Newsletter
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

(AGI) – Palermo, 6 giu. – Sono circa 2000 gli immigrati salvati da stamane nel canale di Sicilia. Altri barconi, con migliaia di persone a bordo, sono alla deriva al largo delle coste libiche. La nave Driade della Marina militare ha soccorso nel pomeriggio un barcone con 560 immigrati nel Canale di Sicilia. Tra loro donne e bambini. Le navi della Marina nel corso della mattina ne aveva tratti in salvo altri 300. Ma altre centinaia di profughi risultano alla deriva al largo della Libia su una quindicina di barconi. Dovrebbero essere al momento circa duemila, nella giornata di oggi, le persone in soccorso delle quali sono entrate in azione le navi militari di diversi Paesi europei. A Pozzallo, invece, con la nave “Fenice” della Marina militare italiana, sono arrivati i 105 immigrati soccorsi ieri dal pattugliatore irlandese “Le Eithne”. In corso i trasferimenti degli altri stranieri, per fare spazio ai nuovi arrivati nella struttura di accoglienza della cittadina della provincia di Ragusa. Si sono inoltre concluse intorno alle ore 6 di questa mattina le operazioni relative allo sbarco di 35 migranti nell porto di Crotone. Si tratta di 19 uomini, 7 donne (delle quali una incinta) e 9 minorennui accompagnati. I migranti, tutti in buone condizioni di salute, si sono dichiarati di nazionalita’ siriana (30), irachena (4) e vietnamita (1). I migranti erano stati intercettati al largo di Capo Rizzuto, a bordo di una barca a vela a doppio albero e sono stati trasbordati presso il porto di Crotone. I due presunti scafisti, di nazionalita’ ucraina, sono stati fermati dalla Guardia di Finanza. Le attivita’ di sbarco – comunica la prefettura – sono state espletate nel pieno rispetto delle condizioni di sicurezza, con il coordinamento della Prefettura e con l’intervento della Capitaneria di Porto di Crotone, Questura, Guardia di Finanza, Comune di Crotone, Suem 118, associazioni di volontariato e organizzazioni umanitarie. I migranti sono stati ospitati nel cara di Isola di Capo Rizzuto (Kr). (AGI) .

(AGI) – Avezzano (L’Aquila), 6 giu. – Nascondeva la droga nella stanza del figlio di cinque anni, ma e’ stato arrestato dagli agenti del Commissariato di Avezzano. Si tratta di D.T.I di 35 anni di Avezzano, trovato in possesso di circa due etti di cocaina dagli agenti della squadra anticrimine del commissariato di Avezzano. La vicenda e’ nata da un controllo che gli agenti hanno eseguito sull’auto dell’uomo proseguito in una perquisizione domiciliare. Nella cameretta del figlio sono stati trovati cocaina e hashish, sostatane suddivise in diversi involucri, per un peso complessivo di 212 grammi, oltre a sostanza da taglio (mannite), un bilancino 700 euro in banconote di vario taglio. L’uomo e’ stato arrestato in flagranza di reato e trasferito nel carcere di Avezzano a disposizione dell’autorita’ giudiziaria. (AGI)

(AGI) – Milano, 6 giu. – Una installazione con la sagoma del nuovo treno AV di Trenitalia, piena di sorprese e giochi, da oggi in esposizione al museo milanese. Il Frecciarossa 1000 – il nuovo treno ad Alta Velocita’ di Trenitalia – e’ arrivato al MUBA, il Museo dei Bambini di Milano, con otto giorni di anticipo sull’entrata in servizio, il prossimo 14 giugno. All’evento erano presenti, tra gli altri, l’amministratore delegato del Gruppo FS Italiane Michele Elia, il responsabile Affari Istituzionali Expo 2015 Roberto Arditti, il regista Pupi Avati. Dopo il grande successo di pubblico registrato al museo Explora di Roma, la nuova mostra interattiva con protagonista il supertreno AV, che potra’ raggiungere i 400 km orari come velocita’ massima, e’ ora a disposizione dei visitatori milanesi. L’allestimento prevede una installazione che richiama la sagoma di un colorato Frecciarossa 1000, ricca di giochi, emozioni, immagini e suoni. I bambini possono curiosare tra i cassetti contenenti paesaggi, suggestioni e souvenir e indovinare le destinazioni toccate dal nuovo treno ad Alta Velocita’. Ascoltare in cuffia gli annunci trasmessi ai passeggeri durante il viaggio, scoprire i vantaggi ecologici e ambientali di un viaggio con un treno AV. Conoscere i materiali utilizzati per la costruzione del Frecciarossa 1000 riciclabile quasi al 100%. Infine, un gioco magnetico porta i bambini a conoscerne tutte le speciali caratteristiche. Ad arricchire il carattere ludico dell’esposizione, i laboratori gratuiti sul tema del viaggio. Presentato in anteprima il nuovo spot pubblicitario realizzato da DueaFilm con la regia di Pupi Avati. La mostra itinerante concludera’ il suo percorso a fine ottobre alla Citta’ della Scienza di Napoli. (AGI)

(AGI) – Roma, 6 giu. – Sono 19 le perquisizioni effettuate dal Ros dei Carabinieri a carico di persone e aziende finite nel mirino dell’inchiesta su Mafia Capitale. Tutti i soggetti risultano non indagati. Nell’elenco figurano cooperative, un imprenditore,un dipendente di Luca Odevaine, un ex componente del consiglio di amministrazione dell’azienda trasporti Atac. “Ora la magistratura indaghi anche sulle case famiglia ed accoglienza per minori”. A chiederlo e’ Aurelia Passaseo, presidente del Coordinamento internazionale delle associazioni a tutela dei diritti dei minori, dopo gli arresti eseguiti nell’ambito del secondo filone di inchiesta su Mafia Capitale. “Troppi sono i soldi che i Comuni d’Italia spendono per pagare le rette a chi gestisce queste strutture – denuncia Passaseo – dove vengono collocati i minori che sono tolti alle loro famiglie ed affidati ai Comuni ed alle Asl dal Tribunale dei Minorenni e dove vengono accolti i minori che arrivano non accompagnati nel nostro Paese. Mediamente un minore nelle case famiglia e nei centri accoglienza costa alle casse dello Stato dai 50 ai 100 euro al giorno ma non esiste un elenco di associazioni che le gestiscono, ne’ un’anagrafe di quanti siano i minori collocati in questo tipo di strutture. La legge 149/2001, che apporta modifiche alla legge 4 maggio 1983, sulla ‘Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori’ prevede chiaramente che siano le Regioni a dover vigilare, laddove prima di togliere i minori alle famiglie in difficolta’ si deve intervenire con strumenti atti ad aiutarle. L’allontamento dei figli – conclude Passaseo – per la legge e’ l’extrema ratio, invece si preferisce togliere i minori alle famiglie e delegare ad altre persone cio’ che gli enti locali dovrebbero fare “. “E’ inaccettabile che la citta’ della Lupa sia diventata la citta’ della mucca”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a Genova per ‘la Repubblica delle Idee’ commentando le intercettazioni telefoniche tra gli indagati dell’inchiesta Mafia Capitale. “Marino e Zingaretti hanno dimostrato di essere totalmente altro rispetto a questa cricca”. La discussione a Roma, ha aggiunto, “e’ molto forte. Penso che abbiamo bisogno solo di riconoscere i colpevoli veri. Quando dicono ‘il Pd e’ coinvolto’ rispondo ‘ditemi chi e’ lo cacciamo’”. “E’ indecente che per vent’anni con un avviso di garanzia si decretasse la fine di una persona”. Cosi’ il premier Matteo Renzi, spiegando il motivo per cui non chiedera’ le dimissioni del sottosegretario Castiglionre. “Ho cinque sottosegretari indagati, tra cui alcuni del Pd. Non chiedero’ mai le dimissioni per un avviso di garanzia”. “Condanniamo tutti coloro che sul fenomeno dei migranti cercano di arricchirsi e lucrare. Condanniamo fortemente lo sfruttamento di un fenomeno umanitario”. Netta la censura contro chi lucra sugli immigrati, da parte del presidente del Senato Pietro Grasso, a Messina in occasione dei 60 anni della Conferenza che getto’ le basi per la futura costruzione dell’Unione europea. Parole pronunciate nei giorni in cui monta l’attenzione sull’inchiesta collegata a ‘Mafia Capitale’ che riguarda gli appalti sulla gestione dell’assistenza agli immigrati. Il Codacons ha inviato oggi una formale diffida al sindaco di Roma, Ignazio Marino, a seguito della nuova ondata di arresti che ha scosso la Capitale nell’ambito dell’inchiesta su appalti e corruzione. “Quello che si e’ delineato attraverso l’indagine della magistratura – afferma l’associazione di consumatori – e’ un vero e proprio fallimento di Roma non solo economico, ma politico e morale, e le condotte poste in essere dalla pubblica amministrazione appaiono macchiate di dolo e colpa grave”. Per questo, il Codacons ritiene che “la politica capitolina non possa rimanere immobile di fronte a quanto avvenuto, ma debba assumere decisioni a tutela della collettivita’ e della corretta efficienza dell’amministrazione”. Da qui, la diffida a Marino “a procedere all’immediato azzeramento della giunta capitolina con un vero e proprio rimpasto e con l’inserimento di personalita’ nuove anche esterne e giri di deleghe anche pesanti, nell’ottica di garanzia di certezza giuridica, correttezza e trasparenza della P.A., alla luce dei fatti cosi’ come ricostruiti nell’inchiesta della Procura di Roma e ai reati contestati che potrebbero di per se’ gia’ essere connotati da quegli elementi che da soli sarebbero essere sufficienti a giustificare, in assenza di un immediato intervento del sindaco, l’adozione della piu’ grave misura del commissariamento per mafia”. In assenza di un rimpasto che “salvi solo i soggetti meritevoli e vicini a realta’ e partiti non toccati dall’indagine della Procura – fa sapere il Codacons – sara’ inoltrata richiesta al prefetto di commissariamento del Comune di Roma”. (AGI) .

(AGI) – Napoli, 6 giu. – Un pizzo da 100mila euro a commercianti per farli continuare nella loro attivita’ e, nel caso non avessero accettato, avevano consigliato loro di andarsene dal quartiere per non correre pericoli per la loro vita. E’ accaduto a Secondigliano, territorio a nord di Napoli, ma il coraggio degli imprenditori nel denunciare ai carabinieri le vessazioni subite ha consentito di arrestare tre degli estorsori, tra cui Paolo Abbatiello, ritenuto un esponente di spicco del clan Licciardi. Le indagini condotte dai militari avevano gia’ condotto all’arresto di altre due persone vicine al gruppo della Vinella Grassi che nella vicenda avevano ricoperto il ruolo di mediatori, rimodulando la richiesta estorsiva e riducendola del 50%. I due, Massimo Jair e Daniele Granata, furono catturati il 14 maggio scorso mentre ritiravano una parte dei soldi del pizzo imposto. Anche un terzo pregiudicato, Ciro Cortese, era coinvolto ma e’ stato ammazzato in un agguato il 27 aprile. Le richieste estorsive risalgono ai mesi di aprile e maggio. L’arresto di Paolo Abbatiello, che era stato scarcerato da poco per decorrenza dei termini, e’ stato possibile anche con riscontri fatti da inquirenti ed investigatori alle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia. In pratica, Abbatiello appena uscito dalla galera, avrebbe ripreso la sua attivita’ criminale ed, insieme agli altri due arrestati, Giovanni Napoli e Giuseppe Vacca, personalmente avrebbe avanzato ai commercianti, a piu’ riprese, la richiesta di una tangente di 100mila euro, da versare in 15 giorni. La vicenda, secondo gli inquirenti, evidenzia in questa circostanza l’alleanza tra il clan Licciardi ed il gruppo dei Vinella Grassi nella gestione del racket nel quartiere Secondigliano, ed in particolare nella zona della Masseria Cardone. (AGI)

(AGI) – Perugia, 6 giu. – I carabinieri del nucleo investigativo di Terni hanno proceduto al sesto arresto nell’ambito delle indagini relative alla drammatica rapina in abitazione, che il 28 aprile scorso ha avuto come epilogo la morte del 91enne Giulio Moracci. Sono stati loro a eseguire l’ordinanza con la quale e’ stata disposta dal gip di Terni la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di una 48enne nativa di Andria (Bari) ma da tempo residente nella citta’ umbra. La donna, sulla scorta degli ulteriori elementi raccolti dagli investigatori nel corso delle indagini, e’ stata ritenuta la terza basista che, insieme agli altri due uomini gia’ arrestati il 18 maggio scorso, ha contribuito all’organizzazione e pianificazione del colpo poi materialmente messo a segno dai tre soggetti romeni, arrestati in flagranza dai carabinieri. L’attivita’ investigativa ha fatto emergere che la donna, che prima e anche dopo il tragico evento ha svolto in maniera saltuaria funzioni di collaboratrice domestica sia nell’abitazione delle anziane vittime che di altri loro parenti, era presente al pranzo nel corso del quale i tre romeni sono stati istruiti sulle modalita’ ed attrezzati con il materiale con il quale hanno poi perpetrato la rapina. Sono stati appurati continui rapporti telefonici fra la stessa e gli altri due basisti, in particolare con uno di loro con il quale la donna intratteneva da poco una relazione sentimentale e che, appena dopo l’arresto dei tre romeni, aveva provveduto ad accompagnare a Roma per farlo sparire dalla citta’ per qualche tempo. Sarebbe stata lei, secondo i carabinieri, che ne aveva sicuramente la disponibilita’ per le mansioni svolte presso le vittime, a fornire agli autori materiali della rapina copia delle chiavi del cancello d’ingresso della palazzina nonche’ a fornire le necessarie informazioni sulle abitudini della coppia, sulle loro condizioni di salute e sull’ubicazione dei gioielli. (AGI) .

(AGI) – Roma, 6 giu. – Ecco le cinque notizie di oggi da non perdere

POLITICA – Renzi a Genova alla Repubblica delle Idee: siamo l’unica sinistra che vince in Europa

ECONOMIA: scade la prima rata Tasi, i comuni incasseranno 2,3 miliardi

COSTUME – Supertintarella con dieta a base di carote e albicocche

CRONACA – Mafia capitale: Grasso, condanniamo chi lucra sugli immigrati

CRONACA – Papa Francesco a Sarajevo “E’ la Gerusalemme d’Europa” .

(AGI) – Taranto, 6 giu.- E’ arrivato alle tre e mezza della scorsa notte a Taranto l’industriale Fabio Riva, ex vice presidente del gruppo siderurgico Riva Fire che controlla l’Ilva di Taranto, arrestato ieri sera a Roma Fiumicino appena rientrato in Italia da Londra. Fabio Riva, dopo un breve passaggio dagli uffici del comando provinciale della Guardia di Finanza di Taranto per il disbrigo di alcune formalita’, e’ stato subito condotto in carcere a Taranto con la cui direzione c’era gia’ una preventiva intesa che prevedeva che Fabio Riva sarebbe stato accolto a qualunque ora fosse giunto. Fabio Riva era partito nel pomeriggio di ieri da Londra, citta’ dove si era rifugiato negli ultimi due anni e mezzo per sfuggire all’arresto in carcere disposto a novembre 2012 con ordinanza del gip di Taranto, Patrizia Todisco, e accompagnato dagli uomini della Interpol si e’ imbarcato su un volo Alitalia per Roma. Una volta giunto a Fiumicino, e’ stato dichiarato in arresto e preso in consegna dalla Guardia di Finanza di Taranto che lo ha condotto nella citta’ pugliese per la detenzione. “Tranquillo”: cosi’ viene definito da fonti investigative il viaggio di trasferimento di Fabio Riva da Roma verso Taranto. E d’altra parte l’industriale all’arrivo a Roma e’ sostanzialmente apparso nelle stesse condizioni fisiche in cui era sino a oltre due anni fa, quando veniva di frequente a Taranto per la gestione dell’Ilva. L’imprenditore, spiega la Guardia di Finanza in una nota, era destinatario di due ordinanze di custodia cautelare per le quali si era reso latitante. A seguito di tali provvedimenti ed in considerazione della latitanza, era stato quindi emesso mandato di cattura europeo che ha portato l’autorita’ giudiziaria del Regno Unito a concedere l’estradizione di Fabio Riva contro la quale i legali dell’industriale avevano presentato appello. A Fabio Riva ieri sera, all’arrivo all’aeroporto di Fiumicino, e’ stata anzitutto notificata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’autorita’ giudiziaria di Milano il 17 gennaio 2014 sulla scorta di indagini condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della GdF di Milano per il reato di associazione a delinquere finalizzata ad una truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Congiuntamente, sempre ieri sera, sottolinea la GdF di Taranto, “e’ stata data esecuzione ad un precedente provvedimento restrittivo emesso dalla Magistratura tarantina a novembre 2012 nell’ambito delle indagini connesse all’operazione “Environment Sold Out” eseguita dalle Fiamme Gialle joniche nei confronti dei vertici ed amministratori dello stabilimento Ilva spa di Taranto, nonche’ di persone dipendenti da pubbliche amministrazioni. In tale procedimento, attualmente in fase di udienza preliminare – sottolinea sempre la GdF di Taranto nella nota -, furono contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata alla perpetrazione di disastro ambientale aggravato, omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro, avvelenamento di acque e sostanze alimentari, concussione e corruzione in atti giudiziari” Ed e’ “in applicazione di tale ultimo provvedimento” che ufficiali di Polizia giudiziaria del comando provinciale di Taranto della Finanza “hanno preso in custodia Fabio Riva per scortarlo presso la casa circondariale di Taranto dove sara’ a disposizione dell’autorita’ giudiziaria”. Gia’ lunedi’ prossimo il gip Patrizia Todisco lo interroghera’ in carcere. A quanto pare Fabio Riva avrebbe deciso di tornare spontaneamente in Italia senza attendere la conclusione del giudizio di appello contro il verdetto dei giudici inglesi all’estradizione, per cercare di difendersi e dare la sua versione dei fatti all’autorita’ giudiziaria. Spiegare, insomma, cosa ha fatto l’Ilva, come veniva gestita, quali erano le responsabilita’ e i rapporti dell’azienda e del gruppo Riva con la politica, nazionale e locale, e le istituzioni, tarantine e non. Ma il rientro in Italia senza attendere oltre e’ stato consigliato a Fabio Riva anche dai suoi avvocati. Il fatto che Fabio Riva, dopo che per due anni e mezzo � sfuggito all’arresto, abbia deciso di costituirsi, potrebbero consentire ai suoi legali di insistere molto sul fatto che il contesto da novembre 2012 ad oggi e’ profondamente mutato: non c’e’ piu’ pericolo di fuga, gli elementi di prova sono stati acquisiti dalla magistratura nel corso della sua ampia indagine, e i Riva, col commissariamento dell’azienda deciso dal Governo a giugno 2013, restano proprietari dell’Ilva ma non interferiscono, ne’ controllano in alcun modo la sua gestione, perche’ l’azienda e’ ormai affidata alla gestione commissariale di Stato. E quindi, una volta interrogato, gli avvocati potrebbero probabilmente chiedere un’attenuazione delle misure restrittive col passaggio dal carcere ai domiciliari. Per Fabio Riva, infine, cosi’ come per tutti gli altri imputati dell’inchiesta di Taranto “Ambiente Svenduto” (49 persone fisiche e tre societa’ come soggetti giuridici) la Procura ha chiesto al giudice per l’udienza preliminare Wilma Gilli il rinvio a giudizio. Il gup dovrebbe pronunciarsi a luglio e la prossima udienza preliminare e’ fissata per l’1 luglio.(AGI) .

(AGI) – Cagliari, 6 giu. – Circa il 60% dei detenuti nelle carceri italiane fa uso di droghe, il 33% cannabis, il 40% cocaina e circa il 5% anfetamine. Il dato e’ emerso durante il XVI convegno nazionale della Societa’ Italiana di Medicina e salute Penitenziaria che si e’ svolto a Cagliari affrontando il tema “Se il Paziente e’ anche Detenuto”. Secondo i dati del Centro Europeo per il Monitoraggio sulle Droghe e le Dipendenze (EMCDDA) presentati nell’incontro, quando un utente arriva in carcere con un’incriminazione o una sentenza relativa all’uso ed allo spaccio di droghe, e’ soprattutto la cannabis la sostanza incriminata, per il 73,7% delle persone. Di questa percentuale, l’84,9% arriva in carcere per uso, il 12,6% per spaccio. A seguire, le altre sostanze stupefacenti sono la cocaina (8,4%), anfetamine (5,7%), altre sostanze (5,3%), eroina (4,7%), ecstasy (1,2%). Ma la dipendenza colpisce ed affligge anche all’interno delle mura carcerarie: in Italia circa il 60% dei detenuti fa uso di droghe mentre tra gli altri Paesi, l’Olanda raggiunge quota 80%, soprattutto per quanto riguarda la cannabis. Anche in Spagna si consuma principalmente la stessa sostanza, circa il 58% dei detenuti, ma percentualmente l’Olanda ed il Regno Unito (70%) sono i Paesi con maggior consumo di cannabis in Europa. Sempre nelle carceri degli stessi due Paesi il 79% della popolazione penitenziaria usa sostanze stupefacenti. Una situazione che preoccupa anche le strutture italiane: nella classifica il nostro e’ al 7° posto, su 17 Paesi monitorati. I detenuti che registrano un minor consumo di stupefacenti sono invece in Slovenia, Romania e Croazia. (AGI)

(AGI) – Taranto, 6 giu.- E’ arrivato alle tre e mezza della scorsa notte a Taranto l’industriale Fabio Riva, ex vice presidente del gruppo siderurgico Riva Fire che controlla l’Ilva di Taranto, arrestato ieri sera a Roma Fiumicino appena rientrato in Italia da Londra. Fabio Riva, dopo un breve passaggio dagli uffici del comando provinciale della Guardia di Finanza di Taranto per il disbrigo di alcune formalita’, e’ stato subito condotto in carcere a Taranto con la cui direzione c’era gia’ una preventiva intesa che prevedeva che Fabio Riva sarebbe stato accolto a qualunque ora fosse giunto. Fabio Riva era partito nel pomeriggio di ieri da Londra, citta’ dove si era rifugiato negli ultimi due anni e mezzo per sfuggire all’arresto in carcere disposto a novembre 2012 con ordinanza del gip di Taranto, Patrizia Todisco, e accompagnato dagli uomini della Interpol si e’ imbarcato su un volo Alitalia per Roma. Una volta giunto a Fiumicino, e’ stato dichiarato in arresto e preso in consegna dalla Guardia di Finanza di Taranto che lo ha condotto nella citta’ pugliese per la detenzione. “Tranquillo”: cosi’ viene definito da fonti investigative il viaggio di trasferimento di Fabio Riva da Roma verso Taranto. E d’altra parte l’industriale all’arrivo a Roma e’ sostanzialmente apparso nelle stesse condizioni fisiche in cui era sino a oltre due anni fa, quando veniva di frequente a Taranto per la gestione dell’Ilva. L’imprenditore, spiega la Guardia di Finanza in una nota, era destinatario di due ordinanze di custodia cautelare per le quali si era reso latitante. A seguito di tali provvedimenti ed in considerazione della latitanza, era stato quindi emesso mandato di cattura europeo che ha portato l’autorita’ giudiziaria del Regno Unito a concedere l’estradizione di Fabio Riva contro la quale i legali dell’industriale avevano presentato appello. A Fabio Riva ieri sera, all’arrivo all’aeroporto di Fiumicino, e’ stata anzitutto notificata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’autorita’ giudiziaria di Milano il 17 gennaio 2014 sulla scorta di indagini condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della GdF di Milano per il reato di associazione a delinquere finalizzata ad una truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Congiuntamente, sempre ieri sera, sottolinea la GdF di Taranto, “e’ stata data esecuzione ad un precedente provvedimento restrittivo emesso dalla Magistratura tarantina a novembre 2012 nell’ambito delle indagini connesse all’operazione “Environment Sold Out” eseguita dalle Fiamme Gialle joniche nei confronti dei vertici ed amministratori dello stabilimento Ilva spa di Taranto, nonche’ di persone dipendenti da pubbliche amministrazioni. In tale procedimento, attualmente in fase di udienza preliminare – sottolinea sempre la GdF di Taranto nella nota -, furono contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata alla perpetrazione di disastro ambientale aggravato, omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro, avvelenamento di acque e sostanze alimentari, concussione e corruzione in atti giudiziari” Ed e’ “in applicazione di tale ultimo provvedimento” che ufficiali di Polizia giudiziaria del comando provinciale di Taranto della Finanza “hanno preso in custodia Fabio Riva per scortarlo presso la casa circondariale di Taranto dove sara’ a disposizione dell’autorita’ giudiziaria”. Gia’ lunedi’ prossimo il gip Patrizia Todisco lo interroghera’ in carcere. A quanto pare Fabio Riva avrebbe deciso di tornare spontaneamente in Italia senza attendere la conclusione del giudizio di appello contro il verdetto dei giudici inglesi all’estradizione, per cercare di difendersi e dare la sua versione dei fatti all’autorita’ giudiziaria. Spiegare, insomma, cosa ha fatto l’Ilva, come veniva gestita, quali erano le responsabilita’ e i rapporti dell’azienda e del gruppo Riva con la politica, nazionale e locale, e le istituzioni, tarantine e non. Ma il rientro in Italia senza attendere oltre e’ stato consigliato a Fabio Riva anche dai suoi avvocati. Il fatto che Fabio Riva, dopo che per due anni e mezzo � sfuggito all’arresto, abbia deciso di costituirsi, potrebbero consentire ai suoi legali di insistere molto sul fatto che il contesto da novembre 2012 ad oggi e’ profondamente mutato: non c’e’ piu’ pericolo di fuga, gli elementi di prova sono stati acquisiti dalla magistratura nel corso della sua ampia indagine, e i Riva, col commissariamento dell’azienda deciso dal Governo a giugno 2013, restano proprietari dell’Ilva ma non interferiscono, ne’ controllano in alcun modo la sua gestione, perche’ l’azienda e’ ormai affidata alla gestione commissariale di Stato. E quindi, una volta interrogato, gli avvocati potrebbero probabilmente chiedere un’attenuazione delle misure restrittive col passaggio dal carcere ai domiciliari. Per Fabio Riva, infine, cosi’ come per tutti gli altri imputati dell’inchiesta di Taranto “Ambiente Svenduto” (49 persone fisiche e tre societa’ come soggetti giuridici) la Procura ha chiesto al giudice per l’udienza preliminare Wilma Gilli il rinvio a giudizio. Il gup dovrebbe pronunciarsi a luglio e la prossima udienza preliminare e’ fissata per l’1 luglio.(AGI) .

Flag Counter