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Brescia – Addio a Daniela Dessì, grande soprano italiana spentasi a soli 59 anni in seguito a una malattia che l'ha portata via in pochi mesi. La notizia della morte, in un ospedale di Brescia, è stata confermata dal Teatro Regio di Torino che l'ha ricordata su Twitter. A fine luglio aveva annunciato su Facebook l'annullamento di tutti gli impegni estivi per problemi di salute. 

Genovese ma residente da molti anni nel bresciano, sul lago di Garda, la Dessì è stata probabilmente la più grande cantante lirica italiana dell'ultimo ventennio, collaborando con la Scala di Milano, il Metropolitan di New York e la Deutsche Oper di Berlino.

In particolare nella sua collaborazione trentennale con la Scala, conclusasi nel 2009, aveva interpretato un vasto repertorio, spiccando in particolare per i suoi ruoli verdiani con Riccardo Muti e le sue interpretazioni di Puccini e Cilea. (AGI)
 
Hong Kong – Un piccolo disastro nella comunicazione ha investito la Paramount e il suo "The arrival", il film fantascientifico di Dennis Villeneuve in uscita a novembre. Un poster che pubblicizza la pellicola con Amy Adams, Forest Whitaker e Jeremy Renner mostra infatti un'astronave aliena che domina lo 'skyline' di Hong Kong. Tutto bene, se non fosse che tra i grattacieli spicca un altra presenza 'aliena': la Oriental Pearl Tower, la torre alta 468 metri che è il simbolo di Shanghai e in un certo senso di tutta quella Cina continentale da cui l'ex colonia britannica continua a sentirsi orgogliosamente distinta nonostante la riunificazione del 1997 con lo status di "Regione amministrativa speciale".
 
 
La gaffe ha suscitato una rivolta dei navigatori di Hong Kong sulla Rete con l'hashtag ##HongKongIsNotChina #ArrivalMovie. C'è chi si è interrogato con ironia se i grattacieli dell'ex colonuia non fossero abbastanza impressionanti per Hollywood e chi ha twittato "Perchè non metete la Torre Eiffel a Roma?". In molti si sono divertiti a postare immagini ritoccate al photoshop con monumenti famosi inseriti in città diverse da quelle in cui sorgono.
 
La Paramount è corsa ai ripari su Twitter e Facebook, dove ha espresso "rammarico" e ha attribuito l'errore "a un distributore esterno", assicurando che "l'erronea immagine di quel poster è stata sostituita con quella corretta". La toppa, però, rischia di essere peggiore del buco: nelle nuove locandine, infatti, resta la Pearl Tower contestualizzata nel giusto sfondo di Shanghai mentre di Hong Kong non vi è più traccia. "Per la Paramount la priorità sono i Renminbi", ha commentato un navigatore di Hong Kong alludendo alla valuta cinese e al grande mercato cinematografico della Cina continentale. Insomma "The arrival", film basato sul racconto che dà il titolo alla raccolta Storie della tua vita dell'autore americano di origine cinese Ted Chiang, è destinato a non avere grande successo nell'ex colonia britannica. (AGI)
 
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Castellaneta (Taranto) – Sono trascorsi 90 anni dalla scomparsa di Rodolfo Valentino. Ma il mito e' quanto mai vivo: in Italia, dov'e' nato, cosi' come negli Stati Uniti, dove e' stato consacrato come icona del cinema muto e dove mori'. Per commemorare in modo significativo questo anniversario, Castellaneta, sua città natale, gli dedica la mostra 'Rodolfo Valentino: la seduzione del mito', ospitata da domani al Museo Valentino (MUV), nell'ex convento Santa Chiara. L'evento, supportato anche da una serie di incontri e di recital, e' promosso dall'assessorato alla Cultura del Comune di Castellaneta, dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e dalla Fondazione Rodolfo Valentino di Castellaneta, con il patrocinio di Regione Puglia e Puglia Promozione. Accanto a riviste e oggetti d'epoca si potranno ammirare alcune fra le piu' belle fotografie dell'attore fuori dal set, in una sorta di viaggio-racconto che ripercorre la carriera cinematografica di Rodolfo Valentino, dagli esordi fino alla consacrazione a divo. In esposizione ci saranno circa 200 riproduzioni di riviste, album di ritagli di giornali, libri, manifesti, materiali pubblicitari, fotografie, cineromanzi, spartiti musicali. Inoltre, ci saranno 30 immagini di grande formato che hanno messo in luce il forte potere seduttivo di Rodolfo 'Rudy' Valentino, con l'attore ritratto nelle pose, sguardi e movenze che lo hanno reso il primo latin lover della storia del cinema.

Il materiale in esposizione e' stato messo a disposizione e curato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, arricchito dal Fondo David Robinson di recente acquisizione che, a sua volta, aveva raccolto e custodito i materiali della Valentino Association, un club di ammiratori fondato in Inghilterra negli anni Venti. La mostra restera' aperta sino al 31 dicembre e sara' visitabile dal martedi' alla domenica dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 19,30 (prezzo del biglietto d'ingresso 4 euro, gratuito sino a 12 anni e da' diritto anche alla visita al Museo. Sono previste facilitazione per gruppi e comitive). A fare da supporto alla rassegna verranno organizzati anche alcuni incontri e dibattiti. Oltre a quella di domani, con il taglio del nastro della mostra, saranno due le giornate intense di agosto. Lunedi' 22 alle 20 si terra' la presentazione del libro "Rodolfo Valentino, quasi un'autobiografia 2" dello storico Antonio Ludovico. Interverra' il professor Antonio Miredi. Martedi' 23 alle ore 21 nell'Anfiteatro Comunale di Castellaneta, Citta' del Mito, si terra' il "Memorial Rudy Valentino" con Graziano Galatone (Notre Dame De Paris e I Promessi Sposi). Alle ore 22 a Castellaneta Marina nella piazza della parrocchia Stella Maris verranno proiettati tre film che hanno caratterizzato la carriera dell'eterno divo: "Lo sceicco" (1921), "Sangue e arena" (1922), "Aquila nera" (1925). E la serata-evento di martedi' 23 coincide proprio con la data dell'anniversario della scomparsa del divo, avvenuta il 23 agosto 1926. Rudy, come veniva amichevolmente chiamato dagli amici, venne stroncato da una banale peritonite. Aveva soltanto 31 anni. I funerali furono un momento di grande partecipazione, specie femminile, con scene anche di isteria popolare (AGI) 

Roma. – Compie 80 anni la regina della danza italiana. Carla Fracci, inarrivabile ballerina da settant'anni sul palcoscenico, è nata a Milano il 20 agosto del 1936, ed è diventata danzatrice solista esattamente venti anni dopo, nel lontano 1956, calcando tuttora le scene con la sua classe e il suo intramontabile carisma. Tra i primi a farle gli auguri, questa mattina, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nel 2003 era stato un suo predecessore, Carlo Azeglio Ciampi, a insignire la Fracci del titolo di Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana. 

Grande diva del balletto italiano, la Fracci ha solcato i palcoscenici di tutto il mondo e duettato con i più celebri interpreti, da Rudolf Nureyev a Michail Barysnikov fino al nostro Roberto Bolle. Figlia di un tranviere, la Fracci sin da bambina si avvicina alla danza, complice un amico di famiglia orchestrale alla Scala. Dal 1946 studia alla scuola di ballo della Scala: "dotata, ma svogliata", la bolla la sua insegnante. Mai giudizio fu piu' ingeneroso. L'etoile brucia le tappe grazie a un talento unico ma anche a tanto lavoro e tanti sacrifici: si diploma nel 1954, incontra Luchino Visconti, che la vuole per lo spettacolo Mario e il mago. Diventa prima ballerina nel 1958, e spicca il volo: il Royal Ballet, lo Stuttgart Ballet, il Royal Swedish Ballet, poi nel 1967 l'American Ballet Theatre come artista ospite. Ha incarnato con eleganza Swanilda, Francesca da Rimini e un'indimenticabile Giulietta con Rudolf Nureyev. E' stata inarrivabile Giselle, ruolo in cui incanto' danzando avvolta in un costume di seta leggera. Una "Giulietta d'alto stile", come la defini' il poeta Eugenio Montale quando la vide danzare in 'Giulietta e Romeo' nel 1958. Il poeta premio Nobel le dedico' anche una poesia, 'La danzatrice stanca'.

"Ho danzato nei tendoni, nelle chiese, nelle piazze. Sono stata una pioniera del decentramento. Volevo che questo mio lavoro non fosse d'elite", ha dichiarato nella sua autobiografia. E nel suo repertorio ci sono anche "sperimentazioni" di alta poesia danzata come quella di Gelsomina, tratta da 'La strada' di Federico Fellini, e di Filumena Marturano, di Eduardo De Filippo. Ha interpretato Medea, Concerto barocco, Les demoiselles de la nuit, Il gabbiano, Pelleas et Melisande, Il fiore di pietra. Il marito e regista Beppe Menegatti si occupa della regia di quasi tutte le creazioni da lei interpretate. Nel 1982 compare nello sceneggiato RAI 'Verdi', diretto da Renato Castellani, dove interpreta il ruolo di Giuseppina Strepponi, soprano e seconda moglie del grande compositore. Alla fine degli anni ottanta dirige il corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli. Varie sono, negli anni successivi, le sue interpretazioni: Il pomeriggio di un fauno, Eugenio Onieghin, La vita di Maria, A.M.W. La bambola di Kokoschka, La primavera romana della signora Stone. Dal 1996 al 1997 dirige il corpo di ballo dell'Arena di Verona. Dal novembre del 2000 al luglio del 2010 dirige il corpo di ballo del Teatro dell'Opera di Roma. Dal giugno 2009 al 2014 e' stata Assessore alla Cultura della Provincia di Firenze. Ma non ha abbandonato il palcoscenico: con il Balletto del Sud, e' recentemente tornata nel ruolo della regina Thalassa in Sheherazade e le mille e una notte, e ancora e' riuscita a incantare il pubblico. Fedele a un imperativo sempre perseguito, come racconta nella sua autobiografia Passo dopo Passo: "Il pubblico avverte sempre quando un artista e' autentico, e' sincero, e dedicato fino in fondo. Soltanto con queste condizioni puo' nascere, nell'interpretazione, la magia". (AGI)

Roma – Compie 80 anni Robert Redford. Indimenticabile Bob Woodward in 'Tutti gli uomini del presidente', l'attore e regista e' stato tra i protagonisti della Hollywood anni '70. Nato il 18 agosto 1936 a Santa Monica, in California, Redford ha interpretato capolavori del cinema come 'La stangata' assieme a Paul Newman, 'Butch Cassidy', 'Come eravamo', 'I tre giorni del condor'. La passione per la recitazione e la cultura cinematografica ha portato Redford a fondare il Sundance Film Festival, nello Utah, tra gli eventi piu' prestigiosi dedicati al cinema indipendente. Vincitore di due premi Oscar, nel 1981 come regista di 'Gente comune', esordio dietro la macchina da presa, e nel 2002 alla carriera, Redford ha sempre affiancato il cinema all'impegno sociale. A 80 anni, in gran forma, Redford girera' in Colorado a settembre 'Our souls at night' assieme a Jane Fonda che sara' trasmesso su Netflix. (AGI) 

Berlino – "Per la prima volta sul mercato in quasi 65 anni…in una delle vie piu' ambite di Pacific Pasalides Riviera". Potrebbe essere un annuncio immobiliare qualsiasi, quello che fa riferimento alla villa al 1.500 di San Remo Drive nel distretto Pacific Pasalides a Los Angeles, poiche' non vi si trova alcun cenno al valore storico e morale di quella abitazione circondata da alberi e rifinitissima negli interni: li' Thomas Mann, proveniente da Zurigo e ancora prima in fuga dalla Germania nazista, visse dal 1939 al 1952 e li' scrisse uno dei suoi capolavori: "Doktor Faustus". "Dove sono io, li' e' la Germania", affermo' il premio Nobel per la Letteratura proprio negli Stati Uniti nel corso di una conferenza alla Library of Congress a Washington. La ripete' altre volte, quella frase, ad affermare il valore di una cultura e di una lingua contro l'oppressione in patria. La Germania democratica, allora, era al 1.550 di San Remo Drive, villa oggi in vendita per poco piu' di 14 milioni di dollari (17 a novembre scorso).

Un appello al governo tedesco, riporta Deutsche Welle, e' stato lanciato da intellettuali che fanno riferimento al 'Centro per le arti perseguitate' di Solingen, nella Renania settentrionale. La villa, afferma Juergen Kaumkoetter, dovrebbe essere acquistata dal governo ed essere "utilizzata come punto d'incontro per scrittori giovani, magari in sinergia con Villa Aurora", l'abitazione del romanziere tedesco Lion Feuchtwanger, amico di Mann, che si trova anch'essa nello stesso distretto di Los Angeles. Salvata dalla demolizione grazie all'intervento di una associazione berlinese, Villa Aurora e' grazie al sostegno finanziario della Germania un punto di riferimento per la cultura tedesca. (AGI) 

Londra – I buchi neri non sono dei "pozzi senza fondo", da cui nulla riesce a sfuggire: gli scienziati israeliani pubblicano oggi sulla rivista 'Nature' la prova piu' convincente, fino ad ora, di particelle che sono in grado di sfuggire all'enorme campo gravitazionale di un buco nero, fenomeno gia' previsto nel 1974 dal astrofisico britannico, Stephen Hawking. Il cosmologo formulo' la teoria secondo cui alcune 'informazioni' potrebbero sfuggire ai buchi neri sotto forma di energia, che viene indicata appunto come 'radiazione di Hawking'. Jeff Steinhauer e il suo gruppo hanno simulato presso l'istituto israeliano di tecnologia di Haifa un buco nero "acustico", con onde sonore al posto di onde di luce. Durante l'esperimento hanno visto che alcune particelle scivolano via dal suo raggio di azione (il cosiddetto 'orizzonte degli eventi'). Questo modello ha permesso loro di osservare un fenomeno simile a quello di Hawking, che fino a ora non era stato dimostrato empiricamente. (AGI) 

Roma – Domani, per Ferragosto, i musei statali italiani saranno aperti. L'elenco completo delle aperture, gli orari e il costo dei biglietti sono consultabili sul sito www.beniculturali.it "Il lavoro comune tra cultura e turismo – ha detto il Dario Franceschini, ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo – sta producendo frutti importanti. L'apertura dei musei per Ferragosto non è una opportunità soltanto per le persone rimaste nelle città ma anche per le centinaia di migliaia di turisti italiani e intarnazionale che possono legare una vacanza al mare o in montagna con qualche ora legata all'arte. Solo l'Italia può offrire questo mix di bellezze ai viaggiatori di tutto il mondo e per troppo, troppo tempo l'abbiamo dimenticato". (AGI)

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