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(AGI) – Parigi, 26 giu. – Orrore in Francia. La testa decapitata ritrovata sul luogo dell’attentato a un impianto industriale a Saint-Quentin-Fallavier e’ ricoperta di iscrizioni in arabo. Lo scrivono i media francesi. La testa e’ ritrovata a diverse decine di metri dal corpo appesa alla recinzione della societa’, lungo la statale Rd311. Non e’ ancora chiaro se il corpo decapitato sia stato portato sul posto o meno. L’azienda si trova in un posto isolato, dove c’e’ nua vigilanza, ma lontana dalla polizia. .

(AGI) – Parigi, 26 giu. – Una persona e’ morta e varie altre sono rimaste ferite in un attentato probabilmente di matrice jihadista in Francia. Un uomo a bordo di un’auto ha fatto irruzione nell’ impianto di gas industriale Air Products a Saint-Quentin-Fallavier e ha fatto una gimkana, cercando di colpire bombole di gas e ha provocato un’esplosione. Poco dopo all’interno del complesso industriale e’ stato ritrovato un corpo decapitato vicino l’impianto. Non e’ chiaro se il terrorista fosse da solo. L’aggressore si e’ qualificato come un uomo dell’Isis, mostrando drappi islamisti in mano. L’attacco e’ accaduto poco prima delle 10 di mattina. La testa e’ ritrovata a diverse decine di metri dal corpo appesa alla recinzione della societa’, lungo la statale Rd311.

Arrestato un uomo. Rafforzate misure sicurezza nei siti sensibili della zona

Non e’ ancora chiaro se il corpo decapitato sia stato portato sul posto o meno. L’azienda si trova in un posto isolato, dove c’e’ nua vigilanza, ma lontana dalla polizia. Le forze di sicurezza hanno fermato una persona di una trentina d’anni e lo stanno interrogando. Sul luogo dell’attentato, che e’ a 30km chilometri da Lione, si stanno recando il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve, e anche il ministro degli Esteri, Laurent Fabius. Sul posto c’e’ gia’ il prefetto del dipartimento d’Isere. I dipendenti dell’impianto, sotto choc, sono stati trasferiti in una palestra in un comune vicino. .

(AGI) – Parigi, 26 giu. – E’ stato fermato l’uomo sospettato di essere l’autore deL’attentato che, in Francia, in un impianto industriale vicino Lione ha causato un morto e diversi feriti. Intanto il governo francese ha rafforzata la sicurezza in tutti i siti sensibili della regione di Lione, e in particolare ni tre comuni vicini al luogo dell’attentato, Valencie, Romans-sur-Isere e Montelimar dans la Drome. .

(AGI) – Parigi, 26 giu. – Attentato con esplosione vicino Lione, in Francia. Un uomo ha fatto irruzione un impianto di gas industriale a Saint-Quentin-Fallavier e ha aperto bombole di gas provocando un’esplosione. Poco dopo all’interno del complesso industriale e’ stato ritrovato un corpo decapitato vicino l’impianto. L’aggressore si e’ qualificato come un uomo dell’Isis, mostrando drappi islamisti in mano. L’attacco e’ accaduto poco prima delle 10 di mattina.

Sul luogo dell’attentato, che e’ a 30km chilometri da Lione, si stanno recando il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve, e anche il ministro degli Esteri, Laurent Fabius. Sul posto c’e’ gia’ il prefetto del dipartimento d’Isere. I dipendenti dell’impianto, sotto choc, sono stati trasferiti in una palestra in un comune vicino.

(AGI) – Atene, 26 giu. – Il ministro delle Finanze greco, Yannis Varoufakis fa sapere che non accettera’ soluzioni sul debito della Grecia che considera “non attuabili” e sostiene, intervistato da una radio irlandese, che Atene continua a ricevere dai creditori “strane richieste” non accettabili. “Abbiamo fatto i salti mortali per accogliere le strane richieste dei creditori” dice Varoufakis, il quale ribadisce che l’impegno di Atene a restare nell’euro “e’ assoluto”. Alle parole del ministro greco fanno da contraltare le dichiarazioni allarmistiche del commissario europeo Guenther Oettinger, secondo cui l’uscita della Grecia dall’area euro sara’ inevitabile se non si trovera’ una soluzione entro cinque giorni. “Faremo di tutto fino al 30 del mese – dice Oettinger alla radio – in modo che i greci si mostrino preparati alle riforme”. Poi aggiunge: “Una ‘Grexit’ non e’ nel nostro intento ma sara’ inevitabile se non si trovera’ una soluzione in 5 giorni”. .

(AGI) – Washington, 26 giu. – Giallo al dipartimento di Stato dove si sono persi 15 delle controverse mail, che Hillary Clinton scrisse quando era segretario di Stato (2009-2013) usando un server privato, in violazione della legge che obbliga tutti i funzionari pubblici ad usare solo indirizzi di posto governativi. In particolare si tratta di 15 mail sul controverso caso dell’assassinio dell’ambasciatore americano in Libia, Chris Stevens, ucciso l’11 settembre 2012 al consolato di Bengasi insieme ad altri 3 americani da qaedisti di Ansr al-Sharia. “Ci sono…un limitato numero di 15 ‘istanze’ che non siamo in grado di individuare in tutto o in parte”, ha riferito il dipartimento di Stato, aggiungendo pero’ “che il contenuto di queste mail non e’ rilevante all’attacco del 2012 a Bengasi ” In realta’ non e’ dato sapere cosa renda cosi’ sicuro il dipartimento di Stato visto che della perdita di parte o di tutto il contenuto di queste mail ha saputo dopo che i membri del Congresso, che stanno investigando sull’assassinio di Stevens, si sono accorti della non corrispondenza dei numeri tra le mail loro girate e quelle effettivamente in loro possesso. (AGI)

(AGI) – Washington, 26 giu. – Tragedia aerea in Alaska dove un aereo con 8 passeggeri a bordo ed il pilota e’ precipitato al suolo nel sud-est dell’immenso Stato, a 30 km dal lago Ella, vicino a Ketchikan. Tutte le 9 persone a bordo sono morte. I passeggeri erano turisti di una nave di crociera partita da Seattle e avevano deciso di fare un’escusrsione aerea dell’Alaska quando la nave ha fatto tappa ad Anchorage. (AGI)

(AGI) – San Francisco (California), 26 giu. – Le auto robot di Google a forma di bolla compiono un ulteriore passo avanti. Per la prima volta sono ‘scese in strada’ sulle pubbliche vie della Califronia, seppur limitatamente alla cittadina/quartier generale di Google, Mountain View. I prototipi avranno ancora dietro la volante un “umano d’emergenza” in grado di prendere i comandi in caso di anomalie. (AGI) .

(AGI) – Bruxelles, 26 giu. – Un violento scontro a Bruxelles sul piano europeo per ripartire tre i Ventotto 40mila migranti sbarcati tra Italia e Grecia e altri 20mila rifugiati nei campi Unhcr in Africa. Matteo Renzi, con Angela Merkel e Francois Hollande e’ durissimo contro il blocco dei governi dell’Europa orientale. Forte scontro istituzionale anche tra i numeri uno della Commissione ed autore del piano, Jean Claude Junker r il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Poi pero’ arriva l’accordo: Donald Tursk annuncia che l’intesa tra i Ventotto e’ stata raggiunta per ridistribuire i 40.000 migranti dall’Italia e la Grecia in altri Stati membri dell’Unione nei prossimi due anni. A questi si aggiungeranno altri 20.000 in un accordo che sara’ definito entro la fine di luglio dai ministi dell’Interno. E’ previsto che entro luglio tutti i paesi concordino un numero di migranti da accogliere, e i paesi contrari hanno ottenuto che nel testo non si parlasse esplicitamente di meccanismo “obbligatorio” (ma nel testo non comparira’ neanche l’aggettivo “volontario”). E’ stato inoltre deciso di escludere dal meccanismo Ungheria e Bulgaria, due paesi che ricevono moltissimi migranti dall’Est e dalla Turchia. Oltre ai 40 mila da Italia e Grecia, l’Europa accogliera’, in questo caso su base volontaria, 20 mila persone dai campi profughi dei paesi terzi (il cosiddetto “reinsediamento”). Il consiglio informale dei ministri degli Interni affrontera’ la questione il prossimo 9 e 10 luglio a Lussemburgo. L’accordo raggiunto nella notte sulla redistribuzione dei migranti da Italia e Greica e’ “un primo passo perche’ la politica dell’immigrazione sia europea” ha poi detto Renzi. In particolare, ha spiegato lasciando la sede del Consiglio, dal testo e’ sparita l’espressione “su base volontaria” che alcuni paesi avrebbero voluto inserire nel testo finale delle conclusioni. Renzi ha sottolineato l’importanza del “principio assunto che non si tratta solo di un problema dell’Italia o della Grecia ma di tutta l’Europa: questo mi sembra un fatto positivo sapendo che c’e’ ancora moltissimo da fare”. Renzi ha sottolinato che “se di fronte a un piccolo numero come 40 mila persone non vi fosse stata solidarieta’, sarebbe stata presa in giro nei confronti dell’Europa, di cui siamo stati fondatori con altri cinque paesi per la liberta’, la democrazia e i valori condivisi: non puo’ essere la patria dell’egoismo, ma della condivisione dei valori: aver raggiunto oggi questo accordo e’ stato importante”. Alla fine del summit Matteo Renzi ridimensiona la sua “sfuriata” durante il vertice europeo, quando ha rimproverato ai colleghi la scarsa propensione alla solidarieta’ in tema di immigrazione. “Sono tranquillo”, ha risposto a chi ipotizzava che proprio la sua arrabbiatura avesse aiutato il raggiungimento di un accordo .

(AGI) – Bruxelles, 26 giu. – Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha difeso la proposta dell’esecutivo sull’immigrazione durante il dibattito al Consiglio europeo ed e’ stato protagonista di un diverbio con il presidente del Consiglio Donald Tusk sul testo delle conclusioni. Secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche mentre prosegue nella notte il dibattito sul tema, in particolare, le divergenze hanno riguardato la procedura di approvazione delle conclusioni: esiste infatti una maggioranza qualificata di paesi pronti a votare a favore della proposta, e i trattati prevedono questa possibilita’, rivendicata da Juncker, mentre l’obiettivo dichiarato del presidente Tusk e’ quello di arrivare a una decisione “consensuale” perche’ non venga imposto niente ai paesi riluttanti. Come ha riferito una fonte, il clima era molto teso nella sala del Consiglio e quando i toni sull’argomento immigrazione si stavano scaldando e diventando “troppo emotivi”, e’ stata decisa una pausa, durante la quale il premier inglese David Cameron ha illustrato la tabella di marcia verso il referendum. E’ stato anche chiesto il parere giuridico dei servizi legali del Consiglio sullo specifico tema della maggioranza qualificata e del consenso. Il dibattito e’ poi proseguito sul tema della “base volontaria” per la ripartizione dei 40 mila migranti dall’Italia e dalla Grecia. (AGI) .

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