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AGI – Al termine di tre giorni di testimonianze e dibattiti su vari temi relativi al divario di genere sul posto di lavoro, WomenXImpact, il forum voluto da Eleonora Rocca per l’empowerment femminile sponsorizzato da Eni, ha assegnato il premio Startup Competition a Feed their minds.

È un’iniziativa dell’imprenditrice Raffaella Silbernagl, che come spesso accade nelle imprese femminili l’ha promossa sulla base di una propria esigenza, quella di madre di un figlio “plusdotato” dal punto di vista intellettiva.

La sua startup è arrivata prima in una ristretta rosa di società che avevano superato una selezione fra 300 candidate. Come ha spiegato la stessa fondatrice, ricevendo il riconoscimento, Feed their minds punta a “nutrire i sogni dei ragazzi ad alto potenziale cognitivo”.

L’obiettivo, ha spiegato, è “creare dinamiche inclusive per chi è plusdotato: a scuola si fa giustamente molto per l’inclusione dei ragazzi disabili, ma anche i superintelligenti incontrano difficoltà seppure di diversa natura”.  Di inclusione, e di iniziative per colmare il divario di genere si è molto parlato nei tre giorni bolognesi. Il cambiamento della mentalità all’origine del divario di genere passa attraverso l’educazione e la stampa, ma la strada da fare è ancora lunga, si è detto nei dibattiti della giornata conclusiva.

Per Sarah Varetto, ex direttrice di SkyTg24 e ora vicepresidente per la Comunicazione e l’inclusione dell’emittente, ha ricordato nel suo intervento alcuni esempi di testi scolastici per i bambini delle scuole primarie in cui si diffondono stereotipi e addirittura bufale: “che le donne facciano meno figli da quando lavorano fuori casa è falso, basta confrontare le statistiche su percentuale di lavoro femminile e numero di figli pro capite in Italia e Francia o Svezia per averne la prova. La verità è che serve un lavoro politico e culturale, a partire dal fatto che ci sono pochi asili, ma anche per superare il cosiddetto pregiudizio inconscio che pervade la nostra società e non solo gli uomini”. 

Del resto, anche i dati sul divario di genere nel mondo dell’informazione presentati dal network di società di pubbliche relazioni L45 conferma le grandi differenze tuttora esistenti. La giornalista Ilaria Maria Dondi, direttrice di Roba da Donne, ha parlato degli stereotipi di genere di cui è ancora intrisa l’informazione.

“Anche il giornalismo, come altri baronati maschili, le università, la finanza, è un luogo di discriminazione. Molte volte non è consapevole, semplicemente un modo di difendere un privilegio che sentono in pericolo. Le vittime non sono solo le donne, unico caso di maggioranza discriminata, ma anche le minoranze di genere, i cosiddetti ‘non binari’”.

Dondi ha portato il recentissimo esempio delle tre donne uccise a Roma, “nel migliore dei casi hanno parlato di due donne e un trans”, ha fatto notare e ha ricordato i titoli sulle “tre cicciottelle che hanno sfiorato il podio olimpico”, che hanno suscitato polemica alle ultime olimpiadi. Le atlete in questione erano quelle della squadra nazionale di tiro con l’arco, che non corrispondevano precisamente agli stereotipi di magrezza considerati coerenti con l’immagine di una sportiva.

In un dibattito fra 5 professioniste dell’informazione e della comunicazione si è parlato del futuro dei media: come fornire informazione di qualità e difendere la società dalla disinformazione utilizzando i social network e i cosiddetti “new media”?, si sono chieste le partecipanti.

La qualità e l’affidabilità sono stati individuati come elementi chiave di una corretta informazione, non solo su inclusione e genere. Grande interesse e anche commozione hanno suscitato sul palco di Bologna anche gli interventi di donne disabili, tutte impegnate nel promuovere l’accessibilità per le loro simili ed evitare loro le difficoltà esperimentate sulla propria pelle.

Benedetta De Cecco, che fa parte della squadra che c’è dietro a WomenXImpact di cui è Project manager e si muove su una sedia a rotelle e ha raccontato il suo percorso di vita, pieno di forza e coraggio. Diana Gioffrè è salita sul palco con il suo cane-guida Camilla: non vede dall’età di 13 anni.

“Non è stato facile – ha detto – Ero un’adolescente e il mondo esterno mi era inaccessibile. Ma grazie agli esempi di altre donne che avevano avuto una simile esperienza ce l’ho fatta: la consapevolezza di dover raggiungere comunque un obiettivo di vita, ogni vita ha diritto di essere vissuta, nessuna ha meno valore”.

Oggi Diana è vicepresidente di un’associazione per la riabilitazione e dirige una scuola per cani guida per i ciechi e parla, sicura e sorridente, di quelle che chiama “le vie alternative per raggiungere il successo”. 

AGI – Ftx, la piattaforma per lo scambio di criptovalute fallita per crisi di liquidità all’inizio del mese, insieme alle sue società affiliate (circa 130), deve ai suoi 50 maggiori creditori almeno 3,1 miliardi di dollari. È quanto risulta dai documenti dell’istanza di fallimento presentata in Delaware l’11 novembre: 1 milione tra clienti e investitori devono affrontare perdite per miliardi di dollari.

L’importo più alto da restituire è di 226 milioni di dollari. Ci sono anche 10 creditori che vantano crediti per almeno 100 milioni di dollari. Tra le società che hanno investito nell’exchange risultano BlackRock, Sequoia Capital, Tiger Global e il fondo pensionistico Ontario Teachers’ Pension Plan.

Prevista una prima udienza davanti al tribunale fallimentare. Sabato la compagnia ha fatto sapere di aver avviato una revisione delle sue risorse. John Ray, il liquidatore dell’azienda, ha parlato di situazione “senza precedenti”, sostenendo di non aver mai visto un fallimento di queste dimensioni.

“Mai nella mia carriera ho visto un fallimento così totale dei controlli aziendali e una così totale assenza di informazioni finanziarie affidabili come si è verificato qui”, si legge in una sua dichiarazione depositata in tribunale. Ray ha notato che il ceo e founder Bankman-Fried e molti dei suoi dipendenti utilizzavano software che avrebbe cancellato automaticamente molte delle loro comunicazioni interne.

Ha anche detto che una “porzione sostanziale” delle risorse detenute dall’exchange di criptovalute potrebbe essere “scomparsa o essere stata rubata”. Bankman-Fried ha invece rilasciato diverse interviste ai media e pubblicato diversi tweet in difesa di Ftx, sostenendo che la società è ancora solvibile.

Al suo apice Ftx era valutata 32 miliardi di dollari. Bankman-Fried era considerato un genio e la sua faccia appariva sulla copertine di molte riviste e partecipava a eventi aziendali per condividere i suoi consigli per raggiungere il successo.

Non solo. Bankman-Fried era anche uno dei principali sostenitori dei Democratici e dell’intero comparto delle criptovalute. Adesso la compagnia non vale niente. All’inizio di questo mese, Ftx ha presentato istanza di fallimento insieme a 130 entità affiliate, inclusa la controversa società commerciale Alameda Research, che si presume abbia svolto un ruolo centrale nell’implosione della piattaforma.

Si ipotizza che Bankman-Fried abbia utilizzato miliardi di dollari provenienti dal denaro dei clienti dell’exchange per finanziare proprio Alameda Research (si parla di trasferimenti per 10 miliardi di dollari), attualmente oggetto di indagine penale da parte di più forze di polizia.

AGI – I mercati restano deboli, in attesa dei Pmi e dei verbali della Fed e della Bce e a causa dei lockdown anti-Covid in Cina. Gli occhi degli investitori restano comunque puntati sulle prossime mosse delle banche centrali, mentre questa settimana si prospetta a ranghi ridotti, dominata da una forte volatilità, con la Borsa americana che lavorerà a mezzo regime per le festività del Thanksgiving e del Black Friday.

Le Borse asiatiche sono miste, i future a Wall Street e in Europa sono deboli e poco mossi, il biglietto verde arretra e il prezzo del petrolio avanza. Più nel dettaglio la Borsa di Tokyo e quella di Shanghai salgono, quella di Seul arretra e quella di Hong Kong cede oltre l’1% per le crescenti preoccupazioni sui nuovi focolai di Covid in Cina, combinate con le persistenti preoccupazioni per gli aumenti dei tassi di interesse.

Pechino avverte che si appresta ad affrontare il suo test più severo per far fronte alla pandemia, alimentando la preoccupazione che la Cina possa riprendere ad attuare rigorosi limiti di mobilità, ordinare alla gente di non muoversi da casa e che i casi in aumento nelle città manifatturiere possano causare interruzioni delle supply chain.

Intanto il dollaro riduce i suoi forti guadagni e riprendono a crescere i rendimenti dei Treasury. Piatti i future a Wall Street, che ieri ha chiuso in calo, in particolare il Nasdaq giù dell’1,09%, trascinato al ribasso dalle perdite di Tesla, Amazon ed Apple, rispettivamente a -6,84%, -1,78% e -2,17%.

Ad allentare la pressione sul Dow Jones è stato il titolo Disney, in rialzo di oltre il 6% dopo che la società ha annunciato che Bob Iger tornerà come ceo. In Asia il Wti resta sotto 80 dollari e il Brent risale quasi a 88 dollari al barile, dopo che il ministro dell’Energia dell’Arabia Saudita, il principe Abdulaziz bin Salman, ha smentito la notizia, riportata dal Wsj, secondo cui l’Opec e i Paesi alleati stanno valutando un potenziale aumento della produzione di 500mila barili al giorno da annunciare nella prossima riunione del 4 dicembre.

Intanto i tassi sul T-Bond a 10 tornano sopra il 3,8% e quelli sul 2 anni sopra il 4,5%, mentre i future sull’EuroStoxx 50 anni arretrano, dopo che le Borse europee hanno chiuso deboli, azzoppate dalla recrudescenza dei casi di Covid in Cina e dal tonfo del petrolio, dopo la notizia, poi smentita, del possibile aumento della produzione Opec.

Il capo economista della Bce, Philip Lane, ha detto che la banca centrale europea alzerà ancora i tassi di interesse a dicembre e l’anno prossimo, ma ha precisato che gli aumenti saranno più contenuti rispetto a quelli più recenti poiché non ci sono più le ragioni per un rialzo da 75 punti base.

La prossima settimana i mercati americani lavoreranno a mezzo regime per le festività del Thanksgiving e del Black Friday – commenta Vincenzo Bova, senior strategist di Mps Capitalservices – per cui tutto si concentrerà nei primi tre giorni, che probabilmente saranno parecchio volatili. Poi le acque si calmeranno. L’importante sarà capire come andranno i Pmi di domani e poi secondo me gli investitori si regoleranno di conseguenza per il resto della settimana. Prevedo un’ottava interlocutoria, coi mercati europei che sono già saliti ultimamente e non cresceranno più di tanto e Wall Street che non ha la forza per farlo”.

Oggi esce l’Economic Outlook dell’Ocse e c’e’ attesa per i Pmi preliminari di novembre, con la pubblicazione, domani, di quelli dell’Eurozona, che dovrebbero restare in contrazione sia nel settore servizi, sia in quello manifatturiero, di quelli della Gran Bretagna, attesi in contrazione e di quelli Usa, con il settore servizi che dovrebbe restare in contrazione, mentre il manifatturiero potrebbe attestarsi intorno ai 50 punti. Tra gli altri dati macro ricordiamo giovedi’ l’indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche.

Sul fronte banche centrali avremo i verbali delle ultime riunioni di Fed (mercoledì) e Bce (giovedì), importanti per capire l’atteggiamento dei vari membri delle due banche centrali sulle future mosse, anche se dalle recenti dichiarazioni emerge come entrambi gli istituti siano orientati a un rialzo di 50 punti base a dicembre.

Tra le altre banche centrali sono in programma le riunioni della banca centrale della Nuova Zelanda, che dovrebbe rialzare i tassi di 75 punti base e giovedì, di quelle svedese, sudcoreana e turca, con la prima che dovrebbe rialzare il costo del denaro di 75 punti base e la terza ribassarlo di 150 punti base.

Giovedì c’è attesa per la riunione della commissione Energia dell’Ue, nella quale si discuterà delle proposte della Commissione europea sui meccanismi di stabilizzazione del mercato energetico europeo. Tutto ruoterà intorno a un possibile price cap sul gas, su cui ancora non c’è un’intesa. I

ntanto da domenica sono iniziati i campionati del mondo di calcio in Qatar, che dureranno fino al 18 dicembre e in Italia il governo ha varato una manovra da 35 miliardi. Sul fronte dell’Ucraina, ispezione Aiea a Zaporizhzhia: “Bombe vicine ai reattori della centrale” ma “le attrezzature chiave sono rimaste intatte”, Intanto il capo della Nato Stoltenberg avverte: “Prepariamoci a una guerra lunga”. E il Cremlino fa sapere che un “cambio di regime” a Kiev “non è l’obiettivo dell’operazione speciale”. –

AGI – La settimana inizia sottotono per i mercati, in previsione dello stop anticipato per le festività del Thanksgiving di giovedì e per il Black Friday di venerdì, e in attesa dei Pmi di domani e dei verbali delle ultime riunioni della Fed e della Bce. I mercati asiatici sono deboli e così anche i future a Wall Street e in Europa e lo yuan arretra sul dollaro, mentre i contagi giornalieri salgono a livelli record in Cina e a Pechino si registra il primo morto per Covid da sei mesi a questa parte.

I timori per la pandemia in Cina fanno arretrare anche i prezzi del petrolio, con i future sul Wti che scendono sotto quota 80 dollari in Asia. “La prossima settimana i mercati americani lavoreranno a mezzo regime per le festività del Thanksgiving e del Black Friday – commenta Vincenzo Bova, senior strategist di Mps Capitalservices – per cui tutto si concentrerà nei primi tre giorni, che probabilmente saranno parecchio volatili. Poi le acque si calmeranno. L’importante sarà capire come andranno i Pmi di martedì e poi gli investitori si regoleranno di conseguenza per il resto della settimana. Prevedo un’ottava interlocutoria, coi mercati europei che sono già saliti tanto ultimamente e non cresceranno più di tanto e Wall Street che non ha la forza per farlo”.

Questa settimana focus sui Pmi preliminari di novembre, con la pubblicazione di quelli dell’Eurozona, che dovrebbero restare in contrazione sia nel settore servizi, sia in quello manifatturiero, di quelli della Gran Bretagna, attesi in contrazione e di quelli Usa, con il settore servizi che dovrebbe restrare in contrazione, mentre il manifatturiero potrebbe attestarsi intorno ai 50 punti.

Tra gli altri dati macro in Germania l’indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche. Sul fronte banche centrali saranno pubblicati i verbali delle ultime riunioni di Fed (mercoledì) e Bce (giovedì), importanti per capire l’atteggiamento dei vari membri dei due istituti sulle future mosse, anche se dalle recenti dichiarazioni emerge come entrambi siano orientati a un rialzo di 50 punti base a dicembre.

In programma le riunioni mercoledì della banca centrale della Nuova Zelanda, che dovrebbe rialzare i tassi di 75 punti base e giovedì, di quelle svedese, sudcoreana e turca, con la prima che dovrebbe rialzare il costo del denaro di 75 punti base e la terza ribassarlo di 150 punti base.

Domani esce l’Economic Outlook dell’Ocse e giovedì ci sarà la riunione della commissione Energia dell’Ue, nella quale si discuterà delle proposte della Commissione europea sui meccanismi di stabilizzazione del mercato energetico europeo. Tutto ruoterà intorno a un possibile price cap sul gas, su cui ancora non c’è un’intesa

AGI – Il mercato delle criptovalute nelle ultime ore registra pochissimi movimenti. Dopo il crack di Ftx, la piattaforma di scambio che ha lasciato un buco da 10 miliardi di dollari con quasi 1 milione di investitori privati dei loro capitali, gli utenti si tengono a distanza dalle valute digitali.

Scrive l’Economist nell’editoriale della storia di copertina di questa settimana che la “caduta in disgrazia” delle criptovalute “è stata dura e veloce”. Solo due settimane fa Sam Bankman-Fried, il titolare di Ftx, gestiva una piattaforma valutata 32 miliardi di dollari, mentre oggi non è rimasto altro che 1 milione di creditori furiosi.

“L’implosione ad alta velocità di Ftx – rileva l’Economist – ha inferto un colpo catastrofico a un’industria con una storia di fallimenti e scandali”. Al momento la criptovaluta più solida, Bitcoin, è tornata sopra i 16mila dollari, mentre Ethereum viaggia poco sopra i mille.

Un’anno fa la prima valeva oltre 55mila dollari, la seconda più di 4mila. Scrivono diversi analisti di mercato che un anno fa, nel novembre 2021, nella fase di maggiore rialzo delle criptovalute, la capitalizzazione di migliaia di token e monete virtuali aveva toccato in totale i 3.000 miliardi di dollari a livello globale. Oggi il valore del settore è crollato a 850 miliardi, cedendo quasi il 70%.

Molte crypto si sono rivelate truffe o nel migliore dei casi de contenitori tra loro connessi da reciproci scambi usando i capitali versati dai clienti. Un sistema che, con il collasso di un operatore importante, ha portato al contagio di tutto il comparto.

“A maggio abbiamo assistito al collasso della ‘moneta algoritmica’ Terra/Luna, pochi giorni fa, a quello della piattaforma Ftx. Molte cripto-valute, il cui valore era enormemente cresciuto, lo hanno visto precipitare. La grande volatilità delle quotazioni le rende evidentemente inadatte all’uso come mezzo di pagamento, hanno svolto finora solo una funzione speculativa”, ha avvertito nei giorni scorsi il direttore generale di Bankitalia Federico Signorini.

Mentre John Ray, nuovo amministratore delegato di Ftx, ha ammessso: “Nella mia carriera non ho mai visto un fallimento così completo della supervisione aziendale e una mancanza così evidente di informazioni finanziarie affidabili come quella che si è verificata”.

Poi ha sottolineato: “Questa situazione è senza precedenti. Dalla compromissione dell’integrità dei sistemi e dall’imperfetto controllo normativo all’estero alla concentrazione del controllo nelle mani di un gruppo molto ristretto di individui inesperti, grezzi e potenzialmente corrotti“. 

AGI – Ultimi ritocchi alla manovra economica in vista dell’approvazione attesa per domani in Consiglio dei ministri. Il documento dovrebbe aggirarsi attorno ai 32 miliardi di euro e sarà incentrato sul contrasto al caro energia. Un testo, dunque, chiamato a fare fronte alla congiuntura economica internazionale, influenzata dal conflitto in Ucraina che si protrae da 9 mesi con il conseguente aumento di bollette e carburanti e la corsa dell’inflazione.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ed i tecnici del Mef sono al lavoro per limare gli ultimi provvedimenti, con il testo finale che potrebbe subire variazioni fino all’ultimo. Ma l’impianto centrale del documento di programmazione di bilancio appare ormai definito: due terzi delle risorse andranno alla mitigazione del caro energia, con il rinnovo dei provvedimenti già in essere e il varo di alcune misure in favore dei redditi più bassi.

È atteso inoltre un intervento sul taglio del cuneo fiscale, sarebbero in corso valutazioni se applicarlo al 2% come previsto dal precedente governo o salire al 3% soprattuto per i meno abbienti. Possibile anche l’estensione della flat tax al 15%, con una alcune forze di maggioranza che chiedono l’ampliamento fino ad 85mila euro per lavoratori autonomi e partite Iva.

Quota 103 per le pensionie un taglio al reddito di cittadinanza

Così come un provvedimento ponte sulle pensioni, con l’eventuale introduzione di quota 103, con la possibilità di smettere di lavorare con 41 anni di versamenti e 62 di età, in attesa di una riforma complessiva del settore previdenziale.

Il conto della previdenza preoccupa, nelle stime dell’incremento indicizzato con l’inflazione tocca quota 50 miliardi nel periodo 2022-2025. Sembra perdere quota, invece, la possibile riduzione o l’azzeramento dell’Iva su pane, latte e articoli per l’infanzia, su cui alcune associazioni di impresa e dei consumatori hanno espresso perplessità calcolando un impatto limitato nel contrastare l’inflazione.

La parola d’ordine a Palazzo Chigi e al Mef è prudenza per mantenere in equilibrio i conti pubblici. Ogni misura contenuta nel Dpb dovrà trovare adeguata copertura finanziaria all’interno del suo stesso settore di applicazione. Ovvero di evitare il rischio recessione stimolando la produzione industriale e la capacità di spesa delle famiglie.

Per trovare le coperture necessarie il governo starebbe vagliando la revisione del reddito di cittadinanza, con una ipotesi di restrizione tra 6 mesi della platea dei percettori a chi non può lavorare, tagliando invece il sussidio a chi rifiuta anche una sola offerta di lavoro.

Una variazione che porterebbe a recuperare oltre 1 miliardo di euro. Allo studio anche la possibile revisione della tassazione sugli extraprofitti, oggi applicata al 25%, che potrebbe passare ad almeno il 33% recependo le norme Ue in materia.

La green tax per il rinnovo del parco auto dei corrieri

Ma sul provvedimento si starebbe ancora lavorando. Tra i provvedimenti in discussione ci sarebbe anche la cosiddetta ‘green tax‘, di cui si parla già da alcune settimane, sulle consegne a domicilio – un settore che movimenta circa 60 miliardi di euro l’anno in Italia – per favorire il rinnovo del parco vetture dei corrieri nel segno della sostenibilità ed aiutare il commercio di prossimità.

Potrebbe rientrare nel testo anche la riattivazione della società Ponte sullo Stretto – partecipata da Anas, Rfi e Regioni Calabria e Sicilia – in liquidazione dal 2013, visto il rinnovato interesse dell’esecutivo per l’infrastruttura.

Salvini: “Più di così è difficile fare”

C’è assolutamente accordo su tutta la manovra”, dice il vicepremier Matteo Salvini. Il ministro delle Infrastrutture specifica: “Stiamo lavorando anche su altri dettagli, se riuscissimo ad azzerare l’Iva sui beni di prima necessità e su quelli dell’infanzia sarebbe un bel segnale”.

Poi ammette: “Più di così in queste situazioni è difficile fare, partendo da almeno 20 miliardi delle bollette di luce e gas”. Mentre il capogruppo alla Camera di FdI, Tommaso Foti, parla di una manovra che “va nella direzione del mondo del lavoro senza penalizzare nessuna categoria”.

Quindi sottolinea: “Avremmo voluto fare di più subito ma dobbiamo essere realisti. È una legge di bilancio con una possibilità concreta di spesa che si aggira sui 21-22 miliardi. Tutto il resto va fatto a compensazione”.

Le opposizioni invece bocciano l’impianto del testo. Secondo l’ex presidente della Camera Roberto Fico, del M5s, togliere il reddito di cittadinanza a una parte dei beneficiari sarebbe “l’atto più grave di questo governo”. Mentre l’ex segretario Pd ed ora deputato Nicola Zingaretti parla di una maggioranza che “invece di colpire le cause della povertà vuole colpire le persone povere. La destra è ingiusta. La sinistra non si distragga di nuovo”. 

AGI – Scrive il Washington Post che mercoledì la Food and Drug Administration (Fda) ha dichiarato sicuro per il consumo di un alimento a base di carne prodotto in laboratorio e sviluppato da una start-up californiana. Ciò che, secondo il quotidiano, “apre la strada a prodotti derivati” ​​da vere cellule animali, che non richiedono la macellazione. Tant’è che un giorno potranno esser disponibili nei negozi di alimentari e nei ristoranti degli Stati Uniti.

Insomma, dozzine di importanti aziende alimentari si stanno dando da fare per far conoscere al pubblico americano la carne “derivata” e prodotta nel chiuso di un laboratorio. Finora questo metodo è appannaggio solo di Singapore, l’unico paese in cui questi prodotti sono venduti legalmente ai consumatori.

Ma l’annuncio della Fda ha così sdoganato il pollo di Upside Foods, nota anche come Memphis Meats, una società di tecnologia alimentare con sede a Berkley in California che punta a produrre carne realizzata in maniera sostenibile. Secondo la Fda è sicura da mangiare e si avvierà probabilmente la sua commercializzazione negli Usa dai prossimi mesi.

Upside Foods, nel frattempo, sta “raccogliendo cellule da tessuti animali vitali e coltivando carne commestibile – si legge nell’articolo – in condizioni controllate in bioreattori, carne che secondo l’azienda sarà identica a quella allevata in modo convenzionale”. A che pro? La risposta, asserisce il Post, è contenuta nel fatto che “le alternative all’agricoltura animale tradizionale sono viste come un modo per mitigare il cambiamento climatico” e sono state anche uno dei principali argomenti di discussione questa settimana alla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici a Sharm el-Sheikh, in Egitto.

Nel frattempo sono diverse le start-up che hanno intrapreso la strada della carne derivata da cellule e “che hanno chiesto l’approvazione normativa a partire dal 2018”, anche perché questo tipo d’industria nel frattempo è cresciuta “fino a raggiungere più di 151 aziende in sei continenti, sostenuta da oltre 2,6 miliardi di dollari d’investimenti secondo il Good Food Institute, gruppo senza scopo di lucro che promuove alternative alla carne tradizionale. Anche se i costi iniziali di produzione, si fa notare, possono rendere i prodotti “proibitivi” proprio per la “difficoltà a creare un facsimile ragionevole di un tessuto animale da cellule in coltura”.

Chiosa il Post nel riportare il parere generale degli esperti: “Se le carni di laboratorio possono replicare il gusto e la consistenza della carne tradizionale – a un costo simile o inferiore e con meno svantaggi – potrebbe trattarsi di un punto di svolta per la nutrizione globale”. E anche la soluzione della fame nel mondo.

AGI – Visionaria sì, lo era. Aveva come modello Steve Jobs, voleva che la sua Theranos fosse la next big thing dell’innovazione, come l’iPhone del cofounder di Cupertino. Era talmente dentro la sua visione da aver smarrito la verità.

Per questo Elizabeth Holmes, 38 anni, astro nascente della Silicon Valley, founder della startup che millantava di aver sviluppato un dispositivo medico rivoluzionario che poteva individuare malattie grazie a poche gocce di sangue, è stata condannata.

Non si tratta di una “punizione per il sogno della signora Holmes”, ma di una punizione per “la decisione di ingannare gli investitori”, ha spiegato il procuratore Jeff Schenk  nell’arringa finale dell’udienza che ha condannato la Holmes a 11 anni e tre mesi di prigione, più tre anni di condizionale.

“La tragedia di questo caso è che la signora Holmes è brillante” ed è riuscita a lasciare il segno in un mondo “dominato dall’ego maschile”, ha osservato poi la giudice. Ma ci sono anche ampie prove di “manipolazioni e bugie usate per fare affari”, ha aggiunto.

Breaking News: Elizabeth Holmes, the founder of Theranos, was sentenced to more than 11 years in prison for defrauding investors. https://t.co/UE38yNI0YY

— The New York Times (@nytimes)
November 18, 2022

Il magistrato ha spiegato di non aver considerato l’apparente noncuranza di Elizabeth Holmes per i potenziali rischi per i pazienti, visto che è stata assolta dall’accusa di averli frodati. Ha inoltre dichiarato di non aver tenuto conto di tutte le perdite generate dal crollo della sua società, ma solo di una parte di quelle incassate da dieci investitori, ovvero 121 milioni di dollari. L’importo che l’azienda dovrà restituire agli investitori sarà deciso in un secondo momento, ha detto ancora il giudice.

Elizabeth Anne Holmes è stata a lungo descritta come una visionaria e una nuova Steve Jobs, un paragone incoraggiato dal dolcevita nero che la donna indossava quasi sempre, come il defunto leader della Apple. Figlia di un assistente parlamentare e di un ex direttore della Enron (azienda travolta da un enorme scandalo di frode) aveva solo 19 anni quando ha fondato Theranos nel 2003: l’idea era creare uno strumento di diagnosi del sangue che fosse rapido, indolore ed economico rispetto ai tradizionali esami di laboratorio.

Come Steve Jobs, era stata ammessa all’ Università di Stanford e, come lui, aveva abbandonato gli studi. Ha scelto di utilizzare il denaro che i suoi genitori avevano messo da parte per finanziare lo startup della sua azienda, con sede a Palo Alto, nel cuore della Silicon Valley.

Perché Theranos? Da bambina, si racconta, odiava gli aghi. Così ha voluto inventare una macchina in grado di fare centinaia di diagnosi ematiche da una sola goccia di sangue prelevata dal polpastrello. “Per me non c’è niente di più importante di quello che le persone passano quando qualcuno che amano si ammala gravemente”, diceva la Holmes in un video sul sito web della compagnia. “La sensazione di essere indifesi è straziante e se posso costruire qualcosa per cambiare questa situazione, è quello che voglio fare nella mia vita”. 

La Holmes è riuscita in pochi anni a guadagnarsi la fiducia di personaggi di spicco (tra cui  il magnate dei media Rupert Murdoch, l’ex Segretario di Stato Henry Kissinger e il Segretario alla Difesa di Donald Trump Jim Mattis) e a raccogliere fondi da investitori prestigiosi attratti dal suo profilo.

Era “intelligente, articolata, determinata”, ha raccontato durante il processo proprio Jim Mattis. Tanto determinata che nel 2014, Forbes ha valutato la fortuna della Holmes a 4,5 miliardi di dollari e l’ha descritta come la più giovane donna miliardaria a non aver ereditato il proprio patrimonio. “Pensavo che sarebbe stata la prossima Apple”, ha dichiarato Adam Rosendorff, che un tempo era il direttore del laboratorio dell’azienda, durante il processo. 

Al suo apice, la società è stata valutata quasi 10 miliardi di dollari. Ma nel 2015 lo scandalo è scoppiato quando il Wall Street Journal ha rivelato che la macchina che aveva creato non ha mai funzionato. E Elizabeth lo sapeva. Al punto da apporre personalmente i loghi di colossi farmaceutici  sui documenti ufficiali di Theranos che promuovono i suoi prodotti, senza il permesso delle aziende interessate.

Ramesh “Sunny” Balwani, ex socio di Elizabeth Holmes e direttore operativo di Theranos, è stato processato separatamente ed è stato riconosciuto colpevole di frode (la sentenza è prevista per il 7 dicembre). 

Anche durante il processo, la Holmes non ha indietreggiato e ha continuato a cercare di convincere la giuria della sua buona fede. Ora, sposata con un figlio di 18 mesi e incinta di un secondo figlio, prepara le prossime mosse: l’appello contro la sentenza e la cauzione. Nel frattempo la sua storia continua ad affascinare i media di tutto il mondo. Tra sogno e verità, Elizabeth ha incarnato un certo modello legato alla Silicon Valley. Un modello datato e non più legato alla realtà.

AGI – Le donne hanno doti di leadership “gentile” e di capacità di gestione di diversi compiti contemporaneamente, ma il rischio di essere sopraffatte esiste, ed è necessario tenerne conto. A parità di altre condizioni, fanno di solito molta più fatica ad avanzare nella carriera e questo può scoraggiarle.

Per incoraggiare le donne a non arrendersi davanti alle difficoltà e a procedere nel loro percorso professionale, contano gli esempi di manager e imprenditrici che hanno superato le loro difficoltà, raggiunto posizioni di prestigio professionale e utilizzato tali posizioni per aiutare le altre donne nell’accesso al lavoro. È quanto sta accadendo durante il forum WomenXImpact a Bologna, tre giorni di storie personali e professionali di donne che sono riuscite a sfondare in mondi professionali maschili, cercando di non sacrificare la vita privata ma neanche di farsi sopraffare dall’accumulo di responsabilità.

Siamo sempre qua, al @womenximpact Orgogliosa e felice di far parte di questa community. Grazie a @Elerocca che ancora una volta è riuscita a raccogliere attorno a sé Donne, professioniste e imprenditrici, di grande valore! ❤️ #womenempowerment #empoweredyourself pic.twitter.com/3j4aoxFTk8

— Maury-Myde (@maury_myde)
November 19, 2022

Non è sempre facile. L’americana Veronica Kirin, antropologa e formatrice per Empire Builder Coaching, ha raccontato dal palco del forum creato da Eleonora Rocca e di cui Eni è main sponsor di aver provato sulla propria pelle che cosa significa non riuscire ad alzarsi dal letto la mattina per non affrontare i troppi impegni, e di aver deciso di fare tesoro di tale esperienza rendendola un mestiere per sostenere le altre donne.

Una delle cose che le aziende possono fare è trovare dei “mentori” che accompagnino i nuovi assunti e in particolare le nuove assunte nella prime fasi del nuovo lavoro: ne ha parlato Erika Fattori, responsabile della strategia del marchio e della comunicazione di Nexi. I programmi di “mentoring” aziendale, ha spiegato, rispondono a una esigenza che sembra scontata: “Perché non imparare dalle esperienze vissute? Perché tutte le donne e gli uomini che cominciano un nuovo lavoro devono fare la stessa fatica iniziale di chi li ha preceduti e non mettere a frutto la loro esperienza?”, si è chiesta. 

Day 3 si riparte con l’opening speech di @Elerocca Founder & Managing Director e il video di @turismoER che ci ha supportato nell’evento✨#womenx2022 pic.twitter.com/jz4aCYNn9L

— WomenXimpact (@womenximpact)
November 19, 2022

Della capacità tutta femminile di essere leader in modo gentile ha parlato nel suo intervento la giornalista di SkyTg24, Tonia Cartolano, autrice del libro “Leadhers. Donne e storie di straordinaria normalità”. “Ho aggiunto una H alla parola inglese perché suggerisce un ruolo maschile. Essere leader non vuole dire provare a essere un uomo: la sfida è quella di provare ad essere leader e a generare leadership rimanendo donne, non vergognandosi di scegliere la maternità e avendo una visione sul futuro”, ha detto.

AGI – Sebbene negli ultimi mesi i prezzi delle materie prime siano in calo, l’importazione di questi prodotti potrebbe costare quest’anno al sistema Paese almeno 80 miliardi di euro in più rispetto al periodo pre Covid. A dirlo è l’Ufficio studi della Cgia. I prezzi dei metalli e dei minerali, ad esempio, in questi ultimi tre anni sono rincarati mediamente del 25,7 per cento; quelli energetici, invece, sono raddoppiati (+101,3 per cento).

Va tuttavia segnalato che tra gli energetici l’aumento del prezzo del carbone è stato del 463,3 per cento e del gas naturale addirittura del 671,6 per cento. Più contenuti, invece, i rincari registrati dal ferro (+4,6 per cento), dallo stagno (+16,8 per cento), dallo zinco (+21 per cento), dal nickel (+29,3 per cento), dall’alluminio (+30,7 per cento), dal rame (+32,9 per cento) e dal petrolio (+57,7 per cento).

Rispetto al 2019 tra le materie prime prese in esame dalla Cgia su dati della Banca Mondiale solo il piombo ha subito una diminuzione del prezzo dell’8,4 per cento. A partire da febbraio del 2020 (con l’avvento del Covid-19 e la conseguente riduzione della domanda mondiale) si è assistito ad una flessione dei prezzi (più marcata per l’energia) che culmina nell’aprile del 2020.

Da maggio 2020, invece, si registra una escalation tendenziale degli indici dei due gruppi che prende sempre più forma nei mesi successivi a seguito della ripresa economica mondiale. Questo trend, infine, si è interrotto, significativamente, solo ad aprile 2022 per i metalli e a settembre 2022 per l’energia.

Nel 2019, il prezzo dei 2 gruppi di commodity , annota la Cgia, risultava ben al di sotto dei livelli medi del 2010 in quanto dopo la crisi del 2009 si è assistito (come accade solitamente dopo una forte recessione) ad un aumento progressivo dei livelli dei prezzi che ha azzerato del tutto le diminuzioni verificatesi nel periodo della recessione e ha riportato i prezzi su livelli superiori a quelli pre-crisi (2008).

Un focus riguarda i metalli: l’indice dei prezzi del mese di ottobre 2022 risulta di poco inferiore rispetto al dato medio del lontano 2010. Mentre nonostante il sensibile calo degli ultimi mesi, i prezzi dell’energia rimangono invece su livelli molto alti che, come dicevamo più sopra, in ottobre 2022 erano doppi rispetto allo stesso periodo del 2019.

Nella sua analisi la Cgia sottolina come ad aver spinto all’insù i prezzi delle materie prime ha concorso anche il costo dei noli marittimi dei container che sebbene nell’ultimo anno abbia subito una contrazione media del 68 per cento, rispetto all’avvento della pandemia è cresciuto del 170 per cento.

Va ricordato che il 90 per cento circa del trasporto internazionale di merci viaggia per mare e un ruolo determinante nel trasporto container è tenuto dai paesi dell’estremo oriente. La Cina, ad esempio, con 14 porti nella top 20 generale controlla oltre il 54 per cento della quota di mercato mondiale.

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