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(AGI) – Roma, 20 giu. – “Gli immigrati? Buttateli a mare”. “Bruciarli vivi e rimpatriarli”. “Mi manca Hitler”. “Non beccano mai una stretta parente della Boldrini o della Kyenge (beccare loro e’ impossibile, sono scortate)”. Sono alcuni dei commenti postati su facebook da un ispettore della polizia, dirigente della Polfer di Catania, la cui pagina ora e’ chiusa. La denuncia e’ stata fatta dal deputato di Sel, Erasmo Palazzotto, che ha chiesto l’intervento del capo della polizia, Pansa. La Digos della Questura di Catania ha provveduto gia’ questa mattina alla trasmissione alla locale Procura della Repubblica degli atti relativi alle dichiarazioni pubblicate sul profilo social network riferite ad un appartenente della Polizia Ferroviaria di Catania del ruolo degli Ispettori. Il Questore di Catania ha incaricato di avviare “con rapidita’ e rigore le opportune valutazioni per le adozioni dei relativi provvedimenti disciplinari”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 20 giu. – Con l’operazione aygor la polizia di Stato ha arrestato 17 persone e denunciate 92 su tutto il territorio nazionale, per i reati di pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico. L’indagine, di portata internazionale, e’ iniziata nel 2013 dalla collaborazione tra la Polizia Tedesca – Bka e il compartimento di polizia postale e delle comunicazioni di Roma, coordinata dal servizio polizia postale e dal pool ‘reati sessuali’ della Procura di Roma. Durante l’operazione sono stati rinvenuti decine di migliaia di files divulgati, da utenti italiani e stranieri, su circuiti telematici di file sharing, anche attraverso il deep web. Nel corso delle perquisizioni sequestrati computer, smartphone, tablet e diversi hard disk protetti da un sistema sofisticato di crittografia. La maggior parte dei video e delle immagini trovati sono particolarmente efferati e scabrosi, raffiguranti bambini in tenera eta’ abusati, umiliati e talvolta seviziati. I responsabili, tutti uomini tra i 25 e i 75 anni, di diversa estrazione sociale, tra cui vari professionisti, nonche’ un maestro di scuola elementare, sono finiti in carcere.(AGI) .

(AGI) – Roma, 19 giu. – Dopo il provvedimento di dissequestro del Molo D dell’Aeroporto di Roma Fiumicino emesso dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia, e destinato al gestore Aeroporti di Roma, l’Enac “si fara’ parte attiva per ripristinare in tempi brevi la piena capacita’ operativa dello scalo”. E’ quanto si legge in una nota dell’Ente. “L’obiettivo – prosegue la nota – e’ quello di consentire al piu’ presto il ritorno alla normale attivita’ dell’aeroporto di Roma Fiumicino per garantire efficienza e qualita’ dei servizi in vista anche dell’avvio della stagione estiva”. .

(AGI) – Roma, 19 giu. – Adottare la misura della “straordinaria e temporanea gestione” dell’appalto relativo alla gestione del Cara di Mineo. E’ quanto chiede, con una lettera inviata oggi al prefetto di Catania, il presidente dell’Autorita’ nazionale anticorruzione Raffaele Cantone.

Si tratta dell’appalto, relativo all’affidamento per 3 anni dei servizi e delle forniture per la gestione del centro di accoglienza per richiedenti asilo, aggiudicato al raggruppamento temporaneo di imprese, si ricorda nella lettera firmata dal presidente dell’Anac, di cui fanno parte il Consorzio di cooperative sociali ‘Casa della Solidarieta” “in qualita’ di mandataria” e, tra le altre, la ‘Cascina Global Service’ srl “in qualita’ di mandante”.

Nella sua lettera, Cantone fa riferimento al contenuto dell’ordinanza del gip di Roma del 29 maggio scorso, relativa agli sviluppi dell’inchiesta su Mafia Capitale. L’ordinanza del gip di Roma, rileva Cantone, “ricostruisce, con assoluta precisione e chiarezza, tutta l’attivita’ illecita posta in essere da un sodalizio criminale organizzato secondo il vincolo associativo”, nonche’ “i rapporti di natura corruttiva instaurati da Luca Odevaine, nell’ambito del suo ruolo istituzionale di appartenente al Tavolo di Coordinamento Nazionale sull’accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale e in qualita’ di componente della commissione di gara per l’aggiudicazione dei servizi di gestione del Cara di Mineo, con esponenti del gruppo imprenditoriale La Cascina“.

I contenuti degli accordi corruttivi, secondo il presidente dell’Anac, “sono dimostrati in maniera incontrovertibile” anche “da una pluralita’ di intercettazioni ambientali, che hanno consentito, da un lato, di registrare incontri diretti tra Odevaine e gli esponenti del gruppo La Cascina, nel corso dei quali sono stati concordati i dettagli dell’accordo corruttivo, la consegna di somme di denaro in esecuzione degli accordi, l’alterazione della gara in corso per favorirne l’aggiudicazione al raggruppamento al quale partecipavano imprese del gruppo La Cascina e, dall’altro, di acquisire la narrazione che del contenuto di tali accordi rendeva lo stesso Odevaine a diversi suoi interlocutori”.

Quanto alla valutazione di gravita’ che giustifica la proposta di commissariamento, Cantone, nella sua lettera al prefetto di Catania, evidenzia che “i fatti come ricostruiti nel provvedimento restrittivo adottato dal gip” di Roma “appaiono di per se’ connotati da un livello di gravita’ tale da giustificare la richiesta della piu’ grave misura della straordinaria e temporanea gestione”.

L’atto con cui si richiede al prefetto di Catania il commissariamento del Cara di Mineo, e’ stato trasmesso anche al procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, secondo quanto previsto dalla legge. (AGI)

(AGI) – Roma, 19 giu. – L’unico ente titolato a sanzionare l’illegittima erogazione delle somme con cui e’ stato pagato il salario accessorio dei dipendenti del Comune di Roma, 350 milioni di euro secondo il Ministero dell’Economia, e’ la Corte dei Conti che infatti ha gia’ aperto un fascicolo di indagine sulla vicenda. E’ quanto fanno sapere dagli uffici del personale del Campidoglio, dai quali si apprende che quindi il Mef non puo’ richiedere e non ha richiesto formalmente la restituzione di tale somma. Dal Comune arriva anche l’assicurazione che i salari dei dipendenti non saranno toccati, e che quindi le somme illegittimamente erogate in passato ai lavoratori non verranno dedotte dagli stipendi futuri. Il tema e’ stato discusso questa mattina durante la seduta della giunta capitolina e sara’ al centro di un incontro con le organizzazioni sindacali convocato, alle 17, dal sindaco di Roma Ignazio Marino. (AGI)

(AGI) – CdV, 19 gen. – “Il mio invito a non entrare nei dettagli tecnici (ancora in discussione) non aveva nessuna intenzione di ‘mentire’ al Papa, ma semplicemente di tacere di cio’ che ancora non era chiaro neppure ai tecnici”. Lo afferma il cardinale Giuseppe Versaldi in una dichiarazione diffusa “per una corretta interpretazione” di una sua telefonata intercettata e pubblicata in merito alla operazione di salvataggio dell’Ospedale IDI. “La telefonata – spiega Versaldi – va collocata nel tempo e nel contesto in cui e’ avvenuta, cioe’ all’inizio delle ipotesi di proposte di salvataggio dell’Ospedale, quando ancora imprecisate erano le possibili vie tecniche da seguire”. “Gli incontri tecnici precedenti l’incontro con il Papa – afferma l’attuale prefetto dell’educazione cattolica – erano serviti a fare alcune ipotesi e il mio mandato era sempre di seguire tutte le vie in accordo con le leggi vaticane e italiane”. (AGI) (AGI) – CdV, 19 giu. – Secondo Versaldi, “l’incontro con il Santo Padre era finalizzato a ottenere l’approvazione generale a proseguire su questa linea di salvataggio per arrivare successivamente a una approvazione circa la soluzione individuata”. “In questo contesto – sottolinea il cardinale – successivamente sono cadute tutte le ipotesi e si e’ giunti alla soluzione che di fatto e’ stata trovata, proposta ed approvata anche dai Commissari governativi e che, come da atto pubblico documentato (a cui rimando le persone che cercano giustamente la verita’ nella trasparenza),� e’ consistita in un prestito di Euro 50 milioni erogato dall’APSA, dopo il consenso avuto dal Santo Padre� in una udienza successiva a quella a cui si riferisce la telefonata. Infine tengo a riportare il discorso alla sua sostanza e cioe’ all’avvenuto salvataggio di 1334 posti di lavoro che altrimenti erano a forte rischio con la perdita di strutture sanitarie di eccellenza”. “Cio’ – conclude Vrersaldi – e’ avvenuto grazie alla collaborazione pubblica e trasparente di molti e anche del Governo italiano tramite le sue competenti istituzioni che ringrazio”. .

(AGI) – CdV, 19 giu. – “Se la molla che spinge l’uomo e’ l’accumulo, le ricchezze arriveranno a invadergli il cuore, che finira’ corrotto”. Papa Francesco ha rinnovato – nell’omelia pronunciata alla Domus Santa Marta – il suo monito riguardo ai rischi che corrono i ricchi se tengono tutto per se stessi.

“Cio’ che invece salva il cuore – ha detto Bergoglio – e’ usare la ricchezza che si ha per il bene comune”. Non sono “come una statua”, le ricchezze, ha spiegato. “Ferme, in un certo senso ininfluenti sulla vita di una persona”, invece “hanno la tendenza a crescere, a muoversi, a prendere il posto nella vita e nel cuore dell’uomo”.

“Dov’e’il tuo tesoro – ha ricordato il Papa citando le parole di Gesu’ – la’ sara’ anche il tuo cuore. Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo”.

Certo, riconosce Francesco, “alla radice” dell’accumulo “c’e’ la voglia di sicurezza”. Ma il rischio di farlo solo per se stessi e dunque di restarne schiavi e’ altissimo. “Alla fine – infatti – queste ricchezze non danno la sicurezza per sempre. Anzi ti portano giu’ nella tua dignita’. E questo in famiglia: tante famiglie divise. Anche nella radice delle guerre c’e’ questa ambizione, che distrugge, corrompe. In questo mondo, in questo momento, ci sono tante guerre per avidita’ di potere, di ricchezze. Si puo’ pensare alla guerra nel nostro cuore. ‘Tenetevi lontano da ogni cupidigia!’, cosi’ dice il Signore. Perche’ la cupidigia va avanti, va avanti, va avanti… E’ uno scalino, apre la porta: poi viene la vanita’ – credersi importanti, credersi potenti.. – e, alla fine, l’orgoglio. E da li’ tutti i vizi, tutti. Sono scalini, ma il primo e’ questo: la cupidigia, la voglia di accumulare ricchezze”.Per Papa Francesco anche se “accumulare e’ proprio una qualita’ dell’uomo” e “fare le cose e dominare il mondo e’ anche una missione”, bisogna lottare ogni giorno per non diventare schiavi del denaro e “gestire le ricchezze della terra bene, perche’ siano orientate al Cielo e diventino ricchezze del Cielo”.

“Quando il Signore benedice una persona con le ricchezze: lo fa – ha scandito Bergoglio – amministratore di quelle ricchezze per il bene comune e per il bene di tutto, non per il proprio bene. E non e’ facile diventare un onesto amministratore, perche’ sempre c’e’ la tentazione della cupidigia, del diventare importante. Il mondo ti insegna questo e ci porta per questa strada”. La raccomandazione del Papa ai ricchi e’ dunque di “pensare agli altri, pensare che quello che ho e’ al servizio degli altri e che nessuna cosa la potro’ portare con me. Ma se io uso quello che il Signore mi ha dato per il bene comune, come amministratore, questo mi santifica, mi fara’ santo”.

Dunque, “accumulare, si’, va bene. Tesori, si’, va bene: ma quelli che hanno valore nella ‘borsa del Cielo’. Li’, accumulare li’!”. (AGI)

(AGI) – Roma, 19 giu. – Il Codacons affila le armi legali dopo la sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce come gli autovelox, ai fini della correttezza delle multe elevate, debbano essere obbligatoriamente sottoposti a verifiche e tarature periodiche. “E’ evidente come, dopo la sentenza della Consulta, le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano assolutamente nulle – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Questa sentenza apre uno scenario senza precedenti: sara’ possibile ora ottenere l’annullamento di migliaia e migliaia di multe per eccesso di velocita’, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista dalla Corte Costituzionale”. E il Codacons annuncia l’arrivo di una valanga di ricorsi a tutela degli automobilisti. “Siamo a favore della sicurezza stradale, ma contro lo strumento dell’autovelox, a maggior ragione se viene utilizzato dalle amministrazioni comunali al solo scopo di far cassa. Per tale motivo – annuncia Rienzi – stiamo studiando azioni legali da intraprendere negli oltre 8000 Comuni italiani, al fine di far ottenere agli automobilisti multati il rimborso delle somme spese per le infrazioni registrate da autovelox non a norma. Non solo. Ora i Comuni saranno costretti ad allegare ai verbali per multe da autovelox l’attestazione riportante la data dell’ultima taratura degli apparecchi – conclude il Presidente Codacons -, pena l’impugnazione delle sanzioni da parte degli automobilisti”.

(AGI) – Roma, 19 giu. – Il Codacons affila le armi legali dopo la sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce come gli autovelox, ai fini della correttezza delle multe elevate, debbano essere obbligatoriamente sottoposti a verifiche e tarature periodiche. “E’ evidente come, dopo la sentenza della Consulta, le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano assolutamente nulle – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Questa sentenza apre uno scenario senza precedenti: sara’ possibile ora ottenere l’annullamento di migliaia e migliaia di multe per eccesso di velocita’, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista dalla Corte Costituzionale”. E il Codacons annuncia l’arrivo di una valanga di ricorsi a tutela degli automobilisti. “Siamo a favore della sicurezza stradale, ma contro lo strumento dell’autovelox, a maggior ragione se viene utilizzato dalle amministrazioni comunali al solo scopo di far cassa. Per tale motivo – annuncia Rienzi – stiamo studiando azioni legali da intraprendere negli oltre 8000 Comuni italiani, al fine di far ottenere agli automobilisti multati il rimborso delle somme spese per le infrazioni registrate da autovelox non a norma. Non solo. Ora i Comuni saranno costretti ad allegare ai verbali per multe da autovelox l’attestazione riportante la data dell’ultima taratura degli apparecchi – conclude il Presidente Codacons -, pena l’impugnazione delle sanzioni da parte degli automobilisti”. .

(AGI) – Palermo, 19 giu. – “Ho deciso di collaborare perche’ ci sono stati troppi morti ed in particolare quelli di Lampedusa del 3 ottobre 2013, su cui io non c’entro nulla ed anche numerosi altri. Anzi preciso che i morti di cui si viene a conoscenza sono una minima parte tant’e’ che in Eritrea 8 famiglie su 10 hanno avuto delle vittime dovute ai viaggi dei migranti”. Lo dice l’eritreo Nuredin Wehabrebi Atta, sentito a verbale il 13 maggio scorso a conferma della sua collaborazione con l’autorita’ giudiziaria di Palermo. Atta e’ accusato, assieme ad altri, di associazione a delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani. Stamattina e’ iniziata davanti al gup Angela Gelardi l’udienza preliminare del procedimento denominato “Ermias + 8”, nell’ambito del quale Atta ha partecipato in video conferenza da una localita’ protetta. I verbali con le sua dichiarazioni, in gran parte coperte da omissis, sono stati depositati dal pm Calogero Ferrara. Dopo il tragico naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013, in cui morirono almeno 366 persone, la procura di Palermo ha portato a termine le operazioni “Glauco” 1 e 2 contro i trafficanti. A giugno 2014 la polizia esegui’ una prima tranche di arresti tra Agrigento, Catania, Milano, Roma e Torino (“Glauco 1”), ricostruendo le rotte e le tappe intermedie, caratterizzate spesso da stupri di massa e segregazioni, di quello e di numerosi altri terribili viaggi di centinaia di profughi, spinti e sfruttati durante le peregrinazioni dai componenti di un network malavitoso transnazionale, composto da eritrei, etiopi e sudanesi. Atta, fanno notare in Procura a Palermo, e’ il primo trafficante di immigrati che decide di collaborare con la giustizia. A lui e’ stata applicata la stessa legge che disciplina il pentimento dei mafiosi e finora mai utilizzata in processi relativi alle organizzazioni che gestiscono i viaggi dei profughi. (AGI)

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