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(AGI) – Kabul, 14 mag. – C’e’ anche un italiano tra le vittime dell’attentato, rivendicato dai talebani afghani, in una foresteria nel centro di Kabul, mercoledi’ notte. Lo riferisce la Farnesina. Sono morte almeno 9 persone, tra cui anche un cittadino statunitense e vari indiani. I talebani afghani hanno rivendicato l’incursione e l’assedio alla Guest House Park Plaza, durato diverse ore e avvenuto mentre gli ospiti nell’hotel erano in giardino in attesa di un concerto di un noto cantante locale. “E’ stata una missione suicida di uno dei nostri combattenti: l’attacco e’ stato accuratamente pianificato contro una festa a cui partecipavano persone importanti, tra io quali americani”, hanno fatto sapere i talebani in un comunicato. L’attacco, che ha causato anche diversi feriti, ha messo a ferro e fuoco una foresteria nel centro della capitale, in una zona dove si trovano anche un complesso delle Nazioni Unite, varie ambasciate e diverse foresterie. Secondo testimoni, gli uomini del commando, che sono stati uccisi dalla polizia prima che si facessero esplodere, andavano stanza per stanza in cerca degli stranieri. Al termine dell’assedio, durato sette ore, la polizia e’ riuscita a mettere in salvo le oltre 50 persone prese come ostaggio. (AGI)

(AGI) – Seul, 14 mag. – La Corea del Nord ha effettuato manovre di artigliera lungo la frontiere del Mar Giallo. Lo ha comunicato il ministero della Difesa della Corea del Sud, che ha intensificato la mobilitazione contro un’eventuale aggressione. L’esercito popolare nordcoreano ha sparato 130 colpi, alcuni dei quali da una nave militare posizione in prossimita’ della Linea limite del Nord, che non e’ stata superata comunque da nessun proiettile. Le manovre del regime di Kim Jong-un sono durate per circa un’ora e mezzo e sono state organizzate “deliberatamente per creare tensione sul versante Sud della Linea limite”, ha detto un protavoce del ministero della Difesa sudcoreano. (AGI)

(AGI) – New York, 14 mag. – Un’opera di Mark Rothko e’ stato venduta per quasi 82 milioni di dollari a un’asta di arte contemporanea e post-guerra da Christie’s a Nueva York, due notti dopo i record di Picasso e Giacometti. ‘Numero 10′, dipinto nel 1958 dall’artista statunitense, e’ stato aggiudicato per 81,92 milioni di dollari, quasi il doppio della sua stima di 45 milioni e non lontano dal record di 86,88 milioni pagato per un Rothko (“Orange, Red, Yellow”) nel maggio del 2012. La mega-asta di 82 opere (circa il 25% in piu’ del solito) ha lasciato invendute solo una decina di pezzi. E ha fatto segnare la seconda vendita record per la casa d’aste in meno di una settimana, dopo la notte stellare di lunedi’, quando era stato registrato il prezzo piu’ alto mai pagato per un’opera d’arte e una scultura: ‘Les femmes d’Alger (Version 0)’, firmato Pablo Picasso, aggiudicato a 179,3 milioni di dollari e il bronzo di Alberto Giacometti, ‘Man Pointing’, battuto per 141,285 dollari. Altri risultati da registrare mercoledi’ notte i 56,2 milioni a cui sono stati venduti l’esuberante ‘Colored Mona Lisa’ di Andy Warhol e ‘Benefits Supervisor Resting’ di Lucian Freud, quest’ultimo che ha fatto segnare il nuovo record per l’artista. Lunedi’, al termine di quella che sara’ ricordata come l’asta del secolo, Christie’s non aveva dato alcuna indicazione sull’identita’ degli acquirenti dei 10 lotti piu’ costosi e non ne aveva rivelato neppure l’area geografica di provenienza, ma aveva confermato che negli ultimi cinque anni e’ entrato sul mercato un nuovo stuolo di collezionisti, che ha fatto segnare “una nuova era” per il mercato dell’arte. “Simo entrati in una nuova era del mercato dell’arte”, aveva dichiarato Jussi Pylkkanen, presidente mondiale di Christie’s. “Collezionisti provenienti da ogni parte del mondo competono per i pezzi migliori, generando prezzi a livelli record e che non si erano mai visti prima”. .

(AGI) – Bujumbura, 14 mag. Il capo delle forze armate del Burundi ha affermato che il tentativo di colpo di Stato per rovesciare il presidente Pierre Nkurunziza e’ fallitto. “Il tentato golpe del generale Godefroid Niyombare e’ stato fermato”, ha detto il comandante in capo delle forze armate, generale Prime Niyongabo in annuncio alla radio. Secondo la sua comunicazione, gli uffici della presidenza e il palazzo presidenziale sono sotto il controllo di uomini fedeli a Nkurunziza. Tuttavia, fonti vicine al generale golpista hanno smentito queste notizie. “Le forze armate nazionali fanno appello agli ammutinati perche’ si consegnino”, ha detto ancora il generale Prime Niyongabo alla radio. Un portavoce della fazione anti-Nkurunziza, il commissario di polizia Venon Ndabaneze, ha ribatutto che le dichiarazioni del comandante delle forze armate sono false e che i ribelli controllano varie strutture, compreso l’aeroporto internazionale di Bujumbura. Ndabaneze ha sostenuto che i golpisti non si sono impossessati della radio solo perche’ “hanno voluto evitare un bagno di sangue”. Il leader del colpo di Stato, generale Niyombare, ex capo dei servizi segreti rimosso all’inizio dell’anno, aveva parlato in precedenza da un’emittente radio privata e aveva affermato di aver rovesciato il presidenza poco dopo la sua partenza per la Tanzania. Per il momento resta l’incertezza su dove si trovi Nkurunziza, che secondo le autorita’ della Tanziana ha lasciato quel Paese. (AGI) .

(AGI) – Sydney, 14 mag. – Grana per Johnny Depp in Australia, dove si trova per le riprese del nuovo sequel della serie “Pirati dei Caraibi”. I suoi due cani, Pistol e Boo, sono stati “condannati a morte” dal ministero dell’Agricoltura perche’ l’attore li ha introdotti illegalmente nel Paese. Unica scappatoia, “smammare subito”. “Solo perche’ e’ Johnny Depp non significa che sia esonerato dal rispetto delle leggi australiane”, ha detto il ministro dell’Agricoltura, Barnaby Joyce. L’Australia ha regole molto rigide per l’importazione di animali, con lo scopo di impedire la diffusione di malattie: occorre chiedere un permesso, e le bestie vengono messe in quarantina per poi essere riconsegnate al padrone. Ma Depp ha portato con se’ i due Yorkshire terrier all’insaputa delle autorita’ doganali australiane. Solo per caso i due “clandestini” sono stati scoperti, quando sono stati portati a farsi belli in una toilette per cani. “E’ ora che Pistol e Boo smammino negli Usa. O li rimanda indietro, o dovremo sopprimerli”, ha avvertito il ministro. E ai giornalisti che gli chiedevano se non fosse preoccupato della reazione di Depp, ha risposto: “Non credo che il signor Depp mi invitera’ al gala’ per la prima di Pirati dei Caraibi”. Il film che si sta girando in australia (” Dead Men Tell No Tales”, “I morti non raccontano storie”) e’ il quinto della serie che ha finora incassato 3,6 miliardi di dollari. (AGI) .

(AGI) – Washington, 13 mag. – Le forze militari Usa hanno negato il bombardamento della moschea di Tal Afar in Iraq da parte della coalizione internazionale contro l’Isis. “Possiamo confermare – ha fatto sapere il comando centrale statunitense – che la coalizione non ha bombardato la moschea come e’ stato ripotato dalla stampa”. Nell’attacco alla moschea dei Martirie’ stato ucciso il numero due del “califfo” Abu Bakr al Baghdadi, Abu Ala al Afri. .

(AGI) – Baghdad, 13 mag. – La coalizione internazionale contro lo Stato islamico ha ucciso oggi in un attacco aereo mirato Abu Ala al Afri, considerato l’erede dell’autoproclamato “califfo” Abu Bakr al Baghdadi, e l’alto magistrato islamista Mullah Meiser. Lo ha reso noto oggi il ministero della Difesa iracheno, secondo cui il raid ha colpito la moschea dei martiri nella zona di Tal Afar, situata nell’area desertica di Akram Qrbah, al confine tra Iraq e Siria. La scorsa settimana la radio nazionale iraniana aveva annunciato la morte di al Baghdadi, sostenendo che i membri dello Stato islamico avevano gia’ giurato fedelta’ ad Abu Ala al Afri, ex insegnante di fisica, ma tale notizia non e’ mai stata confermata. Tuttavia, la possibile transizione da al Baghdadi ad al Afri ha spinto gli Stati Uniti ad inserire quest’ultimo nell’elenco delle persone ricercate con taglie milionarie sotto il nome di Abd al Rahman Mustada al Qaduli. Sull’ex insegnante di fisica penderebbe ora una taglia di 7 milioni di dollari, di soli 3 milioni inferiore a quella di al Baghdadi (Abu Du’a) stabile a 10 milioni. Secondo le testimonianze dei disertori dello Stato islamico raccolte dall’attivista e fondatore della rete Eye on the Homeland, Ahmad Abdulkader, sono inesatte sia le voci di una probabile morte di al Baghdadi sia quelle della nomina di Abu Ala al Afri come suo sostituto. (AGI) .

(AGI) – CdV, 13 mag. – “L’accordo diplomatico raggiunto da Santa Sede e Stato Palestinese ha una valenza e un significato del tutto particolaretrattandosi della presenza della Chiesa nella terra dove e’ nato il cristianesimo”. Lo afferma sull’Osservatore Romano il sottosegretario vaticano per i rapporti con gli Stati, monsignor Antoine Camilleri. “Il fatto che in esso si riconoscano chiaramente, tra le altre cose, la personalita’ della Chiesa e la liberta’ religiosa e di coscienza puo’ essere seguito – auspica – da altri Paesi, anche da quelli a maggioranza musulmana, e mostra che tale riconoscimento non e’ incompatibile con il fatto che la maggioranza della popolazione del Paese appartenga a un’altra religione”. “Anche se in modo indiretto, sarebbe positivo – sottolinea il prelato maltese – che l’accordo raggiunto potesse in qualche modo aiutare i palestinesi nel vedere stabilito e riconosciuto uno Stato della Palestina indipendente, sovrano e democratico che viva in pace e sicurezza con Israele e i suoi vicini, nello stesso tempo incoraggiando in qualche modo la comunita’ internazionale, in particolare le parti piu’ direttamente interessate, a intraprendere un’azione piu’ incisiva per contribuire al raggiungimento di una pace duratura e all’auspicata soluzione dei due Stati”. “Questo – conclude Camilleri – sarebbe un bel contributo per la pace e la stabilita’ in una regione da tanto tempo afflitta da conflitti, e da parte loro la Santa Sede e la Chiesa locale sono desiderose di collaborare in un cammino di dialogo e di pace”. (AGI) .

(AGI) – Seul, 13 mag. – Avrebbe osato addormentarsi durante una cerimonia e, dopo essere stato rimproverato, avrebbe persino cercato di replicare: per questo motivo il generale Hyon Yong-chol, ministro della Difesa nordcoreano, sarebbe stato fatto giustiziare dal leader Kim Jong-un sotto il fuoco di un cannone anti-aereo. Lo sostengono fonti di intelligence sudcoreane, secondo le quali l’esecuzione sarebbe avvenuta il 30 aprile scorso davanti a centinaia di persone. Se confermato, l’episodio rappresenterebbe una nuova prova della spietatezza di Kim che non risparmia neppure le figure piu’ in vista del regime. Quest’anno, sempre secondo i servizi di Seul, il giovane dittatore, salito al potere dopo la morte del padre Kim Jong-il nel 2011, ha ordinato l’esecuzione di almeno 15 alti esponenti del regime, accusati di aver criticato le sue direttive. L’anno scorso invece sono stati giustiziati una decina di funzionari e membri del partito del Lavoro di Corea, sorpresi mentre visionavano una soap opera realizzata in Corea del Sud e accusati di essere “donnaioli” e “corrotti”. Sempre l’anno scorso Kim fece sterminare la sua famiglia, colpevole di aver organizzato un golpe contro di lui. Il ministro della Difesa Hyon era considerato come uno dei tre funzionari militari a lui piu’ vicino. Aveva visitato la Russia poco tempo prima, per spianare la strada per il viaggio programmato a Mosca – in occasione della cerimonia per il 70esimo anniversario della vittoria sulla Germania nazista – da Kim. Secondo un esperto, il ministro avrebbe in realta’ fallito la sua missione: mediare un accordo per uno scambio di armi con Putin. Pochi giorni prima della cerimonia prevista a Mosca, Kim aveva dichiarato che non sarebbe stato presente a causa “di questioni interne”. Le eclatanti ‘purghe’ del giovane dittatore, riferite dai servizi segreti sudcoreani, pero’, secondo altre fonti sono “traballanti” e dovrebbero essere verificate prima di essere diffuse. L’uccisione del potente zio Jang Song-thaek, sbranato vivo da un branco di 120 cani, avvenuta l’anno scorso, fu infatti smentita nei giorni successivi. (AGI) .

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