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Roma – Viggo Mortensen incontrera' il pubblico nel corso dell'undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, che si svolgera' dal 13 al 23 ottobre. L'attore statunitense, che ha raggiunto il successo interpretando Aragorn nella trilogia de 'Il signore degli Anelli', candidato all'Oscar e al Golden Globe per 'La promessa dell'assassino' di David Cronenberg, parlera' agli spettatori della sua trentennale carriera mostrando le immagini dei film che lo hanno reso noto in tutto il mondo. Gia' annunciati nel programma degli 'Incontri ravvicinati' quelli con Tom Hanks, Meryl Streep, Oliver Stone, David Mamet, Don DeLillo, Daniel Libeskind, Lorenzo Jovanotti.

L'undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma celebrera' la leggerezza, la forza e la fantasia di Gene Kelly, a vent'anni dalla scomparsa. L'artista americano, che ha lasciato un segno indelebile nella storia della settima arte grazie al suo immenso talento e alla sua incredibile versatilita', sara' il protagonista della nuova campagna di comunicazione della Festa. L'immagine scelta – concessa in utilizzo dal Gene Kelly Image Trust e da Time Inc. – e' uno scatto del fotografo di 'Life magazine' J. R. Eyerman, che cattura un istante magico sul set di 'Singin' in the Rain', durante le prove di una delle scene piu' memorabili del film: nel corso di una festa, Gene Kelly immagina di danzare con Cyd Charisse e la foto ritrae, con grazia e armonia, il loro incontro onirico. "L'immagine scelta racchiude perfettamente il senso di eleganza e gioia che voglio attribuire alla Festa – spiega il direttore artistico Antonio Monda -. Il gesto di Cyd Charisse e Gene Kelly ci regala una dimensione di sogno. Voglio ricordare che questo capolavoro del cinema e' riuscito ad essere nello stesso tempo popolare e raffinato". (AGI)

New York – Una tazza del bagno interamente ricoperta d'oro a 18 carati che puo' essere ammirata e 'usata' dai visitatori del Guggenheim di New York: e' l'ultima trovata di Maurizio Cattelan che, a quattro anni dall'annuncio del ritiro, torna sulla scena artistica con un'opera destinata a far discutere. Da questo weekend l'opera ha trovato posto nel suo 'habitat naturale': il bagno. Il water e' infatti completamente funzionante e ha sostituito un gabinetto in ceramica di uno dei bagni unisex del museo sulla Fifth Avenue, offrendo ai visitatori l'"opportunita' unica e intima di ritrovarsi faccia a faccia con l'arte", come spiegano i responsabili della struttura. Una vera e propria "esperienza" a costo zero: per accedere al bagno basta esibire il biglietto di ingresso.

Ispirata alla disuguaglianza economica, come ha spiegato lo stesso artista milanese 55enne, l'opera intitolata "America" va a chiudere una ciclo avviato dalla "Fontana" dadaista di Marcel Duchamp del 1917 cui ha fatto seguito la "Merda d'artista" di Piero Manzoni del 1961. "E' un lavoro audace e irriverente", sottolineano al Guggenheim.

"America" prestera' a lungo 'servizio' nel museo, forse per decenni se qualche appassionato non la acquistera' prima. Nel frattempo, rappresenta un grattacapo in piu' per gli addetti alle pulizie: "Stiamo cambiando i prodotti e abbiamo iniziato a usare delle salviette mediche senza alcol, colori o fragranze. Usiamo un pulitore a vapore e tra qualche tempo dovremmo trattare l'opera per farla tornare alla sua brillantezza originale" ha spiegato al New Yorker Nathan Otterson, responsabile della conservazione degli oggetti del Guggenheim. (AGI) 

Roma – Oliver Stone taglia il traguardo dei 70 anni e lo fa alla sua maniera, portando al cinema il suo ultimo controverso lavoro, 'Snowden'. Uno dei tanti che hanno segnato la storia artistica di questo cineasta nato a New York il 15 settembre 1946, figlio di un agente di cambio di origine ebraica, Louis Stone (nato Louis Silverstein), e di Jacqueline Goddet, una casalinga francese di religione cattolica. William Oliver Stone e' uno dei registi piu' controversi e premiati del cinema americano: dal 1971 ('Last Year in Viet Nam') al 2016 ('Snowden') ha diretto ventidue pellicole e vinto tre Premi Oscar – nel 1979 per la sceneggiatura non originale di 'Fuga di mezzanotte' (diretto da Alan Parker), nel 1987 e 1990 per la regia di 'Platoon' e 'Nato il 4 luglio' – criticando spesso la societa' americana nei suo valori fondanti, come la presunzione di essere portatrice di liberta' e democrazia, o il mito del denaro e del successo. Dopo il diploma ottenuto nel 1964, Stone ha svolto i lavori piu' disparati prima di arruolarsi e partire per la guerra del Vietnam. Dal settembre 1967 al novembre 1968 ha combattuto come soldato semplice, restando ferito due volte in combattimento. Pluridecorato al valore, e' tornato in patria e si e' laureato alla New York University Film School dove tra i suoi professori aveva Martin Scorsese. Nel 1971 il suo debutto come regista in una pellicola legata alla sua tremenda esperienza in Vietnam poi ripresa nel suo primo grande film, 'Platoon', che nel 1987 gli valse l'Oscar e la fama mondiale. Personaggio sempre schietto e molto spigoloso, Stone non ha mai scelto strade facili per il suo cinema e quasi sempre si e' tirato addosso critiche e strali da parte del mondo politico. Tra i personaggi storici che ha raccontato, infatti, ci sono ben tre presidenti Usa (Kennedy di 'JFK' del 1991, Nixon di 'Gli intrighi del potere' del 1995 e George W. Bush' di 'W' del 2008) con i quali non e' stato affatto tenero.

Con la sua spietata analisi della societa' Usa, Stone, in 45 anni di carriera, ha messo a nudo i mali dei suoi concittadini: l'ipocrisia di chi ha inneggiato alla guerra – del Vietnam, in particolare – e poi ha rinnegato i suoi soldati ('Nato il 4 luglio' del 1990), il mito del denaro e del successo ('Wall Street' del 1987 e 'Il denaro non dorme mai' del 2010), l'uso sbagliato e personale dei media ('Talk Radio' del 1988), la violenza della societa' Usa ('Natural born killers' del 1994), la democrazia limitata nell'era del terrorismo ('Snowden' del 2016). Oliver Stone compie domani 70 anni e non ha smesso di combattere per raccontare quella che ritiene sia giusto, contro tutto e tutti. Non e' un caso, quindi, che il suo ultimo film sulla vicenda dell'analista informatico che ha rivelato al mondo il cosiddetto 'Nsa Gate', Edward Snowden, sia stato osteggiato e la sua uscita negli Usa sia stata rimandata piu' volte. Per una strana coincidenza, 'Snowden' uscira' nelle sale statunitensi il 16 settembre. Un regalo di compleanno per Oliver Stone. (AGI) 

Napoli – E' iniziato il piano di rialncio del Museo Archeologico Nazionale di Napoli: 500mila ingressi entro il 2019. E' questo l'obiettivo di Paolo Giulierini che da un anno è il direttore del Mann. "Devo trovare gli strumenti. Bisogna ribaltare il ragionamento, porre fine ai piagnistei su mancanze di risorse e mezzi, e trovare i modi per perseguire obiettivi. Del resto, le risorse in questo momento il Mann le possiede". Giulierini ha già messo nero su bianco un piano strategico di rilancio del sito espositivo che è uno dei più prestigiosi d'Italia, creato da Carlo III di Borbone come centro culturale più che come sede della collezione di antichità ricevuta in eredità dalla madre Elisabetta Farnese e da lui ampliata. Nel 2015, il museo ha registrato 360mila ingressi, di cui 300 gruppi scolastici e 7.434 studenti e nel 2019, anno di fine mandato per Giulierini, si vorrebbe raggiungere la quota di 500mila.

"Ho 10 milioni nel bilancio certificato – spiega Giulierini all'Agi – di cui 2 milioni di euro da biglietti e mostre. Altri 6 milioni vengono da fondi Pon, e infine ci sono 20 milioni per lo sviluppo dal Cipe". Giulierini pero' non si ferma qui. "Ora il Mann ha un bilancio autonomo. Il sistema messo in piedi dal Mibact fa si' che l'80% degli incassi rimanga qui – dice – poi c'e' la nuova normativa per incentivare i privati a investire, molto agile, e il crowdfounding". Autonomia significa anche liberta' di strategie, persino per quanto riguarda il prezzo del biglietto di ingresso, ed e' "consapevole che all'estero i ticket sono piu' 'pesanti' – sottolinea il direttore – ma la tariffa la determina anche il mercato. E il biglietto che costa poco e' una tradizione del nostro paese. Ora il nostro è a 13 euro, Pompei ne chiede 11 e gli Uffizi 12. Penso che ci allineeremo agli Uffizi.

Musei italiani bocciati, Met di new York migliore al mondo

Ma si possono creare biglietti integrati, anche con siti museali piu' 'deboli' E non dobbiamo dimenticare che c'e' una dimensione sociale del bilancio di un museo, che deve essere capace anche di generare economia per la collettivita'": Il rapporto con la citta' attraverso rapporti con le sue istituzioni e' fondamentale per Giulierini, soprattutto con l'area in cui insiste il museo. "Contestualizzazione", la chiama, la sua operazione di dialogo con "elementi nodali" quali Ferrovie dello Stato, l'aeroporto e la Metropolitana di Napoli spa per intercettare turisti.

"Non abbiamo uno screening raffinato dei nostri visitatori, ma una traccia robusta si' – esplicita – dei 400mila circa dello scorso anno meta' non erano paganti, e sono in larga misura le scuole. L'altro 50% e' prevalentemente di stranieri, diciamo il 60%, europei e americani in prevalenza, cioe' da quei paesi in cui si e' creata nel tempo la tradizione del grand tour". Parte cosi' il progetto Obvia, la reinterpretazione di opere in linguaggi nuovi (ad esempio, per la riapertura a ottobre della sezione egizia, una delle tre previste ento il 2019, un fumetto avvicinera' i ragazzi a una delle collezioni piu' ricche del museo) e in nuovi contesti del quotidiano e del viaggio quali una stazione anche della metro o uno scalo aereo. Il rapporto con i privati? "Anche qui va cambiato atteggiamento – la risposta di Giulierini – la collaborazione va anche accompagnata da servizi a disposizione degli sponsor per agevolarli e da trasparenza. Pure come spendere i soldi e' un tema. Occorre avere progetti pronti". (AGI) 

Roma – Per il secondo anno consecutivo il Metropolitan di New York si e' piazzato al primo posto nella classifica di gradimento dei musei TripAdvisor, con le strutture italiane molto lontane dal podio. Il Bel Paese compare solo al 25mo posto, con la Galleria degli Uffizi, piu' staccati il Museo egizio di Torino, la Galleria dell'Accademia di Firenze e i Musei Vaticani. I vincitori sono stati determinati utilizzando un algoritmo che ha preso in considerazione la quantita' e la qualita' delle recensioni per i musei di tutto il mondo, raccolte in un periodo di 12 mesi. "I musei che hanno vinto i premi Travelers' Choice Musei hanno probabilmente conquistato i visitatori grazie alle loro opere d'arte e al patrimonio culturale, storico e scientifico e spesso anche attraverso i loro splendidi edifici" ha dichiarato Valentina Quattro, portavoce di TripAdvisor per l'Italia. "I viaggiatori che intendono visitare questi musei possono prenotare tour, visite guidate, pass salta-fila e altri servizi su TripAdvisor, cosi' da trarre il meglio dalla loro visita." Fra i musei italiani, gli Uffizi hanno conquistato i viaggiatori internazionali scalando due posizioni rispetto al 2015 e scalzando dal primo posto la Galleria dell'Accademia che quest'anno si posiziona terza. La citta' di Torino conferma la ricchezza della sua offerta museale con ben tre strutture in classifica: Museo Egizio (2°), Museo Nazionale del Cinema (6°) e Museo Nazionale dell'Automobile (9°). Restano in classifica i musei romani Galleria Borghese (5°) e Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo (7°) e si riconferma in ottava posizione la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia. Chiude in decima posizione il MuSe di Trento, new entry della top 10 italiana. Il Met della Grande Mela si riconferma il piu' apprezzato al mondo, seguito dall'Art Institute di Chicago. Sul terzo gradino del podio mondiale si posiziona l'Hermitage di San Pietroburgo che guida la top 10 europea, dove e' seguito in seconda posizione dal Musee d'Orsay di Parigi e al terzo posto dal Prado di Madrid. La Galleria degli Uffizi di Firenze resta per un soffio fuori dalle prime 10 posizioni del vecchio continente classificandosi undicesima. (AGI)

Roma – E' morto a Roma a 89 anni Ermanno Rea, autore di romanzi come 'La dismissione' e 'Napoli ferrovia'. Nato a Napoli nel 1927, Rea era anche giornalista e aveva collaborato con numerosi quotidiani e settimanali. Rea, che era nato a Napoli il 28 luglio 1927, ha pubblicato 'Il Po si racconta' (1990), 'L'ultima lezione' (1992), 'Fuochi fiammanti a un'hora di notte' (1998, premio Campiello 1999).

Con Feltrinelli erano usciti i titoli 'La fabbrica dell'obbedienza' (2011)

il suo libro di fotografie '1960. Io reporter' (2012), 'La dismissione' (2014; gia Rizzoli, 2002), 'Il sorriso di don Giovanni' (2014), 'Mistero napoletano' (2014; gia Einaudi, 1995, vincitore del premio Viareggio 1996), 'Il caso Piegari. Attualita' di una vecchia sconfitta' (2014) e 'Napoli Ferrovia' (2015; gia Rizzoli, 2007). Fra un mese uscira' per Feltrinelli il suo ultimo romanzo, 'Nostalgia' (pag 304, euro 18), storia di un destino di amicizia e di morte dentro la scena di un quartiere, il Rione Sanita', condannato dalla sua stessa storia a una sorta di claustrofobia sociale. Un melodramma ispirato da un'ansia di riscatto che fa di Napoli un'icona di amore e di lotta senza sbocco. (AGI)

Milano – Torna X Factor. L'attesa e' finita, e il programma canoro piu' atteso si accende. Da giovedi' 15 settembre alle 21.15 su Sky Uno HD (e il venerdi' in chiaro su TV8) l'edizione numero 10 di X Factor. Il talent show piu' rivoluzionario della tv italiana, prodotto da FremantleMedia Italia, stavolta ha una giuria che riunisce allo stesso tavolo tutti i generi musicali, dal rap all'indie-rock, dal pop internazionale a quello italiano, e promette scintille. E' proprio questa la vera novita' dell'edizione: una giuria "poliedrica con tanti colori". "Mai come stavolta e' visibile la dialettica musicale al tavolo, dove siede una giuria molto eterogenea con 4 artisti rappresentanti di generi musicali molto diversi tra loro" spiegano gli organizzatori. Il mix e' formato dal il veterano Fedez, il primo rapper italiano a conquistare 26 dischi di platino, simbolo delle nuove generazioni, il ritorno di uno dei giudici piu' amati Arisa, vincitrice di due Festival di Sanremo ha collezionato 9 dischi di platino, la new entry della stagione Alvaro Soler, il 25enne astro nascente spagnolo del pop latino, e l'altra grande novita' Manuel Agnelli, leader e frontman degli Afterhours, band che ha contribuito in modo decisivo al rock indipendente italiano, una vera e propria icona e punto di riferimento da trent'anni per generazioni di musicisti del nostro Paese. Ad X Factor negli anni cambiano le giurie e cambiano i teatri ma c'e' un un punto fermo ed e' l'insuperabile Alessandro Cattelan, al timone dal 2011 con grinta, garbo e professionalita'. E' lui il trait-d'union tra i cantanti, i giudici e il pubblico.

L'inizio di una nuova edizione "E' un po' come il primo giorno di scuola – dice Cattelan durante la presentazione alla stampa – Questi sono i giorni dell'elettricita'". Nel condurre la nuova edizione dice di sentirsi sempre piu' a suo agio. "Mi sento ancora di piu' a casa mia, con la sensazione di stare in ciabatte, sul divano e davanti al camino". Si comincia con 3 puntate dedicate alle audizioni di Torino e Bologna (15, 22 e 29 settembre), si va avanti con il Bootcamp di Milano il 6 e il 13 ottobre che ha scelto i 24 semifinalisti, quindi gli Home Visit il 20, dove i concorrenti sono scesi da 24 fino a 12. Dal 27 ottobre il Live, la gara entrera' nel vivo nella nuova X Factor Arena, la tensostruttura, ancora piu' grande, allestita da questa edizione a Piazzale Cuoco a Milano. Si tratta del vecchio Linear ciak, completamente rinnovato, svuotato. Dai 1200 posti dell'anno scorso, si passa quest'anno a 1.800. E salgono anche i numeri dell'audience: dai 650 mila spettatori del 2011 (la prima su Sky Uno) ai 2 milioni e 300 mila dell'anno scorso. (AGI) 

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