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Gli studenti italiani non hanno dubbi, l'Alternanza scuola-lavoro non sta funzionando. "Siamo studenti, non i tuoi schiavi", hanno cantato nelle varie manifestazioni del 13 ottobre in 70 piazze italiane. Parole persuaso, più volte scandite dai cori dei ragazzi delle scuole superiori. Gli studenti parlano di "progetti che raramente hanno utilità e attinenza rispetto al percorso di studi". C'è chi dice di sentirsi sfruttato, "è più che altro un lavoro a costo zero".

"Il Governo favorisce i multinazionali"

Saranno un centinaio di studenti che un Roma sono arrivati ​​davanti al Miur per parlare con il ministro Valeria Fedeli. Uno di Loro Durante l'attesa ci racconta il Motivo che lo ha spinto un MANIFESTARE:. "Oggi siamo in piazza per Combattere il modello di scuola Creato dal governo Renzi, dal Partito Democratico e dall'Unione Europea Si Tratta di un modello di scuola subordinato alle grandi imprese invece di essere fatto per gli studenti.Miur per parlare con la ministra Valeria Fedeli. Uno di loro durante l’attesa ci racconta il motivo che lo ha spinto a manifestare: "Oggi siamo in piazza per combattere il modello di scuola creato dal governo Renzi, dal Partito Democratico e dall'Unione Europea. Ne è dimostrare il progetto di Alternanza scuola lavoro per cui il governo sigla accordi con i multinazionali. Siamo contrari a tutto questo e vogliamo, come studenti, avere decisioni di potere sulla mansione che andremo svolgere ". "Inoltre – continua lo studente – la scuola vive un grande disagio, l'istruzione è sempre più di classe e temo che troppo possono andare avanti solo coloro che si trovano in benessere familiare. I costi sono troppo alti, quelli dei libri ma anche i tasse universitarie. Sono qui per dare voce all'altra parte del mondo della scuola: agli esclusi, a coloro che frequentano gli istituti tecnici professionali e ai ragazzi di periferia ".

 

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"Non sono merce nelle mani delle aziende"

Ma gli studenti, che una bella mattinata e al termine del corteo romano, sono stati ricevuti al Miur, sono non soddisfatti: "Non siamo merce – si legge sul Corriere  – nelle mani delle aziende. E le nuove regole che stanno per essere introdotte non vanno in giusta direzione. Non definiscono la gratuità dei percorsi di alternanza. Non introducono limiti temporaliMiur, non sono soddisfatti: “Non siamo merce – si legge sul gratuità dei percorsi di alternanza. Non introducono limiti temporali, quindi sarà ancora possibile sfruttare gli studenti durante le vacanze estive, quando ci sono meno controlli. Non sono fissati criteri su chi può fare il tutor, quali competenze deve avere. E non c'è alcuna selezione dei soggetti attivanti ". Alzano la voce, gli studenti, per chiedere che l'alternanza sia una "metodologia didattica che lega il sapere al sapere fare, l'intelligenza teorica all'intelligenza pratica, che fa davvero da ponte tra ciò che studiamo una scuola e ciò che andremo un praticare nei luoghi di lavoro ".tutor, quali competenze debba avere. E non c’è alcuna selezione dei soggetti attivanti”. Alzano la voce, gli studenti, per chiedere che l’alternanza sia una “metodologia didattica che lega il sapere al saper fare, l’intelligenza teorica all’intelligenza pratica, che fa davvero da ponte tra ciò che studiamo a scuola e ciò che andremo a praticare nei luoghi di lavoro”.

" Chiediamo al Ministero dell'Istruzione che fine abbia fatto lo statuto delle studentesse e degli studenti in Alternanza scuola lavoro e il codice etico per le aziende ", dice a Repubblica Francesca Picci, coordinatrice nazionale dell'Unione degli studenti. "Viviamo sulla nostra pelle i disagi di questo modello di Alternanza. Siamo studenti, non merce nelle mani delle aziende".Picci, coordinatrice nazionale dell'Unione degli studenti. "Viviamo sulla nostra pelle i disagi di questo modello di Alternanza. Siamo studenti, non merce nelle mani delle aziende”.

"Basta scuole insicure e schiavismo"

"Noi del Virgilio stiamo promuovendo uno screening in tutti gli istituti romani che sono in condizioni pessime ma non si sa mai chi è la colpa – sottolinea al Corriere Diego Iacente, rappresentante del liceo classico – Vogliamo studiare senza il rischio che ci crolli il tetto sulle teste ". Aggiunge la Rete degli Studenti: "Siamo in piazza perché stanchi di una politica che non ci ascolta e per riscrivere i paradigmi di una scuola diversa più equa e giusta".Iacente, rappresentante del liceo classico – Vogliamo studiare senza il rischio che ci crolli il tetto sulle teste”. Aggiunge la Rete degli Studenti: “Siamo in piazza perché stanchi di una politica che non ci ascolta e per riscrivere i paradigmi di una scuola diversa più equa e giusta”.

"Ma ragazzi, che state dicendo?"

Naturalmente non tutti gli studenti sono contrari a questo modello di collegamento tra il mondo del lavoro e la scuola , anche se per fare notizia sono sempre quelli che scendono in piazza. E la loro parola è stato idealmente il sito La Repubblica degli stagististagisti. Ha scritto la direttrice Eleonora Voltolina: "Ma ragazzi, che state dicendo? Dite che non è giusto che faccia esperienze di lavoro, che alla tua età dovreste solo studiare sui libri. Da anni però è ormai assodato che uno dei motivi per cui in Italia la disoccupazione giovanile è così alta è che non c'è una buona dialogo e coordinamento tra il sistema scolastico e il mondo del lavoro. Ci sono dati statistici incontrovertibili che dimostrano che in tutti gli Paesi dove l'alternanza scuola-lavoro è realizzata, come la Svizzera Austria e Germania, il tasso di disoccupazione giovanile è bassissimo. Noi abbiamo quasi il 40%, uno dei più alti tassi d'Europa. Vogliamo farci qualcosa o ce lo teniamo così? Dite che non volete svolgere mansioni semplici, umili, di fatica come servire hamburger. Eppure vi è un enorme valore formativo, di 17 anni, un imparare come sta sta in un negozio. Vieni a servire un cliente. Vieni ci si rapporta con il proprio superiore, come si arriva puntuale e in ordine, come si trova in posto di lavoro. Sì, anche per chi fa il liceo, anche per chi pensa che il cameriere non lo farà mai in vita (e poi chi lo sa?), Un'esperienza di qualche settimana a fare un mestiere non di concetto è più utile. È prezioso"

Ancora Voltolina che nel suo editoriale si rivolge ai manifestanti: "Diciamo che 200 ore sono tante Ma 200 ore sono 25 giorni 25 giorni da diluire nell'arco di 3 anni E quanti ce vogliono prima che ciascuno di voi, che nella maggior parte dei casi non ha mai messo giustamente piede prima in un luogo di lavoro, anche solo capisca dove è e come si deve muovere? Pensate davvero che una azienda può usarli per sostituire i suoi dipendenti? No I 17 anni in alternanza scuola-lavoro non sono appetibili a questi fini, altri lo sono, e io mi batto ogni giorno da molti anni per fermare l'exploitation, ma proprio perché mi batte contro l'exploitation, so recognize the exploitation. alternanza in un ristorante o un 'officina meccanica o un ufficio comune non è sfruttamento ".Voltolina che usarvi per sostituire i suoi dipendenti? No. I 17enni in alternanza scuola-lavoro non sono appetibili a questi fini. Altri lo sono, e io mi batto tutti i giorni da molti anni per fermare lo sfruttamento. Ma proprio perché mi batto contro lo sfruttamento, so riconoscere lo sfruttamento. E no, fare 3 settimane in alternanza in un ristorante o un'officina meccanica o un ufficio comunale non è sfruttamento".

 Un primo bilancio del progetto

Ma come sta andando il progetto? Il sito Skuola.net ha realizzato un primo bilancio sull’alternanza. Intervistando circa 4.500 studenti di terzo e quarto anno – alla fine dell’anno scolastico 2016/2017 – è stato così possibile fotografare la situazione nell’anno in cui l’alternanza è entrata davvero a pieno regime (leggi qui l'articolo integrale di Tuttoscuola). All’inizio della scorsa estate, il 95% dei ragazzi aveva svolto o avrebbe svolto a breve un periodo di alternanza. L’anno precedente nello stesso periodo, il tasso di adesione era dell’85%. I percorsi di alternanza, poi, sono sempre più integrati nel calendario scolastico. Quasi 7 ragazzi su 10 ad inizio maggio avevano già svolto le attività previste: la metà si è trattenuto in azienda per 10 giorni o più, con picchi nel caso degli istituti professionali. Ma, per gli altri, difficilmente si scende sotto la settimana di permanenza.

Ancora troppi, però – leggiamo su Tuttoscuola – quelli che l’alternanza sono costretti a farla a scuola e non in un’azienda: il 27%, ovvero più di 1 su 4. L’alternativa? Sono dei surrogati: progetti di gruppo da realizzare in classe (35% di chi non va in alternanza), simulazioni di gruppi di lavoro (14%), conferenze (16%), incontri con esperti (13%). Un dato comunque in decisa diminuzione rispetto allo scorso anno, quando sfondava di poco quota 50%. Tuttavia, uscire dalla propria classe non sempre è sinonimo di esperienza formativa. Al 14% di quelli che sono andati in azienda, ad esempio, è stato chiesto di svolgere compiti di contorno (fare le fotocopie, portare i caffè, fare le pulizie) e il 12% ha raccontato di non aver fatto nulla. Situazioni a cui, però, fa da contraltare il 33% che ha svolto mansioni pratiche insieme al team aziendale. A una quota simile, invece, le cose vengono solo spiegate (per fortuna anche dal punto di vista pratico); mentre per un altro 10% ci si ferma alla pura teoria.

 

 

La terra trema ancora a Norcia. La città semidistrutta dal sisma del 24 agosto 2016 e dal successivo del 30 ottobre 2016 si è svegliata alle 4.02 a causa di una scossa di magnitudo 3.2 è avvenuto a 4 chilometri dalla cittadina umbra. Come riporta l'Ingv, l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il sisma è avvenuto ad una profondità di 9 km.

Al momento non si ha notizia di danni a cose o a persone.

Sono oltre duecento i ragazzi, liceali e universitari, provenienti da tutta Italia, che hanno partecipato alla quinta edizione della simulazione Change the World for Democracy organizzata dall’associazione Diplomatici, scuola di formazione per ragazzi che vogliono intraprendere carriere legate al funzionamento delle istituzioni nazionali ed internazionali. Due i gruppi di giovani deputati che, per quattro giorni, si sono confrontati ed impegnati per elaborare, discutere e votare la proposta di legge vincente sui fenomeni delle “Fake news e Web reputation”.

Tantissime sono state le soluzioni studiate e proposte dai giovanissimi ragazzi per arginare il problema in continua espansione. La coalizione di cui fa parte Alessia Di Florio, diciassettenne romana, si è impegnata su due diversi fronti: “Il diritto del cittadino ad una corretta informazione ed il dovere del cittadino di procurarsela e di mantenerla. Per questo motivo abbiamo progettato di inserire dei corsi di formazione obbligatori nei programmi scolastici e di istituire un ente che controlli la diffusione delle notizie sulle piattaforme, sempre nel rispetto dell’art. 21 della Costituzione”.

È lo studente di Giurisprudenza Emanuele De Pasquale, 18 anni di Palermo, che ha vinto il premio come miglior capogruppo durante la simulazione, a dire che “legiferare sul tema non è stato semplice ma come coalizione ci siamo impegnati soprattutto analizzando la possibilità di introdurre all’interno del quadro normativo italiano, modelli vincenti adottati in altri paesi europei, come quello tedesco, svedese o norvegese”. “Consiglio a tutti i giovani di provare questa esperienza perché permette un’espressione delle proprie opinioni assolutamente libera e rispettosa, c’è dialogo e tanta passione” – queste le parole al termine dei lavori di Gabriella Campanile, studentessa universitaria di 23 anni di Salerno.

La votazione finale delle proposte, sia dei liceali che degli universitari, è avvenuta nell’Aula dei Gruppi Parlamenti di Montecitorio davanti al vicepresidente della Camera Simone Baldelli, il quale ha sollecitato i ragazzi alla conoscenza, “leggere è la soluzione. L’appello e l’augurio che vi faccio è che continuiate a studiare, come avete fatto fino ad ora, a crescere e ad ampliare la vostra cultura perché possiate sempre accorgervi di quelle che sono le notizie vere o false” e all’ex magistrato del pool antimafia e parlamentare per quattro legislature Giuseppe Ayala che invece ha invitato i ragazzi a non allontanarsi dalla vita politica perché “ la politica è un impegno nobile ed è fondamentale risolvere i problemi che ci sono impegnandosi in prima persona trovando le giuste soluzioni”.

Nel corso della simulazione è dunque emersa l’importanza attribuita all’informazione, parola chiave per combattere il fenomeno delle fake news e web reputation.

Chiusa – o quantomeno ridimensionata – la rotta libica, i trafficanti di rifugiati tornano a servirsi di quelle che attraversano il Mar Nero e il Mediterraneo occidentale verso la Spagna, secondo quanto riferito dall’Europol. La divisione europea dedicata al traffico di migranti ha pubblicato i risultati del monitoraggio costante dei percorsi migratori, realizzata in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni, evidenziando un aumento delle partenze dalla Tunisia e dall’Algeria e un più frequente utilizzo di navi da diporto che dalla Turchia puntano alle coste italiane.

Nascosti persino nei vani motore

Le maggiori difficoltà nell’attraversare i confini degli Stati europei eludendo il controllo di frontiera, sta spingendo i contrabbandieri a trovare nuove – o vecchie – vie per trasportare i migranti in Europa. In aumento, secondo l’Europol, anche l’impiego di camion a tenuta ermetica o dell'utilizzo dei vani motore come nascondiglio. Sistemi estremamente pericolosi per la vita dei migranti. “Durante l’attività di controllo da parte delle forze dell'ordine è stato rilevato un aumento nel numero di incidenti che coinvolgono i migranti che cercano di passare il confine”, si legge in un comunicato dell’Europol. “Il metodo più frequente per trasportarli migranti riguarda l'uso di autocarri e furgoni. La mancanza d’aria, il sovraffollamento e l’alta velocità per eludere i controlli sono solo alcuni dei pericoli legati al contrabbando in strada”

Settemila euro per un 'passaggio'

Gli immigrati irregolari normalmente viaggiano nell’abitacolo con il contrabbandiere per la maggior parte del viaggio, per poi essere nascosti in prossimità del confine. Secondo le autorità, si stima che un viaggio di questo tipo tra la Turchia e l’Austria possa costare anche settemila euro. Cifre che incoraggerebbero l’offerta da parte dei trafficanti.

"Il contrabbando dei migranti è diventato un business pericoloso ed enorme in Europa”, ha dichiarato il direttore esecutivo dell’Europol, Rob Wainwright. “Di fronte a una maggiore pressione da parte delle forze dell'ordine, i gruppi criminali si avvalgono di metodi disperati per contrabbandare le vittime al di là delle frontiere, spesso con conseguenze pericolose per la loro stessa vita”.

Il rapporto arriva a pochi giorni dalla notizia della morte di otto migranti, a seguito della collisione – avvenuta domenica 8 ottobre – tra una nave della marina militare tunisina e un barcone di migranti. Si ritiene che a bordo del barcone ci fossero 87 persone. I migranti salvati sono stati 38, mentre 41 persone sono risultate disperse. 

I 38 sopravvissuti, tutti di nazionalità tunisina, sono stati soccorsi e portati a bordo della stessa nave coinvolta nella collisione. Sono stati riportati a Sfax e rilasciati poco dopo. Il 10 ottobre le autorità tunisine hanno annunciato l'apertura di un’indagine finalizzata a chiarire le circostanze dell’incidente. 

“Il numero di migranti tunisini che hanno raggiunto l’Italia via mare è aumentato”, ha sottolineato Federico Soda, direttore dell’Ufficio di Coordinamento dell’OIM per il Mediterraneo. “Mentre da gennaio ad agosto 2017 sono sbarcati sulle coste italiane 1357 tunisini, nel solo mese di settembre gli arrivi dalla Tunisia sarebbero stati, secondo una nostra stima, più di 1400”. Sempre Soda aggiunge: “Nonostante l’aumento di sbarchi registrato a settembre sia abbastanza insolito, occorre però ricordare come in assoluto questi numeri non siano poi così alti, se confrontati agli arrivi registrati in Italia nel 2017”.

Migliaia di studenti sono scesi in piazza in tutta Italia per manifestare contro l’Alternanza scuola-lavoro, che dal luglio del 2015 è obbligatoria e prevede l’integrazione di tirocini lavorativi all’interno del percorso didattico. A suscitare le proteste degli studenti, molti dei quali marciano in tuta blu come gli operai, gli episodi di degenerazione dell’iniziativa, fortemente voluta all’interno della riforma della Buona Scuola varata dal governo Renzi. In Italia fanno parte del programma un milione e mezzo di studenti.

Un corteo per i diritti degli studenti che lavorano

"Chiediamo al ministero dell'istruzione che fine abbia fatto lo statuto delle studentesse e degli studenti in Alternanza scuola lavoro e il codice etico per le aziende", ha detto la coordinatrice nazionale dell'Unione degli studenti, Francesca Picci. "Viviamo sulla nostra pelle i disagi di questo modello di Alternanza. Siamo studenti, non merce nelle mani delle aziende".

Le critiche mosse dagli studenti all’Alternanza scuola-lavoro riguardano casi di sfruttamento dei ragazzi, coinvolti in attività ritenute non formative e costretti a svolgere mansioni non in linea con i percorsi scolastici, come nel caso di quanti si sono ritrovati a fare da camerieri gratuitamente tra i tavoli dei fast-food. In un caso, risalente al 6 ottobre, uno studente impiegato in una ditta specializzata nella revisione e riparazione di motori nautici e industriali a La Spezia, è rimasto coinvolto in un incidente con un muletto – per il quale è necessario un patentino – che gli ha causato la frattura della tibia. L’infortunio, definito grave dalla Asl locale, gli è valso 40 giorni di prognosi ed evidenzia un abuso da parte delle aziende che si avvalgono del lavoro degli studenti.

Ulteriori polemiche sono arrivate dopo che la Camera di commercio ha attivato i bandi per l’erogazione dei voucher alle aziende che partecipano al progetto, come scrive Repubblica. "Le risorse regalate alle aziende con gli sgravi fiscali vanno investite per un'istruzione gratuita e di qualità", ha detto la coordinatrice nazionale della Rete della Conoscenza, Martina Carpani. "La scuola e l'università non devono essere asservite al profitto, semmai devono cambiare il mondo del lavoro". Tra le richieste degli studenti anche quella di una remunerazione per il lavoro svolto.

Le promesse del Governo

“L’alternanza scuola-lavoro è un’innovazione didattica importante. È uno strumento che offre alle studentesse e agli studenti la possibilità di acquisire competenze trasversali e consente loro di orientarsi con più consapevolezza verso il loro futuro di studi e lavorativo”, commenta in un comunicato stampa la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli. Il 10 ottobre in audizione in Parlamento la stessa ministra ha ribadito il massimo impegno in caso di situazioni in cui il patto formativo che sta alla base dell’alternanza “sia violato, impedendo a studentesse e studenti di fare un percorso significativo, innovativo e di qualità”. Il Miur ha promesso di mettere in campo strumenti concreti che vanno in questa direzione e che dovrebbero consentire un costante monitoraggio delle iniziative di alternanza.

La differenza tra Licei e Istituti

Secondo una ricerca svolta dal Sole 24 Ore, una grande differenza nell’apprezzamento dell’iniziativa taglia trasversalmente il campione di studenti che provengono dagli Istituti o dai Licei. I primi hanno dato un indice di gradimento medio di 4 su 5, mentre gli studenti dei Licei hanno espresso un giudizio critico dell’esperienza: in media 2.5 su 5. A integrare questi dati anche la ricerca condotta dall’Unione degli Studenti, presentata a maggio di quest’anno alla Camera dei Deputati. Secondo il movimento d’area, il 57% degli studenti intervistati ha portato avanti percorsi non inerenti al proprio percorso di studi, mentre il 40% sostiene di aver visto i propri diritti negati. Ben l’87% vorrebbe poter decidere sul proprio percorso di alternanza scuola-lavoro, che è di fatto in mano alle scuole o agli accordi tra Miur e aziende, e il 38% degli studenti ha dovuto sostenere delle spese per partecipare all’esperienza.  

 

 

 

 

PRIMO PIANO

Rosatellum, il testo passa al Senato

All’indomani dell’approvazione alla Camera, non si placa lo scontro sulla riforma elettorale, che ha superato tre voti di fiducia e la prova dello scrutinio segreto. Il Rosatellum bis potrebbe arrivare sulla scrivania del presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato, Giuseppe Torrisi, già oggi. L'esame dovrebbe iniziare la prossima settimana, mentre l’arrivo in aula è previsto per il 24 ottobre. A Montecitorio approvata anche la norma “salva Verdini”

Per approfondire:

Repubblica: Rosatellum approvato alla Camera. Evitata la trappola dello scrutinio segreto. Via libera al salva-Verdini

Corriere della Sera: La nuova legge elettorale, chi ci guadagna? La simulazione

Padoan al meeting del FMI di Washington 

Mentre in Europa circola il suo nome come possibile leader dell’eurogruppo, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan è a Washington per il meeting annuale del Fondo Monetario Internazionale. Intanto, i tecnici sono al lavoro sulla manovra: il prossimo passo è l’approvazione del decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio alla riunione del Consiglio dei Ministri.

Per approfondire:

Sole 24Ore: Manovra 2018, atteso domani il decreto fiscale e lunedì la legge di Bilancio

Libero: Pier Carlo Padoan favorito per la carica di leader dell'Eurogruppo

Cucchi, la prima udienza del processo bis 

La Corte d’Assise a Roma prima udienza del processo bis in cui sono imputati tre carabinieri per l’omicidio di Stefano Cucchi. L’udienza, però, rischia di slittare per incompatibilità del giudice designato dal tribunale, allungando così i tempi del processo. Il 9 ottobre la Cassazione ha annullato la sentenza di assoluzione dei medici che hanno avuto in cura il giovane nel 2009 prima che morisse.

Per approfondire:

Agi: Cucchi: Cassazione, cure inadeguate, medici Pertini inattivi

Il Fatto quotidiano: Stefano Cucchi, “mancata diagnosi e cure inadeguate”. Ecco perché la Cassazione ha annullato l’assoluzione dei medici

POLITICA

Gentiloni alla conferenza Cnr su clima, agricoltura, migrazioni 

Il presidente del consiglio Paolo Gentiloni interverrà alla conferenza Consiglio nazionale delle ricerche sul tema del Clima, agricoltura e migrazioni (9.30, Accademia dei Lincei, Roma). Forte dell’approvazione del voto di fiducia sulla legge elettorale alla Camera, il premier passa al tema della legge di Bilancio e promette: "No a nuove tasse e nessun aumento Iva".

Per approfondire:

Agi: Manovra: Gentiloni, no ad aumento Iva e a nuove tasse

Sole 24Ore: Legge Bilancio, Gentiloni: lavoreremo per trovare ulteriore spazio per investimenti

L’indice globale della fame 2017

In occasione della settimana dell’agricoltura, il sottosegretario Maria Elena Boschi e il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina saranno al lancio internazionale dell’indice globale della fame 2017 che si terrà alle 11, presso il Teatro Donizetti di Bergamo. L’indice, presentato da Cesvi, è uno strumento statistico per misurare la fame e la malnutrizione nel mondo.

Per approfondire:

Avvenire: G7 Agricoltura. Fame zero per tutti, da Bergamo riparte la sfida di Expo

Ispi: Il Cesvi presenta l’indice globale della fame 2017

ECONOMIA

Bankitalia, escono i dati sulla finanza pubblica

Sarà pubblicato il rapporto statistico di Banca d’Italia “Finanza pubblica: fabbisogno e debito” che riporta i dati relativi al fabbisogno e al debito lordo delle Amministrazioni pubbliche centrali, di quelle locali e degli enti di previdenza.

Per approfondire:

Qui la pagina in cui sarà pubblicato il rapporto.

Anas, convegno con Delrio e Armani 

Il ministro Delrio sarà a Roma alla conferenza internazionale Anas "Guida connessa ed automatica", a cui parteciperà anche Gianni Vittorio Armani, presidente Anas, e Violeta Bulc, commissario Ue per i Trasporti. L’appuntamento è all’Hotel Quirinale alle ore 9. Ieri a una tavola rotonda dell’Anci, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha promesso in manovra sgravi fiscali per gli abbonati ai mezzi pubblici e ha detto che "la metro di Napoli sarà la più bella del mondo".

Per approfondire:

Sole 24Ore: Trasporti, Delrio: «In manovra sgravi fiscali per abbonati a mezzi pubblici»

Repubblica: Delrio: "La metro di Napoli sarà la più bella del mondo"

ESTERI

Che succede ora con Cesare Battisti?

Il governo italiano attende novità dal Brasile per quel che riguarda la situazione di Cesare Battisti, che ieri ha dichiarato: “Se mi estradano mi consegnano alla morte”. Ma nei palazzi governativi italiani trapela fiducia sull’estradizione dell’ex terrorista, latitante da 36 anni.

Per approfondire:

Repubblica: Battisti: "Se mi estradano mi consegnano alla morte"

La Stampa: L’ultima carta di Battisti. “Se mi estradano è la morte”

Trump decide le sorti dell’accordo sul nucleare con l’Iran

Il presidente degli Stati Uniti annuncerà alle 18.45 italiane la sua decisione in merito all’accordo sul nucleare iraniano. Dopo i ripetuti attacchi di Trump al patto, il destino sembra essere quello della "de-certificazione", ossia la dichiarazione che Teheran non sta rispettando gli impegni presi. Questo non farà saltare l’intesa con gli altri firmatari, ma creerà problemi alle aziende Ue che hanno accordi con Iran e fanno affari anche in negli Stati Uniti. Attesa inoltre la firma di Trump sull’ordine esecutivo per avviare lo smantellamento dell’Obamacare.

Per approfondire:

Internazionale: Trump contro tutti sul nucleare iraniano

Huffington Post: Trump verso la de-certificazione dell'accordo con l'Iran. Rohani: "Presto vedremo chi non rispetta le norme"

Catalogna, Puidgemont ha tempo fino a lunedì

Catalogna, continua il braccio di ferro tra Madrid e Barcellona: Puidgemont ha tempo fino a lunedì per rispondere a Rajoy. Domani si terrà una riunione ordinaria del consiglio dei ministri spagnolo, con una conferenza stampa prevista intorno alle 15.

Per approfondire:

Agi: Cosa succede se la Catalogna conferma la dichiarazione d'indipendenza

TPI: Ultimatum a Puigdemont: Madrid è pronta a sospendere l’autonomia della Catalogna

Ue, riunione dei ministri degli Interni a Lussemburgo

Si tiene a Lussemburgo la riunione dei ministri degli Interni europei, a cui non sarà però presente Marco Minniti, impegnato con l’assemblea Anci e con la questione della marcia dei neofascisti su Roma annunciata per il 28 ottobre. A fare le sue veci in Europa sarà il sottosegretario Manzione. A Lussemburgo anche la riunione dei ministri dell'Ambiente con Galletti. 

Per approfondire:

Messaggero: Minniti: «Non autorizzeremo la marcia su Roma di Forza Nuova». I neofascisti: saremo comunque in piazza

Left: Chissà se Minniti si degna di rispondere almeno all’Europa

CRONACA

Anci, Minniti, Orlando e Finocchiaro

Il ministro degli Interni Marco Minniti, il ministro della Giustizia Andrea Orlando e il ministro per i rapporti con il parlamento Anna Finocchiaro saranno presenti all’assemblea di Vicenza dell’Anci. Ieri Orlando al vertice a Lussemburgo ha chiesto al suo omologo tedesco di rispettare la sentenza Thyssen.

Per approfondire:

La Stampa: Il ministro della Giustizia Orlando al collega tedesco: “Rispettate la sentenza Thyssen”

Il Giornale di Vicenza: Vicenza capitale della politica Il programma

Papa Francesco riceve il premier del Libano 

Per la seconda volta dal suo insediamento alla guida del governo di Beirut, il premier libanese Saad Hariri è arrivato a Roma, e oggi sarà ricevuto da Papa Francesco in Vaticano (lunedì l’incontro con Gentiloni). Hariri e il pontefice parleranno delle tensioni interreligiose in Libano. Ieri Papa

Hariri era già stato in Vaticano a marzo scorso per un incontro con il Papa. “I Papi hanno sempre sostenuto il Libano e il Libano guarda alla Santa sede con grande apprezzamento e gratitudine”, ha detto il presidente libanese, Michel Aoun, al termine di un recente incontro con Hariri. 

Per approfondire:

La Stampa: Beirut sogna Francesco 20 anni dopo Giovanni Paolo II

Messaggero: Bergoglio: «Vorrei tornare in Brasile ma la vita del Papa non è semplice»

IN BREVE

 M5s, a Torino omaggio di Grillo e Appendino a Dario Fo

– Terrorismo, Orlando alla conferenza dei pubblici ministeri

– California: continua la ricerca dei dispersi causati dai devastanti incendi, almeno 31 morti e 400 dispersi

– Liberia: atteso esito ufficiale voto elezioni presidenziali

– Alfano al Forum Transatlantico sulla Russia alle 9.30

– Istat, l'inflazione a settembre. Dagli Usa i dati su inflazione e vendite al dettaglio

Quaranta anni fa un volo Lufthansa partito da Palma di Maiorca e diretto a Francoforte viene dirottato da terroristi arabo-tedeschi mentre si trova nello spazio aereo italiano, per poi atterrare a Mogadiscio, dove gli 86 passeggeri a bordo vengono salvati. Un anno fa moriva il premio Nobel Dario Fo. 

A cura di Anna Ditta – The Post Internazionale (TPI)

 

Mobilità, innovazione, motori e lifestyle, sicurezza e cultura sportiva. Sono questi i temi al centro della nuova collaborazione editoriale tra ACI Automobile Club d'Italia e AGI Agenzia Italia che prevede la realizzazione di contributi multiautore sulle principali piattaforme multimediali dell'agenzia nel settore dei motori e della sicurezza stradale, realtà in continua evoluzione. Obiettivo della collaborazione è la diffusione di una nuova cultura dell'automobile, grazie al presidio dei molteplici versanti della mobilità.

L'evoluzione culturale e tecnologica che ha caratterizzato la società negli ultimi anni richiede, infatti, sempre più un nuovo approccio alla mobilità, che guardi all'automobile non solo come ad un mezzo di trasporto ma anche come fattore di costume, sociale, economico e sportivo. Una mobilità nuova che esalti, quindi, le responsabilità di ciascuno e che spinga verso atteggiamenti etici e sostenibili del muoversi, a beneficio della società presente e futura.

"Rispondere con continuità e con capacità di innovazione alle esigenze e ai problemi del mondo automobilistico – ha dichiarato Ludovico Fois, consigliere per le Relazioni esterne e istituzionali dell'Automobile Club d'Italia, nonché direttore editoriale della rivista l'Automobile – è oggi una delle sfide principali che ACI si trova ad affrontare quotidianamente. Questa nuova sinergia con AGI rappresenta un valore aggiunto che ci consente di diffondere una nuova cultura dell'automobile". "Il mondo dei motori – spiega il direttore di AGI, Riccardo Luna – si è trasformato in modo straordinario, interpretando e spesso creando i diversi modelli di crescita sociale e culturale. Una trasformazione che, anche grazie ai nuovi processi innovativi e digitali, prosegue oggi in maniera più radicale. Noi di AGI siamo quindi contenti di poter raccontare insieme ad ACI questi cambiamenti e queste nuove tendenze, espressione di una cultura dell'automobile condivisa e di un linguaggio comune".

 

Secondo il radicale Marco Cappato, ogni giorno un italiano si reca in Svizzera per andarsene in maniera indolore. Cifre minori vengono fornite da altre associazioni che si battono per il diritto a una morte dignitosa in luogo di una vita di intollerabili sofferenze fisiche e psichiche dovute a una malattia incurabile. Come Exit Italia, il cui presidente Emilio Coveri parla di due o tre italiani al mese. Fare stime precise è molto difficile. Quel che è certo è che i casi che salgono agli onori delle cronache sono solo la punta dell'iceberg. 

Chi decide di rendere pubblica la propria tragedia personale – come quest'anno Dj Fabo, Davide Trentini e, oggi, Loris Bertocco – lo fa per lanciare un appello alle istituzioni, in nome delle altre decine di ammalati nelle stesse condizioni, perché affrontino finalmente la questione di una nuova legislazione sul fine vita. Ma come funziona il suicidio assistito in Svizzera? Quali sono i costi, i requisiti e la procedura?

10mila euro per l'ultimo viaggio

 

Per compiere l’ultimo viaggio bisogna disporre di una somma di diecimila euro che comprende pernottamento, colazione e pulizie comprese. I soldi devono essere versati sul conto della clinica della struttra scelta. Un valido supporto al malato e alla famiglia è offerto dalle associazioni no-profit che gestiscono le cliniche e che si occupano della prenotazione dell'hotel e dei taxi per il trasporto dall'albergo allo studio medico per la visita e dell'acquisto dei medicinali che viene effettuato materialmente – con una propria ricetta – dal medico che poi porterà a termine l'atto finale. 

Le strutture che consentono il suicidio assistito in Europa

Il primo passo è scegliere la struttura alla quale affidarsi, in Svizzera ce ne sono cinque fra Basilea, Berna, Ginevra e Zurigo. In Europa il suicidio assistito è legale anche in Belgio, Lussemburgo e Olanda, ma solo le cliniche della Confederazione elvetica offrono il servizio anche ai cittadini stranieri. È qua corretto ricordare che in queste strutture non viene praticata l'eutanasia, possibile nel Benelux, bensì il suicidio assistito. Ovvero, deve essere l'ammalato a compiere l'ultimo gesto per assumere i farmaci che lo uccideranno, anche a costo di premere un pulsante con la bocca. Se le condizioni del paziente non lo consentono, i medici elvetici non possono fare nulla per lui. 

Lo psicologo solo per i cittadini svizzeri

Il passo successivo è la stesura di un testamento biologico da inviare con le cartelle cliniche alla struttura scelta. Davanti a tre testimoni il malato nelle sue piene facoltà di intendere e di volere nomina un fiduciario e rilascia le proprie volontà sulla fine della sua esistenza.

Una commissione medica  si riunisce, prende in considerazione la documentazione e valuta la scelta del paziente. Requisito indispensabile per ottenere l'ok dalle strutture è l'irreversibilità della malattia, che deve essere clinicamente accertata e senza possibilità di guarigione. Solo per i cittadini svizzeri si applica un altro passaggio: il colloquio con uno psicologo.

A questo punto il paziente sceglie la data del suo ultimo giorno. I medici svizzeri sono tenuti, in ogni caso, a far desistere i pazienti fino all'ultimo. Il malato può decidere di tornare indietro in qualsiasi momento, o anche di stabilire una nuova data.

L'assunzione del farmaco e l'arresto cardiaco

La procedura inizia con il medico che dà al paziente due pastiglie di antiemetico, un medicinale per ridurre la nausea. Il medicinale che porterà all'arresto cardiaco è il Pentobarbital, sostanza utilizzata nell'induzione dell'anestesia generale. Per garantire il decesso, i medici diluiscono una dose 4 volte più alta di quella letale e la porgono al paziente. Sarà lui a berla portandosela da solo alla bocca o, se tetraplegico, con un pulsante che ne attiva il rilascio. Per questo si chiama 'suicidio assistito', legittimo grazie all’articolo 114 del codice di procedura penale svizzero. Nel giro di due o tre minuti dall’assunzione, il paziente si addormenta profondamente. L'arresto cardiaco sopraggiunge dopo circa mezz’ora, in uno stato di assoluta incoscienza del malato.

 

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La Rinascente riapre con un megastore di 14mila metri quadrati nel centro di Roma, in via del Tritone. Un grande negozio di 8 piani nel quale lavoreranno 650 persone e dove ogni ora attraverso le 16 scale mobili e i 10 ascensori si potranno muovere fino a 90mila persone, più di quante ne possono contenere lo Stadio Olimpico (73mila) o quello di San Siro (80mila). Un vero e proprio record per un negozio.

Ecco come muoversi attraverso gli 8 piani del ‘Palazzetto’

La nuova sede della Rinascente nasce nell’area che ospitava un edificio dei primi del ‘900, denominato ‘Palazzetto’. Dopo 11 anni di lavori è stato trasformato in uno dei negozi più grandi d’Italia, pronto ad accogliere migliaia di clienti ogni giorno. Ognuna delle 16 scale mobili – installate da thyssenkrupp Elevator – può sostenere 128 tonnellate di peso e trasportare 4.800 persone ogni ora, per un totale di 76.800 clienti in contemporanea negli 8 piani dello stabile. Inoltre i 10 ascensori, del peso di 35 tonnellate, mobiliteranno fino a 120 persone a tratta. “È stato un grande progetto – afferma Luigi Maggioni, amministratore delegato di thyssenkrupp Elevator Italia – che ci ha coinvolto per circa 1 anno e ci ha visti impegnati anche nelle ore notturne, per integrare al meglio i nostri impianti nei delicatissimi resti romani dell’Acquedotto Vergine, inaugurato da Augusto nel 19 a.C.” “E’ il secondo store che realizziamo con Rinascente – ha dichiarato Davide Renna, Key Account Manager di thyssenkrupp Elevator Italia. La nostra mission era quella di rendere ogni esperienza di acquisto sicura e confortevole per tutti i clienti che ogni giorno affolleranno il negozio di via Piazza del Tritone”.

Cosa c’è dentro la nuova Rinascente

Sette anni fa lo storico palazzo di via del Corso che ospitava la Rinascente fu occupato da Zara. Ora la rivincita: un grande spazio, una terrazza panoramica, quattro ristoranti, un susseguirsi di vetrine con esposte le prime linee delle migliori griffe internazionali e a sorpresa i resti archeologici dell’acquedotto romano inaugurato da Augusto nel 19 a.C.che si potrà visitare al piano -1. Lo store, inoltre, incorpora e avvolge il piccolo edificio dei primi del ‘900, un vero e proprio palazzo nel palazzo, che su diversi piani diventa parte integrante dell’architettura espositiva. Altro elemento distintivo è il cavedio che attraversa in altezza tutti i piani, consentendo alla luce di diffondersi. La facciata su via del Tritone, ridisegnata da Vincent Van Duysen, comprende 96 finestre e sette vetrine: oggi vi hanno preso posto i manichini scultura iperrealisti realizzati da Francesca Romana Di Nunzio.

Un investimento record

La realizzazione dell’opera è costata a Tos Chirathivat – Ceo di Central Group, società thailandese proprietaria di Rinascente – 200 milioni di euro. Ben 130 di questi sono stati spesi per l'acquisto del palazzo, 46 per la struttura e 24-25 per gli arredi. Altri 50 milioni sono stati sborsati dalle griffe che hanno realizzato i loro negozi, per un investimento totale di 250 milioni di euro.

A D’Annunzio si deve il nome

L’inaugurazione dello store capitolino arriva più di 150 anni dopo quella del primo negozio milanese, il cui nome fu coniato da Gabriele D'Annunzio nel 1917. La Rinascente perde un pezzo della sua denominazione eliminando il 'La', ma acquista una nuova posizione nel segmento del lusso. Si tratta del secondo flagship store di Rinascente nella capitale dopo quello di piazza Fiume.

In Italia l'eutanasia è illegale in tutte le sue forme, che sia attiva – ovvero tramite iniezione letale – o passiva, quando il paziente rifiuta la terapia che lo tiene in vita. A essere punito nel nostro Paese è anche il “suicidio assistito”, ovvero il supporto medico che conduce il paziente alla morte. Nel resto d'Europa e del mondo le cose vanno diversamente. 

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