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(AGI) – Fiumicino, 7 mag. – L’aeroporto Leonardo da Vinci sta gradualmente riaprendo al traffico aereo, grazie all’operato dei Vigili del Fuoco e delle Forze dell’Ordine. Lo comunica la societa’ Aeroporti di Roma. (AGI)

(AGI) – Roma, 7 mag. – L’Anas comunica che e’ provvisoriamente chiusa, in direzione aeroporto, l’autostrada A91 Roma-Fiumicino tra Allacciamento G.R.A. (km 7) e Aeroporto di Fiumicino (km. 18,4), a causa di un incendio all’interno dell’aeroporto. Sono chiuse anche le rampe dal Grande Raccordo Anulare per immettersi sulla A91 in direzione Fiumicino. Il traffico viene deviato sul GRA in carreggiata interna. (AGI)

(AGI) – Roma, 7 mag. – Un incendio si e’ sviluppato nelle prime ore del mattino al Terminal 3 dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino. Secondo quanto riferito dai Carabinieri del Comando Presidio presso lo scalo non ci sono feriti perche’ a quell’ora non ci sono partenze e lo scalo era pressoche’ vuoto. E’ stato evacuato il personale di servizo presente al momento. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che sono ancora impegnati nell’opera di spegnimento delle fiamme e di accertamento delle cause dell’incendio. L’incendio e’ diivampate poco dopo la mezzanotte. Gli allarmi sono immediatamente risuonati per tutto il Terminal 3 che si e’ rapidamente riempito di fumo, hanno riferitotestimoni sul posto. Il personale e le forze di sicurezza presenti hanno fatto allontanare le persone presenti.  Su Twitter in alcune foto si vede una densa nuvola di fumo bianco, sullo sfondo nero del cielo, che si leva dal Terminal 3. (AGI)

 

(AGI) – Pescara, 6 mag. – Si era rifugiato a Pineto (Teramo), Giovanni Grieco, l’uomo sospettato di aver ucciso stamani, a Pescara, Giandomenico Orlando, un pasticciere di 67 anni molto conosciuto in citta’ in quanto titolare di una attivita’ assai nota che si trova in via Puccini.

Dopo la cattura, Grieco e’ stato sottoposto ad interrogatorio nei locali della stazione dei carabinieri di Pineto i cui militari lo avevano fermato nel pomeriggio mentre sui trovava sdraiato su una panchina della pineta.

Alla presenza dei due sostituti procuratori di Pescara e Teramo Rosangela Di Stefano e Silvia Scamurra e dell’avvocato Paolo Marino, l’uomo si e’ avvalso della facolta’ di non rispondere.

Per lui e’ scattato il fermo. Presenti anche il dirigente della squadra mobile di Pescara, Pierfrancesco Muriana, che si e’ occupata delle indagini con la collaborazione della squadra volante, e il capitano Domenico Calore, comandante della Compagnia dei carabinieri di Giulianova (Teramo).

L’omicidio di Orlando, detto Gianni, e’ avvenuto proprio davanti la porta del laboratorio della pasticceria, in via Buozzi, in una zona (quella della Marina Nord), dove sono gia’ avvenuti due delitti negli ultimi anni. Verso le 7.50, questa mattina, Grieco, che compiera’ 42 anni il 10 ottobre, sarebbe arrivato sul posto con l’auto, e dopo una breve discussione con Orlando lo avrebbe accoltellato.

Le ruggini con questa famiglia sono di vecchia data, per Grieco, domiciliato nel palazzo situato sopra la pasticceria. Volendo tutelare gli interessi della madre, che vive li’, Grieco sosteneva che la pasticceria fosse troppo rumorosa, ma nonostante la realizzazione di alcuni lavori per superare l’inconveniente i problemi sarebbero proseguiti.

Da anni, ormai, le discussioni erano frequenti, specie con il figlio di Orlando, Alessio, tant’e’ che il legale della famiglia ha sporto denuncia e chiesto e ottenuto dal Questore di Pescara l’ammonimento del presunto omicida, buttafuori di professione, appassionato di fitness e di armi (oggi gliene sono state sequestrate diverse). Per il pasticciere non c’e’ stato niente da fare: sia il personale del 118 che quello del pronto soccorso hanno provato a rianimarlo ma e’ morto in ospedale poco dopo l’accoltellamento. La polizia ha diffuso nella tarda mattinata la foto dell’aggressore, inchiodato da alcune testimonianze, e chiesto la collaborazione dei cittadini per rintracciare la Mini Cooper di Grieco, fuggito via immediatamente (con il coltello).

Lo hanno trovato nel pomeriggio i carabinieri, ponendo fine alla sua latitanza. Costernati parenti e amici di Giandomenico Orlando che lascia la moglie Patrizia e i figli Francesca e Alessio, con i quali portava avanti l’attivita’ di famiglia. Alessio e’ stato il primo a soccorrere il padre, rendendosi subito conto che non aveva scampo, e con lui c’erano anche altre persone. Tutti, nella zona, sapevano delle frizioni, dei litigi e delle aggressioni subite da Alessio e oggi erano increduli per il drammatico epilogo di questa assurda vicenda di stalking. .

(AGI) – Milano, 6 mag. – E’ stato fermato dalla polizia al parco della Galleana di Piacenza uno dei due uomini accusati di aver travolto a Pavia Elena Madama, 26enne consigliera comunale del pd. L’uomo, Radion Suvac, moldavo di 27 anni, faceva parte secondo gli inquirenti, di una banda specializzata in furti di navigatori satellitari. Identificato anche il secondo pirata della strada, un russo di 18 anni attualmente ricercato. Suvac, accusato di tentato omicidio, rapina e ricettazione, sara’ sentito nelle prossime ore dal Gip di Piacenza per l’udienza di convalida dell’arresto. Elena Madama era stata investita e trascinata per circa 600 metri dall’auto pirata, il 13 novembre scorso lungo la ‘Strada Nuova’ di Pavia all’altezza di piazza Italia. I due investitori erano poi fuggiti a piedi facendo perdere le proprie tracce. Molte le persone che a quell’ora, intorno alle 19, avevano assistito alla scena e potuto quindi tracciare un identikit dei due uomini che dopo mesi di indagini, intercettazioni e appostamenti, sono stati identificati. .

(AGI) – Cagliari, 6 mag. – Arrestato dai carabinieri per abusi sessuali don Pascal Manca parroco di Villamar, piccolo centro del Medio Campidano. Il religioso da tempo nel mirino della procura di Cagliati e’ stato bloccato oggi dai carabinieri della compagnia di Sanluri e accompagnato nel carcere di Uta. Gli abusi commessi contro ragazzi di 15 e 16 anni risalirebbero al 2012 quando don Pascal Manca lavorava in una comunita’ di Mandas, sempre nel Medio Campidano. Le indagini dei carabinieri partirono da una denuncia anonima. (AGI) .

(AGI) – Roma, 6 mag. – Il cargo russo Progress M-27M, per un guasto accusato poco dopo il lancio del 28 aprile non e’ riuscito a raggiungere la Stazione spaziale internazionale e sta per rientrare sulla terra in modo non controllato: a monitorare l’evolversi della situazione e a individuare quando e dove potranno cadere eventuali frammenti sara’ un gruppo composto da tecnici del Dipartimento della protezione civile nazionale, dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), del Dipartimento dei vigili del fuoco, dell’Enav, dell’Enac, di Ispra, del Comando operativo interforze e del Friuli Venezia Giulia in rappresentanza di tutte le Regioni. Come successo anche in passato, spiega la protezione civile, “bisognera’ attendere fino all’ultimo giorno e a poche ore prima dell’impatto con l’alta atmosfera per valutare quali potrebbero essere le zone del pianeta maggiormente esposte all’eventuale caduta”. Infatti, secondo le stime dell’Asi, considerate le dimensioni, i materiali e il peso, la capsula potrebbe non consumarsi completamente nell’impatto con l’atmosfera e pertanto alcuni oggetti potrebbero arrivare fino al suolo. Secondo le previsioni fornite, a oggi, dall’Agenzia, la finestra temporale ipotizzata per il rientro del cargo sulla terra va dalle 22,12 del 7 maggio alle 15,04 del 9 maggio: il centro di controllo missione russo, infatti, non e’ in grado di governare l’orbita e, dunque, quando e dove gli eventuali frammenti del cargo cadranno sulla terra non puo’ ancora essere previsto. L’area interessata si restringera’ sempre di piu’ con il passare del tempo e l’affinamento delle previsioni. L’Agenzia spaziale europea rilascera’ periodicamente le previsioni di rientro e manterra’ tutti gli Stati membri dell’Ue e le autorita’ competenti costantemente aggiornate, anche per consentire di informare la popolazione su eventuali pericoli. (AGI) .

(AGI) – Milano, 6 mag. – Dopo la raffigurazione data dal premier Matteo Renzi degli antagonisti in ‘tuta nera’, come devastatori “coi rolex al polso”, l’Ad di Rolex Italia Gianpaolo Marini, ha deciso di replicare con una ‘lettera aperta’ indirizzata al presidente del consiglio e al ministro dell’interno Angelino Alfano pubblicata oggi sui maggiori quotidiani. “Purtroppo – scrive tra l’altro – l’eco suscitata dalle vostre parole e’ stata straordinariamente vasta ed ha prodotto l’inaccettabile affiancamento dell’immagine Rolex alla devastazione di Milano e all’universo della violenza eversiva”.

“Egregi signori – inizia a lettera aperta – all’indomani delle devastazioni avvenute a Milano…i media nazionali e web hanno riportato con ampio rilievo in virgolettato le Vostre dichiarazioni relative all’operato delle Forze dell’Ordine, ivi compreso il messaggio ‘sconfitti i soliti farabutti col cappuccio e figli di papa’ coi rolex’. Se personalmente, come cittadino di Milano, nell’occasione non ho potuto che apprezzare il sacrificio e la dedizione delle Forze dell’Ordine, debbo invece, per la mia carica, esprimere profondo rincrescimento e disappunto per l’associazione delle vostre parole fra la condizione di ‘distruttori di vetrine’ ed il fatto di portare un orologio Rolex al polso. Al di la’ del fatto che, dalla qualita’ delle foto e dei video che sono stati diffusi dai media e’ altamente improbabile poter desumere un’affidabile identificazione come Rolex (e ancor piu’ come Rolex autentico) – continua Marini – dell’orologio indossato dai facinosrosi che stavano commettando evidenti reati, credo che il dettaglio dell’essere – o non essere – quest’ultimo di marca Rolex, sia obiettivamente cosa marginale rispetto al ‘cuore’ delle Vostre dichiarazioni”. “Ho preso la liberta’, dopo profonda riflessione – conclude la lettera aperta – di pubblicare la presente sulla stampa nazionale a doverosa autodifesa, nell’immediato, della reputazione del marchio e dell’immagine di Rolex. Confidando in una Vostra cortese rettifica, con ossequi, Gianpaolo Marini”. (AGI)

(AGI) – Catania, 6 mag. – Condannato a 30 anni Salvatore Capone, il sottufficiale dell’Aeronautica militare che il 9 novembre del 2009 a Giarre (Catania) aveva dato fuoco alla moglie Maria Rita Russo, insegnante di scuola materna, dopo averle versato addosso benzina e alcool. La donna era deceduta dopo 10 giorni di agonia per le gravi ustioni riportate. Anche i due figli gemelli della coppia, di tre anni, erano rimasti lievemente ustionati nel rogo della madre. Il verdetto e’ dei giudici della Corte d’Assise d’Appello di Catania (presidente Antonio Giurato, a latere Ciarcia’). Il giudizio e’ arrivato dopo la decisione della Cassazione che aveva annullato con rinvio la sentenza di condanna contro il militare relativamente alla ritenuta aggravante della premeditazione, che oggi invece e’ stata riconosciuta. In primo grado, in abbreviato, l’imputato era stato condannato all’ergastolo per omicidio aggravato dalla premeditazione e duplice tentato omicidio dei due figli: in appello, invece, nel febbraio del 2013, gli erano stati inflitti 30 anni, in quanto era stata ritenuta insussistente la desistenza volontaria del tentato omicidio dei bambini. La difesa aveva proposto ricorso per Cassazione. (AGI) .

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