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(AGI) – Roma, 18 giu. – La Grecia finira’ tecnicamente in default nei confronti dell’Fmi dal 1 luglio se non rimborsera’ il prestito entro il 30 giugno, perche’ la scadenza e’ definitiva, non c’e’ un periodo di “grazia” ne’ possibilita’ di slittamento. E’ l’avvertimento lanciato dal direttore generale del Fondo, Christine Lagarde. “Sarebbe in default dal 1 luglio nei confronti dell’Fmi ma io spero non accada”, ha sottolineato Lagarde. Parole dure che arrivano proprio nel giorno in cui si tiene la riunione dell’Eurogruppo che rischia di essere tuttaltro che risolutiva. Nonostante le parti siano ancora distanti, per la cancelliera tedesca, Angela Merkel, e’ comunque ancora possibile per la Grecia raggiungere un accordo con i suoi creditori, l’Unione europea, il Fondo monetario internazionale e la Banca centrale europea. In un intervento al Parlamento tedesco Merkel ha sottolineato come gli sforzi della Germania siano indirizzati a tenere la Grecia nell’Eurozona, ma Atene “deve implememtare decisamente le riforme”. “Sono ancora convinta – ha detto – dove c’e’ volonta’ c’e’ una possibilita’. Se i leader politici in Grecia – ha aggiunto – dimostrano questa volonta’, un accordo con le tre istituzioni e’ ancora possibile”. La Germania, ha precisato la cancelliera, e’ stato guidato dal principio della solidarieta’ europea in cambio di riforme economiche “cruciali”. Merkel ha portato gli esempi di successo di Irlanda, Spagna e Portogallo, paesi che ora camminano sulle proprie gambe. A mettere in guardia e’ pero’ il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann. “La sopravvivenza dell’euro non e’ legata agli sviluppi della Grecia. Ma non si possono escludere determinati effetti di contagio: una Grexit modificherebbe il carattere dell’Unione monetaria”, ha affermato in un’intervista a La Stampa sottolineando che la situazione “in Italia e in Spagna e’ molto diversa rispetto a quella in Grecia”. Dal canto suo il commissario agli Affari economici dell’Ue, Pierre Moscovici, auspica che nel vertice di oggi dell’Eurogruppo si possano comunque compiere passi avanti verso un’intesa. “L’incontro di oggi potrebbe non essere risolutivo, lo sappiamo tutti – ha detto Moscovici – ma deve essere utile. Deve essere un incontro che apre la strada a una soluzione, se non la possiamo trovare oggi. Dobbiamo provare”. Secondo il commissario “la palla e’ chiaramente nel campo delle autorita’ greche. Stiamo aspettando proposte da loro”, ha affermato. .

(AGI) – Roma, 18 giu. “E’ uno spionaggio nei confronti dei lavoratori, e’ difficile non definirlo ‘grande fratello'”. Cosi’ il segretario della Cgil, Susanna Camusso, commenta l’introduzione dei controlli a distanza in un decreto attuativo del jobs act. “Non ce l’aspettavamo, mi sembra evidente che per tante ragioni ci sia un abuso rispetto alle norme di diritto che esistono sulla privacy delle persone”, ha aggiunto Camusso. La Cgil “interverra’ prima di tutto guardando al l’iter parlamentare nelle commissioni”, poi alle Autorita’ e valutera’ eventualmente se pensare a ricorsi giudiziari, ha continuato. “Siamo di fronte a una idea sconvolgente della vita delle persone – ha aggiunto Camusso a margine di un convegno sulla pubblica amministrazione – il lavoro e’ sempre di piu’ una merce giocata al ribasso. E’ l’ennesima conferma di un disinvestimento sul lavoro. E’ la conferma che tutte le affermazioni di lotta alla precarieta’ sono negate dalle modalita’ concrete con cui si impedisce ai lavoratori di essere persone libere”. (AGI)

(AGI) – Roma, 18 giu. – La norma sui controlli a distanza contenuto nel decreto attuativo del Jobs act “non ‘liberalizza’ i controlli sui lavoratori ed e’ in linea con le indicazioni che il Garante della Privacy. E’ quanto sottolinea il ministero del Lavoro in una nota in cui precisa che la norma “si limita a fare chiarezza circa il concetto di ‘strumenti di controllo a distanza’ ed i limiti di utilizzabilita’ dei dati raccolti attraverso questi strumenti, in linea con le indicazioni che il Garante della Privacy ha fornito negli ultimi anni e, in particolare, con le linee guida del 2007 sull’utilizzo della posta elettronica e di internet”. “La norma sugli impianti audiovisivi e gli altri strumenti di controllo contenuta nello schema di decreto legislativo in tema di semplificazioni – spiega il ministero – adegua la normativa contenuta nell’art.4 dello Statuto dei lavoratori, risalente al 1970, alle innovazioni tecnologiche nel frattempo intervenute”. “Come gia’ la norma originaria dello Statuto – prosegue la nota – anche questa nuova disposizione prevede che gli strumenti di controllo a distanza, dai quali derivi anche la possibilita’ di controllo dei lavoratori, possono essere installati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale; ed esclusivamente previo accordo sindacale o, in assenza, previa autorizzazione della Direzione Territoriale del Lavoro o del Ministero. La modifica all’articolo 4 dello Statuto chiarisce, poi, che non possono essere considerati ‘strumenti di controllo a distanza’ gli strumenti che vengono assegnati al lavoratore ‘per rendere la prestazione lavorativa’ (una volta si sarebbero chiamati gli ‘attrezzi di lavoro’), come pc, tablet e cellulari. In tal modo, viene fugato ogni dubbio -per quanto teorico- circa la necessita’ del previo accordo sindacale anche per la consegna di tali strumenti. L’espressione ‘per rendere la prestazione lavorativa’ comporta che l’accordo o l’autorizzazione non servono se, e nella misura in cui, lo strumento viene considerato quale mezzo che ‘serve’ al lavoratore per adempiere la prestazione: cio’ significa che, nel momento in cui tale strumento viene modificato (ad esempio, con l’aggiunta di appositi software di localizzazione o filtraggio) per controllare il lavoratore, si fuoriesce dall’ambito della disposizione: in tal caso, infatti, da strumento che ‘serve’ al lavoratore per rendere la prestazione il pc, il tablet o il cellulare divengono strumenti che servono al datore per controllarne la prestazione. Con la conseguenza che queste ‘modifiche’ possono avvenire solo alle condizioni ricordate sopra: la ricorrenza di particolari esigenze, l’accordo sindacale o l’autorizzazione”. “Percio’, e’ bene ribadirlo – conclude il ministero – non si autorizza nessun controllo a distanza; piuttosto, si chiariscono solo le modalita’ per l’utilizzo degli strumenti tecnologici impiegati per la prestazione lavorativa ed i limiti di utilizzabilita’ dei dati raccolti con questi strumenti. Il nuovo articolo 4, peraltro, rafforza e tutela ancor meglio rispetto al passato la posizione del lavoratore, imponendo che al lavoratore venga data adeguata informazione circa l’esistenza e le modalita’ d’uso delle apparecchiature di controllo (anche quelle, dunque, installate con l’accordo sindacale o l’autorizzazione della DTL o del Ministero); e, per quanto piu’ specificamente riguarda gli strumenti di lavoro, che venga data al lavoratore adeguata informazione circa le modalita’ di effettuazione dei controlli, che, comunque, non potranno mai avvenire in contrasto con quanto previsto dal Codice privacy. Qualora il lavoratore non sia adeguatamente informato dell’esistenza e delle modalita’ d’uso delle apparecchiature di controllo e delle modalita’ di effettuazione dei controlli dal nuovo articolo 4 discende che i dati raccolti non sono utilizzabili a nessun fine, nemmeno a fini disciplinari”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 18 giu. – Le incertezze legate alla Grecia e le tensioni geopolitiche esterne all’area euro sono tra i fattori che “continuano a frenare la ripresa” dell’area euro. E’ quanto si legge nel bollettino mensile della Bce in cui si sottolinea che la crisi greca ha determinato anche un ampliamento dei differenziali di rendimento a dieci anni rispetto alla Germania che e’ cresciuto di circa 40 punti base in Italia e Spagna di circa 60 punti base in Portogallo. “I mercati del lavoro dell’area dell’euro – spiega l’istituto di Francoforte – dovrebbero migliorare ulteriormente nel breve e nel medio periodo. Si prevede che la crescita dell’occupazione registri una lieve accelerazione nei prossimi trimestri, sulla scia di un consolidamento della ripresa, che dovrebbe portare a un’ulteriore diminuzione del tasso di disoccupazione nell’area dell’euro”. Tuttavia, sottolinea la Bce, “alcuni fattori continuano a frenare la ripresa dell’attivita’ complessiva. L’indebitamento del settore pubblico e’ aumentato ancora, benche’ a un ritmo piu’ lento, e dovrebbe mantenersi su livelli elevati in alcuni paesi. Gli andamenti nei mercati del lavoro, seppur in generale miglioramento, rimarranno condizionati da elevati tassi di disoccupazione strutturale, specie in alcuni paesi particolarmente colpiti dalla crisi. Entrambi questi fattori dovrebbero contribuire a mantenere le pressioni al rialzo sul risparmio a scopo precauzionale da parte delle famiglie. La lenta attuazione delle riforme strutturali continua a gravare sulla crescita in diversi paesi. Inoltre, le prospettive relativamente deboli per la crescita potenziale, il protrarsi delle incertezze circa la situazione della Grecia, oltre alle tensioni geopolitiche esterne all’area dell’euro potrebbero pesare ancora sulla spesa per investimenti”. Oggi l’eurogruppo affrontera’ il nodo Atene. E’ ancora possibile per la Grecia raggiungere un accordo con i suoi creditori, l’Unione europea, il Fondo monetario internazionale e la Banca centrale europea, ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel, in un intervento al parlamento tedesco. Gli sforzi della Germania – ha aggiunto Merkel – sono indirizzati a tenere la Grecia dell’eurozona, ma Atene “deve implememtare decisamente le riforme”. “Sono ancora convinta – ha detto Merkel – dove c’e’ volonta’ c’e’ una possibilita’”. “Se i leader politici in Grecia – ha aggiunto – dimostrano questa volonta’, un accordo con le tre istituzioni e’ ancora possibile”. Merkel ha sottolineato che la Grecia si trovava su un buon percorso che tuttavia non e’ stato completato e che sfortunatamente le riforme strutturali nel paese sono state rimandate. La Germania – ha precisato – e’ stato guidato dal principio della solidarieta’ europea in cambio di riforme economiche “cruciali”. La cancelliera ha portato gli esempi di successo di Irlanda, Spagna e Portogallo, paesi che ora camminano sulle proprie gambe. “Noi vogliamo – ha concluso – che il popolo greco, come quello irlandese, spagnolo, portoghese e cipriota, abbia la possibilita’ di un futuro migliore”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 18 giu. – Dall’inizio del 2014 a oggi l’autorita’ garante della concorrenza ha irrogato sanzioni per 266 milioni di euro ( 186 nel 2014 e 80 nei primi cinque mesi e mezzo di quest’anno). Lo ha detto il presidente dell’Authority Giovanni Pitruzzella, durante la sua relazione annuale al Parlamento.

L’Antitrust, ha sottolineato Pitruzzella, ha concentrato “l’attenzione sui piu’ gravi attacchi alla concorrenza, ossia i cartelli e le intese”. In particolare sono stati chiusi 23 procedimenti riguardanti intese e tre per abusi di posizione dominante. Sul fronte della tutela dei consumatori, contro le pratiche commerciali scorrette, sono stati chiusi complessivamente 210 procedimenti (di cui 163 nel 2014 e 47 nel 2015). In questo campo, l’ammontare delle sanzioni irrogate e’ stato pari a 30 milioni di euro (di cui 19,5 milioni nel 2014). “Il piu’ recente periodo”, ha detto Pitruzzella, “conferma il trend avviato nel 2012 di un riequilibrio del rapporto tra decisioni con impegni e decisioni con sanzioni a favore di queste ultime. Il messaggio chiaro lanciato ai mercati e’ che gli illeciti antitrust e le pratiche commerciali scorrette sono perseguibili con severita’”.

“L’apertura alla concorrenza” cui si e’ assistito nell’ultimo periodo in Italia “si colloca nell’ambito di un cambiamento del quadro giuridico che finalmente sta creando un ambiente favorevole all’iniziativa economica e che rimuove alcune delle principali cause del deficit di competitivita’”. Lo sottolinea il presidente dell’Autorita’. In particolare Pitruzzella cita alcune delle principali riforme strutturali portate avanti dal Governo Renzi come il Jobs Act, la riforma della P.a., la nuova disciplina della Giustizia civile, l’imminente delega fiscale, la riforma del codice degli appalti e il progetto sulla banda ultra-larga.

“L’Italia attraversa una fase di profondo cambiamento e l’Antitrust fa parte di questo processo”, ha spiegato il presidente, evidenziando come la politica della concorrenza sia “uno degli strumenti fondamentali per uscire dalla crisi e riprendere un sentiero di crescita”.

“Il corretto funzionamento concorrenziale del mercato rappresenta uno degli strumenti piu’ efficaci per ostacolare il diffondersi della corruzione, pervasivo cancro dell’economia”. Lo ha detto il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella, ricordando i numerosi interventi dell’Authority nel settore degli appalti. “Il bid rigging, ossia il coordinamento tra imprese che partecipano al mercato dei contratti pubblici, scarica i costi della rendita” guadagnata delle imprese coinvolte “sui bilanci pubblici, sottraendo risorse” a usi piu’ funzionali a stimolare l’economia.

“I principali antidoti per combattere il diffondersi della corruzione – vera e propria tassa occulta per il sistema economico – sono una concorrenza effettiva e, come piu’ volte rilevato dall’Autorita’, la certezza del diritto e la sburocratizzazione, in modo tale da ridurre i margini di discrezionalita’ degli interventi nella sfera economica”.

Bisogna “favorire il rapido sviluppo di una rete ultrabroadband, senza la quale i nuovi servizi digitali non avranno l’infrastruttura necessaria per svilupparsi”. Ne e’ convinto il presidente dell’Antitrust,  il quale, nella sua relazione al Parlamento, ha pero’ segnalato che “il controllo da parte di un operatore verticalmente integrato dell’infrastruttura di rete fissa, utilizzata per l’accesso a internet – in assenza di competizione infrastrutturale – puo’ diventare una rendita se non sussistono garanzie idonee ad assicurare che il titolare dell’infrastruttura consenta l’accesso alla rete a condizioni non discriminatorie, agli altri operatori”.

A questo proposito Pitruzzella ha ricordato la recente decisione del Consiglio di Stato che ha confermato definitivamente la sanzione di 103,8 milioni di euro comminata dall’Antitrust a Telecom, per aver reso difficoltoso per gli altri operatori l’accesso alla propria rete.

Vanno rafforzate, a livello normativo, le misure preventive contro il conflitto di interessi e i poteri di enforcement dell’Antitrust. Lo ha chiesto , nella sua relazione annuale al Parlamento, il presidente dell’Authority, Giovanni Pitruzzella, sottolinenado che nel 2014 si e’ evidenziata “una maggiore consapevolezza dei divieti connessi all’assunzione del mandato governativo d aparte dei destinatari della legge”.

“La fase patologica dei divieti post-carica e’ stata pressoche’ eliminata grazie all’intensa attivita’ consultiva scolta a partire dal 2011”, ha detto, ma “a livello normativo vanno tuttavia ancora attuati gli interventi di riforma necessari a rafforzare le misure a carattere preventivo e i poteri di enforcement dell’Autorita’, proseguendo l’iter del disegno di legge in discussione in Parlamento”. In tal senso, ha aggiunto, “come piu’ volte segnalato dall’Autorita’, appare indispensabile soprattutto una riformulazione della nozione di conflitto di interessi che dia rilevanza, sulla scorta delle soluzioni accolte a livello internazionale, alla situazione di ‘pericolo'”.

“Al di la’ delle condotte delle imprese, nei servizi pubblici locali troppi sono ancora gli ostacoli che deprimono la concorrenza e l’innovazione, creando privilegi e rendite di posizione in favore di un numero limitato di operatori, spesso di natura pubblica”. Lo ha sottolineato il presidente dell’Autorita’ garante per la concorrenza.”Per questo, in piu’ occasioni, l’Autorita’ ha chiesto la rimozione di misure che garantivano l’estensione delle riserve ad attivita’ liberalizzate o comunque non rientranti nell’area dell’esclusiva prevista per legge e invocato il rispetto degli stringenti requisiti prescirtti dall’ordinamento europeo per giustificare gli affidamenti in house e le deroghe alla concorrenza da essi discendenti. In questo settore, la concorrenza sia quella ‘nel’ che quella ‘per’ il mercato resta l’opzione preferibile in un’ottica di riduzione della spesa pubblica e di aumento dell’efficienza dei servizi erogati ai cittadini”. (AGI)

(AGI) – Roma, 18 giu. – Ad aprile sono state presentate 95.662 domande di ASpI, 29.117 domande di mini ASpI, 456 domande tra disoccupazione ordinaria e speciale edile e 4.436 domande di mobilita’, per un totale di 129.671 domande, con un decremento dell’11,7% rispetto alle 146.821 del mese di aprile 2014. Lo rileva l’Inps ricordando che dal 1 gennaio 2013 sono in vigore le prestazioni ASpI e mini ASpI. Pertanto, le domande che si riferiscono a licenziamenti avvenuti entro il 31 dicembre 2012 continuano a essere classificate come disoccupazione ordinaria mentre, per quelli avvenuti dal 1 gennaio 2013, le domande pervenute sono classificate come ASpI e mini ASpI. A maggio sono state autorizzate complessivamente 65,4 milioni di ore di cassa integrazione guadagni (Cig), con una diminuzione del 29% rispetto a maggio 2014, mese nel quale le ore autorizzate sono state 92,2 milioni. Lo comunica l’Inps. Nel confronto con il mese di aprile 2015, i dati destagionalizzati evidenziano una variazione congiunturale pari a -1,3% per il totale degli interventi di cassa integrazione. Per quanto riguarda gli interventi in deroga (Cigd), che come noto risentono dei fermi amministrativi per carenza di stanziamenti, le ore autorizzate a maggio sono state pari a 4 milioni, con un decremento del 65,7% rispetto agli 11,6 milioni di ore autorizzate nel mese di maggio 2014. Nel dettaglio emerge che le ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria (Cigo) sono state 22,4 milioni. Nel mese di maggio 2014 erano state 24,7 milioni: si e’ quindi registrata una diminuzione tendenziale del 9,1%. In particolare, la flessione e’ stata pari al 5,9% nel settore industria e al 17,1% nel settore wdilizia. Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria (Cigs) autorizzate a maggio e’ stato di 39,0 milioni, con una riduzione del 30,2% rispetto al mese di maggio 2014, nel corso del quale erano state autorizzate 55,8 milioni di ore. Il tasso dei posti di lavoro vacanti nell’Eurozona e’ stato pari all’1,7% ne primo trimestre, in lieve calo rispetto all’1,8% del trimestre precedente. E’ quanto certifica Eurostat. Il tasso e’ piu’ elevato nel settre dei servizi (2,3%) che in quelo di industria e costruzione (1,1%). I paesi in cui ci sono piu’ posti di lavoro disponibili sono la Germania (2,9%), il Regno Unito (2,4%), il Belgio e la Svezia (2,1 ciascuno) mentre quelli in cui ce ne sono di meno sono Lettona e Polonia (0,5%) Portogallo (0,6%) e Spagna (0,7%). (AGI) .

(AGI) – Roma, 18 giu. – Dall’inizio del 2014 a oggi l’autorita’ garante della concorrenza ha irrogato sanzioni per 266 milioni di euro ( 186 nel 2014 e 80 nei primi cinque mesi e mezzo di quest’anno). Lo ha detto il presidente dell’Authority Giovanni Pitruzzella, durante la sua relazione annuale al Parlamento. L’Antitrust, ha sottolineato Pitruzzella, ha concentrato “l’attenzione sui piu’ gravi attacchi alla concorrenza, ossia i cartelli e le intese”. In particolare sono stati chiusi 23 procedimenti riguardanti intese e tre per abusi di posizione dominante. Sul fronte della tutela dei consumatori, contro le pratiche commerciali scorrette, sono stati chiusi complessivamente 210 procedimenti (di cui 163 nel 2014 e 47 nel 2015). In questo campo, l’ammontare delle sanzioni irrogate e’ stato pari a 30 milioni di euro (di cui 19,5 milioni nel 2014). “Il piu’ recente periodo”, ha detto Pitruzzella, “conferma il trend avviato nel 2012 di un riequilibrio del rapporto tra decisioni con impegni e decisioni con sanzioni a favore di queste ultime. Il messaggio chiaro lanciato ai mercati e’ che gli illeciti antitrust e le pratiche commerciali scorrette sono perseguibili con severita’”. “L’apertura alla concorrenza” cui si e’ assistito nell’ultimo periodo in Italia “si colloca nell’ambito di un cambiamento del quadro giuridico che finalmente sta creando un ambiente favorevole all’iniziativa economica e che rimuove alcune delle principali cause del deficit di competitivita’”. Lo sottolinea il presidente dell’Autorita’ garante della concorrenza Giovanni Pitruzzella, durante la sua relazione annuale al Parlamento, in corso alla Camera dei Deputati. In particolare Pitruzzella cita alcune delle principali riforme strutturali portate avanti dal Governo Renzi come il Jobs Act, la riforma della P.a., la nuova disciplina della Giustizia civile, l’imminente delega fiscale, la riforma del codice degli appalti e il progetto sulla banda ultra-larga. “L’Italia attraversa una fase di profondo cambiamento e l’Antitrust fa parte di questo processo”, ha spiegato il presidente, evidenziando come la politica della concorrenza sia “uno degli strumenti fondamentali per uscire dalla crisi e riprendere un sentiero di crescita”. – “Il corretto funzionamento concorrenziale del mercato rappresenta uno degli strumenti piu’ efficaci per ostacolare il diffondersi della corruzione, pervasivo cancro dell’economia”. Lo ha detto, nel corso della sua relazione annuale al Parlamento, il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella, ricordando i numerosi interventi dell’Authority nel settore degli appalti. “Il bid rigging, ossia il coordinamento tra imprese che partecipano al mercato dei contratti pubblici, scarica i costi della rendita” guadagnata delle imprese coinvolte “sui bilanci pubblici, sottraendo risorse” a usi piu’ funzionali a stimolare l’economia. “I principali antidoti per combattere il diffondersi della corruzione – vera e propria tassa occulta per il sistema economico – sono una concorrenza effettiva e, come piu’ volte rilevato dall’Autorita’, la certezza del diritto e la sburocratizzazione, in modo tale da ridurre i margini di discrezionalita’ degli interventi nella sfera economica”. – Bisogna “favorire il rapido sviluppo di una rete ultrabroadband, senza la quale i nuovi servizi digitali non avranno l’infrastruttura necessaria per svilupparsi”. Ne e’ convinto il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella, il quale, nella sua relazione al Parlamento, ha pero’ segnalato che “il controllo da parte di un operatore verticalmente integrato dell’infrastruttura di rete fissa, utilizzata per l’accesso a internet – in assenza di competizione infrastrutturale – puo’ diventare una rendita se non sussistono garanziae idonee ad assicurare che il titolare dell’infrastruttura consenta l’accesso alla rete a condizioni non discriminatorie, agli altri operatori”. A questo proposito Pitruzzella ha ricordato la recente decisione del Consiglio di Stato che ha confermato definitivamente la sanzione di 103,8 milioni di euro comminata dall’Antitrust a Telecom, per aver reso difficoltoso per gli altri operatori l’accesso alla propria rete. – Vanno rafforzate, a livello normativo, le misure preventive contro il conflitto di interessi e i poteri di enforcement dell’Antitrust. Lo ha chiesto , nella sua relazione annuale al Parlamento, il presidente dell’Authority, Giovanni Pitruzzella, sottolinenado che nel 2014 si e’ evidenziata “una maggiore consapevolezza dei divieti connessi all’assunzione del mandato governativo d aparte dei destinatari della legge”. “La fase patologica dei divieti post-carica e’ stata pressoche’ eliminata grazie all’intensa attivita’ consultiva scolta a partire dal 2011”, ha detto, ma “a livello normativo vanno tuttavia ancora attuati gli interventi di riforma necessari a rafforzare le misure a carattere preventivo e i poteri di enforcement dell’Autorita’, proseguendo l’iter del disegno di legge in discussione in Parlamento”. In tal senso, ha aggiunto, “come piu’ volte segnalato dall’Autorita’, appare indispensabile soprattutto una riformulazione della nozione di conflitto di interessi che dia rilevanza, sulla scorta delle soluzioni accolte a livello internazionale, alla situazione di ‘pericolo'”. – “Al di la’ delle condotte delle imprese, nei servizi pubblici locali troppi sono ancora gli ostacoli che deprimono la concorrenza e l’innovazione, creando privilegi e rendite di posizione in favore di un numero limitato di operatori, spesso di natura pubblica”. Lo ha sottolineato il presidente dell’Autorita’ garante per la concorrenza, Giovanni Pitruzzella, durante la sua relazione al Parlamento. “Per questo, in piu’ occasioni, l’Autorita’ ha chiesto la rimozione di misure che garantivano l’estensione delle riserve ad attivita’ liberalizzate o comunque non rientranti nell’area dell’esclusiva prevista per legge e invocato il rispetto degli stringenti requisiti prescirtti dall’ordinamento europeo per giustificare gli affidamenti in house e le deroghe alla concorrenza da essi discendenti. In questo settore, la concorrenza sia quella ‘nel’ che quella ‘per’ il mercato resta l’opzione preferibile in un’ottica di riduzione della spesa pubblica e di aumento dell’efficienza dei servizi erogati ai cittadini”. .

(AGI) – Roma, 18 giu. – Ad aprile giu’ la produzione nelle costruzioni che ha registrato, rispetto al mese precedente, una diminuzione dello 0,3%. Lo rileva l’Istat. Nella media del trimestre febbraio-aprile 2015 l’indice e’ diminuito dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti. L’indice corretto per gli effetti di calendario nel mese di aprile 2015 e’ diminuito in termini tendenziali del 3,2% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di aprile 2014). Nella media dei primi quattro mesi dell’anno l’indice e’ diminuito del 2,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ad aprile 2015 l’indice grezzo ha segnato un aumento tendenziale dello 0,1% rispetto allo stesso mese del 2014. Nella media dei primi quattro mesi dell’anno l’indice e’ sceso dell’1,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. .

(AGI) – San Pietroburgo, 18 giu. – Il presidente russo Vladimir Putin inizia oggi una due giorni di “fitti incontri” bilaterali nel quadro del Forum economico internazionale di San Pietroburgo (Spief), che andra’ avanti fino a sabato. Come nella scorsa edizione, quando lo Spief si tenne appena due mesi dopo il varo delle sanzioni Ue contro Mosca per l’annessione della Crimea, anche quest’anno la Davos russa ha un carattere fortemente politico: oltre alle tensioni tra Mosca e la Nato, ieri l’Europa ha deciso, a livello diplomatico, l’estensione fino al 31 gennaio 2016 delle sanzioni contro la Russia, la quale a sua volta ha promesso misure “simmetriche” che prevederanno il prolungamento del suo embargo sull’import alimentare dall’Europa. Il business internazionale e russo si ritrova quest’anno nella ex capitale degli zar soprattutto per studiare nuove strategie di collaborazione, “nelle nuove condizioni” venutesi a creare per via delle tensioni geopolitiche, come lo stesso slogan del Forum ammette. Putin rimane il protagonista dell’evento: il suo discorso alla plenaria (prevista per domani) e’ molto atteso dagli investitori per comprendere le linee guida di sviluppo del Paese. Come ha reso noto il Cremlino, allo Spief ci si aspetta l’arrivo di rappresentanti da 114 nazioni; in tutto i partecipanti saranno 7.500, di cui 192 sono dirigenti di compagnie estere. Putin, ha fatto sapere il consigliere presidenziale Yuri Ushakov, avra’ oggi bilaterali con il ministro della Difesa saudita Mohammed bin Salman (prima visita di tale livello in Russia di una delegazione saudita negli ultimi quattro anni), il vice premier cinese Zhang Gaoli, il primo ministro della Mongolia Chimediynom Sayhanbilegom e il direttore generale dell’Aiea Yukiya Amano. Questa sera, invece, e’ previsto l’incontro del leader russo con i vertici di importanti fondi di investimento stranieri. “Sara’ una delle piu’ ricche cene delle storia, parteciperanno oltre 27 fondi da 16 Paesi”, tra cui Francia, Gran Bretagna, Arabia Saudita, Brasile e India, ha fatto sapere Kirill Dmitriev, direttore del Fondo di investimenti diretti russo, citato dalla Tass. Domani, il capo di Stato russo interverra’, appunto, alla plenaria; avra’ anche un bilaterale con il premier greco Alexis Tsipras – proprio nelle ore cruciali del confronto con i creditori e i leader europei – e infine con l’omologo kirghizo, Almazbek Atambayev. Putin vedra’ poi i capi delle grandi aziende e associazioni imprenditoriali straniere, soprattutto legate alle materie prime, e avra’ un colloquio con i capi delle agenzie di stampa internazionali. Un incontro separato e’ previsto, invece, con il Ceo della major Royal Dutch Shell, Ben Van Bearden. Alexis Rodzianko, capo della Camera di commercio americana in Russia, ha spiegato che prima di tutto per il business straniero e’ importante capire quanto il presidente sia disposto ad promuovere riforme strutturali. “Parliamo di riforma della giustizia, tutela della proprieta’ privata, i metodi di risoluzione delle controversie, tutti parametri che definiscono il clima degli investimenti nel Paese”, ha dichiarato Rodzianko a Rbc. “Voglio capire quel sia oggi la volonta’ politica, la posizione di Putin rispetto al business straniero in Russia”, ha dichiarato Nikolai Kazanski, direttore generale di Collier International nella Federazione. “E’ importante che esista un dialogo diretto tra gli alti funzionari di Stato e i rappresentanti del business mondiale”, ha detto Aleksandr Ivlev, managing partner di EY in Russia – non e’ possibile ignorare il fatto che le piu’ grandi compagnie continuano a lavorare qui e a investire in progetti”. (AGI)

(AGI) – Roma, 18 giu. – La ripresa dell’attivita’ economica c’e’, ed e’ graduale ma grazie ad alcuni fattori come le misure di politica monetaria, il risanamento dei conti e l’attuazione delle riforme, “in prospettiva dovrebbe ampliarsi ulteriormente”. E’ quanto si legge nel bollettino economico mensile della Bce. Gli esperti di Francoforte, ritengono che “i consumi privati sono stati il principale fattore di sostegno alla crescita e dovrebbero continuare a trarre beneficio dalla maggiore dinamica salariale dovuta all’aumento dell’occupazione e all’impatto favorevole del calo dei prezzi dell’energia”. Non solo, ma quest’anno si prevede che a sospingere in maniera piu’ rilevante la ripresa siano gli investimenti delle imprese, “sorretti dal rafforzamento della domanda interna ed estera, dalla necessita’ di ammodernare e ricostituire lo stock di capitale obsolescente, dall’orientamento accomodante della politica monetaria e dall’aumento dei margini operativi lordi”. Gli esperti della Bce hanno lasciato sostanzialmente invariate le stime di crescita dell’Eurozona. Le proiezioni macroeconomiche per l’area dell’euro formulate a giugno prevedono una crescita annua del Pil in termini reali pari all’1,5 per cento nel 2015, all’1,9 per cento nel 2016 e al 2 per cento nel 2017. Rispetto all’esercizio svolto dagli esperti della Bce a marzo 2015, le proiezioni per il tasso di crescita del Pil in termini reali rimangono sostanzialmente invariate nell’orizzonte previsivo. Il Consiglio direttivo, si legge nel bollettino della Bce, “ritiene che i rischi per le prospettive dell’attivita’ economica, pur rimanendo orientati verso il basso, siano divenuti piu’ bilanciati grazie alle proprie decisioni di politica monetaria e agli andamenti dei corsi petroliferi e dei tassi di cambio”.Gli esperti della Bce hanno rivisto al rialzo le stime di inflazione nell’Eurozona che dovrebbe attestarsi allo 0,3 per cento nel 2015, all’1,5 per cento nel 2016 e all’1,8 per cento nel 2017. Rispetto all’esercizio condotto in marzo dagli stessi esperti, le proiezioni per l’inflazione nel 2015 sono state riviste al rialzo (avevao previsto 0,0%) e quelle per il 2016 e il 2017 sono rimaste invariate. Nell’area euro “in prospettiva, saranno necessari interventi di risanamento aggiuntivi per ricondurre l’elevato rapporto tra debito pubblico e Pil su un percorso discendente sostenibile”. E’ quanto sottolinea la Bce nel suo bollettino mensile. (AGI) .

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