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(AGI) – Roma, 25 mag. – Due tifosi romanisti sono stati accoltellati vicino lo stadio Olimpico, al lungotevere Thaon di Revel, mentre si recavano allo stadio per assistere al derby Lazio-Roma.

Derby per vecchi campioni del mondo: Klose contro Totti

I due, a quanto si apprende, sono stati accoltellati entrambi all’addome, e sono stati trasportati dal 118 in codice rosso al policlinico Gemelli.  Le loro condizioni non sono particolarmente preoccupanti.  Da quanto riferiscono fonti sanitarie, uno dei due ha riportato solo una ferita superficiale, gia’ medicata, mentre l’altro ha riportato una ferita piu’ significativa, sempre all’addome, ma e’ cosciente e lucido, e anche le sue condizioni non destano preoccupazioni. I due tifosi romanisti sono stati accoltellati nel corso di piccola rissa con tifosi biancocelesti.

Traffico bloccato nell’area dell’Olimpico, code e incidenti

Sequestrati un coltello, due roncole e un cric

Poco prima di questo episodio c’era stato un lancio di pietre e fumogeni sempre sul lungotevere tra le diverse tifoserie che raggiungevano l’Olimpico per il derby.

Derby ad alta tensione, la polizia usa gli idranti – VIDEO

(AGI) – Roma, 25 mag. – Diossina, pcb e altri inquinanti altamete tossici: sono i veleni cui sono stati esposti i dipendnenti di Aeroporti di Roma che hannolavorato nel terminal Tre di Fiumicino devastato dall’incendio della notte tra il 7 e l’8 maggio. Nell’inchiesta della procura di Civitavecchia sul rogo ci sono nuovi indagati: il procuratore Gianfranco Amendola e il pm Valentina Zavatto hanno iscritto un dirigente dell’Asl Rmd per abuso d’ufficio e un alto funzionario di Aeroporti di Roma per violazione della normativa in materia di sicurezza dei lavoratori: il primo e’ sospettato di non aver operato adeguatamente, come avrebbe dovuto, nel rispetto dello statuto dei lavoratori, il secondo di aver fatto lavorare il personale dipendente in condizioni non idonee per la sicurezza nei giorni successivi al rogo.

L’aeroporto torna pienamente operativo

L’Arpa Lazio ha rilevato nell’aria presenza rilevante di elementi tossici e altamente cancerogeni. Sul punto la procura ha dovuto aprire un nuovo fascicolo processuale che punta proprio a fare luce sulle condizioni di salute dei dipendenti di Adr. Ben 150 schede dei lavoratori che in queste settimane si sono rivolti al medico per aver lamentato una serie di disturbi sulla pelle e di natura respiratoria sono state acquisite dai magistrati. Gli inquirenti hanno scoperto, tra l’altro, che una societa’ privata, cui Adr aveva dato l’incarico di fare prelievi nell’aria, aveva escluso la presenza di tossicita’. Cio’ ha pure giustificato l’apertura del molo D, adiacente al terminal 3, con il parere favorevole dell’Asl competente di zona.

Nel contempo, pero’, un altro dipartimento della stessa azienda sanitaria, oltre a mandare una diffida ad Adr affinche’ continuasse nel monitoraggio dell’aria, ha sollecitato l’intervento dell’Arpa che avrebbe registrato (il condizionale e’ d’obbligo perche’ i risultati sono ancora provvisori) valori di diossina, pcb e furani 10 volti superiori rispetto a casi analoghi di roghi. Si indaga anche su appalti e materiale utilizzato Ben 18 faldoni di documentazione relativa ai lavori effettuati negli ultimi tempi al terminal 3 dell’aeroporto di Fiumicino sono stati acquisiti dalla procura. Amendola e Zavatto hanno disposto l’acquisizione delle carte presso l’Adr e le societa’ che hanno svolto i lavori.

I magistrati sono interessati a capire soprattutto che tipo di materiali sono stati utilizzati, considerato che l’incendio si e’ sviluppato in tempi rapidissimi distruggendo un’area di ben mille metri quadrati, complice la presenza di pochi idranti e la totale assenza delle porte tagliafuoco e del sistema automatico a pioggia. Le indagini per incendio colposo, oltre a quattro operai, puntano a fare luce sul ruolo rivestito da un dirigente di Adr che, convocato dai magistrati, ha preferito avvalersi della facolta’ di non rispondere. (AGI)

(AGI) – Napoli, 25 mag. – E’ composta solo da giovani, di cui uno e’ anche minore, la baby gang di incensurati arrestata dalla polizia a Napoli dopo una rapina di uno smartphone a un coreano attuata con una aggressione. La vittima e’ stata malmenata per prendergli il telefono. Ora in 4 devono rispondere di rapina aggravata e lesioni. (AGI) .

(AGI) – Roma, 25 mag. – Il periodo piovoso, fresco e temporalesco sembra essere giunto al termine. La pressione tende ad aumentare gradualmente anche se domani avremo ancora delle piogge. La redazione web del sito www.ilmeteo.it comunica che oggi il tempo sara’ prevalentemente soleggiato salvo delle piogge sui rilievi settentrionali e centrali. Domani l’arrivo di una bassa pressione sul Mediterraneo portera’ piogge e temporali sparsi al Nord, specie su Triveneto ed Emilia Romagna e poi anche al Centro e sui monti del Sud. Mercoledi’ migliora gia’ al Nord con ultimi temporali sulla Romagna, migliora anche al Centro con ultime piogge e temporali sulle regioni adriatiche, Lazio e Sardegna nordorientale mentre il Sud risultera’ piu’ instabile e piovoso. (AGI) .

(AGI) – Napoli, 25 mag. – Dovevano uccidere, ma la loro vittima e’ rimasta solo ferita perche’ la pistola si e’ inceppata. E’ la ricostruzione di un tentato omicidio di camorra che ha portato i carabinieri a notificare nel Napoletano due misure cautelari emesse dal gip partenopeo a due affiliati al clan Veneruso, attivo tra Casalnuovo e Volla. Arrestati Emanuele Esposito, 21 anni, e Salvatore Rea, 35 anni, entrambi gia’ noti alle forze dell’ordine, attualmente agli arresti domiciliari nell’ambito di un’altra inchiesta. Le accuse sono di tentato omicidio in concorso e porto abusivo di arma da fuoco, reati con l’aggravante delle finalita’ mafiose. Le indagini sono partite il 3 settembre 2014 a Casalnuovo di Napoli, dopo il tentato omicidio di Romano Giovanni Gallucci, 20enne affiliato al clan Gallucci-Piscopo di Acerra. I due hanno teso un agguato al 20enne sotto casa sua, ma l’inceppamento della pistola usata gli ha permesso di salvarsi. I Veneruso volevano cosi’ riaffermare il controllo del traffico di stupefacenti a Casalnuovo. (AGI) .

(AGI) – Bolzano, 25 mag. – Shock nel mondo dell’equitazione italiana. Il famoso cavallerizzo altoatesino Karl Wechselberger, 44 anni nativo di Innsbruck ma da sempre residente a Prati di Vizze, e’ stato arrestato con la pesante accusa di aver abusato sessualmente di una ragazzina di 13 anni. (AGI) .

(AGI) – Roma, 24 mag. – Da 6 a 12 mesi per dirsi addio. Questa la ‘rivoluzione’ della riforma sul divorzio breve, approvata dal Parlamento in via definitiva il 22 aprile scorso e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 6 maggio. Le nuove norme entrano in vigore a partire da martedi’ prossimo, 26 maggio. Queste, nel dettaglio, le principali novita’ della legge 55/2015, composta da 3 articoli.

RIDUZIONE DEI TEMPI PER IL DIVORZIO – Si riduce da 3 anni a 12 mesi la durata minima del periodo di separazione ininterrotta dei coniugi che legittima la domanda di divorzio. Tale termine decorre dalla comparsa della coppia davanti al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale. Per quanto riguarda le separazioni consensuali, la durata di tale periodo e’ fissata in 6 mesi, anche nel caso in cui il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale.

– SCIOGLIMENTO DELLA COMUNIONE LEGALE -  La comunione tra coniugi, nel caso di separazione personale, si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati. In caso di separazione consensuale, lo scioglimento avviene dalla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione dei coniugi dinanzi al presidente, purche’ omologato. L’ordinanza con cui i coniugi sono autorizzati a vivere separati viene comunicata all’ufficiale dello stato civile per l’annotazione dello scioglimento della comunione.

– PROCEDIMENTI IN CORSO -  L’articolo 3 della legge dispone che le nuove norme vengano applicate ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della riforma, anche nei casi in cui il procedimento di separazione che ne costituisce il presupposto risulti, in quella data, ancora pendente. Matrimonialisti, una rivoluzione per l’Italia Una “rivoluzione copernicana” per il nostro Paese “dove, in passato, bisognava attendere anche fino a 7 anni per divorziare”.

Cosi’ l’avvocato Gian Ettore Gassani, presidente dell’associazione avvocati matrimonialisti italiani (Ami), definisce la riforma sul divorzio breve che ‘abbatte’ i tempi per passare dalla separazione al divorzio. “E’ un primo passo – auspica Gassani – verso una riforma piu’ radicale, con cui la separazione potrebbe diventare facoltativa e non obbligatoria per divorziare. In alcuni Paesi europei, infatti, e’ possibile gia’ il divorzio diretto”.

Il presidente degli avvocati matrimonialisti esprime pero’ qualche perplessita’ sulla durata minima di 12 mesi, nei casi di separazione giudiziale, del periodo per poter chiedere il divorzio: “non mi convince – afferma – e’ uno slogan inapplicabile, data la lentezza e la complessita’ dei procedimenti civili nel nostro Paese”. Difficile fare delle stime su quante coppie, da martedi’ prossimo – giorno in cui la legge sul divorzio breve entrera’ in vigore – saranno interessate dalla nuova normativa: “il provvedimento legislativo puo’ riguardare da 50mila a 300mila procedimenti, una forbice molto ampia dovuta al fatto che non tutti in Italia intendono passare dalla separazione al divorzio.Ogni anno in media ci sono 90mila separazioni ma solo 50mila divorzi”

. I vantaggi che la nuova legge portera’ a chi si trova a vivere la fine di un matrimonio saranno soprattutto di carattere psicologico e sociale: il divorzio breve, secondo Gassani “portera’ ad evitare le asprezze che aumentano tra i coniugi nel periodo molto duro che si vive in attesa di una sentenza e sara’ un incentivo alle separazioni consensuali, nelle quali c’e’ bisogno solo di pochi mesi per definire la situazione”. Inoltre, la nuova legge segnera’ uno ‘stop’, sottolinea il presidente dell’Ami, per il cosiddetto ‘turismo divorzile’, che finora ha coinvolto circa 10mila coppie: “le norme Ue consentono che un cittadino che prende la residenza all’estero per 6 mesi – ricorda Gassani – possa rivolgersi per le controversie civili al giudice di quel Paese, ora non ce ne sara’ piu’ bisogno”. (AGI)

(AGI) – Alessandria, 24 mag. – A pochi giorni dal tentato suicidio di un detenuto nel carcere di Alba, un altro ha tentato di togliersi la vita da un istituto di pena del Piemonte, e anche in questo caso e’ stato salvato in tempo dal personale della polizia penitenziaria. Il fatto e’ accaduto ieri ad Alessandria. A darne notizia il sindacato autonomo Sappe. Il detenuto era appena giunto nel carcere S. Michele di Alessandria proveniente dal penitenziario di Torino, ed e’ di origine Nordafricana. Intorno alle 15.30 ha tentato il suicidio in cella, legando una coperta alle sbarre e avvolgendola al collo. Tempestivo l’intervento di un agente, racconta il segretario generale del Sappe Donato Capece. “Ogni giorno nelle carceri piemontesi un detenuto si lesiona il corpo ingerendo chiodi, pile, lamette, o procurandosi tagli sul corpo – spiega Capece – ogni settimana, un ristretto del Piemonte tenta il suicidio, Nel 2014, in Piemonte abbiamo contato 58 tentati suicidi, 423 episodi di autolesionismo, 183 colluttazioni e 31 ferimenti. Ma devono assumersi provvedimenti concreti. Non si puo’ lasciare solamente al sacrificio e alla professionalita’ delle donne e degli uomini della polizia penitenziaria la gestione quotidiana delle costanti criticita’ delle carceri piemontesi e del Paese tutto”. (AGI) .

(AGI) – CdV, 24 mag. – “La corruzione si allarga nel mondo ogni giorno di piu'”. Lo ha denunciato Papa Francesco nell’omelia di Pentecoste. Il Pontefice ha ricordato infatti i “frutti” della “carne” affermando che “sono le opere dell’uomo egoistico, chiuso all’azione della grazia di Dio”. Un “corteo di vizi”, li ha definiti riferendosi alla Lettera ai Galati che li elenca: “fornicazione, impurita’, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere”. Invece, ha detto Francesco, “nell’uomo che con la fede lascia irrompere in se’ lo Spirito di Dio, fioriscono i doni divini, le virtu’ gioiose che Paolo chiama ‘frutto dello Spirito'”. “La chiusura allo Spirito Santo e’ non soltanto mancanza di liberta’, ma anche peccato. Ci sono tanti modi di chiudersi allo Spirito Santo: nell’egoismo del proprio vantaggio, nel legalismo rigido, come l’atteggiamento dei dottori della legge che Gesu’ chiama ipocriti, nella mancanza di memoria per cio’ che Gesu’ ha insegnato, nel vivere la vita cristiana non come servizio ma come interesse personale, e cosi’ via”. “Il mondo ha bisogno di uomini e donne non chiusi, ma ricolmi di Spirito Santo”, ha scandito il Papa ricordando l’episodio della discesa dello Spirito Santo, raccontato dagli Atti degli Apostoli : “Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue. Insieme con loro c’era Maria, la Madre di Gesu’, prima discepola, Madre della Chiesa nascente. Con la sua pace, con il suo sorriso, con la sua maternita’ accompagnava la gioia della giovane Sposa, la Chiesa di Gesu'”. Secondo il Pontefice, “il mondo ha bisogno del coraggio, della speranza, della fede e della perseveranza dei discepoli di Cristo. Il mondo ha bisogno dei frutti dello Spirito Santo: ‘amore, gioia, pace, magnanimita’, benevolenza, bonta’, fedelta’, mitezza, dominio di se””. “Il dono dello Spirito Santo – ha ricordato Bergoglio nella messa celebrata questa mattina nella Basilica di San Pietro – e’ stato elargito in abbondanza alla Chiesa e a ciascuno di noi, perche’ possiamo vivere con fede genuina e carita’ operosa, perche’ possiamo diffondere i semi della riconciliazione e della pace”. “Rafforzati dallo Spirito e dai suoi molteplici doni, diventiamo capaci – ha assicurato infine – di lottare senza compromessi contro il peccato e la corruzione, e di dedicarci con paziente perseveranza alle opere della giustizia e della pace”. (AGI) .

(AGI) – Bolzano, 24 mag. – Se non ci fossero le frotte di turisti, germanici in grande maggioranza, giunti per il ponte della Pentecoste, Bolzano sarebbe una citta’ spoglia. Un vento fresco soffia dalle montagne ancora innevate, ma sui pennoni non sventolano le bandiere. Quelle poche che ci sono, sono a mezz’asta. Tutta “colpa” del centesimo anniversario dell’ingresso in guerra dell’Italia. In provincia di Bolzano non viene celebrato, non viene festeggiato. Il governatore altoatesino Arno Kompatscher, dopo aver ricevuto l’ordine da parte del Governo di issare bandiera italiana ed europea presso gli enti pubblici, non ci ha pensato due volte ad emanare un contrordine. “L’ingresso in guerra non e’ un motivo per festeggiare e per questo mi sembra inappropriato esporre le bandiere”, ha detto Kompatscher replicando al ministro della Difesa, Roberta Pinotti che aveva parlato di “Italia unita”. L’ordine, o il ‘Befehl’, come si dice da queste parti, di Kompatscher e’ stato eseguito alla lettera anche perche’ lui ha dimostrato di non essere minimamente intenzionato a fare marcia indietro. E cosi’, quest’oggi sui palazzi provinciali i tre pennoni sono completamente spogli. Non c’e’ la bandiera verdo-bianco-rossa, non c’e’ quella blu con le stelle dell’Europa e nemmeno quella biancorossa con l’antica aquila del Tirolo stemma della provincia di Bolzano. Sulla facciata di palazzo Widmann, sede degli uffici provinciale in pieno centro storico dove si trova l’ufficio di Kompatscher, e sulla facciata del palazzo del consiglio comunale, i pennoni sono completamente spigli. All’esterno del tribunale sono presenti solo la bandiera italiana e quella dell’Europa e dal pennone dove normalmente sventola il biancorosso si sente solo il tintinnio delle funi vuote. All’esterno dei palazzi comunali, il tricolore e’ a mezz’asta oppure, come nel caso del Conservatorio, legato insieme alle altre due bandiere al fine di non farle sventolare. A mezz’asta il tricolore che si trova difronte al contestato Monumento alla Vittoria, come quello presso la sede dell’anagrafe in via Vintola, oggi aperta per consentire il disbrigo delle pratiche elettorali essendo in corso il turno di ballottaggio. Un po’ diversa e’ la situazione nei quartieri prettamente italiani dove a finestre e balconi sono appese parecchie bandiere italiane. In provincia l’ordine che sembra essere passato per la maggiore e’ stato quello suggerito dal movimento popolare secessionista altoatesino della Suedtiroler Freiheit che ha chiesto l’esposizione della bandiera biancorossa della provincia listata pero’ a lutto perche’, come sostengono i nostalgici del Tirolo unito, “il 23 maggio 1915 e’ stato un giorno che ha deciso il destino della nostra Patria portando alla separazione della terra, morti, torture e altri problemi che durano fino ad oggi”. Insomma, in Alto Adige il vento prosegue a soffiare diversamente dal resto della penisola. (AGI) .

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