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(AGI) – Roma, 26 mag. – La ragione per la quale le trattative tra la Grecia e i suoi creditori rimangono impantanate non e’ la riluttanza del governo Tsipras a varare le riforme economiche chieste dall’ex troika (Commissione Ue, Bce e Fmi, oggi ‘Brussels Group’) ma la richiesta di un ulteriore inasprimento dell’austerita’, che impedirebbe al paese una ripresa economica. Lo scrive il ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis, in un articolo apparso su ‘Project Syndicate’.

“Il nostro governo e’ disposto ad applicare un’agenda che includa tutte le riforme economiche sottolineate dai think tank economici europei”, scrive il ministro greco, “inoltre, siamo in grado in maniera unica a mantenere il consenso dell’opinione pubblica greca per un solido programma economico”.

Abi: banche italiane poco esposte con la Grecia, problema e’ Ue

“Quindi, se il nostro governo vuole abbracciare le riforme che i nostri partner si aspettano, perche’ i negoziati non hanno prodotto un’intesa?”, scrive Varoufakis, “il problema e’ semplice: i creditori della Grecia insistono su un’austerita’ ancora maggiore per quest’anno e oltre, un approccio che impedirebbe la ripresa, bloccherebbe la crescita, peggiorerebbe il ciclo deflazionario del debito e, alla fine, eroderebbe la disponibilita’ e la capacita’ della Grecia di vedere inoltre l’agenda di riforme della quale il paese ha un bisogno cosi’ disperato”.

“Il nostro governo non puo’ accettare e non accettera’ una cura che si e’ dimostrata per cinque lunghi anni peggiore del male”, aggiunge Varoufakis che respinge in particolare gli obiettivi di avanzo primario “insostenibili” e definisce “assurdo” sostenere che Atene non abbia raggiunto un “sufficiente consolidamento fiscale”. “Il punto piu’ spinoso, l’unico elemento determinante e’ l’insistenza dei creditori su ulteriore austerita’, anche a spese dell’agenda di riforme che il nostro governo e desideroso di portare avanti”, conclude il ministro ellenico. (AGI)

(AGI) – Sydney, 26 mag. – Una donna australiana ha abbandonato i figli per unirsi ai terroristi dell’Isis. Secondo quanto riporta il Sydney Daily Telegraph, Jasmina Milovanov, una 26enne che si e’ convertita all’Islam, ha lasciato i suoi due due bimbi di 5 e 7 anni con una babysitter all’inizio del mese senza piu’ fare ritorno. Il governo di Canberra, che sta indagando sul caso, si e’ dichiarato “disturbato” dalla notizia. La donna avrebbe inviato un messaggio all’ex marito per informarlo di essere in Siria. “Non posso credere che abbia abbandonato questi due meravigliosi bambini”, ha dichiarato l’uomo menzionando i post estremisti della ex moglie su Facebook dove vanta un’amicizia come Zehra Duman, nota in Australia come “recruter di mogli per i jihadisti”. Secondo gli amici della Milovanov citati dal Telegraph, la donna avrebbe detto spesso di voler sposare un combattente jihadista. .

(AGI) – Pechino, 26 mag. – E’ di 38 morti e 6 feriti, di cui 2 in gravi condizioni, il bilancio di un incendio divampato in una casa di riposo a Pingdingshan, in Cina. Lo riferisce la Xinhua. Nella struttura andata in fiamme, secondo quanto riportato dalla Cctv, erano ospitate 130 persone. Le operazioni di soccorso sono ancora in corso e le cause dell’incendio non sono state accertate. (AGI) .

(AGI) – Houston, 26 mag. – Jony Ive, il genio che ha dato forma ai sogni di Apple, e’ stato promosso “Chief Design Office”. E’ lui stesso a rivelarlo in un’intervista a The Telegraph, rilasciata insieme al suo boss, Tim Cook. Era senior vice president. E’ considerato l’erede visionario di Steve Jobs e il suo nuovo ruolo – precisa una nota inviata da Cook ai dipendenti e pubblicata sul blog 9to5Mac – espandera’ le sue mansioni creative: non piu’ solo prodotti tecnologici ma anche negozi, il nuovo campus californiano a forma di astronave e perfino i mobili. “Jony e’ uno dei designer piu’ talentuosi e di successo della sua generazione – scrive Cook nella nota – con 5.000 sbalorditivi brevetti sotto il suo nome”. Negli ultimi 20 anni Sir Jonathan ha firmato l’eleganza di pietre miliari come l’iPod, l’iPhone, l’iPad e lo smartwatch. Assumera’ formalmente il nuovo incarico dal prossimo luglio. (AGI)

(AGI/AFP) – Rio de Janeiro, 26 mag. – Nove persone sono morte, di cui una decapitata, nel corso di un ammutinamento in un carcere brasiliano. “Dopo 18 ore di trattative l’ammutinamento e’ cessato”, ha riferito un portavoce della polizia dal penitenziario di Feira de Santata, a circa 100 da Salvador de Bahia, precisando che sono stati rlasciati 70 ostaggi. Durante la rivolta, scattata mentre erano in corso le visite dei familiari, i detenuti hanno ucciso 8 carcerati mentre uno e’ morto in seguito alle ferite riportate. I prigionieri hanno preso in ostaggio i visitatori chiedendo di poter parlare delle loro condizioni con i rappresentanti dell’associazione dei diritti umani. Il direttore del carcere, Cleriston Leite, ha detto invece che si e’ trattato di una disputa tra fazioni rivali. Le associazioni per i diritti umani hanno piu’ volte denunciato le condizioni delle prigini brasiliane definendole “medievali”. (AGI)

(AGI) – Houston, 26 mag. – Danni “devastanti” sono stati provocati dall’alluvione che si e’ abbattuta nella zona centrale del Texas, negli Stati Uniti, dove sono 3 le vittime accertate mentre 12 persone risultano ancora disperse. Il governatore del Texas, Greg Abbott, durante una conferenza stampa ha descritto la potenza dell’alluvione “come quella di uno tsunami”, con onde d’acqua “che buttavano giu’ alberi come se fossero fili d’erba: una cosa mai vista”. Abbott ha esteso lo stato di calamita’ a 24 contee dello stato mentre tra i dispensi, 8 appartengono tutti allo stesso gruppo familiare, in vacanza in una casa nella zona di Wimberley Valley per festeggiare il Memorial Day. Secondo quanto riferito da testimoni, l’abitazione in cui si trovavano e’ stata letteralmente trascinata via dall’acqua. Solo una persona del gruppo si e’ salvata, lanciando l’allarme sugli altri. Circa duemila persone sono state evacuate, soprattutto nella zona di San Marcos e Wimberley, vicino al fiume Blanco. (AGI)

(AGI) – Accra, 25 mag. – Microsoft ha individuato il Ghana come uno dei suoi principali mercati. Il gigante informatico intende aiutare i giovani del Paese nell’utilizzo delle nuove tecnologie digitali per migliorare le loro condizioni di vita rafforzandone la crescita economica. In collaborazione con l’Istituto Internazionale per la Comunicazione e lo Sviluppo (Iicd) Microsoft ha istituito un portale per l’imprenditorialita’ e l’occupazione. L’obiettivo e’ fornire ai giovani ghanesi, laureati o diplomati, un orientamento professionale e una piattaforma digitale. “Nel paese ci sono tanti giovani di talento – ha detto il vicepresidente esecutivo di Microsoft Brandford L. Smith durante una conferenza stampa ad Accra – ma non hanno facile accesso a informazioni e servizi digitali”. Smith ha inoltre annunciato che sono in corso accordo con varie organizzazioni non governative in Ghana per fornire nuove tecnologie ai ragazzi per aiutarli a ottenere piu’ competenza e creare quindi nuovi posti di lavoro. “Il Ghana – ha continuato – e’ importante per il futuro dell’Africa e l’Africa e’ importante per il futuro del mondo”. La disoccupazione giovanile e’ piuttosto allarmante nel Paese, e secondo il direttore di Microsoft Ghana, Derek Appiah, la piattaforma digitale offerta dal gigante informatico offre “orientamento professionale e competenza nello sviluppare le proprie capacita’”. .

(AGI) – Kano (Nigeria), 25 mag. – Dieci persone massacrate a colpi di machete dagli islamisti di Boko Haram in un villaggio del nord est della Nigeria. E’ quanto denuncia Maina Ularamu, capo del distretto di Madagali, nel nord dello Stato d’Adamawa. L’orribile attacco e’ avvenuto venerdi’ mattina nel villaggio di Pambula-Kwamda. “Sono arrivati verso le 4 del mattino, quando gli abitanti dormivano ancora e hanno utilizzato il machete per ucciderli”, ha affermato Ularamu. Il villaggio, teatro della strage, e’ in una regione in cui le comunicazioni non funzionano dopo la distruzione da parte dei miliziani di numerose antenne di telefonia mobile. Adamawa, uno dei tre Stati piu’ colpiti dai terroristi, era stato dichiarato “liberato” da Boko Haram nel marzo scorso da parte dell’esercito nigeriano. Molti villaggi della regione pero’ sono stati attaccati recentemente durante un’operazione dell’armata nigeriana nella foresta di Sambisa, nello Stato vicino del Borno atto a distruggere i campi dei miliziani. Nella notte tra sabato e domenica il villaggio di Gubio e’ stato attaccato, numerosi civili uccisi e le loro case bruciate. L’esercito ha affermato di aver ucciso dozzine di islamisti e liberato una ventina tra donne e bambini e il portavoce dell’armata Chris Olukolade, ha aggiunto che in un altro attacco a Mafa – sempre nello Stato del Borno – le truppe avevano respinto i miliziani di Boko e che 30 islamisti erano stati uccisi. (AGI) .

(AGI) – Roma, 25 mag. – Momenti di panico e di tensione oggi a Tunisi, scossa da una strage proprio a pochi passi dal Parlamento e dal museo del Bardo, in cui il 18 marzo scorso durante un attacco terroristico morirono venti turisti stranieri, di cui quattro italiani. Questa volta pero’ non si tratta di un attentato ma di un gesto di follia dovuto – secondo quanto sostengono le autorita’ – a problemi psichici. Nella base militare di Bouchoucha un caporale in congedo, a cui non era consentito portare armi, ne ha sottratto una a un commilitone e ha aperto il fuoco sui soldati durante la cerimonia dell’alzabandiera. Il bilancio della sparatoria e’ di sette militari uccisi, tra cui un colonnello e dieci i feriti, uno di loro in condizioni gravissime. Mehdi Alijmei, 30 anni, questo il nome del’autore della strage e’ stato poi ucciso da un tiro di risposta. La base militare Bouchoucha e’ sede della Brigata antiterrorismo e della direzione generale delle unita’ di pronto intervento. Non sono ancora chiare le cause che hanno portato il caporale, originario di Bir Zitoun (Tebourba) a compiere la strage anche se il portavoce del ministero della Difesa, Belhassen Oueslati sottolinea che l’uomo aveva problemi psichici. Parlando in una conferenza stampa, Oueslati ha rivelato che Alijmei aveva difficolta’ familiari e per i suoi disturbi gli era stato sottratto il porto d’armi e trasferito in un posto ‘non sensibile’. I suoi commilitoni inoltre avevano mostrato segni psichici peggiorativi negli ultimi mesi. Si tratta di un caso isolato, ha assicurato il portavoce del ministero, aggiungendo che le autorita’ tunisine stanno facendo il possibile per approfondire le vere ragioni alla base del gesto compiuto dal militare. Oueslati ha ribadito di escludere la pista dell’attacco terroristico. Dopo l’attentato al Bardo del marzo scorso le forze di sicurezza della Tunisia sono in massima allerta. La settimana scorsa la polizia italiana ha arrestato un tunisino di 22 anni accusato dalle autorita’ di Tunisi di aver preso parte all’attacco. Il ragazzo, Abdel Majid Touil, si e’ sempre dichiarato innocente. Gli inquirenti che indagano hanno accertato che il giovane era a bordo dell’aereo low cost che a gennaio dal Marocco l’ha portato in Tunisia. Tra le ipotesi al vaglio di pm, Digos e Ros c’e’ anche quella, ventilata in una intervista al ‘Corriere della Sera’ dal padre di Touil, che il giovane abbia venduto il suo passaporto a chi poi avrebbe usato la sua identita’ per compiere l’attentato. La scomparsa del passaporto di Touil era stata denunciata dalla madre il 15 aprile scorso, dopo che il figlio arrivato in Sicilia su un barcone dalla Libia lo scorso 17 febbraio l’aveva raggiunta a Gaggiano, nell’hinterland milanese. (AGI) .

(AGI) – Abuja, 25 mag. – Un accordo tra distributori di carburante i sindacati ha posto fine in Nigeria a uno sciopero selvaggio che durava da un mese e rischiava di paralizzare l’economia del Paese. In una dichiarazione comune sindacati e distributori hanno spiegato che l’intesa dara’ il via al prelievo di prodotti petroliferi da tutti i depositi disponibili gia’ dalle prossime ore. Le stazioni di servizio saranno inoltre riaperte. L’accordo e’ stato firmato anche dall’Associazione nazionale dei trasporti. Lo sciopero dei benzinai in Nigeria, primo produttore di petrolio in Africa, e’ iniziato qualche settimana fa sulle rivendicazioni dei rivenditori che, costretti dalla mancanza d carburante, sono costretti acquistare dall’estero prodotti petroliferi a prezzo di mercato e che accusano quindi il governo di aver contratto un debito con loro di circa un miliardo di dollari. La Nigeria, che estrae due milioni di barili di petrolio al giorno, e’ obbligata a importare il carburante. Le sovvenzioni pagate dallo stato pero’ non, che ha stabilito un prezzo fisso di 0,44 dollari al litro di benzina, non riescono a coprire le spese dei gestori. (AGI)

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