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(AGI) – New York, 22 mag. – In Iran il clima e’ cambiato: “l’approccio con Eni con l’Occidente e’ piu’ positivo”. Lo ha sottolineato l’amministratore delegato del Cane a sei zampe, Claudio Descalzi, riferendosi alla sua recente visita, come primo Ceo Occidentale di una societa’ petrolifera, a Teheran. “Non e’ stata una visita legata al possibile ritiro delle sanzioni – ha precisato – ma per recuperare i soldi che ci devono. Ci devono un sacco di soldi (800 milioni di euro, ndr). Abbiamo negoziato. Sono andato la’ per cercare di chiudere”. E sul recupero dei crediti Descalzi si e’ dichiarato ottimista. “Il dialogo e’ aperto come non avveniva da 7-8 anni. E’ cambiato l’Iran. E’ cambiato il presidente e sono cambiati i ministri: quello del petrolio Bijan Zanganeh e’ molto competente”, ha detto Descalzi indicando di aver trovato Teheran “molto viva, brillante e con tante automobili nuove”. (AGI) .

(AGI) – New York, 22 mag. – Eni e l’amministratore delegato Claudio Descalzi sono stati premiati dalla Foreign Policy Association con il prestigioso premio “Corporate Social Responsability Award 2015”. Il premio viene conferito ad aziende e persone che si sono distinte per lo straordinario contributo offerto allo sviluppo sostenibile nel territorio in cui operano e nella responsabilita’ sociale d’impresa. Tra le motivazioni che hanno portato all’assegnazione di questo premio “spiccano l’impegno di Eni per la riduzione dei rischi legati al cambiamento climatico e le attivita’ sviluppate nell’Africa sub-sahariana a favore delle comunita’ locali – sottolinea la societa’ in una nota – attraverso investimenti in materia di scolarizzazione, accesso all’energia e all’acqua potabile”. All’amministratore delegato Claudio Descalzi e’ stato invece riconosciuto l’impegno personale, profuso nel corso della sua trentennale carriera in azienda, nel dimostrare quanto la “corporate social responsability” sia diventata una competenza centrale nell’azienda di oggi. La missione della Foreign Policy Association, fondata nel 1918, consiste nello sviluppo della conoscenza, comprensione e divulgazione di informazioni sulla politica estera statunitense e sulle questioni di interesse globale. “Valorizzazione delle persone, attenzione all’ambiente, sviluppo delle comunita’, cultura e innovazione tecnologica – si sottolinea nel comunicato – sono i valori che hanno portato Eni e Claudio Descalzi ad aggiudicarsi questo ambito riconoscimento”. Il premio “e’ inoltre un’ulteriore conferma della capacita’ di Eni di coniugare le esigenze di impresa con quelle delle comunita’ territoriali – conclude la nota – con spirito costruttivo e conoscenza sociale, da sempre parti integranti della storia dell’Eni fin dai tempi di Enrico Mattei”. (AGI) .

(AGI) – New York, 22 mag. – Con la Russia “penso che il dialogo andra’ a buon fine nel medio e lungo termine” e che si arrivera’ ad una soluzione della crisi ucraina. Ne e’ convinto l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, che ha incontrato la stampa a New York in occasione del ritiro del Corporate Social Responsability Award 2015 della Foreign Policy Association. “L’Europa ha bisogno della Russia e la Russia dell’Europa, dal punto di vista commerciale e politico ma e’ chiaro che ci deve essere buon senso e la volonta’ di trovare un accordo”, ha detto Descalzi che considera l’incontro della scorsa settimana a Sochi tra il Segretario di stato americano, John Kerry, e il leader del Cremlino, Vladimir Putin, un segnale di disgelo significativo. “Sono fiducioso – ha affermato – il solo fatto che si siano parlati lo considero positivo”. Secondo il numero uno del Cane a sei zampe, “e’ difficile che la Russia e l’Europa rimangano troppo tempo senza un chiarimento. Siamo legati commercialmente, economicamente e soprattutto dal punto di vista energetico – ha insistito – i contenziosi commerciali e politici con l’Ucraina devono essere risolti ed e’ dialogo tra gente che si conosce”, che ha forti legami. .

(AGI) – New York, 22 mag. – La strategia e i conti di Eni convincono gli investitori. Lo ho assicurato l’amministratore delegato della societa’, Claudio Descalzi, in missione negli Stati Uniti dove ha ritirato prestigioso Corporate Social Responsability Award 2015 della Foreign Policy Association. Gli investitori “sono soddisfatti. Ho appena visto Black Rock che e’ un investitore importante – ha spiegato Descalzi a margine della consegna del premio – Sono contenti e considerano la storia di ristrutturazione dell’Eni una delle piu’ interessanti sul mercato. Abbiamo parlato di quello che stiamo facendo, degli investimenti, dei progetti, del trend dell’olio, del gas e di Europa. Vogliono sapere cosa pensiamo dell’Europa dove siamo un player importante”. Gli incontri del numero uno di Eni con gli investitori proseguiranno anche oggi. “Avro’ una giornata piena”, ha detto Descalzi che tra gli altri vedra’ Lazard. “I risultati li hanno giudicati bene. Hanno giudicato bene fine anno e la trimestrale. Hanno giudicato benissimo, e di questo siamo un po’ sorpresi, anche il taglio del dividendo che stata un’operazione chiara e netta. Non abbiamo pesato sugli investitori e lo hanno apprezzato”. Promosse a pieni voti poi “la ristrutturazione e rifocalizzazione del business”. Se la chimica, la raffinazione e il gas erano un problema con una perdita di 1,5 miliardi di euro nel 2013, ha ricordato Descalzi, nel 2014 la perdita e’ stata ridotta 250 milioni e quest’anno sara’ azzerata. Adesso “non dobbiamo solo ristrutturare ma dobbiamo mettere in produzione i nostri progetti”, ha aggiunto il Ceo di Eni riferendosi in particolare ai progetti Perla in Venezuela “che ci aspettiamo per fine giugno” e al Goliat del mare di Barents a fine luglio. “Questi appuntamenti, se rispettati, rappresenteranno il successo di quest’anno perche’ avremo fatto tutto quello che abbiamo promesso!”. Descalzi ha dunque ricordato la finalizzazione del progetto Coral in Mozambico “che dovrebbe venire realizzato in tempi super record per fine anno”. Negoziazioni “importanti di gas quest’anno non ne abbiamo – ha rimarcato – e la raffinazione dovrebbe rimanere a break even, quindi con un anno di anticipo. Siamo messi bene. Abbiamo rifatto la societa’ nel giro di un mese lo scorso anno. Abbiamo accelerato di due anni tutti i programmi. Abbiamo trovato solo lo scorso anno un altro miliardo di barili di riserve. Chiederci di piu’ e’ un po’ difficile: gli investitori potrebbero chiederci di andare sulla luna a piedi”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 22 mag. – “Se la Grecia esce dall’euro sono possibili shock anche per noi”. Lo sostiene il ministro del’Economia, Pier Carlo Padoan, intervista da la Repubblica. “Il contagio a breve termine non mi preoccupa – spiega Padoan – perche’ ci sono gli interventi in corso della Bce e il Quantitative easing w’ uno scudo che funziona. Inoltre la situazione italiana e’ molto piu’ solida rispetto a due tre anni fa”. “Il vero problema – aggiunge – e’ nel medio periodo. Se ci fosse una Grexit, se Atene abbandonasse l’euro, l’Unione monetaria diventerebbe un animale diverso. Un insieme da cui si puo’ uscire non sarebbe piu’ irreversibile. E questo, nel medio periodo aggiunge una possibilita’ a quelle che esistono attualmente”. “Questo cambierebbe i prezzi, laddove ci fossero tensioni.. Se entriamo in un contesto nel quale c’e’ una possibilita’ in piu’, quella dell’uscita dall’euro, il sistema diventa in generale piu’ fragile e, meno capace di assorbire gli shock”. “Io credo – dice ancora Padoan – che il problema del debito greco sia eccessivamente drammatizzato in modo strumentale da tutti, compreso l’Fmi che su questo ha una visione del debito diversa da quella della commissione. Il debito non e’ il vero problema, e’ sostenibile con una crescita ragionevole e conti in ordine. I tempi per un accordo sono comunque oggettivamente stretti, credo sia il momento che il governo greco metta sul tavolo proposte credibili e azioni concrete su pensioni, mercato del lavoro e sistema fiscale. (AGI) .

(AGI) – Roma, 22 mag. – La Consulta non ha valutato il buco creato sulle pensioni, “spero che in futuro l’interazione tra organi dello stato indipendenti come Corte, ministri e Avvocatura sia piu’ fruttuosa quando ci sono implicazioni per la finanza pubblica”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan intervistato da la Repubblica. “La Corte – spiega Padoan – sostiene di non dover fare valutazioni economiche sulle conseguenze dei suoi provvedimenti e che non c’era una stima dell’impatto, che non era chiaro il costo. Ora, non so chi avrebbe dovuto quantificarlo, ma rilevo che in un dialogo di cooperazione tra organi dello stato indipendenti come Corte, ministri e Avvocatura, sarebbe stata opportuna la massima condivisione dell’informazione”, perche’ “l’autonomia della Corte e’ intoccabile, ma se ci sono sentenze che hanno un’implicazione di finanza pubblica, deve esserci una valutazione dell’impatto. Perche’ questa valutazione serve a formare il giudizio sui principi dell’equita’. L’equita’ e’ anche quella del rapporto tra anziani e giovani. Questo e’ mancato e auspico che in futuro l’interazione sia piu’ fruttuosa”. Padoan stima poi i costi per il buco creato sulle pensioni. “Abbiamo provveduto a tamponare la falla e gli arretrati da corrispondere ci costano 2,2 miliardi. Poi gradualmente a regime l’intervento sui trattamenti a medio livello ci costera’ 500 milioni l’anno a partire dal 2016”. (AGI) .

(AGI) – Torino, 21 mag. – E’ stata siglata, oggi, all’Unione Industriale di Torino da Fca e Fim, Uilm, Ugl, Fismic e Associazione Quadri l’intesa per il rinnovo della parte retributiva per i lavoratori Fca. Si e’ firmata inoltre l’intesa relativa ai diritti sindacali. La nuova retribuzione prevede che sia erogata con lo stipendio di maggio la prima tranche di 82,50 euro. Una tranche di 82,50 euro lordi sara’ percepita dai lavoratori Fca anche con le mensilita’ di luglio, ottobre e gennaio di ciascun anno di vigenza contrattuale, pari ad un premio annuo di 330 euro collegato alla redditivita’. “L’aspetto importante deciso oggi – sottolinea Roberto Di Maulo della Fismic – e’ che per quanto riguarda i lavoratori di Cnh, Marelli, Teksid e Comau e per le societa’ del sistema Fca ma non facenti parte dell’auto, si e’convenuti che entro il mese di giugno verra’ definito un sistema retributivo analogo a quello stabilito per i lavoratori di Fca Auto”. Al termine drl quadriennio con la retribuzione di marzo 2019, al raggiungimento degli obiettivi drl piano, i lavoratori riceveranno un saldo, nella media, pari ad almeno 1300 euro. Questi importi non saranno legati alla presenza e saranno, quindi, corrisposti anche ai lavoratori in cig. E’ stato anche definito un premio legato all’efficienza di stabilimento, legato al Wcm, che eroghera’ annualmente con la retribuzione di gennaio, un importo variabile da 1100 a 1580 euro per ciascun anno di vigenza del contratto. Per un totale di importi quadriennali medi di circa 10.000 euro. (AGI) .

(AGI) – Roma, 21 mag. – La ricchezza nazionale netta e il reddito in Italia sono distribuiti in modo molto disomogeneo e con una concentrazione molto elevata verso l’alto. E’ quanto si legge in un rapporto dell’Ocse, nel quale si rileva che in Italia l’1% della popolazione piu’ ricca detiene il 14,3% della ricchezza nazionale netta (somma degli asset finanziari e non finanziari, meno le passivita’), quasi il triplo rispetto al 40% piu’ povero che detiene solo il 4,9%. Inoltre l’Ocse calcola che il 10% piu’ ricco della popolazione nel 2013 dispone di un reddito che e’ 11 volte piu’ alto di quello del 10% piu’ povero, una media nettamente piu’ alta di quella dell’Ocse che e’ di 9,4 volte piu’ alta. Inoltre al 10% piu’ ricco in Italia va il 24,7% del reddito disponibile, mentre al 40% piu’ povero solo il 19,7%. Il rapporto dell’Ocse mostra anche che la crisi ha fortemente accentuato le differenze di reddito in Italia, visto che, tra il 2007 e il 2011, la perdita di reddito disponibile e’ cresciuta in media del 4% l’anno per il 10% della popolazione piu’ povera, contro un calo del 2% per le classi medie e dell’1% per il 10% piu’ ricco. Un andamento simile e’ riscontrabile anche in altri paesi del Meditterraneo coma la Spagna e la Grecia dove i redditi dei piu’ poveri sono scesi del 13%, mentre quelli delle classi medie sono calati tra il 4% e l’8%. Il 20% della popolazione piu’ ricca in Italia detiene il 61,6% della ricchezza nazionale netta, il 20% di quelli appena piu’ sotto meno ricchi assorbono il 20,9% della ricchezza e il restante 60% della popolazione controlla appena il 17,4% della ricchezza nazionale. Secondo l’Ocse in Italia la poverta’ durante la crisi e’ cresciuta piu’ che in molti altri paesi Ocse, avanzando di 3 punti percentuali tra il 2007 e il 2011. Tra i bambini italiani la poverta’ ha un’incidenza del 17% contro il 13% della media Ocse, mentre tra i giovani tra i 18 e i 25 anni la poverta’ ha un’incidenza del 14,7% contro una media Ocse del 13,8%. Tra gli anziani e cioe’ gli over 65 la poverta’ e’ meno bassa e incide del 9m3% in Italia contro il 12,6% della media Ocse. L’ineguaglianza sul lavoro durante la crisi e’ cresciuta in Italia dello 0,65%, soprattutto a causa della dispersione del salario tra i lavoratori. Inoltre in Italia i cosiddetti lavoratori non standard (autonomi, precari e part time) e’ del 40% nel 2013 contro il 33% della media Ocse. Tra il 1995 e il 2007 l’occupazione standard in Italia e’ cresciuta solo del 3%, contro il +10% della media Ocse, mentre l’occupazione non standard e’ salita al 24% contro il 7,3% della media Ocse. Il tasso di poverta’ tra le famiglie italiane di lavoratori non standard e’ del 26,6% contro i 5,4% di quella di lavoratori standard. Inoltre posto 100 il guadagno medio di un lavoratore standard quello di un addetto non standard e’ 57. Piu’ nel dettaglio e’ 75 per un lavoratore autonomo, 55 per precario con contratto a termine e 33 per u part time.

(AGI) – Roma, 21 mag. – “E’ una delle cento ipotesi”. Cosi’ il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha risposto a margine di una conferenza a chi gli chiedeva se tra le ipotesi di riforma delle pensioni ci fosse un sistema contributivo per tutti per chi volesse uscire prima. “Non c’e’ nulla di escluso finche’ non avremo fatto un approfondimento puntuale su queste materie”, ha spiegato il ministro, “sulla flessibilita’ in uscita ci sono tante variabili in campo: l’equita’ del sistema, l’efficacia e l’equilibrio della finanza pubblica”. “Vedremo in legge di stabilita’ quali sono le ipotesi, di temi aperti davanti ne abbiamo tanti”, ha concluso Poletti. .

(AGI) – Parigi, 21 mag. – Sono in corso trattative tra Alitalia e Air France per valutare se chiudere o meno il loro accordo di partnership. Lo ha dichiarato il presidente del vettore transalpino, Alexandre de Juniac. “Sono in corso negoziati per decidere se il gruppo manterra’ o sospendera’ la partnership con Alitalia”, ha affermato de Juniac. Due giorni fa l’ad di Alitalia, Silvano Cassano, aveva annunciato la decisione di non rinnovare gli accordi con Air France, giudicati non piu’ convenienti economicamente in seguito all’accordo con Etihad. (AGI) .

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