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(AGI) – Roma, 18 mag. – “L’economia italiana sta lentamente emergendo da una dolorosa recessione”. Il Fondo monetario internazionale certifica l’avvio dell’inversione di tendenza e, sulla base di un primo trimestre migliore delle previsioni, rivede anche al rialzo le sue stime sulla crescita pubblicate appena un mese fa. Il Pil italiano, affermano gli ispettori al termine della loro missione annuale nel nostro Paese, crescera’ dello 0,7% quest’anno e dell’1,2% il prossimo, “sostenuto dall’aumento delle esportazioni e dalle maggiori spese di aziende e consumatori”. E gran parte del merito e’ attribuito al Governo. Lo staff di Washington non ha dubbi: il quantitative easing della Bce e la maggiore flessibilita’ concessa dalla commissione europea hanno aiutato, ma tutt’altro che secondario e’ stato il lavoro di Matteo Renzi e dei suoi ministri che, si legge nel comunicato dei tecnici dell’Fmi, “ha portato avanti importanti riforme economiche e istituzionali che hanno fatto crescere la fiducia”. La strada resta pero’ lunga. La crescita, sebbene in miglioramento, non e’ ancora sufficiente per aggredire disoccupazione e debito pubblico con la necessaria velocita’. Per questo l’esortazione del Fondo e’ decisa: “E’ il momento di andare avanti tutta con l’agenda delle riforme”. E’ necessario “sfruttare la finestra di opportunita’” data dal miglioramento dei fattori macroeconomici, avverte Petya Koeva Brooks, capo della missione Fmi in Italia. In particolare, secondo i tecnici di Washington “gli sforzi dovrebbero concentrarsi su tre aree: affrontare l’annoso problema della produttivita’; sostenere la pulizia dei bilanci delle banche e delle imprese; riequilibrare l’aggiustamento fiscale e ridurre il debito pubblico”. Per il Fondo e’ comunque “incoraggiante che l’agenda del Governo includa iniziative ambiziose in tutti questi settori. La sfida”, si legge nel comunicato, “e’ mantenere il ritmo delle riforme e realizzare veri cambiamenti sul terreno”. Non preoccupa invece la sentenza della corte Costituzionale sulle pensioni: “Non dovrebbe modificare l’approccio di politica fiscale ne’ quest’anno ne’ in quelli a venire”, affermano i tecnici dell’Fmi. E la politica fiscale del Governo viene giudicata “appropriata”, stretta nel “duplice obiettivo” di tenere sotto controllo il debito e non soffocare una ripresa ancora agli albori. Unica bocciatura per le privatizzazioni. “Accelerare sulle privatizzazioni ridurrebbe il debito, ma i progressi rimangono deludenti”, dice il Fondo. “La recente vendite di azioni Enel e’ un passo positivo. Prendendo vantaggio dalle favorevoli condizioni di mercato, gli obiettivi di privatizzazione dovrebbero essere piu’ ambiziosi”, conclude il comunicato. (AGI)

(AGI) – Roma, 18 mag. – Nel mese di aprile sono state autorizzate complessivamente 61 milioni di ore di cassa integrazione guadagni (CIG), con una diminuzione del 36,9% rispetto ad aprile 2014, mese nel quale le ore autorizzate sono state 96,7 milioni. Nel confronto con il mese di marzo 2015 i dati destagionalizzati evidenziano al contrario un aumento, con una variazione congiunturale del +3,6% per il totale degli interventi di cassa integrazione.

Lo rende noto l’Inps. Dall’analisi nel dettaglio dei dati di aprile 2015 emerge che le ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria (CIGO) sono state 19,5 milioni. Nel mese di aprile 2014 erano state 22,5 milioni: si e’ quindi registrata una diminuzione tendenziale del 13,6%.

In particolare, la flessione e’ stata pari al 9% nel settore Industria e al 23,9% nel settore Edilizia. Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria (CIGS) autorizzate ad aprile 2015 e’ stato di 37,4 milioni, con una riduzione del 32,8% rispetto ad aprile 2014, nel corso del quale erano state autorizzate 55,6 milioni di ore.

Infine, per quanto riguarda gli interventi in deroga (CIGD) – che come noto risentono dei fermi amministrativi per carenza di stanziamenti – le ore autorizzate ad aprile 2015 sono state pari a 4,2 milioni, con un decremento del 77,3%, rispetto ai 18,6 milioni di ore autorizzate nel mese di aprile 2014.

Inps, domande disoccupazione a marzo -15,5% sull’anno Nel mese di marzo sono state presentate 86.316 domande di ASpI, 27.846 domande di mini ASpI, 263 domande tra disoccupazione ordinaria e speciale edile e 4.361 domande di mobilita’, per un totale di 118.786 domande, il 15,5% in meno rispetto alle 140.571 del mese di marzo 2014. Lo rileva l’Inps. (AGI)

(AGI) – Roma, 18 mag. – Il Fondo monetario internazionale elogia il Jobs Act del governo Renzi. Il giudizio e’ di Petya Koeva Brooks, capo della missione Fmi in Italia, secondo cui le nuove norme sul mercato del lavoro “migliorano il sistema anche sul piano delle tutele” dei lavoratori, perche’ contribuiscono al passaggio dei contratti dal tempo determinato a quello indeterminato.

“L’enfasi che il Fondo monetario pone sul Jobs Act – ha detto Brooks – sta nel fatto che riduce la dualita’ dei contratti. Sosteniamo fortemente il Jobs Act perche’ riduce la dualita’ dei contratti tra tempo determinato e indeterminato”. Il Fondo monetario chiede poi all’Italia di “sfruttare la finestra di opportunita’” data dal miglioramento dei fattori macroeconomici per “implementare le riforme messe in campo” dal governo. Lo dice Petya Koeva Brooks, capo della missione Fmi in Italia, commentando durante una conferenza stampa al Mef, l’esito della missione del Fondo nel nostro paese.

Fmi: bene governo Renzi, avanti tutta con le riforme

“Dall’ultima volta abbiamo osservato uno slancio molto positivo dell’economia italiana – ha detto Brooks – in parte dovuta a fattori esterni come il cambio euro-dollaro e il calo del prezzo del petrolio, in parte per le riforme fatte dal governo, in particolare banche e jobs act”. “Sosteniamo fortemente il piano di riforme del governo – ha sottolineato l’economista del Fmi – ci sono molte riforme da implementare, e devono essere tutte perfezionate sul terreno, questa e’ la sfida. E’ importante farlo ora per sfruttare la finestra temporale”, ha aggiunto.

Brooks ha evidenziato che “il miglioramento delle previsioni di crescita (0,7%) sono piu’ forti di quanto non ci aspettassimo e di quanto non avessimo registrato nel primo trimestre. Per l’anno prossimo anno alla luce dei fattori che illustriamo nel comunicato, siamo ancora piuttosto cauti e prudenti sulle previsioni di crescita, vogliamo vedere in che misura ripartiranno gli investimenti”. .

(AGI) – Roma, 18 mag. – Le borse europee chiudono contrastate una seduta influenzata dai timori di un’insolvenza della Grecia, che pesano sul settore bancario (Credit Agricole -3,13%, SocGen -1,84%, Commerzbank -0,64%). Brilla Francoforte, con l’indice Dax che avanza dell’1,28% a 11.539,89 punti trainato dal comparto farmaceutico. Maglia nera, invece, a Milano, con l’indice Ftse Mib in calo dell’1,17% a 23.198,10 punti, un ribasso legato in buona parte allo stacco delle cedole. Debole Madrid, con l’Ibex che lima lo 0,03% a 11.313,9 punti. Moderati, a causa delle vendite sui bancari, i guadagni di Parigi (+0,37% a 5.012,31 punti) e Londra (+0,12% a 6.968,87 punti). Ottimista la borsa di Atene, in rialzo dell’1,62%. (AGI)

(AGI) – Roma, 18 mag. – “Questo e’ il momento di andare avanti tutta con l’agenda delle riforme”. L’esortazione arriva dal Fondo monetario internazionale secondo cui “c’e’ ora una finestra di opportunita’ per spingere al massimo con riforme piu’ profonde per far accelerare la crescita”. Nella lettera consegnata al termine della loro missione nel nostro Paese, gli ispettori di Washington promuovono la strategia del Governo Renzi. In particolare, il Fondo sottolinea che alla base dell’inversione di tendenza dell’economia ci sono “forti azioni politiche”. A livello europeo l’Fmi cita il quantitative easing della Bce e la maggiore flessibilita’ sui conti concessa dalla comissione europea. A livello nazionale viene invece riconosciuto che il Governo Renzi “ha portato avanti importanti riforme economiche e istituzionali che hanno fatto crescere la fiducia.

Pensioni: sentenza della Consulta non minaccia politica fiscale

Per esempio”, si legge nel documento, “il Jobs act portera’ significativi cambiamenti al mercato del lavoro nel tempo, aumentando la produttivita’ dei lavoratori e facilitando il loro spostamento tra aziende e comparti produttivi”. Promossi anche la semplificazione fiscale e gli sforzi per la riforma della giustizia. Mentre l’intervento sulle banche popolari “ha rafforzato le aspettative di una migliore governance e di guadagni di efficienza nel settore”. Il punto e’ non fermarsi. E secondo i tecnici di Washington “gli sforzi dovrebbero concentrarsi su tre aree: affrontare l’annoso problema della produttivita’; sostenere la pulizia dei bilanci delle banche e delle imprese; riequilibrare l’aggiustamento fiscale e ridurre il debito pubblico dal suo altissimo livello oltre il 130% del Pil”. Per il Fondo e’ comunque “incoraggiante che l’agenda del Governo includa iniziative ambiziose in tutti questi settori. La sfida”, si legge nella lettera, “e’ mantenere il ritmo delle riforme realizzare veri cambiamenti sul terreno”. Dall’Fmi arriva, infine, anche l’esortazione a “rafforzare l’efficienza dei servizi pubblici”.

Privatizzazioni: progressi sono deludenti, bisogna accelerare

Quattro le riforme suggerite: pubblica amministrazione, servizi pubblici locali, appalti pubblici, giustizia civile. Secondo l’Fmi, “l’economia italiana sta lentamente emergendo da una dolorosa recessione”. Inoltre per previsioni sul Pil italiano dicono che crescera’ dello 0,7% quest’anno e dell’1,2% il prossimo. La stima e’ contenuta nel comunicato diffuso dal Fondo monetario internazionale al termine della missione nel nostro Paese. E’ leggermente inferiore a quella contenuta nel Def. Secondo i tecnici di Washington, il rimbalzo sara’ “sostenuto dall’aumento delle esportazioni e dalle maggiori spese di aziende e consumatori”.

Fmi: Italia, piu’ crescita per ridurre disoccupazione e debito 

All’economia italiana occorre un tasso di crescita “molto piu’ alto per ridurre la disoccupazione e il debito a un passo piu’ rapido”. Il giudizio e’ contenuto nella lettera messa a punto dai tecnici del Fondo monetario internazionale al termine della loro missione in Italia. “Ottenere che l’economia cresca piu’ velocemente e’ vitale per ridurre la disoccupazione – che rimane preoccupantemente alta (oltre il 12%), specialmente tra i giovani – e sostenere la riduzione del debito del settore pubblico e di quello privato”. .

(AGI) – Roma, 18 mag. – “Accelerare sulle privatizzazioni ridurrebbe il debito, ma i progressi rimangono deludenti”. Il giudizio e’ contenuto nel comunicato diffuso dal Fondo monetario internazionale al termine della missione degli ispettori in Italia. “La recente vendite di azioni Enel e’ un passo positivo. Prendendo vantaggio dalle favorevoli condizioni di mercato, gli obiettivi di privatizzazione dovrebbero essere piu’ ambiziosi”, afferma lo staff del Fondo. Il settore del credito in Italia resta in difficolta’ e i prestiti alle piccole e medie imprese “scarsi e costosi”. Il giudizio e’ del Fondo monetario internazionale, secondo cui “aziende e banche italiane hanno pagato un pesante dazio alla protratta fase di recessione”. Per questo, affermano gli ispettori di Washington al termine della loro missione in Italia, “una strategia ad ampio raggio per rafforzare i bilanci di banche e aziende sosterrebbe la ripresa” e “libererebbe risorse per nuove prestiti alle imprese e ai settori produttivi”. Sei i punti nella ricetta del Fondo: accelerare accantonamenti e svalutazioni, migliorare ulteriormente il regime delle insolvenze, rimettere in moto il mercato delle sofferenze, favorire la ristrutturazione o il fallimento delle Pmi in difficolta’, promuovere fonti alternative di finanziamento, rendere piu’ efficiente l’uso dei collaterali. .

(AGI) – Roma, 18 mag. – “La reindicizzazione delle pensioni in osservanza della sentenza della Corte costituzionale non dovrebbe modificare l’approccio di politica fiscale ne’ quest’anno ne’ in quelli a venire”. Il giudizio e’ contenuto nel comunicato diffuso dagli ispettori del Fondo monetario internazionale al termine della loro missione in Italia. “La clausola di salvaguardia”, si legge nel documento, “dovrebbe essere pienamente riequilibrata da tagli di spesa – per evitare dannosi aumenti di tasse tesi a costituire ‘cuscinetti’ fiscali. Un modesto uso della flessibilita’ concessa dal Patto di stabilita’ e crescita potrebbe sostenere il programma di riforme strutturali e creare spazio per ulteriori tagli di tasse”. “Nel breve termine, il progettato modesto consolidamento dello 0,25% del Pil e’ appropriato, considerati la crescita ancora debole e l’alto debito”. Il giudizio e’ contenuto nel comunicato diffuso dagli ispettori del Fondo monetario internazionale al termine della loro missione in Italia. Secondo i tecnici di Washington “per sostenere la crescita, il riequilibrio fiscale deve proseguire attraverso una maggiore efficienza delle spese e un taglio delle tasse”. Per questo il Fondo promuove la riduzione del cuneo fiscale avviata nel 2015, sebbene, si legge nel documento, “lavoro e capitale rimangano pesantemente tassati”. .

(AGI) – Roma, 18 mag. – Nei primi tre mesi del 2015 le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili hanno registrato un aumento annuo del 50,4% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. E’ quanto emerge dal bollettino mensile dell’Abi. Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni, si legge nel rapporto, si e’ attestato al 2,64% (2,69% il mese precedente) segnando il valore piu’ basso da settembre 2010 (5,72% a fine 2007). Segnali positivi emergono anche le nuove erogazioni di prestiti bancari alle imprese: sulla base di un campione rappresentativo di banche (78 banche che rappresentano circa l’80% del mercato) i finanziamenti hanno segnato nel primo trimestre un incremento di circa l’8,1% sul corrispondente trimestre dell’anno precedente (gennaio-marzo 2014). Nei primi tre mesi le nuove operazioni di credito al consumo hanno segnato un aumento dell’8,6%. Ad aprile i prestiti bancari a famiglie e imprese hanno segnato il miglior risultato da maggio 2012: il totale dei finanziamenti in essere ha presentato una variazione dello 0,8% nei confronti di aprile 2014, -1% il mese precedente e migliore rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. E’ quanto emerge dal rapporto mensile dell’Abi. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.825,8 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.407 miliardi di euro. Ad aprile, i tassi di interesse sui prestiti si sono posizionati in Italia su livelli ancora piu’ bassi. Il tasso medio sul totale dei prestiti e’ risultato pari al 3,54%, minimo storico (3,56% il mese precedente; 6,18% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si e’ attestato al 2,64% (2,69% il mese precedente e segnando il valore piu’ basso da settembre 2010; 5,72% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si e’ collocato al 2,34% (il valore piu’ basso da giugno 2010) dal 2,27% di marzo 2015 (5,48% a fine 2007). Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e societa’ non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, ad aprile e’ risultato pari a 218 punti base (219 punti base a marzo 2015). Prima dell’inizio della crisi finanziaria tale spread superava i 300 punti (329 punti percentuali a fine 2007. .

(AGI) – Roma, 18 mag. – Boom dell’export e import nel mese di marzo. Lo rileva l’Istat diffondendo i dati sul commercio con l’estero. La crescita tendenziale delle esportazioni e’ pari al 9,2%, trainata dalle vendite verso l’area extra Ue (+13,2%). I valori medi unitari (+2,8%) e i volumi (+6,3%) sono entrambi in espansione. Il notevole incremento tendenziale dell’import (+9,7%) e’ determinato dalla crescita degli acquisti sia dall’area Ue (+10,1%) sia da quella extra Ue (+9,1%). La forte crescita tendenziale per entrambi i flussi e’ condizionata da una differenza nei giorni lavorativi (22 a marzo 2015 rispetto a 21 a marzo 2014). La variazione tendenziale corretta per i giorni di calendario e’ pari a +7,8% per le esportazioni e +8,4% per le importazioni. Rispetto al mese precedente si rileva una crescita per entrambi i flussi commerciali, piu’ ampia per le importazioni (+4,0%) che per le esportazioni (+1,8%). A marzo 2015, l’avanzo commerciale e’ di 4,0 miliardi (+3,8 miliardi a marzo 2014). Al netto dell’energia, la bilancia risulta in attivo per 7,1 miliardi. Nel primo trimestre dell’anno il saldo raggiunge i 7,8 miliardi (16,4 miliardi al netto dei prodotti energetici). (AGI) Red/Ila (Segue) Commercio estero:Istat, export marzo +9,2% annuo, traina extra Ue (2)= (AGI) – Roma, 18 mag. – L’incremento congiunturale dell’export e’ determinato da una crescita delle vendite sia verso i mercati extra Ue (+2,2%) sia verso quelli Ue (+1,5%). I prodotti energetici (+8,4%), i beni di consumo non durevoli (+3,2%) e i prodotti intermedi (+1,9%) sono in forte espansione. L’aumento congiunturale dell’import e’ principalmente da attribuire all’area extra Ue (+4,9%). La crescita e’ diffusa a tutti i principali raggruppamenti di beni ed e’ particolarmente rilevante per i prodotti energetici (+7,7%) e i beni di consumo (+5,0%). Nel primo trimestre 2015, rispetto all’ultimo trimestre 2014, la positiva dinamica congiunturale dell’export (+1,2%) e’ da ascrivere all’area extra Ue (+2,9%). Al netto dei prodotti energetici la crescita e’ piu’ sostenuta (+1,9%) e soprattutto i beni strumentali (+4,0%) registrano una rilevante espansione. A marzo 2015, la crescita tendenziale dell’export e’ particolarmente sostenuta per Stati Uniti (+44,0%) e paesi OPEC (+18,2%). In marcata crescita le vendite di autoveicoli (+28,0%) e di mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+23,8%). Gli acquisti dalla Cina (+51,9%) e quelli di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti n.c.a. (+28,5%) sono in forte crescita.

(AGI) – Roma, 18 mag. – Le borse europee aprono in calo. Il Cac 40 di Parigi cede lo 0,27% a 4.980,79 punti, il Dax 30 di Francoforte lascia sul terreno lo 0,04% a 11.445,75 punti. In deciso calo l’indice Ftse Mib che perde l’1,08% a 23.220 punti. Tiene l’indice Ftse 100 di Londra che guadagna lo 0,16% a 6.971,86 punti.

Borsa Tokyo: chiude in rialzo, Nikkei +0,80% La borsa di Tokyo chiude in rialzo. La fiducia degli investitori e’ alimentata dalle trimestrali superiori alle attese. L’indice Nikkei guadagna al termine della seduta lo 0,80% a 19.890,27 punti mentre il piu’ generale indice Topix sale dell’1,22% a 1.626,66 punti.

Titoli Stato: spread Btp/Bund apre in rialzo a 118 punti Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi apre in rialzo a quota 118 punti, rispetto ai 114 punti della chiusura di venerdi. Il rendimento si attesta all’1,82%. Il differenziale Bonos/Bund segna 114 punti per un tassi dell’1,77%.

Euro: apre stabile sopra quota 1,14 dollari L’euro apre stabile sopra quota 1,14 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1411 dollari e a 136,56 yen. Dollaro/yen a 119,62.

Petrolio: prezzi Wti in rialzo verso i 60 dollari al barile Prezzi del petrolio in rialzo verso quota 60 dollari al barile sui mercati asiatici. A sostenere l’aumento delle quotazioni sono le tensioni in Medio Oriente. I contratti sul greggio Wti con scadenza a giugno guadagnano 21 centesimi a 59,90 dollari al barile mentre il Brent del mare del Nord sale di 18 centesimi a 66,99 dollari al barile. (AGI)

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