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(AGI) – Roma, 5 giu. – Le infusioni somministrate con il metodo Stamina sono “pericolose o comunque non sicure per la salute umana”. Lo scrive la sesta sezione penale della Cassazione spiegando perche’, il 21 aprile scorso, confermo’ il sequestro preventivo dei materiali depositati presso gli Spedali civili di Brescia. La Suprema Corte rileva che al metodo Stamina “non puo’ annettersi validita’ scientifica”: allo stato, si legge in una delle sentenze depositate oggi, “non vi sono risultati consolidati ne’ sul tipo di cellula da utilizzare, ne’ sulla via di somministrazione ne’ sulla capacita’ di differenziazione e neppure sul reale beneficio clinico determinato da questo tipo di trattamenti”. I giudici di legittimita’ aggiungono che “deve riscontrarsi una serie di gravi violazioni sia delle norme sulla fabbricazione dei medicinali per terapie avanzate, somministrati con il predetto metodo, sia delle norme sulla qualita’, tracciabilita’ e farmacovigilanza dei prodotti”. Tra i rischi segnalati nella sentenza, la “contaminazione batterica”, “ematoma o emorragia”, “infezione”, “insorgenze di patologie legate a una regolazione immunitaria”, legati alle “attivita’ di estrazione e re-inoculazione delle cellule staminali poste in essere senza le dovute precauzioni e al di fuori delle procedure richieste dalla legge, non solo nel periodo immediatamente susseguente all’infusione, per le caratteristiche di non purezza e di inidoneita’ del prodotto, ma anche in periodi successivi e lontani dall’infusione, per la possibilita’ di insorgenza di processi proliferativi difficilmente prevedibili”. Infatti, sottolinea la Corte, “circa il 25% dei pazienti di cui e’ stato possibile consultare le cartelle cliniche e le schede di monitoraggio ha presentato eventi avversi, nel 14% dei casi anche gravi”. (AGI) .

(AGI) – Milano, 5 giu. – Domenica 14 giugno, con l’introduzione dell’orario estivo, il Frecciarossa 1000 entrera’ in servizio commerciale sulla rete Alta Velocita’ italiana: sei convogli della nuova serie dei supertreni di Trenitalia effettueranno otto collegamenti giornalieri no-stop tra Roma e Milano, sette di questi avranno come partenza o destinazione Torino, quattro invece Napoli.

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E’ quanto ha reso noto l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Italiane, Michele Mario Elia, nel suo intervento in occasione del viaggio in anteprima dell’Etr 1000 (Frecciarossa 1000) organizzato per le istituzioni e i media auspicando che a dicembre il ministero dei Trasporti e l’Authority per la Sicurezza Ferroviaria (Ansf) autorizzino il nuovo treno ad aumentare la velocita’ dagli attuali 300 a 350 kmh in modo da ridurre i tempi di percorrenza . “E’ una giornata importante – ha detto il top manager – si chiude un ciclo e se ne apre un altro molto impegnativo. Questo treno e’ una eccellenza italiana nel sistema ferroviario, un’eccellenza del ‘made in Italy’ integrato tra infrastrutture e questo nuovo treno altamente ‘performante’. Siamo qualificati come quelli che in Europa offrono il miglior servizio ad alta velocita’”. Elia ha poi sottolineato che il nuovo treno “e’ in grado di raggiungere una velocita’ massima di 400 km/h ma attualmente non si possono superare i 300 km/h, A dicembre contiamo di poter viaggiare a 350 km/h. Potremo cambiare i tempi di percorrenza – ha spiegato – solo quando avremo un aumento di velocita’ significativo nei termini di 50 km/h”. E con un aumento di velocita’ a 350 km/h, secondo le Fs Italiane, il tempo di percorrenza tra Roma e Milano dovrebbe scendere dalle attuali 2 ore e 55 minuti a 2 ore e 20. I collegamenti Frecciarossa 1000 aumenteranno progressivamente grazie al proseguimento delle consegne da parte delle aziende costruttrici: AnsaldoBreda e Bombardier. “Questo – ha osservato Elia – consentira’ di utilizzare l’attuale Frecciarossa anche su altre rotte”. A oggi sono sei i Frecciarossa 1000 gia’ consegnati dalle aziende costruttrici a Trenitalia, entro dicembre 2015 saliranno a 18-20 nuovi treni completi. La consegna dell’intera commessa si completera’ entro i primi mesi del 2017. Il Frecciarossa 1000, spiega una nota, “ha conseguito l’omologazione a 300 km/h, tecnicamente l’Amis (Autorizzazione di Messa In Servizio) lo scorso 14 aprile, dopo circa due anni di test e prove in linea. Il Frecciarossa 1000 – sottolinea la nota – e’ oggi, in campo ferroviario, l’emblema dell’eccellenza tecnologica e stilistica italiana: ogni sua qualita’ punta al top. Frutto di un investimento di 1,6 miliardi di euro da parte di Trenitalia, il Frecciarossa 1000 e’ veloce, sicuro, confortevole, ecologico, completamente interoperabile, capace quindi di viaggiare su tutte le linee ad alta velocita’ dell’Unione Europea e accorciare sempre piu’ le distanze, in Italia e in Europa. I tempi di viaggio tra tutti i capoluoghi toccati dalla rete ad alta velocita’ potranno, in futuro, ridursi ancora e la qualita’ del viaggio migliorare. Tutto a vantaggio di una maggiore competitivita’ del treno rispetto all’aereo, ai pullman e alle auto”. “Progettato per una velocita’ massima di 400 km/h e una velocita’ commerciale di 360 km/h, il Frecciarossa 1000 e’ attualmente ammesso all’inserimento in servizio per i 300 km/h. Il nuovo treno di Trenitalia si distingue per un’accelerazione di 0,7 m/sec2 da zero a 300 km/h in 4 minuti e per il sistema a trazione distribuita con suoi 16 potenti motori, capace di sfruttare sempre al meglio l’aderenza ai binari. Dotato di speciali carrelli, che gli conferiscono un assetto tale da controbilanciare sempre adeguatamente le forze centrifughe dell’alta velocita’ , il Frecciarossa 1000 vanta un ottimo rapporto massa/potenza, ottenuto grazie alle particolari leghe leggere utilizzate per le casse dei veicoli e per gli arredi. Ogni suo singolo dettaglio, a partire dal profilo della testata, e’ stato studiato e affinato per ridurre la resistenza aerodinamica, garantendo sempre sicurezza e comfort, per i viaggiatori e il personale del treno”. Sul fronte della sicurezza, “il Frecciarossa 1000 – secondo la nota – raggiunge il top anche in fatto di safety, perche’ fornito del piu’ evoluto sistema tecnologico di controllo della marcia del treno, l’Ertms/Etcs, che elimina la possibilita’ di errore umano, monitora istante per istante il viaggio e interviene in automatico, in caso di necessita’. Le sue apparecchiature di segnalamento di bordo integrano i differenti sistemi gestionali nazionali con quelli unificati a livello europeo, assicurando quindi, sempre e in ogni Paese, la massima sicurezza. La sua sicurezza deriva anche dalla massima affidabilita’ conseguita grazie a un sistema di diagnostica predittiva che controlla tutti gli impianti di bordo e trasmette ogni informazione utile al personale sul treno, alle sale operative, ai centri di manutenzione. Cosi’ da rendere tempestiva ed efficace la gestione di eventuali anormalita’. Ed e’ infine sicuro per i materiali adottati, per la distribuzione e conformazione degli spazi interni, per la sua ottima accessibilita’ garantita da 32 porte di entrata/uscita”. Ottima performance anche dal punto di vista ecologico. “Il Frecciarossa 1000 e’ il primo treno AV al mondo ad avere ottenuto la certificazione di impatto ambientale (EPD), perche’ riesce a contenere in 28 grammi l’emissione di Co2 a passeggero chilometro. Un risultato che si spiega grazie alla sua ridottissima resistenza aerodinamica, all’ottimo rapporto massa/potenza e al conseguente risparmio energetico. Prestazioni di eccellenza anche in fatto di abbattimento dei livelli di rumorosita’, riduzione delle vibrazioni, scelta dei materiali: riciclabili per piu’ del 90% e rinnovabili per il 97%”. La nota tiene poi a far presente la comodita’ e l’eleganza del nuovo treno. “Nel Frecciarossa 1000 – si legge nel comunicato – ogni dettaglio e’ stato curato con un riguardo particolare al comfort e alla qualita’ del viaggio: adeguata fruibilita’ di tutti gli spazi, ampiezza dei corridoi, sedili ergonomici, insonorizzazione acustica, luci a led, climatizzazione ambientale, accessibilita’ di persone a ridotta mobilita’, monitor di bordo, prese di corrente per PC, connessione wi-fi. E vibrazioni pressoche’ inesistenti, in virtu’ delle particolari sospensioni di cui sono dotati i carrelli”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 5 giu. – Giornata di interrogatori nel carcere romano di Regina Coeli per i primi esponenti politici finiti in manette nell’ambito della seconda tranche dell’inchiesta su ‘Mafia Capitale’. Il primo ad affrontare il giudice Flavia Costantini e’ stato Mirko Coratti, ex presidente dell’assemblea capitolina, che ha respinto l’accusa di corruzione.

Mattarela, “Contrasto a corruzione deve essere severo”

Ros: gli indagati e i perquisiti di ieri

“Mai avuto rapporti, illeciti o di natura economica, con Salvatore Buzzi. Basta leggersi le carte dell’inchiesta: non c’e’ una sola conversazione con lui, intercettata, che mi riguardi”., ha detto Coratti, difeso dall’avvocato Filippo Dinacci. Stando a quanto si e’ appreso, Coratti, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, ha detto al giudice che non ha mai beneficiato di somme di denaro di provenienza illecita e che mai gli sono stati promessi dei soldi da Buzzi o da soggetti vicini al presidente della cooperativa ’29 giugno’ per mettersi al servizio dell’organizzazione criminosa, come ipotizzato dalla procura. Coratti avrebbe detto, tra l’altro, di non sapere nulla dei 10mila euro versati da Buzzi all’associazione ‘Rigenera’ (“non sapevo nulla di questi soldi”), peraltro regolarmente iscritti al bilancio, e ha ribadito al gip: “Buzzi di certo non parlava con me”.

Audio: “La mucca va munta”

Oltre a quello di Coratti oggi sono previsti gli interrogatori di dell’ex assessore della giunta Marino, Daniele Ozzimo, dell’ex responsabile del dipartimento affari sociali del Comune, Angelo Scozzafava e del vicepresidente della cooperativa La Cascina, Francesco Ferrara. “I provvedimenti cautelari che hanno interessato alcuni propri dirigenti non riguardano in alcun modo reati di ‘mafia’. Nessuno dei soggetti coinvolti e’ accusato di aver tenuto comportamenti ‘mafiosi'”, e’ la precisazione del presidente del Cda della coop “La Cascina”, Giorgio Federici.

“Il fulcro degli addebiti mossi nei confronti de ‘La Cascina’ – ricorda Federici – riguarda il Centro di accoglienza dei richiedenti asilo-Cara di Mineo, sito nei pressi di Catania. A tal riguardo e’ ferma convinzione della cooperativa che le procedure di affidamento si siano svolte nel pieno rispetto della normativa vigente e conformemente ai criteri di evidenza pubblica”.

E mentre il Campidoglio stamane e’ blindato ai cronisti, dalle carte dell’inchiesta risulta che tra i 21 indagati a piede libero figurano, tra gli altri, Maurizio Venafro, gia’ capo di gabinetto del Governatore Nicola Zingaretti e Marco Visconti, l’ex assessore all’Ambiente della giunta capitolina guidata da Alemanno. (AGI)

(AGI) – Roma, 5 giu. – E’ di 21 feriti lievi il bilancio di un tamponamento tra due convogli della linea B della metro di Roma, all’altezza della fermata Eur Palasport, direzione Laurentina. L’incidente si e’ verificato mentre un treno fermo alla banchina stava per ripartire con semaforo verde. Il treno successivo e’ sopraggiunto tamponando il mezzo era ancora fermo. Sul posto sono giunte le ambulanze del 118 e gli agenti del commissariato Esposizione.

Metro B: bloccata linea per almeno 4, 5 ore – VIDEO

Secondo il 118, i feriti hanno subito traumi minori: in tutto i pazienti trasportati in ospedale, tutti codici verdi e gialli, in seguito al tamponamento di due convogli della metro B. A stilare il bilancio, “ad emergenza finita”, e’ il 118 secondo cui le situazioni piu’ gravi riguardano un passeggero con la clavicola fratturata ed uno con sospetta frattura del bacino. I pazienti sono stati trasportati in diversi ospedali (San Giovanni, sant’Eugenio, San Camillo, Isola Tiberina, Casilino, Tor Vergata, Aurelia hospital) per evitare il sovraffollamento dei pronto soccorso piu’ vicini al luogo dell’evento. Ares 118 e’ intervenuta con 14 ambulanze e tre auto mediche di coordinamento.

Servizio interrotto fra Magliana e Laurentina

Testimoni, “Pensavamo a una bomba” – VIDEO

Il servizio della metro B e’ interrotto nel tratto Eur Magliana-Laurentina. Atac “ha immediatamente inviato i tecnici sul posto e allertato Vigili del Fuoco e 118. Nel frattempo l’azienda ha attivato un servizio sostitutivo di autobus che serve il tratto interrotto. L’incidente, le cui cause sono ancora da accertare, si e’ verificato in galleria all’ingresso di Eur Palasport. Secondo le prime rilevazioni ci sarebbero alcuni passeggeri contusi”.

(AGI) .

(AGI) – Roma, 5 giu. – “I provvedimenti che hanno interessato alcuni propri dirigenti non riguardano in alcun modo reati di ‘mafia’. Nessuno dei soggetti coinvolti e’ accusato di aver tenuto comportamenti ‘mafiosi'”. E’ quanto precisa il presidente del Cda della coop “La Cascina”, Giorgio Federici, all’indomani della notizia del nuovo filone di inchiesta su “Mafia capitale”. “Il fulcro degli addebiti mossi nei confronti de ‘La Cascina’ – ricorda Federici – riguarda il Centro di accoglienza dei richiedenti asilo-Cara di Mineo, sito nei pressi di Catania. A tal riguardo e’ ferma convinzione della cooperativa che le procedure di affidamento si siano svolte nel pieno rispetto della normativa vigente e conformemente ai criteri di evidenza pubblica”. “Le autorita’ coinvolte nelle procedure e nella valutazione dei servizi erogati – si legge in una nota – hanno, nel tempo, confermato la legittimita’ amministrativa delle gare e l’eccellenza delle prestazioni rese. L’avvocatura dello Stato, l’Autorita’ per la vigilanza dei contratti pubblici (Avcp), nell’anno 2012, hanno evidenziato la coerenza dei percorsi amministrativi con la normativa di settore. Da ultimo il 2 aprile scorso Anne Brasseur, nella sua qualita’ di presidente Dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (la terza carica del Parlamento Ue), recandosi presso il Cara di Mineo nel rilevare la sua impressione sulla gestione del Centro, ha dichiarato: ‘sono rimasta particolarmente colpita dall’umanita’ con la quale vengono offerti i servizi agli ospiti, in particolare istruzione, assistenza sanitaria e psicologica alle donne e bambine e soprattutto dalla vivibilita’ che hanno all’interno di un centro con oltre 3000 ospiti”. “Si confida – conclude il presidente del Cda- che l’autorita’ giudiziaria fara’ chiarezza sulle contestazioni nella convinzione che ciascuno dei dirigenti della Cooperativa abbia operato nel pieno rispetto delle norme. La Cascina conferma il proprio impegno per la tutela della qualita’ dei servizi resi ed attesta la quotidiana passione profusa dalle migliaia di lavoratori che hanno reso la Cooperativa uno dei gruppi imprenditoriali italiani di maggior rilievo nel territorio nazionale. Questo per la tutela dei clienti e delle istituzioni che quotidianamente esprimono la proprio fiducia nell’operato de La Cascina in tutta Italia, nonche’ nell’interesse dei bisogni dei numerosissimi utenti a cui sono risvolti i servizi erogati”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 5 giu. – “Mai avuto rapporti, illeciti o di natura economica, con Salvatore Buzzi. Basta leggersi le carte dell’inchiesta: non c’e’ una sola conversazione con lui, intercettata, che mi riguardi”. Si e’ difeso cosi’ davanti al gip Flavia Costantini Mirko Coratti, l’ex presidente dell’assemblea capitolina interrogato nel carcere di Regina Coeli dopo l’arresto per corruzione nell’ambito del secondo filone di indagine su ‘Mafia Capitale’. “Il coinvolgimento di Coratti – ha spiegato il suo difensore, l’avvocato Filippo Dinacci – e’ un equivoco giudiziario che sara’ la giustizia a chiarire. Il mio assistito ha respinto le accuse in modo fermo e determinato”. Stando a quanto si e’ appreso, Coratti, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, ha detto al giudice che non ha mai beneficiato di somme di denaro di provenienza illecita e che mai gli sono stati promessi dei soldi da Buzzi o da soggetti vicini al presidente della cooperativa ’29 giugno’ per mettersi al servizio dell’organizzazione criminosa, come ipotizzato dalla procura. Coratti avrebbe detto, tra l’altro, di non sapere nulla dei 10mila euro versati da Buzzi all’associazione ‘Rigenera’ (“non sapevo nulla di questi soldi”), peraltro regolarmente iscritti al bilancio, e ha ribadito al gip: “Buzzi di certo non parlava con me”. Oltre a Coratti il gip Costantini sentira’ l’ex assessore della giunta Marino, Daniele Ozzimo, l’ex responsabile del dipartimento affari sociali del Comune, Angelo Scozzafava e il vicepresidente della cooperativa La Cascina, Francesco Ferrara. (AGI) .

(AGI) – Roma, 5 giu. – Aveva affari in Venezuela, Luca Odevaine, componente del Tavolo di Coordinamento Nazionale sui flussi migratori non programmati almeno fino all’ottobre del 2014. In Sudamerica stava cercando di avviare una serie di iniziative imprenditoriali che portava avanti anche grazie ai soldi, provento di corruzione, che intascava dai dirigenti del gruppo ‘La Cascina’.

Ros, gli indagati e i perquisiti di ieri

Per il gip Flavia Costantini, che ha respinto una nuova misura cautelare per lui, considerato che e’ detenuto da dicembre a Torino e che restera’ in carcere altro tempo ancora figurando tra gli imputati del giudizio immediato, e’ indicativa una conversazione del 27 marzo 2014 tra Odevaine e il suo uomo di fiducia Marco Bruera: il primo, raccomandando “assoluta riservatezza”, dice all’altro di aver ricevuto denaro in contante, “parte del quale gli consegnava dandogli istruzioni per effettuare versamenti frazionati per importi inferiori ai 5 mila euro” e spiegandogli come evitare che l’istituto bancario facesse la segnalazione in base alla legge sull’antiriciclaggio.

Audio: “La mucca va munta”

Odevaine: “M’hanno dato dei soldi… che devo versare in Venezuela… pero’ me li hanno dati ieri sera per cui stamattina so’ andato in banca qua al Monte dei Paschi … e non posso versarli tutti perche’ senno’ mi fanno la segnalazione all’antiriciclaggio… piu’ di 5mila euro per ogni versamento ti segnalano subito… ora per evitare la segnalazione io ho versato 4500 euro a Monte dei Paschi stamattina piu’ altri 4mila e 5 li versiamo domani… poi se tu fai la stessa cosa adesso li’ alla Banca Popolare di Vicenza 4 e 5 oggi, 4 e 5 domani, sono 9 9…18 mi sa che bisognera’ fare poi la settimana prossima un altro paio di versamenti, io te li lascio a casa…. le buste gia’ divise con 4 mila e 5 e la settimana prossima li vai a versare… mi sa che complessivamente m’hanno dato circa 30mila euro da versare…”.

Ci sono poi Mirko Coratti, ex presidente del consiglio comunale in quota Pd, dimessosi a dicembre dopo la prima ondata di arresti e il suo capo segreteria, Franco Figurelli. Per i pm, avrebbero ricevuto la promessa di 150mila euro, la somma di 10mila e l’assunzione di una persona segnalata da Coratti in cambio di una serie di favori da fare alle cooperative di Buzzi.

Gli investigatori dei Ros hanno documentato almeno cinque episodi che con certezza evidenziano “l’effettiva consegna delle somme di denaro” che Odevaine ha pattuito con i dirigenti del gruppo ‘La Cascina’. “Le indagini – sottolinea il gip – hanno consentito di individuare gli investimenti di Odevaine all’estero in piena corrispondenza con quanto icasticamente osservato da Salvatore Buzzi che in una conversazione, intercettata nei suoi uffici il 28 marzo del 2014, chiede ai suoi collaboratori: ‘No scusa ma se Odevaine c’ha tutta sta roba, scusa, perche’ se tu sei stipendiato dal Comune e pigli 3mila euro al mese come fai ad averci un impero in Venezuela? Scusa ma c’ha mezzo Venezuela! come se l’e’ fatto? col risparmio dello stipendio?'”.. E del resto e’ lo stesso Odevaine, in un dialogo del 24 ottobre 2014, intercettato, con il commercialista Stefano Bravo a spiegare il nesso “tra le retribuzioni concordate e ricevute dal gruppo La Cascina e il suo ruolo all’interno del Tavolo di Coordinamenti: “… chiaramente stando a questo Tavolo nazionale… avendo questa relazione continua con il Ministero… sono in grado un po’ di orientare i flussi che arrivano da giu’ anche perche’ spesso passano per Mineo e poi da Mineo vengono smistati in giro per l’Italia per cui un po’ a Roma e un po’ nel resto d’Italia”. (AGI)

(AGI) – Roma, 5 giu. – Stop dei benzinai in autostrada il 24 e 25 giugno prossimi. La serrata scattera’ alle 22 di martedi’ 23 fino alla stessa ora del 25 ed e’ stata proclamata da Faib Confesercenti Fegica Cisl e Anisa Confcommercio. “La decisione – si legge in una nota congiunta delle tre Federazioni – e’ conseguenza diretta ed inevitabile dello strappo operato dai concessionari che, in pendenza di una decisione definitiva del TAR -al quale proprio in questi giorni il MIT deve consegnare i piani di ristrutturazione della rete- del TAR sulla legittimita’ degli Atti di indirizzo governativi e soprattutto con un tavolo di concertazione avviato dai Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti e dello sviluppo economico, hanno inteso unilateralmente avviare le procedure di gara pubblicando i bandi. Bandi di gara costruiti secondo schemi che contrastano direttamente con le norme vigenti e conservano privilegi e lucrose rendite di posizione – in termini di pedaggi e royalty – che in questi anni hanno prodotto un decadimento verticale della qualita’ del pubblico servizio offerto all’utenza oltreche’ un livello di prezzi dei carburanti e del servizio di ristorazione piu’ alti d’Europa ad evidente danno dei consumatori e dei gestori stessi. Tuttavia – prosegue la nota sindacale – e’ bene rimarcare anche le colpevoli responsabilita’ del Mit e del Mise che proprio non riescono a liberare la loro azione dalle pressioni paralizzanti di operatori potenti come sono i concessionari autostradali stessi, ma anche le compagnie petrolifere ed i marchi della ristorazione”. “Per queste ragioni – conclude il comunicato di Faib, Fegica e Anisa – oltre ad confermare l’intenzione di impugnare presso il TAR tutti i bandi di gara pubblicati, hanno gia’ provveduto ad inviare un telegramma urgente ai Ministri competenti teso ad utilizzare le proprie competenze in ordine alla sorveglianza per l’attuazione delle concessioni pubbliche in autostrada allo scopo di interrompere immediatamente le procedure di gara e riconvocare immediatamente il tavolo di concertazione, il cui avvio aveva consentito la sospensione dello sciopero gia’ proclamato per il 5 e 6 maggio scorsi”. (AGI) .

(AGI) – Catanzaro, 5 giu. – Non e’ ancora uscita di scena la Procura ordinaria della Repubblica di Catanzaro che continua a indagare sull’omicidio di Domenico Bevilacqua, 54 anni, alias “Toro Seduto”, capo della comunita’ Rom del capoluogo calabrese, in stretta collaborazione con la Dda a cui il fascicolo era gia’ stato trasmesso ieri. Gli inquirenti, infatti, non escludono, al momento, una matrice diversa da quella mafiosa. Il boss e’ stato ucciso ieri mattina nel quartiere Aranceto del capoluogo di regione, nei pressi della sua abitazione, da due killer cher gli hanno sparato contro 7 colpi di pistola calibro 9, ferendolo mortalmente. L’uomo, soccorso da un’ambulanza, e’ deceduto in ospedale. I pm Mancuso, della procura ordinaria, e Capomolla della Dda, hanno concordato questa mattina di affidare l’incarico per l’esame autoptico al medico legale Giulio Di Mizio dell’universita’ di Catanzaro, il quale potrebbe proicedere nel pomeriggio o al massimo domani. L’autopsia servira’ anche a chuiarire definitivamente sia il numero dei colpi sparati sia la dinamica dell’agguato. Secondo quanto accertato dalla Polizia di Stato, Bevilacqua era solo quando e’ statio raggiunto da una moto scura con a bordo i due killer ed ha tentato inutilmente di fuggire a piedi. Per quanto riguarda invece la pistola calibro 9 trovata sul luogo dell’agguato, l’ipotesi resta quella che si tratta dell’arma che ha sparato e che sarebbe stata abbandonata nelle fasi concitate del delitto. L’arma e’ stata inviata al Ris di messina per accertare sia l’eventuale utilizzo in altri delitti sia per trovare elementi utili per risalire agli assassini. Proseguono infine le ricerche della moto usata dai due sicari e sulla quale ci sarebbero gia’ elementi ben precisi. Gli uomini della Mobile stanno ascoltando diverse persone che si trovavano nella zona ma che non avrebbero fornito elementi utili alle indagini. (AGI) .

(AGI) – Roma, 5 giu. – Clima bollente sull’Italia per molti giorni, ma anche temporali sulle Alpi, isole e centro-sud. L’estate e’ iniziata alla grande e l’anticiclone africano Scipione domina incontrastato tutte le regioni, ma permettera’ anche lo sviluppo di temporali. La redazione web del sito www.ilmeto.it comunica che “il caldo di Scipione continuera’ ancora per molti giorni, con temperature che in alcune zone potrebbero toccare anche i 36 gradi. La presenza di Scipione pero’ non impedira’ a rovesci e temporali di svilupparsi nelle ore pomeridiane, soprattutto sulle Alpi, Sardegna, Lucania, e zone interne tirreniche dalla Toscana meridionale fino alla Sicilia. Con il caldo l’umidita’ aumentera’ e cosi’ anche l’afa che sara’ moderata nelle grandi citta’”. Ma quanto durera’ questa ondata di caldo eccezionale? Secondo Antonio Sano’, direttore del sito www.ilmeteo.it, “anche per l’inizio della prossima settimana Scipione sara’ padrone della scena meteorologica italiana, ma iniziera’ a indebolirsi, con temperature meno calde e un maggior sviluppo di temporali, sia sui rilievi sia sulle pianure”. (AGI)

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