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(AGI) – Bruxelles, 4 giu. – La Grecia rifiuta ancora di accettare alcune delle nuove misure di politica economica proposte dai creditori, nonostante i colloqui “costruttivi” a Bruxelles. E’ quanto ha precisato il premier Alexis Tsipras. “Ci sono punti che nessuno vorrebbe considerare come base di discussione”, ha affermato Tsipras, assicurando che “i colloqui continueranno nei prossimi giorni”. (AGI) .

(AGI) – Bruxelles, 4 giu. – “Credo che nei prossimi giorni saremo piu’ vicini all’accordo”. Cosi’ il premier greco Alexis Tsipras dopo l’incontro con il presidente dell’eurogruppo Jeroen Dijsselbloem e il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. Secondo Tsipras nei prossimi giorni “le posizioni si avvicineranno”, ma, ha aggiunto il premier, “dobbiamo concludere le discussioni da un punto di vista realista”. (AGI) .

(AGI) – Bruxelles, 4 giu. – “E’ stato un incontro molto positivo, proseguiremo nei prossimi giorni”. Con queste parole di ottimismo il presidente dell’eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha lasciato la Commissione Ue dopo l’incontro con il premier greco Alexis Tsipras e il presidente Jean-Claude Juncker. (AGI)

(AGI) – Parigi, 3 giu. – L’Italia, reduce da una “lunga recessione”, ha avviato la sua “ripresa graduale”. Una ripresa “ancora fragile” ma che in prospettiva potra’ rafforzarsi grazie alle “politiche macroeconomiche e strutturali” che il governo ha gia’ avviato. Anche l’Ocse, come gia’ avevano fatto nelle scorse settimane il Fondo monetario internazionale e la Commissione europea da’ atto al governo Renzi di avere intrapreso un percorso di riforme che, se attuate in tempi rapidi, potranno far tornare a una crescita piu’ decisa il paese. “Le istituzioni internazionali – ha commentato un sorridente ministro Pier Carlo Padoan, che all’Ocse e’ di casa visto che ne era capo economista prima di essere nominato in via Venti settembre – dicono al governo di fare quello che sta facendo”. E infatti, ha aggiunto, “il governo ha un programma di riforme molto ambizioso che continuera’ a portare avanti”. Che la recessione sia ormai “alle spalle”, ha commentato Padoan a Parigi, “e’ nei numeri” e ora “si tratta di capire a che velocita’ torneremo a una crescita piu’ soddisfacente”. Secondo l’Ocse, il Pil crescera’ infatti dello 0,6% nel 2015 e dell’1,5% nel 2016. Ma il dato positivo, secondo Padoan, “oltre ai numeri e’ la composizione, incoraggiante perche’ nella crescita ci sono piu’ investimenti e si cominciano a vedere i risultati anche sull’occupazione”, ha aggiunto riferendosi ai dati Istat diffusi questa mattina. L’Ocse e’ in particolare ottimista sulla riforma del mercato del lavoro: il “jobs act”, si legge nel rapporto, “ha il potenziale per migliorare drasticamente il mercato del lavoro”. Bene anche la nuova legge elettorale, “uno sviluppo positivo perche’ portera’ probabilmente a governi piu’ stabili e a ridurre l’incertezza politica”. Le riforme avviate e in via di attuazione riguardano “l’efficienza della pubblica amministrazione e del sistema giudiziario, la riforma della scuola, l’accelerazione dei principali progetti per infrastrutture pubbliche, e il rilancio della competitivita’ attraverso la riduzione delle barriere di ingresso in alcuni settori di servizi”. (AGI)

(AGI) – Roma, 3 giu. – Primi segnali di inversione di rotta per il mercato del lavoro ad aprile: dopo due mesi, riparte l’occupazione e calano i disoccupati. L’Istat registra, nel primo mese che ha visto interamente in azione il Jobs act, 159mila occupati in piu’, pari allo 0,7%. E al contempo cala la disoccupazione, che scende di 0,2 punti percentuali al 12,4%. Nel complesso, i disoccupati diminuiscono su base mensile dell’1,2% (-40 mila).

Nei dodici mesi il numero di disoccupati e’ diminuito dello 0,5% (-17 mila) e il tasso di disoccupazione di 0,2 punti. In calo anche la disoccupazione giovanile che scende al 40,9%, in diminuzione di 1,6 punti percentuali rispetto al mese precedente. Anche il numero di giovani disoccupati mostra un lieve calo su base mensile (-8 mila, pari al -1,3%). L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di eta’ e’ pari all’11%, ovvero poco piu’ di un giovane su 10 e’ disoccupato. Tale incidenza diminuisce nell’ultimo mese di 0,1 punti percentuali.

Il tasso di occupazione, pari al 56,1%, cresce nell’ultimo mese di 0,4 punti percentuali. Rispetto ad aprile 2014, l’occupazione e’ in aumento dell’1,2% (+261 mila). Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni mostra nell’ultimo mese un calo dello 0,7% (-104 mila). Il premier, Matteo Renzi, incassa il risultato positivo e affida ai social network il suo commento: “I dati Istat ci dicono che ad aprile, primo mese pieno di Jobs Act, abbiamo 159 mila assunti in piu’. Sono 261 mila in piu’ rispetto ad aprile 2014. Negli anni della crisi abbiamo perso quasi un milione di posti di lavoro e dunque 159 mila sono ancora pochi. Ma e’ il segno che il Jobs Act rende piu’ facile assumere”.

“C’e’ ancora molto da fare, specie su fisco, Pa e giustizia civile – scrive il premier sulla sua pagina Facebook -. Ma andiamo avanti ancora piu’ decisi, a viso aperto. In politica c’e’ chi urla e spera che tutto vada male. E c’e’ chi quotidianamente prova a cambiare le cose, centimetro dopo centimetro, senza arrendersi alle difficolta’. Avanti tutta, e’ ?#?lavoltabuona?”. A promuovere la riforma del lavoro e’ anche l’Ocse: secondo l’organizzazione di Parigi, il Jobs Act ha il potenziale per “migliorare drasticamente il mercato del lavoro”.

Di segnali “positivi” parla il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, il quale si dice convinto “che le cose si stabilizzeranno”. Secondo il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, “la riforma del lavoro e’ solo l’inizio, l’obiettivo deve essere quello del lavoro di qualita’”. E per “far ripartire il motore dell’occupazione”. e’ necessaria “una crescita forte della produttivita’”.

Cauto il giudizio del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, secondo il quale l’aumento dell’occupazione ad aprile “sicuramente e’ un segnale positivo” ma “ci vuole un po’ di prudenza perche’ tutti questi dati vanno confermati sui periodi piu’ lunghi”. (AGI)

(AGI) – Vienna, 3 giu. – Il trend del prezzo del Brent e’ destinato ad essere piu’ basso di quello degli ultimi 5 anni. Lo ha detto l’ad di Eni, Claudio Descalzi, intervenendo al 6th Opec International Seminar. “Con il calo del prezzo del petrolio ci sono state dinamiche differenti rispetto al passato, perche’ ogni taglio di produzione, fatto per sostenere il prezzo, puo’ essere immediatamente compensato da una nuova capacita’ aggiuntiva proveniente dallo shale oil. Considerando questo elemento fondamentale dovremmo avere movimenti di prezzo a forma di W con trend altalenanti in un range del Brent che sara’ piu’ basso degli ultimi 5 anni”, ha sottolineato il manager. “Tenendo presente questo ambiente di prezzo piu’ variabile e debole”, ha spiegato Descalzi, sorge il problema per le aziende attive nell’oil&gas di come supportare la crescita. Negli ultimi anni infatti, ha osservato, le aziende del settore hanno potuto usufruire di prezzi alti grazie ai quali hanno portato avanti grandi investimenti. “Le spese dell’E&P (exploration and production) nel 2014 si sono avvicinate a 700 miliardi di dollari, circa il 250% in piu’ di 10 anni prima mentre la produzione globale in questo periodo e’ aumentata solo del 15%. Guardando alle majors noi vedremo un declino della produzione di circa il 10% nonostante un aumento degli investimenti di oltre il 200%”. Le aziende infatti hanno puntato a progetti costosi che hanno un breakeven superiore ai 90 dollari al barile, ha osservato. .

(AGI) – Roma, 3 giu. – Il programma di ‘quantitative easing’ della Bce “sta funzionando” e “i suoi effetti si stanno dispiegando sull’economia”. Lo ha dichiarato il presidente della Bce, Mario Draghi, in conferenza stampa. “Il programma di acquisto di titoli sta procedendo bene”, ha spiegato Draghi, ricordano che il piano andra’ avanti fino alla fine del settembre 2016 o “finche’ non vedremmo l’inflazione su un percorso di aggiustamento sostenuto”. “Ci concentreremo sulle tendenze dell’inflazione”, ha spiegato Draghi, il quale ha affermato che il ‘quantitative easing’ ha contribuito a un “vasto allentamento delle condizioni finanziare”, una “ripresa delle aspettative di inflazione” e “condizioni di credito piu’ favorevoli per le famiglie”. Il programma sta “dispiegando i suoi effetti sull’economia”, ha aggiunto Draghi, citando la maggiore crescita e “una riduzione della fiacchezza dell’economia”. La ripresa dell’economia dell’Eurozona “si espandera’”, ha spiegato Draghi aggiungendo che il calo dell’inflazione “ha toccato il fondo”. I prezzi al consumo nell’Eurozona “cominceranno a crescere verso fine anno”, tanto che la stima sull’inflazione per il 2015 e’ stata rivista al rialzo. Ha detto il presidente della Bce. Francoforte prevede ora che il tasso di inflazione nell’Eurozona si attesti allo 0,3% nel 2015, laddove a marzo era stato stimato che il dato restasse invariato. L’economia dell’Eurozona crescera’ dell’1,5% nel 2015 e dell’1,9% nel 2016. Sono le nuove stime comunicate dal presidente della Bce, Mario Draghi, che corrispondono a quelle diffuse dall’Eurotower a marzo. Rivista leggermente al rialzo la stima per il 2017, dal +2% al +2,1%. Invariate anche le stime sull’inflazione (1,5% nel 2016 e 1,8% nel 2017). La tendenza dei prestiti alle imprese nell’Eurozona “rimane sotto tono”. Lo ha dichiarato in conferenza stampa il presidente della Bce, Mario Draghi. Grecia: Draghi, vogliamo resti in euro ma serve accordo forte La Bce “vuole che la Grecia resti nell’euro” ma a tale scopo “serve un accordo forte, che sia socialmente equo e crei crescita ma che sia anche fiscalmente sostenibile e affronti i restanti fattori di instabilita’”. Lo ha dichiarato il presidente della Bce, Mario Draghi, in conferenza stampa. (AGI) .

(AGI) – Roma, 3 giu. – Tasso di disoccupazione in calo ad aprile. In particolare, dopo l’incremento degli ultimi due mesi, il dato scende di 0,2 punti percentuali al 12,4%. Nel complesso, i disoccupati diminuiscono su base mensile dell’1,2% (-40 mila). Nei dodici mesi il numero di disoccupati e’ diminuito dello 0,5% (-17 mila) e il tasso di disoccupazione di 0,2 punti. Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni mostra nell’ultimo mese un calo dello 0,7% (-104 mila). Il tasso di inattivita’ diminuisce di 0,3 punti percentuali, attestandosi al 35,8%, lo stesso valore di settembre 2014, il livello piu’ basso dal 2004. Su base annua gli inattivi diminuiscono del 2,3% (-328 mila) e il tasso di inattivita’ di 0,7 punti. Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo febbraio-aprile 2015 cresce il tasso di occupazione (+0,1 punti percentuali), mentre diminuiscono sia il tasso di disoccupazione (-0,1 punti) sia il tasso di inattivita’ (-0,1 punti).

Ocse: “cresce il Pil dell’Italia” (LEGGI)

 

 Cala la disoccupazione giovanile ad aprile. La quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati) e’ pari al 40,9%, in diminuzione di 1,6 punti percentuali rispetto al mese precedente. Lo rende noto l’Istat sottolineando che dal calcolo del tasso di disoccupazione sono esclusi i giovani inattivi, cioe’ coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perche’ impegnati negli studi.

Anche il numero di giovani disoccupati mostra un lieve calo su base mensile (-8 mila, pari al -1,3%). L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di eta’ e’ pari all’11%, ovvero poco piu’ di un giovane su 10 e’ disoccupato. Tale incidenza diminuisce nell’ultimo mese di 0,1 punti percentuali.

RENZI: ALTRI URLANO, NOI CAMBIAMO L’ITALIA – Andiamo avanti, c’e’ chi urla e spera tutto vada male e c’e’ chi cerca di cambiare il Paese. Matteo Renzi affida alla sua pagina Facebook un commento ai dati Istat sul lavoro. “I dati ISTAT ci dicono che ad aprile – primo mese pieno di Jobs Act – abbiamo 159 mila assunti in piu’. Sono 261 mila in piu’ rispetto ad aprile 2014. Negli anni della crisi abbiamo perso quasi un milione di posti di lavoro e dunque 159 mila sono ancora pochi. Ma e’ il segno che il Jobs Act rende piu’ facile assumere”. “C’e’ ancora molto da fare, specie su fisco, PA e giustizia civile – scrive il premier -. Ma andiamo avanti ancora piu’ decisi, a viso aperto. In politica c’e’ chi urla e spera che tutto vada male. E c’e’ chi quotidianamente prova a cambiare le cose, centimetro dopo centimetro, senza arrendersi alle difficolta’. Avanti tutta, e’ ?#?lavoltabuona?”

ISTAT Occupati in aumento ad aprile. In particolare, dopo il calo degli ultimi due mesi, l’Istat registra un incremento dello 0,7%, pari a 159 mila unita’, rispetto al mese precedente. Il dato torna cosi’ ai livelli registrati a fine 2012. Il tasso di occupazione, pari al 56,1%, cresce nell’ultimo mese di 0,4 punti percentuali. Rispetto ad aprile 2014, l’occupazione e’ in aumento dell’1,2% (+261 mila) e il tasso di occupazione di 0,7 punti.

Gli occupati aumentano nel primo trimestre del 2015: su base annua, informa l’Istat, la crescita e’ dello 0,6%, pari a 133 mila unita’. L’aumento riguarda entrambe le componenti di genere e tutte le ripartizioni territoriali, soprattutto il Nord (+0,6%, 71 mila unita’) e il Mezzogiorno (+0,8%, 47 mila unita’). Al calo degli occupati nelle classi di eta’ 15-34 anni e 35-49 anni (-1,7% e -1,4%, rispettivamente), continua a contrapporsi la crescita degli ultra 50enni (+5,3%). 
   L’incremento dell’occupazione interessa sia gli italiani (+50 mila unita’) sia gli stranieri (+83 mila unita’). In confronto al primo trimestre 2014, tuttavia, il tasso di occupazione 15-64 anni degli stranieri diminuisce di 0,4 punti percentuali a fronte di una crescita di 0,5 punti tra gli italiani. Nell’industria in senso stretto, dopo la crescita dei tre trimestri precedenti, l’occupazione si riduce su base annua dello 0,9% (-42 mila unita’). Nelle costruzioni, per il diciannovesimo trimestre ma con minore intensita’, prosegue la flessione degli occupati (-1,2%, -17 mila unita’). In controtendenza rispetto al Centro-nord, nel Mezzogiorno crescono sia gli occupati nell’industria in senso stretto (+2,3%, 18 mila unita’) sia nelle costruzioni (+3,8%, 15 mila unita’). Nel terziario gli occupati crescono dell’1,0% (147 mila unita’ in piu’ su base annua), soprattutto tra i dipendenti e nel Centro-nord. (AGI)

(AGI) – Parigi, 3 giu. – I rimborsi che il governo italiano dovra’ versare alle persone le cui pensioni non sono state indicizzate secondo la legge del 2011 invalidata dalla Corte costituzionale non peseranno sul deficit previsto. Lo sottolinea l’Ocse nel suo rapporto, spiegando che questo e’ dovuto alla scelta del governo di provvedere ai pagamenti in modo graduale. L’organizzazione conferma quindi la previsione di un deficit pari al 2,6% del Pil nel 2015 e in riduzione al 2% nel 2016. “Il sottostante percorso di consolidamento deve essere attuato, ma occorre dare tempo agli stabilizzatori automatici di funzionare”. (AGI) .

(AGI) – CdV, 3 giu. – “Un pensiero speciale” e’ stato rivolto da Papa Francesco agli operai della Whirpool di Carinaro. “Auspico – ha detto all’Udienza Generale – che la loro grave congiuntura occupazionale possa trovare una rapida ed equa soluzione, nel rispetto dei diritti di tutti, specialmente delle famiglie”. (AGI) .

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