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(AGI) – Roma, 23 giu. – Per la prima volta gli Stati Uniti si avviano a dislocare armamenti pesanti nei Paesi del centro e nell’est Europa intorno alla Russia. Una mossa che mira a rafforzare il fianco orientale della Nato, dove i Paesi Baltici – dopo la crisi in Ucraina – temono per l’integrita’ dei loro territori. “Dislocheremo temporaneamente veicoli di una brigata corazzata e il relativo equipaggiamento nei Paesi dell’Europa centrale e orientale”, ha annunciato il segretario alla Difesa Usa, Ashton Carter, in una conferenza congiunta a Tallinn con tre ministri dei Paesi Baltici. Sei i paesi interessati, che hanno accettato di ospitare i battaglioni che verranno spostati per esercitazioni e addestramenti: Estonia, Lituania, Lettonia, Bulgaria, Romania e Polonia, a cui si aggiungera’ la Germania. Carter ha spiegato che l'”attivita’ europea di preposizionamento include carri armati e artiglieria da combattimento”. Quanto agli armamenti, dovrebbero comprendere circa 250 unita’ fra tanks, cingolati Bradley e cannoni Howitzer. L’equipaggiamento non sara’ statico ma “verra’ spostato per addestramenti ed esercitazioni”, ha spiegato Carter. La decisione di Washington rischia quindi di esasperare le tensioni gia’ presenti con Mosca: pochi giorni fa il generale Iuri Iakubov, capo del dipartimento ispettori generali del ministro della Difesa russo, aveva fatto sapere che un eventuale aumento della presenza militare americana a ridosso dei propri confini rappresenterebbe “il passo piu’ aggressivo dai tempi della Guerra Fredda”. E la Russia, naturalmente, non potrebbe che “aumentare le proprie forze e i propri mezzi nell’area occidentale”. Parlando accanto ai ministri della Difesa di Estonia, Lettonia e Lituania, Carter ha citato una frase detta da Barack Obama durante una visita nei Paesi Baltici: “Avete perso la vostra indipendenza una volta. Con la Nato non la perderete di nuovo”. Cio’, ha aggiunto, perche’ “gli Stati Uniti e il resto dell’alleanza Nato sono assolutamente determinati a difendere l’integrita’ territoriale di Estonia, Lettonia e Lituania”. “Non vogliamo una guerra fredda, figurarsi una ‘calda”, ha sottolineato Carter. “Ma difenderemo i nostri alleati”, ha assicurato. “Abbiamo ragioni per credere che la Russia veda la regione baltica come una delle aree piu’ vulnerabili della Nato, un posto dove potrebbero essere testate la convinzione e l’impegno della Nato”, ha avvisato il ministro della Difesa dell’Estonia, Sven Misker. La mossa Usa era stata in parte anticipata dal segretario della Nato, Jens Stoltenberg, che aveva annunciato – la scorsa settimana – “il piu’ grande rafforzamento delle nostre difese collettive dalla fine della Guerra Fredda”. L’Alleanza si avvia infatti a raddoppiare l’entita’ della sua forza di risposta rapida, arrivando a 30-40mila uomini. “Gli americani stanno inviando un segnale ai loro alleati, alla Russia e agli altri poteri globali che Washington non e’ un potere in declino, ma e’ anzi un potere militare globale in grado di rispondere alla minaccia russa nella regione”, ha commentato Marcin Terlikowski, un esperto dell’Istituto di affari internazionali della Polonia. (AGI)

(AGI) – Citta’ del Messico, 23 giu. – Un incendio e’ divampato in una casa di riposo alle porte di Mexicali, capitale dello stato della Bassa California, in Messico al confine con gli Usa, causando almeno 16 morti. Secondo la stampa locale, le fiamme si sono sviluppate intorno alle 3 di notte, quando i vicini hanno visto del fumo e chiamato i pompieri. La vicepresidente della Sociedad Cultural Impulsora de Bienestar Social, Lourdes Sanchez, ha riferito che nella struttura erano ospitate una quarantina di persone. Cinque i feriti portati in ospedale. (AGI) .

(AGI) – Amman, 23 giu. – In un nuovo messaggio audio diffuso dall’Isis, il portavoce Abu Muhammad al-Adnani esorta i musulmani ad “attaccare durante il Ramadan i cristiani, gli sciiti e i musulmani apostati che sostengono la coalizione internazionale in Iraq e in Siria”. “Trasformiamo il mese di digiuno del Ramadan, cominciato la settimana scorsa, in un tempo di calamita’ per gli infedeli sciiti e i musulmani apostati, sollecitando nuovi attacchi in Iraq, Siria e Libia”, dice la voce registrata nel messaggio diffuso dai siti jihadisti, della durata di 28 minuti. .

(AGI) – Londra, 23 giu. – Ormai e’ vero e proprio caos a Calais, sul lato francese del Canale della Manica, dove decine di immigrati irregolari che popolano i campi profughi nella periferia della cittadina stanno cercando in queste ore di nascondersi illegalmente in camion e furgoni parcheggiati in lunghe file a causa dello sciopero dell’Eurotunnel verso il Regno Unito. Lo riporta la Bbc, che scrive di vere e proprie scene di “confusione” nel porto commerciale di Calais e lungo le arterie stradali che portano allo scalo e al tunnel. La societa’ che gestisce la lunga galleria sotto la Manica ha fatto sapere con una nota che “questo e’ il piu’ alto numero di immigrati mai visto nell’area di Calais”. Secondo la Bbc, cosi’, lo sciopero che oggi ha paralizzato i trasporti ferroviari fra Regno Unito e Francia e’ stato un'”occasione” per i tanti immigrati che stazionano da mesi a Calais di provare a sfondare le transenne e le cancellate dello scalo e a salire illegalmente sui mezzi, che attendono di essere imbarcati sui treni-shuttle che attraversano la Manica nel sottosuolo. Secondo le autorita’ francesi, al momento circa 3mila immigrati stazionano a Calais in attesa di entrare nel Regno Unito e nel 2014 ben 19mila tentativi di ingressi illegali sono stati sventati. La Bbc riporta oggi anche di “risse e lotte” fra gli immigrati che cercano di accaparrarsi i posti migliori sui furgoni e sui camion. Lo sciopero durera’ almeno fino alle 20 di stasera. (AGI) .

(AGI) – Londra, 23 giu. – Due studenti britannici in gita in Polonia sono stati arrestati con l’accusa di aver rubato oggetti personali degli internati di Auschwitz, conservati nell’ex campo di concentramento ora diventato meta turistica e luogo di commemorazione. Secondo il Daily Mirror, il Foreign Office, il ministero degli Esteri del Regno Unito, si sta occupando della vicenda e sta fornendo assistenza consolare ai due giovani. Sempre secondo il quotidiano, i due studenti, entrambi 17enni, rischiano ora fino a dieci anni di carcere. La scuola che ha organizzato la gita, la Perse School di Cambridge, un istituto privato da 22mila euro l’anno, ha evitato di commentare nei dettagli l’accaduto, limitandosi a definire “particolarmente triste” la situazione. Secondo la direzione del sito, sono stati rubati un rasoio, un cucchiaio, dei bottoni e alcuni pezzi di vetro, tutti tragici reperti dell’Olocausto. Ben 1,5 milioni di persone, soprattutto di origine ebraica ma anche nomadi, omosessuali e dissidenti, morirono ad Auschwitz per la furia nazista. (AGI)

(AGI) – Roma, 23 giu. – Le famiglie americane che vorranno pagare riscatti per la liberazione dei loro cari in ostaggio dei terroristi islamici non saranno piu’ perseguite penalmente. E’ la svolta che annuncera’ domani Barack Obama, secondo quanto anticipato dal New York Times. Una fonte dell’amministrazione citata dal quotidiano newyorkese ha rivelato che il presidente americano firmera’ una direttiva e un ordine esecutivo che la politica del governo di non fare concessioni ai sequestratori non cambia, ma contemporaneamente il governo potra’ negoziare con i sequestratori o aiutare le famiglie degli ostaggi. (AGI)

(AGI) – Karachi, 23 giu. – Colpisce duramente il caldo-killer in Pakistan dove sono arrivate a 700 le persone morte. Lo hanno reso noto le autorita’ sanitarie locali. Le temperature, nella provincia del Sindh, e in particolare a Karachi, hanno toccato punte record di 47 grandi negli ultimi tre giorni. (AGI)

(AGI) – Damasco, 23 giu. – Due antichi mausolei islamici sono stati distrutti dall’Isis nei giorni scorsi a Palmira, la citta’ siriana caduta nelle scorse settimane sotto il controllo dei jihadisti. I jihadisti hanno fatto esplodere tre giorni fa il mausoleo di Mohammed Ben Ali, un discendente della famiglia del cugino del profeta Ali Ben Abi Taleb, ha riferito il direttore delle antichita’ siriane, Maamun Abi Karim. Il mausoleo e’ situato in una zona montagnosa a 4km a nord di Palmira e l’Isis ha pubblicato le foto di alcuni uomini armati accanto ad alcune barili, probabilmente ripieni di esplosivo, che si dirigono verso la collina dove si trova il sito. Secondo Abdel Karim, l’Isis ha gia’ fatto esplodere il mausoleo di Chkaf, risalente a 500 anni fa, conosciuto con il nome di Nizar Abou Bahaeddine, un religioso di Palmira. Il monumento si trova nell’oasi della citta’, a 500 metri dall’Arco di Trionfo. Nelle regioni sotto il loro controllo, secondo Abdel Karim, gli estremisti hanno distrutto una cinquantina almeno di mausolei, risalenti a 100, forse 200 anni fa,; e hanno distrutto anche numerose tombe di abitanti di Palmira. “Sono state distrutte tutte le tombe con fronzoli: i jihadisti pensano che le tombe non debbano essere visibili”. (AGI)

(AGI) – Londra, 23 giu. – Non c’e’ fine alla brutalita’ dell’Isis: in un nuovo video, i jihadisti mostrano l’uccisione di 5 uomini, calati in una piscina dentro una gabbia e lasciati annegare. Le vittime, accusate di essere delle spie, sono state giustiziate a Ninive, in Iraq. Nel video, ripreso dal Mirror, si vedono le facce terrorizzate degli uomini mentre l’acqua sale fino a coprire del tutto la gabbia. Le riprese non si fermano ma grazie a delle telecamere in acqua documentano l’agghiacciante morte. La gabbia alla fine viene fatta riemergere, mostrando i 5 cadaveri. In un’altra serie di immagini, si vedono invece 4 uomini chiusi dentro una vecchia macchina lasciata nel deserto, contro la quale un terrorista spara con un lancia granata, facendola saltare in aria. Infine, si vede un gruppo di 7 uomini inginocchiati a terra, con la mani legate dietro la schiena, e dell’esplosivo legato al collo che viene fatto detonare in una macabra decapitazione. In tutto, ha fatto sapere l’Isis, sono stati giustiziati 16 uomini. .

(AGI) – Londra, 23 giu. – E’ stato scagionato per “manifesta” malattia psichiatrica, e quindi e’ stato dichiarato non colpevole di omicidio volontario, Nicholas Salvador, l’uomo arrestato dopo la morte di Palmira Silva, l’82enne di origine italiana decapitata l’anno scorso, a settembre, nel nord di Londra. Secondo il tribunale, l’uomo e’ “legalmente malato”, una definizione che viene utilizzata nel Regno Unito quando una persona accusata di qualcosa viene ritenuta non colpevole per motivi psichiatrici. Si erano resi necessari piu’ di venti poliziotti, lo scorso 4 settembre, per la cattura dell’uomo. La donna, originaria di Avellino ma nel Regno Unito dagli anni ’50, era stata uccisa a colpi di machete e poi decapitata nel suo giardino di Edmonton. Dopo la cattura erano emersi alcuni particolari inquietanti. La polizia aveva dovuto rompere le finestre di alcune case per far scappare i vicini della donna, che si erano barricati all’interno delle proprie abitazioni in stato di terrore, all’urlo di “andate via! Andate via!”. L’assalitore, che si era da poco convertito alla fede islamica, si aggirava infatti nei giardini retrostanti le case, brandendo un machete, forse a emulare gli assassini del soldato Lee Rigby, ucciso da alcuni fanatici musulmani, nel quartiere di Woolwich, nel maggio del 2013. L’uomo era vicino di casa della donna, la quale da decenni gestiva, insieme a suo figlio Tony, una caffetteria nell’area di Edmonton. Gli agenti erano arrivati dopo che la polizia era stata chiamata dagli abitanti della zona, spaventati da Salvador che, con una grossa arma da taglio, cercava di rincorrere e uccidere alcuni animali domestici. Poi, nel giardino di Silva, la macabra scoperta, con il corpo decapitato e in una pozza di sangue. Da li’ anche il piano per salvare i vicini spaventati e per fermare l’uomo con un taser, uno strumento in grado di dare potenti scariche elettriche, stordendo la persona da catturare, e molto usato dalla Metropolitan Police di Londra. Ora, appunto, Salvador e’ stato scagionato e secondoil Guardian il tribunale ha stabilito che al momento dei fatti era affetto da “schizofrenia paranoide”. Per l’uomo ora, riporta sempre il Guardian, si aprono le porte dell’ospedale psichiatrico. .

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