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(AGI) – Roma, 11 mag. – “La Banda Ultra Larga e’ obiettivo strategico. Non tocca a Governo fare piani industriali. Ma porteremo il futuro presto e ovunque #lavoltabuona“. Cosi’ il premier Matteo Renzi su twitter.

Intanto, il titolo Telecom e’ in picchiata oggi in Borsa a Milano dopo la diffusione dei ‘rumors’ che parlano dell’intenzione del governo di affidare a Enel (contollata dal Tesoro) il progetto per la banda ultralarga con la marginalizzazione quindi del gruppo privato delle telecomunicazioni.

Le azioni Telecom segnano un -2,92% a 1,02 euro con una perdita molto superiore all’andamento del Ftse Mib, in calo dello 0,73%.

 

Le voci non sembrano invece aver premiato fino a questo momento Enel che perde lo 0,71% a 4,19 euro per azione, in linea comunque con l’andamento del mercato. Sul piano per la fibra ottica il governo metterebbe sul piatto 6,5 miliardi in 5 anni. (AGI) .

(AGI) – Roma, 11 mag. – Aumentano i posti di lavoro, soprattutto quello ‘fisso’. Lo rileva l’Inps, dai dati dell’Osservatorio sul precariato’. In particolare, nel primo trimestre aumentano, rispetto al corrispondente periodo del 2014, le assunzioni a tempo indeterminato (+91.277), mentre diminuiscono i contratti a termine (-32.117) e le assunzioni in apprendistato (-9.188). Nel periodo considerato l’aumento complessivo delle nuove assunzioni e’ di 49.972 unita’. Nello stesso periodo diminuiscono di 135.684 unita’ le cessazioni di rapporti di lavoro, per cui il saldo netto dei rapporti di lavoro e’ pari a 185.656 unita’. Nei primi tre mesi del 2015 le nuove assunzioni a tempo indeterminato stipulate in Italia, rilevate da Inps, sono state 470.785, il 24,1% in piu’ rispetto all’analogo periodo del 2014. Le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine, comprese le “trasformazioni” degli apprendisti, sono state 149.041 (l’incremento rispetto allo stesso periodo del 2014 e’ del 5%). Pertanto, la quota di assunzioni con rapporti stabili e’ passata dal 36,61 % del primo trimestre del 2014 al 41,84% del primo trimestre del 2015. In particolare, nel corso del mese di marzo 2015 la quota di nuovi rapporti stabili ha raggiunto la misura del 48,2%. Sul complesso delle assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato effettuate nel corso del mese di marzo 2015, oltre il 57% fruisce dell’esonero contributivo triennale introdotto dalla legge di stabilita’ 2015. Nel periodo gennaio-marzo 2015, le cessazioni a tempo indeterminato sono state 382.157, il 7,6% in meno rispetto al primo trimestre del 2014, quando erano state 413.568. Sommate a quelle degli apprendisti e dei rapporti a termine, il numero delle cessazioni rilevate nel primo trimestre 2015 e’ di 1.012.389, l’11,8% in meno rispetto allo stesso periodo del 2014, quando erano state 1.148.073. Sono ammontati a 319.873 i nuovi posti di lavoro subordinato nel I trimestre: e’ questa la differenza – secondo i dati forniti dall’Inps – tra i 1.332.262 nuovi rapporti di lavoro e 1.012.389 cessazioni. In termini assoluti, facendo un confronto con il I trimestre 2014, si tratta di una variazione positiva di 185.656 posti: un vero e proprio ‘boom’ del 138,3%. Discorso a parte per quanto riguarda i posti di lavoro ‘fissi’: in particolare, dalle tabelle dell’Inps, si evince che nel I trimestre i rapporti a tempo indeterminato sono stati 203.151 (sommando ai nuovi rapporti di lavoro, anche le trasformazione di contratti a termine e di apprendistato in contratti a tempo indeterminato), con una variazione assoluta rispetto al I trimestre 2014 di 95.240 posti (+88,3%). Soltanto i “nuovi” rapporti di lavoro a tempo indeterminato sono stati invece 470.785 (con una variazione rispetto al I trimestre 2014 di 91.277 e cioe’ del 24,1%). Cio’ e’ stato possibile anche con il taglio dei contributi deciso nella legge di stabilita’. Sempre dalle tabelle dell’Inps, si evince che grazie alla misura introdotta dal governo, le assunzioni a tempo indeterminato sono state 206.786, mentre le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine sono state 61.184. In totale sono 267.970. .

(AGI) – Milano, 11 mag. – La quotazione dei titoli in Borsa ha subito una crescita “repentina” e vi e’ quindi il rischio che si formino “bolle speculative”. A lanciare l’allarme e’ il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, nel discorso durante l’incontro annuale con il mercato tenutosi sul sito di Expo. “L’enorme liquidita’ affluita sui mercati borsistici ha contribuito a innalzare in maniera repentina il valore dei corsi azionari – ha detto – in particolare, la crescita del rapporto prezzo/utili potrebbe rappresentare un segnale di rischio circa la possibilita’ che si formino bolle speculative”. Il numero uno dell’autorita’ di controllo della Borsa ha poi sottolineato come, dopo l’unione bancaria europea, sia necessario creare un mercato finanziario unico. Un processo da accompagnare con l’istituzione di un vero e proprio ‘Testo unico della finanza europea’. “Uno stabile sviluppo economico non potra’ mai essere ottenuto da un singolo mercato finanziario. E’ necessario costruire quella massa critica che puo’ essere offerta solo dall’intero mercato europeo”. Secondo Vegas “un sistema di regole e una vigilanza decisi unitariamente e coordinati a livello europeo costituiscono l’unico strumento in grado di cogliere gli obiettivi della tutela dei risparmiatori e della competitivita’ del mercato. Per accompagnare questo processo occorre prendere le mosse della redazione di un vero e proprio Testo unico della finanza, che codifichi in una singola fonte tutte le norme sui mercati finanziari del Vecchio continente”. Poi la proposta di dare vita a un’agenzia europea per le piccole e medie imprese sul sito che ospita oggi l’Expo. L’idea “e’ di istituire una sorta di centro che valuta le piccole e medie imprese. Siccome queste non hanno la possibilita’ di avere un rating, ad esempio, ci vorrebbe un istituto pubblico che in qualche modo faccia qualcosa del genere. Se non si sa esattamente il livello di rischio di ogni impresa nessuno ci mette dei soldi e invece la nostra ricchezza sono queste imprese. Abbiamo bisogno che qualcuno si fidi e ci vuole, insomma, un certificato ufficiale”. E sono proprio le piccole e medie imprese, secondo Vegas, ad aver bisogno di accedere con maggiore facilita’ ai mercati dei capitali, i quali a loro volta devono godere di una maggiore liquidita’ anche con strumenti come i ‘fondi di fondi’, a cui potrebbero partecipare i fondi pensione. Infine Vegas ha prospettato la possibilita’, con l’adozione della direttiva europea ‘Transparency’, di limitare in futuro l’obbligo delle relazioni trimestrali solo alle societa’ a piu’ alta capitalizzazione, riducendo gli oneri amministrativi per gli emittenti quotati. (AGI) .

(AGI) – Roma, 11 mag. – Exor ha sottoscritto un accordo per cedere Cushman & Wakefield a Dtz per 1,278 miliardi di dollari. Lo riferisce una nota. La fusione tra le due societa’ dara’ vita a uno dei piu’ grandi gruppi al mondo nel settore dell’intermediazione e dei servizi per il settore immobiliare, riconosce a Cushman & Wakefield un enterprise value complessivo pari a 2,042 miliardi di dollari e fa registrare a Exor una plusvalenza di 722 milioni di dollari. Il perfezionamento della transazione, che e’ soggetto alle consuete condizioni nonche’ all’approvazione delle competenti autorita’, e’ previsto per il quarto trimestre del 2015. La societa’ risultante operera’ con il marchio Cushman & Wakefield. Gli azionisti di Dtz, Tpg Capital, Pag Asia Capital e Ontario Teachers’ Pension Plan, si sono impegnati a investire nello sviluppo della nuova societa’, preservando e valorizzando l’eccezionale qualita’ del senior management e dei brokers di Cushman & Wakefield. (AGI) .

(AGI) – Pechino, 11 mag. – La Cina ha superato gli Stati Uniti nelle importazioni di greggio per la prima volta ad aprile, diventando il maggiore importatore globale, con un trend di crescita nelle importazioni superiore alle aspettative degli analisti per quattro degli ultimi cinque mesi. Il sorpasso cinese e’ dovuto in gran parte alla ripresa di importazioni dall’Iran e dal record di importazioni dai Paesi del Golfo. Ad aprile, la Cina ha importato greggio a un ritmo di 7,4 milioni di barili al giorno, contro i 7,2 milioni di barili al giorno importati dagli Stati Uniti, ma sara’ soprattutto nella seconda parte del 2015 che il divario Tra Pechino e Washington si accentuera’ in favore della Cina, che sta approfittando del prolungato deprezzamento del greggio sui mercati per rimpinguare le proprie riserve strategiche. Le aspettative che le importazioni record cinesi potessero fare risalire i prezzi del greggio sono state disattese, oggi, dai livelli sostanzialmente invariati, nella mattinata di oggi dei futures sul greggio. I trader di Singapore non sono rimasti convinti neppure dal terzo taglio dei tassi di interesse in sei mesi della Cina, visto come una manovra per arginare il calo dell’economia piu’ che come l’inizio di un’inversione di tendenza. Il record di importazioni, secondo gli analisti, e’ un segnale anche della crescente influenza sui mercati dei trader cinesi e un segnale di generale insofferenza degli operatori nei confronti delle restrizioni del governo statunitense sulle esportazioni di greggio. A crescere di influenza a livello globale sono soprattutto Unipec e ChinaOil, le divisioni commerciali, rispettivamente, di Sinopec e PetroChina, i due maggiori gruppi del greggio cinesi. Proprio con Unipec, il mese scorso, il ministro del Petrolio iraniano, Bijan Zanganeh, aveva concluso un accordo sulle importazioni del greggio di Teheran. La logica della competizione tra Cina e Stati Uniti nel greggio e’ semplice, secondo quanto dichiara un anonimo trader cinese al Financial Times. “Nel mondo c’e’ molto petrolio e noi abbiamo bisogno di molto petrolio”. Commenti positivi sul trend di crescita della Cina nelle importazioni di greggio anche dal ministro del Petrolio saudita, Ali Al Naimi, che gia’ il mese scorso si era detto “molto favorevole” riguardo alla continua crescita della domanda cinese. (AGI) .

(AGI) – Roma, 11 mag. – Le borse europee aprono negative a causa delle incertezze relative al negoziato sulla Grecia. L’Eurogruppo di oggi non appare infatti destinato a sancire una svolta che consenta di riattivare i finanziamenti ad Atene, allontanando la prospettiva di un default. Il Dax di Francoforte cede lo 0,24% a 11.681,91 punti, il Cac 40 di Parigi scende dell’1,02% a 5.038,29 punti, l’Ftse 100 di Londra perde lo 0,14% a 7.037,15 punti, l’Ftse Mib di Milano lima uno 0,04% a 23.303 punti.

Borsa Tokyo: chiude in rialzo, Nikkei +1,25%, crolla Sharp La borsa di Tokyo chiude in rialzo grazie al taglio dei tassi di interesse avvenuto in Cina e ai positivi dati sul mercato del lavoro Usa diffusi venerdi’ scorso. L’indice Nikkei avanza dell’1,25% a 19.620 punti, massimo da due settimane. Il Topix sull’intero listino cresce dello 0,67% a 1.598,33 punti. Da segnalare il crollo di Sharp, che ha ceduto fino al 26% per via di indiscrezioni su una riduzione del capitale tesa a evitare il fallimento.

Titoli Stato: spread Btp/Bund apre a 118 punti, pari con Spagna Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi apre stabile a 118 punti per un rendimento dell’1,71%. Su livelli analoghi il differenziale Bonos/Bund e il relativo tasso sui dieci anni.

Euro: apre in calo sotto 1,12 dollari, oggi Eurogruppo su Grecia L’euro apre in calo a 1,1171 dollari e 133,91 yen. La moneta comune e’ sotto pressione a causa delle incertezze sulla Grecia. L’Eurogruppo di oggi si preannuncia infatti interlocutoria e non dovrebbe rivelarsi sufficiente a sbloccare gli aiuti dei quali Atene ha bisogno per evitare il default. Trainato dai positivi dati sul mercato del lavoro Usa, il dollaro avanza a quota 119,90 yen.

Petrolio: prezzi poco mossi sui mercati asiatici Il prezzo del petrolio si mantiene stabile sui mercati asiatici, non risentendo particolarmente del taglio dei tassi di interesse in Cina. Il light crude Wti cede 8 cent a 59,31 dollari al barile, il Brent di Londra avanza di 2 cent a 65,41 dollari al barile. (AGI)

(AGI) – Tokyo, 11 mag. – La Borsa di Tokyo ha aperto in rialzo. L’indice Nikkei ha registrato un aumento del 1,30%, pari a 252,15 punti, e si e’ portato a quota 19.631,34. (AGI) .

(AGI) – Roma, 10 mag. – “Dopo la sentenza della Consulta, non abbiamo nella Costitutzione una protezione delle generazioni giovani”. Lo ha detto Elsa Fornero, ex ministro del Welfare, a In Mezz’Ora, su Raitre. “C’e’ qualcosa nella societa’ italiana che e’ profondamente sbagliata. Ho viaggiato molto da quando ho smesso di fare il ministro e vedo che in altri Paesi hanno problemi grandissimi, ma hanno la capacita’ di discutere in maniera diversa”, ha aggiunto Fornero. “Il riequilibrio delle garanzie tra le vecchie e le giovani generazioni, e’ un messaggio che in parte la corte costituzionale ha cambiato, ma che e’ ancora valido”, ha spiegato. (AGI) .

(AGI) – Roma, 9 mag. – “C’e’ il forte rischio che da giugno i dipendenti delle province non prendano piu’ gli stipendi e sono a rischio le stesse funzioni delle province”. Lo sostiene il responsabile Settori pubblici della Cgil, Michele Gentile, secondo il quale, “il rischio e’ matematico, oggettivo, visti i tagli alla legge di Stabilita’ e i ritardi nel ricollocare gli esuberi derivanti dalla legge Del Rio”. Pronta la replica del governo: “Non c’e’ nessuna inerzia da parte del governo. La Legge Delrio si sta attuando” sottolinea il sottosegretario agli Affari regionali Gianclaudio Bressa. “I provvedimenti previsti dalla legge di stabilita’ stanno trovando applicazione. Le Regioni stanno facendo la loro parte – prosegue Bressa-. Si sta realizzando la piu’ grande riforma della pubblica amministrazione della storia della Repubblica. E’ un processo complesso che ha bisogno di tempo. Lanciare allarmi come fa la Cgil non solo e’ sbagliato ma e’ anche irresponsabile soprattutto nei confronti dei dipendenti, che sono e saranno garantiti nei loro diritti”. (AGI) .

(AGI) – Bergamo, 9 mag. – L’Italia “e’ finalmente uscita dalla recessione”, ora si apre una “finestra di opportunita’” per le riforme. Lo ha affermato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, intervenendo oggi a Bergamo alla cerimonia del giuramento degli allievi della Guardia di finanza. “L’economia italiana e’ finalmente uscita dalla recessione negli ultimi mesi – ha detto – e cio’ e’ stato reso possibile anche dalle politiche di bilancio razionali e responsabili e alle riforme. Il Def prende atto del quadro piu’ favorevole che determinera’ una maggiore crescita dell’occupazione di quanto previsto”. Il governo e’ quindi “impegnato a completare la riforme di cui il Paese ha bisogno da molto tempo. Se si apre una finestra di opportunita’ sarebbe un grave errore non approfittarne al meglio, l’intenzione del governo e’ quella di sfruttarla”. Il governo e’ impegnato a riformare il sistema fiscale “per renderlo piu’ semplice, equo, trasparente e orientato alla crescita”. Afferma il ministro dell’Economia. Padoan ha richiamato l’esigenza di “ridurre e razionalizzazione il prelievo fiscale, orientandone la composizione in direzione favorevole alla crescita, cosa che significa anche una piu’ incisiva lotta all’evasione”. Nel 2014, ha ricordato, sono stati recuperati 14,2 miliardi di euro (+8,4%) dall’evasione fiscale. La Guardia di finanza nell’ambito del riordinamento dei reparti speciali, ha detto inoltre, “dovra’ potenziare la vigilanza sugli appalti pubblici e il contrasto alla corruzione”. .

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