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AGI – “Al momento non sono stati recuperati cadaveri”. Lo ha detto il Prefetto di Napoli, Claudio Palomba, incontrando i giornalisti. Abbiamo concordato che nella zona prospicente alla frana, in via preventiva, saranno spostati tutti i nuclei familiari e radunati per il momento nel palazzetto dello sport di Ischia”, ha aggiunto. 

“Saranno dislocati in strutture alberghiere già individuate – aggiunge – individueremo un numero di strutture più ampio qualora ci fosse la necessità”. Il prefetto spiega inoltre che la “viabilità è in qualche modo ripresa” e che “si opera in una situazione di estrema difficoltà, perché a causa del maltempo gli elicotteri hanno difficoltà a sorvolare la zona”. La Capitaneria di porto ha messo a disposizione navi straordinarie, grazie ai quali sono stati trasportati ulteriori mezzi di soccorso”.

Poco dopo ha parlato anche il ministro Piantedosi: “La situazione è molto grave e complicata. Al momento ci sono 12 dispersi. Si tratta di persone sotto il fango”. “Al momento non ci sono morti accertati – ha aggiunto. “C’è qualche difficoltà nelle operazioni di soccorso perché le condizioni climatiche sono ancora molto impegnative pero’ stiamo mandando mezzi sia via mare sia per il sorvolo aereo”.

#Ischia #nubifragio, prosegue l’intervento dei #vigilidelfuoco per il soccorso alla popolazione. Difficoltà a raggiungere l’isola con motobarche ed elicotteri [#26novembre 10:30] pic.twitter.com/TAkmL2KURV

— Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco)
November 26, 2022

In precedenza Matteo Salvini, aveva parlato di “otto morti accertati per la frana a Ischia”. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture è intervenuto nel corso dell’inaugurazione della M4. “Da Nord a Sud va protetto perché è il Paese più bello del mondo”, ha concluso. 

In un primo momento si era parlato di 13 i dispersi a seguito nella frana che ha travolto le abitazioni a Casamicciola Terme, sull’isola di Ischia, alle 5 di questa mattina. Un numero ancora non accertato definitivamente.

#Ischia #nubifragio, continua l’intervento dei #vigilidelfuoco per il soccorso alla popolazione: giunte squadre in rinforzo con i traghetti. Nella clip la ricognizione aerea con l’elicottero sulla zona di Casamicciola [#26novembre 12:30] pic.twitter.com/wydBu2fQt8

— Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco)
November 26, 2022

I danni del maltempo

Case allagate nei primi piani, fango nelle strade, auto trascinate via. Decine e decine di segnalazioni alle forze dell’ordine e ai vigili del fuoco. Allertata anche la prefettura di Napoli. L’isola è di nuovo al collasso per il maltempo. Dalle 21 di ieri sera su gran parte della Campania è allerta arancione e che dovrebbe perdurare fino alle 21 di oggi.

Sono almeno tredici gli edifici crollati per la furia del fango che questa mattina all’alba ha travolto la zona di Celario all’Ischia. Quasi tutti i residenti della zona sono rimasti bloccati nelle abitazioni e senza corrente elettrica. C’è un gruppo di turisti che è rimasto bloccato all’interno dell’hotel Terme Manzi. È stato necessario l’intervento dei soccorsi per liberarli e portarli via. 

Continua a piovere con vento gelido che sferza i soccorritori mentre a Napoli infermieri e medici sono pronti a un piano di emergenza. Nel comune di Casamicciola quattro auto sono ribaltate sull’asse viario e non si è ancora riuscito a comprendere se dentro ci fossero persone

Un uomo estratto dal fango

I soccorritori a Casamicciola in una delle case interessate dalla frana di questa mattina alle 5 nell’isola di Ischia, hanno recuperato dal fango il giovane Gianluca Monti vivo. L’uomo vive insieme al figlio e alla compagna, che si cercano tutt’ora, in una abitazione al civico 8 di via Celario che è tra quelle travolte e distrutte da fango e detriti. E’ stato portato in ospedale per accertamenti

AGI – Una persona è morta e altre due sono rimaste ferite in seguito a un’eplosione verificatasi in un fabbricato a Bagnara Calabra, nel Reggino. A causare lo scoppio, avvenuto in una costruzione col tetto in lamiera nella frazione Favazzina, secondo le prime notizie, potrebbe essere stata una bombola.

Sul posto squadre dei Vigili del Fuoco. Nel fabbricato si stava lavorando con una “fonderia casalinga” alimentata da una bombola a gas gpl. Secondo i vigili del fuoco a provocare lo scoppio sarebbe stata una sacca di gas esplosa che si sarebbe creata all’interno della struttura.

Forse una scintilla ha innescato l’esplosione e le conseguenze sono state fatali per uno degli uomini presenti. Per uno dei feriti le lesioni sono state gravi. L’esplosione gli ha provocato l’amputazione di un braccio, mentre l’altro è ricoverato in stato di shock in ospedale. Nel fabbricato c’erano attrezzi da lavoro che sono andati distrutti. I vigili dle fuoco hanno spento le fiamme e messo in sicurezza l’area. 

AGi – “Il cambiamento climatico c’entra di sicuro: ci sono piogge più consistenti, ovvero più acqua in meno tempo. E questo è un elemento importante di cui tener conto. Ma non nascondiamoci: tutto il resto è colpa nostra“. Lo ha detto all’AGI il geologo Mario Tozzi a proposito della frana di Ischia. “Colpa nostra certo – sottolinea – c’è degrado, ci si preoccupa del profitto, della stagione turistica e non della cura del territorio. Non c’è cura e manutenzione del territorio, e senza è tutto inutile”.

Per l’esperto, “in passato anche con precedenti governi sono state fatte cose buone, come quelle di recuperare denari come sei o sette miliardi per il dissesto idrogelogico ma poi, tranne che per due opere, i denari non sono stati spesi. Allora di cosa parliamo? Manca una cultura del territorio, ci vuole una conoscenza maggiore. Tutte cose che a Ischia, sanno bene ma si dimenticano”.

“La manutenzione non va fatta a primavera o in autunno – ha concluso – ma sempre, tutto l’anno. La burocrazia? C’entra, soprattutto quando sappiamo che per abbattere un edificio abusivo e pericoloso ci vogliono anche otto anni. Ma non dimentichiamo che queste cose sono in capo ai sindaci…” 

AGI –  La vita di Vincenzo Semeraro è cambiata da quando, nella notte tra l’1 e il 2 agosto scorso, Donatella Hodo si è uccisa a 27 anni nel carcere veronese di Montorio, una delle 79 persone, record nero del millennio, che nel 2022 l’hanno fatta finita in cella. Quattro mesi dopo, il magistrato della Sorveglianza  che da anni seguiva la ragazza nel suo percorso di recupero sta cercando di mantenere una promessa in nome di Donatella.

“Più cura per le donne recluse”

“Qualcosa è cambiato, ci sto mettendo un maggiore impegno nel cercare di studiare di più i casi – racconta in un’intervista all’AGI nell’ambito della mostra ‘Disagio dentro’ in corso in Tribunale a Milano -. Nella sezione femminile ci sono mediamente all’anno una quarantina di detenute rispetto ai 500 uomini, è ovvio che le maggiori attenzioni siano riservate alla sezione maschile. Per questo sto cercando di mettere ancora più cura sulle detenute donne”.

Semeraro è uno dei giudici, una minoranza, che va a incontrare i reclusi di cui si occupa nel loro percorso di detenzione. E’ convinto che il magistrato debba “sentire la puzza” del carcere. Così faceva, vedendola spesso, con la ragazza che ha lasciato prima di morire un biglietto di scuse al suo fidanzato in cui spiegava di non poter più andare avanti nonostante il loro grande amore. “Sono stato criticato perché ho parlato di affetto nei confronti di Donatella perché un giudice dovrebbe mantenersi ‘terzo’, senza farsi coinvolgere troppo. Ma io penso che per fare bene questo mestiere sia necessario provare empatia”.

La storia della detenuta col cane in carcere 

Fa un esempio: “Quando lavoravo a Venezia, nella casa circondariale femminile è entrata una  giovanissima che non aveva nessuno fuori. Abbandonata dai parenti, viveva in strada con un cagnolino, il suo unico affetto. Grazie al buon senso della direttrice e del personale quel cane è stato adottato dal carcere e, quando la ragazza, che aveva problemi di dipendenza dalla droga come Donatella, aveva l’ora d’aria, poteva giocarci. Circa un mese dopo che ha finito la pena, ho letto su un giornale che è stata ritrovata morta in una calle di Venezia con una siringa ancora infilata nel braccio. Per me è stato un pugno nello stomaco. Mi sembra difficile dire che ci occupiamo di casi, sono persone”.

Al funerale di Donatella Hodo, venne letta una lettera firmata dal giudice (“La mandai a una terza persona che la diffuse senza la mia autorizzazione”) nella quale Semeraro parlò di “fallimento” suo e del sistema. “Voglio chiarire cosa intendevo. Molti sono convinti che facessi riferimento al carcere di Verona ma non è così. Pensavo al legislatore che non ebbe il coraggio di trasformare in legge nel 2018 i suggerimenti per aumentare le misure alternative provenienti dal tavolo di riforma penitenziario, rimasti lettera morta perché di lì a poco si andava a votare e si aveva paura della reazione degli elettori. Ai governi che non rimpolpano il personale della polizia penitenziaria e gli educatori che sono 700 per 55mila detenuti. Alle regioni da cui dipende la sanità penitenziaria e il numero di psicologi e psichiatri sempre più basso. Per andare via via più giù sino ad arrivare alla magistratura”.

“Nei colloqui non le ho fatto immaginare un futuro”

Semeraro ribadisce: “Prima di tutto il responsabile sono io perché faccio parte  di questo sistema. Se una ragazza si è uccisa per mancanza di una progettualità nel futuro dipende anche da me e dal fatto che nei colloqui non sono riuscito a prospettare dei futuri praticabili”.

E’ giusto tenere in cella le persone con dipendenze o disturbi pschiatrici? “Il legislatore prevede che ci siano istituti specifici destinati a detenuti con problemi di tossicodipendenza, gli Icat, ma purtroppo sono molto pochi in Italia. Sui malati psichiatrici c’è un vuoto normativo perché chi inizia a soffrirne in carcere non può andare nelle Rems. A volte possono essere sottoposti a 30 giorni di osservazione psichiatrica ma il vero problema è che spesso queste persone fuori non hanno nulla, nemmeno un tetto da mettersi sulla testa”.

La maggioranza dei sucidi sono proprio detenuti con dipendenze e disturbi psichiatrici.  Semeraro non immaginava che Donatella potesse farlo: “Spesso i segnali di malessere vengono ricostruiti dopo e così è stato anche per lei. Le altre detenute mi hanno detto che nei giorni precedenti aveva voluto a tutti i costi restituire oggetti di poco valore, come le creme depilatorie, che le erano state prestate. Ho avuto un colloquio col padre, dopo il funerale. Non so se ha apprezzato le mie parole ma so che per certo che seppellire un figlio è un dolore contro natura”.
 

AGI – L’Assemblea generale delle Nazioni Unite scelse il 25 novembre come data e sollecitò i governi, le organizzazioni internazionali e le Ong a spendere quel giorno per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza contro le donne. Violenza non solo fisica, ma intesa anche come disuguaglianza, disparità di trattamento sociale ed economico.

Da allora, dopo 22 anni, panchine e scarpe rosse, divenuti ormai simboli del tema e della giornata, sono ovunque. “Negli ultimi decenni sono stati compiuti sforzi significativi per riconoscerla, eliminarla e prevenirla in tutte le sue forme. Tuttavia, per troppe donne, il diritto ad una vita libera dalla violenza non è ancora realtà“. Parole contenute nel messagio del Presidente della Republbica Sergio Mattarella, per il quale “denunciare una violenza è un atto che richiede coraggio, abbiamo il dovere di sostenere le donne che hanno la forza di farlo”.

Su questo fronte le forze di polizia organizzano ogni anno, in questa giornata, ma non solo, iniziative e incontir per informare e sensibilizzare le donne a uscire dal silenzio. 

“La violenza contro le donne uccide più della mafia. Agire ‘dopo’ con pene esemplari non è sufficiente, bisogna riconoscere i segnali prima e fermare i violenti con fermezza. La donna deve essere ascoltata e creduta. E questo non sempre succede. Il Parlamento approvi quanto prima il pacchetto antiviolenza che abbiamo messo a punto con il precedente governo”. Lo scrive sui social Mara Carfagna, deputata e presidente di Azione, che nel 2009 fece approvare una legge sul reato di stalking.

Le denunce, quei tentativi di liberarsi soprattutto dalla spirale di rapporti familiari ‘malati’, sono aumentate e secondo l’Istat sono circa 19.600 le donne che hanno affrontato nel 2021 il percorso di uscita dalla violenza con l’aiuto dei Centri antiviolenza, di cui il 30% di nazionalità straniera.

Più del 70% delle donne cerca aiuto nei Centri antiviolenza dopo che ha subito per anni episodi di violenza.

 

AGI – Un anno fa, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, mi chiesi che cosa sarebbe rimasto di questo giorno, se la marea montante dei femminicidi non avrebbe finito con il produrre assuefazione e perché con tanta insistenza mi si domandava se preferivo essere chiamata vice direttrice o vice direttore. E’ passato un anno, in Europa è scoppiata una guerra e per la prima volta nella storia d’Italia a Palazzo Chigi c’è una donna, caparbia e intelligente (anche gli avversari politici lo riconoscono), giovane, bionda e mamma di una bimba di 6 anni (tanto per citare alcuni stereotipi e pregiudizi).

La decisione di Giorgia Meloni di firmare gli atti ufficiali come “il presidente del Consiglio” ha sollevato un putiferio, scontri tra destra e sinistra. E’ intervenuta pure l’Accademia della Crusca, precisando che “non c’è nulla di strano” e invitando “ad abituarsi a non avere paura di queste oscillazioni linguistiche”. E invece tutto oggi assume una valenza ideologica, anche le scelte grammaticali. Come se fosse l’uso del femminile (o meno) negli incarichi a garantire parità sostanziale.

La Costituzione della Repubblica Italiana sancisce uguaglianza tra donne e uomini ma questo, come con lungimiranza sottolineò la più giovane madre costituente, Teresa Mattei (partigiana, torturata e violentata dai nazifascisti), è solo un punto di partenza e non di arrivo.“Perciò noi affermiamo oggi (era il18 marzo del 1947 e Mattei aveva solo 26 anni) che, pur riconoscendo come grande conquista la dichiarazione costituzionale, questa non ci basta. Le donne italiane desiderano qualche cosa di più, qualche cosa di più esplicito e concreto che le aiuti a muovere i primi passi verso la parità di fatto, in ogni sfera, economica, politica e sociale, della vita nazionale”. E quel “di fatto” Mattei lo fece inserire anche nell’articolo  3 della nostra Carta.

Settantacinque anni dopo, l’ultimo dossier del Viminale ci restituisce un quadro impietoso: tra il primo agosto 2021 e il 31 luglio 2022, sono state uccise 125 donne, in aumento rispetto alle 108 dei 12 mesi precedenti, in media più di una ogni 3 giorni. Di questi, 108 omicidi sono stati compiuti in ambito familiare o affettivo, 68 da un partner o ex.  Un macabro bollettino che ormai non fa più notizia come i morti nella guerra in Ucraina.

Il valore della donna sembra determinato solo da quello che può offrire alla famiglia, dunque alla società. Il valore di una bambina in molte culture è praticamente pari a zero, in alcuni casi è addirittura negativo, un fardello da sistemare magari con un buon matrimonio (un tempo c’era pure il convento). Un’adolescente è un malditesta, una single che lavora è una donna incompleta, se ha figli e lavora è come minimo una cattiva madre. Questa rappresentazione subalterna della donna si riflette direttamente su come vengono giudicate le vittime di violenza, anche nella rappresentazione sulla stampa, nei tribunali, tra le forze dell’ordine. Se il caso non viene ignorato e diventa sensazionale sui social o sui giornali, scatta il ‘character assassination’, che non viene risparmiato neppure alle morte. La violenza sulle donne è un virus, una malattia che può essere curata solo se la società nel suo complesso riesce a cogliere l’enormità della sua portata. Una nazione non può svilupparsi se metà della sua popolazione viene forzatamente paralizzata. Il 25 novembre non basta. Serve un cambiamento di cultura, servono grandi donne. E grandi uomini.

AGI – La canapa potrebbe rivelarsi un formidabile strumento nella lotta al cambiamento climatico? Se lo chiede il Guardian che svela come alcuni ricercatori affermino che questa pianta che ha una crescita rapida (può arrivare a 4 metri in cento giorni) “sia due volte più efficace degli alberi nell’assorbire e bloccare il carbonio”

I ricercatori infatti sostengono che con 1 ettaro (2,5 acri) di canapa si assorbano da 8 a 22 tonnellate di CO2 all’anno, più di qualsiasi bosco. La Co2 è anche fissata in modo permanente nelle fibre di canapa, che possono essere utilizzate per molti prodotti tra cui tessuti, medicinali, isolamento per edifici e cemento. Tant’è che la Bmw, riferisce il quotidiano, “la sta persino utilizzando per sostituire la plastica in varie parti dell’auto”.

Tuttavia, a differenza di molti altri paesi, lamenta il Guardian, “il Regno Unito classifica ancora la canapa industriale come droga controllata e la coltivazione della pianta necessita di una licenza del Ministero degli Interni”. 

Così, se oggi la coltivazione in Gran Bretagna è solo di circa 800 ettari, “il lavoro presso l’Università di York e il Biorenewables Development Center mira ad aumentare questa coltivazione a 80.000 ettari e rendere la canapa una coltura su cui puntare nel Regno Unito”, asserisce il quotidiano londinese.

AGI – Al terzo piano e al piano sotterraneo dell’ Itis Galileo Galilei in via Paravia 31 a Milano sono divampati “diversi incendi”. Lo riferiscono i vigili del Fuoco aggiungendo che la scuola è stata evacuata. Sul posto vi sono quattro mezzi impegnati a domare le fiamme.

Stando a quanto si è appreso, una studentessa si è procurata una distorsione mentre stava fuggendo. Gli altri ragazzi sono in salvo e stanno tutti bene. È stato verosimilmente un atto vandalico la causa del principio di incendio divampato nell’istituto superiore ITIS Galileo Galilei di via Paravia a Milano. È quanto risulta dai primi accertamenti della Polizia di Stato intervenuti su una chiamata al 112 delle 10.46.

Alcuni manicotti di plastica presenti nei locali sotterranei dell’edificio sono stati incendiati. L’area è stata invasa dal fumo che tuttavia non ha raggiunto i piani superiori. Sono in corso le operazioni dei Vigili del Fuoco per eliminare il fumo e bonificare gli spazi. Non risultato esserci studenti, docenti e personale amministrativo intossicati. 

AGI – Al momento il tempo è stabile in italia ma si prevede un nuovo peggioramento in arrivo entro il weekend. La rimonta di un piccolo promontorio anticiclonico porta infatti un generale miglioramento delle condizioni meteo sulla nostra Penisola: precipitazioni generalmente assenti nella giornata odierna, salvo qualche pioggia che si attarda ancora al Sud.

Da domani, però, stando alle ultime analisi del Centro Meteo Italiano, una saccatura proveniente dall’Atlantico farà il suo ingresso sul Mediterraneo approfondendo un minimo di bassa pressione: maltempo che interesserà prima il Centro con piogge, acquazzoni e neve sull’Appennino fino a quote medie. Entro domenica, poi, piogge e temporali raggiungeranno anche le regioni del Sud Italia.

Previsioni meteo per oggi

  • AL NORD Giornata all’insegna del tempo asciutto con nubi sparse e schiarite su tutte le regioni. Locali foschie al mattino sulla Val Padana ma in diradamento. Tra la sera e la notte nuvolosità in aumento a partire dai settori occidentali ma senza fenomeni di rilievo associati.
  • AL CENTRO Nuvolosità irregolare in transito al mattino su tutti i settori ma con tempo in prevalenza asciutto. Tra pomeriggio e sera si rinnovano condizioni di tempo stabile con maggiori spazi di sereno ovunque.
  • AL SUD E SULLE ISOLE Residue piogge durante la giornata su Molise, Puglia settentrionale e soprattutto tra Calabria e Sicilia, variabilità asciutta altrove. In serata e nottata tempo stabile ovunque con nuvolosità in transito e schiarite.

Previsioni meteo per domani

  • AL NORD Al mattino molta nuvolosità in transito su tutte le regioni con deboli piogge in Liguria. Al pomeriggio non sono attese variazioni di rilievo. In serata ancora cieli nuvolosi su tutte le regioni con precipitazioni sulle Alpi orientali e sull’Appennino, con quote neve rispettivamente intorno ai 1200 metri e 1600 metri di altitudine.
  • AL CENTRO Al mattino molta nuvolosità in transito ma con tempo asciutto. Al pomeriggio attese prime piogge sui settori tirrenici. In serata piogge in estensione su Lazio, Toscana e Umbria con neve sui rilievi oltre i 1600-1700 metri. Nella notte piogge e temporali su tutte le regioni e quota neve in Appennino in calo fin verso i 1300-1400 metri.
  • AL SUD E SULLE ISOLE Al mattino tempo stabile con nubi sparse alternate a schiarite. Al pomeriggio nuvolosità in generale aumento con piogge e temporali in arrivo sulla Sardegna. In serata ancora piogge in graduale arrivo anche sulle regioni peninsulari.  

AGI – Le Fiamme Gialle del Comando provinciale di Asti hanno sequestrato una ‘falsa’ Ferrari F430, costruita ‘artigianalmente’. La guidava un 26enne astigiano, fermato da una pattuglia del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Asti nel corso di un servizio di controllo del territorio.

L’auto, a seguito degli accertamenti svolti, è risultata essere una Toyota MR Coupé, trasformata nella carrozzeria e negli accessori esterni per renderla del tutto somigliante a una Ferrari F430. 

Stemmi, loghi e parti meccaniche originali della casa di costruzione, come cerchi, pinze freno, cofano anteriore e posteriore, passaruota e volante sono stati sostituiti con prodotti apparentemente del tutto uguali a quelli del noto modello sportivo del Cavallino rampante prodotto dal 2004 al 2009 con design “Pininfarina” dalla prestigiosa fabbrica di auto di lusso di Maranello.

La contraffazione è stata confermata dai periti intervenuti dopo il fermo dell’autovettura. L’auto è stata quindi sequestrata dalle fiamme gialle e il proprietario denunciato alla procura di Asti per l’utilizzo, senza autorizzazione, di marchi di fabbrica registrati.  

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