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(AGI) – Kruen, 7 giu. – La Gran Bretagna “deve continuare a far parte dell’Unione europea”. Lo ha affermato il presidente Usa, Barack Obama, incontrando il premier britannico David Cameron a margine dei lavori del G7 in Germania. “Quello che e’ importante della Gran Bretagna – ha sottolineato il presidente Usa – e’ l’influenza positiva della sua leadership nell’Ue e nel mondo”. (AGI)

(AGI) – Istanbul, 7 giu. – A circa due ore dalla chiusura delle urne in Turchia, al voto per il Parlamento, i primi risultati parziali, mostrano che il partito del presidente Recep Tayyip Erdogan Akp si attesta intonro al 43%, al di sotto, come si prevedeva, della maggioranza assoluta. Si conferma per il momento l’ascesa del partito curdo Hdp sopra al 10%. Secondo la Cnn Turk, che ha calcolato al 63% dello spoglio dei voti, Erdogan avrebbe ottenuto finora il 43,6% dei voti e l’Hdp il 10,6%. Differenti ma non troppo distanti gli altri risultati preliminari. Secondo Cihan, agenzia vicina al nemico di Erdogan, il miliardario e ideologo turco Gulen, in esilio volontario negli Stati Uniti, e al 34% delle schede scrutinate ci sarebbe l’AKP con il 42%, I repubblicani kemalisti del Chp sarebbero al 24.5%, mentre i nazionalisti del MHP al 18%, i curdi dell’ HDP 11.4%. Secondo invece i dati diffusi dall’agenzia di stampa Anadolu, vicina al governo, l’AKP avrebbe il 46%, il CHP 24.4%,l’ MHP 18%, mentre i filo curdi sarevvero al 10.1%. Se fosse confermata una percentuale superiore al 10% per i filo curdi dell’HDP il partito del presidente Erdogan non avrebbe in Parlamento i numeri per portare a termine la riforma della costituzione in senso presidenziale. Intanto la televisione di Stato TRT ha diffuso i risultati del 66,8% delle schede scrutinate: AKP 43,9%, CHP 24,2%, MHP 17%, HDP 10,5%. Per quanto riguarda invece l’affluenza totale la TRT ha dichiarato essere questa attestata all’84,4%. .

(AGI) – Il Cairo, 7 giu. – “L’Italia e’ pronta a rispondere da ogni punto di vista alle richieste che arriveranno dal nuovo governo di unita’ nazionale libico”: lo ha detto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, nel corso della conferenza stampa al termine della trilaterale con i colleghi di Algeria ed Egitto, al Cairo. Ma anche i libici – ha aggiunto il capo della diplomazia italiana – devono sapere che opporsi a una soluzione diplomatica della crisi e’ una scelta grave per il popolo libico perche’ a essa non ci sono alternative”. “Credo che ci sia la consapevolezza da parte di tutti – ha proseguito – che il tempo non e’ illimitato e che nel giro delle prossime due settimane ci si gioca molte delle possibilita’ di raggiungere una intesa”, tra le due fazioni libiche. “Vedo questa consapevolezza crescere – ha osservato il ministro – e mi auguro che la spinta che viene da Italia, Egitto e Algeria e che verra’ anche dal G7 e da altri Paesi, sia una spinta che induca finalmente i libici a capire che un accordo e’ nel loro interesse”. Dall’incontro odierno giunge quindi “un messaggio alle parti libiche ad unirsi e ad assecondare i tentativi di mediazione delle Nazioni Unite”, ha spiegato il titolare della Farnesina. “Entro le prossime due settimane bisogna arrivare ad un risultato se si vuole puntare ad un governo di unita’ nazionale”, ha ribadito Gentiloni. “La stabilizzazione della Libia e’ uno dei problemi principali e il tempo non e’ una variabile indipendente, ma e’ cruciale”. (AGI) .

(AGI) – Messico, 7 giu.- Seggi aperti in Messico, dove 83,5 milioni di votanti sono chiamati a scegliere, tra gli altri, i 500 deputati del governo federale e i governatori di 9 Stati. Tuttavia,, nello Stato di Guerrero, i genitori e gli amici dei 43 studenti, uccisi dai narcotrafficanti, hanno boicottato il voto, bruciando il materiale elettorale. Il gruppo si e’ recato in uno dei seggi elettorali nel municipio di Tixtla e ha chiesto ai funzionari la consegna delle urne. I presidenti di seggio glieli hanno dati e im giovani hanno raccolto tutto il materiale, bruciandolo poi in un falo’. Al grido di ‘Ayotzinapa (la scuola degli studenti, ndr) vive, la lotta prosegue’ e ‘Non permetteremo la farsa elettorale’, i genitori dei 43 studenti scomparsi hanno preannunciato che faranno altrettanto nei 54 seggi elettorali del municipio. La sparizione dei 43 studenti nel municipio messicano di Iguala e’ una delle pagine piu vergognose della storia recente messicana. Secondo l’inchiesta ufficiale, i ragazzi furono trucidati e bruciati la notte del 26 settembre: una strage compiuta dai membri di un cartello della droga e poliziotti corrotti su pressione del sindaco della cittadina, Jose’ Luis Abarca, che temeva che i giovani volessero disturbare il comizio della moglie, Maria de los Angeles Pineda Villa.

(AGI) – Il Cairo, 7 giu. – “Credo che ci sia la consapevolezza da parte di tutti che il tempo non e’ illimitato e che nel giro delle prossime due settimane ci si gioca molte delle possibilita’ di raggiungere una intesa”, tra le due fazioni libiche. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, oggi al Cairo per un incontro trilaterale con Egitto e Algeria, alla vigilia della ripresa dei colloqui di riconciliazione in Marocco. “Vedo questa consapevolezza crescere – ha aggiunto il ministro – e mi auguro che la spinta che viene da Italia, Egitto e Algeria e che verra’ anche dal G7 e da altri Paesi, sia una spinta che induca finalmente i libici a capire che un accordo e’ nel loro interesse”. Dall’incontro odierno giunge quindi “un messaggio alle parti libiche ad unirsi e ad assecondare i tentativi di mediazione delle Nazioni Unite”, ha spiegato il titolare della Farnesina. (AGI)

(AGI) – Ankara, 7 giu. – In Turchia, un flusso ininterrotto di gente a partire dalle 8 locali (7 in Italia) si e’ recato alle urne per le elezioni a turno unico che decideranno la composizione del prossimo parlamento di Ankara, cruciale per il futuro del Paese. Il presidente, Recep Tayyip Erdogan, spera in una vittoria netta del suo partito, al potere da tredici anni, per rinforzare il suo dominio sul Paese. Erdogan si e’ recato presso il seggio di Uskudar, nella parte asiatica di Istanbul, accompagnato da moglie e figlie, mentre Kemal Kilicdaro?lu, segretario del principale partito di opposizione, i repubblicani del CHP, ha votato ad Ankara. Selattin Demirtas, giovane e brillante segretario dei filo curdi dell’HDP ha invece votato nel quartiere periferico di Sultanbeyli, ad Istanbul, una zona dove le famiglie curde sono numerose. Se il suo partito superasse la soglia del 10% il piano di riforme presidenziali (modello USA) del partito di Erdogan sarebbe irrealizzabile. A pesare potrebbe essere il fallimento del processo di pace intavolato dall’AKP due anni fa con i ribelli separatisti del PKK, un fattore che si tradurrebbe in una grande perdita di voti per il partito di Erdogan a favore dell’emergente HDP, reduce da un sorprendente 9,7% alle scorse elezioni presidenziali. Il primo ministro, Ahmet Davuto?lu, che ha raccolto il testimone di Erdogan alla guida del governo dopo l’elezione di di quest’ultimo a presidente della Repubblica lo scorso agosto, ha cercato di serrare le fila dei propri sostenitori nell’ultimo comizio, sabato: “O diamo continuita’ al governo degli ultimi 12 anni o torneremo alla crisi e al caos come negli anni 90.” La chiusura dei seggi e’ prevista per le 17 locali. La vigilia e’ stata caratterizzata dalla tensione seguita alla doppia esplosione, due giorni fa, ad un comizio di Diyarbakit dell’HDP che ha causato 3 morti. Molti dei piu’ di 402 feriti si sono recati alle urne con vistosi bendaggi e medicazioni. Ad Istanbul, colpi di pistola sono stati sparati verso due sposi: l’uomo sarebbe stato minacciato da un’organizzazione di estrema sinistra ed e’ stato ricoverato in ospedale insieme a sua moglie che pero’ non e’ stata ferita. Gli assalitori hanno agito su una moto, in due. Ad Eskisehir 2 rappresentanti di lista dell’HDP sono stati attaccati e picchiati dai rappresentanti di lista del nazionalista MHP. Un attacco ben piu’ violento, con mazze, bastoni e lancio di pietre e’ avvenuto ad Urfa, nel sudest del Paese. Un amministratore locale dell’HDP insieme ai suoi collaboratori e’ finito in ospedale: 10 il totale dei feriti. La polizia e’ dovuta intervenire a sedare minacce e risse che si sono poi verificate nel sud del paese a Mara, Ceylanpinar,Adana e Antep dove un politico dell’AKP e’ stato oggetto di una contestazione. (AGI Tuy/Bia .

(AGI) – Elmau (Germania), 7 giu. – I leader del G7 hanno cominciato il vertice nel palazzo bavarese di Elmau, in Germania meridionale, con un’agenda centrata sull’economia e le difficili relazioni con la Russia a causa della crisi in Ucraina. Tanto il presidente americano, Barack Obama, che quello del Consiglio Europeo, Donald Tusk, hanno esortato, prima dell’inizio della riunione, a mantenere la linea di sanzioni nei confronti della Russia, che tra l’altro e’ stata esclusa del ‘gruppo dei grandi’ proprio a causa di questa crisi. Accompagnata dal marito, Joachim Sauer, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha dato il benvenuto ai presidenti di Usa e Francia, Francois Hollande, coso’ come ai premier di Italia, Matteo Renzi, Regno Unito, David Cameron, Giappone, Shinzo Abe, e Canada, Stephen Harper, oltreche’ ai presidenti della Commissione, Jean-Claude Jincker, e del Consiglio Europeo, Donald Tusk.

Al via il G7, si parla di Grecia, Ucraina e occupazione – Foto

Sit in per fermare il G7 ma i leader prendono l’elicottero – Foto

La prima sessione di lavoro si occupera’ dell’analisi dell’economia globale e, anche se la crisi greca non e’ inclusa formalmente nell’agenda, sarebbe sorprendente che i leader del G7 non affrontassero la questione. Merkel e Hollande hanno parlato sabato per telefono con il premier greco, Alexis Tsipras, e oggi Juncker, in una conferenza stampa, ha segnalato di non aver ricevuto “ancora nessuna proposta” alternativa da Atene per risolvere la crisi del debito greco. Nella sessione di lavoro odierna i leader del G7 affronteranno anche il tema dei negoziati dei vari accordi di libero commercio bilaterali o regionali e nella cena si concentreranno invece sul dossier esteri, dal conflitto in Ucraina fino alla guerra in Siria. Obama, che si e’ incontrato con la Merkel prima della riunione, ha sostenuto in un breve discorso la necessita’ di “far fronte all’aggressione della Russia in Ucraina”, e poco dopo, in una conferenza stampa il presidente del Consiglio Europeo ha esortato i Paesi europei a mantenersi “uniti” nel “riconfermare” le sanzioni a Mosca. Si tratta della seconda riunione consecutiva senza la presenza del presidente russo, Vladimir Putin, estremosso da questo ‘forum’ informale dopo l’annessione della penisola ucraina della Crimea. Merkel e Obama, che si sono incontrati alcune ore prima della riunione nella vicina localita’ alpina di Krun, si sono mostrati in pubblico sorridenti e molto vicini, nonostante le “differenze di opinione” tra i due Parsi, nelle parole della Merkel. Un riferimento, senza citarle, alle tensioni nate dal programma di spionaggio statunitense in territorio tedesco e anche la differente visione su come affrontare la crisi economica. (AGI) .

(AGI) – Assisi, 7 giu. – “Salviamo Cristina una bambina di tre anni sequestrata dalle milizie dell’Isis lo scorso agosto mentre era tra le braccia della mamma. Gli occhi di questa bimba hanno gia’ visto troppo #SAVECRISTINA. Questo appello tocchi il cuore indurito dei terroristi”. E’ l’appello dei frati della Basilica di San Francesco d’Assisi che lanciano attraverso il loro sito www.sanfrancesco.org l’hashtag #SAVECRISTINA affinche’ venga liberata e possa tornare dalla propria famiglia. Nell’ultimo viaggio fatto a Erbil, ad appena 70 km da Mosul in Iraq, una delegazione dei francescani di Assisi ha incontrato, nel campo profughi “La Pace”, i genitori della bimba che hanno raccontato una storia terribile fatta di violenza e soprusi. Costretti a salire su un autobus con una scusa e sotto la minaccia di morte, li hanno obbligati a partire senza la piu’ piccola dei loro figli. Disperati hanno chiesto aiuto ai frati per liberare Cristina. Ogni anno i frati del Sacro Convento di Assisi organizzano una maratona di solidarieta’ “Con il cuore, nel nome di Francesco” e chiedono a tutti gli uomini di buona volonta’ un aiuto per le popolazioni piu’ disagiate al mondo. Dal 7 al 26 giugno sara’ possibile sostenere i profughi cristiani in Iraq, le missioni francescane in India e le mense francescane in Italia tramite SMS e chiamate da rete fissa al 45505. Il valore della donazione sara’ di 2 euro inviando un sms da cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce o da rete fissa Vodafone, e TWT e di 5 o 10 euro da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb. E’ possibile sostenere i progetti anche tramite UniCredit con una donazione sul conto solidarieta’ intestato a “Francesco D’Assisi – un uomo, un fratello Onlus”: Iban IT 64 R 02008 38278 000103746115 oppure attraverso i Bancomat della Banca. Sabato 13 giugno alle 21.15 su Rai1 e Radio2 in diretta dal sagrato della Basilica di San Francesco d’Assisi riparte dunque “Con il Cuore, nel nome di Francesco”, con la serata benefica, condotta da Carlo Conti, che da tredici anni aiuta e sostiene chi soffre e chi si trova in difficolta’. L’iniziativa benefica e’ promossa dal Sacro Convento di Assisi e dall’Istituto per il Credito Sportivo, alla sua realizzazione hanno contribuito UniCredit, Eni e Poste Italiane. La produzione del programma “Con il Cuore, nel nome di Francesco” e’ affidata alla Rai con il patrocinio morale di: Regione Umbria e Comune di Assisi. Tutte le informazioni per assistere dell’evento sono sul sito wwww.sanfrancesco.org. (AGI) Red/mld .

(AGI) – Roma, 7 giu. – Samantha Cristoforetti, la prima astronauta italiana della storia e 59esima di sempre a livello mondiale al femminile, oggi e’ entrata definitivamente nella storia spaziale internazional bissando il precedente primato. AstroSamantha e’ la donna che ha trascorso consecutivamente piu’ giorni sulla Stazione Spaziale Internazionale. L’11 giugno quando rientrera’ sulla terra il 38enne capitano dell’Aeronautica Militare italiana chiudera’ una missione di lunga durata di complessivi 199 giorni che migliorano il precedente record appartenuto alla 49enne statunitense dell’Ohio, Sunita Williams che tra il dicembre del 2006 ed il giugno 2007 aveva trascorso 195 giorni. Resta alla Williams, che ha seguito parte dell’addestramento della Cristoforetti negli Stati Uniti, il primato di ore di attivita’ extraveicolari complessive, 50 ore e 40 minuti in sette “passeggiate”. A consentire nell’ingresso nella storia spaziale dell’astronauta di Milano, ma dalle origini trentine avendo vissuto nell’eta’ dell’adolescenza a Male’ in Val di Sole, e’ stato lo slittamento del programmato rientro del 14 maggio causato dal fallito lancio, e quindi del mancato attracco alla Iss, del cargo Progress M-27M, disintegratosi nell’atmosfera e precipitato nelle acque del Pacifico ai primi di maggio.

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La Cristoforetti gia’ detiene da alcune settimane il record italiano di permanenza consecutiva nello spazio che apparteneva al milanese Paolo Nespoli rimasto in orbita con l’Expedition 26/27 per 178 giorni (26 novembre 2010 – 23 maggio 2011). Con 166 giorni 6 ore e 19 minuti, Luca Parmitano e’ il terzo italiano a restare consecutivamente sulla Iss. L’astronauta siciliano e’ stato anche il primo italiano ad effettuare un’attivita’ extraveicolare (luglio 2013). Samantha Cristoforetti rientrera’ sulla terra alle ore 15,43 (ora italiana, le 19,43 kazake) di giovedi’ 11 e l’atterraggio della capsula Soyuz TMA-15M, con a bordo anche il russo Anton Shkaplerov e lo statunitense Terry Virts, e’ previsto nella steppa kazaka nei pressi della citta’ Dzhezkazgan a sud di Karaganda. (AGI) Bz1/Ros .

(AGI) – Riad, 7 giu. – La Corte suprema dell’Arabia Saudita ha confermato la condanna a dieci anni di reclusione e mille frustate per il blogger dell’opposizione Raif Badawi. Lo ha reso noto il quotidiano “Okaz” e lo ha confermato su Twitter l’attivista per i diritti umani Samar Badawi. La moglie, Ensaf Haidar, che vive in Canada, si e’ detta “sconvolta” e ha precisato che questa “decisione finale” e’ “irrevocabile”. La sentenza aveva sollevato numerose critiche all’estero, per le quali lo scorso marzo i vertici del regno si erano detti “sorpresi e sgomenti”. Raif Badawi, condannato per offese all’Islam, ha gia’ ricevuto 50 frustate nel gennaio scorso: poi le altre sessioni di fustigazione erano state state via via posposte per motivi di salute. Il blogger e’ cofondatore del sito web Rete liberale saudita, impegnato nel campo dei diritti umani. (AGI) .

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