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(AGI) – Roma, 25 giu. – L’euro apre poco sotto quota 1,12 dollari, mentre cresce la tensione per l’impasse nel negoziato sulla Grecia. La moneta europea passa di mano a 1,1198 dollari, euro/yen a a 138,45 e dollaro/yen a 123,65. La fiducia dei consumatori in Germania e’ prevista in frenata a luglio, per la prima volta da ottobre. L’indice Gfk scende a 10,1 punti dai 10,2 punti di giugno. Gli analisti si aspettavano che restasse invariata. L’analista di Gfk, Rolf Buerkl, sostiene che l’impatto delle crisi greca sulla fiducia in Germania ancora non si sente, anche se la Grexit e’ ormai percepito come un evento possibile. “Questo – spiega – crea dubbi nei consumatori perche’ le conseguenze di un’uscita della Grecia dall’euro non sono prevedibili al momento”. .

(AGI) Tokyo, 25 giu. – Le due compagnie automobilistiche nipponiche Toyota e Nissan hanno richiamato 3,2 milioni di auto a livello globale per problemi agli airbag. La Sola Toyota annuncia di aver richiamato 2,86 milioni di auto. L’installatrice degli airbag, la giapponese Takada, societa’ leader del settore, nel maggio scorso ha annunciato di aver piu’ che raddoppiato a 34 milioni di auto i suoi ‘recall’ negli Usa, costringendo undici case produttrici che hanno installato i suoi prodotti a richiamare i loro veicoli per un grave difetto agli airbag. Il caso degli airbag difettosi di Takada e’ deflagrato l’anno scorso quando oltre 16 milioni di auto erano state richiamate perche’ il propellente che causava il gonfiamento degli airbag diventava instabile e poteva esplodere, rilasciando parti metalliche pericolosissime per chi si trovava nell’auto. .

(AGI) – Tokyo, 25 giu. – La borsa di Tokyo ha aperto in ribasso. L’indice Nikkei registra un calo dello 0,39% a 20.785,80 punti. In perdita anche il Topix, -0,42% a quota 1.672,84. (AGI) .

(AGI) – Bruxelles, 25 giu. – “Il governo greco resta fermo sulle sue posizioni” dopo il vertice notturno a Bruxelles. Lo riferisce una fonte ufficiale. La riunione tra il premier greco Alexis Tsipras, il direttore del Fondo Monetario Christine Lagarde, il presidente della Bce Mario Draghi e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e’ terminata. (AGI) .

(AGI) – Atene, 24 giu. – I negoziatori greci “non concordano” con le nuove proposte dei loro creditori, ma i colloqui continuano. Lo rendono noto fonti ufficiali del governo greco. “I negoziati continuano a tutti i livelli – spiegano le fonti – La delegazione greca e’ andata a Bruxelles per discutere sulla base delle proposte di lunedi’ scorso. Le istituzioni invece ci hanno presentato nuove proposte che trattano in modo ingiusto i lavoratori e i pensionati”. I leader della Grecia e delle istituzioni coinvolte nel piano di aiuti alla Grecia tratteranno durante la notte per arrivare a un accordo domani. Secondo quanto ha detto dopo la sospensione della riunione dell’Eurogruppo di questa sera il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis, i ministri delle Finanze dei Diciannove paesi della moneta unica torneranno a riunirsi domani alle 13. Nonostante le difficolta’ e i rinvii, l’obiettivo resta quello di portare un accordo sull’ultima tranche da 7,2 miliardi del secondo programma di aiuti sul tavolo dei capi di Stato e di governo che si riuniscono domani pomeriggio per il Consiglio europeo. Tensioni sui mercati e trattativa in stallo nel giorno dell’Eurogruppo straordinario che dovrebbe sciogliere gli ultimi nodi sulla Grecia. Il capo del governo greco, Alexis Tsipras accusa i creditori di non voler accettare le proposte di Atene e punta il dito contro la rigidita’ di alcune istituzioni finanziarie, a cominciare dall’Fmi. Il fatto che le istituzioni continuino a respingere le “misure equivalenti” proposte dal governo greco “non e’ mai successo prima, ne’ con l’Irlanda ne’ con il Portogallo”, scrive Tsipras su Twitter. “La strana posizione sembra indicare che non c’e’ interesse per l’accordo o che vengono difesi interessi specifici”, aggiunge Tsipras che, secondo quanto e’ stato fatto trapelare dal fonti del governo greco, si sarebbe lamentato in particolare della posizione rigida del Fondo monetario internazionale sulle proposte di congelamento del debito. Che la firma dell’accordo non sia dietro l’angolo lo conferma il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem: “Non ci siamo ancora, resta molto lavoro da fare”, dice. Ma i negoziati tra la Grecia e i creditori internazionali non si sono comunque interrotti e le trattative proseguono: la riunione dei numero uno delle istituzioni Ue e del Fmi con Tsipras e’ ancora in agenda. Eppure, il sigillo sull’accordo sembra destinato a richiedere tempi piu’ lunghi. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, riferendo al Senato sottolinea che “la scadenza e’ quella della fine del mese” e ribadisce che “la Grecia deve sapere che esiste nelle istituzioni europee una larga parte che fara’ di tutti per aiutarla ma lo sforzo deve essere reciproco”. “Andiamo li’ per trovare una soluzione”, aggiungeva il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. “Stiamo facendo progressi sulla Grecia ma restano ancora questioni in sospeso” ha sostenuto il vice presidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, in attesa dell’inizio dell’Eurogruppo. “E’ probabile – aggiunge – che avremo una lunga notte di discussioni”. E l’ex premier finlandese e attuale ministro delle Finanze Alexander Stubb sarebbe “sorpreso se si arrivasse a un accordo stasera” sulla Grecia, ha detto giungendo all’Eurogruppo. “Non sono decisioni che si prendono a cuor leggero”. Stubb non ha l’impressione “che ci siano stati progressi tecnici” nei negoziati di oggi. Intanto, il numero uno del Fmi Christine Lagarde in un’intervista pubblicata sul settimanale francese Challenge spiega che la Grecia deve presentare piani di riforma credibili e non contruiti solo su promesse di rialzi delle tasse. “Non si puo’ costruire un programma – dice – solo su promesse di rialzi nella raccolta delle tasse, cosi’ come abbiamo ascoltato da 5 anni a questa parte, senza grandi risultati”. Inoltre Lagarde sostiene che il premier Alexis Tsipras e’ ben consapevole che il sistema previdenziale greco non e’ sostenibile e va riformato, anche se nessuno ha chiesto di tagliare le pensioni basse, che “vanno protette”. Lagarde accenna anche per la prima volta alla sua intenzione di ricandidarsi alla guida del Fmi nel luglio 2016. “Se i membri del Fmi – dice – vorranno che io continui il mio servizio lo prendero’ in considerazione”. (AGI) .

(AGI) – Milano, 24 giu. – Vivendi e’ il primo azionista di Telecom Italia , con una quota pari al 14,9 % del capitale. Lo annuncia la societa’ francese in una nota. “Vivendi intende accompagnare Telecom Italia a lungo termine”. Lo si legge nel comunicato con cui il gruppo francese ha annunciato di avere il 14,9% di Telecom Italia. “Questo investimento – si legge ancora nella nota – costituisce per il gruppo l’opportunita’ di esser presente e di svilupparsi su un mercato le cui prospettive di crescita sono significative e nel quale e’ forte l’appetito per i contenuti di qualita’”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 24 giu. – Tensioni sui mercati e trattativa in stallo nel giorno dell’Eurogruppo straordinario che dovrebbe sciogliere gli ultimi nodi sulla Grecia. Il capo del governo greco, Alexis Tsipras accusa i creditori di non voler accettare le proposte di Atene e punta il dito contro la rigidita’ di alcune istituzioni finanziarie, a cominciare dall’Fmi. Il fatto che le istituzioni continuino a respingere le “misure equivalenti” proposte dal governo greco “non e’ mai successo prima, ne’ con l’Irlanda ne’ con il Portogallo”, scrive Tsipras su Twitter. “La strana posizione sembra indicare che non c’e’ interesse per l’accordo o che vengono difesi interessi specifici”, aggiunge Tsipras che, secondo quanto e’ stato fatto trapelare dal fonti del governo greco, si sarebbe lamentato in particolare della posizione rigida del Fondo monetario internazionale sulle proposte di congelamento del debito. Che la firma dell’accordo non sia dietro l’angolo lo conferma il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem: “Non ci siamo ancora, resta molto lavoro da fare”, dice. Ma i negoziati tra la Grecia e i creditori internazionali non si sono comunque interrotti e le trattative proseguono: la riunione dei numero uno delle istituzioni Ue e del Fmi con Tsipras e’ ancora in agenda. Secondo quanto riferiscono fonti comunitarie inoltre, i capi di Stato e di governo che si riuniranno domani al Consiglio europeo non si aspettano di dover negoziare ancora: dopo l’Eurosummit di lunedi’ scorso infatti, l’aspettativa e’ un accordo all’Eurogruppo di questa sera. Eppure, il sigillo sull’accordo sembra destinato a richiedere tempi piu’ lunghi. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, riferendo al Senato sottolinea che “la scadenza e’ quella della fine del mese” e ribadisce che “la Grecia deve sapere che esiste nelle istituzioni europee una larga parte che fara’ di tutti per aiutarla ma lo sforzo deve essere reciproco”. “Andiamo li’ per trovare una soluzione”, aggiungeva il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. “Stiamo facendo progressi sulla Grecia ma restano ancora questioni in sospeso” ha sostenuto il vice presidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, in attesa dell’inizio dell’Eurogruppo. “E’ probabile – aggiunge – che avremo una lunga notte di discussioni”. E l’ex premier finlandese e attuale ministro delle Finanze Alexander Stubb sarebbe “sorpreso se si arrivasse a un accordo stasera” sulla Grecia, ha detto giungendo all’Eurogruppo. “Non sono decisioni che si prendono a cuor leggero”. Stubb non ha l’impressione “che ci siano stati progressi tecnici” nei negoziati di oggi. Intanto, il numero uno del Fmi Christine Lagarde in un’intervista pubblicata sul settimanale francese Challenge spiega che la Grecia deve presentare piani di riforma credibili e non contruiti solo su promesse di rialzi delle tasse. “Non si puo’ costruire un programma – dice – solo su promesse di rialzi nella raccolta delle tasse, cosi’ come abbiamo ascoltato da 5 anni a questa parte, senza grandi risultati”. Inoltre Lagarde sostiene che il premier Alexis Tsipras e’ ben consapevole che il sistema previdenziale greco non e’ sostenibile e va riformato, anche se nessuno ha chiesto di tagliare le pensioni basse, che “vanno protette”. Lagarde accenna anche per la prima volta alla sua intenzione di ricandidarsi alla guida del Fmi nel luglio 2016. “Se i membri del Fmi – dice – vorranno che io continui il mio servizio lo prendero’ in considerazione”. Oggi, le borse europee hanno chiuso in calo. Anche Wall Street risente delle difficolta’ che incontrano Atene e i suoi creditori a trovare un accordo. Londra, in controtendenza, guadagna lo 0,15% a 6.844,80 punti. A Milano l’indice Ftse Mib segna -0,53% a 23.441,07 punti. Francoforte cala dello 0,62% a 11.471,26 punti e Parigi dello 0,24% a 5.045,35 punti. Madrid perde lo 0,81% e Atene l’1,77%. (AGI) .

(AGI) – Arese, 24 giu. – Il ‘primo capitolo’ della nuova Alfa Romeo e’ realta’. La Giulia, confermato il nome, e’ stata presentata questo pomeriggio ad Arese, nello stesso giorno della fondazione della casa del biscione 105 anni fa. Presenti i vertici del gruppo Fiat Chrysler, dal presidente John Elkann all’a.d. Sergio Marchionne, mentre per il governo e’ intervenuto il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. Presente anche il tenore Andrea Bocelli che ha parlato del proprio amore per le auto e recitato una poesia, prima di cantare l’aria ‘Nessun dorma’ dalla Turandot con il tradizionale ‘Vincero”. La nuova Alfa e’ una vettura con motore biturbo a 6 cilindri, ispirato alle tecnologie Ferrari, con trazione posteriore e integrale. “Le nuove Alfa rimettono il guidatore al centro – ha detto Harald Wester, responsabile del marchio – abbiamo pianificato il rinascimento, l’Alfa sara’ una fusione tra uomo e macchina”.

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La nuova Giulia e’ il “punto di partenza del processo di ricostruzione del marchio Alfa”, ha ha detto l’ad Sergio Marchionne. “Abbiamo fatto 5 miliardi di investimenti, con un piano aggressivo di cui la Giulia e’ solo l’inizio, altri sette modelli seguiranno nei prossimi anni”. Le vendite dell’Alfa Romeo, ha aggiunto, aumenteranno progressivamente per arrivare a 400.000 unita’ nel 2018, “sei volte in piu’ dell’anno scorso, quando erano state 68.000”. (AGI) .

(AGI) – Arese, 24 giu. – Il ‘primo capitolo’ della nuova Alfa Romeo e’ realta’. La Giulia, confermato il nome, e’ stata presentata questo pomeriggio ad Arese, nello stesso giorno della fondazione della casa del biscione 105 anni fa. Presenti i vertici del gruppo Fiat Chrysler, dal presidente John Elkann all’a.d. Sergio Marchionne, mentre per il governo e’ intervenuto il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. Presente anche il tenore Andrea Bocelli che ha parlato del proprio amore per le auto e recitato una poesia, prima di cantare l’aria ‘Nessun dorma’ dalla Turandot con il tradizionale ‘Vincero”. La nuova Alfa e’ una vettura con motore biturbo a 6 cilindri, ispirato alle tecnologie Ferrari, con trazione posteriore e integrale. “Le nuove Alfa rimettono il guidatore al centro – ha detto Harald Wester, responsabile del marchio – abbiamo pianificato il rinascimento, l’Alfa sara’ una fusione tra uomo e macchina”.

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La nuova Giulia e’ il “punto di partenza del processo di ricostruzione del marchio Alfa”, ha ha detto l’ad Sergio Marchionne. “Abbiamo fatto 5 miliardi di investimenti, con un piano aggressivo di cui la Giulia e’ solo l’inizio, altri sette modelli seguiranno nei prossimi anni”. Le vendite dell’Alfa Romeo, ha aggiunto, aumenteranno progressivamente per arrivare a 400.000 unita’ nel 2018, “sei volte in piu’ dell’anno scorso, quando erano state 68.000”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 24 giu. – Questa volta a dire no alle accise e’, unita, l’intera filiera della birra. AssoBirra, Confimprese, Confagricoltura e Fipe si incontrano a Milano per presentare i risultati di uno studio di Format Research, che ha fotografato l’impatto – importante – che le tasse, in crescita del +30% tra ottobre 2013 e gennaio 2015, stanno avendo sul business di tutti: agricoltori, produttori (aziende di grandi dimensioni e micro birrifici), esercenti di bar e ristoranti, imprese della distribuzione e dei servizi. Un esercito di circa 136 mila persone, per le quali ogni nuovo punto percentuale di aumento delle accise suona oramai come un campanello d’allarme per il proprio futuro lavorativo. L’indagine ha coinvolto, in Italia, un campione rappresentativo di produttori birrari di ogni dimensione (grandi aziende, piccole e medie, microbirrifici), localizzati su tutto il territorio nazionale con un focus su un campione di 400 pubblici esercizi, rappresentativo dei circa 100.000 bar, ristoranti e pub italiani. Si parte da un punto: quella italiana e’ una vera e propria “anomalia” rispetto al resto d’Europa visto che, nel nostro Paese (uno di quelli col piu’ basso potere d’acquisto in UE), le tasse sulla birra sono tra le piu’ alte. Qui il vino non e’ tassato, la birra e’ tassata sopra la media UE mentre i superalcolici pagano meno della media delle altre nazioni. Andando nel dettaglio scopriamo che in Italia l’accisa ammonta a circa 37 centesimi su 1 litro di birra, mentre i Paesi UE che non applicano le accise sul vino (come avviene anche da noi) hanno pero’ un’accisa sulla birra molto piu’ bassa. La Francia, ad esempio, applica un’accisa sulla birra analoga alla nostra (35 centesimi), ma la fa pagare anche al vino (4 centesimi al litro per quelli fermi e 9 per i frizzanti). “Abbiamo deciso di riunire tutta la filiera – spiega Alberto Frausin, Presidente di Assobirra – perche’ l’aumento delle accise ha generato una situazione difficile da sostenere. Su una birra da 66cl gli italiani pagano 46 centesimi di tasse (tra accisa e IVA), gli spagnoli 21,3 e i tedeschi 19,5. In pratica 1 sorso su 2 lo beve il fisco. Il settore viene da 10 anni di mancata crescita del mercato e i dati dei primi 10 mesi del 2014 parlano di una lieve flessione (-0,6%). In questo contesto, lo studio Format Research ci dice che quasi meta’ delle imprese birrarie non e’ riuscita ad assorbire gli aumenti delle accise scattati tra ottobre 2013 e gennaio 2014, mentre il 43% non riuscira’ a farlo neppure con l’ultimo aumento intervenuto a gennaio 2015. Questo vuol dire possibili aumenti dei prezzi e ripercussioni sulle vendite, con conseguenze inevitabili su una filiera gia’ provata dalla crisi e da consumi fermi da troppo tempo. Nei primi 5 mesi del 2015 abbiamo avuto un ulteriore diminuzione dei consumi pari al -3%. Lo avevamo preannunciato – dicendolo chiaramente al Governo – che l’ennesimo rialzo delle tasse di gennaio avrebbe avuto conseguenze, ora non possiamo non sottolineare il rischio per la tenuta dell’export ma anche per l’occupazione di una situazione del genere. Le accise non solo non vanno piu’ toccate al rialzo ma ora e’ necessario ridurle per far ripartire il settore”. (AGI) .

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