Newsletter
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

"Musei a due euro per gli under 25 e 20 domeniche gratis all'anno, in bassa stagione": è l'idea annunciata dal ministro per i Beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli, in un'intervista al Corriere della Sera in cui ha anticipato corposi cambiamenti nella politica tariffaria per gli ingressi ai musei statali italiani. "Le prime domeniche, soprattutto nell’alta stagione turistica, si risolvono in resse spesso ingovernabili nei grandi attrattori: Colosseo, Uffizi, Pompei…", ha spiegato, "allora ecco l’itinerario, messo a punto dopo i confronti con chi dirige i musei. Le giornate gratuite annuali diventeranno 20. Rimarranno gratuite le prime domeniche del mese nella bassa stagione turistica, diciamo da ottobre a marzo, quando minore è la pressione dei turisti stranieri. Poi ci sarà una intera settimana gratuita che servirà come lancio ideale della nuova stagione turistica: quest’anno sarà nel mese di marzo". 

Bonisoli nega così di voler abolire le giornate di ingresso gratuito nei musei. "Non solo non le aboliremo, ma le aumenteremo", ha assicurato, "ma vorrei cominciare dalla novità più rilevante che riguarda i giovani. Dal 2019 tutti gli under 25, italiani e stranieri, pagheranno solo 2 euro di ingresso. Le nuove generazioni dovranno ereditare il nostro patrimonio culturale ed è doveroso metterle nelle condizioni di conoscerlo, amarlo, ritenerlo 'proprio'". "Un ingresso semplicemente gratuito sottrarrebbe una doverosa quota di responsabilità nella scelta", ha sottolineato il ministro, "ma questo strumento ci mette nelle condizioni di non impoverire gli introiti e di non sottrarre risorse ai nostri bilanci".

E l'ingresso gratuito a chi ha più di 65 anni? "In questo momento, la fascia sociale che in Italia ha bisogno di maggior sostegno è rappresentata dai giovani", ha spiegato Bonisoli, "infatti stiamo studiando ulteriori misure di tariffe agevolate per gli under 25 sia per il teatro che per il cinema, proprio per favorire la conoscenza di questi mondi da parte dei ragazzi. Ma, come vedremo adesso con gli ingressi gratuiti, ci saranno numerose opportunità gratuite anche per gli anziani, per gli interi nuclei familiari".

 

Il Leone d'oro della 75esima Mostra del Cinema di Venezia è andato al film 'Roma' del registra messicano Alfonso Cuaron. Il Leone d'argento va a Jacques Audiard, regista di "The sisters brothers" .Leone d'argento – gran premio della giuria della 75. Mostra del Cinema di Venezia – e' stato assegnato a Yorgos Lanthimos per "The Favourite" (Gran Bretagna, Irlanda, Usa).  Premio per la miglior sceneggiatura della 75. Mostra del Cinema di Venezia e' andato a Joel e Ethan Coen per "The ballad of buster scruggs" (Usa)

L’unico modo per capire quel senso di abbandono, sorpresa, sovrana confusione è inserire un dvd nel televisore e guardarsi la telefonata tra il sottotenente del Regio Esercito Italiano Alberto Innocenzi, al secolo Alberto Sordi, ed il comando di Venezia: “Signor generale, i tedeschi si sono impazziti. Si sono alleati con gli americani … ”. La linea a quel punto si interrompe. Non verrà mai ripristinata: è l’8 settembre 1943, e ancora 75 anni dopo noi non sappiamo se quel momento segnò la morte della Patria, o la sua rinascita. Le mitragliatrici tedesche continuano a sparare sui militari italiani. Innocenzi Alberto, classe 1920, prende, a piedi, la via di Roma. È l’inizio di “Tutti a casa”, capolavoro firmato Luigi Comencini, un titolo che è entrato nel frasario comune perché come pochi altri riflette uno stato d’animo vissuto da un’intera nazione.

Cronaca di un giorno normale

L’8 settembre del ’43 vede l’Italia stanca di una guerra che dura da 1.184 giorni, nonostante il fascismo che l’ha voluta non esista più, almeno ufficialmente, da un mese e mezzo. Il Paese sonnecchia – è la fine dell’estate – in attesa degli eventi. Gli eventi ci sono stati, ma nessuno l’ha detto all’Italia.

Cinque giorni prima, in una Sicilia già occupata dagli Alleati, i rappresentanti del governo Badoglio hanno firmato l’armistizio con il generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate nel Mediterraneo. Vittorio Emanuele lo sa, ma tentenna: annunciarlo o no? I nazisti potrebbero reagire.

Nessuna decisione viene presa, gli americani perdono le staffe e fanno sapere che o l’annuncio lo danno gli italiani, o faranno loro. E sarà peggio.

Alle 19,43 il generale Badoglio, capo del governo, parla alla nazione via etere, e dall’Eiar annuncia la cessazione delle ostilità. Nelle case è ora di cena e nelle caserme del rancio. Nessuno può essere preparato. Nessuno, tranne la Corte e il governo.

Tutti a Pescara

È la pagina più nera della storia dell’Italia unita: il Re fugge da Roma con tutta la sua corte, Badoglio con i suoi ministri. Roma e l’Italia sono lasciate al loro destino, sotto la foglia di fico di un’amministrazione militare o più semplicemente nel vuoto più assoluto. I maggiorenti di una monarchia che tempo tre anni sarà mandata essa stessa a casa viaggiano nella notte per Pescara, per prendere una corvetta in direzione della costa pugliese, e di lì finire con il tempo a Salerno. Come sempre in questi casi qualcuno resta fuori: Mafalda di Savoia, di ritorno dalla Bulgaria, non viene avvertita. Nemmeno lei. Morirà a Buchenwald. L’unica Savoia ad avere condiviso il destino dei suoi sudditi.

L’inatteso risveglio

Il resto è storia nota: nascita del movimento di Resistenza, la Guerra di Liberazione, la nascita della Repubblica Sociale e il 25 aprile. Ma anche negli anni del Boom, anche quando l’Italia è divenuta una democrazia matura un tarlo continua a scavare nella mente degli storici, dei politici, dei polemisti o anche solo di chi ha memoria. Fu il giorno della dissoluzione del Paese, della sua umiliazione totale: chi non è in grado di chiudere la porta di casa ai ladri e agli assassini è un essere umano fallito. Ma basta, questa interpretazione?

In fondo proprio quello che nacque di buono più tardi, dalla Costituzione alla ripresa economica alla democrazia, inizia in quelle poche ore che vanno dalle 19,43 alla mezzanotte di quel giorno infausto di 75 anni fa. Il desiderio legittimo di salvare la pelle porta sì alla vigliaccheria, ma al tempo stesso impone una istintiva riflessione: se sia vita quella senza dignità, o se non valga la pena di lottare per una vita dignitosa. Ecco allora che l’8 Settembre segna una necessaria, istintiva reazione, che spinge il giovane Persichetti, insegnante di liceo, a finire a Porta San Paolo sotto i colpi dei nazisti per impedire, quasi a mani nude, l’ingresso a Roma ai paracadutisti del colonnello Student. Roma, città accidiosa per eccellenza, serva di tutti gli eserciti, fu la prima a reagire e questo la dice lunga.

Se, come diceva Flaiano, il Tricolore reca tessuta in un angolo, piccola piccola, la frase "tengo famiglia", è anche vero che anche di rispetto di sè è fatta l'anima di questo Paese. E in molti lo capirono, quella notte e nelle notti successive. Solo che ancora adesso non ci riflettiamo abbastanza su.

Lo capisce anche Alberto Innocenzi, che nel frattempo è finito a Napoli invece di fermarsi a casa, sospinto dagli eventi più grandi di lui. Alla fine anche Alberto Sordi, la rappresentazione plastica dell’arte di arrangiarsi, prende il fucile e spara sui nazisti. E dice: “Non si può sempre restare a guardare”. Anche questo sarebbe stato un bellissimo titolo per il film di Comencini.

"Di comune accordo con Asia Argento, Sky Italia e FremantleMedia Italia hanno deciso di interrompere la collaborazione con l'artista per tutelare i concorrenti rispetto a una vicenda che è estranea a loro e al programma e che distoglierebbe l'attenzione dal vero fulcro di X Factor, la musica e il talento". E' ufficiale, dopo le audizioni, Asia Argento non sara' piu' fra i giudici di X Factor: questo il testo della nota distribuita oggi ai cronisti alla conferenza stampa di presentazione dell'edizione 2018 di X Factor, negli studi di Sky a Milano. In particolare l'artista rimarrà nelle puntate delle audizioni ma non ci sarà al live.

L'incendio è domato, ma "duecento anni di lavoro, ricerca e conoscenze sono andati perduti". Il presidente brasiliano, Michel Temer, è lapidario: l'incendio divampato ieri nel Museo nazionale di Rio de Janeiro, il più antico del Brasile e che ospita circa 20 milioni di pezzi risalenti a diversi periodi storici, non ha lasciato nulla di intatto, e porta via con sè, duecento anni dopo la sua nascita, un pezzo di identità culturale del gigante latinoamericano.

I vigili del fuoco hanno lavorato sei ore, riuscendo a spegnere l'incendio, ma restano ancora piccoli focolai che bruciano all'interno dell'edificio storico, inaugurato dal re Juan VI del Portogallo il 6 giugno 1818 e considerato il quinto più grande museo al mondo per collezione esposta. I danni causati dal rogo, ha spiegato Temer, sono troppo grandi per essere calcolati. Il ministro della Cultura, Sergio Sa' Leitao, ha denunciato che il disastro è il risultato di "anni di negligenza", in uno Stato – quello di Rio de Janeiro – colpito da crisi economica e da diversi scandali di corruzione che hanno eroso i conti pubblici di Rio de Janeiro. 

L'8 Luglio 1978, un altro terribile incendio, questa volta al museo d'arte moderna di Rio de Janeiro, distrusse importanti dipinti di artisti come Pablo Picasso, Salvador Dalì e Joaquin Torres-Garcia, che erano esposti in una mostra temporanea. Negli ultimi anni, diversi musei in Brasile hanno subito incendi: nel 2015, il museo lingua portoghese e nel 2013, il Latin America Memorial, progettato dall'archistar brasiliana Oscar Niemeyer, entrambi a San Paolo. 

"È finita, non ci sarà più niente"

Il museo nazionale di Rio ospitava, tra pezzi di importanza straordinaria, il meteorite Bendegò, il piu' grande mai trovato nel Paese, una collezione di mummie egizie e il teschio del cranio di Luzia "la più antica donna in America", morta oltre 11 mila anni fa. L'ex direttore del Museo Nazionale di Rio de Janeiro, José Perez Pombal, che si è recato sul posto, ha dichiarato che "non resterà nulla". "Non ci sarà più niente, le fiamme sono così alte e il fuoco è ovunque, il palazzo brucerà tutto e anche le collezioni, le mummie, tutto", ha affermato. "È finita, non so se l'istituzione continuerà ad esistere dopo", ha aggiunto. Il vice direttore dell'istituto, Luis Fernando Duarte, ha accusato lo Stato di "mancanza di sostegno" che ha portato alla "tragica situazione". "È un giorno triste per tutti i brasiliani", ha sottolineato Temer. Proprio la direzione del museo, però, era finita nel mirino di una polemica per aver rifiutato la proposta di una iniziativa di microfinanza pubblica destinata a rendere costante la manutenzione e a far aprire una delle sale più importanti, quella destinata alla ricostruzione in copia di un dinosauro le cui ossa, risalenti a 80 milioni di anni fa, furono trovate nell'area della città di Prata.

La Procura di Parigi ha aperto un'indagine preliminare su Gerard Depardieu per "stupro e violenza sessuale". Lo riferiscono fonti giudiziarie dopo una denuncia presentata lunedì contro la star del cinema francese, mentre il suo avvocato, Hervé Temime, nega categoricamente "ogni aggressione, ogni stupro". Secondo quanto riferito da BfmTv, la denuncia sarebbe stata presentata da una giovane attrice e ballerina di una ventina d'anni.

La denuncia contro il 69enne attore è stata presentata lunedì nella giurisdizione del procuratore di Aix-en-Provence (nel sud del Paese), che si è dichiarato incompetente e ha trasmesso gli atti alla procura di Parigi, ha specificato la fonte giudiziaria. "Deploro la pubblicità di questa procedura, che reca un grave danno a Gerard Depardieu, del quale sono convinto che sarà riconosciuta l'innocenza", ha affermato Temime, chiedendo "massima moderazione e rispetto della legge". 

Quarantatré pali dell'illuminazione, tante quante sono le vittime del crollo del vecchio Morandi, su una linea semplice e pulita, priva di "strallatura", ovvero di strutture che sovrastino la carreggiata, con il peso sostenuto interamente dai piloni.

E' questa, secondo quanto anticipato dal Secolo XIX, l'idea del nuovo ponte Morandi, offerta da Renzo Piano e consegnata al commissario per l'emergenza e governatore ligure Giovanni Toti.

I pali dell'illuminazione sono l'elemento "memoriale" del progetto dell'archistar: renderebbero omaggio alle 43 persone che hanno perso la vita il 14 agosto scorso e sarebbero visibili in tutta la vallata. Il progetto di Piano è diverso rispetto a quello parzialmente annunciato da Autostrade per l'Italia, al momento società designata per demolire e ricostruire il ponte: un viadotto in acciaio con una struttura strallata. Entro il 31 agosto si conosceranno anche ulteriori dettagli di questo piano.

Non solo il ponte per Genova

Per Genova "serve un progetto di rinascita, di riscatto per tutta l'area colpita. Non c'è solo un ponte da ricostruire, ma un pezzo di città in trasformazione da ridisegnare" dice l'architetto che è anche senatore a vita a 'Repubblica'. "Questo – spiega Piano – è il classico caso in cui serve un concorso aperto a tutti: architetti, paesaggisti, ingegneri. Quello del ponte è un tema che tocca tutti e tutte le corde: da quella tecnologica a quella poetica. Ho fatto qualche schizzo, ma è soltanto l'inizio. La parte di città colpita dal crollo è fatta di aree industriali e ferroviarie parzialmente dismesse e comunque in trasformazione. Urbanisticamente è molto interessante. Dobbiamo cogliere l'opportunità per riscattare questo pezzo di Genova e quindi tutta la città".

"Le città – prosegue Piano – fanno questo, crescono costruendo sul costruito. E' un grande tema che non è associato soltanto al ponte crollato. Il paradosso è che per questa periferia c'era un progetto finanziato, ma il Parlamento con il Milleproroghe ha rinviato al 2020 i fondi stanziati per il piano nazionale delle periferie". 

 Il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, indicato dalla Lega, anticipa a 'La Stampa' che si prepara una nuova modifica della maturità.

"E' un lavoro che stiamo facendo con gli uffici del Ministero. Lo dettaglieremo a decisioni prese e, comunque, entro settembre. L'esame è sempre un tema delicato che mette in fibrillazione ragazzi e famiglie".

Bussetti dice di essere impegnato per "una partenza ordinata" del nuovo anno scolastico, e segnala che "è un lavoro complesso. E va detto con chiarezza che si svolge in condizioni molto difficili, che ereditiamo dal passato. La situazione delle scuole senza un dirigente – abbiamo oltre 1.700 reggenze – è frutto di sette anni senza concorsi. Si potevano bandire prima. Le carenze di insegnanti in alcune classi di concorso e sul sostegno – prosegue il ministro – sono l'eredità di gestioni miopi e di decisioni prese a rilento. Stiamo lavorando a un piano di reclutamento pluriennale per arginare le emergenze e superarle". Il ministro conferma poi che per le maestre con diploma magistrale "è previsto un concorso straordinario. C'è un impegno preciso a risolvere la questione in tempi brevi", assicura.

E' morto questa notte a Livorno, dove viveva da tempo, Lindsay Kemp. Il coreografo, attore, ballerino, mimo e regista britannico aveva da poco compiuto 80 anni. Considerato uno dei maestri del teatro di danza contemporaneo, Kemp stava allestendo un laboratorio performativo per il teatro sociale di Como che avrebbe dovuto presentare a settembre.

 Danny Boyle ha rinunciato a dirigere il prossimo film di James Bond. Lo annuncia il sito internet ufficiale di 007. Alla base della decisione del regista premio Oscar ci sarebbero "differenze creative". "Michael G. Wilson, Barbara Broccoli e Daniel Craig hanno annunciato oggi che, a causa di differenze creative, Danny Boyle ha deciso di non dirigere piu' Bond 25", si legge sul sito, in riferimento ai produttori e alla star del film.

Flag Counter