Newsletter
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

AGI –  È record di miliardari in Cina nell’anno segnato dall’epidemia di Covid-19. Sono 878 in totale, 257 in più rispetto allo scorso anno: un risultato dovuto soprattutto alle molte Ipo e alla crescita dei settori della new economy. In cima alla Hurun List, che traccia la classifica annuale dei più ricchi di Cina, rimane per il terzo anno consecutivo il fondatore di Alibaba, Jack Ma: la sua fortuna è cresciuta del 45% a 58,8 miliardi di dollari, sostenuta dalle buone performance della piattaforma di e-commerce e dall’imminente Ipo del colosso fintech Ant Group.

Il fondatore del gigante dell’e-commerce è tallonato da Pony Ma Huateng, creatore di TenCent, la piattaforma che gestisce la app di messaggistica e servizi WeChat, a quota 57,4 miliardi di dollari. Sul podio anche Zhong Shanshan, a capo del colosso dell’acqua in bottiglia Nongfu, popolarissima in Cina, con un patrimonio di 53,7 miliardi di dollari dopo il debutto del titolo alla Borsa di Hong Kong a settembre scorso.

“Quest’anno ha visto il più grande incremento di ricchezza nei 22 anni della Hurun List”, ha commentato il presidente e ricercatore capo della Hurun List, Rupert Hoogewerf, che conta cinque nuovi miliardari in dollari in Cina a settimana nell’ultimo anno. “Il mondo non ha mai visto una tale ricchezza creata in un solo anno. Gli imprenditori cinesi hanno fatto molto meglio delle attese. Nonostante il Covid-19, sono cresciuti a livelli record”, e con la ricchezza accumulata, che ha superato il traguardo dei quattromila miliardi di dollari, più del prodotto interno lordo della Germania, sono, da soli, la quarta economia mondiale.

La ricchezza concentrata in sei città

La ricchezza si concentra, in gran parte, in sei città (Pechino, Shenzhen, Shanghai, Hangzhou, Guangzhou e Suzhou) che ospitano la meta’ dei nomi presenti sulla lista. L’epidemia ha pesato sulle fortune individuali soprattutto nei primi due mesi, mentre a marzo e aprile scorsi si è verificata una ripresa a V, e da giugno in poi la new economy, e soprattutto il digitale, ha registrato livelli record.

Nella classifica di quest’anno, figurano 743 volti nuovi: un record, a partire dal terzo classificato. L’e-commerce ha fatto registrare le migliori performance: oltre ad Alibaba, tra i casi di maggiore successo c’è quello del 41enne Wang Xing, proprietario del colosso del food delivery Meituan, che ha quadruplicato il suo patrimonio, oggi a quota 52 miliardi di dollari, e tredicesimo in classifica; scala posizioni anche Colin Huang Zheng, fondatore di Pinduoduo, che a quaranta anni è il più giovane imprenditore a figurare nella top ten, con un patrimonio di 32,4 miliardi di dollari.

Penalizzato dalle difficoltà geopolitiche è Ren Zhengfei, il fondatore di Huawei: la sua fortuna è calata del 10% nell’ultimo anno, ed è oggi a quota 2,8 miliardi di dollari. Sorride il fondatore della rivale Xiaomi, Lei Jun: il suo patrimonio si è più che raddoppiato, a quota 25 miliardi di dollari, trainato anche dalla crescita del titolo in parte a causa delle sanzioni inflitte dagli Usa al colosso delle telecomunicazioni di Shenzhen.

AGI – La Commissione europea ieri ha emesso obbligazioni per 17 miliardi di euro nell’ambito dello strumento Sure per la cassa integrazione Ue. L’emissione consisteva in due tipi di obbligazioni, con 10 miliardi di euro da rimborsare nell’ottobre 2030 e 7 miliardi di euro nel 2040. L’interesse degli investitori per questi bond, che godono di un alto rating, è stato molto forte e le obbligazioni sono state sottoscritte oltre 13 volte in eccesso rispetto a quanto richiesto dall’Ue ai mercati. Una domanda che, secondo quanto afferma una nota della Commissione, ha determinato condizioni di prezzo favorevoli per entrambe le obbligazioni.

“Per la prima volta nella storia, la Commissione emette obbligazioni sociali sul mercato per raccogliere fondi che aiuteranno a mantenere le persone al lavoro”, ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Questo passo senza precedenti corrisponde ai tempi straordinari in cui stiamo vivendo”, ha aggiunto.

“Con questa operazione, la Commissione europea ha compiuto un primo passo per entrare nella massima serie dei mercati globali dei capitali di debito”, commenta il commissario europeo al Bilancio Johannes Hahn. “Il forte interesse degli investitori e le condizioni favorevoli in cui è stata collocata l’obbligazione sono un’ulteriore prova del grande interesse per le obbligazioni dell’Ue”, ha aggiunto il politico austriaco. “Il carattere di ‘obbligazione sociale’ dell’emissione ha contribuito ad attrarre investitori che desiderano aiutare gli Stati membri dell’Ue a sostenere l’occupazione in questi tempi difficili”, ha concluso.

Soddisfazione anche da parte del commissario Ue, Paolo Gentiloni, che su Twitter scrive:  “L’emissione di bond per Sure è stata più di un’operazione di mercato di successo: è stato un enorme voto di fiducia nel piano di ripresa dell’Unione europea e nel nostro futuro economico comune”. 

AGI – Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, assicura che il governo conferma le stima di crescita della Nadef nonostante la seconda ondata di Covid-19 e ritiene che lo scenario per il 2021 potrebbe anche essere migliore del previsto. “Se riusciremo a contenere la ripresa delle infezioni da Covid-19 con misure selettive, sono fiducioso che i risultati del 2020-2021 non saranno lontani – spero migliori – da quanto previsto per quanto riguarda il 2021”, ha spiegato in un’intervista al Sole 24 Ore.

“L’approccio che il Governo ha adottato nell’impostazione della legge di bilancio è allineato con le indicazioni formulate dalla Commissione europea, anche su richiesta del governo italiano, e approvate dai ministri delle Finanze”, ha sottolineato il titolare del Mef. Tra le misure “più significative” dell’azione di governo, Gualtieri ha ricordato “il nuovo piano Transizione 4.0 (l’evoluzione di Industria 4.0; ndr) rafforzato” che “partirà dal 1 gennaio, cosi’ come i principali progetti infrastrutturali o a quelli legati alla decarbonizzazione, alla digitalizzazione della Pa, alla banda ultralarga, alle infrastrutture sociali, che naturalmente saranno completati nell’orizzonte pluriennale del piano”.

Un piano che fa pendant con il 110% in materia di edilizia, tanto che Gualtieri aggiunge: “Questa è una delle misure di più forte impatto, è già operativa e sarà finanziata con la componente prestiti per la parte già in vigore e con quella sovvenzioni (grants) per la sua estensione oltre il 2021”.

Poi il titolare del dicastero di XX Settembre a Roma afferma che “nei decreti legati all’emergenza Covid” sono state stanziate “risorse significative anche per il 2021 e per gli anni seguenti: dall’eliminazione delle clausole Iva ai due miliardi per gli investimenti degli enti territoriali, ai consistenti stanziamenti per scuola, università, ricerca, imprese”.

E facendo i conti precisa: “Sono 31 miliardi per il 2021 che, insieme ai circa 15 del Next Generation Eu, portano la manovra effettiva del 2021 a 70 miliardi. È quindi una manovra fortemente espansiva, come richiesto dal ciclo economico, tutt’altro che basata solo su misure di corto respiro” e “al contrario prevediamo riforme epocali come l’assegno unico e quella dell’Irpef e un programma di investimenti senza precedenti”, assicura Gualtieri.

La “Tax compliance” su cui punta il governo potrebbe potrebbe portare “diversi miliardi aggiuntivi” da impiegare per la riforma del Fisco: lo ha affermato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in un’intervista al Sole 24 Ore. La manovra di bilancio è “fortemente espansiva, come richiesto dal ciclo economico, tutt’altro che basata solo su misure di corto respiro. Al contrario prevediamo riforme epocali come l’assegno unico e quella dell’Irpef e un programma di investimenti senza precedenti”, ha sottolineato Gualtieri.

Sulla riforma fiscale “gli 8 miliardi sono disponibili nel percorso definito dalla Nadef e dalla legge di bilancio, e non richiedono coperture”, ha spiegato il titolare del Mef, “a queste somme vanno poi aggiunti i maggiori introiti strutturali derivanti dalla tax compliance, per i quali abbiamo previsto un apposito fondo per la fedeltà fiscale. Per ragioni prudenziali non abbiamo indicato una cifra ex ante, ma siamo fiduciosi, in base al trend riscontrato prima dell’emergenza, che ex post ci saranno diversi miliardi aggiuntivi che potremmo utilizzare per l’attuazione dei vari moduli della riforma”.  

AGI – Cdp ha presentato l’offerta con Blackstone e Macquarie per l’acquisto dell’88,06% di Aspi detenuto da Atlantia. Proprio in attesa che il Cda di Cdp mettesse nero su bianco l’offerta per Autostrade, il Cda di Atlantia si era aggiornato a domani.  L’obiettivo di Cdp è quello di proporre ad Atlantia la sottoscrizione, entro il 28 ottobre 2020, di un memorandum of understanding tra tutte le parti che disciplini in dettaglio i principali termini e condizioni dell’operazione. Dalla data di firma del memorandum of understanding, e per circa 10 settimane, Cdp Equity, Blackstone e Macquarie effettueranno la due diligence ad esito della quale potranno rapidamente finalizzare un’offerta finale per l’acquisto della partecipazione in Aspi.

Al riguardo, nell’ottica di continuare proficuamente le discussioni tra le parti, nell’offerta è stata, tra l’altro, rappresentata l’aspettativa degli offerenti che il Consiglio di Amministrazione di Atlantia rinvii l’Assemblea per la scissione già convocata per il 30 ottobre, che sottende un’operazione diversa da quella prospettata. L’operazione prevede anche la sottoscrizione di un term sheet volto a disciplinare i principali termini e condizioni e gli assetti di governance di una società di nuova costituzione partecipata da CdpEquity quale primo azionista, Blackstone e Macquarie, che sarà utilizzata per la realizzazione dell’investimento.

Il fondo Tci sale al 10% di Atlantia

Intanto, il fondo Tci ha aumentato la sua partecipazione nel capitale di Atlantia, portandola oltre la soglia rilevante del 10%. Il fondo guidato da Chris Hohn starebbe consolidando la sua posizione per avere maggiore peso nell’assemblea dei soci del prossimo 30 ottobre, soprattutto nel caso in cui venga ricevuta un’offerta non soddisfacente da parte di Cdp. Tci, in una serie di dichiarazioni, ha considerato accettabile per Aspi un valore rientrante nella forbice tra 11 e 12 miliardi di euro per il 100% del capitale, specificando che in assenza di un processo competitivo e di un’offerta attrattiva sia preferibile la scissione e quotazione di Aspi in Borsa, operazione oggetto di esame proprio dell’assemblea degli azionisti di Atlantia convocata per il 30 ottobre prossimo. Sempre riguardo all’assise di fine mese, c’è poi l’altra questione concernente l’offerta di Cassa che non dovrebbe essere vincolante. Perché venga rinviata o aggiornato l’ordine del giorno sarebbe necessario portare davanti ai soci un’offerta vincolante. 

Polemica politica su Blackstone e Macquarie

Sulle ipotesi di assetto futuro di Autostrade si sono accese polemiche politiche. In particolare, le forze di opposizione hanno sollevato perplessità sulla composizione azionaria di Autostrade che con l’ingresso di Blackstone e Macquarie sarebbe di fatto straniera. “Spero davvero che le notizie che abbiamo letto finora sulla trattativa tra Cdp e Aspi vengano smentite. Sembra confermato infatti che ad acquistare le quote di Aspi siano, in maggioranza, fondi stranieri come Blackstone e Macquarie, molto aggressivi dal punto di vista della gestione. Inoltre vorrei ricordare che dentro Aspi ci sono già soci Allianz e il Silk Road Fund”, ha dichiarato il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. “Stiamo quindi mettendo la nostra principale infrastruttura autostradale nelle mani di fondi americani, australiani, cinesi e tedeschi. Non c’è patto di sindacato che esista, questo assetto non garantirà certo le risorse necessarie per ammodernare e sviluppare la nostra rete. Ma al Governo si stanno accorgendo di quanto sta accadendo?”, si è chiesto il senatore. 

Sulla stessa linea il deputato e responsabile nazionale Infrastrutture della Lega Edoardo Rixi: “La trattativa su Aspi – ha affermato – è in aperta contraddizione con quanto sempre dichiarato dall’esecutivo Pd-M5S che davanti agli italiani hanno sempre sbandierato di voler riportare sotto il controllo pubblico Autostrade, ma nei fatti stanno consegnando nelle mani di fondi esteri il 70% delle quote”.

Sul punto, ieri la ministra delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli aveva detto che a garanzia di tutta l’operazione c’è Cdp. “Credo che il modello che ha in testa Cdp ovvero da un lato avere partner italiani insieme a partner stranieri che rendono l’operazione più di mercato e dall’altra il fatto che Cdp abbia la governance e quindi la guida della più grande azienda concessionaria del nostro paese” sia una garanzia, ha detto la ministra. 

Intanto gli investitori credono in una soluzione della vicenda e oggi il titolo Atlantia ha chiuso in rialzo del 4,62% a 15,29 euro per azione, miglior titolo del Ftse Mib. 

AGI – “Fare presto“: questo l’invito espresso dal presidente della Bce Christine Lagarde per il Recovery Fund. I leader politici devono muoversi, a suo dire, “rapidamente” e attuare un piano che sia valido.”Se le risorse non fossero mirate, se scomparissero nella macchina amministrativa e non venissero investite nell’economia reale per spingere i nostri Paesi verso il digitale e il ‘green’, allora avremmo perso un’occasione storica per cambiare direzione”, ha spiegato il numero uno dell’Eurotower.

“L’obiettivo è poter erogare le risorse all’inizio dell’anno prossimo”

In merito alle preoccupazioni sul fatto che i fondi per il salvataggio possano arrivare troppo tardi, Lagarde ha detto: “L’obiettivo della Commissione Europea è di poter erogare il denaro all’inizio del 2021 e questo deve essere assolutamente rispettato”. “Spetta ora agli Stati membri, che devono presentare i loro piani di recupero – alcuni sono già stati fatti – e alla Commissione, che deve rivederli rapidamente”, ha aggiunto. 

La risposta della Bce alla crisi

“La crisi sta trasformando le nostre economie e possiamo scegliere di rendere il nostro percorso di crescita più verde, più intelligente e più digitale. Alla Bce siamo determinati a sostenere questa tendenza e continueremo a sviluppare una politica monetaria accomodante, come giustificato dalle circostanze economiche”, ha assicurato Lagarde.

Finora utilizzati 590 miliardi del programma Pepp 

intanto oggi secondo le ultime cifre, salgono a 15,85 miliardi gli acquisti fatti dalla Bce nell’ambito del suo programma straordinario di acquisti (Pepp) nel corso della settimana chiusa il 16 di ottobre. Il dato è  in aumento rispetto ai 13,4 miliardi della settimana precedente. Sempre nell’ultima settimana, nell’ambito del programma Qe, gli acquisti sono calati di 1,888 miliardi (da +10,5 miliardi).  Per quanto riguarda il Pepp, Lagarde ha fatto sapere su 1.350 miliardi nei quali consiste il programma di acquisti ‘Pepp’, sono stati utilizzati finora 590 miliardi. 

AGI – Meno incidenti sulle strade italiane con il lockdown, con un risparmio per le compagnie assicurative quantificato in 1,3 miliardi di euro. A fare i conti è il presidente dell’Ivass, Daniele Franco, che intervenuto all’assemblea annuale dell’Ania ha spiegato come tra il primo febbraio e il 15 settembre i sinistri siano calati del 35-40% rispetto allo stesso periodo del 2019, con il combined ratio Rc Auto sceso dal 100 all’86%, vista la minore circolazione di veicoli causata dalla pandemia di Covid.

Ha affermato Franco: “Gli oneri per sinistri sono diminuiti del 9%, da 14,4 a 13,1 miliardi”. E ha ricordato come l’Ivass abbia già auspicato nei mesi scorsi iniziative da parte delle compagnie a beneficio degli assicurati: “Iniziative in favore degli assicurati – ha evidenziato – che in molti casi sono state avviate. Stiamo ora acquisendo dalle compagnie – ha aggiunto il presidente dell’Authority – un quadro organico e aggiornato di queste misure per meglio comprenderne la tipologia e la portata”. 

L’assemblea annuale è stata aperta dalla presidente Bianca Maria Farina e ha visto, tra gli ospiti intervenuti in videoconferenza, il premier Giuseppe Conte e il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli.

– Farina, vogliamo contribuire al rilancio del Paese

Il settore assicurativo è pronto a dare il suo contributo al rilancio dell’economia, ha sottolineato la presidente dell’Associazione nazionale tra le imprese assicuratrici. “Siamo un settore con un peso rilevante nel Paese – ha detto – e possiamo essere parte fondamentale per il piano di ripresa dell’Italia. Vogliamo essere al fianco delle Istituzioni e di tutte le forze produttive e sociali per dare il nostro contributo attraverso gli assi portanti della nostra mission e porre solide basi per lo sviluppo di una economia sostenibile“.

Ma secondo Farina, perché l’industria assicurativa possa continuare a svolgere la sua attività di investitore istituzionale, “è urgente disporre di un quadro di regole più flessibili” ed è importante “procedere speditamente verso una indispensabile e generalizzata opera di semplificazione e proporzionalità delle regole”. 

Sul fronte della Rc auto, Farina ha riferito che nei primi otto mesi dell’anno, i premi sono diminuiti di oltre il 5% e, nella stessa misura, è sceso il premio medio per veicolo. “Questo andamento – ha spiegato – ha riflesso la decisione annunciata dalle compagnie di agevolare gli assicurati che non avevano utilizzato il veicolo durante il lockdown. Infatti, la frequenza sinistri era sensibilmente scesa nei mesi di chiusura, per poi risalire progressivamente nei mesi estivi verso i valori del 2019”.

Farina ha quindi fatto notare che “nell’ampio spazio da aprire per le riforme, si potrebbe finalmente cogliere l’occasione per ripensare in maniera strutturale l’impianto normativo dell’assicurazione auto, con l’obiettivo di ridurne ulteriormente il costo complessivo per la collettività, unica – sottolineo unica – strada per ridurre i prezzi a favore di tutti, favorendo comportamenti virtuosi ed evitando costi non necessari”. Inoltre, ha aggiunto, “si renderebbe il sistema pronto al processo di evoluzione della mobilità e agli obiettivi di digitalizzazione e sostenibilità del Paese”. 

– Il premier Conte, settore con solidi fondamentali

“La perdurante solidità dei fondamentali del settore, che ha resistito allo stress test della congiuntura pandemica è un grande esempio della resilienza della nostra Italia“, ha affermato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. “Lo dimostra – ha aggiunto – l’indice di solvibiltà medio delle compagnie, che si attesta a livelli adeguati, nonostante il forte calo nella raccolta premi, il flusso netto è restato positivo anche nella prima metà dell’anno. Non può esservi resilienza senza consapevolezza e senza cultura del rischio. Questo è il meritorio messaggio del settore assicurativo”.

– Patuanelli, lavoriamo insieme per il futuro dell’Italia

Le compagnie di assicurazioni sono chiamate alla sfida di rilanciare il Paese. Lo ha sottolineato il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, nel suo intervento all’assemblea dell’Ania. “Nel prossimo periodo ci aspetta la battaglia più importante e impegnativa – è stata la premessa – il rilancio del Paese per il quale anche le compagnie assicurative, che gestiscono gran parte del risparmio delle famiglie italiane, potranno mettere impegno e risorse a beneficio dell’economia reale e della crescita. Questa è la sfida che coinvolge tutti, in modo trasversale. Questo – ha proseguito – è il tempo di lavorare insieme, tracciando in maniera condivisa un percorso per il futuro che anche grazie ai vostri prodotti può fare anche meno paura”. 

Sul fronte dell’utilizzo dello strumento assicurativo contro le calamità naturali, poi, Patuanelli ha sottolineato che “è ancora troppo scarso” ed è opportuno avviare una partnership pubblico-privato. “Ho apprezzato – ha detto Patuanelli, in riferimento alla relazione della presidente dell’Ania Farina – che abbiate richiamato l’attenzione sull’importanza di investire su questo tipo di rischio. Condivido la vostra proposta sull’introduzione di una partnership pubblico-privata in tema di catastrofi naturali, che preveda tra l’altro uno strumento di assicurazione dei privati contro gli eventi naturali, evidenziando i temi della manutenzione pianificata di strutture obsolete e della messa in sicurezza del patrimonio immobiliare”. 

AGI – La Nasa ha scelto Nokia per costruire la prima rete di telefonia mobile sulla Luna. Lo ha annunciato il produttore finlandese precisando che si trattera’ di un sistema di comunicazione Lte/4G e che contribuira’ ad aprire la strada alla presenza umana sulla superficie lunare. Nokia dovrà costruire una rete Lte ultracompatta, a basso consumo energetico e resistente al clima dello Spazio.

I lavori dovrebbero essere completati entro il 2022. La rete mobile, realizzata dalla controllata Nokia Bell Labs, consentirà la trasmissione di dati tra cui funzioni di comando, controllo da remoto dei veicoli lunari, navigazione in tempo reale e trasmissione video ad alta definizione. “Reti di comunicazione affidabili, resistenti e ad alta capacita’ saranno la chiave per mantenere una presenza umana sulla superficie lunare”, ha detto Marcus Weldon, responsabile della tecnologia di Nokia e presidente dei Nokia Bell Labs, nel comunicato.

“Costruendo la prima rete wireless ad alta prestazione sulla luna, Nokia Bell Labs sta piantando la bandiera dell’innovazione oltre i confini convenzionali”, ha aggiunto Weldon. Secondo Nokia, la rete è stata appositamente progettata per resistere alle dure condizioni di lancio e di atterraggio lunare e per operare nelle condizioni estreme dello spazio, oltre a soddisfare le severe restrizioni di dimensioni, peso e potenza richieste dalla Nasa.

Questo accordo tra Nokia e Nasa fa parte del programma Artemis, che mira a stabilire basi funzionali sulla Luna entro la fine di questo decennio come fase preliminare a una futura spedizione su Marte. Al programma Artemis lo scorso settembre ha aderito anche l’Italia con un accordo bilaterale firmato dal sottosegretario Riccardo Fraccaro e dal numero uno della Nasa Jim Bridenstine.

La Cina cresce del 4,9% nel terzo trimestre, nell’ultimo segnale di ripresa dell’economia dopo le chiusure dovute al contenimento dell’epidemia di Covid-19, pur rimanendo al di sotto delle attese che davano la crescita al 5,2% nel periodo compreso tra luglio e settembre.

Secondo i calcoli dell’Ufficio Nazionale di Statistica di Pechino, su base congiunturale, la crescita tra luglio e settembre scorsi è stata del 2,7%. Nel secondo trimestre 2020, l’economia cinese era tornata in crescita, al 3,2%, dopo lo storico crollo dei primi tre mesi dell’anno, quando aveva registrato un calo del 6,8%.

Complessivamente, per i primi nove mesi del 2020, la crescita dell’economia cinese è stata dello 0,7%, riguadagnando il terreno perduto nei primi sei mesi dell’anno: a incidere sulle mancate aspettative del dato della crescita di oggi, secondo gli analisti, è soprattutto il forte aumento delle importazioni nel periodo tra luglio e settembre scorsi, con il picco del +13,2% registrato a settembre scorso. 

Segnali di tenuta della ripresa arrivano anche dai dati dell’economia relativi al mese scorso. La produzione industriale cresce per il sesto mese consecutivo totalizzando il risultato migliore registrato quest’anno, a un ritmo del 6,9% su base annua, al di sopra del 5,8% atteso dagli analisti, e in ulteriore crescita rispetto al 5,6% di agosto scorso.

Incoraggianti anche i dati dei consumi interni, che rimangono comunque lontani dai livelli pre-epidemia: le vendite al dettaglio sono cresciute del 3,3% a settembre, superando le aspettative di un +1,8%, e registrando segno positivo per il secondo mese consecutivo, dopo il +0,5% di agosto scorso. Gli investimenti fissi sono cresciuti dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2019, in linea con le attese. Si attenuano, contemporaneamente, i timori sul piano della stabilità sociale, con un rallentamento dell’indice di disoccupazione delle aree urbane, al 5,4% per il mese scorso, contro il 5,6% di agosto, e al di sotto del picco del 6,2% di febbraio scorso.

La Cina è l’unica grande economia prevista con segno positivo a fine anno, secondo le ultime stime del Fondo Monetario Internazionale, che prevede una crescita del gigante asiatico dell’1,9% per il 2020, mentre per il prossimo anno è prevista un’accelerazione all’8,2%. La ripresa della Cina è uno dei fattori principali che fanno ritenere al Fmi un contenimento del calo dell’economia a livello mondiale, oggi prevista al -4,4% a fine anno.

Mantenere la crescita è prioritario per Pechino, in un momento di “cambiamenti” e “turbolenze” a livello internazionale, spesso sottolineati dal presidente Xi Jinping, nei suoi discorsi pubblici: lunedì scorso, il primo ministro cinese, Li Keqiang, aveva chiesto “sforzi duri e autentici” per consolidare la ripresa. Ieri, il governatore della People’s bank of China, Yi Gang, ha assicurato che la Cina manterrà “un’accomodante politica monetaria per sostenere l’economia” nella ripresa dopo i lockdown dovuti al Covid-19, ora definito “sotto controllo”. In generale, ha aggiunto, “l’economia cinese rimane resistente, con un grande potenziale”.
 

AGI – L’auspicata ripresa del traffico aereo in autunno è svanita. Prima dell’arrivo di un inverno che si preannuncia molto rigido, per sopravvivere alla seconda ondata di Covid-19 le compagnie aeree chiedono aiuti, tagliano i costi e i posti di lavoro, studiano inediti pacchetti di viaggio o trovate turistiche come “i voli verso il nulla”.

“E’ una corsa contro il tempo. La variabile è il contante, le aziende muoiono di contante. Dobbiamo fare in fretta, molto molto in fretta”, sottolinea Stephane Albernhe, managing partner di Archery Strategy Consulting, mentre la stagione invernale – che inizia il 25 ottobre e termina a fine marzo – per il trasporto aereo sarà, con ogni probabilità, pessima. Con ricavi in calo nella prima metà dell’anno di quasi l’80% rispetto al 2019, le casse delle compagnie aeree mondiali hanno continuato a svuotarsi per finanziare costi fissi elevatissimi, secondo gli ultimi dati dell’International Air Transport Association (Iata). Dopo un leggero miglioramento a luglio, il traffico è nuovamente rallentato a settembre e le prenotazioni per l’ultimo trimestre preannunciano una fine di anno più che cupa, con un calo del 78% rispetto al 2019. L’atteso ritorno dei viaggiatori in business class non c’è stato. Le videoconferenze, che hanno preso piede durante il lockdown, restano il modo più sicuro di lavorare senza esporsi a rischi di contagio.

Il mancato ritorno a bordo

Non sono bastate le rassicurazioni da parte di esperti e compagnie aeree sul fatto che la sovrapposizione di misure di sicurezza sanitaria (distanziatori, mascherine, sanificazione) e sistemi avanzati di ventilazione e filtrazione dell’aria in cabina, tutelassero la salute dei passeggeri. “Il rischio di contrarre il Covid durante un viaggio (in aereo) è davvero molto, molto basso”, spiega David Powell, consulente medico di Iata. Per il settore, “la chiave” per un ritorno sicuro dei passeggeri a bordo risiede nell’implementazione su larga scala di test pre-imbarco come alternativa alla quarantena all’arrivo. Sono già in corso sperimentazioni a Milano, Roma, Francoforte, Bruxelles e Londra, ma anche nei Paesi del Golfo, tra le Hawaii e gli Stati Uniti, in Canada, in Asia, a Bogotà e all’aeroporto di Guarulhos-San Paolo in Brasile. Hong Kong e Singapore hanno appena annunciato un accordo di principio per consentire ai rispettivi residenti di viaggiare liberamente e senza quarantena tra le due città, a condizione che risultino negativi al coronavirus. In attesa della possibilità di effettuare i test su larga scala, la Iata suona il campanello d’allarme: con un’attività che resta in calo, le compagnie hanno bisogno di ulteriori aiuti governativi. 

Obiettivo sopravvivere, tra licenziamenti e aiuti di stato

Per cercare di tenere la testa fuori dall’acqua, molte compagnie aeree hanno già ottenuto, secondo la Iata, 160 miliardi di dollari di sostegno pubblico attraverso aiuti diretti, prestiti, strumenti di sostegno al reddito e sgravi o allentamenti fiscali. Ma in assenza delle riserve che si accumulano solitamente nel dinamico periodo estivo, molte compagnie “quest’inverno non ce la faranno”, ha avvertito il direttore generale di Iata, Alexandre de Juniac. Negli Stati Uniti, United Airlines e American Airline hanno licenziato 32.000 dipendenti a inizio mese dopo che a Washington non si è trovato l’accordo politico sul nuovo pacchetto d’aiuti al settore e a settembre sono non sono stati rinnovati gli aiuti che garantivano la paga degli stipendi.
Ryanair, che non ha ricevuto aiuti, ha annunciato giovedì che sta riducendo la sua capacita’ del 60% rispetto allo scorso inverno (dal 40% inizialmente previsto) e sta per chiudere le sue basi a Cork e Shannon, in Irlanda, e a Tolosa, in Francia, per tutta la prossima stagione.

I voli verso il nulla

In Asia le aziende stanno armeggiando con offerte su biglietti per cercare di fare cassa. In Australia, Giappone e Taiwan diverse compagnie hanno offerto “voli verso il nulla” che partono e atterrano nello stesso aeroporto per accontentare viaggiatori in astinenza, suscitando forti critiche da parte degli ambientalisti. Niente quarantene, niente tamponi, niente frontiere dunque. Qunat della Singapore Airlines, propone la cena a bordo di un A380 immobilizzato sull’asfalto, per un prezzo che va dai 33 ai 400 euro. Con “straordinario” successo, secondo l’azienda, che consegna anche vassoi per pasti a domicilio. 

AGI – Uber ha dichiarato che sta procedendo ad assumere 225 ingegneri in India per rafforzare il suo team tecnico nel suo mercato chiave all’estero, risparmiando così – secondo media del settore – sui costi del personale. Tra gli altri l’azienda di ride-hailing, che compete con Ola in India, ha dichiarato di aver assunto Manikandan Thangarathnam, che ha trascorso quasi 13 anni come direttore del settore ingegneria presso Amazon, e che guiderà il team di ingegneria a Bangalore.

La mossa arriva dopo che diversi ingegneri di alto profilo hanno lasciato Uber India negli ultimi mesi per unirsi a Google e Amazon, tra gli altri. Un ingegnere senior che ha recentemente lasciato Uber ha dichiarato al portale dedicato “TechCrunch” che molti dei suoi colleghi hanno perso fiducia nelle prospettive future di Uber nel paese.

Uber ha affermato che i suoi piani di espansione tecnologica in India sono in linea con la sua visione di rendere la mobilità e le consegne “più accessibili” e di diventare la “spina dorsale” dei sistemi di trasporto in migliaia di città in tutto il mondo.

La società ha recentemente assunto anche Jayaram Valliyur come direttore senior per guidare il suo team di tecnologia finanziaria globale. Prima di questo ruolo, anche Jayaram ha lavorato in Amazon, dove ha trascorso 14 anni.

Secondo media del settore, l’amministratore delegato di Uber Dara Khosrowshahi, punterebbe a delocalizzare in India il settore ingegneria dell’azienda per risparmiare sui sui costi. Secondo quanto riferito, Thuan Pham, chief technology officer di Uber, che ha lasciato l’azienda all’inizio di quest’anno, avrebbe ammonito che assumere più ingegneri così rapidamente in India “richiederebbe l’accettazione di candidati di qualità inferiore”.

Uber e Ola affermano entrambi di essere il servizio di taxi numero uno in India. Ma Rajeev Misra, il capo di SoftBank Vision Fund che è un investitore comune di entrambe le società, ha detto il mese scorso che Ola ha mantenuto un “piccolo vantaggio” su Uber in India. 

Flag Counter