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(AGI) – Bruxelles, 11 lug. – Le banche greche sono sull’orlo del collasso, per il prelievo di massa di contanti prima dell’entrata in vigore del controllo sui capitali, e serviranno almeno 25 miliardi di euro per la ricapitalizzazione. E’ quanto rivelano fonti vicine ai negoziati. La cifra dovra’ essere quindi scalata dai nuovi aiuti che Atene potrebbe ricevere dai creditori. .

(AGI) – Bruxelles, 11 lug. – Una riunione “lunga” e “difficile” , questi gli aggettivi utilizzati dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e dal presidente del’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. per definire la trattativa in corso a Bruxelles,  a 4 giorni dall’ultimatum che i partner europei hanno dato al governo Tsipras per presentare un piano di riforme credibile e poter concedere nuovi aiuti finanziari, dopo che il secondo programma di assistenza finanziaria non e’ stato concluso per la mancanza di un accordo.

Dopo l’ok del parlamento greco al mandato per negoziare un terzo programma di aiuti internazionali sulla base del pacchetto di riforme proposte giovedi’ sera dal governo, ci sono ancora “serie preoccupazioni sulla credibilita’ degli impegni” e sull’effettiva attuazione di quanto promesso. “C’e’ un grande problema di fiducia”, ha detto Dijsselbloem. E’ presto dunque per cantare vittoria: i giochi sembrano ancora aperti e continua a non potersi escludere che il doppio vertice dei capi di stato e di governo dell’Eurozona e dell’Ue, convocato per domani a Bruxelles, si trasformi in una riunione per affrontare l’eventualita’ dell’uscita di Atene dalla moneta unica.

Eurogruppo, ‘no’ della Finlandia ad aiuti

Atene deve compiere ulteriori passi rispetto alle proposte di riforma per convincere l’Europa che onorera’ i suoi debiti, se vuole avviare i negoziati sul salvataggio. E’ quanto avrebbero detto i ministri delle Finanze dell’Eurogruppo riuniti a Bruxelles, secondo quanto riferiscono fonti comunitarie.

Un‘uscita “a tempo” di cinque anni della Grecia dall’euro, per permettere ad Atene di ristrutturare il proprio debito: sarebbe questa la proposta inviata ai colleghi dell’Eurogruppo dal ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. La rivelazione e’ arrivata dal Frankfurter Allgemeine Zeitung, mentre e’ in corso la riunione dell’Eurogruppo a Bruxelles.

Fonti comunitarie hanno confermato l’esistenza di un piano tedesco in questo senso ma fonti del governo greco hanno fatto sapere che l’ipotesi di ‘Grexit’ temporanea non e’ stata affrontata nel corso della riunione dell’Eurogruppo.

Secondo la Faz, il ministro tedesco ha inviato agli altri Paesi dell’area euro una nota con la quale boccia le proposte della Grecia e suggerisce l’uscita a tempo di Atene che rimarrebbe comunque membro Ue e riceverebbe “assistenza umanitaria e tecnica di stimolo per la crescita”. Nel piano Schaeuble ventilerebbe la possibilita’ di un trasferimento di ‘asset’ per 50 miliardi di dollari in un fondo di garanzia da parte di Atene a copertura del debito. (AGI)

(AGI) – Roma, 11 lug. – La Finlandia si oppone a concedere nuovi aiuti alla Grecia. Mentre e’ in corso la riunione fiume dell’Eurogruppo, che potrebbe andare avanti fino all’alba, fonti del governo finlandese hanno riferito al quotidiano finanziario Kauppalehti che Helsinki non accettera’ di sbloccare i finanziamenti ad Atene. Il ‘no’ della Finlandia potrebbe tuttavia essere aggirato, facendo scattare una procedura di emergenza che prevede una maggioranza dell’85% per far passare il nuovo piano di salvataggio del Fondo salva stati. .

(AGI) – Roma, 11 lug. – In merito all’incendio che si e’ verificato lo scorso 9 luglio durante i lavori di riparazione della linea onshore Tebidaba-Clough Creek, in Nigeria, precedentemente danneggiata da atti di sabotaggio, Eni “comunica con grande rammarico che una delle tre persone rimaste ferite e’ deceduta presso la struttura ospedaliera presso la quale era ricoverata. Il bilancio dell’incidente e’ pertanto di 13 vittime e due feriti”. Eni precisa inoltre che, in seguito ai primi accertamenti che la societa’ sta svolgendo in collaborazione con le autorita’ locali, “appare verosimile che l’incendio sia stato innescato dai soggetti che avevano precedentemente operato sull’oleodotto per sottrarne il greggio. Alcuni testimoni locali, peraltro, hanno riferito di aver visto i sabotatori, al momento dell’arrivo della squadra di intervento per la riparazione della pipeline, proprio nel punto di sottrazione dell’olio dove gli stessi sabotatori avevano installato un’ apposita valvola”. Eni riferisce che “continuera’ a lavorare con le autorita’ locali nella raccolta delle informazioni utili a ricostruire le dinamiche dell’incidente e le relative responsabilita’”. “Tutta Eni si stringe intorno ai colleghi in Nigeria e alle famiglie di coloro che hanno perso la vita in questa vicenda tragica – ha dichiarato l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi – Al dolore per la perdita di tante vite umane, si aggiungono oggi lo sgomento e la rabbia per la ricostruzione che sta emergendo sulla dinamica dei fatti. Ribadiamo la nostra determinazione a fare piena luce sulla vicenda, in stretta collaborazione con le autorita’ locali”. (AGI) .

(AGI) – Bruxelles, 11 lug. – La riunione dell’Eurogruppo che e’ in corso a Bruxelles, a 4 giorni dall’ultimatum che i partner europei hanno dato al governo Tsipras per presentare un piano di riforme credibile e poter concedere nuovi aiuti finanziari, dopo che il secondo programma di assistenza finanziaria non e’ stato concluso per la mancanza di un accordo, si preannuncia “lunga” e “difficile”. Sono gli aggettivi utilizzati, rispettivamente, dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e dal presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.

Dopo l’ok del parlamento greco al mandato per negoziare un terzo programma di aiuti internazionali sulla base del pacchetto di riforme proposte giovedi’ sera dal governo, ci sono ancora “serie preoccupazioni sulla credibilita’ degli impegni” e sull’effettiva attuazione di quanto promesso. “C’e’ un grande problema di fiducia”, ha detto Dijsselbloem. E’ presto dunque per cantare vittoria: i giochi sembrano ancora aperti e continua a non potersi escludere che il doppio vertice dei capi di stato e di governo dell’Eurozona e dell’Ue, convocato per domani a Bruxelles, si trasformi in una riunione per affrontare l’eventualita’ dell’uscita di Atene dalla moneta unica.

Atene deve compiere ulteriori passi rispetto alle proposte di riforma per convincere l’Europa che onorera’ i suoi debiti, se vuole avviare i negoziati sul salvataggio. E’ quanto avrebbero detto i ministri delle Finanze dell’Eurogruppo riuniti a Bruxelles, secondo quanto riferiscono fonti comunitarie.

Un‘uscita “a tempo” di cinque anni della Grecia dall’euro, per permettere ad Atene di ristrutturare il proprio debito: sarebbe questa la proposta inviata ai colleghi dell’Eurogruppo dal ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. La rivelazione e’ arrivata dal Frankfurter Allgemeine Zeitung, mentre e’ in corso la riunione dell’Eurogruppo a Bruxelles.

Fonti comunitarie hanno confermato l’esistenza di un piano tedesco in questo senso ma fonti del governo greco hanno fatto sapere che l’ipotesi di ‘Grexit’ temporanea non e’ stata affrontata nel corso della riunione dell’Eurogruppo.

Secondo la Faz, il ministro tedesco ha inviato agli altri Paesi dell’area euro una nota con la quale boccia le proposte della Grecia e suggerisce l’uscita a tempo di Atene che rimarrebbe comunque membro Ue e riceverebbe “assistenza umanitaria e tecnica di stimolo per la crescita”. Nel piano Schaeuble ventilerebbe la possibilita’ di un trasferimento di ‘asset’ per 50 miliardi di dollari in un fondo di garanzia da parte di Atene a copertura del debito. (AGI)

(AGI) – Bruxelles, 11 lug. – La riunione dell’Eurogruppo che e’ in corso a Bruxelles, a 4 giorni dall’ultimatum che i partner europei hanno dato al governo Tsipras per presentare un piano di riforme credibile e poter concedere nuovi aiuti finanziari, dopo che il secondo programma di assistenza finanziaria non e’ stato concluso per la mancanza di un accordo, si preannuncia “lunga” e “difficile”. Sono gli aggettivi utilizzati, rispettivamente, dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e dal presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. Dopo l’ok del parlamento greco al mandato per negoziare un terzo programma di aiuti internazionali sulla base del pacchetto di riforme proposte giovedi’ sera dal governo, ci sono ancora “serie preoccupazioni sulla credibilita’ degli impegni” e sull’effettiva attuazione di quanto promesso. “C’e’ un grande problema di fiducia”, ha detto Dijsselbloem. E’ presto dunque per cantare vittoria: i giochi sembrano ancora aperti e continua a non potersi escludere che il doppio vertice dei capi di stato e di governo dell’Eurozona e dell’Ue, convocato per domani a Bruxelles, si trasformi in una riunione per affrontare l’eventualita’ dell’uscita di Atene dalla moneta unica. Atene deve compiere ulteriori passi rispetto alle proposte di riforma per convincere l’Europa che onorera’ i suoi debiti, se vuole avviare i negoziati sul salvataggio. E’ quanto avrebbero detto i ministri delle Finanze dell’Eurogruppo riuniti a Bruxelles, secondo quanto riferiscono fonti comunitarie. Un’uscita “a tempo” di cinque anni della Grecia dall’euro, per permettere ad Atene di ristrutturare il proprio debito: sarebbe questa la proposta inviata ai colleghi dell’Eurogruppo dal ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. La rivelazione e’ arrivata dal Frankfurter Allgemeine Zeitung, mentre e’ in corso la riunione dell’Eurogruppo a Bruxelles. Fonti comunitarie hanno confermato l’esistenza di un piano tedesco in questo senso ma fonti del governo greco hanno fatto sapere che l’ipotesi di ‘Grexit’ temporanea non e’ stata affrontata nel corso della riunione dell’Eurogruppo. Secondo la Faz, il ministro tedesco ha inviato agli altri Paesi dell’area euro una nota con la quale boccia le proposte della Grecia e suggerisce l’uscita a tempo di Atene che rimarrebbe comunque membro Ue e riceverebbe “assistenza umanitaria e tecnica di stimolo per la crescita”. Nel piano Schaeuble ventilerebbe la possibilita’ di un trasferimento di ‘asset’ per 50 miliardi di dollari in un fondo di garanzia da parte di Atene a copertura del debito.

(AGI) – Bruxelles, 11 lug. – La riunione dell’Eurogruppo che e’ appena cominciata a Bruxelles, a 4 giorni dall’ultimatum che i partner europei hanno dato al governo Tsipras per presentare un piano di riforme credibile e poter concedere nuovi aiuti finanziari, dopo che il secondo programma di assistenza finanziaria non e’ stato concluso per la mancanza di un accordo, si preannuncia “lunga” e “difficile”.

Faz, Shaeuble propone uscita da euro per 5 anni

Sono gli aggettivi utilizzati, rispettivamente, dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e dal presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. Dopo l’ok del parlamento greco al mandato per negoziare un terzo programma di aiuti internazionali sulla base del pacchetto di riforme proposte giovedi’ sera dal governo, ci sono ancora “serie preoccupazioni sulla credibilita’ degli impegni” e sull’effettiva attuazione di quanto promesso. “C’e’ un grande problema di fiducia”, ha detto Dijsselbloem. E’ presto dunque per cantare vittoria: i giochi sembrano ancora aperti e continua a non potersi escludere che il doppio vertice dei capi di stato e di governo dell’Eurozona e dell’Ue, convocato per domani a Bruxelles, si trasformi in una riunione per affrontare l’eventualita’ dell’uscita di Atene dalla moneta unica. (AGI)

(AGI) – Roma, 11 lug. – Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha proposto un’uscita temporanea della Grecia dall’euro per 5 anni, il tempo necessario per permettere ad Atene di ristrutturare il proprio debito. Lo sostiene la Frankfurter Allgemeine Zeitung mentre e’ in corso la riunione dell’Eurogruppo a Bruxelles. .

(AGI) – Roma, 11 lug. – Nonostante lo sciopero nazionale proclamato oggi dai sindacati per protestare contro le proposte dell’azienda al tavolo per la definizione del nuovo integrativo aziendale, i 21 punti vendita Ikea “apriranno regolarmente le porte ai clienti”. Lo rende noto l’azienda sottolineando che “per rendere Ikea piu’ solida ed equa, aprire nuovi punti vendita e creare altri posti di lavoro serve un contratto integrativo innovativo e sostenibile”. “E’ dal 2013, – si legge nella nota – quando inizio’ la trattativa per il rinnovo del contratto integrativo, che Ikea sta spiegando al sindacato come e quanto il quadro del mercato sia radicalmente cambiato. Purtroppo la decisione di indire uno sciopero nazionale va nella direzione opposta a quella del dialogo, cui Ikea crede da sempre, come da sempre ha manifestato la volonta’ di arrivare a un accordo”. “Tutti i punti vendita hanno aperto regolarmente. In buona parte dei negozi l’adesione allo sciopero e’ stata scarsa o nulla”. Lo afferma in una nota Ikea, augurandosi che “il dialogo con le parti sociali possa ripartire sui binari della trattativa” e “di un confronto improntato a rispetto e correttezza”. “Purtroppo – prosegue la nota, a commento della protesta indetta oggi dalle organizzazioni sindacali – dopo due anni di incontri in cui Ikea ha spiegato al sindacato quanto il quadro del mercato sia radicalmente cambiato negli ultimi anni, la proposta delle parti sociali per affrontare la difficile congiuntura e’ stata una piattaforma con richieste di aumenti del 30%, senza una proposta innovativa a supporto della competitivita’ o della creazione di nuovi posti di lavoro”. “Malgrado negli ultimi tre anni le perdite di bilancio dovute alla crisi abbiano prodotto un disavanzo di oltre 53 milioni di euro, Ikea – prosegue la nota – ha dato prova di gestire con responsabilita’ questa congiuntura attraverso una forte spending review interna e senza arrivare ne’ a chiudere punti vendita, ne’ a tagliare la forza lavoro, come invece e’ purtroppo capitato ad altre realta’ del settore, che sono arrivate anche a registrare un calo di oltre il 34% del fatturato. Purtroppo la decisione di indire lo sciopero nazionale e’ andata nella direzione opposta a quella del dialogo, cui Ikea crede da sempre, come da sempre ha manifestato la volonta’ di arrivare a un accordo sul Contratto Integrativo”. L’azienda ricorda quindi le 4 proposte presentate ai sindacati: “trattamenti piu’ equi per il lavoro domenicale e festivi, che oggi presentano differenze sia da negozio a negozio, che all’interno dello stesso punto vendita”; “un sistema di valorizzazione della parte di retribuzione variabile”; “un innovativo sistema di gestione dei turni”; “la volonta’ di migliorare l’attuale sistema di welfare”. (AGI) .

(AGI) – Bruxelles, 11 lug. – La riunione dell’Eurogruppo che e’ appena cominciata a Bruxelles, a 4 giorni dall’ultimatum che i partner europei hanno dato al governo Tsipras per presentare un piano di riforme credibile e poter concedere nuovi aiuti finanziari, dopo che il secondo programma di assistenza finanziaria non e’ stato concluso per la mancanza di un accordo, si preannuncia “lunga” e “difficile”. Sono gli aggettivi utilizzati, rispettivamente, dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e dal presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. Dopo l’ok del parlamento greco al mandato per negoziare un terzo programma di aiuti internazionali sulla base del pacchetto di riforme proposte giovedi’ sera dal governo, ci sono ancora “serie preoccupazioni sulla credibilita’ degli impegni” e sull’effettiva attuazione di quanto promesso. “C’e’ un grande problema di fiducia”, ha detto Dijsselbloem. E’ presto dunque per cantare vittoria: i giochi sembrano ancora aperti e continua a non potersi escludere che il doppio vertice dei capi di stato e di governo dell’Eurozona e dell’Ue, convocato per domani a Bruxelles, si trasformi in una riunione per affrontare l’eventualita’ dell’uscita di Atene dalla moneta unica. (AGI)

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