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(AGI) – Roma, 4 mag. – Viviamo nel secolo dell’interdisciplinarieta’. Ne e’ convinto Gerfied Strocker, visionario, direttore artistico di Ars Electronica, l’uomo che ha portato a Linz ad essere un laboratorio permanente che attrae ogni anno professionisti della cultura digitale. A Roma per partecipare a ‘Colloqui per l’impresa intelligente’, organizzato da Agi con l’Ad Gianni Di Giovani; Derrick de Kerckhove dell’Osservatorio Tutti Media/Media Duemila e Mario Sechi, Stocker ha incentrato il suo intervento sull’importanza dell’istruzione.

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“Se credete che l’istruzione sia costola” ha detto con una battutra folgorante, “provate con l’ignoranza. Cio’ che e’ determinante nel secolo che viviamo e’ l’interdisciplinarieta’. Arte, tecnologia, design e scienza sono gli elementi che bisogna assemblare e per farlo serve un catalizzatore”. Catalizzatore che, nella sua visione, e’ la metropoli, nucleo in cui si intrecciano e comunica o le coscienze.

 

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“Diversi elementi devono essere messi in campo perche’ l’innovazione si concretizzi” ha aggiunto Di Giovanni, “ed e’ noto che la disponibilita’ di informazione di alta qualita’ puo’ avere un impatto significativo sull’efficacia dei processi innovativi. Per questo Agi e’ costantemente impegnata a potenziare la qualita’ delle proprie attivita’”. Sechi, da parte sua, ha sottolineato l’importanza che la tecnologia ha avuto nell XX e nel XXI secolo, dallo sviluppo degli armamenti fino ai social network. Un primo appuntamento, quello di oggi, che prelude alla serie di incontri che sara’ ospitata nel padiglione di Agi al salone del Libro di Torino. (AGI) .

(AGI) – Bruxelles, 4 mag. – La Commissione europea presentera’ domani le “Previsioni economiche di primavera”, attesa stima sullo stato dell’economia dell’Europa e dei singoli paesi. Nel caso dell’Italia non dovrebbero per il momento tenere conto della sentenza della Cassazione che ingiunge al governo italiano di restituire ai pensionati la mancata indicizzazione decisa dal governo Monti, ma non sono escluse sorprese, e oggi una fonte Ue ha indicato che ogni cambiamento della legge di bilancio “deve essere compensato”. Secondo le anticipazioni della vigilia, che non tengono conto della sentenza, rispetto alle precedenti previsioni invernali, presentate tre mesi fa, la Commissione ha migliorato la stima di crescita per il 2016: il Pil dovrebbe crescere dell’1,4% (in febbraio era +1,3%) contro il +0,6% del 2015. Quanto al rapporto deficit/Pil, la stima resterebbe uguale a quella di marzo: 2,6% nel 2015, in calo al 2% nel 2016. (AGI) .

(AGI) – Roma, 4 mag. – Senza innovazioni e investimenti nel capitale umano “rischiamo una disoccupazione di massa”. Lo dice il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenendo alla presentazione del libro ‘Investire in conoscenza e innovazione’, in corso alla Luiss. Visco ha sottolineato che “nel giro di 10-20 anni un lavoro su due scomparira’: cosa resta? L’innovazione – ha aggiunto – crea lavoro, ma senza creare le condizioni e investire rischiamo una disoccupazione di massa in un periodo che e’ di transizione e che non sara’ cosi’ breve”. Secondo il governatore di Banca Italia “anche parte dei lavori dell’industria manifatturiera italiana scompariranno” nei prossimi 10-20 anni. Visco ha premesso che “uno dei limiti piu’ grossi per cui le imprese italiane non hanno colto i vantaggi della globalizzazione e non sono state dietro al cambiamento tecnologico, sta nella natura delle imprese ma anche nell’ambiente esterno. Se anche si creasse un ambiente favorevole alle imprese e un cambiamento di mentalita’ – ha proseguito – ci troveremmo comunque con un forte ritardo culturale”. Il governatore di Banca Italia infatti, ha ricordato che “l’alfabetizzazione degli adulti italiani e’ molto bassa: il 70% degli italiani non comprende cio’ che legge o non sa come usare le informazioni scientifiche e tecnologiche che possiede. Siamo molto indietro”. Secondo Visco dunque “non e’ importante solo fare innovazione, quanto piuttosto saperla prendere l’innovazione”. Il governatore di Banca Italia infine ha citato una serie di dati per dimostrare che la dimensione delle imprese italiane e la loro mancata crescita dipenda dagli scarsi investimenti in capitale umano: “Anche negli Stati Uniti le imprese nascono piccole come in Italia e hanno la stessa mortalita’, una su due dopo un certo periodo muore. Ma se negli Usa un’impresa comincia con 10 addetti dopo due anni questi sono 26, mentre in Italia sono 12. Questo dipende dal capitale con cui quell’impresa viene sostenuta: noi abbiamo cercato di ridurre la fiscalita’ sul capitale di rischio ma e’ drammatico che questa cosa non si sappia e che non ci sia informazione sufficiente nemmeno da parte di chi potrebbe beneficiarne. Il futuro resta difficile su questo aspetto – ha concluso Visco – senza innovazione rischiamo una disoccupazione di massa in un periodo di transizione ma che non sara’ cosi’ breve”. La flessibilita’ del mercato del lavoro italiano ha disincentivato le imprese a investire in innovazione. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervento alla presentazione di un libro alla Luiss. Visco ha premesso che “gia’ investire in capitale umano rende molto poco in Italia perche’ l’impresa vede che non c’e’ convenienza a investire su quelli che piu’ sanno. Dall’altro lato – ha aggiunto – il maggior disincentivo a investire e’ venuto dal modo in cui e’ stato reso flessibile il mercato del lavoro: alle piccole imprese e’ convenuto investire in contratti part-time e precari per prendere giovani e fargli fare le stesse cose che facevano gli anziani. Chi doveva investire su se stesso – ha continuato Visco – ha pensato che non fosse conveniente farlo”. (AGI)

(AGI) – Roma, 4 mag. – I dati relativi ai primi tre mesi del 2015 evidenziano la forte ripresa del mercato dei finanziamenti alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni. Dal campione Abi, composto da 78 banche, che rappresenta circa l’80% della totalita’ del mercato bancario italiano, emerge che nel trimestre gennaio-marzo 2015 l’ammontare delle erogazioni di nuovi mutui e’ stato pari a 7,897 miliardi di euro rispetto ai 5,250 miliardi dello stesso periodo del 2014. L’incremento su base annua e’, quindi, del 50,4%. L’ammontare delle nuove erogazioni di mutui nel 2015 e’ anche superiore sia al dato dei primi tre mesi del 2013, quando si attestarono sui 4,337 miliardi di euro, sia al valore dei primi tre mesi del 2012 (5,177 miliardi di euro). I mutui a tasso variabile rappresentano, nei primi tre mesi del 2015, il 66,7% delle nuove erogazioni complessive; tuttavia sono in sensibile incremento i mutui a tasso fisso che hanno raggiunto a marzo 2015 quasi il 35% delle nuove erogazioni, erano quasi il 18% dodici mesi prima. (AGI) .

(AGI) – Roma, 4 mag. – Dopo la decisione della Corte Costituzionale arriva il monito dell’Ue. La Consulta la settimana scorsa ha bocciato la norma Monti-Fornero sul blocco dell’adeguamento al costo della vita delle pensioni da 1.450 euro in su. Da Bruxelles fanno sapere che ogni cambiamento al Documento di economia e finanza “deve essere compensato”. In ogni caso, aggiungono i tecnici Ue, “aspettiamo di vedere come il governo applichera’ la sentenza”. Le conseguenze sui conti pubblici infatti potrebbero essere pesanti: secondo gli ultimi calcoli la cifra complessiva necessaria a pagare tale adeguamento potrebbe ammontare a 13 miliardi di euro. Alla luce di tutto questo, sono cominciate a circolare le indiscrezioni piu’ varie sugli strumenti che il governo potrebbe utilizzare per raccogliere la cifra. Il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, ha negato il ricorso a una patrimoniale chiesta invece oggi dal segretario della Cgil, Susanna Camusso. “Non abbiamo in previsione di mettere patrimoniali o altre tasse. Noi le tasse vogliamo ridurle”, ha sottolineato. “Abbiamo bisogno di analizzare la sentenza e valutare tutti gli elementi e considerazioni che sono state fatte dalla Consulta, prima di prendere in considerazione qualsiasi ipotesi”, ha spiegato “Dovremmo fare un approfondimento insieme al ministero dell’economia, e all’Inps. E’ una scelta che faremo in termini collegiali, non siamo in condizione adesso di fare alcuna valutazione”. In ogni caso, i sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil hanno inviato oggi una richiesta di incontro urgente al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti sulle modalita’ e le tempistiche di applicazione della sentenza della Consulta sulla rivalutazione delle pensioni. Immediata la risposta del ministro che promette di incontrare i sindacati dopo i dovuti approfondimenti. “Incontrero’ sicuramente i sindacati, non appena avremo definito a livello di governo una posizione collegiale in merito alla sentenza della Consulta”. “E’ necessario un approfondimento dei contenuti – ha aggiunto Poletti – serve un po’ di tempo”. Intanto anche il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, esclude la patrimoniale. Arriveranno “ad horas” le riflessioni del governo dopo che la Consulta ha bocciato il blocco della rivalutazione delle pensioni, ha affermato. “Prendiamo atto di una sentenza intervenuta, sulla quale il governo nel suo complesso fara’ ‘ad horas’ delle riflessioni su cosa fare e come fare”, ha detto al termine di un incontro con gli imprenditori. Il rischio patrimoniale, ha sottolineato, al momento non esiste: “Non sono decisioni che prendo io da sola, per quello che mi riguarda – ha indicato – non ne ho mai sentito parlare. E’ una decisione che eventualmente sarebbe presa collegialmente, ma non e’ un tema di attualita’ e non ne ho mai sentito parlare”. Il governo ha ora “la massima attenzione” sulla sentenza: “Credo che adesso la prima cosa sia cercare di avere un numero chiaro, palazzo Chigi e il ministero dell’economia sono gia’ al lavoro su questo e nelle prossime ore il governo iniziera’ a farsi un’idea di quali possano essere le possibili soluzioni rispetto a una cosa che e’ intervenuta e che – ha concluso – nessuno di noi si poteva aspettare”. (AGI)

(AGI) – Roma, 4 mag. – Nel mese di aprile 2015 si e’ realizzato un fabbisogno del settore statale pari, in via provvisoria, a circa 6 miliardi, che si confronta con un fabbisogno di 10,142 miliardi del corrispondente mese del 2014. Lo comuncia il ministero dell’Economia, sottolineando che nei primi quattro mesi dell’anno il fabbisogno del settore statale si attesta a circa 29,5 miliardi, con un miglioramento di circa 13 miliardi rispetto al primo quadrimestre 2014. In una nota, via XX settembre “evidenzia che nell’aprile 2014 era stata pagata l’ultima rata dell’Esm (European Stability Mechanism) per un importo di oltre 2,8 miliardi. Fra gli altri fattori che hanno contribuito alla flessione del fabbisogno rispetto allo stesso mese del 2014, si segnalano: maggiori contributi dell’Ue all’attuazione delle politiche comunitarie, minori pagamenti delle amministrazioni per effetti di calendario e minori prelevamenti da conti di Tesoreria. Gli incassi fiscali sono risultati in linea con quelli registrati nell’aprile 2014”. (AGI)

(AGI) – Roma, 4 mag. – Nel mese di aprile la Bce ha acquistato 95,065 miliardi di euro di titoli di Stato di paesi e istituzioni dell’Eurozona nell’ambito del programma di ‘quantitative easing’, con una vita media residua in portafoglio di 8,25 anni. Lo riferisce Francoforte, che ha quindi raddoppiato gli acquisti di titoli del settore pubblico rispetto ai 47,356 miliardi di marzo. I titoli di Stato italiani acquistati ad aprile dalla Bce hanno toccato un ammontare di 15,189 miliardi di euro (7,604 miliardi a marzo), con una vita media residua di 8,41 anni. (AGI) .

(AGI) – Londra, 4 mag. – Il Regno Unito potrebbe essere costretto in futuro a razionare la fornitura di Internet, in quanto il web consuma sempre piu’ elettricita’ e, di qui a 20 anni, potrebbe arrivare quasi a monopolizzare l’energia prodotta nel Paese. Molti degli esperti che si riuniranno a fine mese a Londra a una conferenza su questo tema che si terra’ alla Royal Society hanno lanciato un primo allarme: la richiesta di sempre piu’ contenuti multimediali, unita al boom degli apparecchi portatili come smartphone, tablet e ora persino orologi multitecnologici, gia’ al momento porta al consumo, in certi giorni, di elettricita’ pari a circa il 10% di quella prodotta in Gran Bretagna. Uno sforzo incredibile per le societa’ energetiche del Paese, in un trend che potrebbe appunto diventare insostenibile di qui al 2035. A lanciare la proposta del razionamento di Internet e’ stato in particolare Andrew Ellis, docente di comunicazioni ottiche della Aston University di Birmingham. (AGI) .

(AGI) – Pechino, 4 mag. – Valzer di poltrone in vista ai vertici dei giganti statali dell’energia cinese, dopo le decine di funzionari indagati per corruzione a partire dal 2013, e che settimana scorsa hanno colpito anche il vertice di Sinopec, con l’avvio di un’inchiesta formale nei confronti dell’ex presidente, Wang Tianpu. Nei giorni scorsi avrebbe annunciato il ritiro ai fedelissimi anche l’attuale ceo del gruppo, Fu Chengyu, che negli ultimi mesi aveva disseminato diversi indizi di una completa rivoluzione all’interno del gruppo, con il greggio non piu’ core business delle attivita’ del colosso statale. Al posto di Fu, nel gruppo entrerebbe il vice direttore dell’Accademia di Ingegneria, Wang Yupu, con un’esperienza quasi trentennale nel settore delle esplorazioni di greggio in Cina. Cambiamenti in vista anche per un altro dei gruppi del greggio cinese, China National Offshore Oil Corporation. Wang Yilin, ceo del gruppo passera’ a China National Oil Corporation (Cnpc), e le sue funzioni verranno ricoperte dal presidente del gruppo, Yang Hua. L’annuncio dell’avvicendamento al vertice e’ atteso per le prossime ore. Le voci dei possibili avvicendamenti arrivano dopo il susseguirsi di rumors, finora ufficialmente smentiti, di una possibile fusione dei due maggior gruppi del greggio statali, Cnpc e Sinopec, inizialmente svelate da fonti interne al settore nel febbraio scorso. Anche con nuovi capi, la filosofia dei grandi gruppi del greggio cinese non e’ destinata a cambiare, secondo gli analisti. I nuovi presidenti “verranno nominati solo per eseguire i progetti fissati dallo Stato” ha spiegato al South China Morning Post Lin Boqiang, direttore del centro di ricerche di economia energetica dell’Universita’ di Xiamen, nel sud-est della Cina. Le differenze, secondo altri analisti europei del settore citati dal quotidiano di Hong Kong, potranno riguardare sopratutto lo stile nella conduzione degli affari dei gruppi, come gia’ a viene oggi: sia Fu che Yang, sottolineano gli esperti, sono figure di esperienza e capaci di comunicare con l’estero, mentre Wang Yilin, mancava del carisma dei primi due. .

(AGI) – Shanghai, 4 mag. – La crescita del Pil cinese e’ attesa in ulteriore frenata al 6,8% nel secondo trimestre. La stima e’ contenuta in un rapporto del Centro di informazione statale, un think tank governativo che sottolinea la necessita’ di ulteriori stimoli a sostegno del tasso di sviluppo. “La crescita economica cinese rallentera’ nel secondo trimeste subendo l’impatto delle riforme strutturali”, si legge nel rapporto pubblicato sul China Securities Journal. Nel primo trimestre il Pil cinese e’ salito del 7%, il tasso piu’ basso degli ultimi 6 anni. (AGI) .

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