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(AGI) – Bruxelles, 7 lug. – La questione della ristrutturazione del debito greco “non e’ una cosa di cui parleremo oggi”: lo ha detto il commissario Ue agli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici giungendo alla riunione straordinaria dell’Eurogruppo sulla Grecia. “Sono le autorita’ greche che devono ora dirci in modo chiaro come intendono agire per evitare lo scenario peggiore”, ha sottolineato. (AGI) .

(AGI) – Bruxelles, 7 lug. – Un’uscita della Grecia dall’Euro “sarebbe un terribile fallimento collettivo” oltre che “un errore”: lo ha ribadito, giungendo all’Eurogruppo straordinario, il responsabile Ue per gli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici. “Il primo messaggio che attendiamo oggi – ha aggiunto – e’ la proposta del governo greco: ci aspettiamo che sia credibile, concreta, efficace, tangibile per assicurare stabilita’”. (AGI)

(AGI) – Bruxelles, 7 lug. – Il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem incontrera’ il ministro greco delle Finanze Euclid Tsakalotos prima dell’inizio della riunione straordinaria dei ministri delle Finanze della zona Euro. Lo ha detto lo stesso Dijsselbloem giungendo al palazzo in cui si terranno le riunioni. “Ascoltero’ dal mio collega la nuova proposta greca, mi auguro che sia credibile”, ha detto il presidente dei 19. (AGI)

(AGI) – Roma, 7 lug. – Negli ultimi cinque anni in Italia si e’ registrata una progressiva riduzione dei ricavi nel settore dell’informazione: i media “classici” (quotidiani, tv, radio) hanno complessivamente perso quasi 2 miliardi di euro, con una riduzione pari al 16% nel periodo 2010-2014, con punte superiori al 30% nel caso dei quotidiani. Ed e’ un effetto della digitalizzazione sull’editoria. Lo dice l’Autorita’ garante nelle comunicazioni nella sua relazione annuale al Parlamento, illustrata oggi dal presidente Angelo Marcello Cardani nella Sala della Regina di Montecitorio. Viene sottolineato che a fronte delle opportunita’ offerte al sistema delle comunicazioni elettroniche dai nuovi bisogni e dalle nuove modalita’ di consumo, la digitalizzazione ha effetti in controtendenza sulla domanda di servizi tradizionali di comunicazione e informazione, primi tra tutti i prodotti editoriali e i servizi postali.

Primi segnali nuove tendenze ma tv resta dominante

Per Cardani, il fenomeno, generalizzato a livello internazionale, richiede “un’attenzione specifica a livello nazionale, trattandosi di servizi che perseguono obiettivi di interesse pubblico e sociale”. A questi settori e’ richiesto, piu’ di altri mercati di competenza dell’Autorita’, “un cambiamento capace di rispondere ai nuovi modelli di domanda nell’ambito delle specificita’ territoriali”. Distinguendo tra media classici, la televisione, anche grazie alla sua funzione di intrattenimento, mantiene comunque una posizione importante, i quotidiani soffrono di un declino strutturale. In questo settore – dice Cardani – “e’ necessario un radicale ripensamento del disegno istituzionale e regolamentare. In primo luogo occorre adottare un quadro di regole coordinate per i vari media, flessibile, al passo con l’evoluzione del sistema e in grado di continuare a garantire il pluralismo informativo. Il quadro dovrebbe tener conto in particolare delle specificita’ del web e del primario ruolo di mezzo di informazione che esso va assumendo in virtu’ dei molti operatori che agiscono come piattaforme di aggregazione, ricerca e condivisione sociale”. E in questo scenario, a giudizio del presidente del’Agcom “occorre rivedere anche il ruolo dell’intervento pubblico a sostegno del sistema nazionale e locale dell’informazione”. Cardani dice quello trascorso e’ stato per il mondo delle comunicazioni elettroniche, dell’informazione e dei servizi postali “un anno complesso, caratterizzato da una varieta’ di eventi intervenuti a livelo europeo e nazionale”. E l’uso di servizi dell’ICT e la diffusione della piattaforma Internet come strumento di comunicazione, informazione e scambio rappresentano “fenomeni sempre piu’ pervasivi nell’economia e nella societa’”. L’Unione europea stima che una piu’ incisiva politica di digitalizzazione possa generare una crescita del Pil dell’UE a 28 Paesi pari al 4% nel prossimo quinquennio, per un valore di 520 miliardi di euro a prezzi correnti1. Investimenti addizionali e crescita della domanda di ICT consentono di ridurre il divario di produttivita’ tra l’Unione europea e gli Stati Uniti, pari negli ultimi dieci anni allo 0,2% medio annuo. Alla luce dei benefici macroeconomici, “migliorare l’uso delle tecnologie digitali e dei servizi online deve diventare – dice il presidente dell’Agcom – una politica orizzontale, che copre tutti i settori dell’economia”. Cardani aggiunge che l’informazione digitale richiama altresi’ l’esigenza di tutela del diritto d’autore e della qualita’ dei prodotti editoriali nel nuovo sistema di fruizione dell’informazione sul web. Il prodotto informativo, infatti, contenendo in se’ uno sforzo artistico e creativo, e’ un ‘creative good’, che puo’ essere prodotto per finalita’ non esclusivamente economiche, ma anche di natura sociale. Una problematica deriva anche dagli effetti contrapposti delle modalita’ di navigazione sul web e sulle piattaforme di condivisione sociale, che da un lato generano traffico verso le pagine degli editori (effetto positivo) e d’altro, specie se all’interno di un sistema chiuso (quale una app proprietaria), “rischiano di ridurre la visibilita’ del marchio editoriale da parte del pubblico, indebolendone, nel lungo periodo, la forza commerciale”. L’Autorita’ garante nelle comunicazioni ha affrontato – ricorda Cardani – queste tematiche nell’ambito dell’indagine conoscitiva “Informazione e internet in Italia. Modelli di business, consumi, professioni”, da cui e’ partita una prima riflessione verso iniziative che potranno sfociare in opportuni interventi intesi a migliorare il contesto istituzionale e regolamentare di riferimento. Il presidente nella sua relazione annuale parla anche delle trasformazioni nel settore postale che finiscono con intersecarsi con l’ambito dell’informazione, ovvero e’ in atto un tavolo di confronto con Poste Italiane e gli Enti Locali “con l’obiettivo di individuare soluzioni di sperimentazione nelle zone marginali di forme di invio e recapito digitale alternativo o complementare a quello fisico, contestualmente al lancio di progetti sperimentali, che potranno essere finanziati con fondi europei, di riduzione del digital divide e di alfabetizzazione di specifiche comunita’” e ad una simile filosofia “dovrebbero peraltro ispirarsi anche le soluzioni intese ad assicurare il recapito giornaliero dei quotidiani in abbonamento”. In proposito va detto pero’ che c’e’ la netta opposizione manifestata a piu’ riprese nei giorni scorsi dalla Fieg attraverso il suo presidente Maurizio Costa. (AGI) .

(AGI) – Atene, 6 lug. – Almeno tre grandi aziende in Grecia, tra cui la prima grande catena di apparecchiature elettroniche, hanno pagato il personale in soldi cash, in modo da ‘aggirare’ i limiti di ritiro del contante imposti dalle banche. La decisione di Kotsovolos, che dipende dalla britannica Dixons Carphone, e delle due altre aziende e’ uno dei segnali dell’impatto della crisi finanziaria. Una portavoce di Dixons ha spiegato che Kotsovolos ha pagato il personale in contanti la scorsa settimana e, per la prossima, aspetta di vedere gli eventi. Anche due altre aziende hanno versato gli stipendi in contanti, mentre una terza sta valutando di fare altrettanto e offrire l’opportunita’ ai dipendenti in occasione del prossimo stipendio .

(AGI) – Roma, 7 lug. – “Se non contrastati da una robusta risposta a livello europeo, gli sviluppi avversi in Grecia potrebbero avere un impatto sostanziale sull’Italia in termini di effetti sulla fiducia, sebbene l’esposizione diretta sia limitata”. Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale in uno studio pubblicato al termine delle consultazioni ex Articolo IV.

Il debito pubblico italiano, si legge ancora nel rapporto, “e’ sostenibile ma soggetto a rischi significativi” a causa della sua entita’. Per il Fondo monetario internazionale i problemi maggiori “derivano da uno scenario di stagnazione, in cui la crescita e l’inflazione rimangono molto bassi per un prolungato periodo di tempo”. In particolare, il Rapporto diffuso al termine delle consultazioni ex Articolo IV prevede nello scenario base che il rapporto tra debito e Pil raggiunga un picco al 133% nel 2015, prima di declinare al 123% nel 20120, “con un profilo piu’ basso rispetto a un anno fa grazie ai minori tassi d’interesse”.

“L’economia italiana sta gradualmente emergendo da una prolungata recessione”, aggiunge il Fmi, secondo cui il Pil del nostro paese crescera’ dello 0,7% quest’anno per poi accelerare all’1,2% il prossimo, anche grazie al pieno dispiegarsi degli effetti del quantitative easing della Bce. Promossa l’azione del Governo italiano sui conti pubblici. “L’attuale politica fiscale”, si legge nel Rapporto, “ha il giusto equilibrio tra sostenere la crescita economica e ridurre il debito pubblico”. In particolare, secondo i tecnici di Washington, il rapporto tra deficit e Pil si attestera’ al 2,7% quest’anno per poi scender al 2,1% il prossimo. Il debito salira’ invece al 133,3% nel 2015 per poi ricollocarsi al 132,1% nel 2016.

L’effetto combinato del Jobs Act e della ripresa economica fara’ calare la disoccupazione che in Italia resta ancora tropo alta, aggiunge il Fmi, secondo cui il tasso di senza lavoro scendera’ al 12,5% quest’anno e al 12,2% il prossimo. Secondo il Fondo, inoltre, l’Italia “potrebbe realizzare significativi guadagni di produttivita’ se l’efficienza del settore pubblico migliorasse rispetto agli attuali bassi livelli”.

Quanto alle banche, le sofferenze e gli incagli “hanno raggiunto livelli sistemici”. Il Fondo monetario ricorda come i crediti non performanti siano triplicati dall’inizio della crisi e abbiano raggiunto quota 330 miliardi di euro, pari al 17% degli impieghi. Tutto cio’ “ha depresso la redditivita’ e intralciato la ripresa”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 7 lug. – “Se non contrastati da una robusta risposta a livello europeo, gli sviluppi avversi in Grecia potrebbero avere un impatto sostanziale sull’Italia in termini di effetti sulla fiducia, sebbene l’esposizione diretta sia limitata”. Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale in uno studio pubblicato al termine delle consultazioni ex Articolo IV. (AGI)

(AGI) – Atene, 7 lug. – Cosi’ come le banche, anche la borsa di Atene restera’ chiusa fino a mercoledi’. Lo riferisce la Commissione sui mercati dei capitali ellenica. (AGI)

(AGI) – Pechino, 7 lug. – Borse cinesi ancora in ribasso. L’indice Composite della piazza di Shanghai ha chiuso in perdita dell’1,29%, a 3727,13 punti, mentre Shenzhen segna un pesante calo del 5,8%, a 11375,6 punti. Forte calo anche per l’indice ChiNext, il Nasdaq cinese, che ha chiuso in ribasso del 5,69%, a 2352,01 punti. Nel fine settimana, il governo e la banca centrale avevano approvato misure a sostegno dei mercati dopo che nelle ultime tre settimane le piazze di Shanghai e Shenzhen avevano perso circa il 30% del proprio valore, la peggiore striscia negativa di risultati dal 1992. Ventuno tra le maggiori societ� di brokeraggio cinesi hanno dato il via a un fondo da 19 miliardi di dollari per acquistare azioni sul mercato e tentare di fermare le emorragie. Ancora ieri, il primo ministro cinese, Li Keqiang aveva tentato di rassicurare gli investitori spiegando che la Cina � in grado di gestire i rischi e le sfide dell’economia, anche se non aveva fatto cenno direttamente alle difficolt� dei mercati azionari. Contrastate le altre piazze asiatiche: il Nikkei di Tokyo ha chiuso in rialzo dell’1,31%, mentre la Borsa di Seul ha segnato una perdita dello 0,7%, ai valori minimi delle ultime tre settimane. In calo dello 0,8% anche l’indice Hang Seng della Borsa di Hong Kong. (AGI)

(AGI) – Seul, 7 lug. – Samsung prevede di chiudere il secondo trimestre con un utile operativo di 6.900 miliardi di won (6,1 miliardi di dollari), in calo del 4% rispetto all’analogo periodo del 2014. La stima e’ inferiore ai 7.200 miliardi di won previsti dagli analisti, pur rappresentando un incremento del 15% rispetto al primo trimestre. L’azienda sudcoreana ha spiegato che i suoi nuovi modelli di smart phone, il Galaxy S6 e il S6 Edge, hanno avuto meno ordini del previsto, anche a causa di intoppi nella catena produttiva che non hanno consentito di soddisfare completamente la domanda. (AGI) .

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