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(AGI) – Roma, 5 ago. – Sono passati 54 anni esatti da quando il mondo del cinema ha perduto una delle sue personalita' piu' affascinanti, fragili e sensuali, icona per eccellenza dell'attrazione e del desiderio. Il suo nome era Norma Jeane Baker, ma e' sempre stata conosciuta come Marilyn Monroe. Era la notte tra il 4 e il 5 agosto del 1962 quando la sua "bianca ombra d'oro" – questa l'espressione con cui Pier Paolo Pasolini defini' il suo corpo – fu trovato nudo ed abbandonato in una stanza del suo appartamento a Brentwood, in California. L'autopsia non lascio' spazio a dubbi: avvelenamento da barbiturici. Un'alone di mistero avvolse dunque la sua morte, che la stronco' all'eta' di 36 anni, nel pieno della sua carriera e del suo successo. In un primo momento tutti pensarono che Marylin, sempre piu' fragile e intrattabile anche a causa dell'abuso di alcol e tranquillanti, si fosse tolta la vita. Non tardarono pero' a concentrarsi sospetti di omicidio intorno alla sua tragica scomparsa.

I 10 film che trasformarono Marilyn Monroe in leggenda

James Bacon, amico dell'atttrice, fu il primo a non credere all'ipotesi del suicidio: "Marilyn non era assolutamente depressa: 5 giorni prima di morire aveva in progetto di andare in Messico, dove aveva una nuova casa e un fidanzato. Mi disse che cercava dei mobili per arredarla". Tra le ipotesi, non ne sono mancate alcune inconsuete: c'e' chi sostiene che la star fu uccisa dopo aver minacciato John F. Kennedy di rivelare un patto segreto firmato dal governo degli Usa con gli alieni, o chi crede che la donna, dopo aver finto un suicidio per attrarre l'attenzione di Robert Kennedy, fosse stata lasciata sola dagli amici che avrebbero dovuto salvarla.

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Cantante, modella, attrice, protagonista di film monumentali del cinema mondiale, come 'A qualcuno piace caldo' e 'Gli uomini preferiscono le bionde', fu una vera e propria leggenda vivente, amata da un pubblico vastissimo per la sua figura soave e irraggiungibile ma al tempo stesso fragile e complessa. La sua aria di bambina perduta e cresciuta senza padre incanto' milioni di uomini, tra cui Marlon Brando, Joe di Maggio, Arthur Miller e i due fratelli Kennedy, ma nessuna figura maschile riusci' a colmare un vuoto e una solitudine che sembravano inconsolabili, e che forse tali rimasero per tutta la sua breve vita. Una figura tragica, incarnazione della debolezza e dell'inquietudine dell'uomo, e al tempo stesso icona ironica e sfuggente, che si divertiva a sorprendere il suo pubblico con smaliziate frasi ad effetto, come la celebre "quando vado a letto indosso soltanto una goccia di Chanel numero 5", o "un bacio sulla mano puo' farti sentire meglio, ma una tiara di diamanti e' per sempre".

Marilyn, il mistero avvolge le origini del mito nato 90 anni fa

Oggi Marilyn avrebbe 90 anni, e la sua inquieta esistenza non avesse visto la fine il 5 agosto del 1962 e le rose rosse da lei tanto amate – che Joe di Maggio, primo marito e forse grande amore della sua vita, continuo' ad inviarle anche dopo la morte – non ornerebbero una fredda lapide, ma il tavolino della sua abitazione. Pier Paolo Pasolini, un'altra figura dalla profonda umanita' che fu affascinato da Marilyn, scrisse di lei: "Del mondo antico e del mondo futuro era rimasta solo la bellezza e tu, povera sorellina minore, quella che corre dietro ai fratelli piu' grandi, e ride e piange con loro, per imitarli, e si mette addosso le loro sciarpette, tocca non vista i loro libri, i loro coltellini, tu sorellina piu' piccola, quella bellezza l'avevi addosso umilmente, e la tua anima di figlia di piccola gente, non hai mai saputo di averla, perche' altrimenti non sarebbe stata bellezza. Spari', come un pulviscolo d'oro". (AGI) 

Citta' del Messico – Due milioni di fotografie per realizzare una replica -con il 98% di fedelta' e "multisensoriale"- della Cappella Sistina: e' il progetto realizzato a Citta' del Messico dal regista e produttore, Gabriel Barumen, e che e' gia' stato visto da quasi un milione di visitatori dall'8 giugno scorso. La replica utilizza aromi, audio, illuminazione insieme a percorsi che guidano i visitatori attraverso i passaggi piu' importanti della Genesi fino al Giudizio Finale, in un percorso strabiliante che punta ad avvicinare i visitatori al capolavoro del Rinascimento.. Il progetto nacque da un'esperienza diretta dei fratelli Gabriel e Antonio Barumen: accompagnarono un gruppo di fedeli in Vaticano e uno dei partecipanti, travolto dall'emozione, scoppio' in pianto: di qui l'idea di avvicinare il maggior numero possibile di persone a questo emblematico capolavoro, ha raccontato Gabriel incontrando la stampa. Unica replica con permesso dato dal Vaticano, lo sforzo per riprodurre gli affreschi e' durato due anni e mezzo, un lavoro fotografico andato avanti per 170 notti e la partecipazione di 80 artisti e 70 operai tra ebanisti, fabbri e carpentieri. "Il Messico ha al suo interno la tecnologia, i materiali e gli artisti per realizzare questa enorme progetto", ha assicurato con orgoglio Gabriel, garantendo che tutto "e' esattamente uguale" al celebre capolavoro. Sono stati replicati anche la transenna di marmo e il tappeto russo usato durante la celebrazione del conclave capitolino. "E adesso ci stanno chiamando persone dagli Usa, dall'Europa, dal Centro America perche' vogliono che la cappella raggiunga anche le loro localita'". La struttura, che rimarra' fino al 31 agosto, alta 22 metri, lunga 67 e larga 22, occupa una superficie di 510 metri quadrati; ed e' collocata nel cuore della capitale, al lato del Monumento alla Rivoluzione, con una struttura tridimensionale a sezioni con riproduzioni fotografiche al suo interno. (AGI) 

Roma. – Sono terminate a Roma le riprese di 'Coco', cortometraggio di Veronica Succi, una "denuncia sociale necessaria e coraggiosa", come ha dichiarato la stessa autrice, sul deplorevole mondo della pedofilia. Lo short film, girato al Pigneto e in teatri di posa, racconta la vita e le emozioni di Coco – alias Santiago Jimenez Barrios, una transessuale quarantenne di origine latina – la sua infanzia, il suo trauma e il suo mutamento, grazie all'arte. La protagonista, infatti, interpretata da Antonia San Juan (portata alla ribalta internazionale da Pedro Almodovar con il celebre 'Tutto su mia madre', nel ruolo della trans Agrado), per far fronte al trauma subito si rifugia in un universo paillettato fatto di colori, vestiti e danza che la condurra' a mutarsi in un'artista trasformista. Un momento di svolta che sara' segnato dalla terribile scoperta che vede la madre come la prima responsabile dei suoi abusi sessuali.

Il cortometraggio della Succi (che ha gia' firmato due spot sulla pedofilia per l'associazione 'Meter' di don Fortunato Di Noto) e' uno spin-off del prossimo lungometraggio dal titolo 'Parvus', thriller che affronta il tema della pedofilia denunciando una realta' sconosciuta: l'esistenza di organizzazioni internazionali di pedofili a sostegno del loro turpe vizio. Protagonista sara' Daniele (Marco Bocci), uomo comune con un segreto inconfessabile: la sua attrazione per bambini. In 'Parvus', accanto a Bocci, ci saranno, tra gli altri, Antonia San Juan e Federico Rosati, entrambi presenti in 'Coco'. L'idea del progetto nasce da un'esperienza personale della regista che, a soli venticinque anni, ha conosciuto un pedofilo che in uno sfogo si e' confidato con lei. Il tutto, poi, e' stato sviluppato con collaborazione della scrittrice e sceneggiatrice Olga Marti'. Oltre alle informazioni e alle testimonianze ottenute dall'incontro con don Ferdinando Di Noto, spiega Veronica Succi, e' stato fondamentale – dopo le lunghe ricerche in Olanda, Spagna e Italia – l'incontro della regista con Marthijn Uttenbogaard, presidente dell'associazione pro-pedofilia Stitching Martijn e fondatore, nel 2006, del partito politico Pnvd. (AGI)

Firenze – Tra i disegni piu' famosi nella storia dell'umanita', il Paesaggio di Leonardo da Vinci, prima opera datata dell'artista (5 agosto 1473), tornera' per la prima volta nella terra d'origine dell'artista dopo oltre 500 anni dalla sua realizzazione. L'evento e' in programma nell'estate 2019, in occasione del 500^ anniversario della morte del genio. L'esposizione e' stata resa possibile grazie a un accordo tra il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, la curatrice del gabinetto dei disegni e delle stampe delle Gallerie degli Uffizi, Marzia Faietti, la direttrice del museo Leonardiano e della biblioteca leonardiana di Vinci, Roberta Barsanti, e l'assessore alla cultura del comune di Vinci, Paolo Santini Cosi', a partire dal 5 agosto 2019, il Paesaggio sara' esposto per cinque settimane a Vinci, la cittadina in provincia di Firenze che a Leonardo diede i natali il 15 aprile 1452. Proveniente con ogni probabilita' dal piu' antico fondo collezionistico mediceo, il foglio, ora custodito al gabinetto dei disegni e delle stampe delle Gallerie degli Uffizi, si ricongiungera' idealmente alle terre d'origine del maestro, il Valdarno inferiore, che ne sono state la fonte d'ispirazione.

"Il famoso Paesaggio degli Uffizi – sottolinea Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi -, talmente celebrato da essere comunemente ricordato con il suo numero di inventario (8P recto), puo' considerarsi tra i primi paesaggi autonomi nel disegno occidentale, e costituisce la piu' precoce testimonianza grafica dell'artista. Con la data vergata in alto a sinistra, il prezioso foglio dichiara la sua appartenenza a una nuova stagione di Leonardo, da poco iscritto alla Compagnia dei pittori di Firenze, la Compagnia di San Luca: siamo agli inizi di una maturazione professionale che avrebbe coinciso piu' o meno con l'avvento di una nuova Eta' dell'Oro per la fioritura delle arti a Firenze, preannunciata nel 1469 dalla successione di Lorenzo de' Medici a Piero di Cosimo.

Tra le ricerche sviluppate allora dall'artista si segnala il rapporto tra figure e paesaggio, cui si accompagnava un'inclinazione verso l'illustrazione di brani paesaggistici dove si declinavano conoscenze della pittura nordica. Non e' un caso che nel disegno inventariato '8P' si ritrovino convenzioni rappresentative fiamminghe originalmente interpretate e parallele a quelle sviluppate negli stessi anni dai Pollaiuolo". "Nel Paesaggio – osserva Marzia Faietti, curatrice del gabinetto dei disegni e delle stampe delle Gallerie degli Uffizi – Leonardo adotto' un tracciato assai diversificato per conseguire una trascrizione insieme naturalistica e astratta del dato di natura. Nel disegnare le forme naturali, l'artista non si lascio' infatti sedurre dalle attrattive di una diligente perizia mimetica; viceversa, abbandonandosi al ritmo fluente della penna, evoco' liberamente forme vedute dal vivo, rivisitandole a distanza e a memoria. Tale processo mnemonico si accompagnava al desiderio di richiamare le sensazioni provate a contatto con il paesaggio naturale, colto nell'attimo fugace di un momento della giornata. L'inedito tracciato lineare doveva infatti costruire le immagini della natura ricercando analogie sul piano formale e suscitando particolari percezioni visive e sensoriali". "Per Vinci e per il suo territorio sara' un evento epocale," afferma Paolo Santini. Aggiunge Roberta Barsanti: "Nessun'altra opera e' cosi' simbolica del legame di Leonardo con Vinci e i luoghi circostanti".(AGI)

Roma – Monica Maggioni, presidente Rai, ha spiegato durante in commissione di Vigilanza il perchè durante il Cda non si è votato sul lavoro iniziale di riforma del sistema informativo Rai e non si voterà neppure domani, in prosecuzione dei lavori del Cda stesso. 

"Questo Cda ha pensato di condividere subito con tutti i soggetti un percorso che porta ad una modifica sostanziale di come e dove la Rai si pone nel sistema informazione del Paese e che, quando avrà individuato un modello di percorso compatibile e logico con il proprio indirizzo, arriverà a un voto. Si arriverà a un mutamento strutturale di un pezzo importante di un'azienda che conta migliaia di dipendenti. Abbiamo un'indicazione molto precisa di quello che dobbiamo fare e di dove dobbiamo andare". In Vigilanza diversi commissari avevano chiesto di sapere se il Cda questa mattina avesse votato o meno il piano. 

"C'è una linea guida sulla quale bisogna intendersi – ha continuato Maggioni – Lo schema progettuale non richiede voto perchè non sposta persone da una parte all'altra, ma ha bisogno di azioni per renderlo operativo quando verrà votato da Cda e commissione dopo diversi confronti", che si prevede saranno diversi. "Il Cda doveva discutere legittimamente di una cosa che riguarda questa commissione, riguarda il cambiamento in cui Rai si avvia a procedere all'interno di uno schema oggi progettuale che è stato discusso con i consiglieri e domani se ne parlerà ancora domani e che non richiede voto perchè schema progettuale".

Formalizzate le proposte, Colucci al Tg2 e Mazzà al Tg3

Per la tv e la radio della Rai si annuncia un progetto 'nuove news'. Lo ha annunciato il direttore generale Antonio Campo Dall'Orto nel corso dell'audizione serale in commissione di Vigilanza, dove oltre alla presidente Monica Maggioni c'è il direttore editoriale per l'offerta informativa Carlo Verdelli. Dal dg la presentazione di un serie di slide che spiegano lo schema di riforma del settore news, schema perchè per ora si è in una fase progettuale e il piano definitivo approderà al voto del Cda e quindi al parere della commissione di Vigilanza il prossimo gennaio.

Una delle slide illustrate dal direttore generale dice il 53% del tempo che gli italiani dedicato ad informarsi è riservato ai media tradizionali, mentre il restante a quelli digitali. L'obiettivo della Rai di domani è quindi quello di arrivare ad essere più forte sui media digitali, senza per questo trascurare i mezzi tradizionali. Per Campo Dall'Orto si tratterà quindi di lavorare su tutti e due gli ambiti, tenendo a mente che il sistema tradizionale necessita comunque di un cambiamento e che quello digitale assumerà una valenza sempre più forte, tanto da essere già indicato come 'digital first'.

Concentrare investimenti sul ripensamento dell'offerta classica Rai, ma puntare molto sull'offerta digitale "perchè ci sarà una fase in cui questa diventerà una sorta di luogo di raccolta e poi in seguito far sì che diventi il centro del sistema in senso pieno". 

Se il piano di riforma del sistema informativo a cui si sta lavorando in Rai non avrà il consenso interno, quindi del Cda, e della commissione di Vigilanza, allora "la Rai non avrà un gradissimo futuro". Lo ha detto Carlo Verdelli, direttore editoriale per l'offerta informativa, durante l'audizione in commissione di Vigilanza. "Questo piano ha bisogno di un consenso e di uno sviluppo in commissione e in azienda", ha sottolineato Verdelli, ricordando che negli ultimi due anni la tv generalista ha perso 1,5 milioni di spettatori. Cinque anni fa il dato odierno del 53% di pubblico per i media tradizionali Rai e 47% per i media digitali era ben diverso, intorno a 70 e 30, grosso modo, e tra cinque anni sarà ancora diverso e avanti a quello di oggi, cioè ancor più spinto verso i media digitali, "perchè la gente va a cercare le notizie altrove e noi lì non esistiamo. Va recuperato il tempo in quella direzione e il tempo a disposizione è pochissimo". Per Verdelli il verbo principale di questo piano di sviluppo è "cambiare"', e "non perchè l'esistente è sbagliato ma perchè il mondo è cambiato e vuole un'informazione personalizzata, moderna, didattica". Verdelli ha quindi concluso dicendo che è urgente intervenire in questo settore, se si vuole avere un futuro. (AGI) 

Londra – L'ex componente degli One Direction Zayn Malik produrra' una serie televisiva di Hollywood tutta incentrata sulle vicende di una boy band. Lo rivela la stampa britannica, spiegando come Malik abbia accettato di produrre la serie che raccontera' le vicende fittizie di alcuni ragazzi che partono da zero per poi arrivare alla gloria e al successo internazionale, molto probabilmente anche come un tributo alla sua carriera negli One Direction. La serie, che deve ancora ricevere un titolo ufficiale, ricevera' cosi' il supporto di Malik, ora 23enne, che nel marzo del 2015 aveva lasciato la band nata grazie a X Factor per intraprendere una carriera da solista. Malik, nato nel 1993 a Bradford, nel West Yorkshire, e' di origine pakistana per parte di padre. (AGI) 

Milano – Il Teatro alla Scala di Milano compie gli anni: 238. Era il 3 agosto del 1778 quando il tempio della lirica fu inaugurato, portando in scena 'Europa riconosciuta' di Antonio Salieri. A ricordare questo anniversario interviene Google, che rende omaggio a quello che senza dubbio e' uno dei teatri piu' prestigiosi del mondo, dedicandogli un 'doodle', raffigurante la famosa sala con gli immancabili drappi color porpora e oro. Solo molto piu' tardi, nel 1951 per volonta' di Victor De Saba la stagione della Scala ha spostato l'apertura al 7 dicembre, giorno di Sant'Ambrogio, patrono di Milano. La costruzione del Teatro, inizio' nel 1776, su progetto dell'architetto Giuseppe Piermarini, sulle ceneri del Teatro Ducale per volonta' dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria. Il nome, che nulla ha a che fare con una scalinata, deriva dal luogo sul quale venne edificato, il sito della Chiesa di Santa Maria alla Scala. Da allora il Teatro alla Scala e' diventato palcoscenico privilegiato dei piu' grandi maestri, musicisti, cantanti e ballerini di tutto il mondo. (AGI) Cre

Roma. – Luca Mazzà al posto di Bianca Berlinguer alla guida del Tg3, Ida Colucci per il Tg2; confermati i direttori del Tg1, Mario Orfeo, e del TgR, Vincenzo Morgante. Stando a quanto apprende l'Agi da fonti interne di Viale Mazzini, sono questi i curricula che il dg della Rai, Antonio Campo Dall'Orto, si prepara a presentare per le prossime nomine ai Tg. Nomine che potrebbero, in ogni caso, slittare a giovedi' dopo la discussione in vigilanza Rai sul piano editoriale prevista per mercoledi' sera. Al pacchetto potrebbero aggiungersi nelle prossime ore i nuovi incarichi per Berlinguer e Masi. L'azienda, nel frattempo, precisa che nessun "nella giornata odierna, il dg non ha presentato alcun profilo ai consiglieri di amministrazione di viale Mazzini". D'altra parte, la riunione del consiglio d'amministrazione della Rai e' confermato per domani mattina con all'ordine del giorno il nuovo piano editoriale e le prossime nomine dei direttori dei tg.

Immediate le reazioni da parte degli esponenti politici dei diversi partiti: "Se e' vero quello che leggo sui giornali, vuol dire che di fronte a qualche meritata conferma come quella del direttore del Tg1, che io stimo molto, si va a qualche ingiusta punizione. Mi riferisco per esempio al direttore del Tg2. Spero sia falso che la sostituzione del direttore del Tg2 avvenga per giustificare la sostituzione del Tg3, e cioe' della dottoressa Berlinguer che stimo anch'io", ha commentato Angelino Alfano. Al leader Ncd ha risposto subito dpo l'esponente di Idea, Gaetano Quagliariello: "Di Matteo Renzi non ci stupiamo, e anzi ora ci e' piu' chiara la sua ammirazione per le recenti gesta di Erdogan. Piu' singolare e' il tardivo rammarico di chi da tempo ha rinunciato a combattere e mettere in gioco le proprie posizioni di potere in nome dei princi'pi in cui dice di credere". E aggiunge: "In Italia accade che un governo arrogante, spregiudicato e bulimico asservisce a se stesso la governance del servizio pubblico con una contro-riforma e in vista del mundialito referendario procede alle epurazioni". Anche il Movimento Cinque Stelle vede un collegamento tra la conferma di Orfeo al Tg1 e la consultazione referendaria: "E' sempre piu' chiaro perche' Matteo Renzi vuole confermare Mario Orfeo alla guida del Tg1. Il telegiornale della rete ammiraglia Rai si conferma, dati alla mano, megafono del si' al referendum. Dal 15 aprile al 15 luglio lo squilibrio e' abnorme, dimostra parzialita' e chiara vicinanza della linea editoriale del Tg1 a quella dell'esecutivo", si legge in una nota dei parlamentari M5S in Vigilanza Rai. (AGI)

Roma – Il dg della Rai, Campo Dall'Orto, apprende l'Agi da fonti interne all'azienda, ha presentato i curriculum dei candidati alle prossime nomine dei tg. Nessuna sorpresa rispetto alle previsioni della vigilia, con Luca Mazzà indicato al posto di Bianca Berlinguer alla guida del TG3 e Ida Colucci per il TG2, confermati invece il direttore del TG1 Mario Orfeo e Vincenzo Morgante alla TGR. Le nomine potrebbero in ogni caso slittare a giovedì, dopo la discussione in vigilanza Rai sul piano editoriale prevista per mercoledì sera. Al pacchetto potrebbero aggiungersi nelle prossime ore i nuovi incarichi per Berlinguer e Masi che potrebbe diventare il vice di Verdelli. In una nota kl'azienda ha reso noto che "nella giornata odierna Campo Dall'Orto non ha presentato alcun profilo ai consiglieri di amministrazione di viale Mazzini". (AGI) 

Lecce – Per la retrospettiva dell’artista Totò Massaro, di professione architetto, di mestiere pittore, come egli usava definirsi, sono rappresentate tutte le stagioni creative, con l’esposizione di 120 opere tra dipinti, disegni, oggetti di design, e di artigianato raffinato che rappresentano le sperimentazioni che l’artista, scomparso prematuramente nel febbraio del 2015, ha portato avanti nella sua vita.

Il percorso espositivo perciò si snoda attraverso dipinti ed oggetti, con alcuni dei quali il Massaro ha partecipato a diverse edizioni di Architetti in arte, che testimoniano la natura versatile dell’artista e propone ai visitatori una splendida e completa produzione di opere nelle quali sono presenti geometrie che si accostano a figure e ad immagini astratte con risultato di un altissimo eclettismo artistico.

La mostra vede il patrocinio del Comune di Cutrofiano, del Comune di Sogliano Cavour e dell’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Lecce. Totò Massaro, l’emozione delle immagini, il calore delle terrecotte. Cutrofiano (Le), Laboratorio Urbano Sottomondo (ex Mercato Coperto). 7-22 agosto. Orari apertura 19-22. Inaugurazione domenica 7 agosto ore 20 (AGI)

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