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(AGI) – CdV, 12 giu. – Papa Francesco ha confermato oggi di aver proposto al patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I e a quello di Mosca Kirill di accordarsi per fissare la data della Pasqua. “Una data fissa per celebrare la Pasqua nello stesso giorno a Roma, Costantinopoli e Mosca”, ha spiegato. “La Chiesa Cattolica – ha detto testualmente Bergoglio – e’ disponibile a rinunciare alla data determinata per la domenica di Pasqua dal primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera. Dobbiamo metterci d’accordo e la Chiesa Cattolica e’ disposta sin dai tempi di Paolo VI a fissare una data e rinunciare al primo solstizio dopo la luna piena di marzo”. (AGI) .

(AGI) – Taranto 12 giu. – Era stato trasportato d’urgenza la stessa serata di lunedi’ alla rianimazione del Policlinico di Bari, ha lottato contro la morte per quattro giorni, ma alla fine ha ceduto. Alessandro Morricella non ce l’ha fatta. Il lavoratore Ilva rimasto gravemente ustionato lunedi’ sera all’altoforno 2, e’ morto infatti nel pomeriggio di oggi. Morricella, 35 anni, sposato e con due figli, era stato investito da una fiammata, mista ad un getto di ghisa ad elevata temperatura, mentre era intento ad effettuare un prelievo per misurare la temperatura della stessa ghisa in fase di colaggio. Aveva riportato ustioni di terzo grado sul 90 per cento del corpo. Non e’ ancora del tutto chiara la dinamica dell’incidente. Forse la fiammata e’ stata causata da un accumulo anomalo di gas all’interno dell’altoforno. La Procura, col sostituto Antonella De Luca, ha aperto un’inchiesta. Diverse le persone interrogate mentre mercoledi’ lo Spesal, il Servizio Asl che si occupa della sicurezza sul lavoro, ha effettuato un sopralluogo all’altoforno 2, imposto all’Ilva il divieto “di effettuare qualsiasi operazione di prelievo diretto delle temperature ghisa nel pozzino ghisa”, e fissato il termine di 60 giorni per l’attuazione delle prescrizioni di sicurezza. E oggi tante le reazioni che ci sono state alla notizia della morte di Alessandro. “Con profondo dolore – dichiara l’arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro – ho appreso la notizia della morte di Alessandro Morricella, il giovane operaio Ilva ustionato dalla fuori uscita di ghisa incandescente lunedi’ scorso, mentre svolgeva il suo dovere all’altoforno 2 dello stabilimento”. Riferendosi alla messa celebrata ieri, nel cimitero di Talsano, in memoria delle vittime del lavoro (il 12 giugno 2003 all’Ilva si verifico’ infatti un altro grave incidente, due giovani operai morirono travolti dal crollo di una gru), l’arcivescovo evidenzia di aver “ricordato Alessandro nella preghiera, nella speranza che Dio gli facesse vincere la battaglia piu’ importante. Purtroppo – sottolinea Santoro – non e’ stato cosi’. Stringo paternamente a me la moglie e le due figlie, di 6 e 2 anni”. “Il nostro compito a tutti i livelli – aggiunge l’arcivescovo – e’ quello di difendere la vita, il diritto dei diritti. Chiediamo al Signore di illuminare in particolare le autorita’ competenti, perche’ questi fatti che ci lasciano smarriti ed addolorati, non accadano piu’. Non si puo’ morire mentre si lavora. Non e’ giusto. Non e’ tollerabile”. “Mi unisco a quanti in queste ore piangono la drammatica scomparsa di Alessandro – dichiara il sottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova -. Il Governo e’ impegnato perche’ tragedie di questa natura non debbano ripetersi ne all’Ilva, come in nessuna altra fabbrica italiana. Un impegno che ribadiamo fortemente anche in questo tristissimo momento”. “Ancora una volta piangiamo la morte di un nostro concittadino lavoratore” annunciano il sindaco, la giunta e il Consiglio comunale di Martina Franca, citta’ dove Morricella viveva. “Una morte sul lavoro – si legge nella nota del Comune di Martina – apre un dolore grande, il piu’ grande. E’ una ferita profondissima che si apre per la consorte e per i loro due figli, per i parenti, per gli amici, per i colleghi di lavoro e per la comunita’ tutta”.Per il Comune di Martina, “l’insanabile contraddizione che continua a sussistere tra i diritti, sanciti dalla nostra Costituzione, al lavoro e alla tutela della salute, esplode di nuovo in maniera lacerante. Queste tragedie, che purtroppo continuano a caratterizzare la storia del lavoro nelle nostre comunita’, devono indurre, definitivamente, a scelte coraggiose e improcrastinabili sull’applicazione delle norme di sicurezza sul posto di lavoro, sui controlli e sugli investimenti che possano garantire ai lavoratori e ai cittadini una vita dignitosa”. “Ci meraviglia – dicono sindaco, giunta e Consiglio comunale di Martina – che l’incidente mortale si sia verificato in una fabbrica che da anni e’ sotto osservazione proprio sulla tutela del diritto alla salute da parte delle istituzioni e delle autorita’ competenti”. Il Comune di Martina infine annuncia che nel giorno dei funerali di Alessandro Morricella ci sara’ il lutto cittadino. Interviene anche il movimento ambientalista Peacelink, che dice che “Alessandro si era trasformato in una torcia umana. Tutto cio’ e’ avvenuto l’8 giugno in quell’altoforno 2 che doveva essere fermato nel 2012 per ordine della Magistratura assieme a tutta l’area a caldo. Invece l’altoforno 2 ha continuato a produrre grazie ai decreti e alle leggi battezzate “Salva-Ilva” che hanno concesso la facolta’ d’uso a impianti che sono ancora sotto sequestro”. (AGI)

(AGI) – Crotone, 12 giu. – E’ deceduto nel tardo pomeriggio di oggi all’ospedale” Pugliese” di Catanzaro il bambino di 9 anni colpito dal calcio di un cavallo. Antonio Cataldo Dell’Aquila, di Ciro’ Marina (Kr), era stato ricoverato nella serata di ieri dove i sanitari dell’ospedale di Crotone ne avevano disposto il trasferimento urgente una volta constatata la gravita’ delle sue condizioni. L’incidente e’ avvenuto in un terreno di proprieta’ della famiglia del bambino, in localita’ Pirainetto di Ciro’ Marina, dove si trovava in compagnia del padre. Ai Carabinieri l’uomo ha riferito di essersi distratto e di avere perso di vista il figlio, trovandolo subito dopo riverso a terra mentre il cavallo si allontanava. (AGI) .

(AGI) – Milano, 12 giu. – Sono stati arrestati in due ‘latinos’ fermati ieri sera per l’aggressione a due ferrovieri a Milano. L’accusa e’ di tentato omicidio. Gli arresti sono stati eseguiti dalla Polizia di Stato. I due sono ritenuti appartenenti alla banda di latinos ‘MS13′. La svolta dopo un lungo interrogatorio condotto negli uffici della Squadra Mobile dal procuratore Aggiunto Alberto Nobili e dal Sostituto Procuratore Lucia Minutella. Gli arrestati sono stati Jackson Jahir Lopez Trivino, 20 anni, ecuadoriano irregolare sul territorio e Jose’ Emilio Rosa Martinez, Salvadoregno 19enne. Quest’ultimo viene ritenuto come colui che ha utilizzato il machete nell’aggressione. Fondamentale, per l’individuazione dei due arrestati, e’ stato l’ausilio della Polizia Ferroviaria di Milano e la professionalita’ della volante del Commissariato Comasina che ha fermato ieri sera i due stranieri, dopo un’ora e mezzo dalla brutale aggressione a Villapizzone. Lopez Trivino e’ gia’ noto ai poliziotti della Squadra Mobile in quanto coinvolto con l’appellativo di “Peligro” nell’operazione Mareros del 2013 che porto’ all’esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare emesse, rispettivamente, dal G.I.P. del Tribunale ordinario e da quello del Tribunale per i minorenni, complessivamente nei confronti di 25 soggetti di cui 7 minorenni, per la maggior parte salvadoregni, affiliati all’associazione criminale denominata “MS13” Sono in corso le indagini da parte della Squadra Mobile per rintracciare altri componenti del gruppo che ha partecipato all’aggressione.

(AGI) – Roma, 12 giu. – Stipati in ottocento dove dovrebbero stare in duecento. E’ qui, nel centro d’accoglienza “Baobab” di via Cupa, a due passi dalla Stazione Tiburtina, il nuovo epicentro dell’emergenza immigrazione nella capitale. Ieri era arrivata la polizia a sgomberare il piazzale sotto il nuovo scalo ferroviario dove in tanti si erano accampati alla meglio. Oggi, ammaestrati dall’esperienza, uomini donne e ragazzi – profughi trasformati dal burocratese in “transitanti” – si distribuiscono in piccoli gruppi nelle vie del quartiere, seduti sul marciapiede, arrampicati su un muretto, raggruppati in qualche spazio verde. Pronti a scappare non appena vedono una divisa: la loro paura e’ di essere identificati, e di conseguenza – come vuole il Regolamento di Dublino – costretti a restare in Italia. Perche’ sono i Paesi del nord Europa la loro terra promessa. Ogni tanto gli agenti tornano, per chiedere i documenti, o quando gli assembramenti tornano a farsi troppo consistenti, e i profughi si allontanano di corsa, risalendo piazza delle Crociate, o attraversando via Tiburtina: i conducenti dei bus, allertati da un ‘passaparola’ interno, viaggiano cauti, per la paura di investirli. “Negli ultimi giorni ne sono arrivati tanti, soltanto oggi duecento tra eritrei, etiopi, sudanesi e somali – racconta Daniel Zagghay, responsabile della struttura – la situazione e’ drammatica, facciamo quello che possiamo ma nemmeno il cortile basta a contenerli tutti specie oggi che anche quelli che avevano cercato rifugio all’aperto, dove capitava, sono tornati dentro”. I posti letto, in origine, erano 210, il sacrificio della sala tv ha consentito di ricavarne altri 60, ma “soltanto nell’ultimo mese abbiamo ospitato poco meno di 7600 persone. In media restano da noi una settimana, i piu’ fortunati anche meno, giusto il tempo di recuperare un po’ di energie e di ricevere i soldi necessari a raggiungere parenti o amici in altri Paesi”. Sperando di attenuare l’impatto sulle vie limitrofe e di creare meno problemi possibile ai residenti, “Baobab” ha accolto inizialmente donne con bambini, minori non accompagnati, soggetti con estrema fragilita’ , e poi gli altri, “tenendo le porte il piu’ possibile chiuse – ammette Zagghay – ma oggi che il numero dei ‘transitanti ‘ e’ diventato cosi’ elevato la loro presenza appare evidente per lo piu’ in via Tiburtina, sotto ai ponti vicini alla stazione e intorno al capolinea dei bus: il rischio di creare una emergenza sociale e di alimentare le proteste dei cittadini c’e’, ne siamo consapevoli. Anche se in tanti, anche nelle ultime ore, hanno bussato alle nostre porte portando roba da mangiare e vestiti”. A destare preoccupazione e’ anche il progressivo, possibile deteriorarsi delle condizioni igieniche. Gli ambienti del Centro, infatti, vanno ogni giorno disinfettati e sterilizzati, compresi materassi e lenzuola, e non sono mai abbastanza saponi, detergenti, lavatrici e spazi per stendere la biancheria:non manca qualche caso di scabbia, ma i volontari della Croce rossa – presenti con un camper a pochi metri dal cancello di ingresso – fanno un centinaio di visite al giorno e, di intesa con le altre associazioni, aiutano a distribuire centinaia di pasti. Ieri sera la fila per mangiare arrivava fino al Verano. (AGI) .

(AGI) – Taranto, 12 giu. – E’ morto alle 15,50 di oggi nella rianimazione del Policlinico di Bari Alessandro Morricella, il dipendente Ilva di 35 anni rimasto gravemente ustionato lunedi’ sera in un incidente verificatosi all’altoforno 2. Lo annunciano fonti sindacali. II lavoratore, dopo un breve passaggio dall’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, era stato trasferito d’urgenza la sera stessa al Policlinico ma le sue condizioni in questi giorni sono sempre rimaste gravissime. Morricella stava eseguendo un controllo della temperatura della ghisa quando e’ stato investito da una fiammata mista a getti di ghisa. Ha riportato ustioni di terzo grado sul 90 per cento del corpo. Sull’incidente la Procura di Taranto ha aperto un’inchiesta affidata al sostituto procuratore Antonella De Luca. Diverse le persone gia’ interrogate per ricostruire la dinamica dell’incidente che potrebbe essere avvenuto per un anomalo accumulo di gas nell’impianto. Ma ci sono altri punti da chiarire: per esempio, non sarebbe stata ritrovata la cover che il personale addetto a queste operazioni nell’area di colata solitamente indossa. Lo Spesal dell’Asl mercoledi’ scorso ha effettuato un sopralluogo nell’area dell’altoforno 2 e ha imposto all’Ilva prescrizioni di sicurezza da attuarsi nell’arco di 60 giorni. Dopo l’incidente all’Ilva ci sono state 24 ore di sciopero. Morricella, sposato e con due figli, viveva a Martina Franca, comune della provincia di Taranto. (AGI) .

(AGI) – Taranto, 12 giu. – La conferma dell’ergastolo inflitto in primo grado a Cosima Serrano e Sabrina Misseri, madre e figlia, per l’omicidio della dell’allora quindicenne Sarah Scazzi avvenuto ad Avetrana (Ta) il 26 agosto del 2010, e’ stata chiesta oggi dal pg Antonella Montanaro nella sua requisitoria davanti alla corte d’appello di Taranto. Per il pg, dunque, Sabrina e Cosima sono le autrici materiali del delitto mentre Michele Misseri, padre di Sabrina e marito di Cosima, avrebbe solo trasportato il corpo senza vita della ragazza dall’abitazione di Avetrana in campagna dove poi fu ritrovato in un pozzo cisterna il 7 ottobre del 2012. “Una la tratteneva e l’altra la strangolava” ha detto il pg indicando il ruolo avuto dalle due donne. La tesi che l’accusa ha sostenuto in primo grado viene quindi confermata anche in appello e non lascia alcun spazio a quanto rivendicato da Michele Misseri che mesi fa e’ tornato a riattribuirsi il delitto. Il movente del delitto resta la gelosia che Sabrina nutriva verso la cugina. Entrambe le ragazze, infatti, erano legate ad un giovane di Avetrana, Ivano Russo, e Sabrina soffriva – ha rammentato il pg nella requisitoria – non solo per il suo aspetto fisico rispetto a quello di Sarah, ma anche per il fatto che le sue attenzioni verso Ivano non erano corrisposte. L’uccisione di Sarah non e’ stata premeditata, ha detto ancora il pg, ma frutto di impeto, di un contrasto tra le due ragazze che era andato progressivamente maturando. E che aveva coinvolto anche le due famiglie: Cosima e la madre di Sarah, Concetta, sono infatti sorelle. All’udienza di oggi sono presenti Michele e Sabrina Misseri, la quale, prima che il pg Montanaro parlasse, ha reso dichiarazioni spontanee, dicendo di essere molto addolorata per il fatto che si pensi che lei abbia potuto uccidere la cugina. Sabrina Misseri ha poi interrotto tra le lacrime la sua breve deposizione. Dopo la requisitoria, prossima udienza dedicata alla discussione della difesa mentre la sentenza e’ attesa per gli inizi di luglio.(AGI) .

(AGI) – Roma, 12 giu. – E’ morta Micol Fontana, l’ultima delle tre sorelle fondatrici della casa di alta moda ‘Sorelle Fontana’. Era nata nel 1913. Le tre stiliste con i loro abiti hanno vestito numerose attrici di Hollywood, tra cui Audrey Hepburn, Grace Kelly, Liz Taylor e Ava Gardner, nonche’ nomi celebri del jet-set come Jacqueline Kennedy Onassis. “Voglio esprimere, a nome mio e della citta’, profondo cordoglio per la scomparsa di Micol Fontana, straordinaria protagonista della moda e dell’impresa romana e del nostro Paese”, ha dichiarato il sindaco di Roma, Ignazio Marino. “E’ stato un privilegio conoscere la signora Fontana e accoglierla in Campidoglio, insieme alla famiglia, per festeggiare il suo centesimo compleanno con una mostra evento nei Musei Capitolini. Ricordo con grande emozione quella ricorrenza, che e’ stata per tutti noi anche l’occasione per celebrare un’eccellenza italiana. Un simbolo indelebile di sapere e creativita’, del quale continueremo a fare tesoro”, ha concluso il sindaco Marino. (AGI) .

(AGI) – Roma, 12 giu. – Allerta della Protezione civile per temporali al nord Italia. Un’estesa perturbazione atlantica genera correnti umide e particolarmente instabili che, dalla penisola iberica, si dirigono verso il nord Italia apportando precipitazioni diffuse, anche a carattere temporalesco. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le Regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticita’ idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino di criticita’ consultabile sul sito del Dipartimento. Dal pomeriggio-sera di oggi, venerdi’ 12 giugno, l’avviso prevede precipitazioni, anche a carattere temporalesco, su Piemonte e Friuli Venezia Giulia. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensita’, frequente attivita’ elettrica, forti raffiche di vento e locali grandinate. Sulla base dei fenomeni previsti e’ valutata per domani criticita’ gialla per rischio idrogeologico sulla Liguria e su gran parte della fascia costiera toscana, sul Friuli Venezia Giulia e su buona parte del Piemonte, della Lombardia e del Veneto settentrionale, nonche’ sull’Appenino reatino e sul bacino del Nera Corno in Umbria. Criticita’ gialla per rischio idraulico, invece, sulla pianura lombarda occidentale. (AGI) .

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