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L’investimento di Amazon in Deliveroo potrebbe portare a “un sostanziale calo della concorrenza all’interno di uno o più mercati nel Regno Unito”. Sono le conclusioni della Competition and markets authority (Cma), l’antitrust britannico, sull’investimento da 575 milioni di dollari del gruppo di Jeff Bezos nella società che consegna cibo a domicilio. Nonostante sia una partecipazione di minoranza, la Cma parla di “fusione” di fatto, con “potrebbe consentire ad Amazon di influenzare la strategia di Deliveroo”. Risultato: “Il rischio concreto che clienti, ristoratori e negozi di alimentari possano risentire di prezzi più alti e servizi di qualità inferiore”.

La scorciatoia di Bezos

Amazon ha annunciato l’investimento a maggio. All’inizio di luglio, la Competition and markets authority ha decretato una sospensione dell’operazione, in attesa di ulteriori indagini. Adesso si è chiusa quella che la Cma definisce “fase 1”. E visti i timori, si aprirà a giorni la “fase 2”.

Il problema s’incardina soprattutto in un punto: se Amazon entrasse in Deliveroo, fiaccherebbe la concorrenza. Che invece sarebbe rilanciata nel caso in cui agisse da attore indipendente. In sostanza, quella di Bezos è una scorciatoia per superare le barriere d’ingresso di un mercato già molto concentrato (e quindi difficili da scalfire per un outsider, anche se ha la borsa piena di miliardi come Amazon). Il food delivery, però, non è il solo settore interessato: c’è anche quello che riguarda i supermercati.

Food delivery: concorrenza danneggiata

L’Autorità si dice, prima di tutto, “preoccupata che l’accordo possa danneggiare la concorrenza” nella consegna di cibo ordinato online. In questo settore, spiega la Cma, tre società si spartiscono il grosso del mercato: Deliveroo, JustEat e Uber Eats.

Per le altre, inserirsi è complicato. Lo è stato anche per una potenza come Amazon, che ci ha provato nel 2016 con il servizio Restaurants, interrotto meno di due anni dopo. Ma, “sebbene Amazon abbia chiuso l’attività, la Cma ritiene che – in base ai documenti aziendali interni esaminati – permanga un forte interesse per questo settore”.

In pratica, il fatto che Bezos abbia chiuso non vuol dire che si sia scordato delle consegne in Gran Bretagna. Tutt’altro. Forte della sua cassa, ha semplicemente scelto una via più comoda: investire in un concorrente piuttosto che provare a batterlo. In questo modo però ci sarebbe una “sostanziale riduzione della concorrenza”. Amazon, infatti, grazie a “esperienza precedente, risorse finanziarie e rete di clienti”, sarebbe il miglior candidato a “superare le barriere d’ingresso e fornire una concorrenza significativa”. Non ce l’ha fatta tra il 2016 e il 2018, ma è uno dei pochi che potrebbe centrare l’obiettivo. In pratica, Deliveroo, Uber Eats e JustEat avrebbero un avversario in più, che obbligherebbe a spingere “costi inferiori e consegne più rapide”.

Il dominio nella spesa a domicilio

Il secondo nodo indicato dalla Cma riguarda la consegna della spesa a domicilio, ordinata online. Il timore è sempre lo stesso: una “riduzione della concorrenza”, anche se non immediata. Anche in questo caso, gli operatori che offrono “consegne ultra-veloci di generi alimentari nel Regno Unito sono pochi”. Con Deliveroo e Amazon che “hanno già stabilito posizioni di leadership”. È vero – spiega l’autorità – che ci sono diverse catene di supermercati che hanno propri servizi. Ma si appoggiano, per la maggior parte, sulla stessa società di logistica, la Stuart, che non ha la stessa scala di un unicorno e un gigante. È anche vero che, al momento, Amazon (con Prime) e Deliveroo offrono servizi differenti. Ma, sottolinea la Cma, hanno due reti molto capillari, che potrebbero entrare in conflitto in futuro. Anche qui, dunque: se c’è di mezzo una fusione di fatto, le due compagnie faranno di tutto per non pestarsi i piedi. Il che vuol dire (anche) non giocare al ribasso sui prezzi e accontentarsi nella qualità del servizio. Un effetto che “non sarebbe mitigato a sufficienza” né dalla presenza di Stuart né da quella di Uber Eats.  ​

Due falsi problemi: dati e pacchetti

Nella sua indagine, la Competition and markets authority sgombra il campo da due possibili complicazioni: non c’è il rischio di un abbonamento combinato Deliveroo-Amazon, né quello di una concentrazione di dati. Primo: nulla vieterebbe alle società di proporre un “bundle”, cioè un’offerta che combini i loro servizi. Potenzialmente, una mossa capace di condizionare il mercato. Il punto, spiega alla Cma, è che non converrebbe né a Deliveroo né ad Amazon.

I pacchetti puntano ad allargare la platea degli utenti, pescando tra chi usa uno dei due servizi o provando ad attirare chi non ne ha nessuno. In cambio, l’offerta prevede un prezzo complessivo più basso rispetto alla somma dei due abbonamenti. Nel caso di Deliveroo-Amazon, secondo la Cma, lo sconto dovrebbe essere tale da comportare più un rischio che un’opportunità. Il secondo dubbio riguardava i dati: se due compagnie che campano (anche) di informazioni si fondono, il loro flusso sarebbero un’arma per limitare la concorrenza? In teoria, sì: la condivisione di dati potrebbe portare a offerte su misura per determinate aree o addirittura per singoli utenti. In pratica, no: “Tenendo conto del livello di partecipazione di Amazon in Deliveroo, la Cma ritiene che le società non avrebbero l’incentivo a condividere tra loro i dati dei clienti”.  

Dalla plastic tax ridotta a 45 centesimi al chilogrammo allo slittamento della sugar tax, dalla marcia indietro sulle auto aziendali all’addizionale Ires per i concessionari, dal bonus per il latte artificiale per le neo-mamme che non possono allattare alle risorse per i Comuni.

Sono alcune delle principali novità del restyling della Manovra approvate dalla commissione Bilancio del Senato nel corso della seduta fiume notturna che va avanti da circa 9 ore. Le votazioni proseguono con l’obiettivo di chiudere l’esame con il mandato al relatore entro le prime ore del mattino per inviare il testo in Aula per la discussione generale.

La maggioranza ha votato compatta sulle correzioni alle micro tasse, frutto dell’intesa raggiunta a Palazzo Chigi la scorsa settimana. E’ arrivato il via libera anche alla norma per finanziare le celebrazioni del centenario della fondazione del Partito comunista, che era stato oggetto di contestazioni e più volte riformulata.

E torna lo sconto in fattura per l’ecobonus (che era stato precedentemente cancellato) ma oltre la soglia di 200.000 euro di importo dei lavori. Si dovrebbe procedere ad un dietrofront anche sulla stretta Imu sulle finte ‘prime case’. L’emendamento dovrebbe essere ritirato. Non entrano in Manovra le modifiche di rilievo come la cedolare secca sugli affitti dei negozi, e le norme per garantire la continuità delle attività dell’Anac.

Resta fuori il decreto Alitalia per il prestito ponte da 400 milioni di euro, già stralciato anche dal decreto fiscale.

Queste le principali modifiche approvate:

PLASTIC TAX  Cambia la plastic tax: l’imposta entra in vigore da luglio, passa da 50 centesimi a 45 centesimi al chilogrammo e interesserà anche il tetrapak. Sono esclusi i prodotti in plastica riciclata e quelli composti da piu’ materiali che abbiano una componente di plastica inferiore al 40%.

SUGAR TAX Slitta al primo ottobre 2020 la sugar tax. L’imposta ha un valore di 10 centesimi al chilo. La correzione sulla contestata tassa sulle bevande zuccherate comporta un minor gettito di 175,3 milioni.

AUTO AZIENDALI Si allenta la stretta sulle auto aziendali che scatterà sui contratti stipulati da luglio 2020 sui veicoli di nuova immatricolazione. Il fringe benefit scende al 25% sulle auto aziendali, i motocicli e i ciclomotori con emissioni CO2 inferiori a 60 g/km ed è al 30% su quelle superiori a 60 g/km ed inferiori a 160 g/km. Per i veicoli con emissioni inquinanti superiori a 160 g/km e inferiori a 190 g/km la percentuale passa al 40% nel 2020 e sale al 50% dal 2021 mentre per tutte le auto superiori a 190 g/km scatta il 50% il prossimo anno e il 60% dal 2021. La revisione della norma sulle auto aziendali determina praticamente un azzeramento del gettito atteso dalla misura.

CLAUSOLE ACCISE Via libera a un nuovo aumento delle clausole di salvaguardia delle accise sui carburanti con un innalzamento del gettito di 303 milioni di euro nel 2021 e di 651 nel 2022. Complessivamente, se la clausola non sarà sterilizzata, si prevedono maggiori entrate per oltre 1,2 miliardi nel 2021 e di poco meno di 1,7 miliardi nel 2022. Le risorse sono destinate a compensare l’alleggerimento della tassa sulla plastica e della sugar tax nonchè la marcia indietro sulle auto aziendali.

ADDIZIONALE IRES SUI CONCESSIONARI Sale del 3,5%, dal 24 al 27,5%, l’aliquota della ‘Robin tax’ con platea ridotta per tre anni ai concessionari autostradali, portuali, aeroportuali e ferroviari. Saranno escluse le concessioni per la produzione e distribuzione dell’energia elettrica, le acque minerali, radio, tv e telecomunicazioni.

TASSA SULLA FORTUNA Aumenta la cosiddetta tassa sulla fortuna. Dal primo marzo il prelievo sulle vincite oltre i 500 euro sale al 20%, con un’entrata prevista di 308 milioni di euro. Sale dal 12% al 20% anche il prelievo sulle new slot sulle vincite sopra i 200 euro, che partirà dal 15 gennaio, e al 65% sul Preu e il payout, cioè la percentuale di somme giocate destinate alle vincite.

SPESE SANITARIE Le spese sanitarie si potranno ancora portare in detrazione al 19% senza vincoli di reddito. Salta quindi la stretta sui bonus fiscali per i redditi alti, prevista dal ddl bilancio, che escludeva solo solo le spese per interessi per mutui ipotecari e le spese sanitarie sostenute per patologie gravi.

SCONTO IN FATTURA Torna lo sconto in fattura per l’ecobonus ma oltre la soglia di importo di 200.000 euro dei lavori. Dopo lo stop alla misura del decreto crescita, viene reintrodotta la possibilità per il soggetto che ha diritto alla detrazione di optare per lo sconto in fattura direttamente dal fornitore che ha effettuato i lavori, con un importo superiore ai 200.000 euro, unicamente per gli interventi di ristrutturazione di primo livello, per le parti comuni degli edifici condominiali.

BONUS LATTE In arrivo per le neo mamme che non possono allattare un bonus fino a un importo massimo annuo di 400 euro e fino al sesto mese di vita del neonato, per l’acquisto di latte artificiale. Istituito un apposito fondo al ministero della Salute dotato di 2 milioni di euro per il 2020 e di 5 milioni a decorrere dal 2021.

REDDITO CITTADINANZA Stop al Reddito di Cittadinanza se chi lo percepisce viene assunto a tempo determinato, ma solo per la durata del contratto di lavoro. Il beneficio quindi non decade più come attualmente previsto ma lo ‘congela’ fino a quando chi lo percepisce torna in possesso dei requisiti indicati dalla legge.

CEDOLARE SECCA PER NEGOZI Salta la proroga della cedolare secca al 21% per gli affitti dei negozi. La norma introdotta lo scorso anno non è stata confermata per il 2020 nonostante siano state presentate diverse proposte di modifica alla manovra, sia dalla maggioranza che dall’opposizione. Sul tema alcuni emendamenti sono stati bocciati e altri trasformati in ordini del giorno mentre il Pd ha ritirato la sua proposta.

TASSA DOMANDA CITTADINANZA Salta il raddoppio della tassa per la domanda di cittadinanza dei figli degli italiani all’estero da 300 a 600 euro che sarebbe dovuto scattare da febbraio 2020, così come gli aumenti del visto di lungo soggiorno da 116 a 130 euro e l’incremento del 20% per tutti i diritti consolari (pubblicazioni di matrimonio, traduzione in italiano di atti di stato civile, etc..).

DECRETO ALITALIA Il decreto Alitalia non confluirà in manovra e dovrà quindi procedere con un iter diverso.

VERTICI GARANTE PRIVACY E AGCOM Stop alla proroga al 31 gennaio 2020 degli attuali vertici del Garante della Privacy e dell’Agcom. La commissione Bilancio del Senato ha dichiarato inammissibile per estraneità di materia l’emendamento depositato dai relatori.

ANAC Salta la norma che ‘ratificava’ dal punto di vista normativo la nomina di Francesco Merloni a presidente facente funzioni dell’Anac.

CENTENARIO PCI Via libera al finanziamento, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigent, delle celebrazioni del centenario della fondazione del Partito comunista.

CONCORSO CARRIERA DIPLOMATICA La Farnesina potrà bandire, nel 2020, nel 2021 e nel 2022, un concorso pubblico di accesso alla carriera diplomatica. I concorsi potranno riguardare un contingente annuo non superiore a 32 segretari di legazione in prova.

RANDAGISMO Un milione di euro per il 2020 per prevenire il fenomeno del randagismo. Il 60% delle risorse è destinato alle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.

QUOTE ROSA  Le quote rosa salgono dal 30 al 40% nei cda delle società quotate.

VIOLENZA DI GENERE In arrivo altri 4 milioni di euro annui nel triennio 2020-2022 al Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità per il finanziamento del piano di azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere.

TRUFFE ONLINE La Consob potrà chiedere l’inibizione dei siti web che svolgano attività illecite legate al trading finanziario o alla pubblicità.

TOBIN TAX Aumenta l’imposta sulle transazioni per strumenti finanziari derivati, swap, futures e contratti a termine: l’aliquota dello 0,04% viene ora applicata a tutte le transazioni indifferentemente dalla natura dell’attività sottostante che determina la variazione di valore nei contratti per differenza.

DAZI Saranno avviate campagne di promozione strategica per i prodotti agroalimentari sottoposti all’amento dei dazi. La norma si aggiunge alle campagne previste per il contrasto dell’italian sounding.

ENTI E FONDAZIONI CULTURALI Nuovi fondi per le istituzioni culturali e gli enti, gli istituti, le associazioni e le fondazioni culturali. Per sostenere e implementare le loro attività di ricerca, innovazione e formazione e per incentivare la promozione e la fruizione del patrimonio culturale, vengono stanziati in totale 6,5 milioni di euro per il 2020.

VILLA CERNUSCO Per il restauro della villa Alari Visconti di Saliceto di Cernusco sul Naviglio, che nel 2020 sarà Città europea dello Sport, viene stanziato un contributo di 300 mila euro.

MONOPATTINI ELETTRICI I monopattini elettrici sono equiparati alle biciclette a pedalata assistita con potenza limitata e potranno circolare.

CARTA GEOLOGICA Arriva un contributo di 15 milioni di euro in tre anni dal 2020 al 2022, per il completamento della carta geologica ufficiale dell’Italia in scala 1:50.00.

PROROGA CONTRATTI LSU CALABRIA In arrivo 30 milioni di euro per prorogare al 31 dicembre 2020 i contratti a tempo determinato dei lavoratori socialmente utili della Calabria.

BORSE STUDIO UNIVERSITA’ Salgono da 16 a 31 milioni i fondi per le borse di studio per l’università.

BONIFICHE AMIANTO NAVI MILITARI In arrivo dodici milioni in tre anni per le bonifiche dall’amianto delle navi militari.

NUOVI ASILI NIDO Stanziati 2,5 miliardi fino al 2034 per costruire nuovi asili nido, ristrutturarli e riqualificare le scuole materne in luoghi adatti alla prima infanzia. Con priorità nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane, allo scopo di rimuovere gli squilibri sociali presenti ed incentivare la natalità.

XYLELLA Stanziati 60 milioni nei prossimi tre anni: 5 milioni nel 2020 e altrettanti nel 2021 e 50 milioni nel 2022 per interventi contro i danni da Xylella.

VOLI PER LA SICILIA Ok alle tariffe sociali per gli sconti sui voli da e per Catania e Palermo. Previsto uno sconto sul costo del biglietto per studenti, diversamente abili e lavoratori.

ABBONAMENTI AI GIORNALI Le scuole di ogni ordine e grado che acquisteranno abbonamenti a quotidiani e periodici anche in formato digitale potranno usufruire di un bonus del 90% delle spese sostenute. Il sostegno viene assegnato anche alle scuole secondarie di primo grado che adottano programmi per la promozione della lettura critica.

VITTIME DI MAFIA E DEI REATI VIOLENTI Stanziato un milione nel 2020 per il fondo per il Fondo di rotazione per la solidarieta’ alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive e dell’usura e dei reati intenzionali violenti.

SCUOLE MATERNE PARITARIE PER DISABILI Nel 2020 vengono assegnati altri 12,5 milioni di euro alle scuole dell’infanzia paritarie che accolgono alunni con disabilita’.

DIRIGENTI P.A POCO TRASPARENTI Stretta sulle sanzioni per funzionari e dirigenti della Pa che non rispettano gli obblighi in fatto di trasparenza. Prevista una decurtazione che va dal 30 al 60% dell’indennità di risultato di fine anno che può arrivare anche a 43 mila euro.

ORGANICO SCUOLA INFANZIA Aumenta di 390 unita’ l’organico della scuola dell’infanzia da destinare al potenziamento dell’offerta formativa. Il contingente sara’ ripartito tra le regioni con un decreto del ministero dell’Istruzione.

PARMA CAPITALE DELLA CULTURA Due milioni per il 2020 per la realizzazione di iniziative culturali e legate al mondo dello spettacolo nei comuni della Provincia di Parma, designata capitale europea della cultura per il 2020.

CAMBIALE DIGITALE Arriva la cambiale digitale per il pagamento delle fatture commerciali. Sara’ equiparata per ogni effetto di legge alle cambiali ordinarie e sarà soggette a imposta di bollo.

ESAMI GLICEMIA IN FARMACIA La sperimentazione dei nuovi servizi delle farmacie, dagli esami per la glicemia, colesterolo e trigliceridi ai test di gravidanza, si estendera’ a tutta Italia e proseguirà anche nel 2021 e nel 2022. Per i malati cronici possibilità di poter usufruire in farmacia, grazie a una collaborazione tra medici di base e pediatri, di un percorso di “accesso personalizzato ai farmaci” che prevede, tra l’altro, che il farmacista comunichi al medico la regolarità dell’assunzione delle medicine.

BANDE MUSICALI Previsto un fondo con una dotazione di 3 milioni di euro nel triennio 2020-2022 per la promozione, il sostegno e la valorizzazione delle bande musicali.

VOTO ELETTRONICO Al via a un fondo di un milione di euro per la sperimentazione del voto elettronico nelle elezioni politiche, europee e nei referendum.

FONDO GARANZIA RITARDI PAGAMENTI Via libera al rinvio al 2021 del Fondo di garanzia per i ritardi nel pagamento dei debiti commerciali.

SPESA CORRENTE DEI COMUNI Nel 2020 i Comuni potranno accantonare non più il 95% ma il 90% del valore dei crediti, purché siano stati regolari l’anno precedente. Si libera così un 5% di operativita’ che potranno usare per la spesa corrente per i servizi di pubblica utilità. Si tratta di cifre che si aggirano attorno ai 40-50mila euro.

ORGANICO CONSIGLIO STATO E TAR Via libera all’aumento della dotazione organica per il Consiglio di Stato e i Tar. Ok anche alla norma che prevede il conferimento di un incarico a livello dirigenziale al Consiglio di Stato.

BULLISMO  Per potenziare la qualificazione dei docenti nel contrasto dei fenomeni del bullismo, del cyberbullismo e delle discriminazioni di genere, in manovra viene stanziato un milione di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2022.

BOLLETTE PAZZE Entrano in manovra misure per tutelare i consumatori dalle bollette pazze. I gestori dei servizi di pubblica utilità e gli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche saranno obbligati a trasmettere agli utenti le comunicazioni con cui si contestano gli eventuali mancati pagamenti e si preavvisa la sospensione del servizio in modo chiaro e dettagliato. In caso di bollette illegittime gli utenti avranno diritto a ottenere, oltre al rimborso delle somme eventualmente versate, anche il pagamento di una penale pari al 10% dell’ammontare contestato per un importo non inferiore a 100 euro.

AIUTI ALIMENTARI Tre milioni in più nel triennio 2020-2022 al Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti.

ORFANI FEMMINICIDIO Un milione di euro in più nel 2020 per il sostegno degli orfani di femminicidio. Le risorse vengono ripartite in parti uguali tra le borse di studio in favore degli orfani per crimini domestici e il sostegno e l’aiuto economico alle famiglie affidatarie.

IMU Arriva una norma per aiutare coloro che perdono la casa. Un emendamento alla manovra, approvato dalla Commissione Bilancio del Senato, a prima firma del presidente Daniele Pesco (M5s), prevede l’esenzione dal pagamento dell’Imu per i proprietari che trasferiscono a partire dal 2020 la propria abitazione, non di lusso, a società veicolo istituite ad hoc con finalità sociale. L’immobile continuerà a essere utilizzato dall’ex proprietario con contratto di affitto.

OLIMPIADI INVERNALI 2026 Viene stanziato circa un miliardo di euro per garantire la sostenibilità delle Olimpiadi invernali 2026. Nello specifico, il finanziamento è dedicato a miglioramento della capacità e della fruibilità delle infrastrutture attuali e da realizzarsi in Lombardia, Veneto e nelle province di Trento e Bolzano. Ok anche a 15 milioni per il completamento della Metro Cinisello-Monza Bettola. Arrivano inoltre 50 milioni spalmati su tre anni per la Ryder Cup di Roma del 2022.

PREPENSIONAMENTI DEI GIORNALISTI In arrivo 7 milioni di euro per il 2020 e 3 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2027 per sostenere il prepensionamento dei giornalisti professionisti iscritti all’Inpgi dipendenti di quotidiani, periodici e agenzie di stampa a diffusione nazionale. Risorse dal 2020 al 2023 anche per il prepensionamento dei poligrafici con almeno 35 anni di contributi.

FERMO PESCA  Confermata anche nel 2020 l’indennità di 30 euro al giorno ai dipendenti delle imprese adibite alla pesca marittima nel periodo di Fermo pesca 2020. Il fermo pesca e’ un provvedimento che interrompe la pesca invasiva nei mari italiani durante i periodi di riproduzione dei pesci. La norma, nel limite di spesa di 11 milioni per il 2021, si estende anche ai soci lavoratori delle cooperative della piccola pesca.

PISTE CICLABILI Previsti 150 milioni nei prossimi tre anni per lo sviluppo delle reti ciclabili urbane. Viene istituito un apposito Fondo al ministero dei Trasporti con 50 milioni l’anno dal 2022 al 2024 con l’obiettivo di coprire il 50% delle spese per le nuove piste ciclabili.

 

ArcelorMittal ha comunicato ai sindacati metalmeccanici una cassa integrazione per 3.500 persone a fronte della prossima fermata, causa sequestro, dell’altoforno 2. I sindacati sono stati convocati oggi pomeriggio in fabbrica dall’azienda.

Per i 3.500 di ArcelorMittal di Taranto sarà cassa integrazione straordinaria a seguito della prossima fermata dell’altoforno 2 e non ordinaria. Sinora, da luglio scorso, Mittal aveva solo applicato la cassa integrazione ordinaria per crisi di mercato. I 3.500 includono anche i 1.273 per i quali l’azienda nei giorni scorsi aveva già chiesto una seconda proroga della cassa ordinaria per fine di mercato a partire dalla fine dell’anno. Lo si apprende da fonti sindacali. Fim, Fiom e Uilm contestano duramente ArcelorMittal per il ricorso a un provvedimento di cassa integrazione così massiccio. 

“Fim, Fiom e Uilm hanno rigettato la comunicazione avanzata da ArcelorMittal e già a partire da domani, in occasione dell’incontro ministeriale, chiederanno con forza di fare chiarezza su una procedura di cassa integrazione che di fatto sostituirebbe l’attuale cassa integrazione per crisi congiunturale con la cassa integrazione straordinaria facendolo diventare un problema di carattere strutturale”. Lo dicono le sigle metalmeccaniche di Taranto in una nota congiunta dopo aver appreso oggi pomeriggio dall’azienda che sarà avviata nel siderurgico la cassa straordinaria per 3500 addetti, comprensiva dei 1273 che l’azienda lo scorso 5 dicembre aveva dichiarato di voler mettere in cassa ordinaria per crisi di mercato per 13 settimane.

Per i sindacati, che contestano duramente l’annuncio di Mittal, “è giunto il momento da parte del Governo e di Ilva in as, al momento unici proprietari dello stabilimento siderurgico, di fare chiarezza sul futuro ambientale, occupazionale e industriale di un sito di interesse strategico per il Paese”.

E già domani pomeriggio al Mise, nel vertice convocato alle 17 dal ministro Stefano Patuanelli, presente Ilva in as ma non Mittal, i sindacati chiederanno risposte su questo punto. Il vertice e’ stato indetto per offrire ai sindacati un punto di situazione circa la trattativa che il Governo e Ilva stanno portando avanti con Mittal (oggi c’è stato un nuovo incontro).

La cassa integrazione straordinaria, per i sindacati, rischia di configurare degli esuberi e va detto che già una settimana fa al Mise ArcelorMittal ha presentato un piano che prevede 4700 esuberi entro il 2023 di cui 2900 in una prima fase. Proprio questo piano di Mittal, respinto sia dai sindacati che dal Governo, ha spinto quest’ultimo a scendere in campo attraverso un proprio piano industriale che tra l’altro prevede una partecipazione pubblica. Se la richiesta fatta oggi da Mittal dovesse andare in porto, Taranto avrebbe un numero complessivo di 5100 lavoratori in cassa integrazione straordinaria.

Ai 3500 di Mittal vanno infatti sommati i 1600 in cassa straordinaria a zero ore e che sono rimasti dipendenti di Ilva in amministrazione straordinaria in quanto il nuovo gestore dell’acciaieria non ha voluto assumerli dal novembre 2018. In base all’accordo al Mise di settembre 2018, coloro che sino al 2023, data di completamento dei piani industriale e ambientale, fossero ancora in cassa straordinaria con Ilva in as, dovrebbero ricevere una proposta di ricollocazione al lavoro da parte di ArcelorMittal. Ma è evidente che, con tutto quello che sta succedendo, tra annuncio di esuberi e ricorso alla cassa straordinaria, questa parte dell’accordo al Mise rischia di restare solo sulla carta.

Prosegue tra diversi stop and go il lavoro della Commissione Bilancio del Senato alla manovra. Dopo diversi rinvii si è cominciato a votare alcuni emendamenti ma si va a rilento tanto che si ipotizza che il testo possa andare in Aula a Palazzo Madama senza mandato al relatore. Il provvedimento, secondo quanto stabilito dalla capigruppo, deve essere trasmesso all’Aula di Palazzo Madama giovedì pomeriggio, il via libera è atteso per venerdì.

Il decreto Alitalia non confluirà in manovra. È stato infatti giudicato inammissibile per estraneità di materia dalla Commissione Bilancio del Senato l’emendamento dei relatori che prevedeva l’inclusione del provvedimento sull’ex compagnia di bandiera in Legge di Bilancio. Il decreto legge dovrà quindi procedere con un iter diverso. Salta, sempre per lo stesso motivo, la norma per garantire la continuità delle attività dell’Anac, dopo l’addio anticipato di Raffaele Cantone e in attesa della nomina di un nuovo presidente.

Le ultime misure

Intanto sono arrivati alcuni ok alle proposte di modifica riguardanti gli interventi per i danni da Xylella e il sostegno durante il fermo pesca, approvato anche l’emendamento che stanzia risorse per le Olimpiadi invernali 2026. Tra le novità c’è anche lo stop alla proroga della cedolare secca per gli affitti dei negozi ai risarcimenti per i consumatori che hanno ricevuto una bolletta pazza. Dall’aumento delle quote rosa nei cda delle società quotate alla campagna di promozione dei prodotti sottoposti ai dazi. E ancora: l’equiparazione dei monopattini elettrici alle biciclette, i corsi per i docenti per il contrasto del bullismo e i fondi contro la violenza sulle donne.

  • CEDOLARE SECCA PER GLI AFFITTI DEI NEGOZI: La norma introdotta lo scorso anno non è stata confermata per il 2020. Alcuni emendamenti sono stati bocciati e altri trasformati in ordini del giorno mentre il Pd ha ritirato la sua proposta.
  • BOLLETTE PAZZE: Chi riceve una fattura illegittima dai gestori di servizi di pubblica utilità o dagli operatori di telefonia, tv o Internet ha il diritto al rimborso e al pagamento “di una penale pari al 10% dell’ammontare contestato e non dovuto”. L’importo non potrà essere inferiore a 100 euro.
  • TRUFFE ON LINE: Più poteri alla Consob che potrà chiedere di oscurare siti web che svolgano attività illecite legate al trading finanziario o alla pubblicità.
  • DONNE NEI CDA: Aumenta dal 30 al 40 per cento la ‘quota rosà nei consigli di amministrazione delle società in quotate.
  • DAZI E ITALIAN SOUNDING: Ok alle campagne di promozione strategica per i prodotti agroalimentari sottoposti all’amento dei dazi. La norma si aggiunge alle campagne previste per il contrasto dell’italian sounding.
  • VIOLENZA DI GENERE: Arrivano altri 12 milioni di euro per i prossimi tre anni al Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità per il finanziamento del piano di azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere.
  • OLIMPIADI INVERNALI 2026 E RYDER CUP: Viene stanziato circa un miliardo di euro per garantire la sostenibilità delle Olimpiadi internali 2026. Nello specifico, il finanziamento è dedicato a miglioramento della capacità e della fruibilità delle infrastrutture attuali e da realizzarsi in Lombardia, Veneto e nelle province di Trento e Bolzano. Ok anche a 15 milioni per il completamento della Metro Cinisello-Monza Bettola. Arrivano inoltre 50 milioni spalmati su tre anni per la Ryder Cup di Roma del 2022.
  • FERMO PESCA 2020: Confermata anche nel 2020 l’indennità di 30 euro al giorno ai dipendenti delle imprese adibite alla pesca marittima nel periodo di Fermo pesca 2020. Il fermo pesca è un provvedimento che interrompe la pesca invasiva nei mari italiani durante i periodi di riproduzione dei pesci. La norma, nel limite di spesa di 11 milioni per il 2021, si estende anche ai soci lavoratori delle cooperative della piccola pesca.
  • SVILUPPO CICLABILI: Previsti 150 milioni nei prossimi tre anni per lo sviluppo delle reti ciclabili urbane. Viene istituito un apposito Fondo al ministero dei Trasporti con 50 milioni l’anno dal 2022 al 2024 con l’obiettivo di coprire il 50% delle spese per le nuove piste ciclabili.
  • CULTURA: Nuovi fondi per le istituzioni culturali e gli enti, gli istituti, le associazioni e le fondazioni culturali: 6,5 mln nel 2020 per sostenere e implementare le loro attività di ricerca, innovazione e formazione e per incentivare la promozione e la fruizione del patrimonio culturale.
  • BORSE DI STUDIO UNIVERSITÀ: Raddoppiati fondi per le borse di studio per l’Università. Passano da 16 a 31 milioni per promuovere il diritto allo studio universitario.
  • MOBILITÀ SOSTENIBILE: I monopattini elettrici a bassa potenza sono equiparati alle biciclette e potranno circolare nel rispetto del Codice della Strada. –
  • SALVA CASA: Sono esentati dal pagamento dell’Imu i proprietari che trasferiscono a partire dal 2020 la propria abitazione, non di lusso, a società veicolo istituite ad hoc con finalità sociale. L’immobile continuerà a essere utilizzato dall’ex proprietario con contratto di affitto.
  • BONUS PER LE SCUOLE MUSICALI: Una detrazione Irpef al 22% a favore delle famiglie con reddito non superiore a 36 mila euro che iscrivono i figli alle scuole di musica e ai conservatori con un tetto di mille euro. La misura è in favore dei ragazzi tra i 5 e i 18 anni di età.
  • SCUOLA: Per potenziare la qualificazione dei docenti nel contrasto dei fenomeni del bullismo, del cyberbullismo e delle discriminazioni di genere, in manovra vengono stanziati un milione di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2022. ​

Un portale per accompagnare i turisti che hanno conosciuto Matera Capitale europea della cultura a scoprire e conoscere nuovi luoghi di storia, tradizione e cultura in tutto il territorio della Basilicata. Intornomatera2019.com è il sito web che la Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM) ha progettato, realizzato e ora anche pubblicato per sostenere il turismo in Basilicata. Al termine del 2019, anno in cui l’attenzione di un vasto pubblico nazionale e internazionale è stata attratta dal programma culturale che ha caratterizzato Matera Capitale europea della cultura, la sfida è quella di promuovere un turismo che raggiunga non più e non solo Matera, ma anche tutti gli altri territori della regione riuscendo a costruire una offerta strutturata sulla base di itinerari specifici.

Da Mel Gibson a capitale della cultura

La trasformazione progressiva di Matera in città turistica è un percorso che viene da lontano e che ha avuto un grande slancio anche per effetto del cinema. Due titoli su tutti: il primo, di caratura mondiale, è “The Passion of the Christ” di Mel Gibson che ha portato il quartiere dei Sassi alla ribalta mondiale. Poi il capolavoro dello slow road movie, “Basilicata Coast to Coast” di Rocco Papaleo, che ha avuto il merito di mettere in evidenza, stavolta su scala nazionale, il patrimonio dell’intera regione compresa tra Maratea sul Tirreno e Scanzano Ionico sullo Jonio e ricca di natura, di paesaggi, di piccoli centri arroccati sulle colline, di prodotti enogastronomici di qualità, e di cultura diffusa su tutto il territorio.

“L’idea – spiega Annalisa Percoco, ricercatrice FEEM che ha collaborato alla realizzazione del progetto Intornomatera2019.com – è nata a valle di un processo di analisi e di studio dei flussi turistici che hanno caratterizzato questa stagione così importante per Matera e per l’intera Basilicata. Dal 2015, dal momento cioè in cui Matera è stata designata Capitale europea della cultura, ad oggi, ci siamo concentrati sulle diverse dimensioni e questioni che in qualche modo avessero a che fare con l’impatto turistico generato dalla designazione”.

L’analisi dei flussi turistici

“In un primo momento – prosegue Percoco – ci siamo concentrati sulla domanda turistica che arrivava a Matera e sulla relazione tra comunità locale e turisti con una attenzione particolare al tema della sostenibilità sociale e anche ambientale di Matera 2019, successivamente, abbiamo allargato lo sguardo anche al territorio più limitrofo al capoluogo, con una serie di indagini rivolte ai cittadini dei comuni più vicini a Matera che avevano lo scopo di cogliere le loro aspettative in relazione con l’evento Matera 2019 e di valutare eventuali impatti dell’iniziativa culturale, in termini di flussi turistici su un’area un po’ più ampia di quella direttamente interessata. Infine, abbiamo realizzato una serie di interviste a una serie di stakeholder privilegiati che sarebbero stati direttamente coinvolti nelle azioni legate a Matera 2019, per delineare iniziative o progetti che fossero specificatamente coinvolti dal processo innescato con la designazione a Capitale europea della cultura”.

Si è trattato di un lavoro molto dettagliato che ha permesso di ricostruire non solo i dati relativi ai flussi e alla domanda e offerta di turismo, ma è stato anche alla base di una approfondita analisi che ha riguardato le relazioni presenti sul territorio e la capacità da parte degli operatori e degli stakeholder interessati di mettersi in rete fra loro in modo da cogliere al massimo tutte le potenzialità offerte dall’evento.

Una Regione da visitare

A spingere i ricercatori a creare il portale Intornomatera2019.com sono stati proprio i risultati acquisiti nel corso del lavoro di ricerca. “La prima evidenza su cui si basa questo progetto – racconta Percoco – è quella secondo la quale su mille turisti intervistati tra italiani e stranieri il 62 per cento si dichiara interessato a tornare in Basilicata e a visitare altri luoghi rispetto a Matera. Interessanti anche le motivazioni che spingerebbero i turisti a voler tornare a visitare la Basilicata: per il 34 per cento sono attratti dal patrimonio naturale, il 33 per cento da una motivazione di carattere culturale, il 16 per cento invece vuole tornare in Basilicata per conoscere meglio le tradizioni, il folclore, l’enogastronomia locale”. Si tratta di percentuali che poggiano su numeri davvero consistenti.

La designazione di Matera a Capitale europea della cultura ha infatti prodotto un flusso turistico davvero consistente. In particolare, è possibile notare come in un solo anno, dal 2014, quando la città dei Sassi è stata designata, al 2015, la domanda su Matera sia aumentata del +40% negli arrivi e del +44% nelle presenze. Gli arrivi sono quindi passati da 153.005 del 2014 a 214.924 del 2015, mentre le presenze da 244.847 a 353.645. Nel 2018 erano arrivate a 547.532 (dati Istat), più del doppio di quelle registrate nel 2014. Questi dati dimostrano come l’acquisizione del titolo abbia generato un rinnovato interesse per la città, diventando utile strumento per lo sviluppo turistico e apportando un mutamento tangibile nella vita culturale ed economica della città.

Da tappa a viaggio

Ci sono tuttavia degli elementi di criticità che devono essere tenuti nella dovuta considerazione. “Va rimarcato – si legge nel report “Le Capitali Europee della Cultura. Il caso studio di “Matera 2019” realizzato da Angela Pepe del Gruppo Turismo Sostenibile della FEEM di Viggiano (PZ) – che nonostante l’andamento degli arrivi e delle presenze sia molto positivo, la permanenza media nelle strutture ricettive è ancora bassa (1,6 giorni). Una sorta di turismo mordi e fuggi che caratterizza le città d’arte, rispettando in pieno alcune delle variabili sociologiche del turismo culturale: primo elemento tra tutti vi è la crescita dell’interesse globale per la cultura, gli short breaks o i city trips e le vacanze multiscopo.

A tal proposito dall’analisi dei questionari somministrati al campione di turisti, emerge che Matera è una delle tappe di un tour/viaggio che purtroppo interessa ancora troppo parzialmente il resto della Basilicata; la maggioranza dei visitatori intervistati, infatti, dichiara di pernottare nella città dei Sassi solo per 1 o massimo 2 notti e di spostarsi in altre regioni limitrofe, come la Puglia o località della Calabria e Campania”. “Risulta strategico, quindi, per amplificare gli impatti positivi di questo mega evento, l’interconnessione dei flussi turistici tra Matera e il resto della regione che appare allo stato attuale debole e non supportato da adeguate politiche di integrazione e valorizzazione” si legge ancora nel rapporto.

Allargare la rete dei tour operator

A mettere in evidenza alcune criticità dell’offerta turistica della Basilicata sono stati gli stakeholder privilegiati. È dalle interviste effettuate a questi operatori che è emersa “la necessità di creare una cabina di regia unica, coordinatrice della molteplicità di attrattive offerte dal territorio lucano”. L’esigenza è di “unire e non frammentare, accrescere l’offerta complessiva di un intero territorio e non soltanto quello di una singola località, valorizzare in una logica di rete gli assi di attrattiva dell’intero territorio regionale. Una diversificazione e un’articolazione interna del prodotto che potrebbe essere destagionalizzato e proposto sul mercato, ideale per vari target di viaggiatori.

In tale prospettiva, affinché Matera diventi una risorsa potenzialmente turistica per l’intera regione Basilicata, si devono attuare politiche di gestione sostenibili con la creazione di un autentico prodotto turistico che sappia trasformare le risorse potenziali di attrattiva del territorio lucano esistenti in prodotti turistici competitivi e visibili. Prodotti integrati, che possono nascere o da forme di concertazione locale fra gli attori locali (forma di offerta a network) o da forme di contrattazione fra un tour operator, soggetto solitamente esterno alla destinazione e gli operatori economici e non economici esistenti presso la destinazione (forma di offerta a package)”.

Eccellenze in vetrina

È in questo contesto che è maturata l’idea di realizzare il portale Intornomatera2019.com. “Il portale – aggiunge Annalisa Percoco – vuole promuovere la Basilicata nell’anno di Matera come Capitale della cultura attraverso la realizzazione di itinerari che portino alla scoperta dell’intera regione attraverso percorsi legati alla cultura, alle tradizioni, al paesaggio, alle eccellenze enogastronomiche e alle location dei set cinematografici. È strumento utile sia al turista che da Matera vuole avventurarsi nel resto della regione che alle strutture ricettive, ristorative, culturali locali che possono trovare nuovo mercato e allargare il proprio target aderendo al network che si intende creare dietro a un’offerta così complessa. È una vetrina per raccontare la Basilicata in tutte le sue sfaccettature e un’azione concreta per il territorio.

Il 2019, infatti, ha rappresentato uno sforzo collettivo importante per posizionare meglio Matera e la Basilicata nel mercato nazionale e internazionale, garantendo visibilità, riconoscibilità e sovraesposizione mediatica. La sfida che va oltre il 2019 è di gestire la legacy di Matera 2019, perché si generi valore aggiunto nei 130 comuni “intorno” Matera. Il portale intende fornire un supporto alla distribuzione dei flussi turistici nell’intera regione, anche per rispondere all’esigenza di alleggerire la capacità di carico di Matera”.

Recepite le indicazioni raggiunte su plastic, sugar e Robin tax, i lavori sulla manovra dovrebbero finalmente entrare nel vivo. Dopo un lungo ufficio di presidenza della Commissione Bilancio in Senato e una riunione di maggioranza, i relatori hanno depositato un secondo pacchetto di emendamenti che contiene diverse misure che vanno dall’incremento di 20 milioni per il 2020 il Fondo per le non autosufficienze al bonus eccellenze, allo stanziamento di risorse per l’incentivo all’esodo per i giornalisti professionisti iscritti all’Inpgi (7 milioni di euro nel 2020 e 3 milioni l’anno dal 2021 al 2027).

Incrementato anche il fondo di sostegno per le famiglie delle vittime di gravi infortuni sul lavoro per il quale è previsto un milione di euro in più per il 2020, due milioni per il 2021 e tre milioni per il 2022. Rifinanziata nel 2020 la cigs per le aree di crisi industriale complessa per le imprese che si trovano in Sardegna, Sicilia, Lazio e Isernia. Aumentate di 100 milioni di euro nel 2020 le risorse da destinare alla contrattazione collettiva per il triennio 2019-2021 e al miglioramenti economici del restante personale statale.

Non entrerà invece in manovra il Milleproroghe contenente alcuni rinvii come le norme sulla class action, quelle sulle intercettazioni e più tempo concesso alle vittime di violenza per chiedere il risarcimento all’apposito fondo dello Stato. C’e’ anche la proroga dello stato di emergenza di Genova e la conferma del bonus verde per il 2020. 

 Queste alcune delle modifiche alla manovra in arrivo:

Tetrapak esclusi dalla plastic tax

Plastic tax a 50 centesimi al chilo e prodotti monouso in tetrapak esentati dall’imposta. Secondo le stime contenute nelle tabelle allegate, lo slittamento al 1 luglio del prossimo anno della plastic tax comporta una riduzione di 156,3 mln di incasso previsto.

Cala il gettito della sugar tax

Con lo slittamento della sugar tax al primo ottobre 2020 si stima un minor gettito di 175 milioni nel 2020. La tassa sulle bevande zuccherate è di 10 euro a ettolitro.

Robin Tax al 3,5%

Sale al 3,5% la Robin tax con platea ridotta per tre anni ai concessionari autostradali, portuali, aeroportuali e ferroviarie. Il minor gettito stimato, rispetto alla versione originale della misura che prevedeva l’applicazione della maggiorazione a tutti i concessionari, è di circa 455 milioni di euro.

Slitta a ottobre la stretta sulle accise per il gasolio

Slitta al primo ottobre 2020 la stretta sulle accise sul gasolio per autotrazione. I veicoli euro 3 vengono esclusi dal beneficio fiscale per la riduzione dell’accisa. La modifica comporta circa 30 milioni in meno nel 2020.

Più fondi al 5 per mille

Incrementati i fondi per il 5 per mille: 20 milioni nel 2021 e 25 milioni di euro annui a decorrere dal 2022. Le risorse per la liquidazione della quota del cinque per mille vengono rideterminate in 510 milioni di euro per il 2020, 520 milioni di euro per l’anno 2021 e 525 milioni di euro a decorrere dall’anno 2022.

Rivisto il bonus facciate

Esteso il bonus facciate alle società e integrato con gli interventi di risparmio energetico, ma ne limita l’ambito territoriale di applicazione. Esclusi, infatti, gli edifici presenti nella aree agricole e insediamenti industriali ma potranno usufruire del beneficio (con una detrazione al 50% invece che al 90%) chi ha un reddito di impresa.

La tassa sulle lotterie sale al 20%

Riviste la sugar e plastic tax, il governo per trovare le coperture fa salire il prelievo sulle vincite oltre i 500 al 20% a partire dal primo marzo (lotterie istantanee come i Gratta e Vinci). Dal 15 gennaio, il prelievo sale al 20% sopra i 200 euro nel caso delle vincite alle new slot, le Vlt. Rivisti anche il Preu e il payout (al 65%). La norma, secondo le stime, dovrebbe portare maggiori entrate per 309 milioni di euro.

Niente stretta per le detrazioni sanitarie

Salta la stretta sulle detrazioni per le spese sanitarie al 19% che saranno quindi interamente detraibili e senza vincoli di reddito. La manovra 2020 introduceva una rimodulazione degli sconti che portava prima a una riduzione e poi (tra 120 mila e 240 mila euro) all’eliminazione dell’agevolazione per i redditi oltre i 240.000 euro. 

La Cina punta a eliminare la tecnologia straniera dai computer delle agenzie governative e di altri uffici pubblici nei prossimi tre anni, in un nuovo segnale di escalation con gli Stati Uniti sul piano della tecnologia. Tra i venti e i trenta milioni di hardware, scrive il Financial Times, potrebbero essere sostituiti con sistemi sviluppati internamente in base a una formula, il “3-5-2”, che indica un rimpiazzo del 30% di computer il prossimo anno, del 50% nel 2020, e del 20% nel 2022. La mossa è in linea con una legge approvata nel 2017 sulla Sicurezza Informatica, e con le ambizioni di Pechino di ridurre la propria dipendenza dalla tecnologia straniera per sostenere lo sviluppo di sistemi interni, contenuta anche nella strategia Made in China 2025 per lo sviluppo del manifatturiero avanzato, scomparsa dai media statali per evitare di irritare gli Stati Uniti, ma mai accantonata dai dirigenti cinesi.

La mossa si andrebbe a ripercuotere sui colossi della tecnologia a stelle e strisce, tra cui il quotidiano londinese cita Hp, Dell e Microsoft, che in Cina generano ricavi per 150 miliardi di dollari l’anno, anche se, secondo le stime del gruppo di consulenza Jefferies, una buona parte di questi ricavi provengono dal settore privato. La pressione sul piano di eliminazione della tecnologia straniera dai suoi apparati chiave svelato dal Financial Times – a cui Pechino starebbe pensando già dal 2014 – sarebbe ora più forte a causa degli attriti con gli Stati Uniti: in primo piano c’è la disputa tariffaria, su cui Pechino dichiara oggi di auspicare un accordo “il prima possibile”, ma è soprattutto sulla tecnologia che si concentrano le attenzioni a livello internazionale. 

Huawei nel mirino degli Usa

In particolare, è il colosso delle telecomunicazioni, Huawei, a essere nel mirino di Washington con un bando di vendita di tecnologia Usa al gruppo – ora in standby in attesa degli sviluppi sulla disputa tariffaria con la Cina – e con una campagna per convincere gli alleati europei a non affidarsi al gruppo di Shenzhen per lo sviluppo delle reti 5G. Intanto, Huawei punta a espandere il numero di suoi prodotti che avranno il proprio sistema operativo, Harmony (Hongmeng, in cinese), a partire dal prossimo anno: il piano è stato confermato oggi da un portavoce del gruppo, anche se non c’è, al momento, l’intenzione di installare il sistema operativo sviluppato internamente su devices mobili e sui computer.

Il gigante di Shenzhen non è l’unico gruppo nel mirino di Washington: altri 28 tra enti e gruppi delle tecnologie per l’intelligenza artificiale – tra cui aziende come Hikvision, Megvii, iFlyTek e SenseTime – sono finiti a ottobre scorso sulla black list del Dipartimento del Commercio Usa per le accuse di coinvolgimento in violazioni dei diritti umani nella regione autonoma nord-occidentale cinese dello Xinjiang.

Una guerra fredda tech?

Il profilarsi del decoupling tecnologico tra Cina e Stati Uniti e il rischio di una guerra fredda tech tra le prime due potenze economiche mondiali, sono stati toccati il mese scorso a Pechino, in occasione del New Economy Forum di Bloomberg. Il fondatore di Microsoft, Bill Gates, si è detto perplesso sull’ipotesi di separare o di limitare la condivisione della ricerca scientifica.

Gli Stati Uniti, ha detto, hanno sempre tratto vantaggio da una ricerca scientifica apertamente condivisa e, a suo modo di vedere, è impensabile abbandonare questo tipo di approccio. Appelli dai toni ancora più forti sono arrivati da altri ospiti al forum, tra cui il co-fondatore di Yahoo, Jerry Yang, secondo cui il clima attuale di diffidenza nella cooperazione tecnologia tra Washington e Pechino potrebbe “mettere a dura prova” lo sviluppo tecnologico in futuro.

Il presente sembra, però, andare in un’altra direzione: già a luglio scorso Hp, Dell e Microsoft, figuravano tra i gruppi Usa elencati dal Nikkei che stavano considerando di portare una parte, il 30%, della loro produzione di laptop via dalla Cina, in risposta all’intensificarsi della diatriba sul commercio tra Cina e Stati Uniti. Oltre a loro, anche altri giganti dell’informatica, come Apple, Nintendo e Google avevano dato segnali di volere spostare parte della loro produzione al di fuori della Cina.

Una soluzione alla disputa sulla supremazia tecnologica sembra farsi sempre più urgente: secondo il Global AI Index pubblicato settimana scorsa dal gruppo di giornalisti investigativi Tortoise, che prende in esame 54 Paesi, gli Stati Uniti rimangono il primo Paese al mondo per lo sviluppo delle tecnologie di intelligenza artificiale, ma la Cina è destinata a superarli entro i prossimi dieci anni. 

Il 15 dicembre è un giorno decisivo per il negoziato tra Usa e Cina: in mancanza di un’intesa tra le due parti scatteranno nuovi dazi.

Gli Usa applicheranno una tariffa del 15% su altri 150-160 miliardi di merci importate dalla Cina.

Pechino potrebbe rispondere applicando un’aliquota del 7,5% su 50 miliardi di dollari di merci importate dagli Usa. Con l’aggiunta di questi altri dazi il totale dell’import-export tra i due Paesi su cui applicare nuove tariffe sarebbe esaurito.

Calcolando i rialzi tariffari già annunciati, con i 160 miliardi di merci cinesi aggiuntive colpite dai dazi Usa e con i 50 miliardi di merci Usa appesantite dai dazi cinesi tutto il commercio bilaterale tra Usa e Cina sarebbe incluso nella guerra e lo scontro, a quel punto, potrebbe riguardare le aliquote e non più le tipologie di merci.

Secondo il Wall Street Journal questo rischio torna ora di attualità. Molti analisti avevano ipotizzato che le tariffe sull‘import dalla Cina di beni che vanno dagli smartphone agli abiti, era stato disinnescato, dopo che gli Stati Uniti e la Cina avevano raggiunto una tregua provvisoria a metà ottobre.

Ma le parole pronunciate dal presidente Donald Trump all’inizio della scorsa settimana, quando ha fatto sapere che Washington è disposta ad aspettare fino a dopo le elezioni presidenziali del prossimo anno per concludere un accordo commerciale limitato con Pechino, ha fatto riemergere lo spettro di una nuova sfida per l’economia globale. 

Viene presentato il “World Energy Outlook 2019“. Introduzione di Fatih Birol – Direttore Esecutivo Agenzia Internazionale dell’Energia. Dibattito alla presenza di Emma Marcegaglia – Presidente Eni, e Claudio Descalzi – Amministratore Delegato Eni. Modera Mario Sechi – Direttore Agi. Conclusioni di Giuseppe Conte – Presidente del Consiglio dei Ministri 

Segui la diretta

Il World Energy Outlook (WEO) è la pubblicazione a cura dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE). Oggi più che mai, coloro che sono chiamati a prendere decisioni in ambito energetico devono farlo esaminando la situazione attuale in maniera attenta, basandosi sulle evidenze, e valutando le implicazioni derivanti dalle loro scelte. Il World Energy Outlook non fornisce una previsione di quello che accadrà in futuro. Mette invece a disposizione scenari che esplorano e analizzano diversi possibili futuri, le azioni, o inazioni, che li determinano e le interconnessioni tra le differenti parti del sistema.

Oggi

La domanda mondiale di energia è ancora largamente soddisfatta da fonti fossili (31% oil, 27% carbone e 23% gas). Guardando alla sola generazione elettrica, le principali fonti sono: carbone (38%), gas (23%) e idroelettrico (16%). L’eolico rappresenta il 5% e solare fotovoltaico il 2%. In tale contesto, tra le maggiori incertezze emergono: la sostanziale stabilità del mercato petrolifero nonostante le incertezze geopolitiche, la necessità di ridurre le emissioni pur a fronte di un trend della CO2 che continua a crescere (nel 2018 massimo storico), la necessità di fornire accesso universale all’energia a fronte di  850mln di persone che ancora oggi vivono senza elettricità.

In futuro

Nel lungo termine si possono intraprendere percorsi alternativi:

Continuare a muoversi lungo la traiettoria attuale (Current Policies Scenario – CPS) con una domanda energetica che cresce del 1.3% l’anno da qui al 2040 e le emissioni di CO2 che crescono di un quarto.
Seguire una strada che prenda in considerazioni le nuove politiche e target ad oggi dichiarati (Stated Policies Scenario – STEPS*) con una domanda globale di energia che cresce dell’1% l’anno, con tutte le fonti energetiche – ad eccezione del carbone – in crescita e con emissioni che aumentano senza registrare un picco entro il 2040.
Intraprendere uno scenario in linea con gli obiettivi di Parigi (Sustainable Development Scenario – SDS) che porti a una domanda globale di energia nel 2040 inferiore ai valori attuali ed emissioni di CO2 che diminuiscono fino a raggiungere il livello net-zero nel 2070.

Nel definire il percorso da seguire sicurezza energetica ed emissioni rimangono centrali. In particolare, sul fronte della sicurezza energetica, gli Stati Uniti giocano un ruolo sempre più importante nel panorama energetico mondiale (rappresentano l’85% della crescita globale di petrolio e il 30% di quella gas da qui al 2030) determinando un minor peso dell’OPEC e della Russia sulla produzione petrolifera mondiale (47% nel 2030 vs 55% nei primi anni 2000); il  Medioriente rimane il principale fornitore di petrolio a livello globale (lo stretto di Hormuz rimane una delle rotte principali); l’aumento della flessibilità del sistema power diventa fondamentale per mantenere il passo con il crescente fabbisogno di elettricità (nello scenario STEPS* il solare PV diventa la principale fonte per capacità installata nel mondo). Sul fronte dell’efficienza energetica è necessario un continuo miglioramento: nel 2018 l’intensità energetica dell’economia mondiale si è ridotta solo dell’1,2%, un valore ben inferiore al 3% annuo che sarebbe necessario nello scenario SDS.

Su scala geografica, le economie emergenti ridefiniranno l’andamento dei flussi energetici con la Cina che rimane il primo consumatore energetico in tutti gli scenari mentre l’India è la regione con la maggior crescita della domanda energetica. L’80% del commercio petrolifero internazionale nel 2040 (nello scenario STEPS) è destinato all’Asia, in parte dovuto al raddoppio delle importazioni in India. In tale area rimane comunque aperta la sfida tra carbone, gas naturale e rinnovabili per fornire elettricità e calore alle economie emergenti asiatiche. La domanda energetica cresce anche in Africa per effetto di una rapida crescita della popolazione che entro il 2040 supererà oltre 2 miliardi (aumentando di oltre 600 mln solo nelle città). In tale continente sarà presente l’opportunità di seguire uno sviluppo a bassa intensità carbonica facendo leva sulle risorse energetiche domestiche tra cui rinnovabili, gas ed efficienza energetica. Grazie alle recenti scoperte, il gas rimane centrale a supportare la crescita industriale del continente e offre una buona fonte di flessibilità per il power.

Per costruire uno scenario sostenibile le emissioni devono invertire rotta puntando a NET ZERO EMISSION al 2070 e per raggiungere tale obiettivo è necessario un impegno condiviso.

Non esiste un’unica fonte e una sola soluzione ma tutti i settori energetici devono essere coinvolti per traguardare l’obiettivo di NET ZERO EMISSION al 2070. La riduzione del gap di emissioni al 2050 tra gli scenari STEPS e SDS sarà possibile grazie a: efficienza energetica (37%), rinnovabili (32%), CCUS (9%), fuel switching (8%), nucleare (3%) e altro (12%). In ogni caso, nel processo di transizione vanno considerate le emissioni vincolate nella configurazione del sistema energetico attuale (le centrali a carbone sono ad oggi responsabili del 30% delle emissioni e molti di questi impianti sono ancora giovani) e le reti gas possono offrire uno strumento cruciale di flessibilità anche nel lungo termine grazie a prodotti come l’idrogeno low-carbon e il biometano.  Una grand coalition che coinvolga i governi, gli investitori, il settore privato e chiunque sia impegnato nel combattere il cambiamento climatico è una soluzione fortemente auspicabile per raggiungere l’obiettivo di uno scenario sostenibile.

“Quella che stanno facendo la Lega e Salvini è una campagna terroristica per spaventare le persone su una cosa che è molto tecnica e che di fatto non cambia nulla rispetto a prima”. Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ospite a ‘Mezz’ora in piu”, su RaiTre, insistendo che si “sta facendo molta confusione su questa vicenda” e che La lega sta mostrando “un cinismo sorprendente”.

“Quella sul Mes è una discussione che ci sarebbe stata comunque – ha proseguito Gualtieri – a prescindere da questo dibattito sopra le righe, ma è avvenuta in un contesto in cui la Lega, Salvini e Borghi con cinismo hanno iniziato a fare una campagna terroristica per spaventare le persone”. “Se Salvini non riesce a esprimersi con competenza sulla Nutella, è evidente che la competenza sul Mes è scarsa”, aggiunge Gualtieri.

“Sulla manovra eccessi di drammatizzazione”

“Non penso che ci sia una crisi e che si andrà a votare a gennaio”, aggiunge Gualtieri, secondo il quale nel dibattito sulla legge di bilancio “i problemi, le criticità esistono ma li stiamo superando bene. A volte c’e’ una tendenza eccessiva di drammatizzazione, ma resta la mia fiducia. Io sono sempre stato tranquillo”.

La manovra, afferma Gualtieri, “salda il conto del Papete ed è riuscita a fare un miracolo”. “C’e’ stato un dibattito vivace per usare un eufemismo – ha osservato Gualtieri – c’è spesso una attenzione eccessiva al giorno per giorno e troppa poca capacità di tenere i nervi saldi e di guardare le cose un po’ più in prospettiva”. E ha aggiunto: “Io ho l’ottimismo della volontà, altrimenti non mi sarei imbarcato in quest’avventura – ha proseguito il ministro – è stata una settimana impegnativa per definire l’impianto definitivo della manovra e all’Ecofin”. 

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