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Una donna è morta i suoi due figli sono in gravi condizioni a Napoli per l'esplosione – probabilmente di una bombola di gas – in un appartamento al civico 6 di via don Minzoni. Il fatto è accaduto nel popolare quartiere della Pignasecca, quando l'ufficiale giudiziario è andato a eseguire uno sfratto. 

Secondo una prima di costruzione dell'accaduto basata soprattutto sulle testimonianze di residenti, il figlio della donna morta, che è il più grave tra i feriti, da tempo minacciava di dare fuoco all'appartamento nel caso fosse stato eseguito lo sgombero. Stamani lo ha fatto di nuovo davanti all'ufficiale giudiziario che intorno alle 11,30 ha tranquillizzato la famiglia e ha deciso di aspettare ancora prima di dare corso al provvedimento e si è allontanato. Poco dopo, l'esplosione.

La donna, secondo quanto si è appreso, non presenterebbe sul corpo segni di bruciature, per cui è morta probabilmente per le conseguenze della forte deflagrazione. Complicate le operazioni di soccorso: l'appartamento è al terzo piano di uno stabile in un vicolo molto stretto, poco distante dall'ospedale Pellegrini. L'ambulanza non è riuscita a giungere sul posto e gli uomini della pattuglia dei Nibbio della polizia hanno preso una barella dal nosocomio e soccorso a piedi i feriti.

L'edificio è stato evacuato a scopo precauzionale in attesa di verificarne la stabilità.

Voleva vivere secondo i costumi occidentali, sia nell'abbigliamento sia frequentando amici italiani. Per questo motivo il padre l'ha picchiata provocandole lesioni.

E' la storia di una giovane marocchina, una ragazza di 16 anni abitante nel Cremonese, a Soresina, riportata dal quotidiano 'La Provincia' di Cremona. I carabinieri del posto sono intervenuti sabato scorso all'ora di cena, subito dopo che il padre l'aveva schiaffeggiata e le aveva sbattuto la testa contro un muro.

La posizione del padre, 58 anni, sarà vagliata dagli inquirenti che non hanno ancora formalizzato le accuse. La ragazza è stata affidata a una comunità protetta. 

Due squadre dei vigili del fuoco del Comando di Roma stanno intervenendo in piazza di Spagna per l'incendio di una suite al terzo piano dell'Hotel Spagna. Gli ospiti sono stati fatti uscire e all'arrivo dei vigili erano già all'esterno dell'edificio. Al momento non risultano persone ferite o intossicate. 

Un ragazzo di 15 anni è morto dopo essere caduto nella condotta di aerazione del centro commerciale Sarca di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano. Intorno alle 22 di sabato, l'adolescente si era arrampicato per gioco sul tetto della struttura insieme ad alcuni coetanei. Quando i ragazzi sono stati individuati dal servizio di vigilanza, forse hanno tentato di scappare, e uno di loro è precipitato in una condotta di areazione, la cui bocca di apertura era proprio sul tetto.

L'incidente

Il ragazzo è precipitato per oltre 25 metri. Sul posto sono stati chiamati i vigili del fuoco del nucleo Saf che si sono calati con una manovra estremamente complicata nello stesso condotto e lo hanno recuperato. Le sue condizioni sono apparse subito gravi ed è stato trasportato in ospedale, al Niguarda, dove è deceduto nonostante i disperati tentativi dei medici per rianimarlo.

Allertati anche i carabinieri della compagnia di Sesto San Giovanni. Sulla vicenda la magistratura ha aperto un'inchiesta per capire come sia stato possibile che quei ragazzi siano riusciti a sfuggire ai controlli e a raggiungere il tetto del centro commerciale.

La ricostruzione dei fatti

Da quanto hanno appreso gli inquirenti, i ragazzini avevano scavalcato cancelli e recinzioni ed erano arrivati sul punto più alto del centro commerciale, sopra il cinema Skyline: tutto per immortalare con un selfie la conquista del tetto. È la prima ricostruzione fatta dalla polizia di Sesto San Giovanni. Il giovane è precipitato tentando di scappare dalla vigilanza, che aveva scoperto il gruppo. Circa 40 metri l'altezza della condotta: un volo che non ha lasciato scampo al ragazzino. Quando i vigili del fuoco, dopo una lunga operazione, sono riusciti a recuperarlo aveva già perso i sensi. 

Terminata la messa al Foro Italico di Palermo per Don Puglisi, Papa Francesco ieri si è recato a pranzo da un uomo che è diventato il simbolo della lotta alla povertà e alle diseguaglianze nel capoluogo siciliano. Biagio Conte, l'uomo che lotta per i senza tetto dormendo per strada, con loro, come loro. "Ho iniziato 27 anni fa a dormire sotto i portici e nei vagoni e ora ritorno per strada per stare accanto a chi non ha una casa", spiega, "la povertà aumenta, ci sono intere famiglie senza un tetto, la Missione non può tamponare tutto, dobbiamo essere tutti a dare un contribuito. Non possiamo restare spettatori e fare vincere ancora l'egoismo e l'indifferenza". 

Biagio Conte è un missionario laico che da oltre 25 anni assiste i poveri di Palermo, per i quali ha realizzato una cittadella della solidarietà, la Missione Speranza e Carità. Ma il disagio aumenta e lui si è fatto ancora più povero tra i poveri, decidendo lo scorso gennaio di trasferirsi sotto i portici del palazzo delle Poste per protestare contro la drammatica situazione dei senza tetto e dei senza lavoro a Palermo.

"Ascoltare il grido disperato di chi perde lavoro e casa"

E dal selciato ha rivolto un appello a tutte le città e alle regioni d'Italia perché imparino a rispondere ai bisogni della gente e "ascoltare il grido disperato di chi perde il lavoro e la casa". Anche lui per strada "per solidarizzare con chi è morto per il freddo e con chi dorme ancora per terra. Per rispondere al disagio e alle difficoltà del povero e del senza tetto non c'è bisogno di cose eclatanti, di grandi manovre. Bisogna dare loro quell'affetto, quell'amore e quella speranza che li faccia sentire di nuovo parte della società. Siamo rimasti scioccati dall'ultima morte di un clochard a Capodanno. Non riesco a essere tranquillo, non mangio e non dormo sapendo che tante persone vivono per strada".

Così ha risposto al suo appello il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci: "Biagio Conte richiama le istituzioni alle proprie responsabilità. Come dice l'arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, dobbiamo cominciare dagli ultimi, dalle periferie. Nei prossimi giorni incontrerò il missionario per esprimere la vicinanza del governo regionale e concordare possibili e concrete iniziative a sostegno del proprio impegno sociale".

"Ieri nel refettorio del centro fondato dal missionario, una quarantina di ultimi hanno avuto la gioia di poter consumare il pasto in compagnia del Pontefice. In totale, circa 1.500 le persone, tutte munite di pass, presenti nella sala", riporta Palermo Today, "per l'occasione i volontari hanno servito un menù leggero con prodotti a km zero. I piatti infatti sono stati realizzati con prodotti coltivati dalla missione. Il Pontefice prima di iniziare il pasto si è soffermato con alcune persone disabili abbracciandole e scambiando qualche parola, poi è stato circondato da tanta gente emozionata e felice parlando con alcuni stranieri e disoccupati. Biagio Conte e l'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice hanno consegnato al Santo Padre una lettera e un numero speciale del giornalino "La Speranza", coordinato da Riccardo Rossi, con un passato da cronista e da tempo a fianco del missionario laico per aiutare i poveri".

Un romeno di 37 anni, Suli Damian Danut, è stato arrestato la notte scorsa perché ritenuto responsabile dello stupro di una 50enne in via Agostino Depretis, nei pressi del Viminale, nella notte fra il 13 ed il 14 settembre. Il personale della Squadra Mobile, del Servizio Centrale Operativo, del Commissariato Viminale e della Polizia Scientifica ha dato esecuzione al fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, a carico dell'uomo per violenza sessuale, rapina e lesioni. La violenza fu consumata nel cuore di Roma. 

"Ai mafiosi dico: cambiate! Smettete di pensare a voi stessi e ai vostri soldi, convertitevi al vero Dio di Gesù Cristo! Altrimenti, la vostra stessa vita andrà persa e sarà la peggiore delle sconfitte": questo l'appello di Papa Francesco lanciato nel corso della commemorazione a Palermo per il 25 anni dall'assassinio di Don Pino Puglisi da parte della mafia. 

“Oggi abbiamo bisogno di uomini di amore, non d’onore”, ha avvertito il Pontefice, “non si può credere in Dio ed essere mafiosi”. Bergoglio ha anche fatto un riferimento politico ai populismi: "Senti la vita della tua gente che ha bisogno, ascolta il tuo popolo. Questo è l'unico populismo possibile, l'unico 'populismo cristiano': sentire e servire il popolo, senza gridare, accusare e suscitare contese".

Poi ha ricordato come la forza di Don Puglisi fosse il suo sorriso: "Abbiamo bisogno di tanti preti del sorriso, di cristiani del sorriso, non perché prendono le cose alla leggera ma perché sono ricchi soltanto della gioia di Dio". 

La Sicilia è afflitta da "piaghe" che si chiamano "sottosviluppo sociale e culturale; sfruttamento dei lavoratori e mancanza di dignitosa occupazione per i giovani; migrazione di interi nuclei familiari; usura; alcolismo e altre dipendenze; gioco d'azzardo; sfilacciamento dei legami familiari": lo ha denunciato Papa Francesco nel suo discorso davanti a 40mila persone a Piazza Armerina, prima tappa di una visita in Sicilia per la commemorazione di Don Puglisi. "Di fronte a tanta sofferenza, la comunitaà ecclesiale", ha osservato Francesco, "può apparire, a volte, spaesata e stanca; a volte invece, grazie a Dio, è vivace e profetica, mentre ricerca nuovi modi di annunciare e offrire misericordia soprattutto ai fratelli caduti nella disaffezione, nella diffidenza, nella crisi della fede". "Oggi faremo memoria grata del sacerdote martire Pino Puglisi. Ho saputo che, 25 anni fa, appena un mese prima della sua uccisione, egli trascorse alcuni giorni qui, a Piazza Armerina", ha spiegato il Pontefice nella cittadina dell'Ennese. 

Torna per il secondo anno la fiera Didacta, appuntamento dedicato all'innovazione scolastica e rivolto a docenti, dirigenti scolastici, educatori, formatori, professionisti e imprenditori del settore. Centonovanta eventi tra workshop immersivi, dibattiti e convegni e oltre 300 ore di formazione si svolgeranno nella Fortezza da Basso di Firenze che per 3 giorni, dal 18 al 20 ottobre, si trasformerà nella capitale europea della scuola del futuro.

La manifestazione è stata presentata al Miur, dove il sottosegretario dell’Istruzione, Salvatore Giuliano ha sottolineato come l'iniziativa stia crescendo: "Come Miur l'anno scorso eravamo presenti con 70 metri quadri, quest'anno sono diventati 400. La nostra presenza non è solo simbolica, ma siamo parte attiva di Dicacta. Avremo spazi dedicati e eventi formativi, informativi e di divulgazione".

Trentamila metri quadrati di formazione

La mostra quest’anno si sviluppa su oltre 31 mila metri quadrati di spazi espositivi, più di 190 espositori italiani ed esteri e un incremento di un terzo delle sale dedicate alla formazione. L'anno scorso la partecipazione è stata positiva con 20.000 visitatori e 4.000 docenti. Fra le novità del 2018, i workshop per la fascia di età 0-6 anni che affrontano le tematiche dell’infanzia collegate all’arte, ai libri, ai nuovi media, all’educazione all’aperto e all’uso creativo dei materiali di recupero; la sezione dedicata agli Istituti alberghieri, con attività sul marketing-webmarketing del turismo, l’evoluzione tecnologica del reparto di ricevimento, la gestione e organizzazione di un evento enogastronomico e i software di settore.

Innovazione anche nelle metodologie

Il sottosegretario Giuliano ha poi sottolineato che "il punto focale della presenza del Miur a Didacta sarà l'innovazione, non solo per quanto riguarda le tecnologie ma anche le metodologie. Sull'innovazione nelle scuole non si può più aspettare. I nostri ragazzi hanno interessi, si informano e addirittura si innamorano in modo diverso rispetto il passato. Non possiamo far finta di nulla, bisogna cogliere queste diversità e trasformarle in opportunità". L’innovazione del modello educativo che sarà discusso nel seminario 'Genitori e nuovi media', gli 'Approcci metodologici a supporto della Robotica Educativa', le stampanti 3D, la didattica della musica, il CLIL (Content and Language Integrated Learning), l’utilizzo della tecnologia a scuola

come 'Trasformare gli spazi educativi nella scuola dell’infanzia' e 'La piccola scuola come comunità educante', con un focus sul radicamento della piccola scuola nel territorio sono gli argomenti principali su cui si dibatterà nella manifestazione fiorentina.

Inoltre sono previsti numerosi convegni dedicati ad esempio ai Programma Erasmus+ eTwinning, Avanguardie Educative e agli Istituti Tecnici Superiori.

“Ora riscriveremo il Piano Scuola Digitale”

“Prevediamo di riscrivere il Piano scuola digitale perché è giunto alla sua naturale scadenza triennale. Ci sarà un rafforzamento di alcune azioni come quella del monitoraggio e ne inseriremo delle altre”, ha detto ancora il sottosegretario Giuliano, “È indispensabile – ha proseguito – investire tempo e risorse e nell’innovazione che non è quella che si basa solo sulle tecnologie ma anche sulle metodologie didattiche. È evidente che occorre anche innovare i processi gestionali delle scuole”.

La sezione dedicata alle startup

Tra le altre novità dell’edizione 2018, la sezione dedicata alle startup e all’innovazione, gestita in collaborazione con i più importanti incubatori nazionali e in sinergia con l’università di Firenze (attraverso la Fondazione per la ricerca e l’innovazione dell’Ateneo e il Centro di Servizi di Ateneo per la Valorizzazione della Ricerca e la gestione dell'Incubatore universitario), l’area di educazione musicale, le proposte didattiche di alcuni dei principali teatri fiorentini e delle maggiori realtà museali italiane, come il museo della Scienza di Napoli e gli otto musei fiorentini del progetto Welcome Florence, sostenuto dalla Regione Toscana dal 2016.

Le tecnologie al servizio della didattica

"Fiera Didacta – ha dichiarato Giovanni Biondi, presidente di Indire, l'ente di ricerca del ministero dell'Istruzione – è un’occasione unica che hanno i docenti per aggiornarsi e confrontarsi sui processi di innovazione che interessano le scuole italiane. Indire ha organizzato oltre 130 workshop in modalità 'immersive' e 'debate', per offrire agli insegnanti una partecipazione attiva durante le sessioni formative. Didacta non è una Fiera tecnologica, ma un luogo dove tutti gli attori coinvolti possono discutere insieme sul futuro della scuola. Perché non è il sistema scolastico a dover rincorrere le novità tecnologiche, ma sono le tecnologie che devono mettersi a supporto dell’innovazione nella didattica. Le aziende e le scuole che partecipano insieme a Didacta – ha concluso – sottolineano la necessità di costruire un modello di sviluppo industriale intorno all’innovazione della scuola". La manifestazione è stata inserita dal Ministero fra gli eventi previsti dal piano pluriennale di formazione dei docenti.

L'Italia ha concordato con il commissario Ue Dimitris Avramopoulos missioni congiunte nei Paesi africani di partenza dei migranti. Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini in conferenza stampa a Vienna insieme al collega austriaco Herbert Kickl. Salvini ha definito il ministro lussemburghese "volgare" e ha nuovamente attaccato Malta spiegando che "se ne frega dei suoi doveri".

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