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(AGI) – Bruxelles, 8 giu. – Un’inchiesta contro le reti jihadiste cecene ha portato, in Belgio, all’arresto di 16 persone, tra le quali ci sarebbero anche ex miliziani in Siria. Lo ha reso noto la procura generale. La retata, che e’ stata accompagnata da 21 perquisizioni, e’ stata effettuata “in maniera coordinata” in vari punti del Paese, contro “due gruppi che sono risultati collegati tra di loro”. Secondo la procura, i gruppi sono germogliati nel “jihadismo religioso di una parte della comunita’ cecena”. L’inchiesta e’ partita da due diverse procure, entrambe nelle Fiandre, che hanno seguito il moltiplicarsi dei contatti fra i due gruppi, che avvenivano fra l’altro anche tramite Whattsapp. Durante le cinque perquisizioni effettuate nella citta’ universitaria di Lovanio, sono stati trovati dei dettagli su piani per un attacco terroristico in Belgio. (AGI) .

(AGI) – New York, 8 giu. – Prosegue senza sosta la caccia all’uomo in Usa dei due pericolosi detenuti scappati sabato mattina da un carcere di massima sicurezza, nello stato di New York. Le circostanze della fuga hanno dell’incredibile e adesso le autorita’ sospettano che i due abbiano avuto complicita’ interne. “Stiamo rovesciando anche le pietre”, ha assicurato il governatore, Andrew Cuomo. “Ma se hanno avuto aiuto, considerato il tempo trascorso dalla fuga, potrebbero essere ovunque”. David Sweat, 36 anni, condannato all’ergastolo per la morte di un vice-sceriffo, e Richard Matt, 49 anni, da 25 anni in carcere per aver picchiato a morte e smembrato un uomo dopo averlo rapito, si sono dileguati nella notte tra venerdi’ e sanato dal super-carcere di Dannemora, nel nord dello Stato, vicino al confine canadese. “Uno dei due, (Matt) conosce il Messico, e potrebbe aver imboccato la rotta verso il sud”, ha continuato Cuomo. Anche se distanti migliaia di chilometri, le autorita’ degli Stati meridionali sono stati allertati, e anche la polizia messicana e quella canadese. E mentre la polizia dello Stato di New York, incaricata delle ricerche, ispezione le strade, oltre 250 persone (polizia, personale penitenziario, cani addestrati e ‘ranger’) sono mobilitati. Cuomo si e’ recato personalmente nella prigione e ha rifatto passo passo il percorso dei fuggitivi. La fuga e’ degna di un film di Hollywood: Sweat e Matt, rinchiusi in celle adiacenti, sono prima riusciti a perforare le pareti d’acciaio delle loro celle, poi percorsa una passerella al sesto piano, sono scesi fino al seminterrato. Li’ con tanto di trapano, sono riusciti a perforare un’altra parete e poi attraverso un labirinto di tunnel, sono usciti da un tombino in una strada vicina. E hanno anche lasciato un post-it con su scritto “Buona Giornata” e il disegno di un sorrisetto. Le guardie, che fanno le ispezioni ogni due ore, hanno scoperto la fuga sabato mattina alle 05:30: i due avevano fatto credere ai carcerieri di essere distesi nei letti, camuffando la loro sagoma on un’imbottitura sotto le coperte. “Se fosse la sceneggiatura di un film, sarebbe esagerata”, ha abbozzato una battuta Cuomo. “Francamente e�’ davvero incredibile quello che sono riusciti a fare”. I video delle telecamere di sicurezza sono stati esaminati senza successo e sono stati promessi 100mila dollari per chi offra informazioni utili alla cattura. Non era mai fuggito nessuno da quel carcere di massima sicurezza, circondato da mura alte 10 metri e costruito nel 1865. Le circostanze della fuga fanno pensare a complicita’ interne. “Penso che siano stati aiutati, non credo che potessero avere l’attrezzatura che hanno utilizzato senza un aiuto”. Nel carcere entrano tre tipi di dipendenti: le guardie carcerarie, gli impiegati civili e i subappaltatori e per ora gli inquirenti stanno mettendo sotto torchio questi ultimi. I media locali ipotizzano che un’impiegata della prigione, forse sedotta da Matt, sia stata interrogata dalla polizia. Secondo il New York Times, Mass era gia’ riuscito a evadere da un’altra prigione dello Stato di New York, nel 1986; ed era stato riacciuffato dopo quattro giorni. Una fonte che lavoro’ all’inchiesta sul suo omicidio lo ha definito come la persona “piu’ malvagia e diabolica in cui mi sono imbattuto in 38 anni nella polizia”. (AGI) .

(AGI) – Berlino, 8 giu. – E’ morto all’eta’ di 81 anni l’industriale tedesco Horst Brandstaetter, il “papa’ dei Playmobil”, i pupazzetti sorridenti che dal 1973 hanno fatto giocare generazioni di bambini. “Perdiamo non solo un capo, un proprietario e un patriarca ma una delle piu’ grandi personalita’ nel settore dei giocattoli”, ha scritto in un comunicato la compagnia bavarese. Chiamato ‘Herr Playmobil’, o semplicemente ‘Hob’, Brandstaetter entro’ nell’azienda di famiglia – all’epoca gestita da due suoi zii – nel 1952, a 19 anni. Comprese subito che il futuro dei giochi era costituito dai prodotti in plastica e nel 1958 lancio’ l’hula hoop in Europa, con vendite record. E quando la crisi petrolifera fece innalzare i costi della palstica, negli anni ’70, creo’ – assieme al disegnatore Hans Beck – i Playmobil per ridurre l’uso del materiale. Le prime figurine di plastica rappresentavano un nativo americano, un cavaliere e un operaio, ma poi se ne sono aggiunti tantissimi altri arrivando a una produzione di due miliardi e 700 milioni di esemplari. Nel 2014 la compagnia ha festeggiato i 40 anni sul mercato con ricavi per 595 milioni di euro. (AGI) .

(AGI) – Pretoria, 8 giu. – Dopo soli 10 mesi di carcere, il 21 agosto Oscar Pistorius passera’ quasi certamente agli arresti domiciliari. L’atleta paralimpico sudafricano e’ stato condannato a 5 anni di reclusione lo scorso ottobre per l’omicidio colposo della fidanzata Reeva Steenkamp, il 14 febbraio del 2013. Gli arresti domiciliari sono stati stati raccomandati dal servizio carcerario ma devono ancora essere confermati dalla commissione sulla liberta’ vigilata che decidera’ in settimana. Pistorius era entrato nel carcere Kgosi Mampuru II di Pretoria lo scorso 21 ottobre e, come previsto dalla legge, ne potra’ uscira’ per buona condotta dopo 10 mesi. La probabile scarcerazione ha fatto infuriare i parenti della vittima, la fidanzata Reeva Steenkamp. “Dieci mesi in carcere per aver tolto una vita e’ semplicemente non abbastanza”, hanno fatto sapere i genitori della modella 29enne, June e Barry Steenkamp. “Temiamo che non verra’ mandato il giusto messaggio e che non serva come il deterrente che servirebbe”, hanno aggiunto, ricordando che la famiglia ha “perdonato” Pistorius e che “non e’ in cerca di vendetta” per la morte della figlia. Intanto, i giudici hanno fissato per novembre il processo d’appello su richiesta della procura che ha considerato troppo lieve la condanna. La data dell’udienza non e’ stata pero’ ancora fissata, ha fatto sapere un funzionario della Corte Suprema. Se la corte d’appello lo riconoscesse colpevole, Pistorius rischierebbe fino a 15 anni di prigione. (AGI) .

(AGI) – Roma, 8 giu. – All’indomani del pesante ridimensionamento del suo partito alle elezioni turche, Recep Tayyip Erdogan e’ tornato a calarsi nel ruolo di presidente neutrale, invitando tutti a lavorare per preservare la stabilita’ del Paese. Nel primo commento dopo i risultati che hanno visto il suo Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (Akp) perdere la maggioranza assoluta in Parlamento per la prima volta in 13 anni e l’ingresso in Parlamento dei filo-curdi dell’Hdp con 80 seggi, il capo di Stato ha ricordato che dalle urne non e’ uscita “l’opportunita’ per nessun partito di formare un governo da solo”, e ha esortato quindi a considerare lo scenario “in modo sano e realistico”. “In questo nuovo processo, e’ di grande importanza che tutte le forze politiche mostrino un comportamento responsabile e la necessaria sensibilita’ per preservare l’atmosfera di stabilita’ e fiducia nel nostro Paese e nei risultati democratici”, ha sostenuto Erdogan. La Banca centrale turca stamane e’ intervenuta in difesa della valuta turca, depressa dal voto al pari del mercato azionario. L’Akp sperava di poter continuare a governare da solo, una condizione impossibile ora con il 40,9% dei voti e i 258 seggi ottenuti, lontani dalla maggioranza assoluta di 276. I repubblicani del Chp con il 25% hanno ottenuto 132 seggi, i nazionalisti del Mhp hanno ottenuto 80 seggi (16,3%). Ma la vera novita’ e’ l’ingresso dei curdi dell’Hdp che, con un sorprendente 13%, hanno superato la soglia di sbarramento (10%) guadagnando 80 seggi. Record anche per il numero di deputate elette, ben 96, cifra mai raggiunta prima. Ora gli scenari possibili sono tre: un governo di minoranza, una coalizione o il ritorno alle urne. “L’Akp si conferma primo partito, e’ nostro preciso fine quello di garantire la stabilita’ al Paese”, ha commentato il premier, Ahmet Davutoglu. Il vice premier Numan Kurtulmus ha parlato di coalizione come “prima opzione” mentre il secondo vicepremier Bulent Arinc ha sfidato l’opposizione: “Se ci deve essere una coalizione, il Chp l’Mhp e l’Hdp dovrebbero provare a formarne una, se dovessero fallire l’Akp e’ pronto a fare la sua parte”. Intanto, pero’, esulta l’opposizione: “Il popolo ha deciso di porre fine ad un potere sempre piu’ dispotico”, ha dichiarato il portavoce del Chp. Il segretario dei nazionalisti dell’Mhp, Devlet Bahceli, ha chiuso a ogni ipotesi di coalizione con il partito di Erdogan, affermando che il voto “e’ l’inizio della fine” per l’Akp perche’ “e’ evidente che il Paese ha detto no al progetto presidenzialista”. Il giovane e brillante segretario dell’Hdp, Selattin Demirtas, ha ringraziato il Paese e ha parlato di “vittoria degli oppressi, dei poveri e di tutte le minoranze emarginate”. (AGI) .

(AGI) – Madrid, 8 giu. – La madre di Cristiano Ronaldo e’ stata fermata all’aeroporto di Madrid mentre cercava di lasciare la Spagna con 55mila euro nascosti nella borsetta. Dolores Aveiro, 61 anni, e’ stata bloccata alla dogana – durante il controllo dei bagagli – e trattenuta dalla Guardia Civile: la normativa europea antiriciclaggio prevede infatti che ogni movimento di denaro superiore ai 10mila euro venga dichiarato alla dogana. Il fatto e’ avvenuto a fine aprile. La signora, che stava prendendo un aereo per tornare a casa, in Portogallo, si e’ vista confiscare 45mila euro. Una portavoce della Guardia Civile ha precisato che la Aveiro ha commesso una semplice “infrazione”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 8 giu. – All’indomani del pesante ridimensionamento del suo partito alle elezioni turche, Recep Tayyip Erdogan e’ tornato a calarsi nel ruolo di presidente neutrale, invitando tutti a lavorare per preservare la stabilita’ del Paese. Nel primo commento dopo i risultati che hanno visto il suo Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (Akp) perdere la maggioranza assoluta in Parlamento per la prima volta in 13 anni e l’ingresso in Parlamento dei filo-curdi dell’Hdp con 80 seggi, il capo di Stato ha ricordato che dalle urne non e’ uscita “l’opportunita’ per nessun partito di formare un governo da solo”, e ha esortato quindi a considerare lo scenario “in modo sano e realistico”. “In questo nuovo processo, e’ di grande importanza che tutte le forze politiche mostrino un comportamento responsabile e la necessaria sensibilita’ per preservare l’atmosfera di stabilita’ e fiducia nel nostro Paese e nei risultati democratici”, ha sostenuto Erdogan. La Banca centrale turca stamane e’ intervenuta in difesa della valuta turca, depressa dal voto al pari del mercato azionario. L’Akp sperava di poter continuare a governare da solo, una condizione impossibile ora con il 40,9% dei voti e i 258 seggi ottenuti, lontani dalla maggioranza assoluta di 276. I repubblicani del Chp con il 25% hanno ottenuto 132 seggi, i nazionalisti del Mhp hanno ottenuto 80 seggi (16,3%). Ma la vera novita’ e’ l’ingresso dei curdi dell’Hdp che, con un sorprendente 13%, hanno superato la soglia di sbarramento (10%) guadagnando 80 seggi. Record anche per il numero di deputate elette, ben 96, cifra mai raggiunta prima. Ora gli scenari possibili sono tre: un governo di minoranza, una coalizione o il ritorno alle urne. “L’Akp si conferma primo partito, e’ nostro preciso fine quello di garantire la stabilita’ al Paese”, ha commentato il premier, Ahmet Davutoglu. Il vice premier Numan Kurtulmus ha parlato di coalizione come “prima opzione” mentre il secondo vicepremier Bulent Arinc ha sfidato l’opposizione: “Se ci deve essere una coalizione, il Chp l’Mhp e l’Hdp dovrebbero provare a formarne una, se dovessero fallire l’Akp e’ pronto a fare la sua parte”. Intanto, pero’, esulta l’opposizione: “Il popolo ha deciso di porre fine ad un potere sempre piu’ dispotico”, ha dichiarato il portavoce del Chp. Il segretario dei nazionalisti dell’Mhp, Devlet Bahceli, ha chiuso a ogni ipotesi di coalizione con il partito di Erdogan, affermando che il voto “e’ l’inizio della fine” per l’Akp perche’ “e’ evidente che il Paese ha detto no al progetto presidenzialista”. Il giovane e brillante segretario dell’Hdp, Selattin Demirtas, ha ringraziato il Paese e ha parlato di “vittoria degli oppressi, dei poveri e di tutte le minoranze emarginate”. (AGI) .

(AGI) – Scoppito (L’Aquila), 8 giu. – Per la prima volta in Italia un farmaco partecipa ad un programma per calcolare e ridurre le emissioni di gas a effetto serra attribuibili al suo ciclo di produzione. Il pogetto e’ stato denominato “Impronta ambientale”. Si tratta di Maalox, il noto antiacido per il trattamento sintomatico del bruciore e dell’iperacidita’ di stomaco, prodotto nello stabilimento Sanofi di Scoppito (L’Aquila). Lo rende noto la stessa azienda. “Con ben sei stabilimenti che attraversano l’Italia da nord a sud, contribuendo all’economia italiana con oltre 350 milioni di euro di fatturato, 90% del quale ricavato dalle esportazioni – commenta Alexander Zehnder, presidente e Ad Sanofi Italia – la nostra azienda vanta una presenza industriale straordinaria nel panorama manifatturiero dell’industria farmaceutica italiana. Questo comporta anche delle responsabilita’”. “Nei nostri siti – prosegue Zehmder – ogni anno, vengono confermate importanti certificazioni internazionali e si registrano riduzioni nei consumi di acqua ed energia elettrica. In alcuni casi, abbiamo costruito impianti di cogenerazione e tri-generazione per produrre internamente energia e ridurre il consumo complessivo”. “L’analisi dell”Impronta ambientale’ – spiega Annaletizia Baccante, direttore dello stabilimento Sanofi di Scoppito – e’ un capitolo nuovo nella cultura del nostro sito. Abbiamo intrapreso questa strada per migliorare la nostra attenzione alla protezione dell’ambiente e abbiamo scelto Maalox come prodotto pilota, in quanto di largo consumo. Siamo grati al ministero dell’Ambiente per averci permesso di entrare in questo progetto, che ci ha consentito di essere stati i primi in ambito farmaceutico a definire un nuovo standard qualitativo”. Lo studio di Impronta ambientale, sviluppato in conformita’ alla normativa ISO / TS 14067 sulle compresse Maalox 400 + 400 mg prodotte per il mercato italiano, ha identificato le principali fonti di emissione in tutte le fasi di produzione del prodotto: approvvigionamento delle materie prime, produzione, distribuzione, uso e smaltimento, evidenziando azioni di miglioramento per la riduzione del consumo di energia e di materie prime. (AGI) .

(AGI) – Berlino, 8 giu. – E’ morto all’eta’ di 81 anni l’industriale tedesco Horst Brandstaetter, il “papa’ dei Playmobil”, i pupazzetti sorridenti che dal 1973 hanno fatto giocare generazioni di bambini. “Perdiamo non solo un capo, un proprietario e un patriarca ma una delle piu’ grandi personalita’ nel settore dei giocattoli”, ha scritto in un comunicato la compagnia bavarese. Chiamato ‘Herr Playmobil’, o semplicemente ‘Hob’, Brandstaetter entro’ nell’azienda di famiglia – all’epoca gestita da due suoi zii – nel 1952, a 19 anni. Comprese subito che il futuro dei giochi era costituito dai prodotti in plastica e nel 1958 lancio’ l’hula hoop in Europa, con vendite record. E quando la crisi petrolifera fece innalzare i costi della palstica, negli anni ’70, creo’ – assieme al disegnatore Hans Beck – i Playmobil per ridurre l’uso del materiale. Le prime figurine di plastica rappresentavano un nativo americano, un cavaliere e un operaio, ma poi se ne sono aggiunti tantissimi altri arrivando a una produzione di due miliardi e 700 milioni di esemplari. Nel 2014 la compagnia ha festeggiato i 40 anni sul mercato con ricavi per 595 milioni di euro. (AGI)

(AGI) – Torino, 8 giu. – Fca fara’ altre 1.000 assunzioni in diversi stabilimenti italiani entro quest’anno, applicando il Jobs Act. Inoltre saranno stabilizzati anche i 1.550 lavoratori di Melfi. Lo ha annunciato il responsabile Emea Alfredo Altavilla incontrando i sindacati oggi a Torino. “Di queste 1.000 assunzioni, 600 saranno nello stabilimento di Melfi – ha spiegato Altavilla – di cui 250 a giugno, con l’obiettivo di portare la capacita’ produttiva dello stabilimento a 1.200 vetture al giorno”. Altre 200 assunzioni saranno fatte in Sevel, 170 a Verrone e 100 giovani sul programma Alfa Romeo a Termoli e Cassino, “il tutto – ha detto ancora Altavilla – accompagnato dal rientro dei lavoratori in cig”. Per quanto riguarda Mirafiori, ha aggiunto Altavilla, “il programma Levante va avanti nei tempi previsti”. Grande soddisfazione da parte dei sindacati. “L’annuncio di nuove mille assunzioni della Fca negli stabilimenti italiani e’ un fatto estremamente positivo, insieme alla stabilizzazione dei 1500 dipendenti assunti a Melfi e dal rientro della cassa integrazione e dei contratti di solidarieta’ in tutti gli stabilimenti entro il 2018”, ha sottolineato il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan mentre i rappresentanti di Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazioni Quadri, al termine dell’incontro, hanno rilevato che Fca ha confermato la fine degli ammortizzatori sociali e la piena occupazione negli stabilimenti del Gruppo entro il 2018. “Pensare che a Melfi entro fine anno potremo stabilizzare i 1.550 lavoratori e che ne entreranno altri 600 significa che abbiamo incrementato di circa il 50% degli occupati la forza lavoro dello stabilimento ed e’ un fatto epocale”, ha commentato Ferdinando Uliano della Fim. “In tutto – ha rilevato Roberto Di Maulo della Fismic – si tratta di 3.000 assunzioni tra azienda ed indotto, dove i nuovi ingressi saranno circa 400. E’ una giornata positiva che conferma che la linea dei sindacati partecipativi produce lavoro e ricchezza”. “Ci sono state date conferme – ha detto Giovanni Serra dell’Associazione Quadri Fiat – che il piano industriale va avanti anche aiutato dal consolidamento del mercato italiano e dei volumi a partire dallo stabilimento di Melfi”. Quanto annunciato oggi per Gianluca Ficco della Uilm “e’ la conferma che Fca in Italia e’ in ripresa e che gli sforzi degli ultimi anni saranno finalmente ripagati”. (AGI)

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