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AGI – Dai mercati arrivano segnali deboli e contrastati, con Wall Street in pausa per le festività del Thanksgiving e del Black Friday, l’Asia che perde colpi per colpa del caos Covid in Cina e gli investitori impegnati a digerire i messaggi contraddittori provenienti dai verbali delle banche centrali, con la Fed che segnala l’opportunità di rallentare il ritmo dei rialzi dei tassi e la Bce che invece rinnova l’impegno ad aumentare il costo del denaro, anche in caso di recessione.

In Asia le Borse di Tokyo e di Hong Kong sono in calo e Shanghai avanza, mentre i casi Covid in Cina continuano a crescere a livello record, oscurando le prospettive di crescita dell’economia. I future a Wall Street sono piatti, mentre oggi i listini di New York viaggieranno a mezzo servizio e i rendimenti dei Treasury arretrano, con il 10 anni al 3,65% e il 2 anni al 4,44%.

Piatti anche i future sull’EuroStoxx 50, dopo che ieri le Borse europee hanno chiuso in rialzo una sessione priva di grandi spunti. La piazza più debole è stata quella di Londra, che ha segnato un +0,01%. Francoforte è avanzata dello 0,79%, dopo l’indice Ifo che è salito a 86,3 punti a novembre dagli 84,5 punti di ottobre e contro gli attesi 85 punti. Parigi è salita dello 0,42% e Piazza Affari dello 0,61%.

Da Fed e Bce sono arrivati messaggi contraddittori. Dai verbali della Fed è emerso che una “sostanziale maggioranza” di banchieri centrali ha convenuto che sarà opportuno” rallentare presto il ritmo degli aumenti dei tassi di interesse, mentre i mercati dei future ora prevedono che i tassi Usa si attesteranno poco sopra il 5% a maggio e che a dicembre gli aumenti dei tassi freneranno da 75 a 50 punti base.

I banchieri centrali europei invece rinnovano l’impegno ad aumentare i tassi, anche in caso di recessione, anche se nelle minute diffuse ieri si evidenzia che “il futuro percorso dovrebbe basarsi sull’evoluzione delle prospettive dell’inflazione e dell’economia, secondo un approccio basato sulle singole riunioni”.

Sempre ieri il vicepresidente della banca centrale Luis de Guindos si è detto convinto che “l’inflazione inizierà a calare nella prima metà dell’anno prossimo”. “Forse siamo molto vicini al picco – ha detto – dipende da tanti fattori, tra cui l’andamento dei tassi, su cui è molto difficile prendere una decisione”.

Di conseguenza lo spread è sceso a quota 182 e il tasso del rendimento del Btp, dal 3,799% ieri si è attestato a un minmo del 3,66%. Intanto la cautela della Fed sui tassi raffredda il biglietto verde, mentre dal fronte banche centrali abbiamo assistito ieri alle mosse da ‘falco’ della banca centrale svedese, che ha aumentato il tasso di interesse di 75 punti base, portandolo al 2,50%, mentre l’istituto centrale turco si è mosso in senso opposto riducendo il tasso di riferimento per il quarto mese consecutivo, dal 10,5% al 9% e segnalando che, dopo questo taglio, il tasso di riferimento ha raggiunto “un livello sufficiente”, per cui Il Consiglio ha “deciso di porre fine al ciclo di tagli dei tassi di interesse iniziato ad agosto”.

Sul fronte energetico, a Bruxelles l’Ue resta divisa sul price cap del gas e manca l’intesa sul tetto del prezzo del petrolio. Oggi Wall Street chiude prima per il Black Friday. Da Kiev Volodymyr Zelenskyy ribadisce che la strategia della Russia per distruggere le infrastrutture dell’Ucraina e immergerla nel buio non indebolirà la determinazione del paese a liberare tutte le aree occupate, inclusa la Crimea.

La Russia in due giorni ha lanciato 70 missili contro obiettivi infrastrutturali in tutta l’Ucraina, lasciando circa l’80% del paese al buio e senz’acqua. Tutti i 15 reattori nucleari ucraini sono stati disattivati perché l’elettricità è diventata instabile. Parlando dall’ufficio presidenziale, anch’esso privo di approvvigionamento idrico, Zelenskyy ha fatto appello ai partner occidentali affinché forniscano più attrezzature per la difesa aerea per aiutare a proteggere le infrastrutture critiche e ha detto che gli attacchi contro le infrastrutture civili mostrano che Mosca non ha nessuna intenzione di negoziare la fine della guerra.

AGI –  Alessandro Michele lascia la direzione creativa di Gucci. La notizia, che era stata anticipata dalla stampa, è ora stata ufficialmente resa nota dal gruppo Kering che controlla il marchio.

Michele è stato per sette anni direttore creativo durante i quali ha “contribuito enormemente a rendere Gucci ciò che è oggi”, senza però riuscire negli ultimi anni a incrementare le vendite con lo stesso vigore della concorrenza.

“Ci sono momenti in cui le strade si separano a causa delle diverse prospettive che ognuno di noi può avere”, ha detto Alessandro Michele nella dichiarazione rilasciata da Kering. Gucci da solo rappresenta il 55% dei 17,6 miliardi di euro di fatturato del gruppo Kering (nel 2021).

AGI – La metà degli italiani (50%) ha deciso di ridurre o rinunciare all’uso del forno elettrico mentre il 35% ha tagliato l’utilizzo dei fornelli a gas per contenere i consumi energetici e pagare meno in bolletta in un momento di grave crisi economica per le famiglie e di incertezza per il futuro. È quanto emerge dal primo rapporto Coldiretti/Censis “Gli italiani e il cibo nelle crisi e oltre” presentato in occasione dell’apertura del XX Forum Internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione a Villa Miani a Roma.

L’allarme per la guerra energetica legata al conflitto in Ucraina, con gli appelli delle istituzioni alla riduzione dei consumi di gas ed elettricità e il prevedibile rincaro delle bollette con l’arrivo della stagione fredda dopo mesi di clima temperato – rilevano Coldiretti/Censis – hanno fatto breccia nelle abitudini degli italiani. La rinuncia alla cottura dei cibi colpisce soprattutto le famiglie a basso reddito che nel 54% dei casi hanno ridotto o eliminato l’utilizzo del forno elettrico, rispetto al 32% dei redditi alti, mentre il 51% ha ridotto o rinunciato all’utilizzo della cucina con fornelli a gas, contro il 25% dei redditi alti.

Ma i tagli tra le mura domestiche non finiscono qui. Ben il 55% degli italiani – secondo l’indagine – dichiara di ridurre anche il ricorso a termosifoni o stufe elettriche, per tenere sotto controllo la spesa per il riscaldamento.

Oltre alla cucina e al riscaldamento si fa comunque più attenzione all’intera gestione casalinga della vita quotidiana, dall’uso del ferro da stiro, diminuito dal 45% dei cittadini, all’asciugacapelli, cui ha rinunciato il 33%.

Ma oltre a vestiti stirati e messa in piega si taglia anche sulla pulizia di casa, con il 38% che utilizza di meno l’aspirapolvere e il 40% che cerca di fare a meno persino della lavatrice.

Nonostante un 2022 che si classifica fino ad ora in Italia come l’anno più caldo di sempre, con una temperatura superiore di +1,07 gradi rispetto alla media storica, c’è poi un 47% di italiani che ha rinunciato nel possibile a fare ricorso addirittura al condizionatore.

“La punta dell’iceberg della situazione di difficoltà del Paese sono le quasi 3 milioni di persone costrette a chiedere aiuto per mangiare con la consegna di pacchi alimentari in dono o nelle mense di carità diffuse lungo tutta la Penisola”, ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, nell’evidenziare un aumento del 12% nell’ultimo anno secondo i dati del rapporto 2022 del Fondo per l’aiuto europeo agli indigenti (Fead).

“Contro la povertà è cresciuta anche la solidarietà – continua Prandini – che si è estesa dalle organizzazioni di volontariato alle imprese e ai singoli cittadini a partire dall’esperienza della Spesa sospesa di Campagna Amica attraverso la quale abbiano voluto dare un segno tangibile della solidarietà degli agricoltori verso le fasce più deboli della popolazione più colpite dalle difficoltà economiche con la donazione di oltre 6 milioni di chili di cibo e bevande di alta qualità”.

AGI – Le misure contro il caro energia, che impegnano due terzi dei 35 miliardi di euro a disposizione, quelle a sostegno delle famiglie e le imprese contro l’inflazione, sulle pensioni, il taglio del cuneo e la pace fiscale, l’incremento della platea per la flat tax.

I fondi per il fabbisogno residuo delle opere per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina del 2026. Ma anche una serie di provvedimenti spot volti a reperire le risorse.

Ci sono voci già preannuciate da giorni e una serie di sorprese nei 136 articoli che compongono la bozza della manovra economica, varata lunedì sera dal Consiglio dei ministri, in circolazione da oggi pomeriggio. Il testo potrebbe non essere definitivo, per quello ufficiale bisognerà attendere l’invio alle istituzioni europee e il deposito in Parlamento. 

I sostegni a imprese e famiglie

I primi 10 articoli sono tutti dedicati ai sostegni ad imprese e famiglie in materia di energia. Alle imprese a forte consumo di energia elettrica è riconosciuto “un contributo straordinario a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti, sotto forma di credito di imposta, pari al 45% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel primo trimestre 2023”.

Pace fiscale

Sono automaticamente annullate le cartelle fiscali, alla data del 31 gennaio 2023, “di importo residuo fino a mille euro”, affidate agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015. Stop alle sanzioni previste per il mancato utilizzo del Pos sotto i 30 euro. Nel testo si legge che “limitatamente alle transazioni di valore inferiore ai 30 euro”, i criteri di esclusione per “garantire la proporzionalità della sanzione e assicurare l’economicità delle transazioni in rapporto ai costi delle stesse”. 

Per due anni viene bloccato anche l’adeguamento dell’importo delle sanzioni amministrative. “In considerazione dell’eccezionalità della situazione economica”, viene prescritto che per gli anni 2023 e 2024, “è sospeso l’aggiornamento biennale delle sanzioni amministrative pecuniarie in misura pari all’intera variazione, accertata dall’Istat”.

Flat tax

L’applicazione della flat tax passa da 65 mila ad 85.000 euro. Il testo però precisa che “il regime forfetario cessa di avere applicazione dall’anno stesso in cui i ricavi o i compensi percepiti sono superiori a 100.000 euro”. In questo caso è “dovuta l’imposta sul valore aggiunto a partire dalle operazioni effettuate che comportano il superamento del predetto limite”.

Mentre i contribuenti che applicano il regime forfetario, possono applicare “un’imposta sostitutiva” di quella sul reddito delle persone fisiche e relative addizionali “calcolata con un’aliquota del 15% su una base imponibile, comunque non superiore a 40.000 euro”. Prevista anche la detassazione al 5% delle mance acquisite dal datore di lavoro e poi versate in busta paga per il personale impiegato nel settore turistico, ricettivo e di somministrazione di pasti e bevande.

Quota 103

In materia di previdenza, come previsto, parte in via sperimentale per il 2023, il diritto alla pensione Inps anticipata al raggiungimento di un’età anagrafica di almeno 62 anni e di un’anzianità contributiva minima di 41 anni.

Tessera acquisti alimentari

In arrivo la ‘social card’ destinata gli acquisti alimentari dei redditi più bassi. È istituito presso il Ministero dell’economia un fondo, con una dotazione di 500 milioni di euro per il 2023, destinato all’acquisito di beni alimentari di prima necessità dei soggetti con un ISEE non superiore a 15.000 euro. 

Giù Iva su prodotti per bambini

Ci sono anche i seggiolini auto per bambini tra i beni su cui l’Iva potrebbe scendere al 5%. Oltre al dispositivo di sicurezza per auto, il testo elenca “latte in polvere o liquido per lattanti o dei bambini nella prima infanzia” e poi “preparazioni alimentari di farine, semole, semolini, amidi, fecole o estratti di malto per l’alimentazione dei lattanti o dei bambini” e “pannolini”.

Aumentano le sigarette

Salgono le accise sulle sigarette. Dal 1° gennaio 2023, la tassazione viene rideterminata: per il 2023 in 36 euro per 1.000 sigarette, per il 2024 in 36,50 euro per 1.000 sigarette. Mentre a a partire dal 2025 passa a 37 euro per 1.000 sigarette.

Per i tabacchi lavorati, invece, l’onere fiscale minimo è pari per il 2023, al 96,22% della somma dell’accisa globale e dell’imposta sul valore aggiunto. La stessa percentuale è determinata al 96,50% per il 2024 e al 96,905 a partire dal 2025. 

Fondi ai centri rimpatrio migranti

Altra norma di cui finora non si era parlato è l’incremento di oltre 40 milioni di euro dei fondi per i centri di rimpatrio per migranti. Il Ministero dell’Interno è autorizzato ad ampliare la rete dei centri, le risorse relative alle spese per la costruzione, l’acquisizione, il completamento, l’adeguamento e la ristrutturazione di immobili e infrastrutture destinati a strutture di trattenimento e accoglienza sono “incrementate di euro 5.397.360 per il 2023, 14.392.960 il 2024, 16.192.080 per il 2025”.

Olimpiadi invernali

Quattrocento milioni di euro andranno alle Olimpiadi invernali. “È autorizzata la spesa di 400 milioni di euro – si legge nel testo – di cui 120 per il 2024, 140 per il 2025 e 140 per il 2026 per il finanziamento del fabbisogno residuo del piano complessivo delle opere olimpiche, nonché per il finanziamento delle ulteriori opere individuate”.

Scriviamo una nuova pagina della nostra storia. Il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, insieme al Presidente @giomalago e al CEO Andrea Varnier, hanno incontrato il Team di #MilanoCortina2026. Insieme al lavoro per i Giochi italiani @SportGoverno | @Coninews pic.twitter.com/FJAwbgLZyD

— Milano Cortina 2026 (@milanocortina26)
November 17, 2022

Sanità

Alla voce sanità è previsto che il livello del finanziamento del fabbisogno standard è incrementato di 2 miliardi di euro per il 2023 e di 2 miliardi annui a decorrere dal 2024. Per il 2023, una quota dell’incremento, pari a 1.4 miliardi di euro, è destinata a contribuire a far fronte ai maggiori costi determinati dall’aumento dei prezzi delle fonti energetiche. 

Il fondo viene incrementato di 650 milioni di euro per il 2023 da destinare all’acquisto dei vaccini anti Covid e dei farmaci per la cura dei pazienti che lo hanno contratto.  Aumentano del 10%, invece, i fondi assegnati agli enti locali finanziati con il Pnrr relativi alle gare avviate dal primo gennaio 2023 al 31 dicembre 2023. La misura punta a “fronteggiare l’aumento del costo dei materiali”.

AGI –  Lufthansa starebbe valutando di proporre un’offerta solitaria per l’acquisizione di Ita Airways. Lo scrive Bloomberg, citando fonti vicine al dossier.

Dopo il ritiro di Msc Group dalla procedura per l’acquisto del vettore aereo, la compagnia tedesca avrebbe avuto dei colloqui a riguardo con esponenti del governo italiano.

Lufthansa, riferisce Bloomberg, starebbe valutando una serie di opzioni, tra cui quella di diventare socio di minoranza di Ita, la discussione sarebbe solamente allo stato preliminare. 

AGI – “Orgogliosa del lavoro di questo governo e di una manovra scritta in tempi record. Una legge di bilancio coraggiosa e concreta, che bada al sodo e offre una visione sulle priorità economiche”. Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni sui social.

Bonomi, senza visione, su cuneo intervento non decisivo

“È una legge di bilancio a tempo. Giustamente, hanno concentrato due terzi degli interventi sul caro energia, ma solo sino al 31 marzo. Bisognerà capire cosa succederà dopo. Oggi la legge di bilancio è prudente sui saldi, lo apprezziamo. Ma il 1 aprile cosa ci aspetta?”. Lo afferma in un’intervista a La Stampa il presidente di Confindustria Carlo Bonomi.

Bonomi sottolinea “la mancanza di visione sulla lotta alla povertà, come su occupabilità e produttività“, ma, osserva, “è un bene che si sia tenuta la barra dritta sulla finanza pubblica”.

Per quanto riguarda il fisco, sottolinea il numero uno di Confindustria, “sul cuneo non si fa un intervento decisivo”.

“Una vera riforma del fisco – afferma Bonomi – deve essere organica, deve comprendere Irap, Ires e Irpef, il Patent box abolito, la disciplina tributaria degli asset d’impresa.

In Italia si interviene solo e sempre a margine dei tributi esistenti. Non e’ possibile andare avanti cosi’ – aggiunge – E poi non esiste la flat tax incrementale, esistono regimi forfetari ispirati dall’esigenza di rispondere a constituency elettorali. Se riduci le tasse sugli autonomi, il lavoratore dipendente che ha la stessa retribuzione paga tre volte tanto”. 

AGI – Mark Zuckerberg, ceo e founder di Meta, la società madre di Facebook e Instagram, non si dimetterà. È stata perentoria la smentita del portavoce di Palo Alto, Andy Stone, alle indiscrezioni che il sito The Leak aveva iniziato a far circolare ieri pomeriggio. Tanto rapida da essere contenuta in un tweet: “This is false”. Ma non abbastanza da non avere conseguenze sul titolo. Il leak ha fatto salire le azioni della società dell’1%, chiudendo poi in rialzo dell’1,4%.

Che cosa è successo? Alle 16.44 di martedì, un analista, Walter Bloomberg, ha rilanciato su Twitter, un’indiscrezione, Mark Zuckerberg si dimetterà nel 2023, contenuta in un post di The Leak, un sito che, si legge sulla home page, “riporta le fughe di notizie che si verificano nel mondo politico, tecnologico, dei giochi, della musica e del cinema”.

Il post in questione, basandosi su una fonte anonima, precisava che la decisione di dimettersi “secondo la nostra fonte interna non influirà sul Metaverso, il progetto multimiliardario di Mark, che ha trascinato con sé Meta poiché la società ha registrato un significativo calo dei profitti all’inizio di quest’anno”. Alle 17.18, 34 minuti dopo, è arrivata la smentita di Meta.

Smontata l’indiscrezione, diventata però subito virale sui social, restano vive le turbolenze che Meta sta affrontando. Le azioni della società sono diminuite del 23% dalla fine del mese scorso (-60% nel corso del 2022), dopo la diffusione dei numeri che certificavano che i profitti del terzo trimestre erano diminuiti del 49% rispetto allo scorso anno. E con previsioni non buone per il quarto trimestre.

Con un piano di licenziamenti in corso da oltre 10 mila dipendenti, Zuckerberg è sotto pressione dagli investitori: il Metaverso è un pozzo senza fondo di investimenti: la divisione Reality Labs dell’azienda, che sviluppa il progetto, ha perso 3,7 miliardi di dollari nel terzo trimestre, portando le sue perdite annuali a 9,4 miliardi finora durante tutto l’anno. Senza contare le perdite del 2021. Proprio quel progetto che, secondo le indiscrezioni di The Leak, non sarebbe toccato dalle dimissioni di Zuckerberg. 

AGI – Al termine di tre giorni di testimonianze e dibattiti su vari temi relativi al divario di genere sul posto di lavoro, WomenXImpact, il forum voluto da Eleonora Rocca per l’empowerment femminile sponsorizzato da Eni, ha assegnato il premio Startup Competition a Feed their minds.

È un’iniziativa dell’imprenditrice Raffaella Silbernagl, che come spesso accade nelle imprese femminili l’ha promossa sulla base di una propria esigenza, quella di madre di un figlio “plusdotato” dal punto di vista intellettiva.

La sua startup è arrivata prima in una ristretta rosa di società che avevano superato una selezione fra 300 candidate. Come ha spiegato la stessa fondatrice, ricevendo il riconoscimento, Feed their minds punta a “nutrire i sogni dei ragazzi ad alto potenziale cognitivo”.

L’obiettivo, ha spiegato, è “creare dinamiche inclusive per chi è plusdotato: a scuola si fa giustamente molto per l’inclusione dei ragazzi disabili, ma anche i superintelligenti incontrano difficoltà seppure di diversa natura”.  Di inclusione, e di iniziative per colmare il divario di genere si è molto parlato nei tre giorni bolognesi. Il cambiamento della mentalità all’origine del divario di genere passa attraverso l’educazione e la stampa, ma la strada da fare è ancora lunga, si è detto nei dibattiti della giornata conclusiva.

Per Sarah Varetto, ex direttrice di SkyTg24 e ora vicepresidente per la Comunicazione e l’inclusione dell’emittente, ha ricordato nel suo intervento alcuni esempi di testi scolastici per i bambini delle scuole primarie in cui si diffondono stereotipi e addirittura bufale: “che le donne facciano meno figli da quando lavorano fuori casa è falso, basta confrontare le statistiche su percentuale di lavoro femminile e numero di figli pro capite in Italia e Francia o Svezia per averne la prova. La verità è che serve un lavoro politico e culturale, a partire dal fatto che ci sono pochi asili, ma anche per superare il cosiddetto pregiudizio inconscio che pervade la nostra società e non solo gli uomini”. 

Del resto, anche i dati sul divario di genere nel mondo dell’informazione presentati dal network di società di pubbliche relazioni L45 conferma le grandi differenze tuttora esistenti. La giornalista Ilaria Maria Dondi, direttrice di Roba da Donne, ha parlato degli stereotipi di genere di cui è ancora intrisa l’informazione.

“Anche il giornalismo, come altri baronati maschili, le università, la finanza, è un luogo di discriminazione. Molte volte non è consapevole, semplicemente un modo di difendere un privilegio che sentono in pericolo. Le vittime non sono solo le donne, unico caso di maggioranza discriminata, ma anche le minoranze di genere, i cosiddetti ‘non binari’”.

Dondi ha portato il recentissimo esempio delle tre donne uccise a Roma, “nel migliore dei casi hanno parlato di due donne e un trans”, ha fatto notare e ha ricordato i titoli sulle “tre cicciottelle che hanno sfiorato il podio olimpico”, che hanno suscitato polemica alle ultime olimpiadi. Le atlete in questione erano quelle della squadra nazionale di tiro con l’arco, che non corrispondevano precisamente agli stereotipi di magrezza considerati coerenti con l’immagine di una sportiva.

In un dibattito fra 5 professioniste dell’informazione e della comunicazione si è parlato del futuro dei media: come fornire informazione di qualità e difendere la società dalla disinformazione utilizzando i social network e i cosiddetti “new media”?, si sono chieste le partecipanti.

La qualità e l’affidabilità sono stati individuati come elementi chiave di una corretta informazione, non solo su inclusione e genere. Grande interesse e anche commozione hanno suscitato sul palco di Bologna anche gli interventi di donne disabili, tutte impegnate nel promuovere l’accessibilità per le loro simili ed evitare loro le difficoltà esperimentate sulla propria pelle.

Benedetta De Cecco, che fa parte della squadra che c’è dietro a WomenXImpact di cui è Project manager e si muove su una sedia a rotelle e ha raccontato il suo percorso di vita, pieno di forza e coraggio. Diana Gioffrè è salita sul palco con il suo cane-guida Camilla: non vede dall’età di 13 anni.

“Non è stato facile – ha detto – Ero un’adolescente e il mondo esterno mi era inaccessibile. Ma grazie agli esempi di altre donne che avevano avuto una simile esperienza ce l’ho fatta: la consapevolezza di dover raggiungere comunque un obiettivo di vita, ogni vita ha diritto di essere vissuta, nessuna ha meno valore”.

Oggi Diana è vicepresidente di un’associazione per la riabilitazione e dirige una scuola per cani guida per i ciechi e parla, sicura e sorridente, di quelle che chiama “le vie alternative per raggiungere il successo”. 

AGI – Ftx, la piattaforma per lo scambio di criptovalute fallita per crisi di liquidità all’inizio del mese, insieme alle sue società affiliate (circa 130), deve ai suoi 50 maggiori creditori almeno 3,1 miliardi di dollari. È quanto risulta dai documenti dell’istanza di fallimento presentata in Delaware l’11 novembre: 1 milione tra clienti e investitori devono affrontare perdite per miliardi di dollari.

L’importo più alto da restituire è di 226 milioni di dollari. Ci sono anche 10 creditori che vantano crediti per almeno 100 milioni di dollari. Tra le società che hanno investito nell’exchange risultano BlackRock, Sequoia Capital, Tiger Global e il fondo pensionistico Ontario Teachers’ Pension Plan.

Prevista una prima udienza davanti al tribunale fallimentare. Sabato la compagnia ha fatto sapere di aver avviato una revisione delle sue risorse. John Ray, il liquidatore dell’azienda, ha parlato di situazione “senza precedenti”, sostenendo di non aver mai visto un fallimento di queste dimensioni.

“Mai nella mia carriera ho visto un fallimento così totale dei controlli aziendali e una così totale assenza di informazioni finanziarie affidabili come si è verificato qui”, si legge in una sua dichiarazione depositata in tribunale. Ray ha notato che il ceo e founder Bankman-Fried e molti dei suoi dipendenti utilizzavano software che avrebbe cancellato automaticamente molte delle loro comunicazioni interne.

Ha anche detto che una “porzione sostanziale” delle risorse detenute dall’exchange di criptovalute potrebbe essere “scomparsa o essere stata rubata”. Bankman-Fried ha invece rilasciato diverse interviste ai media e pubblicato diversi tweet in difesa di Ftx, sostenendo che la società è ancora solvibile.

Al suo apice Ftx era valutata 32 miliardi di dollari. Bankman-Fried era considerato un genio e la sua faccia appariva sulla copertine di molte riviste e partecipava a eventi aziendali per condividere i suoi consigli per raggiungere il successo.

Non solo. Bankman-Fried era anche uno dei principali sostenitori dei Democratici e dell’intero comparto delle criptovalute. Adesso la compagnia non vale niente. All’inizio di questo mese, Ftx ha presentato istanza di fallimento insieme a 130 entità affiliate, inclusa la controversa società commerciale Alameda Research, che si presume abbia svolto un ruolo centrale nell’implosione della piattaforma.

Si ipotizza che Bankman-Fried abbia utilizzato miliardi di dollari provenienti dal denaro dei clienti dell’exchange per finanziare proprio Alameda Research (si parla di trasferimenti per 10 miliardi di dollari), attualmente oggetto di indagine penale da parte di più forze di polizia.

AGI – I mercati restano deboli, in attesa dei Pmi e dei verbali della Fed e della Bce e a causa dei lockdown anti-Covid in Cina. Gli occhi degli investitori restano comunque puntati sulle prossime mosse delle banche centrali, mentre questa settimana si prospetta a ranghi ridotti, dominata da una forte volatilità, con la Borsa americana che lavorerà a mezzo regime per le festività del Thanksgiving e del Black Friday.

Le Borse asiatiche sono miste, i future a Wall Street e in Europa sono deboli e poco mossi, il biglietto verde arretra e il prezzo del petrolio avanza. Più nel dettaglio la Borsa di Tokyo e quella di Shanghai salgono, quella di Seul arretra e quella di Hong Kong cede oltre l’1% per le crescenti preoccupazioni sui nuovi focolai di Covid in Cina, combinate con le persistenti preoccupazioni per gli aumenti dei tassi di interesse.

Pechino avverte che si appresta ad affrontare il suo test più severo per far fronte alla pandemia, alimentando la preoccupazione che la Cina possa riprendere ad attuare rigorosi limiti di mobilità, ordinare alla gente di non muoversi da casa e che i casi in aumento nelle città manifatturiere possano causare interruzioni delle supply chain.

Intanto il dollaro riduce i suoi forti guadagni e riprendono a crescere i rendimenti dei Treasury. Piatti i future a Wall Street, che ieri ha chiuso in calo, in particolare il Nasdaq giù dell’1,09%, trascinato al ribasso dalle perdite di Tesla, Amazon ed Apple, rispettivamente a -6,84%, -1,78% e -2,17%.

Ad allentare la pressione sul Dow Jones è stato il titolo Disney, in rialzo di oltre il 6% dopo che la società ha annunciato che Bob Iger tornerà come ceo. In Asia il Wti resta sotto 80 dollari e il Brent risale quasi a 88 dollari al barile, dopo che il ministro dell’Energia dell’Arabia Saudita, il principe Abdulaziz bin Salman, ha smentito la notizia, riportata dal Wsj, secondo cui l’Opec e i Paesi alleati stanno valutando un potenziale aumento della produzione di 500mila barili al giorno da annunciare nella prossima riunione del 4 dicembre.

Intanto i tassi sul T-Bond a 10 tornano sopra il 3,8% e quelli sul 2 anni sopra il 4,5%, mentre i future sull’EuroStoxx 50 anni arretrano, dopo che le Borse europee hanno chiuso deboli, azzoppate dalla recrudescenza dei casi di Covid in Cina e dal tonfo del petrolio, dopo la notizia, poi smentita, del possibile aumento della produzione Opec.

Il capo economista della Bce, Philip Lane, ha detto che la banca centrale europea alzerà ancora i tassi di interesse a dicembre e l’anno prossimo, ma ha precisato che gli aumenti saranno più contenuti rispetto a quelli più recenti poiché non ci sono più le ragioni per un rialzo da 75 punti base.

La prossima settimana i mercati americani lavoreranno a mezzo regime per le festività del Thanksgiving e del Black Friday – commenta Vincenzo Bova, senior strategist di Mps Capitalservices – per cui tutto si concentrerà nei primi tre giorni, che probabilmente saranno parecchio volatili. Poi le acque si calmeranno. L’importante sarà capire come andranno i Pmi di domani e poi secondo me gli investitori si regoleranno di conseguenza per il resto della settimana. Prevedo un’ottava interlocutoria, coi mercati europei che sono già saliti ultimamente e non cresceranno più di tanto e Wall Street che non ha la forza per farlo”.

Oggi esce l’Economic Outlook dell’Ocse e c’e’ attesa per i Pmi preliminari di novembre, con la pubblicazione, domani, di quelli dell’Eurozona, che dovrebbero restare in contrazione sia nel settore servizi, sia in quello manifatturiero, di quelli della Gran Bretagna, attesi in contrazione e di quelli Usa, con il settore servizi che dovrebbe restare in contrazione, mentre il manifatturiero potrebbe attestarsi intorno ai 50 punti. Tra gli altri dati macro ricordiamo giovedi’ l’indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche.

Sul fronte banche centrali avremo i verbali delle ultime riunioni di Fed (mercoledì) e Bce (giovedì), importanti per capire l’atteggiamento dei vari membri delle due banche centrali sulle future mosse, anche se dalle recenti dichiarazioni emerge come entrambi gli istituti siano orientati a un rialzo di 50 punti base a dicembre.

Tra le altre banche centrali sono in programma le riunioni della banca centrale della Nuova Zelanda, che dovrebbe rialzare i tassi di 75 punti base e giovedì, di quelle svedese, sudcoreana e turca, con la prima che dovrebbe rialzare il costo del denaro di 75 punti base e la terza ribassarlo di 150 punti base.

Giovedì c’è attesa per la riunione della commissione Energia dell’Ue, nella quale si discuterà delle proposte della Commissione europea sui meccanismi di stabilizzazione del mercato energetico europeo. Tutto ruoterà intorno a un possibile price cap sul gas, su cui ancora non c’è un’intesa. I

ntanto da domenica sono iniziati i campionati del mondo di calcio in Qatar, che dureranno fino al 18 dicembre e in Italia il governo ha varato una manovra da 35 miliardi. Sul fronte dell’Ucraina, ispezione Aiea a Zaporizhzhia: “Bombe vicine ai reattori della centrale” ma “le attrezzature chiave sono rimaste intatte”, Intanto il capo della Nato Stoltenberg avverte: “Prepariamoci a una guerra lunga”. E il Cremlino fa sapere che un “cambio di regime” a Kiev “non è l’obiettivo dell’operazione speciale”. –

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