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(AGI) – Roma, 11 giu. – Piu’ tutele a 1,4 milioni di lavoratori finora esclusi: questo l’effetto del decreto attuativo del jobs act approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, relativamente alla parte sugli ammortizzatori sociali. Le novita’ piu’ importanti riguardano la cig, la cui durata massima viene fissata a 24 mesi (fino a 36 con la solidarieta’), la cigo (una riduzione generalizzata del 10% sul contributo ordinario pagato su ogni lavoratore) mentre la cigs sara’ concessa solo in caso di riorganizzazione aziendale (durata massima 24 mesi), crisi aziendale (durata massima 12 mesi) e contratto di solidarieta’ (durata massima 24 mesi). .

(AGI) – Roma, 11 giu. – Doccia fredda del Fondomonetario internazionale su Atene: un accordo, sostiene l’istituto di Washington, e’ ancora lontano. L’Ue da’ invece un ultimatum: si decida il 18 giugno. L’esecutivo greco, dal canto suo, assicura che e’ pronto ad accelerare il negoziato per arrivare a un’intesa “anche nelle prossime 24 ore”. Il gruppo di lavoro del Fmi ha lasciato Bruxelles per rientrare a Washington. “Ci sono ancora grandi differenze in settori chiave e non ci sono stati progressi per colmare queste divergenze”, afferma il portavoce del Fondo, Gerry Rice, in una conferenza stampa. Tra i principali punti di disaccordo c’e’ la riforma del sistema pensionistico, le tasse e i finanziamenti alla spesa pubblica, aggiunge il portavoce. “La palla ora e’ nel campo greco”, dice ancora sottolineando che Atene sta preparando nuove proposte di riforma per ottenere l’erogazione di 7,2 miliardi di euro di cui ha bisogno disperatamente per evitare il fallimento. “Siamo pronti a riprendere le trattative ma al momento non ci sono date previste”, conclude. “La delegazione greca nel corso del negoziato con i creditori e’ pronta a intensificare i colloqui” per arrivare ad un accordo “anche nelle prossime 24 ore” e “sta continuando a lavorare sulle questioni in sospeso”, afferma il portavoce Gabriel Sakellaridis in una nota. Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk invece avverte: la prossima riunione dell’Eurogruppo, programmata per il 18 giugno a Lussemburgo, “sara’ veramente essenziale e deve essere definitiva: non c’e’ davvero piu’ tempo” per risolvere il nodo della Grecia. “Questo e’ il momento delle decisioni e non piu’ dei negoziati – aggiunge Tusk – secondo me il governo greco deve dare prova di maggiore realismo, non c’e’ piu’ margine per scommettere, non c’e’ piu’ possibilita’: siamo davvero alla resa dei conti”. Intanto oggi a Bruxelles c’e’ stato un nuovo incontro tra il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e il premier greco Alexis Tsipras. Juncker ha illustrato a Tsipras, “l’iter possibile con le tre istituzioni che potrebbe ancora consentire soluzioni reciprocamente accettabili in tempo utile”, fa sapere la portavoce Mina Andreeva, dopo i colloqui durati due ore. Il primo ministro greco conferma l’impegno reciproco di Atene e delle istituzioni di “superare le differenze” per arrivare a una soluzione del negoziato greco in tempi rapidi. La soluzione, ribadisce Tsipras, deve tenere conto delle esigenze di “coesione sociale e crescita” in Grecia. Questo incontro segue la trilaterale con i leader francese e tedesco Hollande e Merkel di ieri sera. E mentre non e’ stato registrato alcun passo in avanti questi scambi hanno ingenerato ottimismo sui mercati: la borsa di Atene chiude con un rialzo dell’8,92%%. E anche le borse europee concludono la giornata con gli indici in rialzo, con l’eccezione di Londra e Milano che azzerano i guadagni per qualche istante dopo le notizie diffuse dal gruppo di lavoro dell’Fmi e virano in negativo per poi recuperare sul finale: il Ftse Mib chiude a +0,35%, il Ftse 100 a +0,24%. .

(AGI) – Roma, 11 giu. – Nel mese di aprile 2015 il numero di attivazioni di nuovi contratti di lavoro in tutti i settori di attivita’ economica e’ stato pari a 912.764, contro a 700.602 cessazioni, con un saldo di oltre 212.000 nuovi contratti. Lo rende noto il ministero del Lavoro nella Nota Flash sulle comunicazioni obbligatorie. Delle 912.764 attivazioni, 199.640 (circa il 22%), sono contratti a tempo indeterminato, 598.404 sono contratti a tempo determinato, 18.469 sono contratti di apprendistato, 42.693 sono collaborazioni e 53.558 sono le forme di lavoro classificate nella voce “altro”1. Delle 700.602 cessazioni, 149.789 (il 21,4%) sono relative a contratti a tempo indeterminato, 450.574 a contratti a tempo determinato, 13.665 sono contratti di apprendistato, 41.073 sono collaborazioni e 45.501 sono le forme di lavoro classificate nella voce “altro”2. Nel mese di aprile sono state 36.428 le trasformazioni di rapporti di lavoro a tempo determinato in rapporti a tempo indeterminato rilevate su tutti i settori di attivita’. Rispetto allo stesso periodo del 2014 crescono dell’83% (erano 19.893 ad aprile 2014). Lo rende noto il ministero del Lavoro nella Nota Flash sulle comunicazioni obbligatorie. (AGI) .

(AGI) – Roma, 11 giu. – Il costo totale del reddito di cittadinanza, secondo il disegno di legge n.1148 presentato dal M5S, e’ stimato in circa 14,9 miliardi di euro dall’Istat. La cifra e’ stata fornita dal presidente dell’istituto Giorgio Alleva, nel corso dell’audizione alla Commissione Lavoro e previdenza sociale del Senato. La spesa sarebbe destinata a 2 milioni e 759 mila famiglie con un reddito inferiore alla linea di poverta’ (10,6% delle famiglie residenti in Italia). Nel Rapporto annuale Istat, il costo totale della misura era stimato in 15,5 miliardi, in un’ipotetica applicazione nel 2012; il minor costo delle stime odierne e’ dovuto soprattutto al fatto che nel 2015 e’ presente il bonus di 80 euro mensili che, aumentando il reddito disponibile di una parte delle famiglie interessate dal provvedimento, riduce la quota complessiva da erogare. Piu’ elevato il costo totale della misura prevista dal ddl 1.670 sul reddito minimo garantito, presentato da Sel: secondo l’Istat e’ pari a circa 23,5 miliardi di euro, concentrati sulle famiglie piu’ povere. I non poveri – spiega l’Istat – e le famiglie con un reddito superiore all’80% della linea di poverta’ relativa non avrebbero alcun beneficio. Le famiglie beneficiarie sarebbero circa 1 milione e 960 mila, pari al 7,5% della popolazione. (AGI) .

(AGI) – Bruxelles, 11 giu. – Le differenze fra le istituzioni e il governo di Atene restano troppo importanti e un accordo e’ ancora lontano. Con questa motivazione, il gruppo di lavoro che conduce il negoziato tecnico per conto del Fondo monetario internazionale ha lasciato Bruxelles per rientrare a Washington. E’ quanto fa sapere il Fmi. Il primo ministro greco Alexis Tsipras ha confermato l’impegno reciproco di Atene e delle istituzioni di “superare le differenze” per arrivare a una soluzione del negoziato greco in tempi rapidi. Lo ha detto al termine di un incontro di due ore con il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker. La soluzione, ha ribadito Tsipras che ha ripetuto l’espressione della notte scorsa dopo la riunione con i leader francese e tedesco Hollande e Merkel, deve tenere conto delle esigenze di “coesione sociale e crescita” in Grecia. Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha illustrato al premier greco Alexis Tsipras, con il quale ha avuto un incontro di due ore, “l’iter possibile con le tre istituzioni che potrebbe ancora consentire soluzioni reciprocamente accettabili in tempo utile”. E’ quanto fa sapere la portavoce Mina Andreeva. “Il presidente Juncker – ha spiegato la portavoce – ha avuto un incontro importante, amichevole e costruttivo con il primo ministro Tsipras durato due ore”. Al termine, si sono accordati per rimanere “in stretto contatto nei prossimi giorni”. Il governo greco e’ pronto ad accelerare il negoziato: e’ quanto afferma il portavoce Gabriel Sakellaridis in una nota. “La delegazione greca nel corso del negoziato con i creditori e’ pronta a intensificare i colloqui” per arrivare ad un accordo “anche nelle prossime 24 ore” e “sta continuando a lavorare sulle questioni in sospeso”, si legge nella nota. (AGI) Intanto in Grecia hanno ripreso oggi le trasmissioni della tv di Stato Ert chiusa due anni fa nell’ambito delle misure di austerity prese dal precedente governo. Il premier Alexis Tsipras aveva definito la chiusura di Ert una “ferita” e ha sempre fatto della sua riapertura una prorita’ programmatica. “E’ un giorno speciale per tutti i greci – ha detto il conduttore televisivo Nikos Aggelidis nel corso di un talk show mattutino – e per tutti quelli che amano la liberta’ di informazione”. La storica emittente pubblica, dopo la sua chiusura, era stato sostituita dalla rete Nerit che e’ stata riassorbita da Ert. Il governo ha previsto la riassunzione di quasi tutti i 2.500 dipendenti, tra cui 600 giornalisti, precedentemente licenziati. (AGI) .

(AGI) – Roma, 11 giu. – Nel 2014 le imprese delle filiere culturali e creative hanno prodotto 78,6 miliardi di valore aggiunto e “attivato” altri settori dell’economia arrivando a muovere complessivamente il 15,6% del valore aggiunto nazionale, equivalente a 227 miliardi di euro. E’ quanto emerge dal Rapporto 2015 ‘Io sono cultura – l’Italia della qualita’ e della bellezza sfida la crisi’ elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere. Presentato oggi a Roma, alla presenza del ministro Dario Franceschini, del segretario generale di Unioncamere, Claudio Gagliardi, dal presidente di Symbola, Ermete Realacci, e dal presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, il rapporto evidenzia inoltre che “le sole imprese del sistema produttivo culturale – ovvero industrie culturali, industrie creative, patrimonio storico artistico e architettonico, performing arts e arti visive – danno lavoro a 1,4 milioni di persone, il 5,9% del totale degli occupati in Italia. Che diventano oltre 1,5 milioni, il 6,3% del totale, se includiamo anche le realta’ del pubblico e del non profit”. “Ma la forza della cultura – si legge ancora – va ben oltre, grazie ad un effetto moltiplicatore pari a 1, 7 sul resto dell’economia: cosi’ per ogni euro prodotto dalla cultura, se ne attivano 1,7 in altri settori”. “L’Italia – ha detto Realacci – e’ forte se fa l’Italia, se scommette su cio’ che la rende unica e desiderata nel mondo: cultura, qualita’, conoscenza, innovazione, territorio e coesione sociale. Dalla crisi, infatti, non si esce con ricette del passato, ma guardando al futuro. Dalla bellezza, alla cultura alla green economy molte imprese italiane hanno gia’ colto i segnali che ci parlano del domani e scommettono sulla cultura e la creativita’ per rafforzare le manifatture. Una strada intrapresa anche da Germania, Gran Bretagna e Giappone. Numeri alla mano, non solo con la cultura l’Italia mangia, ma la cultura e’ nel nostro dna e grazie ad essa possiamo costruire un futuro all’altezza della nostra storia. Ecco perche’ – ha proseguito Realacci – come si e’ iniziato a fare, bisogna integrare le politiche culturali all’interno di quelle industriali e territoriali, riconoscerne e accompagnarne il ruolo da protagonista nella manifattura e nell’innovazione oltre che nel turismo”. “L’idea di cultura alla base dei lavori di Unioncamere e Symbola si fonda non solo su quell’enorme patrimonio italiano di musei, gallerie, beni culturali, festival, rappresentazioni artistiche, letteratura, cinema, ma anche sul made in Italy e sulle industrie creative, cioe’ su tutte quelle attivita’ produttive che dalla cultura traggono linfa creativa”, ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. Per Franceschini “questo rapporto conferma quello degli anni precedenti: il 2014 e’ stato formidabile e dimostra che il settore culturale e’ una grandissima opportunita’ per il Paese. Occorre pero’ fare sinergia perche’ lo Stato puo’ intervenire sui musei e sui monumenti, ma non puo’ mettersi a costruire alberghi. L’impegno del governo c’e’, ora devono entrare in gioco i privati”. .

(AGI) – Bruxelles, 11 giu. – Le differenze fra le istituzioni e il governo di Atene restano troppo importanti e un accordo e’ ancora lontano. Con questa motivazione, il gruppo di lavoro che conduce il negoziato tecnico per conto del Fondo monetario internazionale ha lasciato Bruxelles per rientrare a Washington. E’ quanto fa sapere il Fmi. Poco prima il premier greco Alexis Tsipras aveva confermato l’impegno reciproco di Atene e delle istituzioni di “superare le differenze” per arrivare a una soluzione del negoziato greco in tempi rapidi. La soluzione, ha ribadito Tsipras che ha ripetuto l’espressione della notte scorsa dopo la riunione con i leader francese e tedesco Hollande e Merkel, deve tenere conto delle esigenze di “coesione sociale e crescita” in Grecia. Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker aveva illustrato al premier greco, con il quale ha avuto un incontro di due ore, “l’iter possibile con le tre istituzioni che potrebbe ancora consentire soluzioni reciprocamente accettabili in tempo utile”. (AGI) .

(AGI) – Bruxelles, 11 giu. – La prossima riunione dell’Eurogruppo, programmata per il 18 giugno a Lussemburgo, “sara’ veramente essenziale e deve essere definitiva: non c’e’ davvero piu’ tempo” per risolvere il nodo della Grecia. Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk nella conferenza stampa al termine del vertice Ue/America latina a Bruxelles. “Questo e’ il momento delle decisioni e non piu’ dei negoziati – ha aggiunto Tusk – secondo me il governo greco deve dare prova di maggiore realismo, non c’e’ piu’ margine per scommettere, non c’e’ piu’ possibilita’: siamo davvero alla resa dei conti”. .

(AGI) – Roma, 11 giu. – Il Pil dei paesi Ocse frena al +0,3% congiunturale nel primo trimestre rispetto al +0,5% del quarto trimestre, mentre in Italia il Pil registra un rialzo dello 0,3% nei primi tre mesi dell’anno, in miglioramento rispetto alla stagnazione del quarto trimestre. Nei paesi del G20 l’economia frena da +0,8% a +0,7% su base trimestrale nel primo trimestre. Oltre all’Italia l’altro paese del G20 in netta crescita e’ la Francia che dalla stagnazione avanza dello 0,6%. Bene anche il Giappone che segna un -1% del Pil nel primo trimestre, contro il +0,3% del quarto trimestre e l’India che cresce del 2,1% contro il +1,4% dei precedenti tre mesi. Vanno invece in territorio negativo gli Stati Uniti, il Canada e il Regno Unito, rispettivamente a -0,2%, -0,1% e -0,2% da +0,5%, +0,6% e +0,5%. Ferme l’Unione europea e l’area euro entrambe a +0,4%. In frenata la Germania a +0,3% dal +0,7% e la Cina a +1,3% da +1,5%. Su base tendenziale i paesi dell’area Ocse avanzano a +1,9% nel primo trimestre di quest’anno dal +1,8% dei precedenti tre mesi, quelli del G20 salgono da +3,2% a +3,3% e l’Italia avanza a +0,1% dal precedente -0,4%. In rialzo dell’1,5% l’Unione europea da +1,4% e a +1% l’area euro da +0,9%. In frenata Francia e Germania, rispettivamente a +0,7% e +1% da crescita zero e +1,5%. L’India e’ il paese con il maggior tasso di crescita annuale e si attesta a +7,5% da +7,1%, mentre la Cina frena a +7% da +7,3% e gli Usa avanzano a +2,7% da +2,4%. (AGI) .

(AGI) – Roma, 11 giu. – “Il blocco della dinamica retributiva” nella pubblica amministrazione e “la consistente flessione del numero dei dipendenti” hanno determinato nel quadriennio 2011-2014 “effetti finanziari superiori alle attese, con una diminuzione complessiva della spesa di personale di circa il 5% (8,7 miliardi in valore assoluto), cui si aggiunge la minor spesa per i mancati rinnovi contrattuali”. Lo sottolinea la Corte dei Conti nel rapporto 2015 sul coordinamento della finanza pubblica. La Corte sottolinea che e’ quasi raddoppiata in vent’anni la quota delle entrate derivanti dalle tasse locali su quelle dell’intera Pa. Viene inoltre evidenziato che tale quota e’ passata dall’11,4% del 1995 al 21,9% del 2014. “Ma cio’ e’ stato il frutto di scelte operate a livello di governo centrale, piuttosto che espressione dell’autonomia impositiva degli enti decentrati”. Secondo la Corte, “sono 113 le misure che hanno ‘interferito’ con il percorso del federalismo, incidendo sull’assetto e sull’evoluzione dei principali tributi regionali e comunali (Irap, addizionale regionale all’Irpef, addizionale comunale all’Irpef e Imu)”. “Per sostenere le scelte di allentamento della pressione fiscale” sara’ necessario un ambiente macroeconomico espansivo. Afferma la Corte, sottolineando che “non possono sottovalutarsi le difficolta’ di realizzare pienamente il programma di spending review, a motivo degli ampi risparmi gia’ conseguiti per le componenti piu’ flessibili e per il permanere di un elevato grado di rigidita’ nella dinamica delle prestazioni sociali”. .

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