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(AGI) – Milano, 25 mag. – Piazza Affari prosegue in netto calo a meta’ seduta, nel clima di profonda incertezza dopo la notizia che la Grecia non paghera’ il debito con il Fondo monetario. L’indice Ftse Mib segna un -2% a 23.306 punti, mentre l’All Share cede l’1,97%. In un paniere principale dominato dal segno meno, in difficolta’ Monte Paschi, che non riesce ancora fare prezzo nel giorno in cui prende il via l’aumento di capitale. Il prezzo indicativo dell’azione e’ a 2,306 euro, che si confronta con un prezzo rettificato di 1,923 euro. Male tutto il comparto bancario, con Unicredit -3,2%, Bper -3,3%, Bpm -3,1%, Ubi -3,1% e Intesa sp -2,5%. Nell’energia, giu’ Eni (-1,7%), Saipem cede il 3%. Nell’industria Fca perde il 3% dopo voci di stampa secondo cui un approccio di Marchionne verso Gm sia stato respinto. Giu’ Finmeccanica (-3,4%). (AGI) .

(AGI) – Milano, 25 mag. – Il presidente della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, esclude qualsiasi impegno della Fondazione nell’aumento di capitale di Mps al via oggi. “Ma di che cosa parlate?”, ha risposto a una domanda dei giornalisti a margine della presentazione della Fondazione don Gino Rigoldi. (AGI) .

(AGI) – Roma, 25 mag. – Riprendera’ domani alle 10 la trattativa tra Alitalia e sindacati per concordare delle misure in grado di rendere piu’ efficiente l’aviolinea: i sindacati, tra contratti a tempo determinato e indeterminato, puntano ad oltre 400 assunzioni. E’ quanto apprende l’AGI da piu’ fonti sindacali. Per quanto riguarda il personale della manutenzione, secondo le stesse fonti, si tratta su 110-120 posti che verrebbero coperti reintegrando personale in mobilita’. Per il personale di terra (‘ground’ come viene indicato in gergo aeronautico) si parla di 260 contratti tra tempo determinato e indeterminato. Per quanto riguarda il personale navigante, le stesse fonti indicano una cifra di una trentina di persone: 15 piloti e altrettanti assistenti di volo. In particolare, per quanto riguarda il personale navigante, lo scorso 7 maggio Alitalia e sindacati hanno concordato che i nuovi arrivi saranno destinati al rafforzamento Cityliner (il vettore regional del gruppo). Comunque la trattativa non e’ tutta in discesa, l’Alitalia – spiegano le fonti sindacali – e’ disponibile a rafforzare l’organico ma chiede flessibilita’, anche troppa. Insomma, riprende la trattativa per rendere piu’ efficiente l’aviolinea anche in vista del intenso traffico caratteristico della stagione estiva. (AGI) .

(AGI) – Roma, 25 mag. – L’avanzo commerciale con i paesi extra-Ue ad aprile scorso e’ stato pari a 2,586 miliardi di euro (+1,637 mld ad aprile 2014). Il surplus nell’interscambio di prodotti non energetici e’ pari a 5,6 miliardi, rispetto ai 5,1 miliardi di aprile 2014. Lo comunica l’Istat. Ad aprile scorso, rispetto al mese precedente, i flussi commerciali con i paesi extra-Ue mostrano dinamiche divergenti, con un calo delle esportazioni (-2,0%) e un aumento delle importazioni(+1,5%). (AGI) .

(AGI) – Roma, 25 mag. – La sortita di ieri del ministro dell’Interno greco sull’impossibilita’ per il suo Paese di restituire il prestito all’Fmi, ha reso piu’ vicina l’ipotesi di una Grexit. I trattati europei non prevedono la possibilita’ di uscire dall’Eurozona, neanche la ipotizzano, mentre l’articolo 50 del Trattato di Lisbona prevede l’uscita concordata dall’Unione europea. In pratica non si puo’ lasciare l’Eurozona senza uscire dall’Ue. In teoria, pero’ uno Stato membro puo’ chiedere di abbandonare l’euro senza uscire dall’Unione europea, anche se non esistono modalita’ certe per lasciare l’Eurozona. Atene ha dunque la possibilita’ di uscire dall’Ue e, seppure in modo piuttosto tortuoso, di abbandonare l’euro, tornando alla moneta nazionale. Gli analisti hanno stimato che resuscitare la dracma determinerebbe una svalutazione tra il 40% e il 50% solo nel primo anno. Atene uscirebbe anche dal mercato unico europeo e dovrebbe ricostruire nuove relazioni commerciali con il resto del mondo, rischiando di rimanere isolata. La Grecia non e’ un Paese ricco, non ha materie prime: il contraccolpo sulla sua economia e sui livelli di vita della popolazione sarebbe dunque durissimo. L’inflazione potrebbe salire rapidamente a due cifre. Il potere d’acquisto dei cittadini greci verrebbe schiantato, la poverta’ aumenterebbe. La Grecia e’ solo un piccolo ingranaggio dell’area euro, non certo un perno centrale. Il suo Pil pesa solo il 3% in Europa, eppure, in caso di uscita dall’euro o anche di default, l’effetto domino sui mercati, il cosiddetto contagio, seppure limitato, potrebbe avere riflessi rilevanti. Il timore principale e’ che la sfiducia generata sui mercati e il venir meno del dogma dell’indossolubilita’ dell’euro, possa mettere in difficolta’ pezzi piu’ grossi dell’ingranaggio dell’Eurozona, in particolare la Spagna, l’Italia e perfino la Francia. Il ministro greco dell’Economia, Yanis Varoufakis ha definito “catastrofica” l’eventualita’ di una Grexit, considerandola l’inzio della fine dell’euro. Anche il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nei giorni scorsi, si e’ esercitato su questo tema, prefigurando uno scenario meno drammatico ma ammettendo che “se la Grecia esce dall’euro sono possibili shock anche per noi. Il contagio a breve termine non mi preoccupa – ha spiegato Padoan – perche’ ci sono gli interventi in corso della Bce e il Quantitative easing e’ uno scudo che funziona. Inoltre, la situazione italiana e’ molto piu’ solida rispetto a due-tre anni fa. Il vero problema – aggiunge – e’ nel medio periodo. Se ci fosse una Grexit, se Atene abbandonasse l’euro, l’Unione monetaria diventerebbe un animale diverso. Un insieme da cui si puo’ uscire non sarebbe piu’ irreversibile. E questo, nel medio periodo aggiunge una possibilita’ a quelle che esistono attualmente. Questo cambierebbe i prezzi, laddove ci fossero tensioni. Se entriamo in un contesto nel quale c’e’ una possibilita’ in piu’, quella dell’uscita dall’euro, il sistema diventa in generale piu’ fragile e meno capace di assorbire gli shock”. In pratica, la Grexit rappresenterebbe un forte incentivo per la speculazione a scommettere sul fatto che l’euro non e’ un vero progetto politico ma solo un’unione di cambi fissi tra i Paesi membri. La ‘Grexit’ avrebbe anche una conseguenza immediata sullo spread tra Btp e Bund, che attualmente e’ a livello di sicurezza intorno a quota 120-130 punti, facendolo innalzare intorno a quota 300 o anche piu’. Inevitabilmente anche il rendimento dei Btp, che ora e’ sotto il 2%, s’impennerebbe, facendo lievitare i costi di finanziamento del nostro Paese e dunque frenando la ripresa economica e facendo salire il debito. Il Qe della Bce e’ uno scudo in questo senso e la credibilita’ dell’Italia e’ aumentata in questi ultimi 2-3 anni, ma il contraccolpo sarebbe comunque consistente e sicuramente costoso. Inevitabile anche una coda negativa in borsa, dove in particolare i titoli bancari subirebbero riflessi negativi. Soffrirebbero in particolare gli istituti piu’ esposti con la Grecia. In questo senso al primo posto c’e’ la Germania esposta per oltre 31 miliardi di dollari, segue la Francia con 21 miliardi, il Regno Unito con 15 miliardi, la Svizzera con oltre 4 miliardi. E l’Italia? Secondo i dati Bri rilasciati all’inizio dell’anno, le banche italiane hanno un’esposizione molto bassa, poco sopra quota zero, ma in compenso sono imbottite di bond governativi, che inevitabilmente subirebbero un contraccolpo negativo. (AGI) .

(AGI) – Roma, 25 mag. – Avvio in calo per le borse europee che aprono a scartamento ridotto per la chiusura festiva di Londra e Francoforte. Parigi arretra dello 0,1%, a Milano l’indice Ftse Mib segna -0,67% a 23.623 punti.

Borsa Tokyo: chiude in rialzo, Nikkei +0,74% La borsa di Tokyo chiude in rialzo, toccando il nuovo record da 15 anni. L’indice Nikkei avanza dello 0,74% a 20.409,05 punti. E’ la settima sessione positiva di seguito, legata all’ottimismo sugli utili trimestrali.

Titoli Stato: spread Btp/Bund sale a 132 punti Lo spread tra Btp e Bund sale a 132 punti base, dai 125 punti della chiusura di venerdi’ scorso, per i timori sulla Grecia. Il rendimento del decennale e’ all’1,91%. Il differenziale tra Bonos e Bund e’ a 117 punti con un tasso dell’1,77%.

Euro: apre in calo sotto 1,1 dollari L’euro apre in calo sotto quota 1,1 dollari, dopo i dati sull’inflazione Usa di venerdi’ scorso. La moneta europea passa di mano a 10991 dollari, dopo un minimo di 1,0964 dollari. Euro/yen a 133,60 e dollaro/yen a 121,57, dopo un top da due mesi di 121,77 dollari. A far rimbalzare il biglietto verde ‘ l’aumento dell’inflazione core negli Usa ad aprile, che lascia intravedere un’accelerazione del rialzo dei tassi statunitensi.

Petrolio: prezzo poco mosso, Wti sotto 60 dollari Il prezzo del petrolio e’ poco mosso, dopo il calo della settimana scorsa. Sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti cedono 2 cent a 59,70 dollari e quelli sul Brent arretrano di 14 cent a 65,25 dollari al barile. (AGI)

(AGI) – Tokyo, 25 mag. – L’export in Giappone sale dell’8% annuale in aprile ma cede dell’1,5% rispetto all’exploit di marzo. Gli analisti si aspettavano un rialzo del 6,4%. Le esportazioni in Asia, che pesano per oltre la meta’ sul totale dell’export nipponico, avanzano del 6% in aprile contro il +6,7% di marzo. Invariate invece le esportazioni negli Usa a +2,4%. L’import scende del 4,2%. La bilancia commerciale in aprile torna in deficit di 53,4 miliardi di yen (439 milioni di dollari), contro un deficit medio annuale di 318 miliardi di yen. (AGI)

(AGI) – Atene, 24 mag. – Il ministro dell’Interno greco, Nikos Voutsis, ha affermato che Atene non rimborsera’ nessuna delle quattro rate in scadenza a giugno per la restituzione del prestito al Fondo monetario internazionale. “Le quattro rate per l’Fmi valgono un miliardo e 600 milioni, questo denaro non sara’ versato e non ce n’e’ da versare”, ha dichiarato Voutsis in un’intervista alla tv greca Mega. Intanto il ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis, ha ribadito che il suo governo ha gia’ fatto la sua parte e ha avvertito che un’uscita della Grecia dall’euro sarebbe “catastrofica”, “l’inizio della fine per il processo della moneta unica”. In un’intervista allo show di Andrew Marr sulla Bbc, Varoufakis ha affermato che il suo governo ha fatto “passi enormi” per favorire un accordo nel negoziato con le istituzioni internazionali e ha aggiunto che “ora spetta a queste istituzioni fare la loro parte”. “Gli siamo andati incontro a tre quarti del percorso, ora loro devono venirci incontro facendo quell’ultimo quarto”, ha aggiunto. (AGI) .

(AGI) – Roma, 24 mag. – Martedi’ prossimo, 26 maggio,dovrebbe riprendere la trattativa tra Alitalia e sindacati per concordare delle misure in grado di rendere piu’ efficiente l’aviolinea: i sindacati, tra contratti a tempo determinato e indeterminato, puntano ad oltre 400 assunzioni. E’ quanto apprende l’AGI da piu’ fonti sindacali che attendono una convocazione formale da parte dell’azienda anche se, in via informale, attendono di tornare al tavolo martedi’ prossimo. Per quanto riguarda il personale della manutenzione, secondo le stesse fonti, si tratta su 110-120 posti che verrebbero coperti reintegrando personale in mobilita’. Per il personale di terra (‘ground’ come viene indicato in gergo aeronautico) si parla di 260 contratti tra tempo determinato e indeterminato. Per quanto riguarda il personale navigante, le stesse fonti indicano una cifra di una trentina di persone: 15 piloti e altrettanti assistenti di volo. In particolare, per quanto riguarda il personale navigante, lo scorso 7 maggio Alitalia e sindacati hanno concordato che i nuovi arrivi saranno destinati al rafforzamento Cityliner (il vettore regional del gruppo). Comunque la trattativa non e’ tutta in discesa, l’Alitalia – spiegano le fonti sindacali – e’ disponibile a rafforzare l’organico ma chiede flessibilita’, anche troppa. Insomma, riprende la trattativa per rendere piu’ efficiente l’aviolinea anche in vista del intenso traffico caratteristico della stagione estiva. (AGI) ,

(AGI) – Taranto, 24 mag. – Comincia domani una settimana importante per le vicende del terminal container di Evergreen tra imminente scadenza della cassa integrazione per i 570 addetti all’infrastruttura portuale, l’assemblea degli azionisti della societa’ Taranto container terminal, e la chiusura dei termini per la presentazione delle manifestazioni di interesse, da parte delle imprese, per i lavori relativi alla sistemazione della radice del molo polisettoriale. Una delle opere, questa, del pacchetto di interventi di adeguamento dello stesso terminal container. Molto attesa, in particolare, e’ l’assemblea degli azionisti di Taranto container terminal (Hutchinson col 50 per cento, Evergreen col 40 e il gruppo Maneschi col restante 10) chiamata a dare una risposta definitiva sulla pre-intesa siglata nei giorni scorsi a Palazzo Chigi. L’assemblea si terra’ domattina in prima convocazione e martedi’ in seconda; il consiglio di amministrazione della societa’, riunitosi nei giorni scorsi, ha infatti delegato la risposta sulla pre-intesa per l’infrastruttura di Taranto con il Governo, firmata anche dal sindaco di Taranto e dal presidente dell’Autorita’ portuale tarantina, e che si articola su una serie di punti tra cui il rinnovo della cassa integrazione che scade a fine mese e la conferma del cronoprogramma dei lavori di adeguamento e potenziamento del terminal container, con le prime opere pronte tra fine primavera e inizio estate 2016. Previsto poi che Tct si faccia carico, nell’anno di vigenza della cassa, degli investimenti che le competono direttamente (manutenzione delle gru). Infine, la pre-intesa stabilisce il ritorno a Taranto, dal 2017, del traffico container. Movimento oggi inesistente dopo la decisione di Evergreen di togliere Taranto dall’approdo delle navi oceaniche e di localizzare dal 20 maggio a Bari un “feeder” con lo scalo greco del Pireo, e di Taranto container terminal di fermare l’operativita’ dell’infrastruttura a seguito dell’avvio dei cantieri per i lavori di adeguamento. “Attendiamo nelle prossime ore la risposta di Tct – spiega Sergio Prete, presidente dell’Autorita’ portuale – ci auguriamo ovviamente che sia positiva. Io stesso saro’ a Roma da domani a giovedi’. Se da Tct arrivera’ l’ok alla pre-intesa, il Governo definira’ subito il rinnovo della cassa integrazione per il personale della societa’ che e’ il problema piu’ urgente che abbiamo. Se la risposta dovesse essere negativa, il Governo e’ comunque impegnato ad intervenire per salvaguardare i lavoratori”. Scadono intanto domani i termini entro i quali le imprese devono avanzare all’Autorita’ portuale di Taranto le manifestazioni di interesse per la realizzazione degli interventi relativi alla sistemazione della “radice” del molo polisettoriale, banchina, quest’ultima, dove dal 2001 opera il terminal container di Evergreen. Chiusi i termini, entro il 26 maggio l’Autorita’ portuale vagliera’ quindi le manifestazioni di interesse pervenute e selezionera’ le tre imprese da invitare per la presentazione della vera e propria offerta. I lavori saranno affidati con procedura accelerata rispetto ad una normale gara di appalto. L’intervento ammonta a circa 15 milioni, dispone gia’ il progetto esecutivo e rientra nel pacchetto delle quattro opere di rilancio del terminal a cui Evergreen subordina il mantenimento della sua presenza a Taranto. Due delle quattro opere, invece, adeguamento della banchina e dragaggio per portare i fondali ad una profondita’ di 16,50 metri, sono gia’ stati appaltati tra fine dicembre 2014 e febbraio scorso. Nei giorni scorsi, invece, e’ arrivato all’Authority di Taranto il decreto congiunto dei ministri dell’Ambiente e dei Beni culturali con cui si esprime Valutazione di impatto ambientale favorevole al progetto per la costruzione della diga foranea. La diga e’ il quarto intervento del programma. Il decreto e’ corredato da una serie di prescrizioni ambientali alle quali l’esecutore della diga dovra’ attenersi. Molti controlli sono delegati all’Arpa Puglia. L’opera, pero’, non puo’ ancora essere appaltata perche’ deve arrivare il decreto ex articolo 5 bis della legge 84 del ’94 col quale si autorizza il dragaggio funzionale alla costruzione della diga. “Ma e’ un provvedimento in fase di emissione essendo sostanzialmente gia’ pronto – afferma il presidente dell’Autorita’ portuale, Prete -. Piuttosto, le numerose prescrizioni ambientali per la diga, dovute anche al fatto che Taranto e’ un’area Sin, Sito di interesse nazionale, ci obbligano a rivedere il quadro economico del progetto. A questo punto, i 14 milioni stimati non sono piu’ sufficienti. Servira’ di piu’ e i maggiori oneri, tra prescrizioni, controlli e monitoraggi ambientali, saranno a carico di chi realizzera’ l’intervento oltreche’ della stessa Autorita’ portuale. Per la diga dovremo fare un appalto integrato poiche’, al contrario della “radice” del molo, non abbiamo ancora il progetto esecutivo”. (AGI) .

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