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AGI – Si esce di casa con gli occhiali da sole e si rientra con la sciarpa e la mantella. Dal cielo (quasi) sereno alla grandine nel giro di tre ore. E’ successo giovedì 19 gennaio a Roma dove il meteo si è ribaltato nel tempo di un caffè e un pranzo. Calo delle temperature, vento e chicchi di ghiaccio dal cielo. “E’ un fenomeno normale legato alla stagione. E’ solo arrivato l’inverno anche se in ritardo“, spiega all’AGI, Gabriele Serafini del Centro Meteo Italiano.

Nessun allarmismo, assicura l’esperto. Per una volta questo ‘pazzo meteo‘ non è legato al fenomeno del cambiamento climatico. Intanto è “attesa nelle prossime 24 ore anche la neve sulle colline romane”. L’inverno si fa sentire solo a metà gennaio dopo un dicembre tra i più caldi della storia.

“Stamattina – spiega il tecnico meteorologo di Ampro (Associazione meteo professionisti) – c’erano dodici gradi in zona San Pietro adesso la temperatura è scesa sotto gli otto”. L’inverno si affaccia anche nella Capitale. “La presenza di una vasta sacca depressionaria – spiega Serafini – ha fatto convergere aria più fredda in quota anche a Roma. Questa massa d’aria di matrice artico-marittima accentua l’instabilità e causa fenomeni improvvisi come la grandine”.

Dunque si è trattato di “una normale dinamica legata alla stagione invernale. Si registra un chiaro abbassamento delle temperature”. La grandinata pomeridiana ha preso molti di sorpresa dopo il sole mattutino. “Questo perché – sottolinea il meteorologo – dopo un dicembre caldo e anomalo non eravamo preparati all’inverno”. Cuffia e ombrello ora non possono più rimanere chiusi nell’armadio.

AGI – Uno squillo di tromba e i bersaglieri sull’attenti. Comincia così l’ultimo saluto alla diva del cinema italiano. Gina Lollobrigida nell’immaginario di tutti sarà sempre la “Bersagliera“, da quel nomignolo che una serie di film con Vittorio de Sica le ha attribuito.

E i bersaglieri veri le hanno reso omaggio ponendo un cappello con le piume sul feretro e con un picchetto d’onore in piazza del Popolo, davanti alla chiesa degli Artisti, dove si sono celebrate le esequie.

All’esterno una folla di curiosi e persone semplici che hanno voluto portare l’ultimo saluto alla Lollo nazionale. C’erano anche tanti esponenti del mondo dello spettacolo e non solo. Ad attenderla il sindaco di Subiaco, la manager Tiziana Rocca, Mara Venier, Daniel McVicar, Giulio Base, Barbara Bouchet, l’avvocato Ingroia, l’ex marito Xavier Rigau. Prima del rito funebre anche la premier Giorgia Meloni le ha reso l’estremo saluto. 

“Rappresenta il simbolo di un’eccellenza, della cultura italiana e di una grande intraprendenza. Di una grande capacità, soprattutto per l’Italia del dopoguerra, di reinventarsi di scalare ogni tipo di entusiasmo, di una forza d’animo di una donna che arrivava da un piccolo comune e si è trovata a diventare una delle più grandi dive di Hollywood, recitando in un’altra lingua e farsi amare fuori dai confini nazionali più di quanto ci rendiamo conto”.

C’era anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, nipote dell’attrice. “L’ultimo ricordo è legato al suo compleanno a Subiaco dove il sindaco le ha consegnato le chiavi della città. – ha detto – Era ancora lucida, forte, capace di rappresentare quello che per tutta la vita ha rappresentato come attrice, scultrice, fotografa eccezionale, ovvero la capacità delle donne italiane di affermarsi partendo da poco. Il mio paese non è molto grande, quindi partire da lì dopo la seconda guerra mondiale, andare negli Stati Uniti, affermarsi sul mercato internazionale era un’impresa impossibile, tranne che per Gina Lollobrigida”.

E dietro un paio di occhiali scuri si protegge l’ex marito Francisco Javier Rigau. “L’ho amata profondamente e ho ricevuto da lei più di quello che ho dato”. Ha detto arrivando alla Chiesa degli Artisti.   

 

AGI – Una sedia vuota. Ha scelto di non presentarsi l’ex latitante Matteo Messina Denaro recluso nel supercarcere de L’Aquila. Oggi era in programma, nell’aula bunker del carcere di Caltanissetta, l’udienza – la prima dopo la cattura – del processo d’appello in cui è imputato quale mandante delle stragi del 1992. Un passaggio processuale sugnificativo nel giorno del compleanno di Paolo Borsellino che oggi avrebbe compiuto 83 anni.

In primo grado il boss è stato condannato all’ergastolo. Il videocollegamento era stato allestito, ma lui non c’era. La telecamera era fissa sulla stanza della struttura di massima sicurezza, con un banco dietro il quale era seduto l’agente e, accanto, una sedia vuota. Adesso si attende la prossima udienza fissata per il 9 marzo.

Il boss ha formalizzato la nomina dell’avvocata, Lorenza Guttadauro, sua nipote: la penalista, infatti, è figlia della sorella Rosalia e di Filippo Guttadauro. Il nonno paterno – padre di Filippo – è lo storico boss di Brancaccio, Giuseppe Guttadauro. La decisione è stata comunicata nel corso dell’udienza nella quale la legale è stata sostituita dall’avvocato d’ufficio Salvatore Baglio che ha seguito il primo grado e che ha chiesto la concessione di un termine a difesa rappresentando che la notifica dell’ordinanza cautelare all’imputato e la contestuale nomina dell’avvocato di fiducia è avvenuta oggi

Anche per il 9 marzo sarà predisposto il collegamento con il carcere abruzzere. “Sarebbe sicuramente ben gradita la sua presenza, soprattutto se fosse una presenza non muta, ma parlante”, ha detto il Pg di Caltanissetta Antonino Patti: “Stiamo vivendo questo momento con soddisfazione perchè, a parte la botta nei confronti dell’organizzazione mafiosa e ciò che l’arresto di Messina Denaro significa, c’è anche l’auspicio che questa persona possa dare un contributo, possa collaborare anche se nessuno, in questo momento può sapre cosa possi dalla mente di Messina Denaro. Sulle stragi lui sa cose che molti non sanno”.

E’ stato già condannato in primo grado, ha spiegato, per essere stato il mandante delle stragi del ’92, “per essere il principale fiancheggiatore di Riina nel progetto stragista e a riprova di questo un capitolo interessante del nostro processo è quello sulla cosiddetta missione romana”.

Messina Denaro, “stavolta materialmente, quindi come componente di un sestetto, formato da uomini di rilievo assoluto di Cosa nostra, tra i quali Giuseppe Graviano, parte dalla Sicilia per cercare di assassinare Falcone a Roma avendo anche altri obiettivi, quali Martelli e Maurizio Costanzo, missione che poi non andò a buon fine che però è stata riscontrata in tutti i processi”. Cosa cambierà adesso all’interno di Cosa nostra? “Non saprei dirlo. Sicuramente non bisogna abbassare la guardia perchè ritengo che negli ultimi tempi Messina Denaro, sicuramente anche fiaccato dalla malattia, potrebbe avere un pò abbandonato il campo”.

Nelle stesse ore a Palermo è stato convalidato l’arresto di Giovanni Luppino, il commerciante di olive, incensurato, arrestato insieme al boss che aveva accompagnato in auto nella clinica di Palermo dove erano in programma terapie chemioterapiche. Luppino non si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha negato che conoscesse il reale profilo del passeggero: “A me è stato presentato come Francesco, cognato di Andrea Bonafede. E’ stato quest’ultimo a portarmelo e – riferisce il legale riportando alcuni passaggi delle risposte di Luppino – per spirito di solidarietà mi sono prestato ad accompagnarlo a Palermo per la seduta di chemio”.

Al gip che gli ha chiesto se lo avrebbe accompagnato ugualmente sapendo la reale identità il legale riferisce che Luppino ha risposto: “Solo un pazzo poteva accompagnarlo sapendo che era Matteo Messina Denaro. Per me era Francesco è solo lunedì al momento del blitz dei carabinieri mi è stato detto chi fosse”.

E a Campobello di Mazara sono scattati i sigilli per la casa della madre di Andrea Bonafede, l’uomo che ha prestato la sua identità a Messina Denaro, proprietario dell’abitazione di vicolo San Vito, dove il padrino ha passato gli ultimi sei mesi della sua latitanza. Dopo la scoperta ieri del rifugio-bunker in via Maggiore Toselli, nel centro del paese, in cui sono stati trovati, in una stanza blindata, nascosta dietro il fondo scorrevole di un’armadio, gioielli e scatole, sono state estese le ricerche e adesso è scattato il sequestro dell’immobile di via Marsala, da tempo non utilizzato dalla donna, a caccia di tracce e documenti del capomafia di Castelvetrano.

AGI – I cinghiali invadono non solo strade e parchi della Capitale ma spopolano anche sui social. Utenti di Twitter scatenati contro il cinguettio di Roberto Gualtieri sul primato internazionale di Roma per cibo e gastronomia nella classifica Travellers’ Choice di Tripadvisor. Il piatto tipico? “Pappardelle al cinghiale”, è uno dei commenti. Al primo posto anche “per la produzione di ragù di cinghiale”, l’amara ironia dei cittadini romani. 

Secondo @Tripadvisor #TravelersChoice 2023 Roma è al 4° posto per le destinazioni più popolari al mondo (guadagniamo 2 posti rispetto al ’22) e al 1° per cibo e gastronomia. Un bel riconoscimento che conferma la qualità dell’offerta turistica e della nostra cucina, unica al mondo pic.twitter.com/SWb2S4qCPv

— Roberto Gualtieri (@gualtierieurope)
January 18, 2023

“Roma è al quarto posto per le destinazioni più popolari al mondo (guadagniamo 2 posti rispetto al ’22) e al primo per cibo e gastronomia. Un bel riconoscimento che conferma la qualità dell’offerta turistica e della nostra cucina, unica al mondo”: poche righe pubblicate ieri dal sindaco sulla piattaforma social ed ecco che scatta l’onda delle critiche virtuali.
  

Congrats to all this year’s Travelers’ Choice winners, including #1 in the US: NYC✨ and #2 in the world for skiing: Jackson, Wyoming ⛷️. We love the range. Get the full list: https://t.co/wqw3taFMBt pic.twitter.com/fkxinUJXnE

— Tripadvisor (@Tripadvisor)
January 18, 2023

 Negli ultimi giorni alcuni cinghiali sono stati avvistati vicino a scuole, uffici postali ma anche sulle strade creando pericoli per la sicurezza. La scorsa settimana un uomo è stato ricoverato in ospedale in gravi condizioni dopo aver preso in pieno un cinghiale mentre era in moto in via Cassia Nuova nella zona nord della Capitale.

E Villa Pamphili, uno dei parchi più belli della Capitale è stata chiusa per la presenza degli animali. “Era nelle intenzioni trasformarla in riserva di caccia”, twitta un utente. Dubbi anche sui ‘giudici’ della contestata classifica: “Saranno tutte recensioni di gabbiani e cinghiali altrimenti non si spiega”. 

Faccia funzionare la città”: è il mantra di molti tweet che denunciano i problemi della Capitale legati alla situazione dei rifiuti e al traffico. “Sindaco, Roma è sporca!” il refrain che accompagna l’annuncio di Gualtieri sul primato enogastronomico della Capitale nella classifica Travellers’ Choice di Tripadvisor.

AGI –  Sarebbe stato realizzato come una sorta bunker il secondo covo di Matteo Messina Denaro, scoperto oggi a Campobello di Mazara. È vicino alla casa individuata ieri in vicolo San Vito e sarebbe stato realizzato all’interno di una abitazione.

Sarebbe dunque una stanza blindata, nascosta da una parete dal resto della casa di via Maggiore Toselli. E, considerata la sua conformazione, potrebbe contenere documenti e materiali più importanti rispetto a quelli scovati nell’appartamento di proprietà di Andrea Bonafede dove l’ex padrino avrebbe passato gli ultimi sei mesi della sua latitanza.

Il luogo è presidiato dalle forze dell’ordine. Il procuratore aggiunto Paolo Guido ha lasciato il suo ufficio assieme al comandante del Ros, Lucio Arcidiacono, per recarsi a Campobello.

AGI – “Il mondo sta vivendo una tempesta perfetta, stiamo flirtando con il disastro climatico”. È il grido di allarme di Antonio Guterres, intervenuto al World Economic Forum di Davos.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, ha puntato il dito contro “la crisi economica mondiale, le profonde diseguaglianze, la crisi legata al costo della vita, i tassi di interesse crescenti, il debito degli Stati e gli effetti della pandemia”. Inoltre, ha osservato il numero uno dell’Onu, “rischiamo quello che chiamo la ‘Grande Frattura‘, ovvero la separazione delle due economie più grandi del mondo”, quella cinese e quella americana.  

 

“Il modello di business deve essere ridisegnato”, ha poi sottolineato Guterres precisando che “stiamo facendo del nostro meglio” anche per quanto riguardo la guerra in Ucraina, “facilitando l’esportazione di generi alimentari e di fertilizzanti dall’Ucraina ma anche dalla Russia”.

“Stiamo flirtando con il disastro climatico” ha spiegato Guterres aggiungendo che “le conseguenze saranno devastanti in diverse parti del nostro pianeta, che diventeranno inabitabili, e per molti questa sarà una condanna a morte”.

“In Ucraina non ci sono le condizioni per negoziare la pace”

Dal numero Onu dell’Onu non trapelano troppe speranze per arrivare in tempi brevi allo stop della guerra in Ucraina. “Al momento  – sostiene – non ci sono le condizioni per negoziare una pace”. Le due parti “hanno disaccordi sul passato e questo fa sì che è più difficile trovare una soluzione”.
 

Ad ogni modo “la soluzione dovrà basarsi sul diritto internazionale. Noi stiamo facendo tutto il possibile per limitare i danni e ridurre la sofferenza della gente e anche l’impatto devastante sull’economia mondiale”

AGI – Andrea Agnelli ha deciso di lasciare il consiglio di amministrazione di alcune delle società quotate. “Con le assemblee alle quali partecipo, farò un passo indietro. È stata una mia decisione personale, presa in accordo con John (Elkann, ndr) con il quale il rapporto rimane assolutamente strettissimo su quella che è la condivisione dello sviluppo strategico del Gruppo, a Ajay Banga e Carlos Tavares. La mia volontà, dopo un periodo così intenso, è di poter affrontare il futuro con una pagina bianca, libera e forte e quindi il passo indietro lo reputo indispensabile”. Una presa di posizione annunciata durante l’assemblea dei soci della Juventus.

“Avendo chiuso una parte così importante della mia vita – ha aggiunto Agnelli – la mia volontà è, al termine di questa assemblea, di voltare pagina per poter ripartire con entusiasmo e passione, naturalmente dopo qualche giorno di vacanza“.

“Mia moglie e i miei bambini sono stati la parte fondamentale sulla quale mi sono appoggiato – ha detto ancora Agnelli – Non vedo l’ora di ricominciare insieme. Ti amo fino alla fine”. Un messaggio rivolto alla squadra che ha diretto negli ultimi anni conriferimento a uno degli slogan e dei claim più noti ai tifosi e al grande pubblico. Agnelli rimarra’ nel cda della Giovanni Agnelli B.V., la holding che detiene la maggioranza di Exor.

“Oggi si chiude un capitolo di storia della Juventus, di storia mia e di Pavel, durato quasi 13 anni, che oggi facciamo fatica a leggere. Non posso nascondere l’emozione. Il mio lavoro è stato quello di cercare di comprendere il contesto, indicare la direzione strategica della società“, ha spiegato ancora Agnelli.

 

AGI – Vestiti e profumi di marca, decine di scarpe sneackers (di marca), anche costose, diversi modelli di occhiali, un frigorifero ben rifornito e  ricevute di ristoranti. Ecco alcuni degli elementi rinvenuti, secondo quanto si apprende, nell’appartamento a Campobello di Mazara, l’ultimo covo usato dal boss Matteo Messina Denaro, arrestato ieri dai carabinieri nell’ambito del blitz coordinato dalla Procura della Repubblica di Palermo.     

Non faceva una vita monastica, in stile Provenzano così per fare un esempio”, conferma il procuratore aggiunto Paolo Guido. Avrebbe anche avuto diverse frequentazioni con donne, il boss Matteo Messina Denaro, oltre a girare “indisturbato” per locali e ristoranti.

Il boss usciva indisturbato e nessuno, neanche tra i vicini, sembrava conoscerlo. L’appartamento di Campobello – secondo i primi accertamenti – risulterebbe di proprietà di Andrea Bonafede. Nell’appartamento – tra le altre cose – sarebbero state rinvenute “pillole” da utilizzare in occasioni “amorose”.     

Le indagini intanto proseguono per verificare e individuare la rete dei favoreggiatori: dal medico Alfonso Tumbarello, 70enne medico di Campobello di Mazara, che ha effettuato le prescrizioni mediche per le cure anticancro; ad Andrea Bonafede, iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di favoreggiamento aggravato.

AGI –  Matteo Messina Denaro è stato trasferito nel carcere di massima sicurezza de L’Aquila. Lo ha confermato il procuratore di Palermo, Maurizio De Lucia, rispondendo a TgSky24.     

L’istituto penitenziario abruzzese, dove sono ristretti oltre 100 boss della mafia, è dotato di un’ala dedicata ai reati di terrorismo (è ospitata anche Nadia Desdemona Lioce) di molte aree riservate per tenere isolato il superboss della mafia arrestato ieri.    

 Molti criminali  del calibro dei fratelli Graviano, Raffaele Cutolo, Leoluca Bagarella e Gianni Nicchi sono stati ospiti nel carcere dell’Aquila.    Massiccio il dispiegamento di forze per assicurare il trasferimento del detenuto dall’aeroporto da Pescara, da dove l’elicottero dei carabinieri è atterrato dopo il decollo da quello militare di Palermo, fino al supercarcere dell’Aquila. 

Il covo del Trapanese era di Andrea Bonafede 

L’appartamento di Campobello di Mazara, ovvero,  il covo di Matteo Messina Denaro  secondo i primi accertamenti risulterebbe di proprietà di Andrea Bonafede, l’alias utilizzato dal boss anche per curarsi alla clinica privata “La Maddalena” di Palermo dove ieri è stato arrestato. 
Andrea Bonafede, secondo fonti giudiziarie, è iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di favoreggiamento aggravato.  

Le indagini, coordinate dal procuratore Maurizio De Lucia e dall’aggiunto Paolo Guido, hanno condotto i carabinieri a Campobello di Mazara, di cui è originario l’autista, accusato di favoreggiamento, Giovanni Luppino, un commerciane di olive incensurato, arrestato insieme al boss di Castelvetrano.  

Gli investigatori – coordinati dalla procura di Palermo – da subito avevano avviato perquisizioni partendo anche dall’automobile utilizzata dal boss per raggiungere la struttura sanitaria, alla ricerca di elementi utili per raggiungere il covo. I magistrati e gli inquirenti, nel corso della conferenza stampa avevano affermato che Messina Denaro “proveniva dal suo territorio”. Per questo le ricerche si erano concentrate in particolare sulla zona di Campobello di Mazara, vicino al paese dell’ex superlatitante. 

Il boss che amava il lusso 

Non sono state trovate armi nel ‘covo’. Si tratta di una abitazione in una palazzina a cui gli investigatori – coordinati dal procuratore di Palermo, Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Paolo Guido – sono arrivati ieri a tarda sera. Al suo interno rinvenuti profumi e abiti griffati del boss che amava il lusso e che quando è stato arrestato portava un orologio da 35 mila euro.

Gli investigatori cercano elementi sui documenti ‘segreti’ di cosa nostra e elementi per individuare la rete di fiancheggiatori e favoreggiatori di Messina Denaro. La procura della repubblica di Palermo ha posto i sigilli sull’appartamento di via Cb31, nel paese vicino a Castelvetrano. Sul posto gli investigatori del Ros. Quelli del Ris di Messina effettueranno i rilievi scientifici.

 

AGI – Dopo l’arresto avvenuto ieri a Palermo Matteo Messina Denaro, il boss che era ricercato da 30 anni, è stato trasferito ieri sera con un volo militare all’aeroporto di Pescara per poi raggiungere il supercarcere dell’Aquila.

Il penitenziario abruzzese accoglie oltre 100 detenuti in regime di 41bis. La struttura fu terminata nel 1986 ed entrò in funzione nel 1993, con la dismissione del vecchio carcere cittadino, ubicato nel centro storico della città nell’antico convento adiacente alla chiesa di San Domenico che nel 1993 in piena ‘tangentopoli’ ha ospitato l’intera giunta regionale arrestata per abuso d’ufficio e falso.

Con l’aumento a livello nazionale dei detenuti sottoposti al regime carcerario dettato dall’articolo 41-bis della legge 10 ottobre 1986, n. 663 (legge Gozzini) avvenuto all’inizio degli anni ’90, dal 1996 la struttura è principalmente adibita a questo tipo di custodia carceraria; ospita inoltre l’unico reparto femminile sottoposto a tale regime.

Tra le detenute donne c’è la brigatista rossa, Nadia Desdemona Lioce. Tra i detenuti eccellenti che hanno varcato l’ingresso del supercarcere, nomi del calibro di Leoluca Bagarella, Raffaele Cutolo, Sandro Lo Piccolo, Feliciano Mallardo, Francesco Schiavone, detto ‘Sandokan’ esponente dei casalesi, ma anche Felice Maniero della cosiddetta Mala del Brenta, detto ‘faccia d’angelo’, all’Aquila in regime di semilibertà. 

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