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(AGI) – Roma, 20 mag. – Il decreto sulle pensioni varato dal Governo prevede il riconoscimento della rivalutazione relativa agli anni 2012-2013 “nella misura del 40% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a tre volte il trattamento minimo Inps e pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo, con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, durante l’audizione davanti alle commissioni Bilancio e Lavoro di Camera e Senato sul decreto sulle pensioni. La rivalutazione sara’ “del 20% per i trattamenti superiori a quattro volte il minimo e pari o inferiori a cinque volte” e del 10% per quelli superiori a cinque volte il minimo e pari o inferiori a sei volte il miniimo. “La rivalutazione non e’ riconosciuta per i trattamenti superiori a sei volte”, vale a dire circa 3.000 euro lordi mensili. La decisione di non restituire nulla a questa fascia di pensionati, ha spiegato il ministro, e’ stata maturata “nell’ambito di una impostazione solidaristica sia intra-generazionale, sia intergenerazionale, in presenza di vincoli di bilancio stringenti”. Negli anni 2014-2015 la rivalutazione viene riconosciuta “nella misura del 20% di quanto stabilito per le mensilita’ del biennio 2012-13”, ha aggiunto Padoan. In sostanza, “un pensionato che riceve un assegno di circa 1.700 euro lordi mensili” avra’ un beneficio per il 2015 “stimabile in circa 750 euro netti”; per uno che riceve un assegno di circa 2.200 euro lordi “il beneficio e’ stimabile in circa 460 euro netti”, per chi riceve 2.700 euro, in circa 280 euro netti. “Ancora una volta – ha detto il ministro – il Governo ha prestato piu’ attenzione a chi ha redditi piu’ contenuti”. Il decreto pensioni – spiega Padoan – prevede, a decorrere dal 2016, per i trattamenti superiori a tre volte il minimo e inferiori a sei volte il minimo una rivalutazione strutturale “del 50% di quanto stabilito per le mensilita’ del biennio 2012-2013”. A questo piccolo aumento bisogna aggiungere poi la perequazione prevista dalla legge Letta. “I maggiori oneri connessi alla sentenza ridurrebbero significativamente i margini di bilancio e di intervento per i prossimi anni, sia in relazione all’intenzione del governo di eliminare gli effetti delle clausole di salvaguardia che altrimenti comporterebbero un aumento dell’Iva, sia per il finanziamento di nuovi interventi da porre in essere per sostenere la ripresa”. La sentenza sulle pensioni della Corte Costituzionale avrebbe comportato, senza il decreto del governo, una spesa aggiuntiva di competenza pari a “circa 17,6 miliardi di euro al netto degli effetti fiscali” con “un incremento non sostenibile della spesa per pensioni nel 2015 e negli anni seguenti”. Lo ha ribadito il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, durante l’audizione alle commissioni Bilancio e Lavoro di Camera e Senato. “Mantenedo il quadro macroeconomico tendenziale previsto nel Def, l’indebitamento netto tendenziale dlle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil” sarebbe salito nell’anno in corso “dal 2,5% previsto nel recente Def 2015 al 3,6%”. L’intervento proposto, ha aggiunto Padoan, consente di ridurre la maggior spesa per pensioni derivante dalla sentenza della Consulta a circa 2,2 miliardi, al netto degli effetti fiscali, per il 2015 e “a circa 0,5 miliardi di euro annui dal 2016, con profilo leggermente decrescente”. A seguito del decreto, inoltre, il rapporto deficit/Pil programmatico “resta confermato al 2,6%” nel 2015, e per gli anni successivi “restano sistanzialmente invariati i valori dell’indebitamento netto in rapporto al Pil previsti nel quadro tendenziale” e “confermati gli obiettivi programmatici indicati nel Def”. L’intervento del governo, ribadisce Padoan, consente infine “il rispetto delle regole di bilancio europee”. (AGI) “E’ per non essere simili alla Grecia che sono state prese le misure” previste dal decreto sulle pensioni. Ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. “Non solo romperemmo le regole dell’Ue ma rimetteremmo la finanza su un percorso non sostenibile, mettendo in discussione anche la fiducia dei mercati”. “Domani mattina presto il decreto sulle pensioni verra’ inviato al Quirinale e di li’ alle Camere, i tempi un po’ piu’ lunghi sono stati dovuti alle procedure per la bollinatura”. Su un’eventuale riforma delle pensioni che preveda una maggiore flessibilita’ in uscita, “dico solo che sono principi enunciati dal Presidente del Consiglio, cui ci dovremo dedicare senza fretta”. Lo concluso ministro dell’Economia. (AGI) .

(AGI) – New York, 20 mag. – “Molti” dei partecipanti all’ultimo direttivo di politica monetaria della Federal Reserve considerano “improbabile” che “l’economia Usa mostri miglioramenti sufficienti a garantire un rialzo dei tassi di interesse a giugno”. Lo si legge nelle minute diffuse dalla banca centrale Usa. Nelle minute si legge che i membri del Fomc, il direttivo della Fed, considerano “temporaneo” il rallentamento economico del primo trimestre ma hanno comunque sottolineato una “accresciuta incertezza sulle prospettive economiche”, legata in parte a fattori esterni come la frenata dell’economia cinese e l’incerto destino della Grecia. A suscitare la preoccupazione dei vertici della banca centrale Usa sono inoltre la delusione per l’impulso dato ai consumi dal calo del prezzo del petrolio, rivelatosi inferiore al previsto, e la volatilita’ del mercato obbligazionario, che fa temere il ripetersi di turbolenze come quelle avvenute ai tempi dell’annuncio del ‘tapering’ (ovvero, la graduale riduzione delle operazioni di acquisto di titoli, oggi concluse del tutto). .

(AGI) – Roma, 20 mag. – “Inqualificabile” il piano Whirlpool. E’ il giudizio del Governo dopo un mese di riunioni con l’azienda e le organizzazioni sindacali in cui non sono stati fatti passi avanti. Il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi ha ribadito la disponibilita’ a riconvocare le parti “anche immediatamente”, ma dopo che l’azienda avra’ presentato nuove proposte “credibili e tangibili” che diano certezze ai lavoratori del gruppo e rispondano all’esigenza di preservare gli aspetti occupazionali. Whirlpool ha presentato oggi il piano di ristrutturazione degli uffici amministrativi, che aggiunge ulteriori 480 esuberi: “in tal modo gli esuberi complessivi in giro per l’Italia salgono a 2.060 su 6.700 dipendenti, di cui 1.430 nelle fabbriche, 150 nella R&S e appunto 480 nell’amministrazione” dice Gianluca Ficco, coordinatore nazionale Uilm di settore, al termine del tavolo al Ministero. “Da questi numeri, pero’, nei conti aziendali andrebbero detratti i 280 incrementi occupazionali che sono programmati a Cassinetta (Varese)”, prosegue Ficco. Dei 480 nuovi esuberi annunciati negli uffici amministrativi, 200 sono a Varese, 200 a Fabriano, 80 a Milano; inoltre Whirlpool sta valutando di accorpare i siti di Comerio (Varese) e di Milano in un’unica sede ancora da individuare in Lombardia; infine, anche per gli impiegati, Whirlpool dichiara la disponibilita’ a non licenziare fino al 2018, a patto di avere gli ammortizzatori sociali necessari. Secondo l’azienda, con l’acquisizione di Indesit Company c’e’ stata “la duplicazione di alcuni ruoli, che al momento deve essere affrontata al fine di assicurare un’organizzazione efficiente ed efficace”. Cosi’ Whirlpool Corporation giustifica gli ulteriori 480 esuberi “all’interno della popolazione impiegatizia in Italia”. L’azienda conferma la propria disponibilita’ a “non procedere con licenziamenti unilateriali fino alla fine del 2018 anche per la popolazione impiegatizia”. Whirlpool spiega che con l’acquisizione di Indesit “ha raddoppiato le proprie dimensioni nella regione Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA), e ha oggi l’opportunita’ unica di creare un’azienda capace di competere sul mercato nei decenni a venire, nonche’ di continuare a creare valore per i dipendenti, i consumatori, i partner commerciali, i fornitori e gli azionisti”. Ma il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, chiede a Whirlpool “di ripresentare il proprio piano industriale”. “Noi continuiamo a pensare che gli accordi fatti all’epoca di Indesit vadano mantenuti”. Alla domanda se a questo punto la trattativa si complichi, il ministro ha risposto: “Si complica se arrivano affermazioni o proposte che, appunto, non sono coerenti con gli accordi che erano stati presi all’epoca. Noi siamo fermi a questa posizione: difendiamo la condizione che riteniamo necessaria di un giusto equilibrio tra il bisogno di riorganizzazione dell’azienda da una parte e dall’altra la tutela del lavoro. Su questa base stiamo fermi su quanto chiesto a Whirlpool e come governo continuiamo a insistere su questo punto”. La Fiom, in una nota, annuncia che “e’ necessario imprimere una svolta decisa alla vertenza: Whirlpool deve scoprire tutte le carte per un esito diverso da quello attualmente previsto dal piano e prevedere soluzioni per tutti i lavoratori del Gruppo in grado di scongiurare le chiusure dei siti e di mantenere l’integrita’ del Gruppo. Di fronte alla decisione del Governo di non riconvocare le parti per la Fiom il confronto deve proseguire e nello stesso tempo devono essere decise iniziative di mobilitazione e di lotta, oltre allo sciopero generale dell’industria gia’ proclamato a Caserta per il 22 maggio e le assemblee in tutti gli stabilimenti e uffici, fino ad arrivare allo sciopero generale di tutto il Gruppo”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 20 mag. – Dopo cinque trimestri in rosso il Pil ha registrato un aumento dello 0,3% nel primo trimestre di quest’anno: la crescita acquisita per il 2015 resta pari allo 0,2%. Lo scrive l’Istat nel Rapporto annuale per il 2015.

Imprese sempre piu’ “micro”, si investe poco in ricerca (LEGGI)

“Nei primi mesi del 2015 gli indicatori anticipatori suggeriscono la prosecuzione di una graduale ripresa ciclica nei paesi avanzati, grazie all’azione di stimolo esercitata dalla politica monetaria, dal calo del prezzo del petrolio e, per l’Uem, dal deprezzamento del cambio”, sottolinea il rapporto secondo cui sono “ancora in rallentamento le economie emergenti”.

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Nel 2014, prosegue il Rapporto dell’Istituto di Statistica, “il Pil in volume italiano ha segnato una nuova flessione in media annua (-0,4%), sintesi di una lenta discesa nei primi tre trimestri e di una variazione nulla nel quarto. Secondo la stima preliminare, nel primo trimestre 2015 il Pil ha registrato un primo aumento congiunturale (0,3%) dopo cinque trimestri di variazioni negative o nulle. Il prodotto interno lordo risulta invariato su base tendenziale, mentre la crescita acquisita per il 2015 e’ pari a +0,2%”.

Piu’ della meta’ degli stranieri si trova bene in Italia (LEGGI)

Senza Qe crescita Pil 2016 piu’ bassa dello 0,7% “In assenza dell’azione straordinaria di stimolo monetario della Bce, si determinerebbe una crescita del Pil piu’ bassa per il 2016 (0,7 punti percentuali in meno rispetto allo scenario base) mentre nel biennio considerato la variazione del tasso di inflazione sarebbe appena piu’ limitata (un decimo di punto in meno)”.

Italiani sempre piu’ istruiti, aumentano gli studenti stranieri (LEGGI)

Nel 2015 si attenua spinta deflazione “A partire da febbraio 2015, le spinte deflazionistiche si sono attenuate grazie alla ripresa dei prezzi del greggio e del gas e ai sensibili aumenti su base tendenziale dei prezzi degli alimentari non lavorati”. 

Italiani soddisfatti di famiglia e salute, meno per le finanze (LEGGI)

Secondo il Rapporto, “Una piu’ rapida ripresa della dinamica dei prezzi sarebbe favorita da un incremento delle quotazioni del petrolio che, nella seconda simulazione, e’ per ipotesi fissato al valore di fine novembre 2014 (76 dollari al barile): l’indice dei prezzi al consumo crescerebbe di 0,8 punti percentuali in piu’ rispetto allo scenario base nell’arco dell’intero biennio, con un effetto piu’ elevato nel 2015 (sei decimi) rispetto al 2016 (due decimi). (AGI)

(AGI) – Roma, 20 mag. – “Whirlpool ha presentato oggi il piano di ristrutturazione degli uffici amministrativi, che aggiunge purtroppo ulteriori 480 esuberi: in tal modo gli esuberi complessivi in giro per l’Italia salgono a 2.060 su 6.700 dipendenti, di cui 1.430 nelle fabbriche, 150 nella R&S e appunto 480 nell’amministrazione”. Lo dice Gianluca Ficco, coordinatore nazionale Uilm di settore, al termine del tavolo al Ministero dello Sviluppo economico. “A questi numeri, pero’, nei conti aziendali andrebbero detratti i 280 incrementi occupazionali che sono programmati a Cassinetta (Varese)”, prosegue Ficco. “Dei 480 nuovi esuberi annunciati negli uffici amministrativi, 200 sono a Varese, 200 a Fabriano, 80 a Milano; inoltre Whirlpool sta valutando di accorpare i siti di Comerio (Varese) e di Milano in un’unica sede ancora da individuare in Lombardia; infine, anche per gli impiegati, Whirlpool dichiara la disponibilita’ a non licenziare fino al 2018, a patto di avere gli ammortizzatori sociali necessari”. “Whirlpool ha oggi messo sul tavolo l’entita’ complessiva del problema occupazionale e cio’ ci spinge a ribadire con maggior forza la nostra richiesta sindacale: il piano industriale deve essere modificato, in modo da escludere davvero chiusure e licenziamenti, rispettando gli impegni presi in passato non solo con i lavoratori ma anche con le Istituzioni. Chiediamo il pieno appoggio del Governo per far cambiare idea alla multinazionale americana”, conclude Ficco. (AGI)

(AGI) – Roma, 20 mag. – L’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato non ha mai dato il proprio via libera – “ai sensi della normativa antitrust” – ad operatori televisivi riguardanti “possibili accordi distorsivi della concorrenza nell’assegnazione dei diritti televisivi per stagioni calcistiche del triennio 2015-2018”. La precisazione arriva da fonti della stessa Authority sottolineando che “si e’ limitata a esprimersi, su un’istanza presentata dalla Lega Calcio ai sensi del Decreto Legislativo 9 gennaio 2008, n. 9 (cosiddetto Decreto Melandri), sulla possibilita’ di consentire all’assegnatario del Pacchetto D (cioe’ RTI) di concedere in sub-licenza a Sky i diritti audiovisivi relativi al medesimo pacchetto”. E una volta “verificato che l’accoglimento dell’istanza si sarebbe tradotta nella visibilita’ di una parte degli eventi compresi nel pacchetto D su due piattaforme concorrenti”, l’Autorita’ “si e’ pronunciata favorevolmente” facendo espressamente salva in tale occasione la possibilita’ di un intervento ai sensi della legge n. 287/90, nonche’ degli artt. 101 e 102 del TFUE”. Le stesse fonti concludono rilevando che “alcun contratto o accordo intercorrente fra Sky e Mediaset e’ mai stato portato all’attenzione dell’Autorita’”. “Aspettiamo di vedere quale convincimento si forma all’interno dell’Antitrust, evitando di interpretare noi, come a volte qualcuno fa, il suo pensiero” ha detto l’ad di Sky Andrea Zappia a margine dell’assemblea della Lega Calcio di Serie B, a proposito dell’istruttoria Antitrust sugli accordi per i diritti della Serie A. “Sin da giugno scorso – ha aggiunto – Sky ha sostenuto con forza e coerenza in tutte le sedi, inclusa AGCM, che le sue offerte per i pacchetti A e B erano quelle vincenti ai sensi delle regole del bando. La Lega, consigliata dal proprio advisor, ha invece adottato con propria decisione e nonostante l’opposizione forte di Sky, un’assegnazione diversa, assai piu’ penalizzante per il business di Sky”. “Sky ha poi acquisito da RTI, con un regolare contratto di sublicenza approvato da AGCM e Agcom, i diritti sul pacchetto D – ha concluso – e non ha quindi partecipato ad alcuna intesa e peraltro l’assetto dei diritti, a valle dell’assegnazione decisa dalla Lega, ha visto Sky particolarmente penalizzata rispetto ai risultati prefigurabili dopo l’apertura delle buste”. (AGI)

(AGI) – Roma, 20 mag. – Alcuni progetti dell’Inps “di dubbia rilevanza” sembrano nati per aumentare il numero dei dirigenti centrali, che attualmente sono 48. Lo rileva il presidente Tito Boeri, durante un’audizione alla commissione parlamentare di controllo degli enti gestori in cui ha sottolineato le criticita’ trovate al suo arrivo all’Istituto di previdenza. “L’organizzazione dell’apparato centrale dell’Inps invece di essere imperniata sui servizi si basa su una molteplicita’ di progetti di dubbia rilevanza, che hanno portato ad aumentare il numero dei dirigenti centrali”, in modo da dare “a tutti un incarico”, ha detto Boeri. “L’autoreferenzialita’” della struttura organizzativa e’ stata rafforzata da “una progressiva perdita di rapporti con diretti con la clientela, con l’affidamento delle consulenze a strutture esterne come Caf e patronati”. Un’altra criticita’ e’ rappresentata dalla “gestione diretta del patrimonio immobiliare, nonostante non si il core business” dando “un cattivo servizio a stakeholder e inquilini”. Boeri ha poi denunciato “procedure poco trasparenti per le consulenze che forniscono servizi di informatica”, “bilanci poco trasparenti con disallineamenti tra preventivo e consuntivo”, “scarsa attenzione alle entrate contributive”. Il presidente ha inoltre citato “una serie di indagini dell’Anac” che hanno rilevato “rapporti senza gara preventiva” e in “violazione delle regole del pubblico impiego”.(AGI) .

(AGI) – Roma, 20 mag. – Imprese italiane ancora affette da ‘nanismo’ e che investono pochissimo in ricerca e sviluppo. Questo il quadro fornito dall’Istat nel Rapporto annuale per il 2015. “La crisi non ha modificato in misura sostanziale la struttura produttiva dell’economia italiana – si legge nel Rapporto – Nel 2012, la dimensione media – 3,9 addetti per impresa – e’ fra le piu’ basse d’Europa e il 47,5% degli occupati lavora in imprese con meno di 10 addetti (47,4% nel 2007). Tra i 4,2 milioni di microimprese (meno di 10 addetti), le monoaddetto sono circa 2,2 milioni e generano il 10% del valore aggiunto del sistema produttivo. Spesso si tratta di forme di autoimpiego, cui raramente si associano obiettivi di crescita e produttivita’”.

“Nel 2012 – prosegue il Rapporto – il sistema delle imprese italiane ha investito in R&S solo lo 0,7% del Pil contro l’1,3% dell’Ue28, ma supera la media europea per propensione all’innovazione – 41,5% di imprese innovatrici rispetto a 36,0% nell’Ue28 – e per la registrazione di prodotti di design industriale e marchi”. (AGI) .

(AGI) – Rozzano, 20 mag. – “Telecom Italia e’ la soluzione e non la causa del ritardo digitale del nostro paese”. E’ quanto ha affermato il presidente di Telecom Italia, Giuseppe Recchi, nella sua relazione introduttiva all’assemblea della societa’. “Il Piano del Governo sulla banda larga, e la determinazione con cui il presidente del Consiglio ha messo il tema al centro dell’agenda politica”, ha aggiunto, “ci hanno trovato entusiasti. Entusiasti di avere finalmente un governo con una visione del ruolo dell’Ict nel futuro del nostro Paese”. “Ma i dettagli”, ha sottolineato, “sono importanti. E sui dettagli c’e’ ancora molta confusione e superficialita’”. (AGI)

(AGI) – Atene, 20 mag. – La Grecia, senza un accordo con i suoi creditori, non sara’ piu’ in grado di effettuare il pagamento da 1,5 miliardi di dollari al Fmi, sul debito in scadenza il prossimo 5 giugno. Lo sostiene il portavoce del governo in Parlamento, Nikos Filis. “Adesso i negoziati devono arrivare al punto – dice il portavoce – Questo e’ il momento della verita’, il 5 giugno”. “Se non si arrivera’ a un accordo – aggiunge – avremo un problema di finanziamento, non ci saranno piu’ soldi per i pagamenti”. Il rimborso al Fmi di 750 milioni di dollari della settimana scorsa e’ stato possibile solo utilizzando i fondi di riserve Sdr (diritti speciali di prelievo) detenute presso lo stesso istituto di Washington. “Non riceviamo finanziamenti da un anno – dice ancora Filis – e adesso abbiamo finito i soldi per il pagamenti ai creditori esteri”. Il governo di Atene, spiega il portavoce, intende tenersi i soldi per pagare le pensioni e gli stipendi al pubblico impiego, prima di rimborsare il Fmi. (AGI) .

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