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Roma. – Compie 80 anni la regina della danza italiana. Carla Fracci, inarrivabile ballerina da settant'anni sul palcoscenico, è nata a Milano il 20 agosto del 1936, ed è diventata danzatrice solista esattamente venti anni dopo, nel lontano 1956, calcando tuttora le scene con la sua classe e il suo intramontabile carisma. Tra i primi a farle gli auguri, questa mattina, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nel 2003 era stato un suo predecessore, Carlo Azeglio Ciampi, a insignire la Fracci del titolo di Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana. 

Grande diva del balletto italiano, la Fracci ha solcato i palcoscenici di tutto il mondo e duettato con i più celebri interpreti, da Rudolf Nureyev a Michail Barysnikov fino al nostro Roberto Bolle. Figlia di un tranviere, la Fracci sin da bambina si avvicina alla danza, complice un amico di famiglia orchestrale alla Scala. Dal 1946 studia alla scuola di ballo della Scala: "dotata, ma svogliata", la bolla la sua insegnante. Mai giudizio fu piu' ingeneroso. L'etoile brucia le tappe grazie a un talento unico ma anche a tanto lavoro e tanti sacrifici: si diploma nel 1954, incontra Luchino Visconti, che la vuole per lo spettacolo Mario e il mago. Diventa prima ballerina nel 1958, e spicca il volo: il Royal Ballet, lo Stuttgart Ballet, il Royal Swedish Ballet, poi nel 1967 l'American Ballet Theatre come artista ospite. Ha incarnato con eleganza Swanilda, Francesca da Rimini e un'indimenticabile Giulietta con Rudolf Nureyev. E' stata inarrivabile Giselle, ruolo in cui incanto' danzando avvolta in un costume di seta leggera. Una "Giulietta d'alto stile", come la defini' il poeta Eugenio Montale quando la vide danzare in 'Giulietta e Romeo' nel 1958. Il poeta premio Nobel le dedico' anche una poesia, 'La danzatrice stanca'.

"Ho danzato nei tendoni, nelle chiese, nelle piazze. Sono stata una pioniera del decentramento. Volevo che questo mio lavoro non fosse d'elite", ha dichiarato nella sua autobiografia. E nel suo repertorio ci sono anche "sperimentazioni" di alta poesia danzata come quella di Gelsomina, tratta da 'La strada' di Federico Fellini, e di Filumena Marturano, di Eduardo De Filippo. Ha interpretato Medea, Concerto barocco, Les demoiselles de la nuit, Il gabbiano, Pelleas et Melisande, Il fiore di pietra. Il marito e regista Beppe Menegatti si occupa della regia di quasi tutte le creazioni da lei interpretate. Nel 1982 compare nello sceneggiato RAI 'Verdi', diretto da Renato Castellani, dove interpreta il ruolo di Giuseppina Strepponi, soprano e seconda moglie del grande compositore. Alla fine degli anni ottanta dirige il corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli. Varie sono, negli anni successivi, le sue interpretazioni: Il pomeriggio di un fauno, Eugenio Onieghin, La vita di Maria, A.M.W. La bambola di Kokoschka, La primavera romana della signora Stone. Dal 1996 al 1997 dirige il corpo di ballo dell'Arena di Verona. Dal novembre del 2000 al luglio del 2010 dirige il corpo di ballo del Teatro dell'Opera di Roma. Dal giugno 2009 al 2014 e' stata Assessore alla Cultura della Provincia di Firenze. Ma non ha abbandonato il palcoscenico: con il Balletto del Sud, e' recentemente tornata nel ruolo della regina Thalassa in Sheherazade e le mille e una notte, e ancora e' riuscita a incantare il pubblico. Fedele a un imperativo sempre perseguito, come racconta nella sua autobiografia Passo dopo Passo: "Il pubblico avverte sempre quando un artista e' autentico, e' sincero, e dedicato fino in fondo. Soltanto con queste condizioni puo' nascere, nell'interpretazione, la magia". (AGI)

Roma – Compie 80 anni Robert Redford. Indimenticabile Bob Woodward in 'Tutti gli uomini del presidente', l'attore e regista e' stato tra i protagonisti della Hollywood anni '70. Nato il 18 agosto 1936 a Santa Monica, in California, Redford ha interpretato capolavori del cinema come 'La stangata' assieme a Paul Newman, 'Butch Cassidy', 'Come eravamo', 'I tre giorni del condor'. La passione per la recitazione e la cultura cinematografica ha portato Redford a fondare il Sundance Film Festival, nello Utah, tra gli eventi piu' prestigiosi dedicati al cinema indipendente. Vincitore di due premi Oscar, nel 1981 come regista di 'Gente comune', esordio dietro la macchina da presa, e nel 2002 alla carriera, Redford ha sempre affiancato il cinema all'impegno sociale. A 80 anni, in gran forma, Redford girera' in Colorado a settembre 'Our souls at night' assieme a Jane Fonda che sara' trasmesso su Netflix. (AGI) 

Berlino – "Per la prima volta sul mercato in quasi 65 anni…in una delle vie piu' ambite di Pacific Pasalides Riviera". Potrebbe essere un annuncio immobiliare qualsiasi, quello che fa riferimento alla villa al 1.500 di San Remo Drive nel distretto Pacific Pasalides a Los Angeles, poiche' non vi si trova alcun cenno al valore storico e morale di quella abitazione circondata da alberi e rifinitissima negli interni: li' Thomas Mann, proveniente da Zurigo e ancora prima in fuga dalla Germania nazista, visse dal 1939 al 1952 e li' scrisse uno dei suoi capolavori: "Doktor Faustus". "Dove sono io, li' e' la Germania", affermo' il premio Nobel per la Letteratura proprio negli Stati Uniti nel corso di una conferenza alla Library of Congress a Washington. La ripete' altre volte, quella frase, ad affermare il valore di una cultura e di una lingua contro l'oppressione in patria. La Germania democratica, allora, era al 1.550 di San Remo Drive, villa oggi in vendita per poco piu' di 14 milioni di dollari (17 a novembre scorso).

Un appello al governo tedesco, riporta Deutsche Welle, e' stato lanciato da intellettuali che fanno riferimento al 'Centro per le arti perseguitate' di Solingen, nella Renania settentrionale. La villa, afferma Juergen Kaumkoetter, dovrebbe essere acquistata dal governo ed essere "utilizzata come punto d'incontro per scrittori giovani, magari in sinergia con Villa Aurora", l'abitazione del romanziere tedesco Lion Feuchtwanger, amico di Mann, che si trova anch'essa nello stesso distretto di Los Angeles. Salvata dalla demolizione grazie all'intervento di una associazione berlinese, Villa Aurora e' grazie al sostegno finanziario della Germania un punto di riferimento per la cultura tedesca. (AGI) 

Londra – I buchi neri non sono dei "pozzi senza fondo", da cui nulla riesce a sfuggire: gli scienziati israeliani pubblicano oggi sulla rivista 'Nature' la prova piu' convincente, fino ad ora, di particelle che sono in grado di sfuggire all'enorme campo gravitazionale di un buco nero, fenomeno gia' previsto nel 1974 dal astrofisico britannico, Stephen Hawking. Il cosmologo formulo' la teoria secondo cui alcune 'informazioni' potrebbero sfuggire ai buchi neri sotto forma di energia, che viene indicata appunto come 'radiazione di Hawking'. Jeff Steinhauer e il suo gruppo hanno simulato presso l'istituto israeliano di tecnologia di Haifa un buco nero "acustico", con onde sonore al posto di onde di luce. Durante l'esperimento hanno visto che alcune particelle scivolano via dal suo raggio di azione (il cosiddetto 'orizzonte degli eventi'). Questo modello ha permesso loro di osservare un fenomeno simile a quello di Hawking, che fino a ora non era stato dimostrato empiricamente. (AGI) 

Roma – Domani, per Ferragosto, i musei statali italiani saranno aperti. L'elenco completo delle aperture, gli orari e il costo dei biglietti sono consultabili sul sito www.beniculturali.it "Il lavoro comune tra cultura e turismo – ha detto il Dario Franceschini, ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo – sta producendo frutti importanti. L'apertura dei musei per Ferragosto non è una opportunità soltanto per le persone rimaste nelle città ma anche per le centinaia di migliaia di turisti italiani e intarnazionale che possono legare una vacanza al mare o in montagna con qualche ora legata all'arte. Solo l'Italia può offrire questo mix di bellezze ai viaggiatori di tutto il mondo e per troppo, troppo tempo l'abbiamo dimenticato". (AGI)

Roma – E' morto all'età di 95 anni Ettore Bernabei. Nato a Firenze il 16 maggio 1921 Bernabei era un cattolico praticante, padre di 8 figli, aveva dedicato la vita al giornalismo, la sua prima e grande passione. Direttore de Il Popolo (organo della Dc) nel 1956, direttore generale della Rai dal 1961 al 1974, è poi a capo di Italstat e da ultimo produttore tv con la Lux Vide, era molto vicino al Vaticano. Tra i suoi libri "L'uomo di fiducia".

Bernabei si era laureato in Lettere moderne all'Università di Firenze. Iniziò l'attività giornalistica nel 1946. Dal 1951 al 1956 è direttore del "Giornale del Mattino", quotidiano fiorentino d'ispirazione cristiana. Vicino all'allora segretario della Dc Aminore Fanfani, nel 1956 è chiamato a Roma a dirigere Il Popolo, organo di stampa della Democrazia Cristiana.
Dal 1961 al 1974 fu il grande direttore generale della RAI, allora unica emittente televisiva e radiofonica in Italia, cui assegnò la missione di educare la nazione. In quegli anni la RAI produsse e trasmise programmi come Tv7 e sceneggiati tratti da grandi opere letterarie come l'Odissea, i romanzi di Tolstoj, di Alessandro Manzoni, di Archibald Cronin. Furono realizzate serie tv come: Gli Atti degli Apostoli per la regia di Roberto Rossellini; il Mosè; Gesù di Nazareth diretti da Franco Zeffirelli.
Nel 1974 – dopo aver lasciato la direzione generale della RAI – Bernabei inizia la sua 'seconda' vita da manager: è chiamato a dirigere l'Italstat, una finanziaria a partecipazione statale specializzata nella progettazione e costruzione di grandi infrastrutture ed opere di ingegneria civile. In quell'anno Italstat aveva un capitale sociale di 100 miliardi di lire ed un fatturato annuo di 450 miliardi di lire. Quando, nel 1991, Bernabei ne lascia la presidenza, l'Italstat aveva un capitale sociale di 1.500 miliardi di lire ed un fatturato annuo di 6 mila miliardi di lire. 
Nel 1992 fonda a Roma la società di produzione televisiva Lux Vide, che si propone di produrre programmi di fiction televisiva, destinati all'ascolto di famiglie. Tra l'altro ha realizzato, in coproduzione europea, programmi sceneggiati trasmessi da network in Italia, Germania, Francia e Stati Uniti. Il progetto più impegnativo realizzato dalla Lux è Le storie della Bibbia, la serie televisiva di ventuno film tratti dall'Antico e dal Nuovo Testamento, trasmessi dalla RAI in Italia, e in altri 143 paesi grazie alla collaborazione del produttore tunisino Tarak Ben Ammar che ha consentito le riprese nel suo paese.
Ha avuto otto figli. I suoi novant'anni sono stati celebrati con una sua lectio magistralis presso la Pontificia Università Lateranense il 16 maggio 2011. 

(AGI) 

In uscita il 22 agosto l'ultimo capitolo della saga iniziata oramai quattordici anni fa. Stessa squadra di attori a dare le voci italiane ai protagonisti, da Claudio Bisio (Sid) a Pino Insegno (la tigre Diego). Ai nostri microfoni spiegano quale è il segreto di questa formula che a ogni uscita incassa nel mondo milioni di dollari.

Roma – Carlo Verdone ufficializza su Facebook il nome del suo prossimo partner cinematografico. Almeno nelle intenzioni del regista e attore romano. "Voglio dirvi che e' possibile che Marco Giallini sia nel prossimo mio film – scrive Verdone su Facebook rispondendo ai suoi fan -. Me l'auguro, abbiamo tempo, prima di marzo 2017 non inizio… voglio prepararlo bene". Dal 2 gennaio il piu' popolare e amato attore romano ha aperto una sua pagina sul social network dove posta considerazioni, ricordi e risponde ai tantissimi fan che gli rivolgono domande sui suoi film o anche sulle sue passioni, dalla musica al cinema.

Oggi, dopo qualche giorno di silenzio, Verdone torna a scrivere. "Per smentire chi pensa che io non legga i vostri messaggi, ecco un po' di risposte ad alcuni quesiti che mi ponete: ci metto un po'… ma leggo tutto. Se voi mi concedete del vostro tempo anche io voglio concedere a voi il mio. E' affetto e rispetto", scrive. E cosi' annuncia che probabilmente lavorera' di nuovo con Marco Giallini dopo 'Io, loro e Lara' e 'Posti in piedi in paradiso'. E non solo. Quello che e' ritenuto da pubblico e critica unanimemente l'erede di Alberto Sordi, rivela un sogno che e' anche un progetto concreto. Alla domanda dell'ammiratore che gli chiede se abbia mai pensato di interpretare un ruolo drammatico, tipo quello di Sordi in 'Un borghese piccolo piccolo', Verdone risponde: "Eh… Magari. Ne parlavo con Paolo Sorrentino a Maratea. Lo faro', prima o poi. Ho anche una splendida idea. Molto coraggiosa". Non resta che aspettare. (AGI)

Roma – La preapertura della Festa del Cinema di Roma, il 12 ottobre presso la Sala Petrassi dell'Auditorium Parco della Musica, sara' l'anteprima di 'In guerra per amore', nuovo film diretto e interpretato da Pierfrancesco Diliberto in arte Pif con Miriam Leone, Andrea di Stefano e Stella Egitto."Sono felice di dare avvio alla Festa del Cinema di Roma con il mio secondo film e riconoscente al direttore artistico Antonio Monda per averlo scelto", ha dichiarato il regista siciliano, vincitore del David di Donatello e del Nastro d'argento 2014 come miglior esordiente con 'La mafia uccide solo d'estate'.

Il nuovo film di Pif e' ambientato nel 1943, quando, mentre il mondo e' nel pieno della seconda guerra mondiale, Arturo vive la sua travagliata storia d'amore con Flora. I due si amano, ma lei e' la promessa sposa del figlio di un importante boss di New York. Per poterla sposare, il nostro protagonista deve ottenere il si' del padre della sua amata che vive in un paesino siciliano. Arturo, che e' un giovane squattrinato, ha un solo modo per raggiungere l'isola: arruolarsi nell'esercito americano che sta preparando lo sbarco in Sicilia, l'evento che cambiera' per sempre la storia della Sicilia, dell'Italia e della mafia. 'In guerra per amore' e' prodotto da Wildside con Rai Cinema e uscira' in sala distribuito da 01 Distribution il 27 ottobre. (AGI)

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