Newsletter
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

(AGI) – Shanghai, 9 lug. – La borsa di Shanghai vola a +5,4%, dopo i pericolosi tonfi dei giorni scorsi, che avevano creato il panico nei listini asiatici. Il ‘rimbalzone’ e’ in gran parte legato alle disposizioni delle autorita’ di Pechino, che hanno ordinato agli azionisti con forti partecipazioni nelle imprese quotate di vendere per sei mesi i loro titoli. Di riflesso alla ripresa cinese anche Hong Kong avanza del 4,4% .

Giornata al cardiopalma per la borsa di Tokyo. Il Nikkei apre ai minimi da 3 mesi in calo di oltre il 2%, sull’onda di Shanghai che in avvio perde il 3%. Poi la borsa nipponica, confortata dalla ripresa del listino cinese, risale anch’essa la china. Il Nikkei chiude in rialzo dello 0,6% a 19.855,50 punti. (AGI)

(AGI) – Atene, 9 lug. – Le autorita’ greche sono fiduciose di poter raggiungere un accordo con i creditori internazionale che sara’ poi approvato dal Parlamento: lo ha dichiarato il portavoce del governo, Gabriel Sakellaridis. “Sono certo che l’accordo superera’ (il voto) del gruppo parlamentare di Syriza e della coalizione di governo”, ha dichiarato all’emittente Antenna Tv. “Il governo sta facendo tutto il possibile per arrivare a un accordo immediato e mettere fine a questo ciclo di incertezza”. Ma il presidente della Bce, Mario Draghi stavolta si rende conto che superare lo scoglio della crisi greca e’ molto difficile. “Non so, questa volta e’ veramente difficile” confessa Draghi sull’aereo che da Bruxelles lo riporta a Roma, secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore. E se Mosca dovesse arriva in soccorso di Atene? “Non credo – replica Draghi – non mi pare un vero rischio, e poi non hanno soldi neanche loro…”. “Le banche greche hanno sufficiente liquidita’ nei bancomat fino a lunedi’”, lo ha assicurato Louka Katseli, presidente dell’associazione bancaria greca. “Sappiamo che e’ garantito tutto fino a lunedi’”, ha dichiarato all’emittente greca Skai Tv. Dopo il fallimento il 29 giugno dei negoziati tra il governo di Atene e i creditori internazionali, le autorita’ greche hanno prolungato fino a lunedi’ 13 luglio la chiusura delle banche del Paese e hanno limitato i prelievi di contante a 60 euro al giorno. .

(AGI) – Tokyo, 9 lug. – La Borsa di Tokyo, ancora scottata dal crollo dei mercati cinesi di ieri, aumenta le perdite. Dopo aver aperto le contrattazioni segnando un meno 2,05% a quota 19.332,77, il minimo da tre mesi, ora arretra del 3,2% a quota 19.115,20. (AGI) .

(AGI) – New York, 8 lug. – Il colosso Usa del software annuncia il taglio di 7.800 posti di lavoro, soprattutto nell’hardware telefonico. Il gruppo avvia una ristrutturazione e calcola oneri per 750-850 milioni di dollari. Inoltre stima oneri record da 7,6 miliardi di dollari per la svalorizzazione della finlandese Nokia. Si tratta della seconda tornata di licenziamenti in un anno per il colosso di Redmond, che nel 2014 aveva tagliato 18 mila posti di lavoro, sempre in seguito all’assorbimento di Nokia. L’operazione finora non e’ riuscita ad aumentare come sperato la quota di mercato del Windows Phone sul mercato degli smart phone, stimata ad appena il 3,2% nel 2015 dagli analisti di Idc. “Abbiamo bisogno di concentrare i nostri sforzi sul mercato della telefonia nel breve termine, reinventandoci nel frattempo”, ha dichiarato in una lettera ai dipendenti l’ad del gruppo, Satya Nadella, “ci stiamo spostando da una strategia basata sullo sviluppo di un modello di smart phone originale a una di crescita e creazione di un vibrante ecosistema Windows che includa anche i nostri prodotti originali nel campo dei dispositivi”. L’azienda dovra’ cercare una riscossa con il lancio del nuovo sistema operativo per pc, Windows 10, disponibile a fine luglio. Sul mercato degli smart phone e’ infatti complicatissimo per Microsoft non solo contrastare il dominio di Samsung e di Apple nell’hardware ma anche quello nel software dei sistemi operativi Android e Ios, sviluppati rispettivamente da Google e Apple. (AGI) .

(AGI) – Washington, 8 lug. – A wall Street sono riprese le contrattazioni dopo lo stop causato da problemi tecnici. La Casa Bianca ha escluso che la borsa di New York abbia subito un attacco informatico. (AGI)

(AGI) – Roma, 8 lug. – Giornata da incubo sui mercati asiatici con la sospensione del 50 per cento dei titoli quotati. La borsa di Shanghai e quella di Hong Kong perdono il 6 per cento. La bolla della borsa cinese, che in 12 mesi era cresciuta di oltre il 150% fino al picco del 12 giugno scorso, e’ scoppiata. Shanghai ha concluso le contrattazioni con un calo del 5,91 per cento. Hong Kong perde il 6,6%. Male anche Seul che ha chiuso a -1,18%. Nonostante la sospensione dalle compravendite di oltre 1.200 titoli, in apertura Shanghai e Hong Kong avevano perso circa l’8%. Il crollo apparentemente inarrestabile della borsa cinese, iniziato lo scorso 12 giugno, finora ha abbassato di circa il 30% il valore del listino: forte sgonfiamento di una bolla speculativa che secondo le autorita’ che regolano il mercato borsistico (China Securities Regulatory Commission) ha portato al “panico”. La Banca Centrale cinese ha annunciato che garantira’ la liquidita’ necessaria per stabilizzare i mercati borsistici e per scongiurare rischi sistemici. Lo riferisce l’agenzia di stampa statale Xinhua. Ma ad oggi non sono servite a molto le misure di sostegno ai listini decise nel weekend dal governo (blocco delle Ipo e fondo da 19 miliardi di dollari per acquistare azioni sul mercato), che oggi ha ordinato ai 112 colossi imprenditoriali di proprieta’ dello Stato di non vendere azioni loro o delle loro controllate “durante questa inusuale volatilita’” del mercato. La sospensione di 1.476 titoli (pari a meta’ del listino) dagli scambi nelle due grandi borse non e’ stata sufficiente a bloccare le perdite. Il mercato azionario dal picco di giugno ad oggi ha vaporizzato 3mila miliardi di dollari. Il tracollo dei mercati “e’ un grande schiaffo al governo cinese” dice il presidente di Osservatorio Asia Alberto Forchielli ai microfoni di Radio Radicale in collaborazione con Agichina. “L’enfasi del governo di Pechino sul mercato forte e’ fondamentale per sostenere le nuove riforme che puntano alla crescita dei consumi. Di recente la stampa cinese invitava i piccoli risparmiatori a investire in borsa. Sotto l’aspetto sociale chi ci rimette sono i cittadini, ovvero la classe media – 100 milioni di persone – che ha investito i propri risparmi sul mercato azionario”. Secondo Forchielli la solidita’ della struttura finanziaria del Paese non e’ messa in discussione perche’ “i soldi li perdono i risparmiatori non le banche, garantiti dal valore dei titoli: dobbiamo iniziare a preoccuparci della tenuta del sistema bancario se la discesa e’ superiore al 50%: oggi siamo intorno al 30 -35% quindi il problema di solidita’ finanziaria non si pone. La grande incognita e’ in che misura l’effetto poverta’ indotto dalle perdite in borsa possa ripercuotersi sul calo dei consumi cinesi”. Mentre i timori per la crisi greca e soprattutto per il nuovo tonfo della borsa di Shanghai fanno scendere il prezzo del petrolio, l’effetto della crisi greca sul crollo della borsa di Shanghai e’ nullo. Ne e’ convinto l’economista Michele Geraci. La Cina ha dichiarato di non volere l’uscita della Grecia dall’euro; nella prima dichiarazione ufficiale sull’esito del referendum greco, il vice ministro degli Esteri Cheng Guoping aveva auspicato una risoluzione “appropriata” della crisi. Le preoccupazioni per la crisi greca alimentano da settimane i timori di Pechino, che in piu’ occasioni si e’ espressa a favore della risoluzione in tempi rapidi della crisi per scongiurare l’incubo della Grexit pur senza sbilanciarsi su un possibile aiuto finanziario da parte cinese. Ma in termini di mercato obbligazionario, Pechino non ha nessuna esposizione diretta al possibile default della Grecia. La Cina secondo la Reuters ha acquistato bond europei pari a circa 2,4 miliardi di euro. “La Cina ha 4mila miliardi di dollari in riserve, mille volte la cifra che avrebbe investito in Europa – commenta Geraci – “In queste tre settimane il mercato di Shanghai ha vaporizzato 3mila miliardi di valore, rispetto ai quali il presunto valore dei bond europei detenuti da Pechino impallidisce”. “Bisogna pero’ distinguere le borse di Shanghai e di Shenzhen da quella di Hong Kong – dice Forchielli – In Cina il 90% dei soldi investiti sono cinesi e non subiscono le dinamiche greche, invece la piazza di Hong Kong risente della crisi greca, cosi’ come ne risente Tokyo”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 8 lug. – La Grecia presentera’ domani all’Eurozona un programma “credibile” di riforme, ma nel frattempo il governo di Atene ha gia’ avanzato la richiesta di nuovi aiuti al fondo salva Stati Esm: un prestito triennale di cui ancora non si conosce l’entita’. Dopo l’Eurosummit di martedi’, che ha dato l’ultimatum per evitare la Grexit, il premier Alex Tsipras ha spiegato le sue ragioni dinanzi al Parlamento europeo. La crisi greca, ha detto, “e’ un problema europeo e non solamente di Atene, quindi la soluzione” deve essere “a livello europeo”. In questi anni la Grecia e’ stata “una cavia”, ma la politica di austerity non ha prodotto i risultati sperati. Intanto la Bce ha deciso di mantenere invariato a 89 miliardi di euro il tetto massimo della liquidita’ di emergenza alle quali possono attingere le banche greche attraverso il meccanismo Ela. Ricevuto da applausi ma anche dai fischi, levatosi dai banchi conservatori, Tsipras ha aggiunto che i soldi versati ad Atene in questi anni “sono serviti per salvare le banche e non sono mai arrivati al popolo greco”. Il premier greco comunque ha riconosciuto le responsabilita’ del suo Paese: “Non sono tra coloro che danno la colpa agli stranieri: per tantissimi anni i governi greci hanno creato uno Stato clientelare, hanno alimentato la corruzione tra politica e imprenditoria e arricchito solo una certa fetta del popolo: il 10% del popolo detiene il 56% della ricchezza del Paese; e questa enorme ineguaglianza unita ai programmi di austerity, invece di correggere, ha appesantito la crisi”. Il presidente del fondo salva-Stati europeo Esm, Jeroen Dijsselbloem, ha domandato alla Commissione Ue e alla Bce di valutare la richiesta di prestito avanzata dalla Grecia. L’Esm, in una nota, ha poi chiesto assistenza tecnica al Fmi per valutare la sostenibilita’ del debito di Atene e quindi la possibilita’ di concedere il prestito e ha domandato alla Bce di valutare se la Grecia pone o meno rischi per la stabilita’ finanziaria complessiva dell’Eurozona. Quanto alle future riforme, Tsipras si e’ detto consapevole delle “distorsioni” del passato e ha assicurato iniziative per sgombrare il campo dalle baby pensioni e aumentare l’Iva. Tsipras ha smentito con forza di avere un piano segreto per uscire dall’Euro. “Ve lo dico con il cuore in mano”, ha assicurato. La scorsa settimana – ha ricordato – la schiacciante maggioranza delle dichiarazioni dei politici europei considerava la scelta del ‘no’ al referendum come una volonta’ di uscire dall’Euro. Se io avessi avuto questo obiettivo, non avrei fatto le dichiarazioni che ho fatto appena saputo l’esito del voto, considerandolo subito un mandato a negoziare per ottenere un accordo solido e sostenibile socialmente”. La richiesta di una ristrutturazione del debito ha l’obiettivo di ripagare i creditori: “i prestiti sono sicuramente una forma di solidarieta’ – ha osservato Tsipras – e vogliamo che si arrivi a un programma sostenibile proprio per ripagare i debiti”. Impegno a saldare i debiti e a restare nell’euro e’ stato promesso anche dal nuovo ministro delle Finanze Euclid Tsakalotos. Da Atene, fonti del governo hanno rivelato l’intenzione di estendere la chiusura delle banche, senza precisare fino a quando. Attualmente le banche elleniche fanno fatica a trovare la liquidita’ sufficente per rifornire i bancomat, che, con un limite giornaliero di 60 euro, rappresentano l’unica fonte di contante per i cittadini greci. Adesso i tempi sono strettissimi: il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e quella della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, che martedi’ erano stati durissimi con la Grecia, hanno ripetuto che domenica rappresenta l’ultima spiaggia per Atene. Tusk ha anche chiesto unita’ ai Paesi europei, senza la quale – ha detto – “ci sveglieremo fra quattro giorni in un’Europa diversa: questa e’ l’ultima chance”. Secondo Tusk, il fatto che l’Eurogruppo abbia ricevuto la richiesta di aiuti Esm nei tempi previsti, “e’ un buon segno” in vista di domani, quando si attendono le nuove proposte greche. Martin Jaeger, portavoce del ministero tedesco delle Finanze, ha gia’ detto che “se entro domenica non avremo trovato una soluzione, sara’ necessario pensare ad altri scenari”. (AGI) .

(AGI) – Bruxelles, 8 lug. – Sono anni che lo spettro dell’uscita della Grecia dall’Euro, la “Grexit” per usare la sintesi anglofona piu’ diffusa, viene agitato da tutti i dirigenti europei come una catastrofe da evitare, per convincere le rispettive controparti ad accettare posizioni diverse. Ma sono anni che, con le proprie azioni, gli stessi dirigenti che l’hanno sempre rifuggito a parole stanno percorrendo la strada che porta proprio a quell’evento “catastrofico”. Ecco perche’ il libro dello storico Christopher Clark, sulle origini della Grande Guerra, I Sonnambuli (edito in Italia da Laterza) e’ sempre piu’ citato a Bruxelles. La prima a farlo, nel dicembre 2013, e’ stata la cancelliera tedesca Angela Merkel, che aveva sintetizzato cosi’ le 600 pagine di Clark: “hanno fallito tutti e questo ha portato alla prima Guerra mondiale”. Era il momento in cui Merkel chiedeva gli “accordi contrattuali” per rendere obbligatorie le riforme e rafforzare la moneta unica e durante il vertice dei capi di Stato e di governo secondo quanto la stampa era venuta a sapere, aveva parlato dell’ipotesi dell’uscita della Grecia dall’Euro come qualcosa che avrebbe inevitabilmente portato alla fine dell’Euro. Ora, dopo poco piu’ di un anno e mezzo, la Commissione ha riconosciuto che lo scenario e’ pronto “nei dettagli” anche se continua a ritenerlo non auspicabile. Nel libro di Clark si legge che “nessuno auspicava che succedesse, ma a parte questo interesse comune, ognuno difendeva interessi personali e contraddittori”: ora si potrebbe dire “nazionali e contraddittori”. Oggi, fissata la scadenza di domenica prossima, il testo dello storico inglese appare sempre piu’ di attualita’. In fondo, “lo scenario peggiore” come lo continuano a definire tutti gli attori, “dove tutti abbiamo solo da perdere”, come ha detto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, e’ legato a un’ultima tranche da 7,2 miliardi del secondo piano di aiuti che Ue, Bce e Fmi non riescono a trovare il modo di erogare perche’ mancano le condizioni da parte della Grecia. In tutto, i due programmi di assistenza ammontano a 240 miliardi: l’ultima tranche ne rappresenta il 3% appena. Il mancato versamento della tranche entro l’iniziale scadenza di fine 2014 ha provocato una serie di conseguenze fra cui la caduta del governo conservatore di Samaras e la vittoria di Alexis Tsipras alle elezioni di fine gennaio. Ora che anche l’ultima scadenza per il completamento di quel programma e’ passata, senza che le istituzioni riuscissero a trovare una contropartita adeguata per il versamento di quella tranche, e dopo che i cittadini si sono nuovamente espressi a favore di Tsipras, la data limite per sancire la “catastrofe” Grexit in mancanza di accordo e’ stata fissata per domenica prossima. Nelle settimane del 1914 che hanno preceduto lo scoppio della guerra, scrive Clark nel suo libro. “gli uomini politici europei continuavano ad agitare lo spettro di una catastrofe generale per mantenere la pressione e proteggere i propri interessi”. (AGI)

(AGI) – Roma, 8 lug. – Il ministero dell’Economia ha disposto l’emissione di Btp a 3, 7, 15 e 30 anni fino a 7,5 miliardi di euro per l’asta in programma lunedi’ 13 luglio prossimo con regolamento il 15 luglio. In particolare saranno offerti: Btp triennali tra 2 e 2,5 miliardi, Btp settennali tra 1,5 e 2 miliardi, Btp quindicennali tra 1 e 1,5 miliardi, Btp trentennali tra 750 milioni e 1,5 miliardi. (AGI)

(AGI) – Roma, 8 lug. – Quasi 2 milioni di pensionati italiani non arrivano a 500 euro al mese e ben il 42,5%, pari a oltre 6,6 milioni di persone, riceve meno di 1.000 euro lordi mensili. E’ quanto emerge dal Rapporto annuale dell’Inps da cui emerge anche che le cosiddette pensioni d’oro riguardano oltre 700.000 pensionati con assegni da oltre 3.000 euro al mese. La quota di beneficiari che ottiene pensioni comprese tra 1.000 e 1.500 euro e’ del 23,5%, oltre 3,6 milioni per il 22% di spesa annua (59 miliardi), mentre un ulteriore 17,2% circa 2,7 milioni di persone) percepisce redditi compresi tra 1.500 e 2.000 euro mensili, pari al 22,2% della spesa (oltre 59 miliardi). Tra i 2.000 e i 3.000 euro lordi si colloca il 12,2% (quasi 1,9 milioni) cui va il 21,7% della spesa lorda complessiva per un totale di oltre 58 miliardi di euro. Il reddito pensionistico medio (la somma di tutti i redditi da pensione, sia di natura previdenziale che assistenziale) ammonta al 31 dicembre 2013 a 1.323 euro lordi mensili. L’Inps eroga ogni mese quasi 21 milioni di pensioni previdenziali e prestazioni di natura assistenziale a favore di oltre 15,5 milioni di beneficiari per una spesa lorda complessiva pari nel 2014 a circa 269,6 miliardi di euro, con un incremento dello 0,9% rispetto a 267,1 miliardi del 2013. La spesa pensionistica, finanziata in via principale dai contributi versati dai lavoratori e dai datori di lavoro, incide sul Pil per il 15,3% nel 2014 e per il 16,1% ove si comprenda anche la spesa erogata per conto dello Stato, con esclusione delle erogazioni relative alle indennita’ di accompagnamento a favore degli invalidi civili.

L’Istituto ha chiuso il 2014 con un rosso da 12,7 miliardi e un disavanzo di 7,87 miliardi ma “la sostenibilita’ dell’intero sistema di sicurezza sociale non e’ a rischio”. Si rileva un miglioramento del patrimonio netto di circa 9 mld di euro (17,9 miliardi contro i 9 del 2013). L’avanzo di amministrazione del 2014 passa da circa 43,9 mld a 36 mld. Il flusso finanziario complessivo annuo nel 2014 e’ risultato pari a 881 miliardi di euro (somma tra entrate pari a 436,6 miliardi e uscite pari a 444,4 miliardi), valore che supera la meta’ del Pil Italiano. (AGI) .

Flag Counter