Newsletter
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

(AGI) – Milano, 8 giu. – Apertura di seduta stabile per il mercato azionario di Milano, con l’indice Ftse Mib che segna +0,05%. All Share sul +0,03%. Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi si attesta a 138 punti, contro i 140 punti della chiusura di venerdi’ scorso. Il rendimento del Btp a dieci anni e’ al 2,22%, mentre quello del Bund e’ allo 0,85% dopo aver sfiorato l’1% la settimana scorsa. Il differenziale Bonos/Bund segna 137 punti per un tasso del 2,22%. .

(AGI) – Roma, 8 giu. – Le borse europee aprono deboli per il timore che la Fed possa rialzare i tassi Usa gia’ a settembre, dopo i buoni dati sull’occupazione Usa a maggio. Londra perde lo 0,1%. A Milano l’indice Ftse Mib segna +0,05%. Francoforte arretra dello 0,6% e Parigi va giu’ dello 0,4%. .

(AGI) – Roma, 8 giu. – Astaldi annuncia di aver firmato un contratto di finanziamento del valore di 5 miliardi di dollari per il progetto dell’autostrada Gebze-Orhangazi-Izmir, in Turchia. L’investimento complessivo e’ pari a 6,4 miliardi di dollari e portera’ a realizzare una delle piu’ importanti opere infrastrutturali oggi in corso di esecuzione a livello mondiale, incluso un ponte sospeso che una volta finito sara’ il quarto piu’ lungo al mondo. Il nuovo finanziamento sara’ utilizzato per il completamento dell’ultima parte del tracciato, lungo 301 chilometri, per il collegamento di Bursa a Izmir (Smirne) e il rifinanziamento delle tratte gia’ in costruzione per il collegamento Gebze-Orhangazi-Bursa. Si completa, pertanto, il processo di finanziamento dell’intera opera, con il riequilibrio del rapporto tra debito ed equity dell’iniziativa a 78/22 da 50/50 iniziale e senza ulteriore apporto di equity per Astaldi. Il pool di banche finanziatrici e’ composto da Akbank, Deutsche Bank AG London Branch, Finansbank, Garanti Bankasi, Halkbank, Bankasi, Vakifbank, Yapi Kredi e Ziraat Bankasi. L’iniziativa in concessione prevede la costruzione di oltre 400 chilometri di autostrada e la successiva gestione ad opera di Astaldi, in raggruppamento con imprese turche. L’opera e’ in fase di costruzione per lotti funzionali separati: la prima fase, lunga 53 chilometri, riguarda la tratta Gebze-Orhangazi, incluso il ponte sulla Baia di Izmit, la seconda fase si suddivide in una tratta, lunga 25 chilometri, per il tracciato Orhangazi-Bursa e un’altra tratta di 301 chilometri, da Bursa a Izmir. Una volta completata, l’opera garantira’ il collegamento tra le citta’ di Gebze (vicino Istanbul) e Izmir (sulla costa dell’Egeo), dimezzando gli attuali tempi di percorrenza in auto, oggi superiori alle otto ore. Astaldi e’ presente in Turchia dagli anni ’80. Ha gia’ realizzato una tratta rilevante dell’autostrada dell’Anatolia (116 chilometri, tra Gumusova e Gerede), oltre che la metropolitana di Istanbul (26 chilometri e 16 stazioni) inaugurata ad agosto 2012, il nuovo terminal internazionale dell’aeroporto di Milas-Bodrum, operativo da maggio 2012 e di cui il gruppo Astaldi curera’ la gestione fino ad ottobre 2015, e il ponte sul Corno d’Oro (Halic Bridge) inaugurato a marzo 2014. Ad oggi, Astaldi e’ presente nel Paese con il progetto per la realizzazione e successiva gestione del terzo ponte sul Bosforo (il piu’ lungo e piu’ largo ponte sospeso al mondo, attualmente in fase di costruzione) ed e’ impegnato nella finalizzazione del contratto di finanziamento del contratto in concessione relativo al campus sanitario di Etlik ad Ankara, il piu’ grande oggi in costruzione in Europa. .

(AGI) – Tokyo, 8 giu. – La Borsa di Tokyo ha aperto in rialzo. L’indice Nikkei ha registrato un incremento dello 0,38%, e si e’ portato a quota a 20.537,85. (AGI) .

(AGI) – Garmisch-Partenkirchen (Germania), 7 giu. – Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha negato di aver ricevuto una nuova proposta da Alexis Tsipras per risolvere la crisi del debito greco e lo ha invitato al rispetto delle regole. “Il premier greco non ha ancora presentato alcuna proposta alternativa, spero lo faccia in un futuro prossimo”, ha dichiarato in una conferenza stampa prima del vertice del G7 in Baviera. Poi l’ex premier lussemburghese ha replicato a Tsipras che venerdi’ aveva definito “assurde” le condizioni poste dai creditori ad Atene: il premier greco e’ un amico, ha assicurato, “ma per restare amici si devono rispettare alcune regole minime”.

Il presidente della Commissione ha ribadito che un’uscita di Atene dall’euro non e’ un’opzione ma ha avvertito che questo non significa che “si possa estrarre un coniglio dal cilindro” per risolvere la crisi. Poi ha avvertito che i negoziati non possono protrarsi all’infinito: “Di certo ci sara’ una scadenza per la Grecia, ma non la rivelo, non per rendere la cosa piu’ avvincente ma per fare in modo che la Grecia non sia penalizzata”, ha spiegato. Juncker ha spiegato che il prossimo incontro con Tsipras dovrebbe tenersi mercoledi’ prossimo a Bruxelles, a margine del vertice con i Paesi dell’America Latina.

Varoufakis dice ‘no’ alle proposte Ue, “fatte per terrorizzare”

La Grecia e’ determinata a respingere le ultime proposte dell’Ue sulla crisi del debito. “E’ stata una mossa aggressiva fatta per terrorizzare il governo greco”, ha denunciato il ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis, al quotidiano Proto Thema. “Questo governo greco non si lascia spaventare”, ha assicurato. La settimana scorsa la Commissione europea ha presentato alla Grecia una lista con cinque pagine di proposte tra cui un aumento dell’Iva e tagli ai salari dei dipendenti pubblici e alle pensioni.

“Non credo ci siano molti margini per un accordo positivo con i creditori”, ha rincarato la dose il ministro dell’Energia greco, l’euroscettico Panagiotis Lafazanis. “Probabilmente cercano di sottometterci, vogliono demolire il Paese sul piano sociale e umiliare il governo”, ha aggiunto parlando con il settimanale To Vima. (AGI)

(AGI) – Garmisch-Partenkirchen, 7 giu. – “Escludo ancora una uscita della Grecia dall’euro”. Lo ha detto il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, prima dell’inizio dei lavori del G7. “C’e’ una deadline per la Grecia, ma non la rivelo, non per rendere la cosa piu’ avvincente, ma per fare in modo che la Grecia non sia penalizzata” ha aggiunto. (AGI) .

(AGI) – Roma, 6 giu. – La prima rata della Tasi scadra’ il 16 giugno e i Comuni incasseranno circa 2,3 miliardi di euro, di cui 1,6 relativi alla prima abitazione. Cosi’ la CGIA ricorda che quest’anno i Sindaci hanno tempo sino al prossimo 30 luglio, termine di approvazione del bilancio comunale di previsione, per decidere le aliquote, le detrazioni e le tariffe dei tributi locali. Allo stato, solamente un migliaio di Amministrazioni comunali, pari al 14 per cento del totale, ha provveduto a deliberare le aliquote e le detrazioni della Tasi per l’anno in corso. Per il pagamento della prima rata, i proprietari degli immobili ubicati in quei Comuni che non hanno ancora deliberato le nuove aliquote (circa 7.000) pagheranno la meta’ di quanto versato l’anno scorso: il conguaglio verra’ effettuato solo con il saldo di dicembre. Alla luce di tutto cio’, visto che nel 2014 i Sindaci hanno incassato dalla Tasi circa 4,6 miliardi di euro, di cui 3,3 relativi all’abitazione principale, e’ possibile stimare che i contribuenti verseranno il prossimo 16 giugno circa la meta’ di quanto pagato complessivamente l’anno scorso, ovvero 2,3 miliardi, di cui 1,6 relativi alla prima casa. “Nonostante la legge abbia dato la facolta’ ai Comuni di inviare da quest’anno ai contribuenti i modelli per il pagamento della Tasi gia’ compilati – segnala il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi – rileviamo che sono pochi gli enti locali che si sono attivati per agevolare i propri residenti. Nella maggior parte dei casi, anche quest’anno i proprietari di prima casa sono stati abbandonati a loro stessi”. Per contro, c’e’ comunque una novita’ dell’ultima ora senz’altro positiva. “Sembra che il Governo si appresti a stanziare 500 milioni di euro da destinare al finanziamento delle detrazioni e agevolazioni Tasi a favore delle famiglie – conclude Bortolussi – Sebbene sia una cifra inferiore di 125 milioni a quella messa a disposizione nel 2014, per i nuclei famigliari con maggiori difficolta’ costituisce comunque una preziosa boccata d’ossigeno. I Sindaci potranno beneficare di queste risorse per non inasprire il prelievo fiscale rispetto al livello chiesto nel 2014”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 6 giu. – Ikea “vuole arrivare a firmare un nuovo Contratto Integrativo aziendale, che sia in linea con il nuovo contesto economico e sociale e assicuri basi solide allo sviluppo futuro della presenza di Ikea in Italia”: in una nota l’azienda svedese prende cosi’ posizione nella giornata dello sciopero dei dipendenti proclamato dai sindacati “a seguito della disdetta unilaterale della contrattazione integrativa effettuata dall’azienda”. La criticita’ perdurante dell’attuale contesto economico e concorrenziale ha spinto Ikea Italia a decidere di non rinnovare automaticamente il Contratto Integrativo Aziendale di cui alcuni temi risalgono al 1993 e altri al 2000, “con l’obiettivo di ridiscuterne i contenuti, guidati, oggi come in passato, dai valori aziendali e ispirati a principi di equita’ sociale e corresponsabilita’. Questa decisione si inserisce in un percorso di confronto iniziato insieme al Sindacato piu’ di un anno fa”. L’azienda fa sapere che “questo sforzo congiunto di revisione tra azienda e sindacati ha l’obiettivo di assicurare solidita’ ai posti di lavoro esistenti, aprire nuovi punti vendita e creare nuova occupazione. I contenuti dell’attuale Contratto Integrativo continueranno ad essere regolarmente applicati, vista la prosecuzione delle trattative, per le quali sono gia’ state fissate le date dei due prossimi incontri”. Quindi, si sottolinea nella nota, Ikea “non vuole cancellare le maggiorazioni festive e domenicali, ma solo discutere su come renderle piu’ eque per tutti (oggi alcune sono al 130% mentre altre al 30%), e su come ripartire meglio le presenze”. L’azienda inoltre “ha proposto di rivedere l’attuale sistema dei Premi (“Aziendale” e “di Partecipazione”) per armonizzarlo con quello del Gruppo Ikea gia’ attivo in molti altri Paesi in cui e’ presente, e che prevede che responsabili e collaboratori lavorino con gli stessi obiettivi. Questo sistema e’ gia’ applicato ai manager e, negli ultimi due anni, ha raggiunto percentuali di pagamento piu’ alte rispetto a quanto e’ stato pagato in passato”. La visione di Ikea, conclude, “e’ quella di creare una vita migliore per la maggioranza delle persone, inclusi tutti i suoi collaboratori”. Grande partecipazione oggi allo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori Ikea, indetto dalle organizzazioni sindacali del commercio Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. Delle 16 ore di sciopero proclamate lo scorso 29 maggio, le prime otto erano nella disponibilita’ dei singoli punti vendita, che si sono pero’ fortemente coordinati al punto di aver scioperato quasi tutti in contemporanea: per i sindacati, si tratta di “un fortissimo segnale di unita’ fra i lavoratori”. “Oggi abbiamo visto la prova generale dello sciopero nazionale, del quale non e’ stata ancora decisa la data ma che potrebbe essere indetto gia’ la prossima settimana ” dichiara Giuliana Mesina della segreteria nazionale Filcams Cgil “il 12 giugno abbiamo l’incontro con l’Azienda, gia’ fissato da tempo, dove saremo decisi a proseguire nella trattativa, ma senza che ci vengano imposti ricatti come quello che l’azienda ha provato a fare con la disdetta”. Alta l’adesione in molte citta’, secondo quanto riporta la nota sindacale: piu’ del 95% a Firenze, 90% a Napoli cosi come a Carugate, piu’ dell’80% a Corsico e oltre il 60% a San Giuliano. Adesione oltre il 70% a Brescia e Roma, a Bologna piu’ del 95%, – solo i manager all’interno del negozio, mentre a Genova l’azienda e’ stata costretta alla chiusura il punto vendita. I lavoratori hanno incrociato le braccia e hanno distribuito volantini alla clientela, spiegando le loro motivazioni. Il taglio delle maggiorazioni per il lavoro domenicale e’ uno dei temi piu’ sentiti dai “co-workers” (come li chiama IKEA) : un part time, e in questa azienda sono il 70% dell’intero organico, rischia di perdere fino a 1500 euro all’anno. “Non e’ giusto che un’azienda che domina incontrastata il mercato come Ikea faccia pagare a noi la crisi, piu’ di quanto non si sia gia’ pagato” dice una lavoratrice part time “abbiamo contribuito con il nostro lavoro al grande successo di questa multinazionale in Italia, e non vogliamo veder crollare 25 anni di contrattazione in un attimo. Lotteremo per difendere i nostri diritti”. (AGI) .

(AGI) – Santa Margherita Ligure (Genova), 6 giu. – “Abbiamo un assoluto disperato bisogno di ripartire”, “non puo’ essere un singolo provvedimento come il Jobs act a far ripartire l’economia”. E’ quanto ha affermato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, all’assemblea dei giovani imprenditori di Santa Margherita Ligure. Per il presidente di Confindustria, l’Euro “e’ una condizione irreversibile”, l’uscita dalla moneta unica “sarebbe devastante, con una riduzione del Pil tra il 20-30%”. Pertanto, ha detto Squinzi, “e’ una responsabilita’ politica dell’Italia, e dell’Europa intera, credere di piu’ nell’Europa per arrivare a una maggiore integrazione”. (AGI)

(AGI) – Milano, 6 giu. – Le tensioni sul debito della Grecia e i timori per le conseguenze nell’eurozona, hanno pesantemente condizionato in settimana la Borsa di Milano che chiude quindi i cinque giorni di contrattazioni con il Ftse Mib che cede il 2,76% fermandosi sotto i 23 mila punti (22.848) e l’All Share a -2,61% a 24.417 punti. Non sono bastate a contrastare l’effetto negativo della situazione continentale, le buone notizie che, soprattutto a inizio settimana, erano venute dai dati sull’inflazione, in Italia e in Europa, sull’occupazione e sul Pil in lieve ripresa. Penalizzate in gran parte le banche ma anche gli industriali e l’energia, a partire da Saipem, in altalena in settimana prima per le voci di un aumento di capitale che l’hanno portata a perdere giovedi’ oltre il 13%, poi con la smentita venerdi’ e la risalita del 3,22% con una perdita finale nella settimana del 9,34%. Sempre nell’energia comunque male anche Enel ((-4,52%), Eni (-3,86%), Snam (-3,22%) e ancora Terna (-2,81%) e A2a (-1,74%). Pesanti gli industriali con Buzzi che perde il 4,83%, Fiat Chrysler che lascia sul terreno il 3,16%, Cnh industrial l’1,84% , Tenaris il 2,05% e Prysmian il 2,38% Giu’ anche Stm (-2,42%) mentre Pirelli rimane stabila a +0,08% e Telecom segna un ottimo +3,41% mentre sta per partire l’ipo di Inwit, la societa’ delle torri di trasmissione. Grecia ‘indigesta’ per i titoli del credito: Banco Popolare cede il 3,03%, Ubi il 3% e Mps il 2,57%. Giu’ anche Intesa sp (-2,16%), Bpm (-1,85%) e Unicredit (-0,63%). Non si salva neppure il ‘lusso’ con Salvatore Ferragamo che perde il 4,84%, Luxottica il 2,72%, Moncler il 2,33% e Yoox l’1,41%, Tod’s -0,72%. Unico segno positivo tra le blue chip oltre a Telecom e Pirelli, Enel gp (+1,81%) mentre Wdf rimane ferma al palo (0,00). Male anche Mediaset (-3,25), Atlantia (-3,49%) e Autogrill (-3,84%) Fuori dal listino principale migliore performance per Nuova Re (+13,77%) mentre i peggiori risultano Aedes (-21,95%) e Banca Carige (-14,95%). (AGI)

Flag Counter