Newsletter
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

(AGI) – Astana, 22 mag. – “Abbiamo tutte le capacita ‘per trasformare la Nuova Via della Seta in realta’”. Cosi’ il primo ministro del Kazakistan, Karim Massimov, ha annunciato ufficialmente all’Astana Economic Forum l’intenzione del Paese caucasico di partecipare pienamente all’iniziativa cinese volta a ripristinare l’antico tracciato che collegava l’Impero Romano alla Cina e che presto colleghera’ il gigante asiatico ad Asia Centrale, Russia, Europa (Baltico), oltre che al Golfo Persico e al Bacino del Mediterraneo. Il Kazakistan, ha spiegato Massimov “e’ collocato tra Oriente e Occidente e quindi “ha tutte le possibilita’ di trasformar in una realta’ la Via della Seta”. Il mercato dell’Unione economica eurasiataca inoltre “si sta espandendo” ha aggiunto i premier facendo riferimento all’ultima entrata de lKirghizistan ufficializzata proprio all’Aef. “L’Uee (Russia, Kazakistan, Bielorussia, Armenia, Kirghzistan) mettera’ insieme 175 milioni di persone”. Le nuove vie della seta e la realizzazione di nuovi corridoio infrastrutturali nell’area e’ uno dei temi portanti dell’ottava edizione dell’Aef ad Astana. Il governo del Kazakistan ha approvato un programma di sviluppo delle infrastrutture per il trasporto stradale e ferroviario, che ampliera’ la rete entro il 2020 e fara’ parte del corridoio stradale tra Cina ed Europa, nell’ambito del programma New Silk Road (nuova Via della Seta). Si tratta di un programma di costruzione per 30mila chilometri di autostrade e 8200 chilometri di rotaia, che sara’ attuato entro il 2020. Inoltre, saranno riqualificati 4500 chilometri di strade per essere portati allo standard di autostrade, con relativi servizi per autisti e veicoli. (AGI) –

(AGI) – Londra, 22 mag. – I jihadisti sunniti di Isis non solo hanno conquistato la citta’ siriana di Palmira (dove sorgono anche i resti dell’omonima perla del deserto patrimonio dell’Unesco) decapitando decine di soldati di Assad e uccidendo civili ma ne tengono altri in ostaggio. Secondo quanto riferisce l’Onu, citata da Bbc, Isis ha impedito ai civili di lasciare la citta’ ancor prima che questa cadesse nelle sue mani. L’Onu, sottolinea la Bbc, non ha suoi rappresentanti a Palmira ma cita “fonti credibili” e si dice “profondamente preoccupata” per i civili rimasti nella citta’ viste le notizie di esecuzioni sommaria.

Obama, “non stiamo perdendo la guerra”

(AGI) – Riga, 21 Mag. – E’ in corso a Riga l’incontro trilaterale fra il premier greco Alexis Tsipras, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Francois Hollande. I tre leader sono in una sala dell’hotel Radisson dove sono ospitate molte delegazioni nazionali che partecipano al vertice sul partenariato orientale, compresa quella italiana guidata dal premier Matteo Renzi. Secondo quanto si apprende, l’obiettivo dell’incontro e’ facilitare un accordo politico che permetta lo sblocco dell’ultima tranche di aiuti internazionale da 7,2 miliardi, per poi definire i dettagli in sede piu’ tecnica. .

(AGI) – Roma, 21 mag. – Il presidente cinese Xi Jinping, in un discorso pronunciato nel corso di un incontro con i rappresentanti di tutti i piccoli partiti non comunisti presenti nel paese e a personalita’ dell’industria, del commercio e delle diverse etnie e religioni, ha affermato che le religioni devono essere indipendenti da ogni influenza straniera. “Dobbiamo gestire gli affari religiosi in conformita’ con la legge e rispettare il principio di indipendenza nel gestire gruppi religiosi secondo i nostri accordi” ha detto Xi. I suoi commenti – scrive l’agenzia Misna -sono stati ampiamente riportati dai media statali. “Sforzi attivi dovrebbero essere fatti per integrare le religioni nella societa’ socialista” ha detto Xi, aggiungendo che l’opera religiosa del partito dovrebbe essere quella di cercare di conquistare i cuori e le menti del pubblico per il partito. Nel quadro della sua politica religiosa, il governo ritiene che forze straniere ostili possano utilizzare le religioni per infiltrarsi nella societa’ cinese vincendo sulla popolazione e sovvertendo le regole del partito. Nel paese, e’ vietato il lavoro missionario straniero, viene rifiutato il riconoscimento di qualsiasi nomina da parte di enti religiosi stranieri, come il Vaticano, ed eventuali gruppi o associazioni religiose non registrate sono illegali. Nelle regioni cinesi occidentali dello Xinjiang e del Tibet, il governo dice che forze straniere stanno usando l’islam e il buddismo tibetano per incitare la popolazione locale a sfidare il dominio cinese. Durante il suo mandato, Xi ha regolarmente distinto tra “religioni straniere”, in particolare il cristianesimo e l’islam, e fedi locali come il taoismo, il confucianesimo e il buddismo. Le relazioni formali con il Vaticano si sono interrotte nel 1951 e il culto per i cattolici e’ ufficialmente consentito solo nelle chiese autorizzate dallo Stato, al di fuori dell’autorita’ del Papa. Nel 2007, Papa Benedetto XVI ha inviato una lettera ai fedeli cinesi esortandoli a restare uniti sotto la sua autorita’. Ieri Papa Francesco, in vista dell’importante festa che i cattolici cinesi celebrano il 24 maggio al santuario di Sheshan a Shanghai, ha esortato i cattolici in Cina a “vivere spiritualmente uniti alla roccia di Pietro su cui e’ costruita la Chiesa”. .

(AGI) – Roma, 21 mag. – L’Isis controlla ormai piu’ della meta’ del territorio siriano, una sterminata area desertica su cui insistono nove province, 95mila chilometri quadrati, comprese le zone petrolifere in cui si trovano almeno una sessantina di pozzi. Tra le ultime conquiste spicca Palmira, la ‘perla del deserto’ gioiello archeologico ma anche centro strategico, ormai caduta interamente nelle mani dei jihadisti. Dalla citta’, che dista appena 210 chilometri da Damasco ed e’ lungo l’autostrada che taglia il Paease da ovest a est, arrivano immagini di orrori che fanno salire l’allarme. Si contano decine di soldati di Assad uccisi e su Twitter sono anche circolate foto di cadaveri decapitati di militari e civili. I soldati in fuga sono stati costretti a ripiegare verso i villaggi di al Farqlas, Sawana e Khanifis. L’Isis ha assunto il pieno controllo di Palmira, anche grazie alla complicita’ delle popolazioni e delle tribu’ sunnite, dopo una violenta battaglia andata avanti per ore e nella quale sono morte decine di civili. I jihadisti hanno imposto il coprifuoco e hanno preso il controllo del carcere, lasciando fuggire i detenuti, dell’ospedale, dell’aeroporto e del quartier generale dell’intelligence. Finora non si ha notizia di distruzione nell’area monumentale di Palmira, le cui rovine romane con oltre mille colonne e torri funerarie sono incluse nella lista del Patrimonio dell’Umanita’ dell’Unesco. Ma i raid del regime hanno colpito stamane varie volte la citta’ nuova (Tadmur, in arabo) e anche l’area archeologica. Non si sa se ci siano stati danni alle rovine. L’emittente tv del regime, al Ekhbariya, che trasmette da Damasco, assicura che la maggior parte degli abitanti della storica citta’ siriana ha deciso di lasciare le proprie case e di allontanarsi prima dell’arrivo dei jihadisti. In particolare l’evacuazione sarebbe iniziata con la decisione dell’esercito di ritirarsi dalla zona che si trova nella provincia di Homs, nel centro della Siria, considerata strategica perche’ punto di collegamento con l’est e l’ovest del Paese. Il controllo di Palmira avvicina ancora di piu’ l’Isis alla capitale, oltre a far scattare l’allarme per il rischio di distruzioni nel sito archeologico. L’Unesco ha avvertito che sarebbe “un’enorme perdita per l’umanita’. Come ha detto l’Ue, attraverso la vicepresidente Federica Mogherini, equivarrebbe a “un crimine contro l’umanita’”. Da Riga dove partecipa a un summit europeo, il presidente francese Francois Hollande lancia un appello “ad agire” contro il “pericolo” del terrorismo. “Il mondo deve rispondere alla minaccia dei terroristi a Palmira”, ha detto. Mentre dalla Casa Bianca, il portavoce Josh Earnest ha affermato che la presa della citta’ di Palmira e’ “una battuta di arresto” per le forze della coalizione a guida Usa nella loro lotta contro l’Isis. Earnest ha inoltre riferito che il presidente statunitense Barack Obama non e’ d’accordo con i Repubblicani che vorrebbero truppe di terra per combattere lo Stato Islamico. .

(AGI) – Mosca, 21 mag. – La Russia e’ pronta a fornire armi all’Iraq. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, a Mosca, dove il premier iracheno, Haider al Abadi, e’ arrivato ieri sera per una visita ufficiale. In un colloquio con la stampa prima dell’incontro tra Abadi e il presidente russo, Vladimir Putin, il capo della diplomazia russa ha affermato che Mosca fara’ “qualsiasi sforzo per aiutare il governo di Baghdad a respingere il nemico”. Nel corso del colloquio con Abadi, il presidente Putin ha detto oggi che i due paesi stanno rafforzando la cooperazione militare. “Stiamo espandendo la cooperazione nell’area della tecnologia militare”, ha detto Putin, definendo l’Iraq “un vecchio e affidabile partner nella regione”. Putin ha aggiunto che i rapporti tra i due paesi si stanno sviluppando positivamente. “Le nostre compagnie lavorano nel vostro paese – ha continuato Putin – e stanno discutendo di investimenti dell’ordine di miliardi di dollari”. Abadi, da parte sua, ha sottolineato che i rapporti bilaterali possono essere sviluppati in tutti i settori, dalla cooperazione militare a quella economica ed energetica. .

(AGI) – Washington, 21 mag. – La conquista di Ramadi, in Iraq, da parte dell’Isis non segna una sconfitta della coalizione nella guerra agli jihadisti. Ne e’ convinto il presidente americano, Barack Obama. “Non penso che stiamo perdendo”, ha affermato in un’intervista al magazine ‘The Atlantic’, “non c’e’ dubbio che sia stato un arretramento tattico”, ha aggiunto Obama, sottolineando che Ramadi “e’ stata vulnerabile per molto tempo, soprattutto perche’ (a difesa della citta’) non ci sono forze di sicurezza irachene che abbiamo addestrato o rafforzato”. “L’addestramento delle forze di sicurezza, le fortificazioni, i sistemi di comando e controllo non si stanno attuando sufficientemente in fretta nella provincia di Anbar, nelle zone sunnite del Paese”. Se Ramadi e’ un “arretramento tattico”, la presa della citta’ siriana di Palmira e’ “una battuta di arresto” per le forze della coalizione a guida Usa nella loro lotta contro l’Isis.

Isis conquista Palmira: soldati siriani decapitati per strada

Stavolta il commento arriva dal portavoce della Casa Bianca Josh Earnest che ha riferito che il presidente statunitense Barack Obama non e’ d’accordo con i Repubblicani che vorrebbero truppe di terra per combattere lo Stato Islamico. Dalla Francia si alza la voce di Francois Hollande. “Il mondo deve rispondere alla minaccia dei terroristi a Palmira”, afferma il Presidente francese. Occorre dunque “agire” contro il “pericolo” del terrorismo, continua Hollande, arrivato al summit europeo in corso a Riga. “Dobvbiamo agire perche’ vi e’ un pericolo” per “i monumenti che sono patrimonio dell’umanita’ e allo stesso tempo dobbiamo agire nella lotta contro Daesh” (acronimo arabo per indicare l’Isis, ndr), ha affrmato il capo di Stato francese. .

(AGI) – Los Angeles (California), 21 mag. – E’ stato dichiarato lo stato di emergenza nella contea di Santa Barbara, dopo la fuoriuscita di petrolio da un oleodotto della Plains All American Pipeline Lp. La perdita di greggio e’ ufficialmente di 80 mila litri ma la stessa societa’ che gestisce l’oleodotto ammette che lo scenario potrebbe essere ben peggiore: circa 400 mila litri riversati nell’Oceano Pacifico. La marea nera ha inquinato le spiagge di Santa Barbara e del Refugio State Beach. Le foto mostrano le coste imbrattate di liquido nero, gli animali, soprattutto pellicani, ricoperti di petrolio, ma anche le centinaia di secchi riempiti di greggio recuperato grazie al lavoro di squadre esperte arrivate prontamente sul posto e ai numerosi volontari che armati di stivali di gomma, pale e rastrello cercano di dare una mano per contenere l’emergenza. Secondo la guardia costiera la chiazza di greggio si estende su una superficie di 15 chilometri. E’ un vero e proprio disastro ambientale con danni incalcolabili all’ecosistema. Si temono rischi per alcune specie di balene che migrano in quell’area. Ancora sconosciute le cause della rottura dell’oleodotto. Il greggio e’ fuoriuscito da una condotta di 61 centimetri di diametro. A dare l’allarme, ieri, un cittadino che se ne e’ accorto intorno a mezzogiorno. La condotta, costruita nel 1987, e’ stata chiusa solo dopo 3 ore. Per Santa Barbara si tratta della seconda ‘marea nera’ dopo il disastro del 1969. (AGI) .

(AGI) – Roma, 21 mag. – L’Isis controlla ormai piu’ della meta’ del territorio siriano, una sterminata area desertica su cui insistono nove province, 95mila chilometri quadrati, comprese le zone petrolifere in cui si trovano almeno una sessantina di pozzi. Tra le ultime conquiste spicca Palmira, la ‘perla del deserto’ gioiello archeologico ma anche centro strategico, ormai caduta interamente nelle mani dei jihadisti. Dalla citta’, che dista appena 210 chilometri da Damasco ed’ e’ lungo l’autostrada che taglia il Paease da ovest a est, arrivano immagini di orrori che fanno salire l’allarme. Si contano decine di soldati di Assad uccisi e su Twitter sono anche circolate foto le foto dei cadaveri decapitatri di militari e civili. I soldati in fuga sono stati costretti a ripiegare verso i villaggi di al Farqlas, Sawana e Khanifis. L’Isis ha assunto il pieno controllo di Palmira, anche grazie alla complicita’ delle popolazioni e delle tribu’ sunnite, dopo una violenta battaglia andata avanti per ore e nella quale sono morte decine di civili. I jihadisti hanno imposto il coprifuoco e hanno preso il controllo del carcere, lasciando fuggire i detenuti, dell’ospedale, dell’aeroporto e del quartier generale dell’intelligence. Finora non si ha notizia di distruzione nell’area monumentale di Palmira, le cui rovine romane con oltre mille colonne e torri funerarie sono incluse nella lista del Patrimonio dell’Umanita’ dell’Unesco. Ma i raid del regime hanno colpito stamane varie volte la citta’ nuova (Tadmur, in arabo) e anche l’area archeologica. Non si sa se ci siano stati danni alle rovine. L’emittente tv del regime, al Ekhbariya, che trasmette da Damasco, assicura che la maggior parte degli abitanti della storica citta’ siriana ha deciso di lasciare le proprie case e di allontanarsi prima dell’arrivo dei jihadisti. In particolare l’evacuazione sarebbe iniziata con la decisione dell’esercito di ritirarsi dalla zona che si trova nella provincia di Homs, nel centro della Siria, considerata strategica perche’ punto di collegamento con l’est e l’ovest del Paese. Il controllo di Palmira avvicina ancora di piu’ l’Isis alla capitale, oltre a far scattare l’allarme per il rischio di distruzioni nel sito archeologico. L’Unesco ha avvertito che sarebbe “un’enorme perdita per l’umanita’. Come ha detto l’Ue, attraverso la vicepresidente Federica Mogherini, equivarrebbe a “un crimine contro l’umanita’”. .

(AGI) – Tunisi, 21 mag. – Il 22enne marocchino Abdel Majid Touil avrebbe fornito le armi che sono state usate per l’attentato al museo del Bardo a Tunisi del 18 marzo. Lo ha rivelato un fonte ufficiale tunisina. “E’ un trafficante d’armi…ha portato le armi per gli attentatori del Bardo dalla Libia alla Tunisia prima della data dell’attacco”, ha affermato la fonte che ha chiesto di rimanere anonima. Touil e’ stato arrestato nell’hinterland milanese in seguito a un mandato di arresto internazionale dell’autorita’ giudiziaria tunisina. La procura di Milano ha confermato che il giovane si trovava in Italia il giorno dell’attentato e dai registri della scuola di italiano che il marocchino frequentava due volta alla settimana a Trezzano sul Naviglio, risultata che Touil fosse in classe lo scorso 18 marzo. (AGI)

Flag Counter