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(AGI) – Tokyo, 20 mag. – L’economia giapponese, dopo decenni di ristagno, sta crescendo oltre le previsioni. Su base annua il Pil e’ aumentato del 2,4% mentre su base trimestrale (gennaio-marzo) dello 0,6%. Gli analisti si attendevano, rispettivamente, un +1,5% e un +0,4%. Si tratta della crescita piu’ forte da un anno a questa parte. Il +2,4% annualizzato e’ superiore a un atteso +1,5%. I consumi sono cresciuti dello 0,4% e le scorte di magazzino hanno incrementato dello 0,%% il Pil contro il +0,4% dei precedenti tre mesi. Le spese in conto capitale sono salite dello 0,4%. (AGI) .

(AGI) – Tokyo, 20 mag. – L’economia giapponese, dopo decenni di ristagno, sta crescendo oltre le previsioni. Su base annua il Pil e’ aumentato del 2,4% mentre su base trimestrale (gennaio-marzo) dello 0,6%. Gli analisti si attendevano, rispettivamente, un +1,5% e un +0,4%. (AGI) .

(AGI) – Londra, 19 mag. – La Corte d’Appello di Londra scagiona un ex dirigente di JPMorgan che ha supervisionato la divisione che ha gestito il caso London Whale, i 6,2 miliardi di dollari persi dall’ufficio londinese della banca Usa in scommesse sui derivati. Secondo la Corte d’Appello, Achilles Macris, senza essere direttamente nominato, e’ stato impropriamente identificato quando la Fca, l’autorita’ per il controllo del mondo finanziario del Regno Unito, ha multato per 140 milioni di sterline nel 2013 JPMorgan per le scommesse sui derivati. Macris non e’ l’unico trader che si considera danneggiato dalle rivelazioni della Fca e la sentenza odierna potrebbe avere pesanti ricadute sul modi in cui la Fca pubblica i dettagli delle sue inchieste. Secondo fonti bancarie Christian Bittar, un ex trader di Deutsche Bank, e’ tra quelli che si considerano impropriamente identificato per le rivelazioni della Fca, nell’ambito dello scandalo sulle manipolazioni valutarie dell’istituto tedesco. Dopo la sentenza della Corte d’Appello di Londra la Fce, che potra’ eventualmente far ricorso alla Corte Suprema, fa sapere che “sta attentamente valutando la sentenza”. .

(AGI) – Roma, 19 mag. – La crisi ha fatto esplodere la poverta’ in Italia: e cio’ era “tutt’altro che inevitabile”. Il monito e’ del presidente dell’Inps, Tito Boeri, secondo cui l’incidenza della poverta’ e’ aumentata di oltre un terzo in questi anni. “La percentuale di famiglie che si trovano sotto la soglia di poverta’”, rileva nel corso di un’audizione in Parlamento, “e’ salita dal 18 al 25%, da 11 a 15 milioni di persone si trovano in questa condizione”. Per questo, incalza Boeri, “e’ la poverta’ problema centrale, molto di piu’ delle disuguaglianze dei redditi”. Nella storia del nostro Paese “non ci sono stati episodi di questo tipo e di questa entita’”. Questo era inevitabile?, si chiede Boeri. “La risposta, guardando in giro altri paesi e’ no, altri paesi che hanno conosciuto una crisi comparabile alla nostra riescono a subire una riduzione del reddito del 7% senza conoscere un incremento dei tassi di poverta’”. Combattere la poverta’ resta dunque “la priorita’”. E anche per questo i vincoli di bilancio sono stati stringenti nell’affrontare l’emergenza sulle pensioni causata dalla sentenza della Corte costituzionale. Se il Governo fosse intervenuto per gli interi 18 miliardi di euro sottesi al pronunciamento della Consulta, ragiona Boeri, “e’ chiaro che oggi la possibilita’ di adottare misure di contrasto alla poverta’ sarebbe stata molto piu’ difficile”. Invece forse qualcosa sara’ possibile fare, in particolare per “i 55-65enni che se perdono il lavoro oggi non lo ritrovano: sono un’emergenza sociale molto grave”. Le proposte dell’Inps “partiranno dall’assistenza” e arriveranno entro giugno. “Lo spirito”, spiega il presidente dell’istituto di previdenza “e’ di essere proposte che possono essere messe in pratica immediatamente con le sole forze e le energie di cui l’istituto dispone”. Infine, Boeri ha fornito i dati sul bonus bebe’. In totale, l’Inps ha gia’ ricevuto 15mila domande per l’assegno da 80 euro valido per i bambini nati o adottati dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2017. .

(AGI) – Roma, 19 mag. – Alitalia non rinnovera’ la partnership, e i relativi accordi di joint venture con Air France-KLM, quando questi giungeranno a scadenza nel 2017. E’ quanto si legge in una nota dell’aviolinea. Gli accordi disciplinano i servizi passeggeri gestiti dai tre vettori tra l’Italia e la Francia (e oltre) e tra l’Italia e i Paesi Bassi (e oltre), e il marketing, la vendita e la distribuzione dei servizi Cargo Belly di Alitalia gestiti da Air France-KLM. Gli accordi originali sono stati definiti da Alitalia CAI nel 2009 e nel 2010, in un contesto economico allora molto diverso, e sono stati successivamente trasferiti ad Alitalia SAI nel gennaio del 2015. Silvano Cassano, Amministratore Delegato di Alitalia, ha cosi’ commentato: “Questi accordi non sono piu’ vantaggiosi – ne’ sotto il profilo commerciale, ne’ sotto il profilo strategico – per la nuova Alitalia e per il suo ambizioso piano di rilancio. Sono stati negoziati quando Alitalia era in una posizione molto diversa, con il risultato che gli stessi accordi, nella loro forma attuale, favoriscono la controparte”. “Gli accordi limitano la nostra capacita’ di ridisegnare il nostro network, e la possibilita’ per Alitalia di conseguire una sostenibilita’ di lungo termine delle proprie attivita’.” “La nuova Alitalia e’ in una nuova posizione. Per lo sviluppo del nostro business abbiamo bisogno di accordi in grado di apportare uguali benefici a tutte le parti” ha spiegato proseguendo che “la nostra priorita’, per l’Italia e per Alitalia, e’ quella di riconquistare il mercato dei turisti in arrivo nel nostro Paese, servendo al contempo gli italiani in viaggio all’estero per turismo o per affari”. “Nei nostri piani puntiamo inoltre a fornire soluzioni Cargo competitive per l’industria manifatturiera italiana, la seconda piu’ grande in Europa, che ha sempre piu’ bisogno di esportare merci in tutto il mondo” ha detto ancora Cassano. “Abbiamo comunicato ad Air France-KLM che siamo disposti a discutere accordi piu’ equi a beneficio di tutti i soggetti coinvolti, ma finora non siamo pervenuti a questo risultato”ha aggiunto concludendo: “Restiamo aperti a ulteriori confronti per raggiungere una soluzione reciprocamente accettabile. Tuttavia, nell’interesse della trasparenza e della chiarezza per tutti i soggetti coinvolti, abbiamo ritenuto necessario annunciare la nostra intenzione di non rinnovare tali accordi alle condizioni attuali”. .

(AGI) – Francoforte, 19 mag. – Le immatricolazioni in Europa sono cresciute del 6,9% ad aprile, toccando un milione e 209.551 unita’. Lo riferisce l’associazione dei costruttori europei Acea. Da segnalare il dato dell’Italia, dove si e’ registrato un incremento delle vendite pari al 24,4% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Immatricolazioni in crescita anche in Gran Bretagna (+5,1%) e Germania (+6,3%), mentre si assiste a un rallentamento in Spagna (+3,2%) a causa del termine degli incentivi alla rottamazione. Il marchio piu’ venduto resta Volkswagen (+5,6% con 154.311 immatricolazioni), mentre ad aver registrato l’aumento delle vendite maggiore e’ Renault (+15,3%). Fca ha immatricolato 78.957 vetture in Europa nel mese di aprile, con una crescita del 13,4% rispetto allo stesso mese del 2014. La quota di mercato e’ salito dal 6,2% al 6,5%. Nei primi quattro mesi dell’anno Fca ha immatricolato 306.722 vetture (+12,1% con una quota del 6,3%). Il gruppo Fca e’ cresciuto quasi il doppio della crescita del mercato in Europa (+6,9%). Per il 28esimo mese consecutivo Fca domina il segmento A, con Panda e 500 che insieme hanno ottenuto nel mese una quota del 29,2%. Prima nel suo segmento anche la 500L, con il 23,5% di quota nel quadrimestre. 500X tra le top five del suo segmento. Continua l’exploit di Jeep, al 18� mese consecutivo di crescita: il marchio e’ cresciuto in tutti i principali mercati di valori ben superiori alla media, grazie agli ottimi risultati di Renegade. Piu’ nel dettaglio le vendite di Fca sono aumentate in Italia (+24,8% in un mercato cresciuto del 24,2%), in Francia (+12,3% rispetto al +2,3% del mercato) e in Spagna, dove la crescita e’ stata dell’11,1% in confronto al +3,1% del mercato. Nel primo quadrimestre del 2015, Fca ha immatricolato quasi 307 mila vetture, il 12,1% in piu’ rispetto allo stesso periodo del 2014. La quota e’ stata del 6,3%, era il 6,1 un anno fa. Anche il marchio Fiat in aprile ha ottenuto un risultato migliore rispetto alla media del mercato: le vendite – quasi 60 mila – sono aumentate del 9,7% rispetto all’anno scorso e la quota e’ salita di 0,1 punti percentuali, attestandosi al 4,9%. Tra i principali mercati, il brand e’ cresciuto in Italia (+21,2%), in Francia (+17%) e in Spagna (+10,3%). Nel primo quadrimestre del 2015, Fiat ha registrato quasi 231 mila vetture, l’8,7% in piu’ nel confronto con lo stesso periodo dell’anno scorso e ha ottenuto una quota del 4,8% rispetto al 4,7% raggiunto nel 2014. (AGI) .

(AGI) – Roma, 19 mag. – L’aumento delle operazioni di acquisto di titoli della Bce nei mesi di maggio e di giugno, comunicato dal consigliere esecutivo dell’Eurotower Benoit Coeure, frena bruscamente la corsa dell’euro, che chiude a 1,1143 dollari dopo essere sceso a un minimo di seduta di 1,1121 dollari. Sulla moneta comune pesano inoltre le incertezze relative alla Grecia e l’inatteso crollo della fiducia degli investitori nell’economia tedesca. Euro/yen a 134,40 e dollaro/yen a 120,60. .

(AGI) – Roma, 19 mag. – “La priorita’ e’ la poverta’. Se il governo avesse impiegato i 18 miliardi, che e’ il costo della sentenza della Consulta, per aumentare le pensioni, e’ chiaro che oggi la possibilita’ di adottare misure di contrasto alla poverta’ sarebbe stata molto piu’ difficile”. Cosi’ il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha commentato il decreto legge varato dal governo che prevede un bonus una tantum per le pensioni fino a 3 mila euro lordi per compensare il blocco dell’indicizzazione bocciato dalla Corte costituzionale. Per Boeri, “c’e’ un problema di nuovi poveri: i 55-65enni che se perdono il lavoro oggi non lo ritrovano, sono un’emergenza sociale molto grave”. Per questo – ha aggiunto – “le proposte dell’Inps partiranno dall’assistenza”. “Il fenomeno molto grave di forte aumento della poverta’ era tuttaltro che inevitabile”, avverte Boeri. “Il dato piu’ grave di questa crisi – ha spiegato Boeri – e’ legato alla poverta’. Abbiamo avuto un aumento dell’incidenza della poverta’ di circa un terzo. La percentuale di famiglie che si trovano sotto la soglia di poverta’ e’ salita dal 18 al 25%, da 11 a 15 milioni di persone si trovano in questa condizione”. Secondo il presidente dell’Inps, “e’ la poverta’ problema centrale, molto di piu’ delle disuguaglianze dei redditi”. “Questo era inevitabile? – ha aggiunto Boeri – la risposta, guardando in giro altri paesi e’ no, altri paesi che hanno conosciuto una crisi comparabile alla nostra riescono a subire una riduzione del reddito del 7% senza conoscere un incremento dei tassi di poverta’”.

“ENTRO GIUGNO PROPOSTE PER FASCIA CRITICA 55-65 ANNI” – “Le proposte che andremo a sviluppare e presenteremo a fine giugno riguardano l’asse assistenza- previdenza e vogliamo cominciare a intervenire sulla fascia critica tra i 55 e i 65 anni”, ha detto ancora il presidente dell’Inps. Boeri ha spiegato che la fascia di eta’ indicata e’ la vera “emergenza sociale”. “Lo spirito di queste proposte che formuleremo – ha aggiunto il presidente dell’Inps – e’ di essere proposte che possono essere messe in pratica immediatamente con le sole forze e le energie di cui l’istituto dispone”.

“GIA’ ARRIVATE 15MILA DOMANDE PER BONUS BEBE'” – L’Inps ha gia’ ricevuto 15mila domande per il bonus bebe’ da 80 euro valido per i bambini nati o adottati dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2017. (AGI) .

(AGI) – Roma, 19 mag. – Alitalia non rinnovera’ la partnership, e i relativi accordi di joint venture con Air France-KLM, quando questi giungeranno a scadenza nel 2017. E’ quanto si legge in una nota dell’aviolinea. Gli accordi disciplinano i servizi passeggeri gestiti dai tre vettori tra l’Italia e la Francia (e oltre) e tra l’Italia e i Paesi Bassi (e oltre), e il marketing, la vendita e la distribuzione dei servizi Cargo Belly di Alitalia gestiti da Air France-KLM. Gli accordi originali sono stati definiti da Alitalia CAI nel 2009 e nel 2010, in un contesto economico allora molto diverso, e sono stati successivamente trasferiti ad Alitalia SAI nel gennaio del 2015. Silvano Cassano, Amministratore Delegato di Alitalia, ha cosi’ commentato: “Questi accordi non sono piu’ vantaggiosi – ne’ sotto il profilo commerciale, ne’ sotto il profilo strategico – per la nuova Alitalia e per il suo ambizioso piano di rilancio. Sono stati negoziati quando Alitalia era in una posizione molto diversa, con il risultato che gli stessi accordi, nella loro forma attuale, favoriscono la controparte”. “Gli accordi limitano la nostra capacita’ di ridisegnare il nostro network, e la possibilita’ per Alitalia di conseguire una sostenibilita’ di lungo termine delle proprie attivita’.” “La nuova Alitalia e’ in una nuova posizione. Per lo sviluppo del nostro business abbiamo bisogno di accordi in grado di apportare uguali benefici a tutte le parti” ha spiegato proseguendo che “la nostra priorita’, per l’Italia e per Alitalia, e’ quella di riconquistare il mercato dei turisti in arrivo nel nostro Paese, servendo al contempo gli italiani in viaggio all’estero per turismo o per affari”. “Nei nostri piani puntiamo inoltre a fornire soluzioni Cargo competitive per l’industria manifatturiera italiana, la seconda piu’ grande in Europa, che ha sempre piu’ bisogno di esportare merci in tutto il mondo” ha detto ancora Cassano. “Abbiamo comunicato ad Air France-KLM che siamo disposti a discutere accordi piu’ equi a beneficio di tutti i soggetti coinvolti, ma finora non siamo pervenuti a questo risultato”ha aggiunto concludendo: “Restiamo aperti a ulteriori confronti per raggiungere una soluzione reciprocamente accettabile. Tuttavia, nell’interesse della trasparenza e della chiarezza per tutti i soggetti coinvolti, abbiamo ritenuto necessario annunciare la nostra intenzione di non rinnovare tali accordi alle condizioni attuali”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 19 mag. – Il mercato libero dell’energia conviene. Grazie alle tante offerte, il consumatore, puo’ scegliere tra una pluralita’ di contratti quello piu’ adatto alle proprie esigenze. Per i piu’ attenti al prezzo, vi sono offerte che permettono di risparmiare fino a 71 euro/anno sulle bollette elettriche e 107 euro su quelle del gas, rispetto al mercato tutelato. E’ quanto emerge dal rapporto presentato da Nomisma Energia, ‘Benefici per i consumatori sui mercati liberalizzati dell’elettricita’ e del gas’. Finora sono 9 milioni i consumatori che hanno deciso di abbandonare la tariffa amministrata per passare al mercato libero. La maggior convenienza e’ mostrata anche dal servizio online dell’Autorita’ dell’Energia, ‘Trova Offerte’: a marzo 2015 sono 16 su 21 le piu’ convenienti per il gas e 13 su 21 quelle per l’elettricita’. Il consumatore sul mercato libero puo’ quindi scegliere tra una pluralita’ di contratti quello piu’ adatto alle proprie esigenze. Dagli ultimi dati emerge come prosegua la migrazione dal tutelato al libero: nel 2014 erano 1,3 milioni in piu’ per l’elettricita’ e 1,7 milioni per il gas. “Sul mercato libero dell’elettricita’, a fine 2014, sono presenti 9 milioni di famiglie e 3,5 milioni di imprese, cifre enormi”, spiega Nomisma Energia, “che rappresentano un terzo circa del totale di 37,2 milioni di clienti”. Sul mercato libero del gas, sempre a fine 2014, vi sono 5,8 milioni di famiglie e 1,4 milioni di imprese, anche qui un terzo del totale di 21,6 milioni. Nel 2015 sono piu’ di 300 gli operatori attivi sul mercato libero, la maggior parte dei quali propone offerte sia sull’elettricita’ che sul gas. Altro aspetto interessante del mercato libero e’ la possibilita’ data al cliente di avere altri vantaggi: dall’assicurazione contro i guasti della casa alle le spese dell’idraulico o dell’elettricista fino a 1.000 euro di massimale all’anno. Ci sono poi premi, con programmi di fidelizzazione a raccolta punti, scelti fra una vasta gamma di prodotti, come asciugacapelli o videomonitor per bebe’ con un valore che oscilla da 20 euro fino a 200 euro. E ancora: sconti su acquisti in grandi catene di negozi convenzionati con carte vantaggio. Con questi sconti, una famiglia media italiana dal normale comportamento d’acquisto, puo’ risparmiare circa 1.100 euro all’anno, ossia oltre 2/3 della spesa media annuale italiana di elettricita’ e gas (pari ad 1.650 euro). (AGI)

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