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(AGI) – Roma, 11 mag. – “La Banda ultralarga e’ obiettivo strategico. Non tocca al Governo fare piani industriali, ma porteremo il futuro presto e ovunque”. Matteo Renzi puntualizza su twitter la posizione dell’esecutivo sulle notizie rilanciate oggi da Repubblica, secondo cui palazzo Chigi avrebbe deciso di affidare a Enel il progetto di sviluppo della banda ultralarga in Italia.

“Non tocca al governo dover scegliere la sposa”, aggiunge il sottosegretario alle Tlc Antonello Giacomelli che respinge le accuse di statalismo e ribadisce che al governo “spetta fissare obiettivi ed incentivi e gli operatori scelgono, con i loro piani, se conformarsi o no”. Secondo il sottosegretario saranno i soggetti interessati a fare le loro proposte: quelle piu” convenienti sulla base dei costi e dei tempi saranno preferite. “Ci sono degli incentivi a dispozione degli operatori che manifesteranno la volonta’ di investire – aggiunge Giacomelli – se ci saranno piu’ proposte otterra’ gli incentivi chi proporra’ tempi piu’ brevi e costi minori”.

Il sottosegretario alle Tlc ha ricordato che il piano sta gia’ iniziando a essere finanziato tramite i fondi regionali, mentre il governo ha gia’ notificato alla Ue la richiesta di poter utilizzare anche il credito d’imposta e sta aspettando la risposta da Bruxelles.

Enel intanto ribadisce quanto gia” comunicato all’Agcom un mese fa e lascia intendere che sta lavorando al progetto, confermando “la fattibilita’ tecnica della sinergia tra linee elettriche e cavi per la posa della fibra”. La presidente della societa’, Patrizia Grieco, premette che “l’energia e’ il nostro mestiere e questo faremo”, ma aggiunge che “e’ chiaro che le infrastrutture devono evolvere anche nel mondo dell’energia”. A prescindere da Enel credo anche io che la banda larga sia un obiettivo strategico per questo Paese”.

Sul fronte Telecom (il titolo ha lasciato sul terreno quasi il 2% dopo aver perso anche il 3% a piazza Affari), nessuna reazione ufficiale. Ma a corso d’Italia non e’ sfuggita l’accelerazione impressa al dossier e le modalita’ con cui l’operazione e’ stata rilanciata nel dibattito, considerato che la notizia di un interesse di Enel per la realizzazione della infrastruttura era gia’ nota da circa un mese. In una lettera della societa’ elettrica inviata all’Agcom il 14 aprile infatti, il gruppo di Francesco Starace dava la propria disponibilita’ all'”utilizzo di infrastrutture elettriche per la posa di fibra ottica”, il che avrebbe ridotto i costi di installazione e tempi piu’ brevi. La novita’ dunque, viene fatto notare, e’ piu’ di tipo politico che non tecnico.

La lettera dell’Enel e’ stata inviata all’Agcom nell’ambito di una consultazione pubblica che non dovrebbe prevedere un parere dell’Autorita’ in merito. Ma parlando con i cronisti a margine di un incontro a Montecitorio, il numero uno dell’Authority, Angelo Cardani, ha detto di essere favorevole alle soluzioni che “privilegiano la concorrenza: se la concorrenza aumenta e’ un fatto di per se’ positivo”. “Se Enel dice che potrebbe farlo, vuol dire che si e’ fatta due conti e che quindi puo’ farlo”. (AGI)

(AGI) – Houston, 11 mag.- L’amministrazione americana ha approvato il piano della Shell per trivellare l’Artico. Il via libera, annunciato dal Dipartimento degli Interni, era atteso. Il colosso anglo-olandese non trivella nell’Artico dalla stagione del 2012. La sospensione venne decisa in seguito all’incidente della chiatta di perforazione Kulluk che a Capodanno del 2013 si era arenata al largo dell’Alaska meridionale. La notizia ha scatento le proteste degli ambientalisti che avevano sollecitato l’amministrazione Obama a respingere il piano della Shell, indicando come un incidente nelle acque dell’Artico potrebbe risultare piu’ devastante della marea nera provocata nel Golfo del Messico dall’esposione di una piattaforma Bp nel 2010. Affinche’ le trivellazioni di Shell possano iniziare gia’ questa estate, mancano solo alcuni permessi da parte di agenzie federali e da parte dello stato dell’Alaska. .

(AGI) – Roma, 11 mag. – Aumentano i posti di lavoro, soprattutto quello ‘fisso’. Lo rileva l’Inps, dai dati dell’Osservatorio sul precariato’. In particolare, nel primo trimestre aumentano, rispetto al corrispondente periodo del 2014, le assunzioni a tempo indeterminato (+91.277), mentre diminuiscono i contratti a termine (-32.117) e le assunzioni in apprendistato (-9.188).

Nel periodo considerato l’aumento complessivo delle nuove assunzioni e’ di 49.972 unita’. Nello stesso periodo diminuiscono di 135.684 unita’ le cessazioni di rapporti di lavoro, per cui il saldo netto dei rapporti di lavoro e’ pari a 185.656 unita’. Nei primi tre mesi del 2015 le nuove assunzioni a tempo indeterminato stipulate in Italia, rilevate da Inps, sono state 470.785, il 24,1% in piu’ rispetto all’analogo periodo del 2014.

Le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine, comprese le “trasformazioni” degli apprendisti, sono state 149.041 (l’incremento rispetto allo stesso periodo del 2014 e’ del 5%). Pertanto, la quota di assunzioni con rapporti stabili e’ passata dal 36,61 % del primo trimestre del 2014 al 41,84% del primo trimestre del 2015.

Renzi, strada ancora lunga, ma macchina e’ ripartita

In particolare, nel corso del mese di marzo 2015 la quota di nuovi rapporti stabili ha raggiunto la misura del 48,2%. Sul complesso delle assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato effettuate nel corso del mese di marzo 2015, oltre il 57% fruisce dell’esonero contributivo triennale introdotto dalla legge di stabilita’ 2015.

Nel periodo gennaio-marzo 2015, le cessazioni a tempo indeterminato sono state 382.157, il 7,6% in meno rispetto al primo trimestre del 2014, quando erano state 413.568. Sommate a quelle degli apprendisti e dei rapporti a termine, il numero delle cessazioni rilevate nel primo trimestre 2015 e’ di 1.012.389, l’11,8% in meno rispetto allo stesso periodo del 2014, quando erano state 1.148.073.

Sono ammontati a 319.873 i nuovi posti di lavoro subordinato nel I trimestre: e’ questa la differenza – secondo i dati forniti dall’Inps – tra i 1.332.262 nuovi rapporti di lavoro e 1.012.389 cessazioni.

In termini assoluti, facendo un confronto con il I trimestre 2014, si tratta di una variazione positiva di 185.656 posti: un vero e proprio ‘boom’ del 138,3%. Discorso a parte per quanto riguarda i posti di lavoro ‘fissi’: in particolare, dalle tabelle dell’Inps, si evince che nel I trimestre i rapporti a tempo indeterminato sono stati 203.151 (sommando ai nuovi rapporti di lavoro, anche le trasformazione di contratti a termine e di apprendistato in contratti a tempo indeterminato), con una variazione assoluta rispetto al I trimestre 2014 di 95.240 posti (+88,3%).

Soltanto i “nuovi” rapporti di lavoro a tempo indeterminato sono stati invece 470.785 (con una variazione rispetto al I trimestre 2014 di 91.277 e cioe’ del 24,1%). Cio’ e’ stato possibile anche con il taglio dei contributi deciso nella legge di stabilita’. Sempre dalle tabelle dell’Inps, si evince che grazie alla misura introdotta dal governo, le assunzioni a tempo indeterminato sono state 206.786, mentre le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine sono state 61.184. In totale sono 267.970. (AGI)

(AGI) – Roma, 11 mag. – “La Banda Ultra Larga e’ obiettivo strategico. Non tocca a Governo fare piani industriali. Ma porteremo il futuro presto e ovunque #lavoltabuona“. Cosi’ il premier Matteo Renzi su twitter.

Intanto, il titolo Telecom e’ in picchiata oggi in Borsa a Milano dopo la diffusione dei ‘rumors’ che parlano dell’intenzione del governo di affidare a Enel (contollata dal Tesoro) il progetto per la banda ultralarga con la marginalizzazione quindi del gruppo privato delle telecomunicazioni.

Le azioni Telecom segnano un -2,92% a 1,02 euro con una perdita molto superiore all’andamento del Ftse Mib, in calo dello 0,73%.

 

Le voci non sembrano invece aver premiato fino a questo momento Enel che perde lo 0,71% a 4,19 euro per azione, in linea comunque con l’andamento del mercato. Sul piano per la fibra ottica il governo metterebbe sul piatto 6,5 miliardi in 5 anni. (AGI) .

(AGI) – Roma, 11 mag. – Aumentano i posti di lavoro, soprattutto quello ‘fisso’. Lo rileva l’Inps, dai dati dell’Osservatorio sul precariato’. In particolare, nel primo trimestre aumentano, rispetto al corrispondente periodo del 2014, le assunzioni a tempo indeterminato (+91.277), mentre diminuiscono i contratti a termine (-32.117) e le assunzioni in apprendistato (-9.188). Nel periodo considerato l’aumento complessivo delle nuove assunzioni e’ di 49.972 unita’. Nello stesso periodo diminuiscono di 135.684 unita’ le cessazioni di rapporti di lavoro, per cui il saldo netto dei rapporti di lavoro e’ pari a 185.656 unita’. Nei primi tre mesi del 2015 le nuove assunzioni a tempo indeterminato stipulate in Italia, rilevate da Inps, sono state 470.785, il 24,1% in piu’ rispetto all’analogo periodo del 2014. Le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine, comprese le “trasformazioni” degli apprendisti, sono state 149.041 (l’incremento rispetto allo stesso periodo del 2014 e’ del 5%). Pertanto, la quota di assunzioni con rapporti stabili e’ passata dal 36,61 % del primo trimestre del 2014 al 41,84% del primo trimestre del 2015. In particolare, nel corso del mese di marzo 2015 la quota di nuovi rapporti stabili ha raggiunto la misura del 48,2%. Sul complesso delle assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato effettuate nel corso del mese di marzo 2015, oltre il 57% fruisce dell’esonero contributivo triennale introdotto dalla legge di stabilita’ 2015. Nel periodo gennaio-marzo 2015, le cessazioni a tempo indeterminato sono state 382.157, il 7,6% in meno rispetto al primo trimestre del 2014, quando erano state 413.568. Sommate a quelle degli apprendisti e dei rapporti a termine, il numero delle cessazioni rilevate nel primo trimestre 2015 e’ di 1.012.389, l’11,8% in meno rispetto allo stesso periodo del 2014, quando erano state 1.148.073. Sono ammontati a 319.873 i nuovi posti di lavoro subordinato nel I trimestre: e’ questa la differenza – secondo i dati forniti dall’Inps – tra i 1.332.262 nuovi rapporti di lavoro e 1.012.389 cessazioni. In termini assoluti, facendo un confronto con il I trimestre 2014, si tratta di una variazione positiva di 185.656 posti: un vero e proprio ‘boom’ del 138,3%. Discorso a parte per quanto riguarda i posti di lavoro ‘fissi’: in particolare, dalle tabelle dell’Inps, si evince che nel I trimestre i rapporti a tempo indeterminato sono stati 203.151 (sommando ai nuovi rapporti di lavoro, anche le trasformazione di contratti a termine e di apprendistato in contratti a tempo indeterminato), con una variazione assoluta rispetto al I trimestre 2014 di 95.240 posti (+88,3%). Soltanto i “nuovi” rapporti di lavoro a tempo indeterminato sono stati invece 470.785 (con una variazione rispetto al I trimestre 2014 di 91.277 e cioe’ del 24,1%). Cio’ e’ stato possibile anche con il taglio dei contributi deciso nella legge di stabilita’. Sempre dalle tabelle dell’Inps, si evince che grazie alla misura introdotta dal governo, le assunzioni a tempo indeterminato sono state 206.786, mentre le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine sono state 61.184. In totale sono 267.970. .

(AGI) – Milano, 11 mag. – La quotazione dei titoli in Borsa ha subito una crescita “repentina” e vi e’ quindi il rischio che si formino “bolle speculative”. A lanciare l’allarme e’ il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, nel discorso durante l’incontro annuale con il mercato tenutosi sul sito di Expo. “L’enorme liquidita’ affluita sui mercati borsistici ha contribuito a innalzare in maniera repentina il valore dei corsi azionari – ha detto – in particolare, la crescita del rapporto prezzo/utili potrebbe rappresentare un segnale di rischio circa la possibilita’ che si formino bolle speculative”. Il numero uno dell’autorita’ di controllo della Borsa ha poi sottolineato come, dopo l’unione bancaria europea, sia necessario creare un mercato finanziario unico. Un processo da accompagnare con l’istituzione di un vero e proprio ‘Testo unico della finanza europea’. “Uno stabile sviluppo economico non potra’ mai essere ottenuto da un singolo mercato finanziario. E’ necessario costruire quella massa critica che puo’ essere offerta solo dall’intero mercato europeo”. Secondo Vegas “un sistema di regole e una vigilanza decisi unitariamente e coordinati a livello europeo costituiscono l’unico strumento in grado di cogliere gli obiettivi della tutela dei risparmiatori e della competitivita’ del mercato. Per accompagnare questo processo occorre prendere le mosse della redazione di un vero e proprio Testo unico della finanza, che codifichi in una singola fonte tutte le norme sui mercati finanziari del Vecchio continente”. Poi la proposta di dare vita a un’agenzia europea per le piccole e medie imprese sul sito che ospita oggi l’Expo. L’idea “e’ di istituire una sorta di centro che valuta le piccole e medie imprese. Siccome queste non hanno la possibilita’ di avere un rating, ad esempio, ci vorrebbe un istituto pubblico che in qualche modo faccia qualcosa del genere. Se non si sa esattamente il livello di rischio di ogni impresa nessuno ci mette dei soldi e invece la nostra ricchezza sono queste imprese. Abbiamo bisogno che qualcuno si fidi e ci vuole, insomma, un certificato ufficiale”. E sono proprio le piccole e medie imprese, secondo Vegas, ad aver bisogno di accedere con maggiore facilita’ ai mercati dei capitali, i quali a loro volta devono godere di una maggiore liquidita’ anche con strumenti come i ‘fondi di fondi’, a cui potrebbero partecipare i fondi pensione. Infine Vegas ha prospettato la possibilita’, con l’adozione della direttiva europea ‘Transparency’, di limitare in futuro l’obbligo delle relazioni trimestrali solo alle societa’ a piu’ alta capitalizzazione, riducendo gli oneri amministrativi per gli emittenti quotati. (AGI) .

(AGI) – Roma, 11 mag. – Exor ha sottoscritto un accordo per cedere Cushman & Wakefield a Dtz per 1,278 miliardi di dollari. Lo riferisce una nota. La fusione tra le due societa’ dara’ vita a uno dei piu’ grandi gruppi al mondo nel settore dell’intermediazione e dei servizi per il settore immobiliare, riconosce a Cushman & Wakefield un enterprise value complessivo pari a 2,042 miliardi di dollari e fa registrare a Exor una plusvalenza di 722 milioni di dollari. Il perfezionamento della transazione, che e’ soggetto alle consuete condizioni nonche’ all’approvazione delle competenti autorita’, e’ previsto per il quarto trimestre del 2015. La societa’ risultante operera’ con il marchio Cushman & Wakefield. Gli azionisti di Dtz, Tpg Capital, Pag Asia Capital e Ontario Teachers’ Pension Plan, si sono impegnati a investire nello sviluppo della nuova societa’, preservando e valorizzando l’eccezionale qualita’ del senior management e dei brokers di Cushman & Wakefield. (AGI) .

(AGI) – Pechino, 11 mag. – La Cina ha superato gli Stati Uniti nelle importazioni di greggio per la prima volta ad aprile, diventando il maggiore importatore globale, con un trend di crescita nelle importazioni superiore alle aspettative degli analisti per quattro degli ultimi cinque mesi. Il sorpasso cinese e’ dovuto in gran parte alla ripresa di importazioni dall’Iran e dal record di importazioni dai Paesi del Golfo. Ad aprile, la Cina ha importato greggio a un ritmo di 7,4 milioni di barili al giorno, contro i 7,2 milioni di barili al giorno importati dagli Stati Uniti, ma sara’ soprattutto nella seconda parte del 2015 che il divario Tra Pechino e Washington si accentuera’ in favore della Cina, che sta approfittando del prolungato deprezzamento del greggio sui mercati per rimpinguare le proprie riserve strategiche. Le aspettative che le importazioni record cinesi potessero fare risalire i prezzi del greggio sono state disattese, oggi, dai livelli sostanzialmente invariati, nella mattinata di oggi dei futures sul greggio. I trader di Singapore non sono rimasti convinti neppure dal terzo taglio dei tassi di interesse in sei mesi della Cina, visto come una manovra per arginare il calo dell’economia piu’ che come l’inizio di un’inversione di tendenza. Il record di importazioni, secondo gli analisti, e’ un segnale anche della crescente influenza sui mercati dei trader cinesi e un segnale di generale insofferenza degli operatori nei confronti delle restrizioni del governo statunitense sulle esportazioni di greggio. A crescere di influenza a livello globale sono soprattutto Unipec e ChinaOil, le divisioni commerciali, rispettivamente, di Sinopec e PetroChina, i due maggiori gruppi del greggio cinesi. Proprio con Unipec, il mese scorso, il ministro del Petrolio iraniano, Bijan Zanganeh, aveva concluso un accordo sulle importazioni del greggio di Teheran. La logica della competizione tra Cina e Stati Uniti nel greggio e’ semplice, secondo quanto dichiara un anonimo trader cinese al Financial Times. “Nel mondo c’e’ molto petrolio e noi abbiamo bisogno di molto petrolio”. Commenti positivi sul trend di crescita della Cina nelle importazioni di greggio anche dal ministro del Petrolio saudita, Ali Al Naimi, che gia’ il mese scorso si era detto “molto favorevole” riguardo alla continua crescita della domanda cinese. (AGI) .

(AGI) – Roma, 11 mag. – Le borse europee aprono negative a causa delle incertezze relative al negoziato sulla Grecia. L’Eurogruppo di oggi non appare infatti destinato a sancire una svolta che consenta di riattivare i finanziamenti ad Atene, allontanando la prospettiva di un default. Il Dax di Francoforte cede lo 0,24% a 11.681,91 punti, il Cac 40 di Parigi scende dell’1,02% a 5.038,29 punti, l’Ftse 100 di Londra perde lo 0,14% a 7.037,15 punti, l’Ftse Mib di Milano lima uno 0,04% a 23.303 punti.

Borsa Tokyo: chiude in rialzo, Nikkei +1,25%, crolla Sharp La borsa di Tokyo chiude in rialzo grazie al taglio dei tassi di interesse avvenuto in Cina e ai positivi dati sul mercato del lavoro Usa diffusi venerdi’ scorso. L’indice Nikkei avanza dell’1,25% a 19.620 punti, massimo da due settimane. Il Topix sull’intero listino cresce dello 0,67% a 1.598,33 punti. Da segnalare il crollo di Sharp, che ha ceduto fino al 26% per via di indiscrezioni su una riduzione del capitale tesa a evitare il fallimento.

Titoli Stato: spread Btp/Bund apre a 118 punti, pari con Spagna Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi apre stabile a 118 punti per un rendimento dell’1,71%. Su livelli analoghi il differenziale Bonos/Bund e il relativo tasso sui dieci anni.

Euro: apre in calo sotto 1,12 dollari, oggi Eurogruppo su Grecia L’euro apre in calo a 1,1171 dollari e 133,91 yen. La moneta comune e’ sotto pressione a causa delle incertezze sulla Grecia. L’Eurogruppo di oggi si preannuncia infatti interlocutoria e non dovrebbe rivelarsi sufficiente a sbloccare gli aiuti dei quali Atene ha bisogno per evitare il default. Trainato dai positivi dati sul mercato del lavoro Usa, il dollaro avanza a quota 119,90 yen.

Petrolio: prezzi poco mossi sui mercati asiatici Il prezzo del petrolio si mantiene stabile sui mercati asiatici, non risentendo particolarmente del taglio dei tassi di interesse in Cina. Il light crude Wti cede 8 cent a 59,31 dollari al barile, il Brent di Londra avanza di 2 cent a 65,41 dollari al barile. (AGI)

(AGI) – Tokyo, 11 mag. – La Borsa di Tokyo ha aperto in rialzo. L’indice Nikkei ha registrato un aumento del 1,30%, pari a 252,15 punti, e si e’ portato a quota 19.631,34. (AGI) .

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