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(AGI) – New York, 22 mag. – Eni e’ pronta a tornare in Iran ma solo se Teheran proporra’ nuova tipologia di contratti, meno penalizzante e piu’ allineata agli standard internazionali, indipendentemente dal ritiro delle sanzioni. Lo ha detto l’amministratore delegato del Cane a sei zampe, Claudio Descalzi, durante un incontro con la stampa a margine del ritiro del Corporate Social Responsability Award 2015 della Foreign Policy Association. Per Descalzi “onestamente le sanzioni contano poco” perche’ Eni, “con il contratto attuale – ha avvertito – difficilmente andra’ in Iran e difficilmente una qualunque altra grossa compagnia ci andra’”. .

(AGI) – Roma, 22 mag. – Cresce il fatturato dell’industria a marzo (+1,3% congiunturale), mentre gli ordinativi registrano una flessione pari allo 0,3%. Su base tendenziale segno positivi per entrambi, rispettivamente +0,9% e +2,7%. E’ quanto rileva l’Istat. A marzo il fatturato dell’industria, al netto della stagionalita’, si legge nella nota, registra un aumento dell’1,3% rispetto a febbraio, con incrementi sia sul mercato interno (+1,0%), sia su quello estero (+1,9%). Nella media degli ultimi tre mesi, l’indice complessivo diminuisce dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti (-0,2% per il fatturato interno e -0,1% per quello estero). Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 21 di marzo 2014), il fatturato totale cresce in termini tendenziali dello 0,9%, sintesi di un calo dello 0,9% sul mercato interno e di un incremento del 4,5% su quello estero. Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano incrementi congiunturali per l’energia (+5,2%), per i beni strumentali (+2,1%), per i beni intermedi (+0,7%) e per i beni di consumo (+0,5%). L’indice grezzo del fatturato cresce, in termini tendenziali, del 4,2%: il contributo piu’ ampio a tale incremento viene dalla componente estera dei beni strumentali. Per il fatturato l’incremento tendenziale piu’ rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+9,8%), mentre la maggiore diminuzione riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-14,8%). Per gli ordinativi totali, si registra una flessione congiunturale dello 0,3%, sintesi di una diminuzione dello 0,5% degli ordinativi esteri e di una stabilita’ di quelli interni.Nel confronto con il mese di marzo 2014, l’indice grezzo degli ordinativi segna un aumento del 2,7%. L’incremento piu’ rilevante si registra nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali (+10,6%), mentre la flessione maggiore si osserva nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-5,9%). (AGI) .

(AGI) – Roma, 22 mag. – Sciopero generale del gruppo Whirlpool il 12 giugno e manifestazione a Varese. Lo annunciano i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, Marco Bentivogli, Maurizio Landini e Rocco Palombella. “E’ necessario mettere in campo la mobilitazione generale di tutto il Gruppo Whirlpool per impedire licenziamenti e chiusure di stabilimenti ed affermare un piano industriale e di investimenti che qualifichi progettazione e produzione di elettrodomestici nel nostro paese”, affermano. Per queste ragioni, proseguono, “proclamiamo per il 12 giugno otto ore di sciopero e una manifestazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo a Varese. Nei prossimi giorni, al riguardo, sara’ convocato il coordinamento sindacale unitario”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 22 mag. – La Consulta non ha valutato il buco creato sulle pensioni, “spero che in futuro l’interazione tra organi dello stato indipendenti come Corte, ministri e Avvocatura sia piu’ fruttuosa quando ci sono implicazioni per la finanza pubblica”, dice il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan.

Il presidente del Consiglio, commentando le parole del titolare del dicastero di via XX Settembre, afferma: “dal governo massimo rispetto per la Consulota e le sue sentenze”.

Iintervistato da la Repubblica, Padoan ha spiegato: “La Corte sostiene di non dover fare valutazioni economiche sulle conseguenze dei suoi provvedimenti e che non c’era una stima dell’impatto, che non era chiaro il costo. Ora, non so chi avrebbe dovuto quantificarlo, ma rilevo che in un dialogo di cooperazione tra organi dello stato indipendenti come Corte, ministri e Avvocatura, sarebbe stata opportuna la massima condivisione dell’informazione”, perche’ “l’autonomia della Corte e’ intoccabile, ma se ci sono sentenze che hanno un’implicazione di finanza pubblica, deve esserci una valutazione dell’impatto. Perche’ questa valutazione serve a formare il giudizio sui principi dell’equita’. RENZI, MASSIMO RISPETTO PER LA SENTENZA E PER LA CORTE- La risposta del governo alla sentenza della Corte costituzionale sulle pensioni e’ stata “efficace e secca” grazie al lavoro “dei ministri Pier Carlo Padoan e Giuliano Poletti”. Oggi, ha commentato il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, parlando a margine del vertice di Riga “si tratta di andare avanti in una cornice europea delicata”. “Esistono tante questioni di natura economica europea che vanno tenute in conto – ha detto Renzi – Naturalmente lavoriamo nel massimo rispetto e accordo istituzionale. La Corte costituzionale ha fatto sentenza, noi l?abbiamo rispettata. Adesso – ha concluso – cerchiamo di lavorare insieme perche’ nei prossimi mesi i segnali di ripresa che ci sono, sull’occupazione, i posti di lavoro, il segno piu? nella crescita, possano irrobustirsi e consolidarsi”. Secondo il premier il tema sollevato dalla recente sentenza della Corte “e’ molto complesso e interessante” e “soprattutto quello del rapporto fra generazioni e’ un tema su cui dovremo ancora discutere”. (AGI) .

(AGI) – New York, 22 mag. – Un intervento militare in Libia “penso sia da evitare. Ce ne e’ gia’ stato uno e non mi sembra che i frutti siano cosi’ positivi”. Lo ha sottolineato l’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi, durante un incontro con la stampa a margine del ritiro del premio per la Corporate Social Responsability della Foreign Policy Association. “Un’operazione militare puo’ nascere solo con l’accordo dell’Onu e dei libici”, ha affermato Descalzi, plaudendo all’azione diplomatica dell’inviato speciale delle Nazioni Unite, Bernardino Leon, che con il dialogo punta “a creare un accordo nazionale per la pace e la formazione di un governo”.

Descalzi negli Usa vede investitori. sono soddisfatti

Sulla Libia il numero uno dell’Eni resta “ottimista nel medio e lungo periodo” perche’ il Paese rappresenta “una snodo fondamentale” tra Europa, Mediterraneo e Africa. E’ interesse di tutti, mediorientali, europei e degli Usa che la situazione si risolva – ha osservato – e l’Italia e’ ovviamente in prima linea”. Non mancano segnali incoraggianti.

Descalzi ritira Corporate Social Responsability Award di Fpa

“La situazione libica negli ultimi quattro o cinque mesi sta migliorando. C’e’ la forte necessita’ di un dialogo e la forte volonta’ di lavorare per una Libia unita. Le due fazioni importanti hanno cominciato a parlare tra di loro e purtroppo da quando hanno cominciato a parlare – ha osservato Descalzi – sono iniziati anche gli attentati. Vuol dire che il dialogo non piace. Quello che preoccupa maggiormente, sia noi e sia i libici e’ l’Isis”

Descalzi, su Russia sono fiducioso, il dialogo andra’ a buon fine

Iran: Descalzi, clima cambiato, piu’ positivo per Eni e Occidente

(AGI) – New York, 22 mag. – In Iran il clima e’ cambiato: “l’approccio con Eni con l’Occidente e’ piu’ positivo”. Lo ha sottolineato l’amministratore delegato del Cane a sei zampe, Claudio Descalzi, riferendosi alla sua recente visita, come primo Ceo Occidentale di una societa’ petrolifera, a Teheran. “Non e’ stata una visita legata al possibile ritiro delle sanzioni – ha precisato – ma per recuperare i soldi che ci devono. Ci devono un sacco di soldi (800 milioni di euro, ndr). Abbiamo negoziato. Sono andato la’ per cercare di chiudere”. E sul recupero dei crediti Descalzi si e’ dichiarato ottimista. “Il dialogo e’ aperto come non avveniva da 7-8 anni. E’ cambiato l’Iran. E’ cambiato il presidente e sono cambiati i ministri: quello del petrolio Bijan Zanganeh e’ molto competente”, ha detto Descalzi indicando di aver trovato Teheran “molto viva, brillante e con tante automobili nuove”. (AGI) .

(AGI) – New York, 22 mag. – Eni e l’amministratore delegato Claudio Descalzi sono stati premiati dalla Foreign Policy Association con il prestigioso premio “Corporate Social Responsability Award 2015”. Il premio viene conferito ad aziende e persone che si sono distinte per lo straordinario contributo offerto allo sviluppo sostenibile nel territorio in cui operano e nella responsabilita’ sociale d’impresa. Tra le motivazioni che hanno portato all’assegnazione di questo premio “spiccano l’impegno di Eni per la riduzione dei rischi legati al cambiamento climatico e le attivita’ sviluppate nell’Africa sub-sahariana a favore delle comunita’ locali – sottolinea la societa’ in una nota – attraverso investimenti in materia di scolarizzazione, accesso all’energia e all’acqua potabile”. All’amministratore delegato Claudio Descalzi e’ stato invece riconosciuto l’impegno personale, profuso nel corso della sua trentennale carriera in azienda, nel dimostrare quanto la “corporate social responsability” sia diventata una competenza centrale nell’azienda di oggi. La missione della Foreign Policy Association, fondata nel 1918, consiste nello sviluppo della conoscenza, comprensione e divulgazione di informazioni sulla politica estera statunitense e sulle questioni di interesse globale. “Valorizzazione delle persone, attenzione all’ambiente, sviluppo delle comunita’, cultura e innovazione tecnologica – si sottolinea nel comunicato – sono i valori che hanno portato Eni e Claudio Descalzi ad aggiudicarsi questo ambito riconoscimento”. Il premio “e’ inoltre un’ulteriore conferma della capacita’ di Eni di coniugare le esigenze di impresa con quelle delle comunita’ territoriali – conclude la nota – con spirito costruttivo e conoscenza sociale, da sempre parti integranti della storia dell’Eni fin dai tempi di Enrico Mattei”. (AGI) .

(AGI) – New York, 22 mag. – Con la Russia “penso che il dialogo andra’ a buon fine nel medio e lungo termine” e che si arrivera’ ad una soluzione della crisi ucraina. Ne e’ convinto l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, che ha incontrato la stampa a New York in occasione del ritiro del Corporate Social Responsability Award 2015 della Foreign Policy Association. “L’Europa ha bisogno della Russia e la Russia dell’Europa, dal punto di vista commerciale e politico ma e’ chiaro che ci deve essere buon senso e la volonta’ di trovare un accordo”, ha detto Descalzi che considera l’incontro della scorsa settimana a Sochi tra il Segretario di stato americano, John Kerry, e il leader del Cremlino, Vladimir Putin, un segnale di disgelo significativo. “Sono fiducioso – ha affermato – il solo fatto che si siano parlati lo considero positivo”. Secondo il numero uno del Cane a sei zampe, “e’ difficile che la Russia e l’Europa rimangano troppo tempo senza un chiarimento. Siamo legati commercialmente, economicamente e soprattutto dal punto di vista energetico – ha insistito – i contenziosi commerciali e politici con l’Ucraina devono essere risolti ed e’ dialogo tra gente che si conosce”, che ha forti legami. .

(AGI) – New York, 22 mag. – La strategia e i conti di Eni convincono gli investitori. Lo ho assicurato l’amministratore delegato della societa’, Claudio Descalzi, in missione negli Stati Uniti dove ha ritirato prestigioso Corporate Social Responsability Award 2015 della Foreign Policy Association. Gli investitori “sono soddisfatti. Ho appena visto Black Rock che e’ un investitore importante – ha spiegato Descalzi a margine della consegna del premio – Sono contenti e considerano la storia di ristrutturazione dell’Eni una delle piu’ interessanti sul mercato. Abbiamo parlato di quello che stiamo facendo, degli investimenti, dei progetti, del trend dell’olio, del gas e di Europa. Vogliono sapere cosa pensiamo dell’Europa dove siamo un player importante”. Gli incontri del numero uno di Eni con gli investitori proseguiranno anche oggi. “Avro’ una giornata piena”, ha detto Descalzi che tra gli altri vedra’ Lazard. “I risultati li hanno giudicati bene. Hanno giudicato bene fine anno e la trimestrale. Hanno giudicato benissimo, e di questo siamo un po’ sorpresi, anche il taglio del dividendo che stata un’operazione chiara e netta. Non abbiamo pesato sugli investitori e lo hanno apprezzato”. Promosse a pieni voti poi “la ristrutturazione e rifocalizzazione del business”. Se la chimica, la raffinazione e il gas erano un problema con una perdita di 1,5 miliardi di euro nel 2013, ha ricordato Descalzi, nel 2014 la perdita e’ stata ridotta 250 milioni e quest’anno sara’ azzerata. Adesso “non dobbiamo solo ristrutturare ma dobbiamo mettere in produzione i nostri progetti”, ha aggiunto il Ceo di Eni riferendosi in particolare ai progetti Perla in Venezuela “che ci aspettiamo per fine giugno” e al Goliat del mare di Barents a fine luglio. “Questi appuntamenti, se rispettati, rappresenteranno il successo di quest’anno perche’ avremo fatto tutto quello che abbiamo promesso!”. Descalzi ha dunque ricordato la finalizzazione del progetto Coral in Mozambico “che dovrebbe venire realizzato in tempi super record per fine anno”. Negoziazioni “importanti di gas quest’anno non ne abbiamo – ha rimarcato – e la raffinazione dovrebbe rimanere a break even, quindi con un anno di anticipo. Siamo messi bene. Abbiamo rifatto la societa’ nel giro di un mese lo scorso anno. Abbiamo accelerato di due anni tutti i programmi. Abbiamo trovato solo lo scorso anno un altro miliardo di barili di riserve. Chiederci di piu’ e’ un po’ difficile: gli investitori potrebbero chiederci di andare sulla luna a piedi”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 22 mag. – “Se la Grecia esce dall’euro sono possibili shock anche per noi”. Lo sostiene il ministro del’Economia, Pier Carlo Padoan, intervista da la Repubblica. “Il contagio a breve termine non mi preoccupa – spiega Padoan – perche’ ci sono gli interventi in corso della Bce e il Quantitative easing w’ uno scudo che funziona. Inoltre la situazione italiana e’ molto piu’ solida rispetto a due tre anni fa”. “Il vero problema – aggiunge – e’ nel medio periodo. Se ci fosse una Grexit, se Atene abbandonasse l’euro, l’Unione monetaria diventerebbe un animale diverso. Un insieme da cui si puo’ uscire non sarebbe piu’ irreversibile. E questo, nel medio periodo aggiunge una possibilita’ a quelle che esistono attualmente”. “Questo cambierebbe i prezzi, laddove ci fossero tensioni.. Se entriamo in un contesto nel quale c’e’ una possibilita’ in piu’, quella dell’uscita dall’euro, il sistema diventa in generale piu’ fragile e, meno capace di assorbire gli shock”. “Io credo – dice ancora Padoan – che il problema del debito greco sia eccessivamente drammatizzato in modo strumentale da tutti, compreso l’Fmi che su questo ha una visione del debito diversa da quella della commissione. Il debito non e’ il vero problema, e’ sostenibile con una crescita ragionevole e conti in ordine. I tempi per un accordo sono comunque oggettivamente stretti, credo sia il momento che il governo greco metta sul tavolo proposte credibili e azioni concrete su pensioni, mercato del lavoro e sistema fiscale. (AGI) .

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