Newsletter
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

AGI – “Oggi posso annunciarvi che questa Panda rimarrà qui almeno fino al 2027 e spero che ci saranno le condizioni per andare anche oltre”. Ad annunciarlo è l’ad di Fiat e direttore marketing globale di Stellantis, Olivier Francois, parlando allo stabilimento di Pomigliano d’Arco, in occasione della presentazione della nuova serie speciale Fiat Pandina.

 

Francois sottolinea che la produzione di Panda nello stabilimento in provincia di Napoli “aumenterà da subito del 20%” e che la produzione di Pandina “inizierà a giugno e andrà avanti almeno fino al 2027”. Nel suo intervento, l’ad di Fiat si sofferma poi sui numeri di Panda, che “continua a essere leader di mercato in Italia e leader di segmento in Europa – spiega – ed è anche l’unica ibrida di segmento A del gruppo”.

 

 

“Noi crediamo in Panda, l’auto italiana amata dagli italiani. Fa parte della vita di questo Paese e deve accompagnarci ancora a lungo” – ha aggiunto – “Ringrazio il ministero del Made in Italy, perché il nuovo schema che entrerà in vigore a breve sarà uno stimolo fondamentale per la produzione nei nostri stabilimenti italiani”. A dirlo è l’ad di Fiat e direttore marketing globale di Stellantis, Olivier Francois, parlando allo stabilimento di Pomigliano d’Arco, in occasione della presentazione della nuova serie speciale Fiat Pandina. “Non solo Pomigliano e la Panda – aggiunge – ma anche Mirafiori e la 500 elettrica”. 

 

Pandina sempre più tecnologica

Nuovi sistemi avanzati di assistenza alla guida (Adas), nuovo quadro digitale e nuovo volante, che la rendono la più tecnologica e sicura di sempre.  Una data scelta in modo non casuale: il 29 febbraio del 1980, infatti, ci fu il lancio della prima Panda, che fu presentata al presidente della Repubblica, Sandro Pertini. La Pandina sarà disponibile a partire da quest’estate nei principali Paesi europei. Nello stabilimento Giambattista Vico la Panda viene prodotta dal 2011 e si andrà avanti “almeno fino al 2027”, come assicura Olivier Francois, ad di Fiat e direttore marketing globale di Stellantis. “La nuova Fiat Pandina é un omaggio all’amore degli italiani per la Panda – spiega – in effetti, Pandina é il soprannome con cui gli italiani l’hanno sempre chiamata”. La storia d’amore tra Panda e Italia continuerà cosi’ ancora per molti anni, grazie anche ai nuovi investimenti che l’hanno resa più tecnologica e sicura. Francois rimarca con orgoglio che Panda é “leader di mercato in Italia e in Europa, con oltre otto milioni di unità vendute. Come ogni Panda – prosegue – anche la serie speciale Pandina é l‘auto sociale per eccellenza e si ispira ai valori unici di semplicità, creatività e funzionalità”.

 

La dotazione di serie comprende nuovissime funzioni, pensate per assistere il guidatore, sia in città che fuori: il sistema di frenata automatica d’emergenza, per ridurre i tamponamenti; il sistema di mantenimento della carreggiata; il rilevatore di stanchezza per avvisare il guidatore quando é stanco. É incluso anche il riconoscimento della segnaletica stradale, che rileva e riconosce i segnali stradali, visualizzandoli sul nuovo quadro strumenti da sette pollici, completamente digitale. Passando dalla sicurezza alla praticità, i sensori di parcheggio posteriori assicurano la massima semplicità durante i parcheggi nelle affollate strade cittadine, mentre il Cruise control mantiene la velocità impostata – a partire da 30 km/h – senza premere il piede sul pedale dell’acceleratore. Gli abbaglianti automatici, poi, adattano automaticamente l’illuminazione alle condizioni del traffico, facilitando la guida notturna al guidatore. I sei airbag completano la dotazione di sicurezza di serie. La maggior parte delle funzionalità é gestita da una telecamera montata sullo specchietto retrovisore interno.

 

Dal punto di vista del design, la Pandina presenta una nuova fascia della plancia verniciata di bianco e nuovi sedili con monogramma e logo in rilievo, doppie cuciture gialle, dettagli bianchi e filato Seaqual, contenente una materia prima sostenibile e completamente tracciabile, ricavata da rifiuti marini. Oltre ai colori già esistenti, ovvero ‘bianco gelato’, ‘nero cinema’, ‘rosso passione’ e ‘blu Italia’, Pandina offre il nuovo ‘giallo Positano’ e nuovi abbinamenti bicolori.

 

Il valore degli incentivi 

 “Se e quando arriveranno gli incentivi, non ho dubbi che avranno un impatto ovvio sul Made in Italy. Per questo ho ringraziato il ministro Urso, perché appena partirà questa cosa, cambieranno molto le prospettive, sia a Pomigliano che a Mirafiori, dove probabilmente avremo numeri ancora più importanti” – ha spiegato –  “I prodotti più sintonizzati agli incentivi governativi – spiega Francois – sono le macchine piccole, le citycar, le utilitarie e quindi anche la Panda, per la quale prevediamo da subito un aumento produttivo del 20%, sperando che gli incentivi arrivino a stretto giro“. Dall’altra parte, aggiunge Francois, gli incentivi daranno “finalmente il peso che merita alle elettriche, quindi l’altra macchina che sarà aiutata da questo dispositivo sarà la 500 elettrica, che è un’altra campionessa del made in Italy”. 

 

Concorrenti della Panda? solo in Asia

 “Non c’è un prodotto come questo e non ci sono concorrenti se non asiatici. Mi piace l’idea che Pomigliano sia anche una difesa dell’Europa nel campo delle macchine frugali, ben fatte, ma piccole”. Francois evidenzia che l’obiettivo è quello di “rilanciare la Panda anche fuori dall’Italia. Questa fabbrica ha un futuro – aggiunge – e oggi lo abbiamo ampiamente dimostrato, investendo in un prodotto importantissimo, che deve rimanere nella gamma il più a lungo possibile”. Per Francois “non ci sono assolutamente dubbi sul futuro di Pomigliano e della Panda. Ci sarà una famiglia di prodotti ispirati alla Panda e, tra questi, la Panda elettrica, che sarà prodotta in Serbia”.

AGI – “Venerdì sarà presentato ufficialmente il progetto Polis per la richiesta del rilascio dei passaporti negli uffici postali dei Comuni con meno di 15mila abitanti. Un importante risultato frutto del lavoro di squadra tra il mio dicastero, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e Poste Italiane. Una risposta che testimonia, ancora una volta, la capacità del governo Meloni di intervenire in modo pragmatico con soluzioni strutturali e durature nel tempo a favore degli italiani”. Commenta così il ministro del Turismo Daniela Santanche’ l’arrivo del progetto Polis, orientato a velocizzare le pratiche di rilascio dei passaporti, che sarà presentato domani dal ministro Piantedosi e dai vertici di Poste Italiane. 

AGI – Classici, integrali, ai 5 cereali, al miele, farciti con confetture o creme. I croissant rappresentano una merendina iconica del made in Italy alimentare: in media si trovano 18 referenze a scaffale. Secondo quanto emerge da un’elaborazione di Unione Italiana Food su dati Circana, il croissant confezionato, protagonista della merenda e della colazione degli italiani, guida il comparto delle merendine italiane coprendo il 31% dell’intero mercato. Un prodotto amato da diverse generazioni di italiani e il cui successo è confermato dai numeri. Ad agosto 2023, secondo i dati Circana, le vendite in volume dei croissant confezionati hanno toccato quota 39,4 milioni di kg con una crescita del 4,3% rispetto all’anno precedente. Sono in media 18 le referenze di cornetti presenti a scaffale.

 

I primi sono stati quelli classici o farciti con creme e confetture, presenti nei supermercati da tempo, che hanno saputo innovarsi mantenendo la propria iconicità. Sono arrivati poi quelli integrali e ai 5 cereali, che rispondono perfettamente alle esigenze del consumatore moderno. Fino a proposte più recenti con nuovi gusti come pistacchio, frutti rossi e nocciola, dalla marcata innovazione, uno dei tratti distintivi del comparto. 

 

 “In un contesto alimentare sempre più diversificato e dinamico, il croissant emerge come un pilastro della categoria merendine – afferma Luca Ragaglini, vicedirettore e segretario del Settore Prodotti da Forno di Unione italiana Food – consolidando la sua posizione di prodotto iconico nel mercato italiano. Tale successo è il risultato di una combinazione virtuosa tra gusto, innovazione costante ed equilibrio nutrizionale, che è il mix vincente che contraddistingue le merendine italiane. Un prodotto pratico che anche grazie alla monoporzione confezionata è l’ideale sia per la merenda a casa ma anche per quella fuori casa”.

Il croissant, ricorda Unione Italiana Food, porta con sè una lunga storia legata alle sue origini. Sarebbe nato nel 1638 a Vienna, durante il secondo assedio alla città da parte degli Ottomani. Sembrerebbe che i viennesi, presi alla sprovvista, reagirono sbeffeggiando i turchi sulle mura della città, mangiando un tipo di pane al burro, il kipferl. Un’altra versione vuole che siano stati i fornai viennesi, lavoratori notturni, i primi a dare l’allarme e abbiano festeggiato il mancato assedio con il dolce lievitato a forma di mezzaluna, simbolo degli ottomani. Nel corso del tempo, la ricetta del kipferl si diffuse in Europa, arrivando in Francia nel XIX secolo grazie a Maria Antonietta d’Austria. Qui i pasticceri affinarono la ricetta, aggiungendo ingredienti che conferirono al croissant la consistenza e il sapore distintivo che conosciamo oggi.

Nel 2023, dati Circana alla mano, le vendite in volume delle merendine sono cresciute dello 0,5% rispetto al 2022, toccando quota 737 milioni di kg per un valore complessivo dei prodotti da forno dolci monodose pari a 1,52 miliardi di euro. Ogni anno vengono lanciate sul mercato in media 8-10 nuove merendine. Secondo una ricerca Bva Doxa – Unione Italiana Food, le merendine sono consumate da 8 italiani su 10 (83%) e più della metà del campione (55%) le mangia almeno 1-2 volte a settimana.

AGI – In occasione del primo carico di Gnl dalla Repubblica del Congo, il presidente della Repubblica del Congo, Denis Sassou-N’Guesso, il presidente del Consiglio di amministrazione di Eni, Giuseppe Zafarana e l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, hanno celebrato l’avvio della produzione di Gnl nel Paese. Con questo primo carico, spiega la società in un comunicato, la Repubblica del Congo entra nel gruppo dei Paesi esportatori di Gnl, aprendosi a nuove opportunità di crescita economica e contribuendo all’equilibrio energetico globale.

 

“Il primo carico di Gnl dal Congo – ha commentato l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi – è il risultato del forte impegno di Eni e dei suoi partner e del costante supporto del Governo della Repubblica del Congo. Eni e i partner locali hanno condiviso competenze, know-how e tecnologie, garantendo ulteriori entrate al Paese e contribuendo alla sicurezza energetica dell’Europa”.

 

Il progetto Congo Lng, approvato nel dicembre 2022, ha iniziato la produzione di gas dopo solo un anno, in linea con la tempistica iniziale: un risultato reso possibile dall’approccio fasato e parallelizzato caratteristico di Eni e da un suo piano di esecuzione altamente efficiente. Il primo carico di GNL è in corso e salperà per il terminale di rigassificazione di Piombino nei prossimi giorni. Il progetto, situato nel permesso Marine XII, raggiungerà una capacità di liquefazione del gas a plateau di circa 4,5 miliardi di metri cubi all’anno e comporterà l’azzeramento del flaring dalle attività gestite nel Paese. I volumi saranno commercializzati da Eni, andando a rinforzare e ampliare il portfolio GNL dell’azienda, nel quadro del percorso verso la sicurezza e la transizione energetiche.

 

Eni è presente in Congo dal 1968 ed è l’unica azienda attiva nello sviluppo delle risorse di gas del Paese: attualmente fornisce gas alla Centrale Èlectrique du Congo (Cec), che copre il 70% della capacità di generazione elettrica del Paese. Eni è fortemente impegnata a promuovere la transizione energetica nel Paese attraverso diverse iniziative, tra cui il Centro di Eccellenza Oyo per le Energie Rinnovabili e l’Efficienza Energetica, promosso e sostenuto da Eni e gestito dal Ministero dell’Istruzione Superiore, della Ricerca Scientifica e dell’Innovazione Tecnologica della Repubblica del Congo insieme all’UNIDO (Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale). Inoltre, Eni includerà il Congo nella catena del valore della mobilità sostenibile attraverso la produzione di agri feedstock per la bioraffinazione, e promuove iniziative di cucina pulita, per ridurre il consumo di biomassa e le emissioni associate alla combustione. 

AGI – Dal 31 ottobre arriva la patente a crediti per provare a incrementare la sicurezza sul lavoro nei cantieri. Si tratta di una richiesta avanzata da tempo dai sindacati, che però non trova d’accordo le associazioni datoriali, che chiedono invece di valorizzare anche il merito. Cgil e Uil inoltre contestano il metodo utilizzato dal governo per arrivare alla formulazione del provvedimento. Il testo trova spazio all’interno del Dl per l’attuazione del Pnrr al vaglio oggi del Consiglio dei ministri.

Gli effetti del crollo di Firenze

Dopo che il 16 febbraio il crollo di una trave nel cantiere per la costruzione di un grande ipermercato a Firenze è costato a vita a 5 operai, il governo ha convocato a Palazzo Chigi sindacati e associazioni datoriali per due momenti di confronto distinti. Nel corso dell’ultimo Cdm la ministra del Lavoro Marina Calderone ha rappresentato uno scenario che nel 2023 conta un livello di irregolarità pari al 76,48% nei controlli effettuati nei cantieri edili. Tra i provvedimenti pensati dall’esecutivo per aumentare la sicurezza sul lavoro, oltre all’incremento del 40% dei controlli sulla sicurezza nel 2024 rispetto allo scorso anno, l’istituzione dal prossimo 1 ottobre (data contenuta nell’ultima bozza) della patente a crediti per imprese e lavoratori autonomi che operano nei cantieri. Il documento verrà rilasciato, in formato digitale, dall’Ispettorato del lavoro a patto di essere iscritti alla Camera di commercio industria e artigianato; adempiere agli obblighi formativi, ed essere in possesso delle certificazioni di regolarità contributiva, valutazione rischi e regolarità fiscale.

Come funziona la patente

La patente sarà dotata di un punteggio iniziale di trenta crediti e consente di operare nei cantieri con una dotazione pari o superiore a 15 crediti. Il titolo subisce decurtazioni legati a eventuali incidenti nei cantieri, all’esito degli accertamenti e dei successivi provvedimenti emanati nei confronti dei datori di lavoro o autonomi. Una violazione costa 10 punti di penalità, così come un’inabilità temporanea assoluta che importi l’astensione dal lavoro per più di quaranta giorni: 10 crediti. Per un’inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale vengono sottratti 15 crediti. La morte di un lavoratore porta alla sottrazione di 20 punti e alla possibile sospensione del titolo fino a un massimo di 12 mesi. I crediti decurtati potranno essere reintegrati a seguito della frequenza di corsi di formazione, ciascuno consente di recuperare cinque crediti. La patente viene incrementata di un credito per ciascun anno successivo al secondo, sino a un massimo di dieci crediti, qualora l’impresa o il lavoratore autonomo non siano stati destinatari di provvedimenti sanzionatori. Per il governo sono “prioritari la qualificazione delle imprese e la formazione, che deve riguardare sia i lavoratori che il datore di lavoro, e la salvaguardia delle aziende regolari con l’introduzione della Patente a crediti”, spiega Palazzo Chigi al termine degli incontri con le parti sociali. Saranno sbloccate inoltre le assunzioni, con un nuovo concorso per incrementare il contingente degli ispettori del lavoro, del nucleo ispettivo Carabinieri e del personale ispettivo di Inps e Inail.

Il subappalto a cascata

I sindacati però incalzano l’esecutivo. “Non sono arrivate risposte all’altezza della gravità della situazione, la nostra mobilitazione prosegue con tutte le forme possibili. Abbiamo chiesto di mettere in discussione il subappalto a cascata, di introdurre la patente a punti. Su tutto questo non abbiamo avuto risposta”, dice il segretario della Cgil Maurizio Landini. Mentre il leader della Uil Pierpaolo Bombardieri aggiunge: “La gente continua a morire, di chiacchiere ne abbiamo le tasche piene”. Poi sottolinea: “La patente a crediti c’è, ma la vita di un lavoratore vale 20 crediti, si può lavorare con 15, 5 si recuperano con un corso di formazione”. Approva il provvedimento invece la Filca-Cisl: “La patente a punti in edilizia è una proposta storica della Cisl, lanciata nel 2003, ben 21 anni fa. Siamo soddisfatti dall’aver appreso che questo strumento rientra nei provvedimenti annunciati dal Governo come risposta alle morti sul lavoro”. Contrari i datori di lavoro. “Non siamo d’accordo sulla patente a punti. Crediamo che vada ribaltato il concetto: vanno premiate le imprese virtuose piuttosto che punire quelle che, per una disgrazia, possono incappare in momenti sfavorevoli”. spiega Giorgio Delpiano, della sezione Edile Confapi. Mentre Enzo Ponzio, presidente di Cna Costruzioni, specifica: “Siamo fortemente preoccupati per la patente a punti, secondo noi penalizza troppo il settore e gli imprenditori che nonostante le regole si possono trovare di fronte a un evento che va al di fuori del proprio controllo e che mette a rischio l’attività imprenditoriale”. 

AGI – FlixBus ha annunciato i piani per l’avvio del primo servizio di autobus a lunga percorrenza 100 per cento elettrico in Inghilterra e Galles. Con inizio dal 21 marzo, i passeggeri avranno l’opportunità di provare il veicolo elettrico lungo una rotta FlixBus che collega Londra, Bristol e Newport (Galles meridionale).

L’autobus elettrico, progettato per essere privo di emissioni, sarà sottoposto a un periodo di prova di tre mesi all’interno della rete di autobus a lunga percorrenza di FlixBus in collaborazione con Newport Transport. Con una capacità di 46 posti, l’autobus offre servizi come toilette, punti di ricarica USB e Wi-Fi gratuito, oltre a essere conforme PSVAR per accogliere i passeggeri su sedia a rotelle. Andreas Schorling, amministratore delegato di FlixBus UK ha dichiarato: “Questo è un enorme passo avanti per il settore degli autobus del Regno Unito”. 

AGI – “L’ultimo stipendio lo abbiamo percepito a novembre”. È l’alba quando il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, arriva davanti a una delle portinerie di Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva di Taranto, da dove ha inaugurato la sua giornata nel capoluogo pugliese incontrando gli operai della fabbrica che cominciano il turno di lavoro del mattino, accompagnato dal neo commissario Giancarlo Quaranta. Quello delle retribuzioni in ritardo è il primo problema che i lavoratori dell’indotto pongono a Urso. “Dicembre senza stipendio, senza tredicesima e oggi ancora niente”, prosegue il lavoratore.

Poi dal gruppo di operai che si assiepa attorno a Urso, accompagnato da esponenti locali di FdI (il deputato Dario Iaia e il consigliere regionale Renato Perrini), si alzano altre voci preoccupate: “Siamo senza un euro ministro, ci viene da piangere, siamo tutti padri di famiglia, che cosa diciamo ai nostri figli? Cerchiamo una soluzione”. “Ragazzi diciamo che otto governi non hanno fatto niente, sono venuti a fare le passerelle – afferma un altro operaio rivolto ai colleghi – già che ci ha cacciato la Morselli ci ha fatto un grande favore, siamo fiduciosi” e il riferimento è all’uscita di scena dell’amministratore delegato di Acciaierie, Lucia Morselli, in conseguenza dell’entrata della società in amministrazione straordinaria decisa dal Governo con la nomina del commissario Giancarlo Quaranta.

 

 

 

“Diamo risposte ai lavoratori di Taranto” ha chiesto un altro operaio.
Urso, che ha ascoltato tutte le preoccupazioni dei lavoratori, ha risposto: “Capisco bene, so cosa significa”.

“Mi aspetto che qualcuno di voi mi ponga qualche suggerimento, qualche interrogativo, anche se necessario qualche critica, affinché possa rispondervi da subito e rispondervi con i fatti”. Ha esordito così il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, parlando stamattina ai lavoratori e delegati sindacali di Acciaierie d’Italia riuniti in una sala della fabbrica. Accanto al ministro, i commissari straordinari di Acciaierie, Giancarlo Quaranta, e di Ilva, Alessandro Danovi.

 

“Il Governo ha deciso di commissariare l’azienda con l’amministrazione straordinaria e nel farlo ha scelto una persona che voi conoscete bene da qualche decennio, perché credo che sia nato qui e quindi conosce perfettamente tutta la vita straordinaria di questo che è stato a lungo, il
più grande, importante e significativo impianto siderurgico d’Europa”, ha detto il ministro riferendosi al commissario Quaranta e alla stessa ex Ilva.

 

 

 

 

 

“Se esiste l’industria italiana, se esiste un’industria dell’automotive, degli elettrodomestici e della cantieristica, lo è perché a monte vi è stata un’industria siderurgica come Taranto che ha fornito gli strumenti perché crescesse l’industria italiana”, ha rilevato Urso.

 

Il ministro questa mattina dalle 7 incontrerà in fabbrica, nella sala del cosiddetto “parlamentino”, altri lavoratori di Acciaierie e delegati sindacali, e poi alle 8.15 sarà in Prefettura per presiedere un vertice insieme alle parti sociali, sindacati e imprese, presenti anche i commissari delle due amministrazioni straordinarie, quella di Ilva, società proprietaria degli impianti siderurgici, e quella di Acciaierie d’Italia, società che gestisce gli impianti. Urso incontrerà anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

 

 

 

AGI – Lo Zimbabwe vuole che le imprese minerarie si facciano avanti entro la fine di marzo con nuovi progetti di produzione di litio per batterie, nonostante il forte calo dei prezzi globali del minerale. Lo Zimbabwe, il
principale produttore africano di litio, ha posto alle imprese minerarie la scadenza di marzo per presentare piani per la produzione locale di litio per batterie, utilizzato nei veicoli elettrici e nello stoccaggio di energia pulita, nella speranza di beneficiare del passaggio globale dai combustibili inquinanti. Poiché nell’ultimo anno l’offerta globale del metallo ha superato la domanda del mercato delle batterie, i
prezzi sono diminuiti di oltre l’80 per cento. In risposta, molte aziende hanno iniziato a tagliare posti di lavoro e a ridurre la produzione. 

AGI – Il gruppo di telecomunicazioni Iliad ha raggiunto un accordo con Kinnevik per l’acquisto di una quota del 19,8% dell’operatore svedese di telecomunicazioni Tele2 per 13 miliardi di corone (1,16 miliardi di euro). Il gruppo, si legge in una nota, acquisterà la partecipazione da Kinnevik, il maggiore azionista di Tele2, attraverso Freya Investissement. La transazione avverrà in tre fasi, con una prima chiusura di 2,9 miliardi di corone, mentre il resto è subordinato alle approvazioni normative.

 

 

In base all’accordo, Freya acquisirà da Kinnevik 20.733.965 azioni A e 116.879.154 azioni B, che rappresentano circa il 19,8% del capitale sociale di Tele2, a un prezzo medio ponderato per azione di 94,2 corone svedesi. La transazione ha ricevuto il sostegno unanime dei consigli di amministrazione di iliad, Freya e Kinnevik ed è stata suddivisa in tre tranche. Freya conferma che, dopo il completamento della Tranche 3, rimarrà al di sotto della soglia che richiede un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria in Svezia (30% dei diritti di voto in circolazione). 

 

AGI – Whatsapp compie oggi 15 anni: divenuto lo strumento di comunicazione più popolare al mondo, ha oltre 2 miliardi di utenti. L’applicazione di messaggistica è stata creata il 24 febbraio 2009 da due ex dipendenti di Yahoo, Jan Koum e Brian Acton, e nel 2014 è entrata a far parte di Meta, acquisita da Mark Zuckerberg per circa 19 miliardi di dollari. Secondo l’ultimo studio IAB Spain Social Networking Study (2023), Whatsapp continua a essere l’applicazione più apprezzata nel suo genere, utilizzata più frequentemente e più intensamente, e la più trasversale, essendo la preferita dalle generazioni millennial, zeta e alfa.

Secondo il sito web Statista, i 2 miliardi di utenti di Whatsapp in tutto il mondo superano le rivali come la cinese WeChat (1,336 miliardi), Facebook Messenger (979 milioni) o Telegram (800 milioni). L’app ha incorporato innovazioni sempre più complesse: dalle videochiamate o note vocali, alla possibilità di creare gruppi e ora anche di lasciarli senza che tutti i membri lo sappiano. La novità più recente è la possibilità di modificare i messaggi già inviati. L’Intelligenza Artificiale (AI) ha già fatto il suo ingresso nelle nuove funzionalità, anche se, data la sua natura privata, non è ancora disponibile per tutti i membri. Gli utenti possono utilizzare la tecnologia per generare immagini e chattare con un assistente entro “limiti”.

“Le IA possono leggere ciò che viene loro inviato, ma i vostri messaggi personali rimangono crittografati dall’inizio alla fine, in modo che nessuno, compreso Meta, possa vederli”, afferma la società sul sito web, aggiungendo che metterà la tecnologia a disposizione di sviluppatori e aziende. Dal 2018 l’app offre la piattaforma Whatsapp Business per la comunicazione aziendale, con circa 200 milioni di utenti disposti a pagare centesimi per ogni conversazione con i propri clienti e che sembra essere una soluzione al problema della redditività. Meta non scompone il fatturato di Whatsapp, che secondo alcuni analisti si aggira intorno all’1% del totale, e preferisce riferirsi alla sua “famiglia di app”, che comprende Instagram e Facebook. Secondo i dati di Insider Intelligence raccolti dalla CNBC, la più alta penetrazione di Whatsapp per Paese è in Spagna, Italia e Argentina, anche se altri siti indicano Brasile e India. Non ha invece preso piede negli Stati Uniti, dove è preferito il classico messaggio di testo telefonico (SMS).

Flag Counter