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Roma – "Ho gia' adocchiato un posticino…". Scriveva cosi' Anna Marchesini nella sua pagine ufficiale, parlando del suo 'dopo'. Un posticino nella sala riunioni della Accademia d'arte drammatica Silvio D'Amico dove avrebbe voluto fossero conservate le sue ceneri. "Ho gia' adocchiato una vetrinetta in sala riunioni" scriveva l'attrice, "con un piccolo cofanetto verde di porcellana. Ritengo sia l'ideale per contenere le mie ceneri. E' un'aspirazione che piano piano trovero' il coraggio di far uscire alla luce. Che detto da un mucchietto di ceneri non e' appropriato", aggiungeva con la consueta ironia.

"Posso tentare… E se mi ribocciano?" scriveva ancora facendo riferimento ai due 'no' che ricevette prma di essere ammessa all'accademia di cui dal 2007 sarebbe diventata una delle insegnanti, "e se poi l'accademia trasloca? E se durante il trasloco il cofanetto verde si rompe? No, eh! Essere spazzata via dall'Accademia no mai piu'!".Il rapporto di Anna Marchesini con la Silvio D'Amico e' sempre stato molto stretto. "E' stato il mio sogno entrare" scriveva, "Certe volte salivo in ascensore fino al quinto piano, salivo in 'paradiso' solo per sentire l'odore, attraversare un corridoio, fare una domanda, solo per 'stare li'". (AGI) 

Roma – La nuova edizione del Roma Web Fest e' alle porte e si annuncia ancora piu' sperimentale e piena dinovita'. Il mondo delle web serie non e' mai stato cosi' ricco e creativo, e dai Millennials arriva una spinta a sperimentare generi e prodotti, a contaminare i linguaggi, a battere nuovi territori. A loro e' dedicato il Roma Web Fest, la cui nuova edizione sara' realizzata in media partnership con Sky .Il Roma web fest in questi anni si e' affermato come punto di incontro tra i talenti emergenti dal mondo del web e chi opera nel settore. La partnership con Sky, la realta' che piu' di tutte sta contribuendo a rilanciare la serialita' italiana nel mondo e a far nascere nuovi talenti, consentira' di ampliare ulteriormente questo spazio di creativita' e di sperimentazione di nuovi generi e linguaggi.

 

Roma – "Sia l'Italia che il Giappone sono ricchi di cultura e tradizioni, frutto di una lunga evoluzione storica". E' il messaggio che il premier giapponese, Shinzo Abe, ha inviato in occasione dell'inaugurazione, alle Scuderie del Quirinale, della mostra "Capolavori della scultura buddhista giapponese" che ha aperto Roma i battenti per mostrare al pubblico, fino al 4 settembre, lo splendore della cultura del Sol Levante. Ventuno opere summe (per un totale di 35 pezzi), dal periodo Asuka (VII VIII secolo) a quello di Kamakura (1185-1333), che raccontano per la prima volta all'Italia "la sensibilita' estetica" del Giappone.

Statue lignee di indiscussa bellezza, tradizionalmente considerate immagini di culto difficilmente trasportabili e, anche nella terra del Sol Levante, poco accessibili, in quanto da sempre esposte nella semioscurita' di templi e santuari o protette nelle collezioni dei maggiori musei nazionali. L'importante rassegna si inserisce nelle celebrazioni del 150esimo anniversario del primo Trattato di Amicizia e Commercio tra i due Paesi firmato il 25 agosto 1866 che diede inizio ai rapporti diplomatici tra le nazioni. Organizzata dal Bunkacho (Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone) in collaborazione con l'Azienda Speciale Palaexpo e con il supporto di MondoMostre, la mostra e' stata curata da Takeo Oku, tra i massimi esperti dell'Agenzia nipponica e rappresenta un punto focale delle celebrazioni.

Un affascinante percorso tra opere lignee di grandi dimensioni che sondano le sfumatore dell'animo umano e diventano archetipi della paura, dell'azione, della quiete e della rabbia. Come le maschere in legno Gigaku, arte teatrale musicale introdotta nel Paese nel 612, presenti in due bellissimi esemplari utilizzati durante la cerimonia di consacrazione del Grande Buddha del Todaiji e risalenti al periodo Nara. Oppure le statue dei Dodici Generali Divini con le forme di demoni armati di corazza, risalenti al periodo Kamakura, che mostrano come la scultura lignea, fiorente anche nella tradizione occidentale, sia stata una tecnica talmente suprema da consentire agli scultori nipponici il raggiungimento di quella espressivita' che e' senza confronto con qualunque altra stagione dell'arte universale.

Tra tutte anche raffigurazioni contraddistinte da calma e semplicita' estreme, come il sorriso che affiora sul volto enigmatico di un Buddha assiso in meditazione, oppure dalla ricchezza di vesti, acconciature, gioielli e l'eleganza dei bodhisattva che lo assistono. Del resto, il buddismo inizio' a diffondersi in Giappone proprio attraverso le immagini scultoree, pittoriche e calligrafiche importate da Cina e Corea e cio' rappresento' un'autentica rivoluzione, perche' fino a quel momento erano i kami, le divinita' dello shintoismo, le uniche figure sacre presenti nella terra del Sol Levante, e queste non necessitavano di essere rappresentate visivamente. "Auspico che gli italiani possano sentire piu' vicino il Giappone e che, grazie al 150esimo anniversario delle relazioni diplomatiche – ha detto l'ambasciatore Kazuyoshi Umemoto – possano approfondire la reciproca conoscenza delle culture e che il loro legame di amicizia possa compiere un ulteriore passo in avanti proiettato verso i prossimi 150 anni". (AGI) 

Roma – New York si svela nel suo lato più femminile. E lo fa in un volume che porta proprio questo titolo e che è dedicato alle donne che viaggiano, siano sole, in coppia, con i figli o con un gruppo di amiche. In 'NY al femminile (Morellini editore) sono soprattutto gli indirizzi più glamour a riscuotere il maggiore successo. Indirizzi che saranno sempre aggiornati sulla versione ebook. Una guida suddivisa in consigli pratici: dal che cosa mettere in valigia per essere chic in una delle città più belle del mondo, a come muoversi in città. Per la prima volta, oltre a Manhattan e a Brooklyn, hanno una parte fondamentale anche gli altri tre distretti: Bronx e Queens, che sta diventano la nuova Brooklyn, e Staten Island. Nel capitolo City Map si potranno trovare tutti i nuovi quartieri di moda in cui è in atto la gentrification come Red Hook a Brooklyn o Astoria nel Queens. Non solo più Manhattan, ma uno sguardo su Manhattan, dai borough che la circondano.

Inoltre, la guida New York al femminile è strutturata come un viaggio nelle quattro stagioni dell'anno e le viaggiatrici potranno trovare tutti i dettagli per non perdere una giornata di mare d'estate o un mercatino di Natale nel freddo inverno newyorkese, così come potranno tenersi in forma anche in vacanza grazie alle indicazioni dei corsi di yoga e di pilates gratuiti, senza dimenticare i musei in cui trascorrere una giornata di pioggia.

Un capitolo giovane è quello dedicato ai selfie: indirizzi precisi in cui andare a scattare una foto con un panorama particolare e ricercato, per chi vuole andare deciso senza perdere tempo e portarsi via la sua cartolina di New York. Forse non tutti sanno, infatti, che NY ha un ponte ad arco che assomiglia all'Harbour Bridge di Sydney, che c'è un ex ospedale psichiatrico abbandonato su un isolotto nell'East River, che c'è un piccolo faro rosso a nord della Grande Mela e che, oltre ai tanti mezzi di superficie o alla metropolitana, si può salire anche sul ferry come fanno i pendolari per spostarsi tra Midtown Manhattan e Brooklyn o, ancora, su una funivia che parte dall'Upper East Side.

Il libro uscirà dopo metà settembre nelle librerie tradizionali e in formato ebook. 

Roma – I 'piccoli' si schierano contro i grandi e contestano la decisione di trasferire il Salone del Libro da Milano a Torino. "Il comunicato stampa diffuso ieri dall'Associazione Italiana Editori e' un concentrato di ipocrisie" scrive oggi Ezio Quarantelli, direttore di Lindau, "indegno di una istituzione che dovrebbe rappresentare una voce importante della cultura italiana e non soltanto una consorteria di mercanti".Quarantelli poi lancia un monito al ministro per i Beni culturali, Enrico Franceschini: "l'Aie non rappresenta piu' gli editori italiani. Ne rappresenta alcuni ma non tutti (come del resto ci ha ricordato la decisione della casa editrice E/O di lasciare l'Associazione)". Infine un appello "agli altri, quelli che non si sentono piu' rappresentati: prendano l'iniziativa e creino altre forme di presenza e collaborazione". (AGI)

Torino – Chiara Appendino assicura che il Salone del Libro si farà a Torino e con un nuovo format, anche se infuriano le polemiche sulle responsabilità del sindcao nella decisione degli editori di spostare la manifestazione a Milano. "Domani ci sara' l'assemblea della Fondazione per il libro – ha detto Appendino – siamo intenzionati a procedere con la trentesima edizione del Salone nel 2017 e si lavorera' ad un nuovo format con un'impronta culturale, che coinvolga maggiormente la citta'. Lunedi' ci sara' un primo incontro e lavoreremo per questo evento, che vuole essere forte e competitivo".

Il Pd però punta il dito contro la gestione del nuovo primo cittadino :"Esprimiamo forti critiche sulla gestione politica della vicenda del Salone del libro da parte della sindaca Appendino"dice il capogruppo Stefano Lorusso "Inizialmente ci sono state indicazioni molto generiche sulla governance, sul rapporto con l'Aie e soprattutto l'errore clamoroso nell'indicare una sede alternativa al Lingotto. Questo ha dato un'idea di citta' senza le idee chiare". Altro errore per Lorusso "e' stato l'attacco frontale a Milano e questo ha messo la trattativa in salita. Infine, lo sbaglio ancora piu' grande – ha aggiunto – e' stato quello di scommettere sulla sconfitta della posizione di Motta all'interno dell'Aie senza costruire una proposta alternativa vera. Scelte politiche legittime che, alla resa dei conti, hanno prodotto il totale fallimento della strategia ed ora ci tocca raccogliere i cocci". Per Lorusso "ora bisognerebbe riconoscere di avere sbagliato strategia, avviare un tavolo con Milano, con il sindaco Sala e i suoi assessori e riallacciare i rapporti con Aie provando a costruire – ha concluso – una modalita' alternativa al conflitto, che rischia di esserci portando avanti due iniziative analoghe".

Intanto a Milano si canta vittoria: "grazie all'Aie e al suo presidenteMotta per aver scelto Milano: una decisione che guarda al futuro del libro" scrive sul suo account Twitter, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, "Ho chiamato personalmente sia ilpresidente di Aie Federico Motta, sia il presidente di Fiera Milano Corrado Peraboni e ho ringraziato entrambi perquesta scelta, che e' una grande opportunita' per Milano e per la Lombardia. Anche per questo ho detto loro che la Regione e' a disposizione". (AGI) 

Roma – "Abbiamo visionato 125 film italiani e la scelta e' caduta sui tre selezionati ('Questi giorni' di Giuseppe Piccioni, 'Piuma' di Roan Johnson, 'Spira mirabilis' di Massimo D'Anolfi e Martina Parenti, ndr) perche' ci sembravano i piu' coraggiosi, i piu' nuovi, quelli che maggiormente uscivano da quegli schemi della commedia che domina oggi il botteghino e la produzione di casa nostra". Con queste parole Alberto Barbera spiega, durante la conferenza stampa di presentazione della 73. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, in programma dal 31 agosto al 10 settembre al Lido, le sue scelte.

"Molti nomi di cui si era parlato sono rimasti fuori – ammette il direttore artistico – mentre altri non hanno fatto in tempo a presentare il film perche' non era finito (per esempio Gianni Amelio)". Solo tre pellicole italiane di autori poco noti, dunque, in competizione con giganti come Andrei Konchalovsky ('Paradise'), Emir Kusturica ('On the milky road'), Francois Ozon ('Frantz'), Denis Villeneuve ('Arrival') e Wim Wenders ('Les beaux jours d'Aranjuez – 3D'). Altri film italiani sono presenti in Mostra fuori concorso (Sorrentino, Kim Rossi Stuart, Munzi) o in altre sezioni come Orizzonti (Federica Di Giacomo con 'Liberami', Michele Vannucci con 'Il piu' grande sogno') o Cinema nel Giardino (Gabriele Muccino, Michele Santoro con 'Robinu''). Una pattuglia piuttosto risicata che rispecchia quella che, a giudizio del critico e direttore Alberto Barbera e' la situazione del cinema italiano: "Oggi si fanno tante commediole, commediucole, commediacce – spiega – e gli stessi produttori sembrano spesso non avere strategie e saper bene il livello qualitativo dei loro film. Rispetto allo scorso anno – continua – se possibile, direi che si e' ulteriormente abbassato il livello medio dei film".

Proprio la qualita' e' la stella polare di Barbera che ha spesso fatto scelte controcorrente. "Abbiamo selezionato il film di Piccioni, 'Questi giorni', perche' e' ambizioso e molto contemporaneo. Il documentario 'Spira mirabilis', poi, e' un'opera costata 120mila e girata dalla coppia di registi milanesi D'Anolfi-Parenti – continua – che ha una potenza concettuale e uno splendore visivo che la collocano al livello dei grandi documentari internazionali di cui in Italia non siamo tanto abituati. Il terzo film di casa nostra in concorso – conclude Barbera – e' una commedia divertente e intelligente, di ben altro livello rispetto a quelle che che si vedono in circolazione. E' una scommessa che ci ha convinti". Quest'anno, oltre ad avere una sala in piu', la Mostra del Cinema di Venezia inserisce per volonta' del suo direttore una nuova sezione: Cinema nel Giardino.

"E' un modo per ospitare pellicole che normalmente non troverebbero spazio in festival tradizionali – spiega -. Si tratta di film definiti 'intermedi', ossia a meta' tra opere d'autore e pellicole popolari destinate al grande pubblico, magari commedie anche volgari". In questa sezione di film che piacciono al grande pubblico e che, secondo Barbera, non hanno diritto di cittadinanza in un festival cinematografico dove si mostrano solo film di spessore culturale, verranno presentate pellicole interessanti, da 'L'estate addosso' di Gabriele Muccino al documentario a Scampia di Michele Santoro, 'Robinu'', da 'Franca: Chaos and Creation' di Francesco Carrozzini a 'In Dubious Battle' di James Franco. "In realta' la mia idea era di fare una rassegna di film italiani – spiega Barbera – ma l'unico a crederci e' stato Muccino, cosi' ho dovuto rivedere il progetto". (AGI)

Roma – Saranno tre i film italiani in concorso alla 73ma Mostra del Cinema di Venezia, in programma al Lido dal 31 agosto al 10 settembre. Il nostro Paese sarà rappresentato nella sezione competitiva da Giuseppe Piccioni con "Questi giorni" interpretato da Margherita Buy e Filippo Timi, Roan Johnson con "Piuma" interpretato da Luigi Fedele e Francesco Colella e dal documentario "Spira mirabilis" di Massimo D'Anolfi e Martina Parenti.

L'Italia sarà presente anche fuori concorso con "The young pope" (episodi 1 e 2) di Paolo Sorrentino, evento speciale della Mostra del Cinema. Altri due film saranno presentati nella sezione non competitiva: "Tommaso" di Kim Rossi Stuart con lo stesso attore romano, Jasmine Trinca e Cristiana Capotondi, e "Monte" di Amir Naderi.

Fuori concorso, nella categoria non-fiction, ci saranno poi i documentari "Our War" di Bruno Chiaravallotti, Claudio Jampaglia e Benedetta Argentieri e "Assalto al cielo" di Francesco Munzi. Nella rassegna "Cinema nel giardino" sarà infine presentato l'ultimo film di Gabriele Muccino, "L'estate addosso". (AGI) 

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