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(AGI) – Roma, 24 lug. – Svolta nella guerra internazionale all’Isis: la Turchia per la prima volta ha bombardato postazioni jihadiste nel nord della Siria, nell’ambito di una vasta operazione anti-terrorismo che ha portato a retate anche contro militanti curdi e tutti i “nemici” che mettono a rischio la sicurezza del Paese. F-16 di Ankara nella notte hanno “completamente distrutto” quattro postazioni dell’Isis, uccidendo 35 jihadisti. Nelle stesse ore le forze di sicurezza turche hanno compiuto retate in 16 province, arrestando 297 individui sospettati di appartenere a varie organizzazioni terroristiche, tra cui Abu Hanzala, importante leader qaedista. A Istanbul in un blitz e’ stata uccisa una militante del gruppo marxista Dhkp-C. Una squadriglia di caccia-bombardieri turchi ha colpito gli obiettivi dell’Isis dallo spazio aereo di Ankara, senza penetrare in quello siriano. Una rappresaglia per l’uccisione di un militare di Ankara al confine con la Siria e per la strage di lunedi’ scorso a Suruc, in cui un kamikaze aveva ucciso 32 giovani turchi e curdi. Nelle stesse ore dei raid, 5mila agenti di polizia, con elicotteri e forze speciali, hanno effettuato irruzioni in 26 quartieri di Istanbul, in oltre 100 edifici sospettati di ospitare jihadisti dell’Isis e dei miliziani curdi del Pkk. Gli attacchi degli F-16 contro l’Isis rappresentano “un passo diverso” che Ankara ha dovuto intraprendere a causa dei “cambiamenti nel nord della Siria”, ha spiegato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Erdogan ha spiegato che la base aerea di Incirlik, nel sud, diventera’ quartier generale della coalizione anti-Isis e a certe condizioni potra’ essere usata per i bombardamenti, a conferma dell’impegno assunto mercoledi’ in una telefonata con Barack Obama di combattere insieme contro la minaccia del Califfato. Per Ankara l’impegno anti-Isis e’ anche a una risposta a chi la accusava di non combattere i jihadisti perche’ piu’ preoccupata di arrivare al rovesciamento di Bashar al-Assad in Siria e di arginare le milizie curde nel sud-est del Paese. La Turchia si accinge anche a istituire una No fly zone lunga 90 chilometri e profonda una cinquantina in un’area di confine del nord della Siria, in modo da favorire i raid della coalzione. L’offensiva antiterrorismo durera’ 3-4 mesi, ha anticipato Erdogan. La possibilita’ di usare per i bombardamenti Incirlik, base costruita dagli americani nel 1951 e che ospita truppe turche, americane e britanniche e decine di aerei da guerra, rappresenta una svolta nella strategia Usa contro l’Isis, perche’ e’ molto piu’ vicina alla roccaforte dei jihadisti a Raqqa ed e’ la piu’ grande base americana nella regione. (AGI) .

(AGI) – Londra, 24 lug. – L’Universita’ britannica di Reading ha scoperto uno scheletro di una persona adolescente risalente a 4mila anni fa, in una localita’ del Wiltshire nota come Vale of Pewsey a non molta distanza dal tempio megalitico di Stonehenge. Secondo le ipotesi degli studiosi, la scoperta potra’ fare luce sulle persone che nell’eta’ del Bronzo frequentavano il famoso circolo di pietre, noto da sempre per le sue presunte proprieta’ taumaturgiche e per il misticismo a esso legato. Lo scheletro, alto circa 1 metro e 50 centrimetri, indossa una collana di ambra, ma ancora non e’ stato possibile risalire al genere della persona venuta a mancare quattro millenni fa. L’Universita’ di Reading ha definito il rinvenimento “una meravigliosa scoperta”. Anche la zona di Vale Pewsey ospitava templi e circoli megalitici e si pensa che l’area potesse essere persino piu’ abitata e frequentata di quella che oggi noi conosciamo con il nome di Stonehenge. (AGI) .

(AGI) – Pechino, 24 lug. – Sara’ pronto per il 2016 il piu’ grande radiotelescopio al mondo, oggi in fase di assemblaggio in Cina e che si estende su una superficie di circa trenta campi da calcio per un diametro di circa cinquecento metri. L’apparecchio, di nome Fast, sorge su una vallata di una catena montuosa della provincia meridionale cinese del Guizhou, lontana da centri abitati, e per dimensioni superera’ anche l’osservatorio di Arecibo, a Porto Rico, che ha un diametro di 305 metri. L’opera e’ in fase di completamento: i tecnici hanno iniziato a montare i 4550 pannelli di forma triangolare che compongo il riflettore del radiotelescopio. L’ampiezza della struttura, ha spiegato il capo del progetto, Nan Rendong, e’ importante per captare anche i piu’ piccoli segnali provenienti dallo spazio. L’apparecchio e’ come “un orecchio sensibile” ha spiegato Nan ai microfoni dell’agenzia Xinhua. I pannelli potranno cambiare direzione per captare i segnali e l’esattezza della loro posizione potra’ essere controllata al millimetro dagli scienziati. Tra gli scopi del progetto, ha spiegato il direttore generale della Chinese Astronomical Society, Wu Xiangping, ci sara’ quello di cercare di capire se esiste vita intelligente al di fuori della nostra galassia e compiere ricerche sulle origini dell’universo. Per potere vedere il radiotelescopio nella sua interezza, i visitatori dovranno recarsi in cima a uno dei monti della catena in cui si trova l’apparecchio. Una piattaforma di osservazione e’ tuttora in fase di costruzione. (AGI)

(AGI) – Ceuta, 24 lug. – Un fazzoletto di terra ha fornito oltre 500 uomini alle forze dei jihadisti del Daesh, lo Stato islamico. E’ Ceuta, enclave spagnola in territorio marocchino, in posizione nevralgica nei transiti migratori. Da qui, secondo l’intelligence spagnola, sarebbero transitati aspiranti guerriglieri di origine iberica e marocchina facendo tappa nel ‘barrio’ del Principe Alfonso, un quartiere a prevalenza musulmana situato alle porte della citta’, poco dopo il mercato del Tarajal. ” Ceuta e’ una citta’ importante per il traffico di droga e di armi – afferma Jesus Gonzales, portavoce del sindacato Unico de Policia – e nelle ultime operazioni di polizia abbiamo notato che la zona ha acquisito un ruolo nella geopolitica del Daesh. Ovviamente il jihadismo, come le altre forme di terrorismo, necessita di finanziamenti ed il barrio del Principe Alfonso e’ un ottimo serbatoio economico”. Qui gli aspiranti jihadisti entrano dalla frontiera marocchina dopo mesi di addestramento nei pressi di Fnideq e vivono per mesi nel quartiere del Principe per poi partire dalla Spagna per la Turchia. A Ceuta, tra gli altri, hanno fatto base Mohamed Hamduch, 28 anni, conosciuto come Kokito e famigerato per la foto che lo ritrae mentre sorregge cinque teste mozzate, e Rachid Wahbi, partito per unirsi in Siria alle brigate di Al Nusra e autore della strage di Idlib, dove morirono oltre 100 persone. Secondo un rapporto del Comitato esecutivo della Sicurezza Esterna degli Stati Uniti, pubblicato dal quotidiano spagnlo ‘El Mundo’, sono tra i 1.500 e i 2.000 i marocchini partiti per Siria e Iraq. Il 30% di loro si sarebberi messi in viaggio dal triangolo composto da Tangeri, Tetouan e Castillejos. In 70 invece avrebbero preso il via dalla Spagna, di cui il 23% da Ceuta. “Questo rapporto parla di almeno 500 uomini, tra i 18 e i 45 anni, che sarebbero partiti dalle nostre zone -afferma Kamal Mohamed, presidente dell’Asociaccion de los Vecinos del Principe (Associazione degli abitanti del Principe)- ma molti di loro si limitano a transitare sul nostro territorio. Non credo che sia un problema da sottovalutare, ma non e’ corretto criminalizzare un’intera comunita’”. .

(AGI) – Parigi, 24 lug. – Potenza della rete: alla fine ha trovato un lavoro Lionel Hagege, il sentatetto francese che aveva commosso il web per aver distribuito sulla metro di Parigi il cv alla ricerca di un lavoro e non di carita’. La sua storia, riferisce Le Parisien, era stata rilanciata migliaia di volte su Twitter e alla fine qualcuno si e’ fatto avanti con una vera proposta di impiego. Per ora in prova per tre mesi, Lionel comincera’ lunedi’ a lavorare per Uneo, la compagnia d’assicurazione sanitaria militare. “Siamo orgogliosi di partecipare al suo reinserimento professionale”, ha fatto sapere l’azienda, precisando che non c’e’ stato nessun favoritismo. L’uomo, infatti, e’ un ex sottufficiale dell’aeronautica che in passato ha gia’ lavorato come intervistatore telefonico, competenze che lo rendono “il candidato perfetto” per la nuova piattaforma di marketing telefonico che Uneo sta sviluppando. Un risultato per il quale Lionel deve ringraziare l’utente che per primo ha postato il suo cv su Facebook: “voglio dire grazie a lui e a tutti quelli che mi hanno sostenuto”. (AGI)

(AGI) – Ankara, 23 lug. – I raid degli F-16 turchi contro postazioni dell’Isis rappresentano “un passo diverso” che Ankara ha dovuto intraprendere a causa dei “cambiamenti nel nord della Siria”: lo ha spiegato il presidente Recep Tayyip Erdogan, che conversando con i giornalisti a Istanbul ha illustrato la svolta che ha portato a colpire per la prima volta obiettivi jihadisti. Il leader turco ha anticipato che le operazioni antiterrorismo potrebbero durare “3 o 4 mesi” e ha avvertito che durante questro periodo “il Paese non puo’ assolutamente permettersi di rimanere senza governo”, un riferimento alla necessita’ di formare il nuovo esecutivo. Erdogan ha confermato che la base aerea turca di Incirlik diventera’ base Nato e ospitera’ il quartier generale della lotta all’Isis nella regione. La base potra’ essere impiegata per i bombardamenti contro postazioni jihadiste, sia pure “in una certa cornice” di regole. La nuova linea di Ankara arriva dopo che lunedi’ scorso un kamikaze turco simpatizzante dell’Isis aveva fatto strage di 32 giovani a Suruc, nel sud della Turchia. Dal presidente turco e’ venuta anche la conferma dell’accordo raggiunto con Barack Obama per combattere insieme contro la minaccia del Califfato. Commentando le retate antiterrorismo lanciate dalle forze turche con 297 arresti tra i militanti dell’Isis, del Pkk e brigatisti del Dhkp-c, il presidente turco ha assicurato che proseguiranno le “azioni decisive” e questi gruppi dovranno deporre le armi o “pagarne le conseguenze”. Dichiarandosi soddisfatto “per le misure e i provvedimenti presi” presi, il presidente turco ha assicurato che “la lotta ad organizzazioni terroristiche, qualunque sia la loro matrice, va avanti”. Sulla possibilita’ di nuove operazioni Erdogan non si e’ pronunciato, preferendo far presente che “nei 13 anni al potere” il suo partito “ha fatto tutto il possibile per pacificare l’area curda ed eliminare le organizzazioni terroristiche”, un processo di pace il cui esito si e’ rivelato diverso da quello atteso “anche per gli sviluppi in Siria, che hanno ridato fiato a chi voleva l’indipendenza e vanificato i nostri sforzi”. (AGI) .

(AGI) – Washington, 24 lug. – Era “una sorta di vagabondo” l’uomo che e’ entrato in un cinema di Lafayette, in Louisiana, e ha aperto il fuoco, uccidendo due donne, prima di togliersi la vita. A fornire i particolari dell’ennesima sparatoria negli Stati Uniti e’ il capo della polizia della citta’, Jim Craft, secondo il quale il 59enne John Russel Houser aveva deciso di scappare dopo la tragedia ma non e’ riuscito a portare a compimento il suo piano per l’arrivo della polizia. Con gli agenti che si avvicinavano, l’uomo ha preferito spararsi. In tutto, ha specificato Craft, ha sparato almeno 13 colpi, uccidendo due persone e ferendone nove. Tutto e’ durato una manciata di secondi: sullo schermo scorrevano le immagini di “Trainwreck”, una popolare commedia romantica diretta da Judd Apatow. L’uomo e’ entrato dalla porta sul fondo, nel buio, e senza parlare ha aperto il fuoco. Il movente rimane un mistero che “probabilmente non conosceremo mai”, ha spiegato Craft. Non e’ la prima volta che viene seminata la morte in un cinema americano. Negli Usa e’ ancora vivo il ricordo della strage di Aurora del luglio 2012, quando il 27enne James Holmes entro’ mascherato da Joker in una sala del Colorado durante la proiezione di “Batman – Il cavaliere oscuro” e uccise 12 spettatori e ne feri’ una settantina. Nelle stesse ore dell’agguato di Lafayette, la Bbc ha trasmesso un’intervista in cui il presidente americano Barack Obama ha ammesso che il suo “insuccesso” nel non essere riuscito a far approvare una legge “di buon senso” e piu’ restrittiva sulla vendita delle armi e’ la sua “piu’ grande delusione”. L’inquilino della Casa Bianca ha confessato di essere “angosciato” e “frustrato” di non essere riuscito a fare progressi su questo punto “anche alla luce delle ripetute uccisioni di massa”. Obama ha ricordato come se “si guarda al numero di americani uccisi dal terrorismo dopo l’11 settembre, sono meno di 100. Se invece si contano le persone uccise in episodi di violenza legati alle armi, si tratta di decine di migliaia”. .

(AGI) – Bruxelles, 24 lug. – L’European Medicines Agency ha espresso parere positivo sul primo vaccino al mondo contro la malaria. Secondo l’agenzia europea, infatti, “Mosquirix jab” sarebbe sicuro ed efficace anche per i bambini che vivono nelle aree piu’ a rischio del’Africa. Il vaccino e’ stato sviluppato da GlaxoSmithKline, in collaborazione con il “Path Malaria Vaccine Initiative”. E’ il primo al mondo che presto potrebbe essere utilizzato contro la malaria, una malattia che colpisce 200 milioni di persone ogni anno, e che solo nel 2013 ha ucciso oltre 580.000 persone. Ora l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ dovra’ fare le sue valutazione che dovrebbero essere pronte entro un anno. “Questo e’ un momento estremamente significativo”, ha detto Ripley Ballou, responsabile della ricerca sui vaccini a GSK. “Ho lavorato su questo vaccino per 30 anni e questo e’ un sogno che si avvera”, ha aggiunto. La societa’ non ha rivelato il prezzo del vaccino, ma ha promesso di non voler realizzare profitti con esso. .

(AGI) – Budapest, 24 lug. – Saranno completati per novembre i lavori di costruzione del muro alto 4 metri tra Ungheria e Serbia per contrastare l’immigrazione illegale: e’ quanto riferito da Antal Rogan, capogruppo parlamentare del partito di governo ungherese Fidesz. Nel Paese dell’Europa orientale sono gia’ arrivati oltre 80mila immigrati quest’anno, quasi il doppio rispetto ai 43mila di tutto il 2014. Il problema e’ stato affrontato di petto dal premier conservatore Viktor Orban che, pressato dai gruppi ultra-nazionalisti, ha dato il via libera alla costruzione di una barriera alta 4 metri per bloccare l’afflusso di clandestini. Di fronte al numero crescente di immigrati che transitano per l’Ungheria diretti nel Vecchio Continente, “e’ giustificato completare la barriera lungo il confine serbo-ungherese prima possibile, per novembre”, ha sottolineato Rogan. “Ci possono essere discussioni su questo, ma personalmente non vedo altra soluzione”, ha aggiunto. Intanto, hanno suscitato un’ondata di indignazione le foto degli immigrati rinchiusi nel treno che dal confine meridionale li portava a Budapest, costretti a viaggiare buttati uno sull’altro, senza spazio per muoversi. (AGI)

(AGI) – Pechino, 24 lug. – La notizia era attesa da tempo: dopo 35 anni di stretto controllo delle nascite la Cina, sarebbe a un passo dall’abbandono definitivo della contestatissima Legge sul Figlio Unico per passare a quella dei ‘due figli’. Nulla di ufficiale per ora, ma l’annuncio ufficioso diffuso dal China Business News che cita una fonte governativa anonima secondo cui la svolta “dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno se tutto andra’ bene”. Funzionari della Commissione per la Pianificazione Familiare hanno pero’ frenato sui tempi avvertendo “non e’ stata fissata ancora alcuna scadenza”. Secondo Lu Jiehua, professore di demografia all’universita’ di Pechino, e’ assai probabile che la ‘politica dei due figli’ entrera’ in vigore l’anno prossimo. “Non e’ una questione semplice, e’ necessario individuare tutta una serie di regolamenti e formalita’ a supporto della normativa”. La notizia era nell’aria da tempo. A dicembre il Centro di Ricerca e Sviluppo, think-tank molto vicino al governo, lancio’ l’appello: due figli entro il 2015 e abolizione del limite delle nascite dal 2020. Il motivo della revisione e’ del tutto economico: la popolazione cinese sta invecchiando a passo svelto con un conseguente drastico declino della forza lavoro. Solo lo scorso anno si e’ registrato un calo di 3,7 milioni di cinesi di eta’ compresa tra i 15 e i 59 anni. Secondo le stime dell’Onu, entro il 2050 gli ultrasessantenni saranno oltre 440 milioni. Introdotta nel 1979 per rallentare l’incessante crescita demografica e favorire il benessere economico cinesi, la normativa sul controllo delle nascite ha vietato per decenni alle coppie di avere piu’ di un bambino. Una fertilita’ controllata e programmata – bisogna attendere il permesso delle autorita’ locali prima di cercare una gravidanza – che ha “evitato circa 400 milioni di nascite” secondo il governo centrale. Da sempre restano fuori dalla legge le minoranze etniche e le famiglie rurali che hanno avuto gia’ una bambina mentre, dall’ultima revisione del 2013, le coppie in cui almeno uni dei due genitori e’ figlio unico possono avere un secondo bambino. A patto che non vivano nelle gia’ congestionate megalopoli cinesi. Gli organi statali hanno celebrato nel 2014 le 470mila nascite extra permesse dal rilassamento della normativa, ma gli esperti che si aspettavano un baby boom, non si dicono soddisfatti e sottolineano che finche’ le restrizioni non verranno eliminate del tutto il tasso di fertilita’ restera’ basso. Il problema non e’ solo economico: il rovescio della medaglia di 35 anni di controllo delle nascite e’ costituito da un alto costo anche in termini sociali e umani. Sebbene la normativa preveda sanzioni pecuniarie, il tetto delle quote nascita da rispettare, comunicate dal governo centrale a quelli locali ha prodotto un esasperato controllo da parte dei funzionari della pianificazione familiare sulle coppie della propria circoscrizione. E’ nell’interesse delle autorita’ di ogni livello, infatti, far rispettare la legge e ricorrere a qualsiasi mezzo per evitare punizioni dalla capitale, dalle sterilizzazioni forzate agli aborti, oltre 400 milioni, appunto. I dati sono ufficiali: a marzo del 2013 il ministero della Sanita’ aveva fatto sapere che negli ultimi 30 anni sono stati effettuati 400 milioni gli aborti e 196 milioni di sterilizzazioni, mentre 403 milioni di donne sono state sottoposte all’introduzione di dispositivi anticoncezionali intrauterini. La tradizionale e ancora radicata preferenza dei cinesi nei confronti del figlio maschio ha portato, inoltre, a un forte squilibrio dei sessi dovuto al frequente ricorso ad aborti selettivi, sebbene vietati nella normativa. Il risultato e’ un rapporto tra i due sessi di 120 maschi ogni 100 femmine. (AGI)

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