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(AGI) – Istanbul, 5 giu. – Le esplosioni che stanno insanguinando la campagna elettorale turca sono “una provocazione”. Ne e’ convinto l’attuale Presidente, Tayyip Erdogan, che esprime le sue condoglianze alle famiglie delle vittime. Le autorita’ – prosegue Erdogan – stanno indagando con attenzione. Domenica in Turchia si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento.(AGI)

(AGI) – Washington, 5 giu. – Il recente attacco dei separatisti filo russi nei pressi di Donetsk, nell’Ucraina orientale, e il prossimo summit del G7 sono stati al centro di un colloquio telefonico oggi tra il presidente Barack Obama e il suo omologo ucraino, Petro Poroshenko. Lo ha precisato la Casa Bianca in una nota. Entrambi rinnovano l’appello alla Russia e ai separatisti affinche’ “si attengano strettamente agli accordi di Minsk dello scorso febbraio” mentre Obama, spingendo per una soluzione “diplomatica” della crisi, ha ribadito “il forte supporto degli Usa rispetto alla sovranita’ e all’integrita’ territoriale dell’Ucraina – spiega la nota – confermando la determinazione a continuare a lavorare con gli altri partner internazionali per supportare l’Ucraina” alle prese con profonde riforme. (AGI)

(AGI) – Diyarbakir (Turchia), 5 giu. - Due esplosioni durante un raduno del partito filo curdo HDP hanno causato due morti e piu’ di cento feriti.

L’esplosione ha avuto luogo nell’affollatissima piazza di Diyarbakir, la citta’ piu’ popolosa del sud est del paese, nella regione a maggioranza curda. All’inizio pareva trattarsi dell’esplosione di una centralina elettrica, ma fonti locali hanno iniziato a diffondere la notizia, poi confermata, di due diverse esplosioni.

Il Ministro dell’Energia Taner Yildiz ha confermato la natura dolosa dell’esplosione escludendo l’ipotesi dell’incidente. Secondo fonti locali il primo ordigno sarebbe stato posizionato in un cestino per l’immondizia, il secondo, una bomba a grappolo, in un carretto di un venditore ambulante.

In seguito all’esplosione la polizia e’ intervenuta con idranti e gas lacrimogeni per disperdere la folla. Pochi minuti prima dell’esplosione il segretario del partito filo curdo dell’HDP, Selattin Demirta ha reso noto il bilancio degli scontri avvenuti ieri, prima e dopo il comizio che ha tenuto ad Erzurum, nel nord est del paese: “Ci sono stati 200 feriti, di cui 3 gravi, inoltre sono state date alle fiamme 150 automobili appartenenti a nostri sostenitori. Nonostante vi siano delle prove concrete e delle immagini nessuno e’ stato fermato dalle autorita’”.

Ad Erzurum e’ andata in scena una caccia all’uomo per le strade con fascisti e nazionalisti che si aggiravano in gruppi brandendo coltelli e mazze. Selattin Demirta ha annunciato di voler presentare querela nei confronti della Questura di Erzurum : “Nella piazza della stazione si e’ autorizzato quello che poteva essere un massacro, la polizia era presente in forze ed inspiegabilmente non e’ intervenuta”.

L’HDP si presenta per la prima volta da solo alle elezioni e se superasse la soglia del 10 per cento (attualmente e’ dato al 12,6%) impedirebbe all’AKP di Erdogan di raggiungere il 50% dei seggi in Parlamento. Assai vicino ai curdi e’ inviso a fascisti e nazionalisti.

Il Presidente della provincia di Erzurum, eletto per i nazionalisti dell’MHP, ha emesso un comunicato in cui rifiuta qualsiasi connessione tra il suo partito ed i fatti di Erzurum.

(AGI) – Roma, 5 giu. – L’Isis minaccia i Balcani. In un video di 21 minuti, pubblicato sui siti web della galassia jihadista, i miliziani hanno rivolto un appello ad aspiranti combattenti bosniaci, albanesi e kosovari a unirsi allo Stato islamico e a “combattere i miscredenti”. Il filmato, di cui non e’ possibile verificare l’autenticita’, e’ stato rilanciato dalla stampa locale che ha espresso preoccupazione per la visita del Papa che sara’ domani a Sarajevo, anche se nel video non vi e’ alcun riferimento al Pontefice.
  Si tratta del primo appello dello Stato islamico diretto agli islamisti dei Balcani, affiche’ prendano parte alla “guerra santa”. Nel filmato, un albanese che si presenta come Abu Muqatil Al-Kosovo, annuncia “giorni terribili” per i “miscredenti” e minaccia di “arrivare con gli esplosivi”. Un altro jihadista invita a “uccidere gli infedeli ovunque si trovino: fate esplodere le loro auto, avvelenate le loro bevande”.

Intanto il selfie di un jihadista dell’Isis, pubblicato su un social network, ha permesso alle forze militari Usa di individuare e bombardare una base dello Stato islamico. Protagonista l’intelligence Usa in Florida in un particolare che ormai rivela come i servizi lavorino sul web per sgominare la minaccia jihadista. I dettagli dell’operazione sono stati raccontati dal generale dell’aeronautica Hebert Carlise, detto il ‘Falco’, capo del comando aereo di combattimento dell’esercito Usa con base a Langley, in Virginia. Intanto si stringe sempre di piu’ la morsa dello Stato Islamico su al-Hasakah, capoluogo dell’omonima provincia nella Siria nord-orientale, estremo lembo a est del Paese arabo. Secondo fonti jihadiste, dopo aver conquistato due avamposti lealisti a sud della citta’, costituiti da un carcere in costruzione e da una centrale elettrica, i miliziani sarebbero ormai ad appena un chilometro dal perimetro urbano, e soltanto una postazione governativa residua li separerebbe dall’ingresso meridionale. Una rivendicazione smentita peraltro dal regime, secondo cui la situazione sul terreno sarebbe anzi “eccellente”. E’ un fatto tuttavia che l’Aviazione governativa sia dovuta intervenire per fornire copertura alle truppe di terra e alle formazioni degli ‘shabbiyah’, gli irregolari loro alleati, impegnati in combattimenti sempre piu’ cruenti con l’Isis: lo ha riferito l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, organizzazione in esilio dell’opposizione non radicale con sede a Londra, che puo’ contare su una rete capillare di informatori locali. Lo stesso Osservatorio ha confermato anche l’estrema intensita’ degli scontri, che vanno avanti dall’inizio della settimana e che, pur esigendo un pesante tributo di perdite da ambedue le parti, hanno visto finora lo Stato Islamico prevalere nettamente sugli avversari. I tentacoli dell’Isis intanto colpiscono anche la Turchia dove la polizia di frontiera ha arrestato una studentessa russa di 19 anni mentre tentava di passare in Siria, presumibilmente con l’obiettivo di unirsi ai combattenti dello Stato Islamico. In Libia invece l’Isis ha rapito 86 rifugiati eritrei, probabilmente cristiani, ha reso noto Meron Estefanos, attivista per i diritti umani e co-fondatore della Commissione internazionale per i rifugiati eritrei a Stoccolma, al sito internet britannico “IBTimes”. (AGI) .

(AGI) – Istanbul, 5 giu. – Un calo netto del partito di Erdogan e l’entrata in Parlamento del partito curdo dell’Hdp. A 2 giorni dalle elezioni parlamentari l’Istituto Nazionale di Statistica turco (KONDO) ha reso noti i risultati dei sondaggi relativi i 550 deputati che occuperanno gli scranni dell’unica Camera del Parlamento turco. Primo partito rimarra’ l’AKP la cui percentuale si aggirera’ intorno al 41%, un calo netto rispetto alle elezioni del 2011 in cui il partito del presidente Erdogan e del primo ministro Davutoglu conquisto’ il 47,2% dei voti. Tale risultato, se confermato, sarebbe una mezza sconfitta per Erdogan che non ha mai nascosto di sognare di superare il 50% e consentirebbe all’AKP di far sedere in Parlamento tra i 270 e i 278 parlamentari. L’ago della bilancia di queste elezioni e’ pero’ rappresentato dal partito filo curdo dell’HDP, che per la prima volta corre da solo sfidando la soglia di sbarramento che in Turchia e’ chiamata “la diga” posta al 10%. I sondaggi lo danno in crescita con il 12,6%, di preferenze, una percentuale nettamente maggiore rispetto al 5% di 4 anni fa e che consentirebbe al partito di Selattin Demirta di far sedere in Parlamento tra i 60 e i 70 deputati. Al calo dell’Akp corrisponde la crescita degli altri partiti. I kemalisti del Chp sono dati al 27,8%, quasi 5 punti percentuali in piu’ rispetto al 23% di 4 anni fa, con un numero di rappresentanti in parlamento compreso tra i 120 e i 130. Una crescita percentuale identica e’ prevista per i nazionalisti del MHP che dal 10% di 4 anni fa passerebbero al 14,8%, il che si tradurrebbe in un numero di deputati compreso tra i 75 e i 95. L’ago della bilancia di queste elezioni e’ pero’ rappresentato dal partito filo curdo dell’HDP, che per la prima volta corre da solo sfidando la soglia di sbarramento che in Turchia e’ chiamata “la diga” ed e’ posta al 10%. Nell’eventualita’ di un fallimento infatti l’AKP di Erdogan conterebbe su un numero di parlamentari superiore al 50% e sufficiente ad effettuare la riforma della Costituzione completando l’iter del paese verso un presidenzialismo forte. (AGI) .

(AGI) – Yola (Nigeria), 5 giu. – E’ salito ad almeno 45 morti accertati il bilancio dell’attentato dinamitardo che ha colpito ieri sera un mercato di Yola, capitale dello Stato federato di Adamawa, che insieme a quelli di Borno e di Yobe costituisce il territorio ‘storico’ di Boko Haram nella Nigeria nord-orientale. I feriti ammontano sempre a circa quaranta. Secondo un portavoce della polizia, Othman Abubakar, ad agire e’ stato un kamikaze. Ancora nessuna rivendicazione della strage, che pero’ a parere degli inquirenti presenta le caratteristiche tipiche dell’operato della setta jihadista. Nella prima settimana del suo mandato, e nonostante i proclami di un nuovo e piu’ inflessibile giro di vite nei confronti dei miliziani ultra-radicali, il neo-presidente Muhammadu Buhari non ha potuto che assistere a un ulteriore spargimento di sangue, con oltre novanta vittime complessive. Non a caso proprio oggi l’alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, il principe giordano Zeid bin Ra’ad al-Hussein, ha sollecitato Buhari e il suo governo a reagire adeguatamente agli “orripilanti atti di crudelta’ e di violenza perpetrati da Boko Haram”, senza peraltro trascurare gli abusi attribuiti ai militari nigeriani contro i detenuti sospettati di appartenere al gruppo. .

(AGI) – Roma, 5 giu. – Il selfie di un jihadista dell’Isis, pubblicato su un social network, ha permesso alle forze militari Usa di individuare e bombardare una base dello Stato islamico. Protagonista l’intelligence Usa in Florida in un particolare che ormai rivela come i servizi lavorino sul web per sgominare la minaccia jihadista. I dettagli dell’operazione sono stati raccontati dal generale dell’aeronautica Hebert Carlise, detto il ‘Falco’, capo del comando aereo di combattimento dell’esercito Usa con base a Langley, in Virginia. Intanto si stringe sempre di piu’ la morsa dello Stato Islamico su al-Hasakah, capoluogo dell’omonima provincia nella Siria nord-orientale, estremo lembo a est del Paese arabo. Secondo fonti jihadiste, dopo aver conquistato due avamposti lealisti a sud della citta’, costituiti da un carcere in costruzione e da una centrale elettrica, i miliziani sarebbero ormai ad appena un chilometro dal perimetro urbano, e soltanto una postazione governativa residua li separerebbe dall’ingresso meridionale. Una rivendicazione smentita peraltro dal regime, secondo cui la situazione sul terreno sarebbe anzi “eccellente”. E’ un fatto tuttavia che l’Aviazione governativa sia dovuta intervenire per fornire copertura alle truppe di terra e alle formazioni degli ‘shabbiyah’, gli irregolari loro alleati, impegnati in combattimenti sempre piu’ cruenti con l’Isis: lo ha riferito l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, organizzazione in esilio dell’opposizione non radicale con sede a Londra, che puo’ contare su una rete capillare di informatori locali. Lo stesso Osservatorio ha confermato anche l’estrema intensita’ degli scontri, che vanno avanti dall’inizio della settimana e che, pur esigendo un pesante tributo di perdite da ambedue le parti, hanno visto finora lo Stato Islamico prevalere nettamente sugli avversari. I tentacoli dell’Isis intanto colpiscono anche la Turchia dove la polizia di frontiera ha arrestato una studentessa russa di 19 anni mentre tentava di passare in Siria, presumibilmente con l’obiettivo di unirsi ai combattenti dello Stato Islamico. In Libia invece l’Isis ha rapito 86 rifugiati eritrei, probabilmente cristiani, ha reso noto Meron Estefanos, attivista per i diritti umani e co-fondatore della Commissione internazionale per i rifugiati eritrei a Stoccolma, al sito internet britannico “IBTimes”. (AGI) .

(AGI) – Nassiria (Iraq) 5 giu. – Tareq Aziz, ex ministro degli Esteri e vicepremier ai tempi di Saddam Hussein, e’ morto in un ospedale di Nassiriya all’eta’ di 79 anni. Lo ha riferito il vicegovernatore della provincia di Dhi Qar, Adel Abdulhussein al-Dakhili, dove Aziz era detenuto in carcere. Secondo l’emittente al Jazira, a stroncare l’ex numero due di Saddam – da tempo sofferente di cuore – e’ stato un infarto. “L’amministrazione carceraria di Nassiriya ha trasferito il prigioniero Tareq Aziz presso il centro della citta’ dopo un attacco di cuore. Aziz e’ morto questo pomeriggio in ospedale”, hanno reso noto le autorita’ di Dhi Qar. Di fede cristiana, Tareq Aziz era recluso da 12 anni, da quando si consegno’ agli americani dopo l’invasione dell’Iraq. Condannato a morte nel 2010, dopo un forte pressing internazionale – anche del Vaticano e dell’Ue – la pena era stata sospesa. Aziz, al secolo Mikhail Yuhanna, era nato il 28 aprile 1936 vicino alla citta’ di Mosul da una famiglia cristiana caldea. Unico funzionario cristiano nel precedente regime, e’ stato a lungo il volto internazionale del governo di Saddam Hussein e il portavoce del regime iracheno sui media occidentali. (AGI) .

(AGI) – Roma, 5 giu. – L’astronauta italiana Samantha Cristoforetti rientrera’ sulla terra l’11 giugno. A confermarlo e’ stata quest’oggi l’agenzia spaziale russa Roskosmos.

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L’atterraggio della navicella Soyuz TMA-15M con a bordo la Cristoforetti, ma anche il russo Anton Shkaplerov e lo statunitense Terry Virts, e’ previsto come sempre nella steppa del Kazakistan nei pressi della localita’ di Dzhezkazgan a sud della citta’ di Karaganda.

Samantha Cristoforetti quando l’11 giugno rientrera’ sulla terra dalla missione di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale avra’ battuto due primati, uno a livello italiano l’altro a livello mondiale. La prima astronauta italiana migliorera’ il record di 175 giorni consecutivi nello spazio che apparteneva a Paolo Nespoli con 175 e, rientrando dopo il 7 giugno, anche quello assoluto femminile internazionale che dal 2007 appartiene, con 195 giorni consecutivi, all’americana Sunita Williams.

La 49enne astronauta dell’Ohio con ben sette missioni spaziali alle spalle, quando ha saputo che stava per perdere il primato da detto che “stare lassu’ e’ davvero tanto difficile per il corpo” e che lei ha impiegato ben sei mesi per riprendersi.(AGI)

(AGI) – Washington, 5 giu. – Un selfie ‘assassino’ che ha permesso alle forze militari Usa di individuare una base dell’Isis in 22 ore dalla rilevazione geografica grazie all’immagine scattata da un jihadista e incautamente pubblicata sui social media del loro quartier generale. Protagonista l’intelligence Usa in Florida in un particolare che ormai rivela come i servizi lavorino ormai sul web per sgominare la minaccia jihadista. I dettagli dell’operazione sono stati raccontati dal generale dell’aeronautica Hebert Carlise, detto il ‘Falco’, capo del comando aereo di combattimento dell’esercito Usa con base a Langley, in Virginia. Intanto si stringe sempre di piu’ la morsa dello Stato Islamico su al-Hasakah, capoluogo dell’omonima provincia nella Siria nord-orientale, estremo lembo a est del Paese arabo. Secondo fonti jihadiste, dopo aver conquistato due avamposti lealisti a sud della citta’, costituiti da un carcere in costruzione e da una centrale elettrica, i miliziani sarebbero ormai ad appena un chilometro dal perimetro urbano, e soltanto una postazione governativa residua li separerebbe dall’ingresso meridionale. Una rivendicazione smentita peraltro dal regime, secondo cui la situazione sul terreno sarebbe anzi “eccellente”. E’ un fatto tuttavia che l’Aviazione governativa e’ dovuta intervenire per fornire copertura alle truppe di terra e alle formazioni degli ‘shabbiyah’, gli irregolari loro alleati, impegnati in combattimenti sempre piu’ cruenti con l’Isis: lo ha riferito l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, organizzazione in esilio dell’opposizione non radicale con sede a Londra, che puo’ contare su una rete capillare di informatori locali. Lo stesso Osservatorio ha confermato anche l’estrema intensita’ degli scontri, che vanno avanti dall’inizio della settimana e che, pur esigendo un pesante tributo di perdite da ambedue le parti, hanno visto finora lo Stato Islamico prevalere nettamente sugli avversari. I tentacoli dell’Isis intanto colpiscono anche la Turchia dove la polizia di frontiera ha arrestato una studentessa russa di 19 anni mentre tentava di passare in Siria, presumibilmente con l’obiettivo di unirsi ai combattenti dello Stato Islamico. In Libia invece l’Isis ha rapito 86 rifugiati eritrei, probabilmente cristiani. Lo ha reso noto Meron Estefanos, attivista per i diritti umani e co-fondatore della Commissione internazionale per i rifugiati eritrei a Stoccolma, al sito internet britannico “IBTimes”. .

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