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Siamo entrati in anteprima nelle ex caserme militari di Via Guido Reni (quelle dove presto sorgerà la Città della Scienza) dove da settimane giovani street artist da tutto il mondo stanno allestendo le opere dell'Outdoor Festival, che si terrà dal 1° al 31 ottobre. Per un mese ci saranno incontri, concerti e showcase da tutta Europa sulla street art e sui nuovi fermenti culturali: dalle start up fino ai fumetti. 

Roma – Il ritrovamento di oggetti dell'Antica Roma e' rarissimo ai giorni nostri, se poi avviene in Giappone la notizia ha quasi dell'incredibile: quattro monete in rame dell'epoca di Costantino sono state rinvenute sotto le rovine del castello Kasturen, a Uruma, nella prefettura di Okinawa. "Non potevo crederci", ha commentato l'archeologo Hiroyuki Miyagi dell'Universita' di Okinawa, "ho pensato che si trattasse di falsi lasciati da qualche turista".

Il ritrovamento e' unico: e' la prima volta, infatti, che reperti dell' Impero romano tornano alla luce in Giappone. Ogni moneta ha un diametro da 1,6 ai 2 centimetri. Le incisioni sulle due facce sono rovinate dalle abrasioni ma, secondo le prime analisi ai raggi X, sembrano riportare il volto di Costantino I, un dettaglio che le collocherebbe tra il 300 e il 400 dopo Cristo. "Ho effettuato molti scavi in Egitto e in Italia e quando le ho viste le ho riconosciute immediatamente" ha spiegato Toshio Tsukamoto, ricercatore e curatore del patrimonio culturale del tempio Gangoji.

Per il dipartimento di cultura della citta' di Uruma, la scoperta dei reperti romani e' una prova dei contatti tra Okinawa e il mondo occidentale. Ma gli archeologi non sono d'accordo: il castello di Katsuren, che risale al 12mo- 15mo secolo, e' noto per i suoi rapporti con l'impero cinese. La scoperta, confermerebbe, dunque le relazioni dell'attuale prefettura con il resto dell'Asia. Tra gli oggetti rinvenuti negli scavi del castello anche delle porcellane cinesi e 6 monete ottomane del 17mo secolo. (AGI) 

Roma – "Se tutti portassero a casa un migrante il problema sarebbe risolto": questa la provocazione dell'ultimo film di Antonio Albanese, "A casa", un invito a riflettere in modo divertente sul tema dell'immigrazione. Le riprese sono appena iniziate e si concluderanno a meta' novembre. Dalla utopistica premessa prende il via "una vicenda che portera' il nostro racconto ironico da Milano al Senegal in un continuo equilibrio tra lucida realta' e lucida follia", spiega il regista e comico lombardo. L'intento e' quello di "raccontare questioni complesse in modo paradossale".

Scritto, interpretato e diretto da Albanese, il film vede la collaborazione di Andrea Salerno e Stefano Bises con la collaborazione di Marco D'Ambrosio in arte Makkox e' prodotto da Domenico Procacci. E' una produzione Fandango con Rai Cinema e sara' distribuito da 01Distribution. (AGI)

Palermo – "Per me e' stata una grande notizia, mi ha emozionato tantissimo. E' una grande vittoria, sono felice, perche' esprime tutto quello che ho cercato in questi 25 anni di attivita', quale medico tra i migranti. Grazie a un film siamo riusciti a portate un messaggio forte in Europa, dopo l'Orso d'oro di Berlino, e adesso speriamo in tutto il mondo con questa nomination e poi chissa', speriamo, l'Oscar". Lo dice all'Agi il medico Pietro Bartolo, responsabile sanitario di Lampedusa dopo la notizia che sara' "Fuocoammare" di Gianfranco Rosi a concorrere per l'Italia per miglior film straniero agli Oscar. Lui, peraltro, e' tra i protagonisti della pellicola.

"Il messaggio fondamentale che deve passare – spiega – e' che l'immigrazione riguarda tutti, e' un dramma che chiede la comprensione e una risposta corale, e' una storia collettiva di sofferenze da affrontare con umanita', coraggio e progetto condivisi. Ringrazio Rosi che e' un grande uomo e un grande regista. Io sono solo un medico che ha vissuto e vive di questo da 25 anni, ma adesso con questa opera davvero possiamo rendere questa tragedia, fatta propria dal cuore dei lampedusani, sempre piu' un impegno di cui tutti si devono fare carico". Proprio oggi, racconta, "sono stati portati nel mio ambulatorio 58 migranti che stavano morendo perche' costretti tre mesi in prigionia da trafficanti senza scruoli. Stanno malissimo, ma li stiamo curando. Tutta l'Europa e tutto il mondo devono prendersi cura di questa gente". (AGI)

Roma – "Sono molto felice. Questa candidatura va oltre il mio film che in questi 8 mesi e' stato distribuito in piu' di 60 Paesi. E mi sembra essere diventato un film di tutti". Da Parigi, dove si trova per promuovere il suo film, Francesco Rosi commenta cosi' la candidatura italiana del suo 'Fuocoammare' per l'Oscar. "In un mondo in cui si continuano a erigere muri e barriere, spero che questo film possa seguire le parole di Obama: chi costruisce dei muri costruisce una prigione per se stesso". Rosi ricorda poi quello che gli disse Meryl Streep a Berlino, dove 'Fuocoammare' vinse l'Orso d'Oro: "Vorrei che il tuo film arrivasse agli Oscar. Sarebbe davvero un sogno portare a Los Angeles Pietro Bartolo, Samuele e Peppino". Rosi poi ringrazia la commissione "per aver scelto un film documentario a rappresentare l'Italia". "Ho appena scoperto che anche l'Ucraina lo ha fatto – aggiunge – questo testimonia che il confine tra cinema e documentario e' sempre piu' labile". Per 'Fuocoammare' si tratta di una doppia candidatura: il film e' iscritto agli Oscar anche nella categoria dei documentari oltre ad essere candidato per l'European Academy.

"Da febbraio non mi sono mai fermato. Sono in giro in tutto il mondo come una trottola – continua Rosi – il messaggio di questo film arriva forte e chiaro. Ed e' necessario che io lo accompagni il piu' possibile nel suo viaggio, anche se i paesi in cui e' stato distribuito sono piu' di 60 e non potro' essere presente dappertutto, ma faccio il possibile spesso al fianco del magnifico Pietro Bartolo, vero testimone di questo film. Anche in questo momento (che) sono a Parigi per l'uscita del film in Francia". Prossima tappa, ben prima della vera campagna Oscar, e' proprio l'America. Il film, annuncia Rosi, "esce il 21 ottobre dove mi dedicheranno una retrospettiva al BAM, dopo i 3 festival piu' importanti in America (Toronto, Teluride, New York). Grazie ai produttori Donatella Palermo, Paolo Del Brocco di Rai Cinema, Roberto Cicutto, Carla Cattani, Serge Lalou per aver creduto in questo film dal primo momento", conclude.

"Siamo riusciti ad accendere un faro in Europa. Ora lo abbiamo acceso nel mondo. Questo grazie a Gianfranco. Questo perche' io sono un medico. Non sono un attore". Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa protagonista di 'Fuocoammare', dopo aver accolto un altro sbarco ieri notte ha raggiunto a Parigi Gianfranco Rosi. "Sono anni che volevamo che si accendesse questo faro e spero che attraverso questo messaggio si possa contribuire a dare fine a questa tragedia. La gente comincia a capire e voglio sognare che sara' cosi'. Per me Gianfranco e' stato il genio della lampada. Per me ha gia' vinto tutto".

Soddisfatta della candidatura per il forte significato simbolico la produttrice Donatella Palermo che sottolinea che "ha votato la coscienza di un paese offeso violentato lasciato solo davanti alla piu' grande tragedia dei nostri tempi. Mi piace pensare che abbiano votato per lo sguardo felice dei bambini raccolti dal mare, per la compassione degli uomini di Lampedusa che li accolgono".

(AGI)

Roma – L'Italia ha fatto la sua scelta: 'Fuocoammare', il docufilm di Gianfranco Rosi sul dramma dei migranti che attraversano il Mediterraneo e tentano di arrivare a Lampedusa, vincitore dell'Orso d'Oro della 66esima edizione della Berlinale, e' il candidato italiano all'Oscar. Granfranco Rosi ha dedicato il successo di Berlino, l'Orso d'Oro per 'Fuocommare', alla "splendida e generosa gente di Lampedusa" e adesso c'e' la possibilita' concreta che il suo documentario, giudicato a Berlino dalla prestigiosa rivista 'Screeen' il migliore in concorso, porti all'attenzione del mondo il dramma dei migranti grazie alla cassa di risonanza costituita dalla candidatura all'Oscar. Con questo film, Rosi prosegue il suo viaggio intorno al mondo in cui ha raccontato persone e luoghi invisibili ai piu', dopo l'India dei barcaioli ('Boatman'), il deserto americano dei drop-out ('Below Sea Level'), il Messico dei killer del narcotraffico ('El Sicario, room 164'), la Roma del Grande Raccordo Anulare ('Sacro Gra', Lene d'Oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2013), ora l'isola di Lampedusa.

'Fuocoammare' preferito a 'Lo chiamavano Jeeg Robot' e 'Perfetti sconosciuti'

"E' sempre difficile staccarmi dai personaggi e dai luoghi delle riprese, ma questa volta lo e' ancora di piu' – ha dichiarato il regista che ha ricevuto l'invito a partecipare alla Berlinale mentre stava ancora girando a Lampedusa -. Piu' che in altri miei progetti, ho sentito pero' la necessita' di restituire al piu' presto questa esperienza per metterla in dialogo con il presente e le sue domande". Cio' che ha spinto Rosi a fare un film come 'Fuocoammare' e' stata la volonta' di mostrare il coraggio di Lampedusa, dei suoi abitanti e dei suoi migranti, "proprio ora che la cronaca impone nuovi ragionamenti". Gianfranco Rosi nel suo film racconta di Samuele che ha 12 anni, va a scuola, ama tirare con la fionda e andare a caccia. Gli piacciono i giochi di terra, anche se tutto intorno a lui parla del mare e di uomini, donne e bambini che cercano di attraversarlo per raggiungere la sua isola. Ma non e' un'isola come le altre, e' Lampedusa, approdo negli ultimi 20 anni di migliaia di migranti in cerca di liberta'.

Samuele e i lampedusani sono i testimoni a volte inconsapevoli, a volte muti, a volte partecipi, di una tra le piu' grandi tragedie umane dei nostri tempi. Il film, prodotto da Donatella Palermo e Gianfranco Rosi, e' una produzione 21Uno Film, Stemal Entertainment, Istituto Luce-Cinecitta' e Rai Cinema ed e' una coproduzione italo-francese Les Films D'Ici e Arte France Cinema. Il film e' uscito nelle sale italiane a febbraio 2016 distribuito da Istituto Luce-Cinecitta'. Regia, fotografia, suono di GianfrancoRosi; il montaggio di Jacopo Quadri, aiuto-regia di Giuseppe del Volgo. Soggetto di Gianfranco Rosi, da un'idea di Carla Cattani. (AGI) 

Roma – Sara' "Fuocoammare" di Gianfranco Rosi a concorrere per l'Italia alla nomination come miglior film straniero agli Oscar. Il film-documentario su Lampedusa e sul dramma dei migranti, premiato con l'Orso d'oro alla Berlinale, racconta le vite degli abitanti dell'isola siciliana frontiera d'Europa e il dramma di quanti vi sbarcano sognando una vita migliore. L'annuncio delle nomination e' previsto per martedi' 24 gennaio 2017, mentre la cerimonia di consegna degli Oscar si terra' al Dolby Theatre di Los Angeles domenica 26 febbraio 2017. 

Intanto "Fuocoammare" e' gia' stato presentato in tre festival americani (Telluride, Toronto e New York) ed e' stato venduto in piu' di 70 Paesi in tutto il mondo. Il 21 ottobre arrivera' anche nelle sale Usa accompagnato da una retrospettiva sui film di Rosi al Lincoln Center di New York.
La decisione che sia Fuocoammare a rappresentare il cinema italiano alla selezione del Premio Oscar per il miglior film in lingua non inglese e' stata presa dalla Commissione di Selezione istituita dall'Anica, su invito della "Academy of Motion Picture Arts and Sciences".

In lizza c'erano altri sei film tra cui "Perfetti sconosciuti" di Paolo Genovese e "Lo chiamavano Jeeg Robot" di Gabriele Mainetti ma alla fine gha prevalso il docu-film che racconta con delicatezza i piccoli-grandi problemi di Samuele, il bambino di 12 anni che con la sua vita tranquilla e inconsapevole a Lampedusa e' una metafora dell'Europa miope e infantile di fronte al dramma dei migranti. Della commissione selezionatrice hanno fatto parte Nicola Borrelli, Tilde Corsi, Osvaldo De Santis, Piera Detassis, Enrico Magrelli, Francesco Melzi D'Eril, Roberto Sessa, Paolo Sorrentino e Sandro Veronesi. (AGI) 

Mosca – Il fotografo americano Jock Sturges si e' detto sconvolto per la chiusura della sua mostra, organizzata al Centro Fratelli Lumiere di Mosca, dopo che alcuni attivisti conservatori, nel fine settimana, hanno bloccato l'accesso all'esposizione, accusando l'artista di pedo-pornografia perche', tra le altre cose, ritrae nudi di adolescenti. "Sono molto triste, perche' Mosca si presenta come una citta' del XXI secolo", ha commentato il fotografo citato dal canale russo Ren Tv. "Si tratta dei miei vicini, dei miei amici, che ho fotografato nel corso di 40 anni. Queste mie fotografie sono state pubblicate in tutto il mondo – ha aggiunto – e sia le gallerie che i musei di tutto il mondo non vi hanno visto alcuna pornografia".

 

La mostra "Jock Sturges – senza imbarazzo" al Centro Fratelli Lumiere, nel cuore di Mosca, e' stata chiusa ieri dagli organizzatori. L'esibizione era aperta gia' dall'8 settembre, ma ha attirato l'attenzione dell'opinione pubblica, dopo che la senatrice Elena Mizulina, nota per le sue posizioni ultraconservatrici, attraverso la stampa ha chiesto di chiuderla, accusando gli organizzatori di "manifestazione pubblica di materiale pedo-pornografico" e di violazione del codice penale. "E' una vera e propria propaganda della pedofilia", ha attaccato la senatrice, parando con Interfax. L'esibizione e' stata criticata anche dal neo ombudsman per l'infanzia, Anna Kuznezova, che ha ordinato un'indagine da parte della procura. Una parte delle modelle di Sturges sono adolescenti che fanno parte di famiglie di nudisti.

 La mostra era gia' in corso con l'ingresso vietato ai minori di 18 anni, eppure ieri gli attivisti della Ong 'Ufficiali di Russia' hanno deciso di bloccarne l'entrata con la forza, spiegando che avrebbero condotto loro stessi un'ispezione per valutarne "l'eventuale presenza di contenuti di pedofilia". Poco prima, un uomo era entrato nell'edificio spacciandosi per giornalista e aveva gettato un mix di urina e acetone sui lavori del fotografo americano, per poi essere trattenuto dalla polizia e accusato di teppismo. Dopo ore di negoziati con gli attivisti, i responsabili del Centro Lumiere hanno deciso di chiudere la mostra. "Il Centro ha detto che verra' incontro alle nostre richieste e chiudera' l'esibizione", ha detto alla Tass il capo dell'organizzazione 'Ufficiali di Russia', Anton Tsvetkov. Sturges, 69 anni, e' un fotografo controverso anche in patria. Negli anni '90, l'Fbi aveva condotto perquisizioni nel suo studio a San Francisco, confiscando la sua attrezzatura, ma nessun'accusa e' poi stata formulata a suo carico. Nel 1998, l'Alabama e il Tennessee avevano, senza successo, provato a classificare il suo nuovo libro come pornografia infantile. Se giudicato secondo la nostra legge, ha spiegato Tsvetkov – anche membro della Camera pubblica russa, organo consultivo del governo per i rapporti con la societa' civile – il suo lavoro puo' esser ritenuto un crimine. "Anche se le foto che hanno causato indignazione pubblica non sono presenti nella mostra – ha aggiunto l'attivista – non e' affatto giusto collocare a soli tre minuti dal Cremlino, nel cuore di questo paese, questo fotografo pedofilo". (AGI) 

Monza – Per ragioni di tutela della gente e' stato fermato a 80mila il numero di persone ammesse ad assistere al concerto di Luciano Ligabue questa sera al Parco reale di Monza. Lo ha detto Ferdinando Salzano, di F&P Group, che con Claudio Maioli (manager dell'artista e a capo di Riservarossa) e organzizatore dell'evento di oggi e di domani sera. "Se avessimo voluto far prevalere l'avidita' saremmo andati anche fino a 120mila persone…", ha commentato Salzano. "Questa e' un'area nuova per noi ed e' motivo di orgoglio organizzare questi eventi ne quindi fermarci a 80mila persone ci e' sembrato giusto, per motivi di tutela". Si sa che l'evento si "consuma" nella prima serata e quindi "avremmo anche potuto spingere di piu', ma non andava bene", ha aggiunto. Domani sera saranno oltre 50mila gli spettatori. Salzano ha anche sottolineato che ha funzionato il countdown: ieri sera c'erano quasi 8mila persone lungo la 'Liga Street' e hanno poi assistito ala proiezione – inedita – del docu relativo al concerto di Campovolo di un anno fa.

 

 

Nel tempio della Formula Uno italiana, nel Parco di Monza dove si corre il Gp d'Italia, i fan 'scaldano' i motori con il LigaRockPark. Dalle prime ore del giorno il 'popolo del Liga' ha preso possesso dell'area, guidato da un accurato servizio di filtraggio ad opera delle forze dell'ordine (polizia, carabinieri, Guardia di finanza) e della security, questa con numeri abbondanti in fatto di persone impegnate ai varchi e nell'intera area. Giornata di sole e caldo, ma questo non ha scoraggiato i fan che da lunghe ore erano sul posto. I concerti sono anche l'occasione per celebrare i 25 anni da "Urlando contro il cielo", uno dei cavalli di battaglia dell'artista, che sul palco è accompagnato da Federico "Fede" Poggipollini (chitarra), Max Cottafavi (chitarra), Luciano Luisi (tastiere), Davide Pezzin (basso), Michael Urbano (batteria), Massimo Greco (tromba e flicorno), Corrado Terzi (sax baritono) ed Emiliano Vernizzi (sax tenore e sax soprano).

Oggi e domani in scaletta Ligabue inserisce, per la prima volta in assoluto, 3 nuovi brani estratti dall'album "Made in Italy" in uscita a novembre, oltre al primo singolo "G come Giungla", il cui video ha gia' superato il milione di visualizzazioni su YouTube. L'evento di stasera e quello di domani sera saranno anche occasione di grande visibilita' per i quattro vincitori del LigaRockParkContest, il concorso voluto dalla Regione Lombardia per valorizzare giovani talenti musicali e che prevede appunto per i vincitori l'opportunita' di esibirsi sul palco di Luciano Ligabue. Si tratta di Last (con "10 mila Anni Luce"), la band che apre, quindi Francesco Rainero (con il brano "La Strada"), The Jab (con "Regina") e I Dei Degli Olimpo (con "Mille Anni dall'Ombra"). La loro vittoria e' stata decretata dalla giuria di qualita', presieduta dal governatore della Lombardia Roberto Maroni, tra le 10 band finaliste che poi si sono esibite dal vivo nel corso di un'audizione all'Auditorium 'Testori' di Palazzo Lombardia, sede della Regione, dopo essere state votate attraverso i canali ufficiali di Regione Lombardia, Ligachannel e Fepgroup e su tutti i canali social #sulpalcodiliga. Il contest, un progetto esclusivo di Regione Lombardia, ha avuto un grande successo di partecipazione: 184 video caricati, 9.271 utenti votanti, 682.252 visualizzazioni di pagina, 91.323 voti assegnati. "Questi ragazzi sono tutti bravissimi – ha affermato al termine della selezione il governatore lombardo Maroni – Scegliere non e' stato facile, perche' ci siamo trovati ad ascoltare artisti di vera qualita', capacita' e originalita'. Chi ha vinto, avra' la grande opportunita' di esibirsi su un palco di fronte a 100mila persone. Ringrazio Ligabue per aver accolto questa nostra proposta e, visto il successo, intendiamo continuare su questa strada con altre iniziative analoghe, perche' vogliamo dare ai giovani musicisti altre occasioni per emergere e sfondare nel mondo della musica". Per questi due appuntamenti con Ligabue, al lavoro un'organizzazione collaudata dai concerti tenuti negli anni scorsi a Campovolo (Reggio Emilia) e dai tour negli stadi e palasport. E dunque anche treni speciali e servizi navetta, cercando cosi' di contenere l'afflusso di auto private ed evitando di congestionare l'area intorno al Parco di Monza. E a proposito dell'area che ospita il Gp d'Italia di Formula Uno, quindi area vocata anche ai motori, ecco che contestualmente alla musica nel week end monzese s'inserisce il Next 100 Festival, che oltre all'esposizione di auto e alla sfilata di centinaia e centinaia di motociclette prevede per domani anche gare delle quattro ruote sulla celebre pista. Appassionati di musica e di motori contenti e felici. (AGI) 

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