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(AGI) – Roma, 4 giu. – “Milioni di lavoratori pubblici si aspettano giustizia dalla sentenza della Corte costituzionale, ma sanno benissimo che e’ il governo a tenere fermi i contratti”, Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili – segretari generali di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl e Uil-Pa – intervengono con forza sulla questione del blocco contrattuale dopo che l’avvocatura dello stato ha diramato oggi “cifre paradossali e che lasciano piu’ di qualche dubbio sull’uso strumentale” in merito al costo presunto di una restituzione degli aumenti negati ai dipendenti pubblici. “La verita’ e’ che questo governo e’ un pessimo datore di lavoro. Pessimo per come continua a negare la contrattazione, economica e normativa, pessimo per una riforma che non innova e non riorganizza, pessimo perche’ non investe un euro in valorizzazione delle competenze”, affondano i quattro segretari. “E per di piu’ e’ un governo che si nasconde non solo dietro gli annunci a cui ci ha abituato e alle scuse per una spesa pubblica che non sa fermare, ma oggi anche dietro ai numeri dell’avvocatura, incompatibili con quelle che lo stesso governo ha inserito nei vari def”. Per questo “lanceremo una grande mobilitazione: tre grandi assemblee con tutti gli Rsu eletti a marzo. Cioe’ con la stragrande maggioranza dei rappresentanti dei lavoratori, scelti con una partecipazione al voto che la politica ormai si sogna”, proseguono i sindacalisti. “Dalle assemblee uscira’ la nostra piattaforma nazionale e quelle di settore, per spiegare al governo come si possono rinnovare i contratti”. “Vogliamo rinnovare tutti i contratti bloccati, cambiando il modo di gestire e organizzare i servizi pubblici. Staremo a vedere se il governo si dimostrera’ all’altezza di chi ogni giorno lavora a servizio del paese”, concludono. (AGI) .

(AGI) – Atene, 4 giu. – Non sara’ un’audizione facile quella del primo ministro greco Alexis Tsipras, che domani esporra’ ai parlamentari la proposta negoziale avanzata dai creditori di Atene (Commissione Ue, Bce e Fmi), definita “omicida” da Alexis Mitropoulos, tra i dirigenti ‘anziani’ di Syriza, il partito del premier. L’audizione, fanno sapere fonti dell’esecutivo ellenico, si terra’ domani alle 15 ora italiana e non dovrebbe essere seguita, come avevano suggerito alcuni rumor, da un voto di fiducia. I dettagli della proposta dell’ex troika non sono noti e non sono stati comunicati ufficialmente. Le indiscrezioni rilasciate ieri sera dai media – che hanno parlato di tagli alle pensioni, aumenti delle tasse e privatizzazioni – sono state pero’ sufficienti a scatenare l’ira di Syriza, che vedrebbe cosi’ Tsipras arretrare su quei punti che egli stesso aveva definito “linee rosse”, in particolare le pensioni. L’alzata di scudi e’ generalizzata e non riguarda solo l’ala dura del partito. Persino il ministro del Lavoro Panos Skourletis, considerato un moderato, si e’ arrischiato a promettere ai greci che “non verra’ siglato alcun accordo che aumenti il peso su di loro”. E se stamane Avgi, il quotidiano di Syriza, titolava “Altra austerita’? No grazie!”, il meno intransigente ‘Ta Nea’, il quotidiano piu’ venduto del paese, dalla linea di centro-sinistra, se ne usciva con un “Chiesto il bilancio delle vittime per un accordo”. Se Tsipras vede il sospirato accordo con i creditori “in vista”, buona parte del suo partito sembra quindi di tutt’altro avviso. “Juncker ha proseguito il lavoro sporco e buttato gu’ il piano piu’ volgare, omicida e duro quando tutti speravano in una chiusura dell’intesa”, ha dichiarato Mitropoulos a Mega Tv, “e cio’ in un momento nel quale ci stavamo finalmente muovendo verso l’accordo che noi tutti vogliamo perche’ escludiamo una frattura che ci porterebbe alla tragedia”. “Se le notizie saranno confermate, ovviamente non potremmo accettare”, asserisce invece il vice ministro del Commercio, Theodoris Dritsas. Il vice ministro del Lavoro, Dimitris Stratoulis, ha da parte sua affermato in Parlamento che Atene respingera’ una proposta “disgraziata e vergognosa” che vuole “sottomettere e schiacciare ogni resistenza del governo di sinistra”. Addirittura il partito di centro-destra Nea Demokratia, al governo dal giugno 2012 al gennaio 2015 e sconfitto da Tsipras alle elezioni, ha rialzato la testa rivendicando una maggiore abilita’ negoziale. “I creditori si sono presi tutto quello che hanno voluto in questi anni, e che noi stavamo cercando di scongiurare, e lo hanno messo in una proposta sola”, ha dichiarato Adonis Georgiadis, il portavoce di Nea Demokratia in parlamento, “Napoleone a Waterloo se la cavo’ meglio”. Tra le poche voci a favore di Tsipras si e’ levata quello del vicepresidente del Parlamento Europeo, Dimitris Papadimoulis, anch’egli membro di Syriza, il quale ha scritto su Twitter che “una soluzione richiede realismo e concessioni vicendevoli, senza ultimatum”. Si scoprira’ domani quanti membri del suo partito saranno dello stesso avviso. Che il premier possa tentare una manovra di forza come le elezioni anticipate e’ stato pero’ escluso dal ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis. Almeno per il momento. (AGI) .

(AGI) – New York, 4 giu. – Il prezzo del petrolio arretra ancora sui circuiti di New York nonostante l’indebolimento del dollaro e il calo delle scorte Usa. Gli investitori guardano al vertice dell’Opec che si concludera’ oggi a Vienna, dando per scontato che la produzione verra’ mantenuta immutata nonostante l’abbondante offerta sul mercato. Il light crude Wti cede 1,28 dollari a 58,36 dollari al barile, il Brent di Londra arretra di 1,33 dollari a 62,47 dollari al barile. .

(AGI) – Washington, 4 giu. – Il Fondo monetario internazionale taglia al 2,5% la crescita del Pil Usa quest’anno e al 3% nel 2016. E quanto prevede l’articolo IV sugli Usa. Le precedenti stime erano +3,1% per tutti e due gli anni. Il Fondo monetario internazionale chiede poi alla Fed di rinviare l’aumento dei tassi Usa alla prima meta’ del 2016. La Fed “dovrebbe rinviare l’aumento dei tassi a quando non ci siano segnali piu’ forti”, sull’aumentyo dei salari e l’inflazione. “Il rischio – avverte il Fmi – e’ di un’azione avviata troppo presto o troppo tardi”. .

(AGI) – Bari, 4 giu.- Il primo trimestre del 2015 fa registrare in Puglia 30mila occupati in piu’. La performance di crescita pugliese rispetto allo stesso periodo del 2014 e’ in assoluto la piu’ alta in Italia, con un distacco dalla Lombardia, seconda in classifica, di 4mila occupati, mentre i dati delle altre regioni variano dai 23mila in piu’ dell’Abruzzo ai 19mila in meno della Sicilia. I 30mila occupati in aumento in Puglia rappresentano quasi il 23% di tutti i nuovi occupati d’Italia e poco meno del 64% di quelli del Mezzogiorno. A sottolinearlo e’ il Presidente uscente della Regione Puglia Nichi Vendola, dopo la lettura del report Istat sui dati trimestrali regionali. “Con questa performance – dice – stiamo trainando l’Italia e il Mezzogiorno. Sull’occupazione non abbiamo mai abbassato la guardia. Non abbiamo risparmiato notti insonni, battaglie, tavoli della Task force per risolvere le crisi aziendali, strumenti di incentivazione. Non abbiamo centellinato ne’ attenzione, ne’ energia, mentre la crisi globale si abbatteva sulla Puglia con la forza di un ciclone. Oggi non siamo solo i sopravvissuti, siamo quelli che ripartono con nuove energia”. ( “Il ciclone ci ha dato i brividi, ma anche la forza di reagire- insiste Vendola – ci ha dato una lezione e la grande possibilita’ di imparare. Ci ha preso a schiaffi e ci ha fatto cambiare. E noi stiamo imparando dagli errori e dai successi con la consapevolezza di avere davanti un percorso ancora lungo. Ma non abbiamo sbagliato strada. Abbiamo imboccato quella dell’innovazione per diventare piu’ competitivi, dell’internazionalizzazione per entrare nei mercati esteri, dell’attrazione degli investimenti per promuovere il lavoro in Puglia, della formazione per esaltare le competenze”. “Il nostro risultato – prosegue Vendola – arriva prima ancora dei decreti attuativi del Jobs Act ed esprime numeri che ci danno fiducia. Se la performance da gennaio a marzo 2015 e’ di 30mila posti in piu’ rispetto agli stessi mesi del 2014 con una riduzione del tasso di disoccupazione di 1,4 punti percentuali, il trend congiunturale e’ ancora piu’ confortante: rispetto all’ultimo trimestre del 2014 (ottobre-dicembre) la crescita dei primi tre mesi del 2015 e’ di 48.051 occupati in piu’, con un aumento sia della componente maschile (+28.136) che di quella femminile (+19.915). “Sui primi trimestri degli anni 2014 e 2015, invece, il dato piu’ rilevante riguarda il macrosettore dei Servizi (+29.389 occupati) e all’interno di esso le attivita’ di Commercio, Alberghi e Ristoranti (+25.402), in netta ripresa anche il lavoro nelle Costruzioni”. “Vorrei sottolineare, infine – conclude Vendola – la natura dell’occupazione. Si tratta di lavoro dipendente per quasi 863mila persone, circa 316mila sono invece gli occupati indipendenti. Nei primi tre mesi del 2015 i dipendenti aumentano di 39.795 unita’, mentre gli indipendenti sono 10.268 in meno rispetto a gennaio-marzo 2014”. (AGI)

(AGI) – Londra, 4 giu. – La Banca d’Inghilterra ha lasciato i tassi di interesse invariati allo 0,5%. Fermo anche il programma di allentamento quantitativo, il cui ammontare rimane a 375 miliardi di sterline. Le ragioni di questa decisione saranno motivate nelle minute del prossimo 17 giugno. La crescita economica del Regno Unito si e’ praticamente dimezzata nel primo trimestre rispetto ai precedenti tre mesi, mentre l’inflazione e’ finita in negativo per la prima volta da 50 anni. (AGI) .

(AGI) – Roma, 4 giu. – “Duecento giorni di lavoro non retribuiti. La situazione di Area/Audio news e’ a un punto di non ritorno. La vertenza non trova sbocchi per indisponibilita’ dell’azienda a percorrere tutte le soluzioni, inclusi gli ammortizzatori sociali e per le indecisioni del governo sui finanziamenti pubblici alla piccola editoria e sugli sgravi fiscali da applicare al settore”. Lo denuncia l’Associazione stampa romana, che da’ la propria solidarieta’ alla redazione di Area Audionews e invita la categoria dei giornalisti a partecipare domani alle 10 al sit in organizzato dai colleghi di Area Audionews in piazza del Gesu’. “Una presenza non rituale perche’ la soluzione della loro vertenza impegna tutti noi su due fronti – scrive l’Asr -: riaffermare il principio degno di una nazione civile che il lavoro va retribuito altrimenti e’ sfruttamento. Ricordare al governo che l’editoria e l’informazione sono la spina dorsale di un paese come l’Italia”. Solidarieta’ arriva anche dai Cdr de la Repubblica e del Messaggero e dal sindacato cronisti romani. Il cdr di Repubblica sottolinea che i colleghi della redazione dell’agenzia Area, dipendenti di Area Ag. s.c.p.a. e dipendenti di Audionews Regioni s.r.l, “da ieri e fino al prossimo 7 giugno tornano a scioperare di fronte all’inadempienza del proprio editore che da sette mesi non li retribuisce. Una situazione insostenibile di fronte alla quale i colleghi di Area non hanno sin qui trovato ne’ risposte da parte dell’editore, ne’ interlocutori”. E il cdr del Messaggero annuncia che domani mattina partecipera’ al sit-in della redazione dell’agenzia Area, che si terra’ davanti alla sede in piazza del Gesu’ dalle 10 alle 14 del mattino. “Il Messaggero esprimera’ anche in quell’occasione – dice il cdr – la solidarieta’ che lo lega a una voce libera e importante dell’informazione, dove i redattori sono costretti a scioperare una settimana intera in risposta al mancato pagamento di sette mesi di stipendio. L’informazione ha bisogno di Area”. (AGI) .

(AGI) – Atene, 4 giu. – La Grecia e’ pronta a rispettare tutti i suoi impegni. Lo assicura il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis a chi gli chiede se Atene effettuera’ il pagamento da 300 milioni di euro al Fmi in scadenza domani. “Come ministro delle Finanze – dice Varoufakis alla radio – non posso che rispendere a questa domanda sostenendo che lo stato greco intende sempre rimborsare tutti i suoi creditori”. Il ministro di oppone “con fermezza” alla privatizzazione della Ppc, la prima utility elettrica del paese. Intanto la discussione di ieri sera fra il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker e’ stata “lunga e sportiva” e stamattina ripartiranno i negoziati fra istituzioni e Grecia per cercare un accordo, ha detto nel suo intervento al Comitato delle Regioni il presidente Juncker, spiegando di avere “dormito solo tre ore dopo una discussione lunga e sportiva con il primo ministro”. Gia’ stamattina, ha aggiunto, scusandosi di dover lasciare presto la riunione plenaria del CdR, “dobbiamo preparare il prossimo round di negoziati”. Nel frattempo il commissario Ue agli affari economici, Pierre Moscovic, si dice convinto che “che troveremo un accordo sulla Grecia”. Secondo Moscovici la discussione con Atene e’ fruttuosa e “sono in corso buoni progressi”. Le prossime ore per il commissario Ue saranno essenziali. “Sono ottimista – sostiene – ma c’e’ ancora della strada da fare”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 4 giu. – Diminuite del 37,6% le rapine inbanca in un anno, passate dalle 941 del 2013 alle 587 del 2014. Se si paragona il dato con quello del 2007, il calo supera addirittura l’80%. In netto calo anche il cosiddetto indice di rischio – cioe’ il numero di rapine ogni 100 sportelli – che e’ passato da 3 a 1,9. Sono questi i principali risultati dell’indagine condotta da Ossif, il Centro di ricerca Abi in materia di sicurezza, presentati oggi al convegno Banche e Sicurezza 2015, la due giorni di lavoro sui temi chiave della sicurezza in banca che si chiude domani a Roma a Palazzo Altieri. Il trend positivo che ha caratterizzato il fenomeno negli ultimi anni e’ anche il frutto del lavoro congiunto di banche e Forze dell’Ordine. Secondo gli ultimi dati del Ministero dell’Interno, le rapine commesse ai danni delle dipendenze bancarie rispetto al totale di quelle denunciate sono passate dal 5,5% del 2004 al 2% del 2014. Piu’ nel dettaglio nel 2014, le rapine sono diminuite in: Abruzzo (-38%, da 36 a 22), Basilicata (-72,7%, da 11 a 3), Campania (- 26%, da 52 a 38), Emilia Romagna (-37,5%, da 112 a 70), Lazio (-37,2%, da 94 a 59), Lombardia (-46,9%, da 177 a 94), Marche (-65,9, da 44 a 15), Molise (-40%, da 5 a 3), Piemonte (-41,0%, da 78 a 46), Puglia (-17,1%, da 35 a 29), Sicilia (-35%, da 134 a 87), Toscana (-39,5%, da 81 a 49), Umbria (-62,5%, da 16 a 6), Veneto (-41,9%, da 43 a 25). Nessun colpo in banca in Valle d’Aosta. Invariate le rapine in Sardegna (3) e Friuli Venezia Giulia (5). Aumenti si sono invece verificati in Calabria (con 5 rapine da 2), Liguria (con 26 da 13), Trentino Alto-Adige (con 2 da nessuna). Le banche italiane investono ogni anno circa 700 milioni di euro per rendere le proprie filiali sempre piu’ protette e sicure. Adottando misure di protezione sempre piu’ moderne ed efficaci e formando i propri dipendenti anche attraverso un’apposita Guida antirapina che recepisce i suggerimenti delle Forze dell’Ordine. La nuova edizione della Guida, ultimata proprio in queste settimane, e’ stata presentata durante i lavori del convegno. (AGI) .

(AGI) – Roma, 4 giu. – Le prospettive per i consumi e l’occupazione in Italia “appaiono positive”. E’ si legge nella congiuntura flash del Centro studi Confindustria. Sembrano “positive le prospettive per i consumi in Italia dopo la temporanea battuta d’arresto nel 1 quarto dell’anno (-0,1% sul quarto 2014): le immatricolazioni di auto sono salite del 3,4% nella media aprile-maggio sul primo trimestre. Significativo il balzo della fiducia dei consumatori: 106,9 in aprile-maggio, da 98,3 nel quarto 2014. La spesa delle famiglie sara’ sostenuta da un mercato del lavoro atteso in progresso e da una dinamica salariale ben sopra l’inflazione”. L’occupazione e’ stabile nel primo trimestre, prosegue il Csc, ma “si tratta di un arresto temporaneo: segnali di ripresa della domanda di lavoro provengono da indagini qualitative presso le imprese e da riduzione delle ore di Cig autorizzate (-41,1% nei primi 4 mesi del 2015 rispetto a un anno prima), confermati dal forte aumento degli occupati in aprile (+159mila su marzo)”. Nel secondo e terzo trimestre le retribuzioni contrattuali procederanno a passo costante: a bocce ferme, +1,7% nel settore privato (+1,5% nel 1 ; +1,6% nel 2014) e +1,2% nell’intera economia (da +1,1% e +1,2%). Al netto dell’inflazione i salari contrattuali saliranno dello 0,9% (come nel 2014). (AGI)

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