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(AGI) – Roma, 9 giu. Un sisma di magnitudo 5.2, registrato dall’Istituto nazionale di geofisica italiano e dall’Istituto sismologico americano, si e’ verificato nel Mar Egeo al largo delle coste greche, e a circa 83 km da Atene, alle 3.09. Per il momento non sono stati registrati danni a persone o a cose. (AGI) .

(AGI) – Washington, 9 giu. – Il 57% degli statunitensi approva le nozze omosessuali. Il dato, che rovescia quello di cinque anni fa quando ancora la percentuale dei contrari era preponderante, emerge da un sondaggio effettuato dall’istituto Pew e arriva in vista della sentenza della Corte suprema, chiamata a decidere su un tema cruciale per la societa’ americana. Il 72% del campione intervistato ritiene, inoltre, inevitabile il riconoscimento legale delle nozze gay. (AGI) .

(AGI) – Seul, 9 giu. – L’epidemia di Mers ha fatto il settimo morto in Corea del Sud. Lo ha riferito l’agenzia Yonhap. La “sindrome respiratoria mediorientale da Coronavirus” ha registrato fino a oggi 23 nuovi casi. La Mers e’ una patologia respiratoria aggressiva identificata per la prima volta a Gedda, in Arabia Saudita, nel 2012. (AGI) .

(AGI) – Roma, 8 giu. – Il Parlamento birmano ha approvato due disegni di legge che fanno parte di un controverso pacchetto di quattro provvedimenti denominato “Leggi per la protezione della razza e della religione”, promosso da un influente gruppo di monaci buddisti nazionalisti, il “Ma Ba Tha”, accusato di diffondere sentimenti anti-musulmani. Il primo provvedimento approvato – scrive l’agenzia Fides – tocca il controllo delle nascite: la legge impone alle donne una pausa di almeno tre anni tra un parto e l’altro e prevede anche la contraccezione forzata; il secondo provvedimento impone alle donne buddiste di chiedere il permesso dalle autorita’ locali prima di sposare un uomo di un’altra fede. Il disegno di legge sul controllo della popolazione e’ stato firmato dal presidente Thein Sein, entrando in vigore. La legge concede alle autorita’ locali il potere di individuare le aree dove applicarlo e, secondo gli osservatori, le prime zone prescelte saranno quelle a maggioranza musulmana, come lo stato di Arakan. Secondo il governo l’approccio contribuira’ a migliorare i servizi di assistenza sanitaria per le donne nelle regioni piu’ povere. Secondo gli attivisti dei diritti umani, la legge viola i diritti fondamentali delle donne e, dati gli ampi poteri discrezionali concessi alle autorita’, locali, si finira’ per applicarla solo nelle aree delle minoranze etniche o religiose Il terzo provvedimento tocca il tema della conversioni religiose, e prevede un vero e proprio “processo” per ottenere il permesso ufficiale di convertirsi da una religione ad un’altra. I funzionari dei dipartimenti governativi avrebbero il potere di decidere, in modo insindacabile, se un richiedente abbia esercitato o meno il libero arbitrio nella scelta di cambiare fede. Il quarto provvedimento mette fuori legge la poligamia in Birmania. Nel dicembre scorso, quando il pacchetto delle quattro leggi e’ stato presentato in Parlamento, un documento firmato da 180 organizzazioni della societa’ civile lo ha pubblicamente contestato, notando abusi di diritti e delle liberta’.(AGI) .

(AGI) – Il Cairo, 8 giu. – Il ramo egiziano dell’Isis ha diffuso un video in cui si vedono miliziani jihadisti uccidere un uomo, accusandolo di essere una “spia”. Prima di essere ucciso, l’uomo ‘confessa’, guardando la telecamera, che i servizi segreti lo avevano incaricato di infiltrarsi tra i terroristi del Sinai e raccogliere informazioni su di lore. I jihadisti hanno ucciso decine di poliziotti e soldati nei diversi attacchi nella penisola del Sinai da quando, nel giugno 2013, e’ stato deposto il presidente islamista, Mohamed Morsi. .

(AGI) – Roma, 8 giu. – Toni inflessibili del G7 con Mosca. Al castello di Elmau, in Baviera, nell’appuntamento annuale (il secondo consecutivo con la Russia fuori dal forum), i 7 ‘grandi del mondo’ hanno alzato la voce contro la Russia oltre a prendere un impegno stringente contro il cambiamento climatico.

I leader di Usa, Germania, Regno Unito, Francia, Giappone e Canada oltreche’ Italia, hanno condannato l’intervento di Mosca in Ucraina e annunciato che potrebbero aumentare le sanzioni contro Mosca se la violenza in Ucraina aumentera’.

I toni piu’ forti li ha avuti il presidente, Barack Obama: “Deve prendere una decisione”, ha detto rivolto al capo del Cremlino, Vladimir Putin. “Se continuare a distruggere l’economia del suo Paese e isolare la Russia nel rincorrere il desiderio sbagliato di ricreare le glorie dell’impero sovietico, o riconoscere che la grandezza della Russia non dipende dalla violazione dell’integrita’ territoriale e sovranita’ degli altri Paesi”.

Immediata la reazione da Mosca: il ministero degli Esteri ha fatto sapere che “la Russia si riserva il diritto di attuare i passi necessari per proteggere la propria sicurezza e difendere gli interessi nazionali”. Quanto al mancato invito al capo del Cremlino, il portavoce Dmitry Peskov ha fatto sapere che “il presidente russo e’ interessato alla partecipazioni ad altri formati, al momento molto piu’ efficaci, che riflettono i reali equilibri nello spazio economico globale”. Uno e’ il gruppo dei 20, ha aggiunto Peskov. “E’ ovvio che sette o otto persone non possono discutere efficacemente dei problemi globali”. (AGI)

(AGI) – Roma, 8 giu. – Toni inflessibili del G7 con Mosca. Al castello di Elmau, in Baviera, nell’appuntamento annuale (il secondo consecutivo con la Russia fuori dal forum), i 7 ‘grandi del mondo’ hanno alzato la voce contro la Russia oltre a prendere un impegno stringente contro il cambiamento climatico. I leader di Usa, Germania, Regno Unito, Francia, Giappone e Canada oltreche’ Italia, hanno condannato l’intervento di Mosca in Ucraina e annunciato che potrebbero aumentare le sanzioni contro MOsca se la violenza in Ucraina aumentera’. I toni piu’ forti li ha avuti il presidente, Barack Obama: “Deve prendere una decisione”, ha detto rivolto al capo del Cremlino, Vladimir Putin. “Se continuare a distruggere l’economia del suo Paese e isolare la Russia nel rincorrere il desiderio sbagliato di ricreare le glorie dell’impero sovietico, o riconoscere che la grandezza della Russia non dipende dalla violazione dell’integrita’ territoriale e sovranita’ degli altri Paesi”. Immediata la reazione da Mosca: il ministero degli Esteri ha fatto sapere che “la Russia si riserva il diritto di attuare i passi necessari per proteggere la propria sicurezza e difendere gli interessi nazionali”. Quanto al mancato invito al capo del Cremlino, il portavoce Dmitry Peskov ha fatto sapere che “il presidente russo e’ interessato alla partecipazioni ad altri formati, al momento molto piu’ efficaci, che riflettono i reali equilibri nello spazio economico globale”. Uno e’ il gruppo dei 20, ha aggiunto Peskov. “E’ ovvio che sette o otto persone non possono discutere efficacemente dei problemi globali”. La dichiarazione finale, molto lunga (19 pagine), ha dedicato poi ampio spazio alla lotto contro il surriscaldamento climatico, in vista del Vertice sul Clima che si terra’ a Parigi a dicembre e che deve trovare un sostituto globale e vincolante dal protocollo di Kyoto, a partire dal 2020. I sette Paesi piu’ industrializzati del pianeta si sono impegnati a misure che impediscano che il surriscaldamento globale superi i due gradi centigradi rispetto ai valori preindustriali, il che li obblighera’ a ridurre sensibilmente nei prossimi decenni le loro emissioni di gas a effetto serra. Su questo punto, come era da attendersi, Giappone, Canada e, in misura minore, gli Stati Uniti, hanno opposto qualche resistenza. Ma alla fine, nonostante il negoziato difficile, tutti hanno appoggiato la meta fissata dalle Nazioni Unite per ridurre le emissioni tra il 40 e il 70% entro il 2050 (base di riferimento i dati del 2010) e si sono impegnati a collocarsi nella fascia alta di questa ‘forchetta’, anche se non sono stati specificati obiettivi concreti a livello nazionale. I ‘grandi’ si sono anche impegnati a raggiungere, entro la fine del secolo, un’economia globale che faccia a meno del carbone per produrre l’energia elettrica. Sullo sfondo c’e’ la conferenza di dicembre a Parigi, che e’ gia’ in preparazione: Merkel ha spiegato che i membri del G7 vogliono “regole vincolanti” per l’accordo sul cambiamento climatico che dovra’ essere chiuso al vertice. Inoltre i sette Paesi piu’ industrializzati hanno dato la disponibilita’ ad aumentare i contributi al Fondo verde del Clima, uno strumento varato nel 2009 per aiutare finanziariamente i Paesi in via sviluppo piu’ colpiti dagli effetti del surriscaldamento globale e che ha gia’ raccolto piu’ di 100 miliardi di dollari. A giudizio della Merkel, gli impegni del G7 spingeranno molti Paesi emergenti ad attuare i propri impegni nazionali di riduzione delle emissioni di CO2 da presentare al Vertice sul Clima di Parigi. I sette Paesi piu’ industrializzati del pianeta contano circa il 10 per cento della popolazione mondiale, ma emettono un quarto delle emissioni globali. Al G7 non siedono ne’ la Cina, che e’ il Paese che inquina di piu’ al mondo, ne’ le altre grandi economie emergenti, India, Russia e Brasi Carbone vincendo le resistenze di Canada e Giappone. (AGI) .

(AGI) – Tehran, 8 giu. – Le autorita’ iraniane hanno arrestato oggi l’ex vicepresidente Hamed Baqaei, in servizio durante la presidenza di Mahmoud Ahmadinejad. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana “Irna”, citando il portavoce dell’autorita’ giudiziaria Gholam Mohseni Ejei. Al momento non sono ancora chiare le ragioni dell’arresto. L’arresto di Baqaei giunge dopo la condanna a cinque anni di carcere e 300 mila dollari di multa inflitta lo scorso gennaio contro l’altro ex vicepresidente dell’era Ahmadinejad, Mohammad Reza Rahimi, processato sulla base di una serie di denunce di corruzione e atti illeciti da parte di ex funzionari e politici. Secondo gli analisti, gli arresti e le condanne contro i politici del governo dell’ex presidente, rientrano in una campagna contro la corruzione lanciata, non ufficialmente, dall’attuale capo dello stato Hassan Rohani, che in piu’ di un’occasione ha condannato la volonta’ di estirpare tale pratica dalla politica iraniana. .

(AGI) – Mosca, 8 giu. – Il presidente russo, Vladimir Putin, preferisce lavorare in format internazionali piu’ efficienti che il Gruppo del G7: parola del suo portavoce, Dmitry Peskov. Il capo ufficio stampa del Cremlino ha reagito cosi’ parlando dell’assenza di Putin al vertice dei ‘grandi della terra’ in Baviera, in Germania. “Quanto alle speculazioni sul fatto se Putin sia stato invitato o meno, o se in futuro sara’ invitato o meno, mi piacerebbe dire ancora una volta -ha osservato- che il presidente russo e’ interessato alla partecipazioni ad altri formati, al momento molto piu’ efficaci, che riflettono i reali equilibri nello spazio economico globale”. Uno di questi formati e’ il gruppo dei 20, ha aggiunto Peskov. “E’ ovvio che sette o otto persone non possono discutere efficacemente dei problemi globali al giorno d’oggi”. .

(AGI) – Krun (Germania), 8 giu. – Sale la tensione al G7 tra Stati Uniti e Russia sulla questione ucraina. Il vertice conferma il suo supporto nei confronti dell’Ucraina ed e’ pronto ad imporre nuove sanzioni contro la Russia se necessario. Cosi’ il presidente americano, Barack Obama, durante l’incontro, ha sottolineato come Mosca continui a violare gli accordi di Minsk “con operazioni militari nell’Ucraina orientale”.

E’ “la seconda riunione del G7 senza la Russia – ha osservato Obama – e continueremo a mantenere in piedi le sanzioni finche’ continuano le violazioni degli accordi di Minsk e il G7, sebbene continui a perseguire una soluzione diplomatica della crisi, concorda sulla possibilita’ di aumentare le sanziono se necessario”.

Il presidente americano ha dunque indicato come le operazioni militari dei separatisti filo-russi in Ucraina stiano danneggiando l’economia di Mosca e la sua gente.

Intanto la Russia si mostra preoccupata per la decisione della Nato di accrescere la sua presenza militare nell’Europa orientale, nei Paesi baltici e del mar Nero, con “il pretesto” della crisi ucraina. “In queste condizioni – si legge in un documento del ministero degli Esteri di Mosca citato dall’agenzia Tass – la Russia si riserva il diritto di attuare i passi necessari per protegere la propria sicurezza e difendere gli interessi nazionali”.

Secondo Mosca, “un dialogo su vasta scala con la Nato su questioni di sicurezza e stabilta’ potra’ essere ripreso solo sulla base di uguali diritti e tenuto conto del nostri interessi nazionali nell’area della sicurezza”. “Nel costruire le nostre relazioni con l’America, non possiamo dimenticare – prosegue la nota – i passi avviati dall’amministrazione Obama per aggravare le relazioni bilaterali, di fatto congelare i contatti in molte direzioni e accrescere costantemente la pressione della sanzioni sulla Russia con l’obiettivo di indebolire l’economia russa e ed esacerbare la situazione politica interna del Paese”.

“Consideriamo un nostro diritto – si legge ancora- reagire di conseguenza a tutti i passi negativi presi nei nostri confronti. E la via d’uscita alla spirale del confronto e il ritorno a relazioni bilaterali in una condizione di stabilita’ sara’ possibile solo se Washington recede dalle sue azioni ostili contro la Russia e offre la conferma che e’ pronto al dialogo sul principi di uguaglianza e mutuo rispetto per gli interessi reciproci.(AGI)

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