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(AGI) – Roma, 4 giu. – “Sostengo Matteo Renzi e gli auguro molto successo”. A dirlo la cancelliera tedesca Angela Merkel in un’intervista al Tg1. “Penso che Matteo Renzi sia un collega che vuole raggiungere degli obiettivi. Sono state messe in campo molte riforme che condivido” e il loro effetto sull’economia e’ stato positivo, ha concluso Merkel. .

(AGI) – Hong Kong, 4 giu. – Decine di migliaia di persone hanno partecipato, a Hong Kong, alla tradizionale fiaccolata notturna in ricordo della strage di piazza Tiananmen, a Pechino, nel 1989. La veglia a Victoria Park, l’unica tollerata sul territorio cinese, ed e’ stata la prima dopo le proteste dello scorso anno del movimento ‘Occupy central’. Il parco in pieno centro si e’ trasformato in un mare di candele, attorno al quale si sono raccolte migliaia di persone per ricordare la sanguinosa repressione. E nonostante gli abitanti di Hong Kong ricordino l’anniversario ogni 4 giugno da ormai 15 anni, quest’anno l’evento ha avuto un significato particolare per le tensioni tra i manifestanti pro-democrazia e l’esecutivo locale, appoggiato dalla Cina. Un gruppo di studenti, uno dei collettivi che furono alla testa delle manifestazioni dello scorso inverno, ha bruciato una copia della “costituzione” di Hong Kong con le nuove leggi elettorali. Il Legislative Council, il Parlamento di Hong Kongh, esaminera’ il 17 giugno un progetto di riforma che consentira’ a tutti gli abitanti di Hong Kong maggiorenni per la prima volta di votare per scegliere il nuovo capo dell’esecutivo di questo territorio autonomo cinese. La riforma tuttavia contiene una clausola che limita a due o tre i candidati, i quali dovranno anche ricevere l’avallo di Pechino. E l’ano scorso, il movimento pro-democrazia, che lotta contro la “democrazia truccata” di Hong Kong, paralizzo’ con le sue proteste per due mesi una parte di questa ex colonia britannica. (AGI) .

(AGI) – Washington, 4 giu. – La Casa Bianca e’ preoccupata per il rigurgito di violenza in Ucraina e insiste sulla necessita’ di mantenere le sanzioni contro la Russia, accusata di sostenere la ribellione nell’est separatista. “Siamo particolarmente preoccupati per l’intensificarsi del combattimenti a cui abbiamo assistito nel corso delle ultime 24/48 ore”, ha dichiarato Charles Kupchan, consigliere di Barack Obama per gli affari europei, parlando ai giornalisti. (AGI) .

(AGI) – Roma, 4 giu. – Il Fondo Monetario Internazionale ha acconsentito alla richiesta del governo greco di accorpare i quattro pagamenti dovuti a giugno in uno solo, che ora ha scadenza 30 giugno. Lo riferisce l’istituto di Washington in una nota. “In base a una decisione adottata dal comitato esecutivo alla fine degli anni ’70, i paesi membri possono chiedere di accorpare pagamenti multipli che cadano nello stesso mese, a esclusione degli interessi”, spiega il Fmi. L’obiettivo per cui fu presala decisione, spiega ancora Washington, e’ “risolvere le difficolta’ amministrative legate alla necessita’ di procedere a pagamenti multipli in un breve periodo”. .

(AGI) – Roma, 4 giu. – Si rialza la tensione nell’Ucraina orientale dopo i combattimenti fra le truppe di Kiev e i ribelli filo-russi che hanno causato 26 morti in 24 ore, in particolare nella zona di Maryinka, a ovest di Donetsk.

“Resta una colossale minaccia di ripresa di combattimenti su larga scala da parte di gruppi terroristici russi”, ha denunciato il presidente ucraino, Petro Poroshenko, in Parlamento, alludendo ai separatisti. “Le forze armate devono essere pronte al meglio per una ripresa dell’offensiva nemica nel Donbass come per un’invasione su larga scala lungo tutto il confine con la Russia”, ha sostenuto, denunciando che piu’ di 9.000 militari russi si trovano sul territorio ucraino.

Domani il Consiglio di sicurezza dell’Onu terra’ una riunione d’emergenza sull’escalation militare su richiesta della Lituania, allarmata dalle parole di Poroshenko sulla presenza di migliaia di soldati russi nell’est del Paese. Secondo un alto comandante separatista, Eduard Basurin, sono 14 i ribelli e 5 i civili morti nelle ultime 24 ore nell’Ucraina orientale, mentre tra i feriti si contano 24 civili e 86 ribelli. Da Kiev, si parla di 5 soldati ucraini uccisi e 39 feriti.

La situazione a Maryinka e’ tornata tranquilla dopo la battaglia di mercoledi’ pomeriggio, ma i venti di guerra allarmano l’Ue: “Gli intensi combattimenti a Maryinka costituiscono la piu’ grave violazione del cessate il fuoco dagli accordi di Minsk a febbraio”, ha affermato la portavoce della Commissione Ue, Maja Kocijancic, sottolineando che seguono il movimento di “un gran quantita’ di armi pesanti verso la linea di contatto da parte dei separatisti”, come e’ stato registrato nella notte dagli osservatori dell’Osce. Preoccupazione e’ stata espressa anche dagli Stati Uniti che hanno messo in guardia Mosca, sottolineando che in caso di escalation ci saranno conseguenze.

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha chiesto a tutti di attuare pienamenet gli accordi di Minsk, a partire dal ritiro dell’artiglieria pesante. Da parte sua, la Russia ha accusato Kiev di cercare provocazioni alla vigilia del vertice del G7 in Germania e in vista del Consiglio europeo che il 25 giugno dovra’ decidere sul rinnovo delle sanzioni Ue a Mosca.

Intanto il Parlamento di Kiev, ha approvato una legge che autorizza il dispiegamento di forze straniere sul territorio nazionale ucraino per mantenervi la pace e la sicurezza. Il provvedimento subordina la presenza delle truppe a un mandato dell’Onu o dell’Ue ed esclude soldati di Paesi che siano coinvolti in “un’aggressione militare contro l’Ucraina”. (AGI)

(AGI) – Il Cairo, 4 giu. – Annullate le assoluzioni a Hosni Mubarak che dal 5 novembre sara’ nuovamente processato per le accuse relative alle uccisioni di manifestanti durante la rivoluzione del gennaio 2011, oltre a corruzione e malversazione di fondi dello Stato.

La Corte di cassazione egiziana ha accolto il ricorso del procuratore a ha annullato tutti i verdetti di assoluzione della Corte d’Assise per l’ex presidente, per i suoi figli Alaa e Gamal e per i suoi collaboratori di partito. Oltre all’87enne ex Rais, saranno processati l’uomo d’affari latitante Hussein Salem, l’ex ministro dell’Interno Habib el Adli e sei suoi assistenti.

I nuovi processi si apriranno il 5 novembre davanti alla stessa Corte di Cassazione e i verdetti saranno definitivi, assoluti e inappellabili, ha riferito l’agenzia Mena. Mubarak, che ha guidato l’Egitto con pugno di ferro per un trentennio, ha gia’ trascorso tre anni in carcere per altre accuse. A maggio un altro tribunale ha condannato Mubarak e i suoi due figli a tre anni senza la condizionale in un nuovo processo per un caso di corruzione. (AGI)

(AGI) – New York, 4 giu. – Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu terra’ una riunione d’emergenza domani per discutere dell’escalation dei combattimenti ripresi nell’Ucraina orientale tra le truppe di Kiev e i ribelli filo-russi. La richiesta e’ stata avanzata dalla Lituania, dopo che il presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha denunciato la presenza nella regione orientale del Paese di oltre 9mila soldati russi. La riunione iniziera’ alle 15,30 ora italiana. Nelle ultime 24 ore sono morte 26 persone nell’est, intorno alla roccaforte ribelle di Donetsk, in quella che l’Unione europea ha definito la piu’ grave violazione della tregua da quando sono stati firmati gli accordi di Minsk a febbraio. (AGI) .

(AGI) – Istanbul, 4 giu. – A pochi giorni dalle elezioni legislative in Turchia, non si arresta l’ira di Recep Tayyp Erdogan contro la stampa straniera e di opposizione. Nelle ultime 24 ore, il presidente e’ tornato a puntare il dito contro i media internazionali e stavolta nel mirino sono finiti New York Times, Cnn e Bbc, accusati di essere gli strumenti per “attaccare, indebolire e distruggere” la Turchia, secondo istruzioni impartite da una “mente superiore”. Il primo attacco il presidente lo aveva sferrato martedi’ sera, in un’intervista a una tv privata: “Il Nyt scrive le stesse cose dal 1896, dai tempi del Sultano AbdulHamit, e’ una testata che segue le disposizioni datele dai poteri forti, lo ha fatto in occasione degli incidenti di Gezi Park (2013), esattamente come la Bbc e la Cnn”. Mercoldi’ Erdogan ha rincarato la dose e, riferendosi al Nyt, ha detto: “Se hai spazio puoi scrivere cio’ che vuoi, non mi fai paura”. La rabbia di Erdogan e’ esplosa in seguito a un editoriale comparso sull’autorevole quotidiano americano, in cui si invitavano Nato e Stati Uniti a intercedere presso il presidente turco, affinche’ il Paese “tornasse indietro dal vicolo cieco in cui si e’ infilato”. Erdogan, in due diversi comizi tenuti mercoledi’, ha attaccato armeni, giornalisti e omosessuali, definiti “sediziosi spalleggiati da testate straniere che pensano a colonizzare la Turchia”, per poi ribadire la sua opposizione ai partiti avversari (Chp, Mhp e Hdp), accusati di “complotto per sovvertire il risultato delle urne” e il suo impegno nella lotta contro “i nemici della nazione, sia che si trovino sulle montagne al confine con l’Iraq impugnando kalashnikov (Pkk), sia che si tratti di giornalisti la cui arma e’ una penna”. Il leader turco, nei giorni scorsi, ha inoltre presentato un esposto alla Procura, chiedendo una doppia pena capitale con un’addizionale di 42 anni nei confronti di Can Dundar, direttore di Cumhuriyet, uno dei piu’ importanti quotidiani del Paese, reo di aver pubblicato un video del 2014 in cui si vede un camion carico di armi transitare al confine siriano a dieci giorni dalle elezioni. Cumhuriyet ed il gruppo Dogan, colosso mediatico turco mantenutosi assai critico nei confronti di Erdogan in questa campagna elettorale, sono accusati di aver preso parte a un “complotto internazionale per sovvertire l’ordine costituito ed aver tradito l’interesse del Paese”. Secondo Erdogan, a muovere i fili del complotto ci sarebbe Fetullah Gulen, ideologo miliardario in esilio volontario negli Stati Uniti dal 1999, acerrimo nemico di Erdogan dopo esserne stato alleato fino all’inizio del 2012. “Noi continueremo la nostra battaglia per la giustizia nei limiti delle leggi di questo Paese, loro andranno in Europa a lamentarsi”, ha rincarato la dose Erdogan. Il caso del direttore di Cumhuriyet e’ emblematico delle pressioni alle quali i giornalisti sono sottoposti in Turchia ed esplode nello stesso giorno in cui Mehmet Baransu, giornalista di Taraf viene rinviato a giudizio con una richiesta di 52 anni di reclusione. Baransu aveva diffuso documenti relativi a un Consiglio di sicurezza nazionale del 2004, in cui le piu’ alte cariche dello Stato discutevano di un piano per soffocare associazioni e gruppi legati alla confraternita di Gulen. L’accusa parla di “pubblicazione di documenti relativi la sicurezza dello Stato, informazioni riservate per l’interesse del Paese e attivita’ dei servizi segreti”. Prima dei casi di Dundar e Baransu, il primo ministro, Ahmet Davutoglu, aveva accusato il quotidiano Hurriyet di fare propaganda per i brigatisti (Dhkp-C), attraverso la pubblicazione di foto relative al sequestro del magistrato, avvenuto lo scorso aprile. Subito dopo le parole di Davutoglu un parlamentare dell’Akp ha presentato una querela nei confronti del redattore dello stesso quotidiano, Sedat Ergin, accusandolo di favoreggiamento nei confronti dei terroristi. Lo stesso Erdogan ha poi attaccato Hurriyet per aver pubblicato un articolo sulla condanna a morte di Mohamed Morsi in Egitto affermando che “quel quotidiano si augura che la stessa cosa venga fatta con me”. Schieratasi a favore dei colleghi di Hurriyet, la giornalista Asli Aydintasbas di Milliyet e’ stata “momentaneamente sospesa. Il caporedattore di Zaman, Hidayet Karaca, e’ in carcere dallo scorso dicembre con l’accusa di aver “tradito l’interesse del Paese e aver attentato all’unita’ della nazione”. Il direttore dello stesso quotidiano, Ekrem Dumanli, anche lui arrestato e poi rilasciato, ha subito il ritiro del passaporto e intervenendo in collegamento al Congresso della World Association of Newspapers and News Publishers (Wan-Ifra) martedi’ ha detto di essere pronto a “pagare il prezzo per la liberta’ di informazione nel proprio Paese”. Una escalation che ha gia’ portato la Turchia al 154mo posto su 180 Paesi nella classifica di World Press Freedom del 2014. (AGI) .

(AGI) – Amsterdam, 4 giu. – Il presidente dell’Eurogruppo, Jeroem Dijsselbloem ritiene che le differenze tra la Grecia e i suoi creditori sono “ancora piuttosto larghe” e si aspetta che Atene nei prossimi giorni presenti delle alternative. I negoziati conclusi ieri sera a Bruxelles hanno rappresentanto un “successo, evidenziando i problemi da risolvere”. Inoltre avverte Atene che rischia di rendere impossibile un accordo se se continuera’ ad escludere troppe aree di riforma, aggiungendo che le modifiche al sistema previdenziale “resta sul tavolo” della discussione. Anche il presidente della commissione Ue, Jean Claude Juncker, fa sapere che nel negoziato per la Grecia sono stati “fatti dei progressi ma per l’Unione europea sono ancora insufficienti”. Juncker ne a parlato con il cancelliere tedesco, Angela Merkel e “sentira’ oggi anche Francois Hollande”. Intanto il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, si dice pronto a rispettare tutti gli impegni rispondendo a chi gli chiede se Atene effettuera’ il pagamento da 300 milioni di euro al Fmi in scadenza domani. “Come ministro delle Finanze – dice Varoufakis alla radio – non posso che rispendere a questa domanda sostenendo che lo stato greco intende sempre rimborsare tutti i suoi creditori”. Il ministro di oppone “con fermezza” alla privatizzazione della Ppc, la prima utility elettrica del paese. Varoufakis, inoltre, non vede “assolutamente nessuna ragione per indire elezioni anticipate”. “La gente – dice Varoufakis – ha dato al nostro governo un chiaro mandato”. Intanto il premier greco, Alexis Tsipras, il presidente Ue, Jean-Claude Juncker e quello dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem si incontreranno di nuovo nei prossimi giorni per cercare di definire la cornice di un accordo sul debito greco. Lo rende noto il portavoce della commissione Ue, Margaritis Schinas. “Non posso confermare – dice – una data specifica, ma confermo che sara’ un nuovo incontro nei prossimi giorni”. L’impegno e’ quello di trovare “un’intesa complessiva a livello di bilancio e a livello sociale in modo da far si’ che la Grecia possa migliorare la sua situazione economica e tornare rapidamente alla crescita e all’occupazione”. .

(AGI) – Rabat, 4 giu. – Due marocchini sono stati arrestati a Rabat per “atti osceni” dopo essersi baciati davanti alla torre di Hassan, uno dei monumenti piu’ importanti della citta’ nonche’ minareto della storica moschea ‘incompiuta’. Il fatto e’ avvenuto mercoledi’, all’indomani del fermo e dell’espulsione di due attiviste francesi del gruppo ‘Femen’ che – nello stesso luogo – avevano inscenato una protesta contro la dura legislazione anti-gay in vigore nel Paese africano. Le due donne, in topless e con la scritta “in gay we trust”, si erano baciate davanti a una telecamera; il video e’ poi stato pubblicato online. Il ministero dell’Interno ha fatto sapere di avere espulso dal Marocco anche una spagnola collegata alle attiviste del gruppo ‘Femen’ e ha denunciato “la serie di provocazioni e molestie compiute da organizzazioni straniere che deliberatamente violano la legge marocchina e minano la moralita’”. L’omosessualita’ e’ considerata un reato in Marocco; in base all’articolo 489 del Codice penale, chi compie “atti devianti con persone dello stesso sesso” puo’ essere condannato fino a tre anni di carcere. (AGI) .

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