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(AGI) – Palermo, 25 giu. – “Il lavoro costituisce l’elemento fondante della democrazia italiana ed e’ componente essenziale del processo produttivo. Approfondire i problemi del mercato del lavoro e i nodi strutturali dell’economia italiana offre un contributo alla riflessione sulle condizioni di benessere del Paese. La sfida di fronte alla quale ci troviamo e’ quella di trasformare in occupazione i timidi segnali di crescita che si vanno registrando”. Cosi’ il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio in occasione delle sesta edizione del Festival del Lavoro, che si e’ aperto nel pomeriggio a Palermo. “Negli ultimi anni -ha proseguito il capo dello Stato- la crisi ha messo a dura prova la tenuta dell’occupazione, generando allarme sociale. A pagare sono stati soprattutto i giovani che si sono trovati a fronteggiare tassi di disoccupazione senza precedenti e le esperienze piu’ mature collocate al di fuori del processo produttivo”. Affrontando i problemi lavoro stare attenti alla sostenibilita’ del welfare “Avviare laboratori di discussione sull’emergenza occupazionale e sull’efficacia di strumenti, come il piano europeo di garanzia giovani, che mirano a combattere la disoccupazione giovanile, appare particolarmente utile. Allo stesso modo, e’ apprezzabile avviare un confronto tra esperti del settore sull’efficacia dei profondi interventi di riforma che negli ultimi anni hanno investito la materia, fino al piu’ recente jobs act” ha aggiunto Mattarella. “I problemi del lavoro non possono essere affrontati oggi senza un’attenzione alla sostenibilita’ del welfare, nell’ottica della protezione sociale di chi non e’ in condizione di lavorare e nella prospettiva di favorire l’investimento sociale, per porre le basi per una societa’ piu’ equa e moderna, che investa in istruzione e promuova opportunita’, arricchendo il capitale umano del paese”, aggiunge il capo dello Stato, e sottolinea: “Il proliferare di condizioni di illegalita’ aggredisce le attivita’ economiche, come nel caso dell’intervento della criminalita’ organizzata, o mina direttamente i diritti fondamentali dei lavoratori, come nel caso del lavoro sommerso: in entrambi i casi vengono recise le basi della convivenza civile. Una convivenza fatta di sicurezza e salute dei lavoratori e di lavoro regolare nell’integrazione degli immigrati. Il lavoro e’, sotto questo profilo, condizione di progresso”, conclude il presidente. (AGI)

(AGI) – Roma, 25 giu. – Il prossimo 1 agosto i pensionati con un reddito inferiore a 1.500 euro percepiranno 796,27 euro di arretrati. Lo spiega, a titolo esemplificativo, la circolare con cui l’Inps fornisce le istruzioni applicative del decreto pensioni, con cui il governo ha definito l’entita’ delle rivalutazioni degli assegni superiori a tre volte il minimo dopo la sentenza della Corte Costituzionale. L’una tantum comprende 210,6 euro di arretrati relativi al 2012, 447,2 euro per il 2013, 89,96 per il 2014 e 48,51 per il 2015. A partire dal 2016, l’assegno mensile percepito dal pensionato sara’ di 1541,75 euro. Piu’ in generale, per gli anni 2012-2013 viene riconosciuta una rivalutazione del 40% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a tre volte il trattamento minimo Inps e pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo, del 20% per i trattamenti superiori a quattro volte il minimo e pari o inferiori a cinque volte e del 10% per quelli superiori a cinque volte il minimo e pari o inferiori a sei volte il minimo. La rivalutazione non e’ riconosciuta per i trattamenti superiori a sei volte, vale a dire circa 3.000 euro lordi mensili. Per il 2014 e per il 2015 la rivalutazione e’ pari al 20% dell’aumento ottenuto per ogni fascia di reddito nel biennio 2012-2013. Per il 2016, la rivalutazione e’ pari al 50% dell’aumento ottenuto per ogni fascia di reddito nel biennio 2012-2013. Alla ricostituzione dei trattamenti pensionistici si provvede d’ufficio. Le somme arretrate, spiega ancora l’Inps, devono essere assoggettate ad Irpef con il regime della tassazione separata, con esclusione delle somme maturate successivamente al 31 dicembre 2014, assoggettate, invece, a tassazione ordinaria. (AGI) .

(AGI) – Roma, 25 giu. – Il consiglio di amministrazione di Alitalia e’ fortemente preoccupato per l’impatto economico e operativo dell’incendio che ha devastato il modo D dello scalo romano di Fiumicino nello scorso 7 maggio: nonostante il dissequestro c’e’ una situazione di “grande incertezza sui modi e sui tempi del ripristino”. E’ quanto si apprende al termine della riunione del board dell’aviolinea che auspica una “soluzione urgente” della situazione nell’aeroporto della capitale. Come gia’ annunciato nei giorni scorsi dall’amministratore delegato, Silvano Cassano, fra i principali temi in discussione nella riunione del consiglio, c’e’ stata proprio la situazione dell’aeroporto di Fiumicino dove “dopo il sequestro disposto dalla magistratura – riferiscono le stesse fonti – il modo D non e’ ancora tornato all’operativita’, generando una situazione di grande incertezza sui modi e sui tempi del ripristino in un momento in cui e’ invece necessario far fronte al picco di passeggeri del periodo estivo, con i giorni caldi delle partenze ormai alle porte”. Il consiglio “ha manifestato grande preoccupazione per la rilevante dimensione dell’impatto economico ed operativo, sottolineando quanto l’Alitalia e la stessa capitale d’Italia abbiano bisogno di un’infrastrutture aeroportuale in grado di sostenerne il rilancio. E’ stata percio’ auspicata la soluzione urgente di una situazione che – e’ stato commentato – rappresenta non solo una difficolta’ per le compagnie aeree, ma un problema di immagine per il Paese che ha in quello di Roma Fiumicino il suo principale aeroporto di accesso”. Nel corso della riunione, il consiglio di amministrazione ha poi manifestato “grande soddisfazione per l’operazione di lancio della nuova livrea degli aerei e dei nuovi servizi di bordo presentati a inizio giugno insieme alla campagna di comunicazione”. (AGI)

(AGI) – Roma, 25 giu. – E’ ancora stallo nelle trattative per definire le sorti di Atene ma per il momento i mercati tengono, confidando probabilmente in uno sviluppo positivo. Neanche i negoziati di questa mattina sono bastati a trovare un accordo fra le istituzioni e la Grecia per l’esborso dell’ultima tranche da 7,2 miliardi di aiuti. Secondo quanto riferisce una fonte vicina al presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, “non c’e’ accordo e le istituzioni sono unite”. Ue, Bce, Fondo monetario e Esm hanno presentato una proposta che va verso la direzione di quelle proposte dalla Grecia lunedi’ scorso. Ma, come informa una fonte delle istituzioni, “non c’e’ ancora nessuna risposta dai greci”. Per questo, “oggi pomeriggio se ne discutera’”. E’ infatti in corso a Bruxelles l’Eurogruppo, il quarto in 7 giorni per cercare di sbloccare la situazione. Sul tavolo ci saranno due documenti in discussione. Secondo quanto si apprende, infatti, i greci riproporranno la lista messa a punto nei giorni scorsi e considerata ancora insufficiente dalle istituzioni, che a loro volta metteranno sul tavolo la loro controproposta, rifiutata nelle scorse ore da Atene. Le divergenze non sarebbero tali da impedire un accordo, sostiene una fonte ufficiale del governo greco. “La proposta del governo greco – spiega – e’ complessiva. Le differenze sono piccole, inconsistenti e non abbastanza grandi da giustificare un mancato accordo finale”. In particolare Atene avrebbe proposto misure alternative per coprire l’impatto del mantenimento delle agevolazioni fiscali alla isole, che rappresenta una modifica rispetto al programma presentato lunedi’ scorso da Atene. “L’impressione – aggiunge la fonte – e’ che continuino a chiederci misure alternative equivalenti in caso di modifica e quando noi presentiamo misure equivalenti non le accettano”. Intanto il direttivo della Bce ha mantenuto stabile il tetto della liquidita’ di emergenza per le banche greche (Ela). Il fondo attualmente e’ intorno agli 89 miliardi di euro. Infine nei mercati si registra ancora un cauto ottimismo sullo sblocco delle trattative. Le borse europee restano positive: Londra perde lo 0,07%. A Milano Ftse Mib in rialzo dell’1,3%, grazie al rimbalzo dei bancari. Francoforte cresce dello 0,72%, Parigi dello 0,5%, Madrid dello 0,5%. Atene guadagna lo 0,5%. .

(AGI) – Roma, 25 giu. – Nel 2013 sono state erogate 23,3 milioni di pensioni: il 56,3% ha come beneficiario una donna e il 43,7% un uomo. Le donne rappresentano piu’ della meta’ (il 52,9%) dei pensionati (8,7 su 16,4 milioni), ma percepiscono solo il 44,2% dei 273 miliardi di euro complessivamente erogati. Lo rileva l’Istat, aggiungendo che oltre la meta’ delle donne (50,5%) riceve meno di mille euro al mese, contro un terzo (31%) degli uomini. Ma il numero di uomini (178 mila) con un reddito pensionistico mensile pari o superiore a 5.000 euro e’ cinque volte quello delle donne (35 mila). Nel Nord-ovest, prosegue l’Istat, risiede oltre un quarto dei pensionati (circa il 28%), mentre la quota si attesta intorno al 20% nelle altre ripartizioni e scende al 10% nelle Isole. L’importo medio annuo delle pensioni erogate agli uomini e’ di 14.911 euro, un valore del 62,2% superiore a quello delle pensioni con titolarita’ femminile (9.195 euro). Tuttavia, poiche’ le donne percepiscono in media un numero di trattamenti pro capite superiore agli uomini (1,51 contro 1,32), il divario di genere si riduce al 41,4% se calcolato sul reddito pensionistico (19.686 euro per gli uomini contro 13.921 per le donne). I pensionati del Lazio percepiscono il reddito pensionistico medio annuo piu’ elevato (19.549 euro), di quasi il 40% superiore a quello dei pensionati della Basilicata (14.226 euro), che e’ il piu’ basso tra le regioi italiane. .

(AGI) – Roma, 25 giu. – “La prospettiva di una pressione fiscale che resti sull’attuale elevato livello appare difficilmente tollerabile”. Lo ha detto il presidente di coordinamento delle sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti, Enrica Laterza, nella sua relazione sul rendiconto generale dello Stato. La magistratura contabile evidenzia che la pressione fiscale al termine del 2014 e’ stata pari al 43,5%, registrando “un divario di 1,7 punti percentuali di prodotto rispetto alla media degli altri Paesei dell’area euro”. La rigidita’ della spesa per le pensioni pesa sulla spending review “La forte rigidita’ della componente pensionistica” della spesa dello Stato, unita a “margini sempre piu’ stretti di risparmi potenziali nelle maggiori altre categorie della spesa finale come i redditi e i consumi intermedi, gia’ ripetutamente colpiti, pone in luce le oggettive difficolta’ dei programmi di spending review”, sostiene Laterza. Un duraturo controllo della spesa pubblica non puo’ prescindere dalla revisione del perimetro dell’intervento pubblico, “con la necessita’ di riorganizzare alla radice le prestazioni e le modalita’ di fruizione dei servizi pubblici” attraverso una maggiore partecipazione dei cittadini alla copertura dei costi. A tal fine sara’ necessaria “una rigorosa articolazione tariffaria che realizzi il precetto costituzionale della concorrenza alle spese pubbliche, in ragione della diversa capacita’ contributiva”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 25 giu. – I Paesi creditori hanno “altrettante colpe” dei Paesi debitori. E’ quanto ha sottolineato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel corso di un seminario alla Farnesina, in merito all’attuale situazione dell’area euro senza fare esplicito riferimento alla Grecia. “E’ evidente che un Paese che ha un modello orientato all’export e una posizione creditoria elevata – ha affermato Visco – ha almeno altrettante colpe di un Paese che fa l’opposto e accumula tanti debiti”. L’integrazione europea “dipende dalla fiducia” e in questo periodo e’ “molto grave” il segnale di mancanza di fiducia che si avverte in Europa. E’ quanto ha sottolineato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenendo al seminario di Villa Mondragone alla Farnesina. “Bisogna essere consapevoli che non si puo’ andare avanti a pezzi di riforme istituzionali sul campo delle politiche economiche senza avere un progresso politico – ha affermato Visco -. Dal lato politico il progresso e’ ancora lontano e senza quel progresso politico la moneta non si difende”. Per il numero uno di Bankitalia, “la disaffezione dei cittadini rispetto all’integrazione europea e’ il prezzo piu’ alto della crisi che abbiamo pagato”. .

(AGI) – Roma, 25 giu. – “Siamo in ritardo praticamente su tutto ma abbiamo l’opportunita’ notevole di colmare il gap e ce l’abbiamo in tante aree e settori”. E’ quanto ha sottolineato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenendo al seminario di Villa Mondragone alla Farnesina. “In questo Paese c’e’ ancora un potenziale da cogliere”, ha aggiunto Visco. “Non esiste la deflazione buona. La deflazione e’ sempre cattiva e va combattuta”, ha detto Visco. “Si prevede che solo alla fine di quest’anno il Pil dell’area euro ritornera’ ai livelli produttivi del 2008, l’economia italiana e’ ancora molto lontana e ci vorranno diversi anni”, ha aggiunto. In Europa “siamo in una fase di ristagno. Siamo fermi, e questo e’ un problema”. .

(AGI) – Milano, 25 giu. – Vivendi e’ il primo azionista di Telecom Italia , con una quota pari al 14,9 % del capitale. Lo annuncia la societa’ francese in una nota. “Vivendi intende accompagnare Telecom Italia a lungo termine”. Lo si legge nel comunicato con cui il gruppo francese ha annunciato di avere il 14,9% di Telecom Italia. “Questo investimento – si legge ancora nella nota – costituisce per il gruppo l’opportunita’ di esser presente e di svilupparsi su un mercato le cui prospettive di crescita sono significative e nel quale e’ forte l’appetito per i contenuti di qualita’”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 25 giu. – L’euro apre poco sotto quota 1,12 dollari, mentre cresce la tensione per l’impasse nel negoziato sulla Grecia. La moneta europea passa di mano a 1,1198 dollari, euro/yen a a 138,45 e dollaro/yen a 123,65. La fiducia dei consumatori in Germania e’ prevista in frenata a luglio, per la prima volta da ottobre. L’indice Gfk scende a 10,1 punti dai 10,2 punti di giugno. Gli analisti si aspettavano che restasse invariata. L’analista di Gfk, Rolf Buerkl, sostiene che l’impatto delle crisi greca sulla fiducia in Germania ancora non si sente, anche se la Grexit e’ ormai percepito come un evento possibile. “Questo – spiega – crea dubbi nei consumatori perche’ le conseguenze di un’uscita della Grecia dall’euro non sono prevedibili al momento”. .

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