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(AGI) – Ragusa, 4 giu. – Un minorenne ha preso a calci e pugni la fidanzatina quindicenne che gli aveva appena rivelato di essere incinta. E’ accaduto a Ragusa, dove il pestaggio e’ stato interrotto da un due sottufficiali della Squadra Mobile che hanno visto la scena mentre transitavano in via delle Americhe e sono intervenuti. La ragazza, com’e’ emerso dalle indagini, insisteva per continuare la relazione che il ragazzo voleva invece troncare proprio a causa della gravidanza. Ne era nata una lite, e lui aveva cominciato a malmenare la quindicenne, che non ha subito conseguenze piu’ gravi solo grazie all’arrivo della polizia di Stato. Il minorenne e’ stato denunciato per percosse aggravate, la vittima e’ stata riaffidata alla famiglia e sono stati arrivati i servizi sociali per seguire il caso e offrire assistenza nella crescita della minore. (AGI)

(AGI) – Roma, 4 giu. – Mafia Capitale atto secondo. I carabinieri del Ros hanno eseguito a Roma, Rieti, Frosinone, L’Aquila, Catania ed Enna un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 44 persone, indagate, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori e altri reati.

Le misure cautelari sono state sollecitate al gip dalla Direzione distrettuale antimafia della procura di Roma. Perquisizioni a carico di altre 21 indagati per gli stessi reati.

GLI ARRESTATI, DA GRAMAZIO A CORATTI – Carcere per 19 indagati, arresti domiciliari per altri 25. Sono alcuni dei numeri della seconda tranche dell’inchiesta ‘Mafia Capitale’. Tra i destinatari del provvedimento restrittivo figura di nuovo Salvatore Buzzi, presidente della ‘cooperativa 29 giugno’, detenuto a Nuoro dallo scorso dicembre in quanto ritenuto uno dei capi dell’associazione di stampo mafioso assieme all’ex Nar, Massimo Carminati. Il gip Flavia Costantini ha invece bocciato la richiesta della procura di arrestare Luca Odevaine (comunque gia’ in carcere a Torino da sei mesi) e Giovanni Fiscon, ex dg di Ama, attualmente agli arresti domiciliari a Roma.

Tra gli arrestati c’e’ anche Luca Gramazio, figlio del senatore di An Domenico. Luca Gramazio si era dimesso lo scorso dicembre da capogruppo di Forza Italia al consiglio regionale del Lazio quando risulto’ indagato a piede libero. Nell’ordinanza di custodia cautelare ci sono anche l’ex presidente del Consiglio comunale di Roma, Mirko Coratti, l’ex assessore alla Casa del Campidoglio, Daniele Ozzimo, i consiglieri comunali Giordano Tredicine, Massimo Caprari e l’ex presidente del X Municipio (Ostia) Andrea Tassone; Angelo Scozzafava, ex assessore comunale alle politiche sociali, il dirigente della Regione Lazio Daniele Magrini nella veste di responsabile del Dipartimento Politiche Sociali, e poi Mario Cola, dipendente del Dipartimento Patrimonio del Campidoglio, e Franco Figurelli che lavorava presso la segreteria di Coratti. Manette anche per Massimo Caprari, capogruppo di Centro Democratico e arresti domiciliari per il costruttore Daniele Pulcini.

LE INDAGINI – Le indagini, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia della Capitale, hanno, tra l’altro, consentito di documentare la partecipazione di Gramazio “all’associazione mafiosa, in qualita’ di esponente della parte politica che interagiva, secondo uno schema tripartito, con la componente imprenditoriale e quella propriamente criminale”. Secondo il Ros, Gramazio “dapprima nella carica di capogruppo Pdl al consiglio di Roma Capitale ed in seguito quale capogruppo Pdl (poi Fi) presso il consiglio regionale del Lazio, sfruttando la propria appartenenza ai suddetti organi amministrativi e la conseguente capacita’ di influenza nell’ambiente istituzionale, poneva in essere condotte strumentali al conseguimento degli scopi del sodalizio”.

ODEVAINE E IL BUSINESS DEI CENTRI DI ACCOGLIENZA – Le indagini dei carabinieri del Ros sul ‘Mondo di Mezzo‘ hanno “permesso di documentare come Luca Odevaine (nella veste di appartenente al Tavolo di Coordinamento Nazionale sull’accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale, ndr) fosse in grado di garantire consistenti benefici economici ad un ‘cartello d’imprese’ interessate alla gestione dei centri di accoglienza, determinando l’esclusione di imprese concorrenti dall’aggiudicazione dei relativi appalti”. Secondo gli investigatori, “gli ulteriori approfondimenti in direzione di Odevaine, i cui contatti con Salvatore Buzzi (gia’ presidente della cooperativa ’29 giugno’, ndr) erano emersi in relazione al coinvolgimento delle relative imprese nella gestione dell’emergenza immigrati, hanno confermato l’articolato meccanismo corruttivo facente capo allo stesso Odevaine che, per il ruolo svolto, e’ risultato in grado di ritagliarsi aree di influenza crescenti nello specifico settore”.

Quanto allo stesso Buzzi, le indagini hanno poi ulteriormente confermato “la centralita’” della sua figura, riferimento di una rete di cooperative sociali che si sono assicurate, nel tempo, mediante pratiche corruttive e rapporti collusivi, numerosi appalti e finanziamenti della Regione Lazio, del Comune di Roma e delle aziende municipalizzate”.

“STRUTTURA MAFIOSA” – Nella capitale “c’era una struttura mafiosa, cerniera tra ambiti criminali ed esponenti degli ambienti politici, amministrativi ed imprenditoriali locali”. Lo dicono gli investigatori del Ros impegnati nell’operazione ‘Mondo di mezzo 2’, nei confronti dell’organizzazione che ruota attorno alla figura dell’ex terrorista dei Nar, Massimo Carminati, in carcere dallo scorso dicembre. Le indagini hanno documentato, tra l’altro, “un ramificato sistema corruttivo finalizzato a favorire un cartello di imprese, non solo riconducibili al sodalizio, interessato alla gestione dei centri di accoglienza e ai consistenti finanziamenti pubblici connessi ai flussi migratori”.

PERQUISIZIONI ALLA PROVINCIA DI CATANIA – Perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta su Mafia Capitale sono state eseguite nelle sedi della Provincia di Catania e negli uffici del consorzio “Sol Calatino”, che si occupa delle gestione dei servizi all’interno del Cara di Mineo, il centro di accoglienza per i richiedenti asilo in provincia di Catania. Gli accertamenti riguardano gli appalti per l’affidamento dei servizi al Cara di Mineo, e sono stati eseguiti dai Ros con il coordinamento della Procura della Repubblica di Catania e di Roma. Si punta, in particolare, a verificare se gli appalti per la gestione del Cara siano stati strutturati dal soggetto attuatore per favorire l’associazione temporanea di imprese “Sol Calatino”, guidata condotta dalla cooperativa catanese “Sisifo”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 4 giu. – Carcere per 19 indagati, arresti domiciliari per altri 25. Sono alcuni dei numeri della seconda tranche dell’inchiesta denominata ‘Mafia Capitale’. Tra i destinari del provvedimento restrittivo figura di nuovo Salvatore Buzzi, presidente della ‘cooperativa 29 giugno’, detenuto a Nuoro dallo scorso dicembre in quanto ritenuto uno dei capi dell’associazione di stampo mafioso assieme all’ex Nar, Massimo Carminati. Il gip Flavia Costantini ha invece bocciato la richiesta della procura di arrestare Luca Odevaine (comunque gia’ in carcere a Torino da sei mesi) e Giovanni Fiscon, ex dg di Ama, attualmente agli arresti domiciliari a Roma. (AGI) .

(AGI) – Napoli, 4 giu. – Con una operazione congiunta, carabinieri e polizia hanno notificato 40 misure cautelari in carcere per associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi comuni e da guerra, tentato omicidio. Contemporaneamente i finanzieri hanno eseguito un decreto di sequestro di beni per 4 milioni euro, nei confronti di alcuni indagati. L’inchiesta riguarda la ‘guerra’ tra clan dell’area Nord di Napoli, in particolare i gruppi Leonardi e Vianella Grassi contro il cartello Abete-Abbinante. Gli inquirenti avevano scoperto anche la preparazione di alcuni omicidi nelle due cosche. Le intenzioni omicidiarie sono maturate nell’ambito dei gruppi Leonardi e Vanella Grassi, cui apparterrebbero gli arrestati. Scoperta anche la piena operativita’ degli arrestati nell’organizzare il traffico di stupefacenti nell’area Nord del capoluogo campano. (AGI) .

(AGI) – Roma, 4 giu. – I carabinieri del Ros stanno eseguendo a Roma, Rieti, Frosinone, L’Aquila, Catania ed Enna un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 44 persone, indagate, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori e altri reati. Le misure cautelari sono state sollecitate al gip dalla Direzione distrettuale antimafia della procura di Roma. Perquisizioni in corso a carico di altre 21 indagati per gli stessi reati.

Coinvolti anche Coratti, Ozzimo e Tredicine

Nella capitale “c’era una struttura mafiosa, cerniera tra ambiti criminali ed esponenti degli ambienti politici, amministrativi ed imprendtoriali locali”. Lo dicono gli investigatori del Ros impegnati nell’operazione ‘Mondo di mezzo 2’, nei confronti dell’organizzazione che ruota attorno alla figura dell’ex terrorista dei Nar, Massimo Carminati, in carcere dallo scorso dicembre. Le indagini hanno documentato, tra l’altro, “un ramificato sistema corruttivo finalizzato a favorire un cartello di imprese, non solo riconducibili al sodalizio, interessato alla gestione dei centri di accoglienza e ai consistenti finanziamenti pubblici connessi ai flussi migratori”.

C’e’ anche Luca Gramazio tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare che i carabinieri del Ros stanno eseguendo da questa mattina nell’ambito del secondo filone di indagine denominato ‘Mafia Capitale’. Figlio del senatore di An Domenico, Luca Gramazio si era dimesso lo scorso dicembre da capogruppo di Forza Italia al consiglio regionale del Lazio quando risulto’ indagato a piede libero.

Le indagini, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia della Capitale, hanno, tra l’altro, consentito di documentare la partecipazione di Gramazio “all’associazione mafiosa, in qualita’ di esponente della parte politica che interagiva, secondo uno schema tripartito, con la componente imprenditoriale e quella propriamente criminale”.

Secondo il Ros, Gramazio “dapprima nella carica di capogruppo Pdl al consiglio di Roma Capitale ed in seguito quale capogruppo Pdl (poi Fi) presso il consiglio regionale del Lazio, sfruttando la propria appartenenza ai suddetti organi amministrativi e la conseguente capacita’ di influenza nell’ambiente istituzionale, poneva in essere condotte strumentali al conseguimento degli scopi del sodalizio”. (AGI)

(AGI) – Roma, 4 giu. – Tra i 44 destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip per la seconda tranche di ‘Mafia Capitale’ ci sono anche l’ex presidente del Consiglio comunale di Roma, Mirko Coratti, l’ex assessore alla Casa del Campidoglio, Daniele Ozzimo, i consiglieri comunali Giordano Tredicine, Massimo Caprari e l’ex presidente del X Municipio (Ostia) Andrea Tassone. (AGI)

(AGI) – Roma, 4 giu. – I carabinieri del Ros stanno eseguendo a Roma, Rieti, Frosinone, L’Aquila, Catania ed Enna un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 44 persone, indagate, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori e altri reati. Le misure cautelari sono state sollecitate al gip dalla Direzione distrettuale antimafia della procura di Roma. Perquisizioni in corso a carico di altre 21 indagati per gli stessi reati. Nella capitale “c’era una struttura mafiosa, cerniera tra ambiti criminali ed esponenti degli ambienti politici, amministrativi ed imprendtoriali locali”. Lo dicono gli investigatori del Ros impegnati nell’operazione ‘Mondo di mezzo 2’, nei confronti dell’organizzazione che ruota attorno alla figura dell’ex terrorista dei Nar, Massimo Carminati, in carcere dallo scorso dicembre. Le indagini hanno documentato, tra l’altro, “un ramificato sistema corruttivo finalizzato a favorire un cartello di imprese, non solo riconducibili al sodalizio, interessato alla gestione dei centri di accoglienza e ai consistenti finanziamenti pubblici connessi ai flussi migratori”. (AGI) .

(AGI) – Napoli, 4 giu. – Con una operazione congiunta, carabinieri e polizia stanno notificando 40 misure cautelari in carcere per associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi comuni e da guerra, tentato omicidio. Contemporaneamente i finanzieri stanno eseguendo un decreto di sequestro di beni per 4 milioni euro, nei confronti di alcuni indagati. L’inchiesta riguarda la ‘guerra’ tra clan dell’area Nord di Napoli, in particolare i gruppi Leonardi e Vianella Grassi contro il cartello Abete-Abbinante. Gli inquirenti avevano scoperto anche la preparazione di alcuni omicidi nelle due cosche. Le intenzioni omicidiarie sono maturate nell’ambito dei gruppi Leonardi e Vanella Grassi, cui apparterrebbero gli arrestati. Scoperta anche la piena operativita’ degli arrestati nell’organizzare il traffico di stupefacenti nell’area Nord del capoluogo campano. (AGI) .

(AGI) – Perugia, 3 giu. – E’ durata poche ore la fuga di Luciano Porcari, 75enne nativo di Orvieto, sottoposto dal 28 maggio scorso alla liberta’ vigilata e alla sorveglianza speciale con il divieto di allontanarsi dal comune di Terni dopo aver scontato 21 anni di carcere per l’omicidio della ex compagna, Roberta Zanetti, 27 anni. L’uomo e’ stato rintracciato a Bolsena dai carabinieri. Porcari e’ noto alle cronache per le sue vicende passate. Nel luglio 1972, in Costa d’Avorio, nell’aeroporto di Abidjan, tento’ di uccidere la moglie con diversi colpi di arma da fuoco e, non riuscendovi, tento’ di dirottare un aereo dell’Alitalia venendo ferito al termine di un conflitto a fuoco con le forze di polizia. Nel marzo 1977, con un fucile ed una pistola, per farsi restituire la figlia, dirotto’ un altro aereo della compagnia spagnola Iberia, venendo arrestato a Zurigo. Il due febbraio del 1994, a Castel Viscardo (Terni), dopo averla sequestrata per ore insieme alla loro figlia piccola, uccise con un colpo di arma da fuoco al petto la sua allora convivente Roberta Zanetti. Da quel momento, pur se in carcere, l’uomo ha continuato a minacciare i parenti della compagna uccisa e i magistrati che, a suo dire, gli impedivano i rapporti con la figlia. Dopo la recente scarcerazione, in virtu’ degli obblighi impostigli, di fatto dimorava in un albergo di Terni. Prima di far perdere le sue tracce ha telefonato ai carabinieri di Castel Viscardo, affermando che avrebbe fatto di tutto per rintracciare la figlia. Questa mattina le ricerche, coordinate dal comando provinciale carabinieri di Terni ed eseguite da militari e polizia. Il 75enne, allo scopo di sottrarsi alle ricerche, aveva utilizzato per i propri spostamenti piu’ taxi e mezzi pubblici, indossando un cappellino e dei grandi occhiali da sole da donna. Riconosciuto, e’ stato bloccato dai carabinieri di Orvieto con il supporto di personale del commissariato. .

(AGI) – Roma, 3 giu. – “La capacita’ di reazione della societa’ Aeroporti di Roma e’ stata positiva e quella della direzione di Fiumicino e’ stata altamente positiva, mentre la risposta delle strutture sanitarie non mi e’ sembrata adeguata”. Lo ha detto il presidente dell’Enac, Vito Riggio, riferendosi alle operazioni svolte in seguito all’incendio al Terminal 3 dell’aeroporto di Fiumicino il 7 maggio scorso. Nel corso di un’audizione davanti alla commissione Trasporti della Camera, Riggio ha sottolineato che “c’e’ stato un evidente ‘failure’ del sistema di sanita’ pubblica”, sia nelle modalita’ che nei tempi di reazione. “Un ritardo di 20 giorni – ha aggiunto – che andrebbe spiegato”. Riggio ha quindi precisato che “la Asl competente, convocata immediatamente con la richiesta di fornire informazioni sulla qualita’ dell’aria, ha montato le centraline soltanto il giorno 12 maggio, e non erano quelle proprie ma quelle dell’Arpa. Tali centraline hanno inviato il primo prodotto sulla qualita’ dell’aria il 21 maggio all’Istituto Superiore di sanita’ per avere un parere. C’e’ quindi da capire come mai la Asl non abbia montato le centraline immediatamente. Tra l’altro, si era diffuso un po’ di panico circa l’eventuale presenza di diossina o di altri agenti patogeni. Per questo motivo ho personalmente chiamato il commissario dell’Iss chiedendo di installare immediatamente le centraline. Che hanno dovuto ordinare perche’ non le avevano. E’ vero che ci sono comunque le centraline di 3 laboratori privati, che continuano a dare valori rassicuranti, ma serebbe bene che la sanita’ pubblica avesse un passo diverso”. Riggio ha poi spiegato che dal giorno dopo l’incendio in avanti “tutti i voli internazionali hanno funzionato, le cancellazioni dovute alla riduzione delle capacita’ hanno riguardato solo alcuni voli interni. Questo era importante per l’immagine del Paese. La mobilita’ c’e’ sempre stata”. .

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