Fallujah, Hit, Kirkuk, Mosul, Ramadi, Sinjar e Tal Afar; 6 attacchi in Siria si sono concentrati nei pressi di Al Hasakah, Dayr Az Zawr e Kobane. I raid hanno colpito unita’ dello Stato islamico, hanno distrutto postazioni e artiglieria. Intanto i jihadisti dello Stato islamico hanno raso al suolo la prigione di Palmira, simbolo del regime siriano. Lo ha riferito l’Osservatorio siriano per i diritti umani. I miliziani sunniti hanno fatto saltare in aria il carcere, con cariche esplosive piazzate “all’interno e all’esterno” della struttura. I jihadisti controllano l’antica citta’ siriana, patrimonio dell’umanita’ Unesco, dallo scorso 21 maggio. .

(AGI) – Lagos, 30 mag. – E’ di almeno dieci morti accertati il bilancio dell’attentato dinamitardo contro una moschea a Maiduguri, capitale dello Stato federato di Borno, nella Nigeria nord-orientale, e luogo d’origine di Boko Haram. Numerosi anche i feriti. Secondo un rappresentante delle forze di vigilanza costituite spontaneamente dagli abitanti per difendersi dai jihadisti, Abba Modu, ad agire e’ stato un kamikaze: l’uomo si e’ mescolato ai fedeli che stavano affluendo per la preghiera pomeridiana, e una volta all’interno si e’ fatto saltare in aria in mezzo a loro. .

(AGI) – Baghdad, 30 mag. – I miliziani dello Stato Islamico attivi nella provincia di Diyala, Iraq nord-orientale, hanno reclutato persino cento bambini perche’ combattessero contro l’Esercito governativo: lo ha denunciato il capo della polizia provinciale, generale Jassem al-Saadi, citato dai mass media locali. Secondo l’alto ufficiale iracheno, l’Isis ha costretto ad arruolarsi nelle proprie file civili di eta’ inferiore ai 16 anni. Il gruppo jihadista “li sta usando anche per gli attacchi kamikaze”, ha sottolineato Saadi. (AGI) .

(AGI) – Mosca, 30 mag. – Una singolare coalizione nel segno dell’omofobia, composta da poliziotti in assetto anti-sommossa, militanti nazionalisti in tuta mimetica, estremisti religiosi e tifosi di calcio, ha impedito lo svolgimento di una parata in stile Gay Pride che i promotori intendevano far tenere oggi nel cuore di Mosca, in via Tsverkaja, a pochi passi dal palazzo dell’ex Mossovet, dove ora hanno sede gli uffici del sindaco. L’iniziativa mancava pero’ di qualsiasi autorizzazione, anzi, era stata esplicitamente vietata con ordinanza della magistratura, e cosi’ i manifestanti che si stavano concentrando pacificamente sul sito dell’evento, molti dei quali sventolavano la bandiera con i colori dell’iride che e’ il simbolo del loro movimento Lgbt, si sono ritrovati davanti a un fronte tanto composito quanto ostile. Subito sono scattati gli arresti: ufficialmente appena cinque, almeno sedici invece secondo l’emittente radiofonica ‘Echo Movsky’, tradizionalmente non allineata. Nikolai Alexeyev, tra gli attivisti piu’ noti in Russia per i diritti omosessuali, ha denunciato tramite Twitter di essere stato addirittura “picchiato”, e che “probabilmente mi hanno fratturato un dito della mano sinistra”. Persino peggiore e’ stata pero’ l’accoglienza riservata ai dimostranti dagli altri astanti: lanci di uova, ma anche e soprattutto tante botte. I fustigatori di costumi si sono poi giustificati asserendo di essere intervenuti per dare man forte ai tutori dell’ordine, onde annientare “i biechi valori anti-cristiani” degli organizzatori e cosi’ “evitare che il Mar Morto spazzi via la nostra bella capitale come fece un tempo con l’antica citta’ di Sodoma”: parola di Dmitry ‘Enteo’ Tsonoriov, leader del gruppo ultra-radicale ortodosso chiamato Volonta’ di Dio, celebre per aver teorizzato la natura potenzialmente divina di Vladimir Putin, e definito una “giusta punizione” la strage di gennaio nella redazione parigina del settimanale satirico francese ‘Charlie Hebdo’, pur se perpetrata da fanatici jihadisti. Alla fine comunque e’ finito in manette anche lui. “Non ci sara’ alcuna parata perche’ noi tifosi non lo permetteremo”, ha chiosato a sua volta un anonimo sostenitore del Cska, seconda forza del campionato russo. Alla fine, insomma, niente X Moscow Pride: come era prevedibile, stante la durissima legislazione anti-gay voluta in primis dal Cremlino, che non cessa di allarmare le organizzazioni umanitarie del mondo intero e che in qualche modo punta a ‘compensare’ la rimozione dell’omosessualita’ dal novero delle malattie mentali, risalente al fin troppo vicino 1999. (AGI) .

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