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(AGI) – Berlino, 21 mag. – Il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble considera ingiustificato l’ottimismo del governo greco su un possibile accordo con i creditori e non esclude un eventuale default. Secondo Schaeuble i negoziati stanno progredendo in “modo molto esitante”. “Quello di cui sono conoscenza – spiega Schaeuble – riguardo alla discussione con le tre istituzioni non giustifica l’ottimismo degli annunci di Atene”. “Al momento – aggiunge – non c’e’ niente di sostanziale negli annunci secondo i quali siamo piu’ vicini ad un accordo. Si tratta solo di apparenza”. A chi gli chiede se la Grecia sia piu’ vicina all’insolvenza, Schaeuble risponde: “Non escludo niente”. “Capisco le speculazioni su una soluzione politica – dice ancora il ministro tedesco – Ma non c’e’ niente di sostanziale che le giustifichi”. Secondo Schaeuble il caso greco verra’ molto probabilmente discusso al G7 finanziario di Dresda che si terra’ tra mercoledi’ e venerdi’ della settimana prossima, pur non essendo ufficialmente in agenda. (AGI) .

(AGI) – Roma, 21 mag. – In Italia il tasso di poverta’ e’ aumentato in modo particolare rispetto agli altri paesi, crescendo di tre punti percentuali tra il 2007 e il 2011, collocandosi al quinto posto tra quelli piu’ alti nell’area Ocse. E’ quanto emerge da un rapporto dell’organizzazione parigina, nel quale si sottolinea che la piu’ alta incidenza di poverta’ e’ tra i bambini (17% contro il 13% della media Ocse). Nell’eta’ 18-25 anni, l’Italia e’ sempre al di sopra della media Ocse (14,7% contro 13,8%). Meglio la fascia di popolazione piu’ anziana (oltre i 65 anni) che hanno un tasso di poverta’ del 9,3% contro il 12,6% dell’area Ocse. (AGI)

(AGI) – Roma, 21 mag. – In aumento le retribuzioni contrattuali: ad aprile, segnala l’Istat, hanno fatto registrare un incremento dello 0,2% rispetto al mese precedente e dell’1,2% nei confronti di aprile 2014. Complessivamente, nei primi quattro mesi del 2015 la retribuzione oraria media e’ cresciuta dell’1,1% rispetto al corrispondente periodo del 2014. Con riferimento ai principali macrosettori, ad aprile le retribuzioni hanno fatto registrare n incremento tendenziale dell’1,6% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che ad aprile presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: energia e petroli (3,0%), gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (2,8%) e metalmeccanica (2,7%). Si registrano variazioni nulle in tutti i comparti della pubblica amministrazione. Con riferimento ai principali macrosettori, ad aprile le retribuzioni hanno fatto registrare n incremento tendenziale dell’1,6% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che ad aprile presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: energia e petroli (3,0%), gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (2,8%) e metalmeccanica (2,7%). Si registrano variazioni nulle in tutti i comparti della pubblica amministrazione.Con riferimento ai principali macrosettori, ad aprile le retribuzioni hanno fatto registrare n incremento tendenziale dell’1,6% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che ad aprile presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: energia e petroli (3,0%), gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (2,8%) e metalmeccanica (2,7%). Si registrano variazioni nulle in tutti i comparti della pubblica amministrazione.(AGI) .

(AGI) – Roma, 21 mag. – Le case acquistate tramite mutuo sono state 161.842 nel 2014, in aumento del 12,7% su base annua. Il capitale complessivo erogato e’ cresciuto del 10% toccando quota 19,3 miliardi di euro mentre il capitale unitario e’ sceso di circa 3.000 euro, passando dai 122.000 euro del 2013 ai 119.000 del 2014. Il calo dei tassi di interesse e del capitale unitario erogato ha portato a una diminuzione della rata mensile che e’ passata, in media nazionale, dai 682 euro del 2013 ai 631 euro del 2014. E’ quanto emerge dal rapporto immobiliare 2015 realizzato dall’Agenzia delle Entrate con la collaborazione dell’Abi. (AGI)

(AGI) – Roma, 21 mag. – Il mercato della casa dopo 7 anni torna a crescere: nel 2014 le compravendite sono aumentate del 3,5% a quota 421 mila, rimanendo comunque al di sotto dei valori registrati alla fine degli anni ’80. E’ quanto emerge dal rapporto immobiliare residenziale 2015 realizzato dall’Agenzia delle Entrate in collaborazione con l’Abi. Il dato “moderatamente positivo”, +3,5%, spiega il rapporto, “dipende in parte dagli affetti che ha avuto sul mercato l’entrata in vigore, il 1* gennaio 2014, del nuovo regime delle imposte di registro , ipotecaria e catastale applicabile agli atti di trasferimento a titolo oneroso di diritti reali immobiliari”. Sulla base dei primi dati provvisori disponibili relativi al mese di gennaio 2015, neutralizzando gli effetti della traslazione dei rogiti da dicembre 2013 a gennaio 2014 , il tasso di variazione dello scorso anno rispetto al 2013, al netto dell’effetto fiscale, e’ stato pari a un piu’ contenuto +0,7% In totale le compravendite di abitazioni in Italia sono state 421.336: per il comparto residenziale si tratta del primo rialzo dopo tre anni di perdite consecutive. Si registra una ripresa della compravendita piu’ accentuata nell’area del centro, che con una quota di mercato pari al 21,3%, segna un rialzo del 6,5%Nell’area el nord-est, che rappresenta il 19% degli scambi complessivi, l’incremento e’ del 5%, mentre l’area del nord-ovest, dove si concentra la quota piu’ elevata della transazioni, 32,7%, guadagna il 3,4%. Risultano ancora contenuti i tassi registrati nelle aree del sud (+0,8%) e delle isola (+0,2%). (AGI) .

(AGI) – Roma, 21 mag. – Nel futuro di Eni il suo Ad, Claudio Descalzi vede il ritorno “in Iran” e, nonostante le difficolta’ geopolitiche, la permanenza “in Libia”, dove apprezza gli sforzi di pacificazione del governo Renzi. Per il gas ritiene “insostituibile” le forniture russe ma auspica “un mercato europeo dell’energia” perche’ “oggi abbiamo 28 mercati separati”, frammentazione da superare per “un’unione energetica su cui il governo italiano sta facendo moltissimo”. Sul prezzo del petrolio, crollato lo scorso anno, ed in ripresa dall’inizio del 2015, Descalzi prevede un andamento incostante con “movimenti di rialzo e ribassi rapidi, una sorta di curca a W”. Questi i passaggi chiave dell’intervista concessa a ‘La Repubblica’ Dal n.1 del di Eni. Sull’Iran, che si riaffaccia progressivamente al mercato anche grazie all’avvicinarsi di un’intesa (entro il 30 giugno) sul suo programma nucleare, Descalzi racconta di essere andato “a Teheran due settimane fa, primo amministratore delegato di un gruppo petrolifero, per sbloccare i nostri crediti commerciali (circa 800 milioni di euro, ndr). Abbiamo lavorato duramente durante l’embargo per arrivare a questo risultato e nel bilancio 2015 dovremmo trasformare quel contenzioso in barili, che faranno parte ufficiale della nostra produzione”. In generale Descalzi e’ ottimista ma prudente sul ritorno dell’Iran sul mercato del petrolio: “Vediamo se e come saranno tolte le sanzioni: e’ evidente che il Paese puo’ riprendere ad attrarre investimenti se fa cassa col petrolio. A mio avviso entro fine anno Teheran potrebbe proporre una nuova forma di contratti, piu’ simile agli standard internazionali e meno penalizzante per gli operatori e le major petrolifere. Se Teheran fa questo passo, e credo che ne abbia l’interesse, potrebbe essere la svolta”. Sullo storico legame tra l’Eni e la Libia Descalzi non ha dubbi: “Siamo in Libia e intendiamo restarci, nonostante le minacce del terrorismo. Le nostre piattaforme offshore sono a 120 chilometri dalla costa, e per quegli impianti non abbiamo timori sulla sicurezza. Diverso e’ il caso delle infrastrutture che abbiamo a terra. Il pozzo di Abu-Attifel e’ chiuso da un anno e mezzo, gli altri invece lavorano. Per ogni struttura abbiamo aumentato pero’ gli standard di protezione e predisposto un piano di fuga del personale e per ogni struttura abbiamo aumentato pero’ gli standard di protezione e predisposto un piano di fuga del personale”. Descalzi non si nasconde i rischi legati alle azioni pensate per fermare gli scafisti libici: “Speriamo che questo non complichi la situazione. Io credo che l’Italia debba insistere nel perseguire una soluzione negoziale e diplomatica e continuare, come fa da un anno, a favorire il dialogo interno alle fazioni, per giungere ad un governo di unita’ nazionale. Ora dobbiamo trovare nuove soluzioni diplomatiche. E l’Italia, sul fronte politico e su quello dei migranti, deve essere aiutata dall’Europa”. Per quanto riguarda l’andamento del prezzo del petrolio Descalzi ritiene che si “e’ chiusa una stagione, quella nella quale l’Opec era il dominus solitario. Con lo shale oil ricavato da una moltitudine di produttori indipendenti americani il petrolio ha trovato un nuovo protagonista…che ha cambiato il mercato e il potere dell’Opec di fare i prezzi. Adesso qualcuno dice che i produttori indipendenti stanno per saltare, oppressi da 80 miliardi di dollari di debiti Ma si sottovaluta la capacita’ americana di rinnovare le tecnologie e di renderle piu’ economiche e piu’ competitive”. Il n. 1 di Eni pensa che si sia chiusa l’era dei “cartelli, penso che il mercato si regolera’ da solo. La domanda pero’ sta salendo, e la produzione non la segue, perche’ ci sono tagli negli investimenti. Negli Usa i pozzi sono scesi da 1.600 a 600. Per questi motivi il prezzo del greggio e’ risalito: io prevedo movimenti di rialzo e ribasso rapidi, una sorta di curva a W”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 20 mag. – Il decreto sulle pensioni varato dal Governo prevede il riconoscimento della rivalutazione relativa agli anni 2012-2013 “nella misura del 40% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a tre volte il trattamento minimo Inps e pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo, con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, durante l’audizione davanti alle commissioni Bilancio e Lavoro di Camera e Senato sul decreto sulle pensioni. La rivalutazione sara’ “del 20% per i trattamenti superiori a quattro volte il minimo e pari o inferiori a cinque volte” e del 10% per quelli superiori a cinque volte il minimo e pari o inferiori a sei volte il miniimo. “La rivalutazione non e’ riconosciuta per i trattamenti superiori a sei volte”, vale a dire circa 3.000 euro lordi mensili. La decisione di non restituire nulla a questa fascia di pensionati, ha spiegato il ministro, e’ stata maturata “nell’ambito di una impostazione solidaristica sia intra-generazionale, sia intergenerazionale, in presenza di vincoli di bilancio stringenti”. Negli anni 2014-2015 la rivalutazione viene riconosciuta “nella misura del 20% di quanto stabilito per le mensilita’ del biennio 2012-13”, ha aggiunto Padoan. In sostanza, “un pensionato che riceve un assegno di circa 1.700 euro lordi mensili” avra’ un beneficio per il 2015 “stimabile in circa 750 euro netti”; per uno che riceve un assegno di circa 2.200 euro lordi “il beneficio e’ stimabile in circa 460 euro netti”, per chi riceve 2.700 euro, in circa 280 euro netti. “Ancora una volta – ha detto il ministro – il Governo ha prestato piu’ attenzione a chi ha redditi piu’ contenuti”. Il decreto pensioni – spiega Padoan – prevede, a decorrere dal 2016, per i trattamenti superiori a tre volte il minimo e inferiori a sei volte il minimo una rivalutazione strutturale “del 50% di quanto stabilito per le mensilita’ del biennio 2012-2013”. A questo piccolo aumento bisogna aggiungere poi la perequazione prevista dalla legge Letta. “I maggiori oneri connessi alla sentenza ridurrebbero significativamente i margini di bilancio e di intervento per i prossimi anni, sia in relazione all’intenzione del governo di eliminare gli effetti delle clausole di salvaguardia che altrimenti comporterebbero un aumento dell’Iva, sia per il finanziamento di nuovi interventi da porre in essere per sostenere la ripresa”. La sentenza sulle pensioni della Corte Costituzionale avrebbe comportato, senza il decreto del governo, una spesa aggiuntiva di competenza pari a “circa 17,6 miliardi di euro al netto degli effetti fiscali” con “un incremento non sostenibile della spesa per pensioni nel 2015 e negli anni seguenti”. Lo ha ribadito il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, durante l’audizione alle commissioni Bilancio e Lavoro di Camera e Senato. “Mantenedo il quadro macroeconomico tendenziale previsto nel Def, l’indebitamento netto tendenziale dlle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil” sarebbe salito nell’anno in corso “dal 2,5% previsto nel recente Def 2015 al 3,6%”. L’intervento proposto, ha aggiunto Padoan, consente di ridurre la maggior spesa per pensioni derivante dalla sentenza della Consulta a circa 2,2 miliardi, al netto degli effetti fiscali, per il 2015 e “a circa 0,5 miliardi di euro annui dal 2016, con profilo leggermente decrescente”. A seguito del decreto, inoltre, il rapporto deficit/Pil programmatico “resta confermato al 2,6%” nel 2015, e per gli anni successivi “restano sistanzialmente invariati i valori dell’indebitamento netto in rapporto al Pil previsti nel quadro tendenziale” e “confermati gli obiettivi programmatici indicati nel Def”. L’intervento del governo, ribadisce Padoan, consente infine “il rispetto delle regole di bilancio europee”. (AGI) “E’ per non essere simili alla Grecia che sono state prese le misure” previste dal decreto sulle pensioni. Ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. “Non solo romperemmo le regole dell’Ue ma rimetteremmo la finanza su un percorso non sostenibile, mettendo in discussione anche la fiducia dei mercati”. “Domani mattina presto il decreto sulle pensioni verra’ inviato al Quirinale e di li’ alle Camere, i tempi un po’ piu’ lunghi sono stati dovuti alle procedure per la bollinatura”. Su un’eventuale riforma delle pensioni che preveda una maggiore flessibilita’ in uscita, “dico solo che sono principi enunciati dal Presidente del Consiglio, cui ci dovremo dedicare senza fretta”. Lo concluso ministro dell’Economia. (AGI) .

(AGI) – New York, 20 mag. – “Molti” dei partecipanti all’ultimo direttivo di politica monetaria della Federal Reserve considerano “improbabile” che “l’economia Usa mostri miglioramenti sufficienti a garantire un rialzo dei tassi di interesse a giugno”. Lo si legge nelle minute diffuse dalla banca centrale Usa. Nelle minute si legge che i membri del Fomc, il direttivo della Fed, considerano “temporaneo” il rallentamento economico del primo trimestre ma hanno comunque sottolineato una “accresciuta incertezza sulle prospettive economiche”, legata in parte a fattori esterni come la frenata dell’economia cinese e l’incerto destino della Grecia. A suscitare la preoccupazione dei vertici della banca centrale Usa sono inoltre la delusione per l’impulso dato ai consumi dal calo del prezzo del petrolio, rivelatosi inferiore al previsto, e la volatilita’ del mercato obbligazionario, che fa temere il ripetersi di turbolenze come quelle avvenute ai tempi dell’annuncio del ‘tapering’ (ovvero, la graduale riduzione delle operazioni di acquisto di titoli, oggi concluse del tutto). .

(AGI) – Roma, 20 mag. – “Inqualificabile” il piano Whirlpool. E’ il giudizio del Governo dopo un mese di riunioni con l’azienda e le organizzazioni sindacali in cui non sono stati fatti passi avanti. Il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi ha ribadito la disponibilita’ a riconvocare le parti “anche immediatamente”, ma dopo che l’azienda avra’ presentato nuove proposte “credibili e tangibili” che diano certezze ai lavoratori del gruppo e rispondano all’esigenza di preservare gli aspetti occupazionali. Whirlpool ha presentato oggi il piano di ristrutturazione degli uffici amministrativi, che aggiunge ulteriori 480 esuberi: “in tal modo gli esuberi complessivi in giro per l’Italia salgono a 2.060 su 6.700 dipendenti, di cui 1.430 nelle fabbriche, 150 nella R&S e appunto 480 nell’amministrazione” dice Gianluca Ficco, coordinatore nazionale Uilm di settore, al termine del tavolo al Ministero. “Da questi numeri, pero’, nei conti aziendali andrebbero detratti i 280 incrementi occupazionali che sono programmati a Cassinetta (Varese)”, prosegue Ficco. Dei 480 nuovi esuberi annunciati negli uffici amministrativi, 200 sono a Varese, 200 a Fabriano, 80 a Milano; inoltre Whirlpool sta valutando di accorpare i siti di Comerio (Varese) e di Milano in un’unica sede ancora da individuare in Lombardia; infine, anche per gli impiegati, Whirlpool dichiara la disponibilita’ a non licenziare fino al 2018, a patto di avere gli ammortizzatori sociali necessari. Secondo l’azienda, con l’acquisizione di Indesit Company c’e’ stata “la duplicazione di alcuni ruoli, che al momento deve essere affrontata al fine di assicurare un’organizzazione efficiente ed efficace”. Cosi’ Whirlpool Corporation giustifica gli ulteriori 480 esuberi “all’interno della popolazione impiegatizia in Italia”. L’azienda conferma la propria disponibilita’ a “non procedere con licenziamenti unilateriali fino alla fine del 2018 anche per la popolazione impiegatizia”. Whirlpool spiega che con l’acquisizione di Indesit “ha raddoppiato le proprie dimensioni nella regione Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA), e ha oggi l’opportunita’ unica di creare un’azienda capace di competere sul mercato nei decenni a venire, nonche’ di continuare a creare valore per i dipendenti, i consumatori, i partner commerciali, i fornitori e gli azionisti”. Ma il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, chiede a Whirlpool “di ripresentare il proprio piano industriale”. “Noi continuiamo a pensare che gli accordi fatti all’epoca di Indesit vadano mantenuti”. Alla domanda se a questo punto la trattativa si complichi, il ministro ha risposto: “Si complica se arrivano affermazioni o proposte che, appunto, non sono coerenti con gli accordi che erano stati presi all’epoca. Noi siamo fermi a questa posizione: difendiamo la condizione che riteniamo necessaria di un giusto equilibrio tra il bisogno di riorganizzazione dell’azienda da una parte e dall’altra la tutela del lavoro. Su questa base stiamo fermi su quanto chiesto a Whirlpool e come governo continuiamo a insistere su questo punto”. La Fiom, in una nota, annuncia che “e’ necessario imprimere una svolta decisa alla vertenza: Whirlpool deve scoprire tutte le carte per un esito diverso da quello attualmente previsto dal piano e prevedere soluzioni per tutti i lavoratori del Gruppo in grado di scongiurare le chiusure dei siti e di mantenere l’integrita’ del Gruppo. Di fronte alla decisione del Governo di non riconvocare le parti per la Fiom il confronto deve proseguire e nello stesso tempo devono essere decise iniziative di mobilitazione e di lotta, oltre allo sciopero generale dell’industria gia’ proclamato a Caserta per il 22 maggio e le assemblee in tutti gli stabilimenti e uffici, fino ad arrivare allo sciopero generale di tutto il Gruppo”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 20 mag. – Dopo cinque trimestri in rosso il Pil ha registrato un aumento dello 0,3% nel primo trimestre di quest’anno: la crescita acquisita per il 2015 resta pari allo 0,2%. Lo scrive l’Istat nel Rapporto annuale per il 2015.

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“Nei primi mesi del 2015 gli indicatori anticipatori suggeriscono la prosecuzione di una graduale ripresa ciclica nei paesi avanzati, grazie all’azione di stimolo esercitata dalla politica monetaria, dal calo del prezzo del petrolio e, per l’Uem, dal deprezzamento del cambio”, sottolinea il rapporto secondo cui sono “ancora in rallentamento le economie emergenti”.

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Nel 2014, prosegue il Rapporto dell’Istituto di Statistica, “il Pil in volume italiano ha segnato una nuova flessione in media annua (-0,4%), sintesi di una lenta discesa nei primi tre trimestri e di una variazione nulla nel quarto. Secondo la stima preliminare, nel primo trimestre 2015 il Pil ha registrato un primo aumento congiunturale (0,3%) dopo cinque trimestri di variazioni negative o nulle. Il prodotto interno lordo risulta invariato su base tendenziale, mentre la crescita acquisita per il 2015 e’ pari a +0,2%”.

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Senza Qe crescita Pil 2016 piu’ bassa dello 0,7% “In assenza dell’azione straordinaria di stimolo monetario della Bce, si determinerebbe una crescita del Pil piu’ bassa per il 2016 (0,7 punti percentuali in meno rispetto allo scenario base) mentre nel biennio considerato la variazione del tasso di inflazione sarebbe appena piu’ limitata (un decimo di punto in meno)”.

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Nel 2015 si attenua spinta deflazione “A partire da febbraio 2015, le spinte deflazionistiche si sono attenuate grazie alla ripresa dei prezzi del greggio e del gas e ai sensibili aumenti su base tendenziale dei prezzi degli alimentari non lavorati”. 

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Secondo il Rapporto, “Una piu’ rapida ripresa della dinamica dei prezzi sarebbe favorita da un incremento delle quotazioni del petrolio che, nella seconda simulazione, e’ per ipotesi fissato al valore di fine novembre 2014 (76 dollari al barile): l’indice dei prezzi al consumo crescerebbe di 0,8 punti percentuali in piu’ rispetto allo scenario base nell’arco dell’intero biennio, con un effetto piu’ elevato nel 2015 (sei decimi) rispetto al 2016 (due decimi). (AGI)

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