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Il corpo di una giovane donna scomparsa nei giorni scorsi è stato trovato nel bagagliaio di un’auto la notte tra domenica e lunedì. La scomparsa della ventitreenne era stata denunciata dai suoi familiari giovedì.

Intorno alle 23 di domenica, la sorella della vittima ha contattato la polizia spiegando che la macchina della giovane era in un luogo in cui non aveva motivo di essere. Inquieta, ha chiesto alla polizia di andare sul posto, a Valenton, per aprire il bagagliaio. Dentro, gli agenti hanno trovato il corpo della giovane, manie e piedi legati. L’indagine è affidata alla brigata criminale di Parigi. 

Pene più severe per chi compie una truffa in danno degli anziani. Con le modifiche al Codice penale introdotte dalla commissione Giustizia del Senato (che ora dovranno essere approvate dall’Aula di Palazzo Madama e poi dalla Camera) chi approfitta della debolezza e della vulnerabilità delle persone più avanti con gli anni rischia da due a sei anni di reclusione, oltre a una multa da 206 a 2.065 euro.

La commissione ha dato mandato al relatore Simone Pillon (Lega) di riferire positivamente in Aula sul testo presentato dal presidente della commissione Andrea Ostellari, ed emendato anche con il contributo del Partito democratico. Il relatore è stato anche autorizzato a proporre l’assorbimento di un disegno di legge del senatore di Forza Italia Andrea Cangini, molto simile a quello licenziato dalla commissione.

Il disegno di lege modifica tra gli altri anche l’articolo 381 del Codice penale: si potrà arrestare anche chi viene sorpreso in flagranza a compiere il delitto “di circonvenzione di persone incapaci”. Novità vengono introdotte per la concessione della sospensione condizionale della pena: nei casi di furto in abitazione, scippo, truffa e – ancora – circonvenzione di incapace,  “è comunque subordinata al risarcimento integrale del danno alla persona offesa”.

Un incendio si è sviluppato questa mattina in un Bed and Breakfast al primo piano di un edificio di 5 piani in via Urbana, zona Santa Maria Maggiore. Due squadre dei vigili del fuoco del Comando di Roma, prontamente intervenute, hanno provveduto a spegnere l’incendio sviluppatosi all’ingresso, evitando il propagarsi delle fiamme in altre stanze della struttura. A causa del fumo nero provocato dal rogo l’edificio è stato evacuato ma, spente le fiamme, gli ospiti hanno potuto fare rientro nelle loro camere. 

L’incendio sarebbe divampato a causa di un corto circuito partito dalla reception. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono intervenuti anche i carabinieri della compagnia Roma Centro e della stazione Quirinale. A causa delle fiamme l’edificio e’ stato evacuato, ma al termine dell’intervento gli ospiti sono rientrati nelle loro stanze. Nessuno è stato portato in ospedale.

“Le teorie sulla terra piatta mi hanno sempre affascinato. Mi piace andare contro corrente, contro tesi preconfezionate che il sistema ci propina”. Al collo porta un ciondolo di cuoio realizzato con le sue mani e che raffigura la terra come piatta: lei è Eliana Urbano Raimondi, una ragazza di 24 anni laureata in didattica dell’arte e curatrice di mostre che ha scelto di trascorrere la domenica al convegno dei terrapiattisti che si svolge stamane a Palermo.

Tra le tesi propugnate dai relatori, Agostino Favari, Albino Galuppini, Calogero Greco, anche l’esistenza di giganti, ipotesi che stuzzica la curiosità di Eliana: “La fattura di alcuni monumenti, come le piramidi egizie, fanno riflettere – suggerisce – secondo alcuni potrebbero essere opera di ciclopi o di tecnologie a noi non pervenute”.

In sala, quasi al completo ma con una nutrita presenza di giornalisti e fotografi, oltre ai simpatizzanti si contano numerosi scettici. Come Marco Guzzio, 38 anni, laureando in Storia e filosofia, che ha scelto di partecipare con un puro intento documentaristico: “Ne sentivo vociferare da anni, come una realtà lontana e diafana – spiega – ma una volta che si ha la possibilità, credo sia un dovere dare un volto a queste parole”.

E c’è perfino chi si è presentato di buon mattino solo per svagarsi “come fosse uno spettacolo, anzi, più di un cabaret – rivelano Vincenzo Tura e Francesco Sinacori – Facciamo parte di un gruppo di fantacalcio e volevamo portare una decina di persone. Alla fine con una spesa di appena 20 euro (il costo di iscrizione al convegno previsto dalle 9 alle 19) è un’occasione in cui sai che riderai tutto il tempo”.

La magistratura indaga sul caso di una donna di 93 anni morta all’ospedale di Alghero alcuni giorni dopo essere caduta da una barella. L’anziana era stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale civile per una serie di problemi di salute legati all’età.

La donna, poiché tutti i letti erano occupati – secondo quanto riporta il quotidiano La Nuova Sardegna – era stata messa su una barella nel corridoio del reparto di Medicina in attesa degli accertamenti clinici. Sarebbe quindi caduta battendo la testa per poi morire dopo tre giorni in ospedale.

La direzione sanitaria dell’Ats Sardegna-Assl Sassari ha disposto un’indagine interna per ricostruire quanto accaduto e, nell’esprimere cordoglio ai familiari dell’anziana, precisa di essere “a disposizione delle autorità competenti per fare la massima chiarezza su quanto avvenuto”. 

“E’ un miracolo quello che è avvenuto. Appena Noemi starà bene la porterò dal Papa”. Questa la promessa del cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, al termine di una visita alla piccola rimasta ferita durante una sparatoria in piazza Nazionale e ancora in Rianimazione all’ospedale pediatrico Santobono. “Le ho portato un peluche, ha sorriso con gli occhi. Abbiamo detto il Padre Nostro tutti assieme e lei ha mosso le labbra”, ha detto l’arcivescovo. 

Intanto rimangono in “miglioramento” le condizioni cliniche della piccola. “Nella mattinata di oggi è stato effettuato un nuovo esame radiografico per monitorare le condizioni dei polmoni – si legge nel bollettino dell’ospedale pediatrico Santobono – la bambina, attualmente ancora sedata, interagisce coi sanitari e i familiari. Attualmente la respirazione è spontanea con supporto di ossigeno ad alti flussi. La prognosi permane riservata”.

“Vi scrivo per invitarvi ad un’iniziativa che ho tanto desiderato: un evento che mi permetta di incontrare chi oggi si sta formando e sta iniziando a studiare e praticare una economia diversa, quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda. Un evento che ci aiuti a stare insieme e conoscerci, e ci conduca a fare un ‘patto’ per cambiare l’attuale economia e dare un’anima all’economia di domani”. Lo scrive Papa Francesco in un messaggio rivolto ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo in vista dell’evento dal titolo “Economy of Francesco”, che si terrà dal 26 al 28 marzo 2020 ad Assisi. 

Sì, occorre ‘ri-animare’ l’economia! E quale città è più idonea per questo di Assisi – prosegue Francesco – che da secoli è simbolo e messaggio di un umanesimo della fraternità? Se San Giovanni Paolo II la scelse come icona di una cultura di pace, a me appare anche luogo ispirante di una nuova economia. Qui infatti Francesco si spogliò di ogni mondanità per scegliere Dio come stella polare della sua vita, facendosi povero con i poveri, fratello universale. Dalla sua scelta di povertà scaturì anche una visione dell’economia che resta attualissima. Essa può dare speranza al nostro domani, a vantaggio non solo dei più poveri, ma dell’intera umanità. È necessaria, anzi, per le sorti di tutto il pianeta, la nostra casa comune, “sora nostra Madre Terra”, come Francesco la chiama nel suo Cantico di Frate Sole”.

“Lunedì 13 maggio l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano sarà ospite all’Università La Sapienza. Il simbolo del potere immigrazionista e oggi bandiera dell’ignoranza antifascista dovrebbe spiegare a docenti e studenti romani il suo ‘fantastico mondo dell’accoglienza’ basato sul modello Riace”. “Saremo in comizio con Roberto Fiore e pronti a bloccare la conferenza del sindaco indagato per sfruttamento dell’immigrazione clandestina”. È quanto si legge in un post di Forza Nuova pubblicato su Facebook.

“Roma e Forza Nuova non possono tollerare che questo nemico dell’Italia salga in cattedra – prosegue il post -, lunedi’ alle 14,30 saremo in piazzale Aldo Moro fuori La Sapienza a dire no a Lucano, no alla sostituzione etnica, no al business dell’accoglienza e alle favole pro immigrazione. Ancora una volta gli antifascisti sventolano le bandiere commissionate dal padrone Soros e dall’odio verso l’Italia e gli Italiani e ancora una volta c’è solo Forza Nuova a difesa di Roma e della nazione”

“Li perdono, non fa niente”. Dopo quattro giorni d’assedio, di minacce, insulti, di un odioso “ti stupro, troia”, di giorni di paura vera, quasi più che quelli trascorsi in Bosnia durante la guerra (“hanno ucciso i miei nonni e io non potevo più restare e sono venuto in Italia” dice Imcor) prima di riuscire a fuggire e riparare nel nostro Paese, Sedana Omerovic, la mamma rom di dodici figli, è riuscita a pronunciare anche questa parola: “perdono”, come si può leggere nella cronaca de Il Messaggero di oggi.

Non sono stati affatto giorni facili per la famiglia Omerovic i primi trascorsi a Casal Bruciato, dopo che il Comune di Roma ha assegnato loro – “per diritto” – un appartamento di via Sebastiano Satta alla periferia di Roma. Accolti da una canea rumorosa, vociante e violenta di abitanti del quartiere che li ha presi d’assalto perché non li voleva e non li vuole come vicini di casa (“C’avessero almeno avvisati” dicono i condomini a fianco), in quanto d’origine rom e troppo numerosi (un nucleo famigliare di 14 persone, tra genitori e figli) gli Omerovic hanno sempre tenuto un comportamento irreprensibile. Tentando solo di proteggersi e non farsi del male, contrapponendosi alle ostilità.

Da principio, impauriti da tanto clamore e ferocia, non solo verbale, se ne volevano andare. Poi hanno deciso di restare. “È un nostro diritto” si legge ancora sul quotidiano della capitale. E poi, “qual è l’alternativa se non la strada?” Eppure all’inizio, quando l’amministrazione comunale gli ha dato la notizia dell’assegnazione della casa gli Omerovic aveva persino pensato di “dare una festa per il nostro arrivo. Peccato” si legge in una cronaca de Il Fatto che riporta le parole del capofamiglia, Imcor.

A far cambiare loro idea e a convincerli che non c’era alternativa e che comunque erano nel giusto, “c’è voluta la netta presa di posizione della sindaca Virginia Raggi: “Per ora non molliamo, ce l’ha detto anche la sindaca”, dice lui mentre in strada impazzano le proteste. “Raggi ci ha incoraggiato, anche se siamo spaventati”. “Dovete andare avanti, è casa vostra” ha detto loro la prima cittadina. “Gli insulti, non meritano risposta” avevano detto subito alle prime contestazioni e parole d’odio e molte ore prima di pronunciare il “perdono”.

E però non avevano nascosto di aver paura: «Abbiamo paura, sono due notti che non dormiamo — spiega Imcor, 40 anni —. Gli altri figli sono andati via, non sono voluti rimanere con noi. Non sappiamo cosa fare, stiamo decidendo, certo la situazione è davvero pesante” si poteva leggere sul Corriere della Sera nell’edizione di giovedì 9 maggio. Poi però è arrivato anche l’invito del Papa, che si è aggiunto alle parole distensive e incoraggianti della Sindaca. 

E Sedana “si fa il segno della croce quando papa Francesco arriva sull’altare di san Giovanni in Laterano durante l’assemblea diocesana. Nascosta dietro la prima navata, con Violetta, la piccola di 3 anni tra le braccia, sorride emozionata” si può leggere nella cronaca odierna del Corriere. “Imcor Omerovic e la moglie Sedana, bosniaci musulmani, prima attendono tra la gente, poi raggiungono la sacrestia dove incontrano il Papa. Francesco scherza con la bimba, li invita a chiedere aiuto alla Chiesa per qualunque cosa, si fa raccontare la loro storia. ‘Dovete resistere’, li esorta. In questo modo manifesta il suo affetto alla famiglia vittima di minacce ed insulti razzisti” scrive il Corriere.

“Ma le tensioni di questi giorni non si sono ancora dissolte come testimoniano ieri a Casal Bruciato le molte bandiere tricolori appese alle finestre (distribuite da Casapound)” Così la vita per gli Omerovic “è sempre complessa. Per uscire di casa e raggiungere la basilica di San Giovanni infatti sono stati scortati dalla polizia” Anche se l’altra mattina papà Imcor e il secondo genito Cliton (in omaggio all’ex presidente americano, ma all’anagrafe hanno sbagliato di trascrivere il nome all’atto della registrazione) sono scesi a prendere un caffè al bar senza subire alcuna contestazione. “Ma era molto presto” precisa lui. Praticamente non c’era nessuno.

A loro resta solo questa consapevolezza: “Questa è la nostra occasione per una nuova vita, è tra queste mura che sogniamo il nostro futuro e non possiamo rinunciarci”. 

L’imbarcazione Mare Jonio con 30 migranti a bordo, è arrivata a Lampedusa. Lo rende noto la ong Mediterrana Saving Humans. Fonti del Viminale hanno già annunciato il sequestro di iniziativa da parte della Guardia di finanza che è salita a bordo. I trenta migranti sono sbarcati.Tra loro due donne incinte, una piccola di un anno e altri 4 minori non accompagnati.

Le Fiamme Gialle, salite a bordo della Mare Jonio, “non ci hanno detto nulla su presunte irregolarità”, spiega però all’AGI Alessandro Metz, armatore della nave, scortata dalla unità della Guardia di Finanza nel porto di Lampedusa. “Apprendo dalla stampa – ha aggiunto Metz – del sequestro della nave, ma a noi non è stato notificato alcunche’, e a bordo non vi è alcuna irregolarità”. In realta’, aggiunge, si è in presenza di “gesti politici, da parte di Salvini, dopo le sconfitte subite in questi giorni, dalla perdita di un sottosegretario al fatto che sia la marina militare sia noi salviamo delle persone”.

“Mi risulta che non ci entrerà da nave libera. Non voglio portar via lavoro ai magistrati che stanno lavorando”, aveva risposto il ministro dell’Interno Matteo Salvini, a Platì per la consegna di un bene confiscato, alle domande dei cronisti sull’arrivo in porto a Lampedusa della nave Mare Jonio. “Faccio il ministro dell’Interno – ha aggiunto Salvini – garantisco la sicurezza di questo Paese. Mi risulta che ci siano stati a bordo uomini della Finanza, e che abbiano fatto i rilievi del caso che hanno sottoposto all’autorità giudiziaria e quindi aspetto la soluzione positiva di questa vicenda”. 

Fonti del Viminale avevano riferito che la Guardia di finanza stesse procedendo a un “sequestro di iniziativa” della Mare Jonio per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Questo, secondo le fonti, era il motivo per cui la nave è a Lampedusa. Le Fiamme gialle erano salite a bordo “rilevando alcune irregolarità”.

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